Menu Chiudi

Tag: drogba (pagina 1 di 2)

Calciomercato: l’ora delle scelte

Antonio Conte e la Juve devono scegliere. Programmare il futuro sulla base della convinzione del cambio di modulo, con in mente l’obiettivo di acquisire maggior pesantezza a livello internazionale.

Advertisment

Nomi giovani, gente adatta a palcoscenici ben più performanti della Serie A dominata per il terzo anno di fila.

Cambio di modulo e respiro internazionale. Ecco i fattori che Marotta e Paratici dovranno tenere a mente quando andranno sugli obiettivi. Su suggerimento di un Conte che prima di andare in vacanza ha già espresso le sue volontà più e più volte a Vinovo.

Advertisment

No a Drogba, per ragioni di età (e di costo). Sì a Morata e Berardi, per quel tocco di freschezza in un reparto, l’attacco, che cambierà molto.

Magari Sanchez, pallino di Conte sin dai tempi dell’Udinese, ma difficile da raggiungere a causa del prezzo del cartellino. Servirebbe un sacrificio che la proprietà non ha voglia di fare e allora la sensazione è che si debba passare dalle cessioni.

Proprio queste operazioni in uscita rappresenteranno il più grosso problema per i dirigenti bianconeri. I vari Vucinic, Quagliarella, Giovinco, per non parlare delle seconde linee, sono difficilii da piazzare, soprattutto da monetizzare a dovere. E’ però necessario. Sgravarsi anche di stipendi importanti, così da poter investire di nuovo.

Il gioco stupendo e affascinante del calciomercato. E non è ancora cominciato!

Advertisment

Drogba alla Juve: gli exit poll dei tifosi

Si è scatenata la corsa al commento. E visto che il calciomercato sarà oggetto di questo blog per almeno i prossimi tre mesi, non ci faremo scappare l’occasione per commentare l’affare Drogba.

Advertisment

Una potenza della natura, con numeri importanti, in una carriera di tutto rispetto. Didier Drogba è sempre stato un attaccante concreto, dal carattere spigoloso, con un cuore enorme donato al club in cui ha militato. Dalla Francia all’Inghilterra, passando per l’Oriente e il rientro in Turchia. E adesso?

Adesso la Juve tenta di ripetere le operazioni che in passato avevano dato ottimi frutti: da Boninsegna ad Altafini, senza dimenticare il grande Pietro Vierchwood comprato per dare certezze a una difesa che tornava nella grande Europa dopo tanti anni. Finì con la Coppa Campioni conquistata ai danni dell’Ajax, con il difensore che aveva da poco compiuto i 37 anni d’età. Più o meno come Drogba, a oggi 36 primavere.

Advertisment

Cabala a parte, il punto cruciale di questo affare è il concetto: via Vucinic e Quagliarella, non riscattato Osvaldo (per cifre impossibili e un punto interrogativo sui suoi mesi bianconeri), confermatissimi Tevez e Llorente, poco monetizzabile Giovinco, in attacco serve un puntero forte, d’esperienza, di peso, in grado di sostituire nei numeri e nei fatti il duo titolare. Uno tipo Drogba.

Se solo accettasse una riduzione dello stipendio e un impiego dettato più dalle esigenze dei titolari. A queste condizioni, la scommessa di un solo anno con Drogba andrebbe fatta, a questo punto. Che col ritorno alla base di Gabbiadini e l’acquisto di un attaccante esterno (buono per il 4-3-3) completerebbe le operazioni di mercato in avanti.

Drogba o non Drogba?

Advertisment

Galatasaray-Juventus Preparati all’Inferno

Sfida caldissima quella di stasera, ma come ha detto Buffon “non ho mai visto un tifoso segnare e se accade l’annullano”. Sintesi perfetta dello stato d’animo della Juve che si giocherà la qualificazione.

Advertisment

Mamma li turchi, con un italiano a dettare lo schema tattico e tanti ex del calcio che conta a guidare la squadra. Non sarà semplice, e infatti si chiama Champions League.

Advertisment

A Conte mancherà terribilmente l’esperienza di Pirlo, anche se non lo ammetterà mai. Al suo posto Pogba, ma il francese ha ben altre caratteristiche. Ciononostante gran parte del gioco distensivo di stasera passerà dai suoi piedi, con la possibilità di far girare Marchisio e Vidal in una posizione dove l’erede del numero 21 non esiste, purtroppo, al mondo.

Se è vero che il cuore del centrocampo è il punto nodale in cui si deciderà la gara, è pur vero che gli attacchi potrebbero sbilanciare ogni tipo di equilibrio. Il tabu di Tevez contro la malizia di Drogba. La classe di Snejder contro la crescita paurosa di Vidal. Con un Llorente in più da una parte, e un ex che darà il 200% dall’altra (leggi Felipe Melo, che però continua a spendere parole al miele per la sua ex squadra: massima stima).

In palio la qualificazione. In palio conferme e delusioni. Tocca alla Juve decidere che titolo dare al giornale di domani.

Advertisment

Top player? Non ce li possiamo permettere, quindi…

Chissá che ne pensa Conte. O meglio: lo sappiamo bene, ma lui non lo puó dire fino in fondo. Velatamente lo ricorda sempre, per cui lo supportiamo noi.

Advertisment

Se il top player non ce lo possiamo permettere, allora non possiamo permetterci un livello piú alto rispetto a quello raggiunto con merito da Antonio Conte. Il che suona strano, e fa un po’ male.

Le potenzialitá di Conte sono pazzesche. Dategli un paio di top player… e vincerá il mondo!

Invece dovrá arrangiarsi con i Padoin che, bene inteso, non é certo il maggior responsabile dell’uscita dalla Champions. Anzi. Peró é oggettivo che il peso specifico dei vari Asamoah e Padoin non puó reggere il paragone con Robben e Ribery, per esempio. E allora, secondo un vecchio motto del calcio anni ’70, val la pena osservare che chi ha gli esterni forti vince!

Advertisment

Se non possiamo permetterci il top player, allora il livello di questa Juve non potrá lievitare di molto. Rientrerá Pepe, Matri segnerá qualche altro gol, Quagliarella ne inventerá uno strepitoso, ma saranno estemporaneitá di gente di ottimo livello e nulla piú. Sufficiente in Italia fino a che gli altri non si rafforzeranno, ma non in Europa.

Vialli e Ravanelli, Peruzzi e Jugovic, Del Piero e Ferrara, Pessotto e Di Livio. Alcuni personaggi della Coppa Campioni del ’96. Zidane e Inzaghi, Davids e Conte: persero la Champions. Trezeguet e Nedved, Montero e Buffon: la ruota dei rigori non giró a nostro favore. Quanti di questi personaggi potrebbero essere paragonati agli attuali? Per esperienza e peso specifico?

Questo per dire che in realtá non occorrono ingenti investimenti, ma una seria programmazione che con Conte si é avviata. Serve tempo, ma una mano a velocizzare il processo puó arrivare proprio da un paio di innesti di primissimo livello. Posso azzardare? Cosa sarebbe accaduto con Drogba al posto di Anelka? Per non dire tutti gli affari mai portati a termine, sfumati per quel pratico (e corretto) senso dell’equilibrio economico.

Peró mi trovo pure d’accordo con alcune analisi sui numeri investiti a cui aggiungo le mie riflessioni. Conte voleva Walcott e Nani, arrivó Elia per 9,5 milioni di euro. Conte avrebbe voluto un bomber, é arrivato Anelka per 500 mila euro di stipendio per 5 mesi. Conte avrebbe voluto un esterno di corsa, é stato preso Peluso (fra i piú positivi in questo ultimo periodo) per 5 milioni di euro. Alla stessa cifra fu acquistato Padoin lo scorso anno insieme a Borriello (gol scudetto col Cesena, solo ingaggio da pagare). A budget riserviamo 7 milioni lordi per Iaquinta. Abbiamo pagato 2 milioni lordi per 4 mesi di Lucio. Piú lo stipendio di Bendtner. Una semplice somma suggerisce una cifra vicina ai 20/25 milioni di euro. Siamo sicuri che una simile somma non permette di arrivare a un qualcosa che assomigli a un top?

Advertisment

Finisce un calciomercato mai cominciato

Tempo di bilanci, ma in questo 2013 meglio non farli se tifi Juve. Da un possesso palla inefficace a un dominio territoriale mai tradotto in punti, dai gol incassati a quelli segnati. Più ovviamente il solito calciomercato in cui si continuano a evidenziare mostruosi limiti. Limiti di personalità, limiti di peso politico e contrattuale.

Advertisment

Prestiti, comproprietà, acquisti e cessioni: ma solo di giovani, specie se Under 18. Ziegler così finisce ancora in prestito e nelle casse non arriva denaro contante. Non si riesce più a piazzare un giocatore a un prezzo decente, se non addirittura giusto. E quando si chiede la valutazione di un giocatore da acquistare si ottiene come risposta il doppio del costo ragionevole.

Marotta continua a farsi prendere per la gola e magari si fermasse solo alla gola. La Juve conta molto poco in sede di campagna di rafforzamento. Ero abituato ai tempi in cui la Juve non chiedeva… ma acquistava, punto e basta. E magari la stampa lo sapeva solo quando il fax era arrivato in Lega e il contratto depositato. Qui invece le mosse si sanno sempre prima, molto prima e tutto avviene alla luce del sole quasi fosse una sorta di reality show.

Errare è umano e abbiamo già perdonato, ma perseverare è diabolico e non possiamo più né perdonare né attendere. Abbiamo bisogno tutti di una Juve più forte, sul campo e fuori dal campo. Abbiamo bisogno di recuperare un po’ di peso politico. Abbiamo bisogno di una Società presente e abile. Più di tutti ne ha bisogno Antonio Conte che ha già dimostrato di saperci fare con gli allenamenti, le tattiche, i media e il gruppo. Ora però la brutta sensazione di aver perso occasioni preziose comincia a insinuarsi in ognuno dei tifosi bianconeri.

Se l’arrembaggio doveva passare per l’elemosina di Belfodil (un ragazzotto per cui il Parma ha chiesto il cartellino di Quagliarella e 13 milioni di euro, a conti fatti valutato poco meno di 30 milioni di euro!!!) e dal tentativo quasi patetico di convincere la Samp a cedere Icardi (e ancora ci si è sentiti rispondere “10 milioni di euro” per un tizio che ha segnato 4 gol in una partita), allora vuol dire che siamo messi male. Non tanto coi nomi, perché vuoi vedere che Icardi diventerà un grande bomber? E Belfodil il nuovo Ibra? Ma siamo messi male con le tattiche e le strategie.

Devo credere davvero che la Juve non abbia avuto idee da macinare se non le ultime intuizioni l’ultimo giorno di mercato? Da Lisandro Lopez a Icardi passando per Belfodil? L’acquisto di Anelka lascia più di un dubbio e non si tratta dell’età del francese, ma della tipologia di giocatore. Alla Juve, a Conte in particolare, serviva un bomber, una prima punta, un Gilardino dei tempi d’oro, per non dire un Trezeguet di qualunque tempo. Uno che stava in area, uno che appena passava un pallone lo calciava forte verso la porta (per dirla in stile “Bar Sport”). Uno forte fisicamente, uno alto, uno possente. Invece è arrivato Anelka a costo zero, mentre si stavano spendendo 10 milioni per Icardi più Matri.

Advertisment

Ora, faccio due conti e provo a fantasticare, scusandomi con gli esperti di economia. 10 milioni per Icardi più Matri. Io avrei messo a budget 3 milioni di euro da destinare a Drogba da qui all’estate. Sai quanti palloni avrebbe messo dentro l’ivoriano? Metti Drogba al posto di Giovinco in Coppa Italia, o Drogba al posto di Vucinic contro il Genoa, o Drogba al posto di Quagliarella nel pareggio col Parma o nella sconfitta con la Samp. Qualche gol l’avrebbe infilato questo 35enne che appena un anno fa ha quasi vinto da solo la Champions.

Ora faccio altri conti. Quanto è costato Peluso? E perché non riportare a casa Masi che nel precampionato fu uno dei giocatori più positivi? Che razza di coerenza è quella di lasciar partire Masi e poi tentare un dissanguamento per Icardi? Che razza di coerenza è quella che porta all’acquisto di Anelka senza mai aver tentato l’approccio verso un bomber? Che poi avrei più perdonato Masi in caso di errore, ma convinto della crescita, che non un Peluso qualsiasi che già adesso sembra uno degli acquisti più sballati (visti gli errori che sono costati una qualificazione e una sconfitta).

Sono domande semplici, da uno che sta tentando di capire qual é la strada tracciata dalla Società, in questo caso Agnelli e Marotta. Perché qui una cosa soltanto è chiara: l’unico juventino è Antonio Conte, gli altri sembrano capitati per caso. E le difese immunitarie, i rospi da ingoiare, i silenzi per l’amore verso questa maglia… cominciano a mancare.

Errare è umano, perseverare non è da Juve.

P.S.

Dulcis in fundo non posso non sottolineare una cosa che ha dell’incosciente. Vuoi Poli? Prendi per il bavero il procuratore e il direttore della Samp e firmate insieme al bar dell’Atahotel. Invece anche lì si è andati per le lunghe per il gioco al rialzo di chi ovviamente sa che la Juve è un porto di mare. Morale: niente affare concluso, trattativa congelata, quasi definita, con altri due giovani di cui perderemo ovviamente il controllo (salvo poi riacquistarli a peso d’oro fra uno o due anni).

Advertisment

Juve a caccia del bomber?

Sono ore molto intense. Marotta a Torino, fra un telefonino e il centralino bianconero. Paratici a Milano probabilmente per qualche importante incontro o per volare con un diretto verso qualche destinazione europea. In particolare la destinazione più gettonata è Lione.

Advertisment

Da qualche ora si fa sempre più insistente la voce che vuole il club francese ormai alle strette. Il saluto di Lisandro Lopez al proprio pubblico è stato filmato in mondo visione e appare chiaro che il ragazzo ha messo in preventivo di lasciare la Francia. La Juve è una opportunità (ormai per molti!) e Conte ha dato l’ok all’operazione.

Il nodo dell’affare è riferito alle modalità: prestito oneroso con opzione per Marotta, prestito più obbligo per il Lione.

Advertisment

Il ragazzo interessa, ma la Juve vorrebbe semplicemente provarlo. Non una grande cosa per chi si appresta a dar battaglia in campionato e soprattutto in Champions. Discorso infatti che non si pone su Drogba: l’età pone un limite all’offerta bianconera ferma a 4 mesi + opzione per l’anno prossimo. Non certo alle cifre cinesi, inavvicinabili, ma alle condizioni juventine. Tocca a Drogba fare un passo verso Torino, contrariamente a quanto dicono certi esperti di mercato.

Discorso ancora differente per Llorente: è fatta per luglio, ma Marotta avrebbe offerto circa 3 milioni di euro per chiudere la trattativa già adesso.

Con Lisandro Lopez più vicino salgono allora le quotazioni di un non-se-ne-fa-nulla-in-uscita, vale a dire né Quagliarella né Matri lasceranno la Juve in questa sessione di mercato. Accadrà invece l’opposto quest’estate quando entrambi verranno ceduti. In questo senso, con la non conferma di Bendtner, per Marotta si apriranno le strade di un buon player: al top non crediamo più.

Advertisment

Da Drogba a Llorente, da Lisandro Lopez a… Gabbiadini

Fra tutti, a questo punto, prenderei Immobile. Ma Marotta non è in grado di prendere per il collo Preziosi, ridurlo al silenzio e portare in macchina Immobile da Genova a Torino. Triste, ma vero. Così prenderemo Gabbiadini, cioè il più facile. Ma anche il più simile a quelli in rosa perché il giovane del Bologna è più una mezza punta, più una seconda punta che un bomber. Così Marotta mi manda in confusione.

Advertisment

E ci risiamo: si parte col nome grosso e si scende via via fino a quello più facile. Più facile e più utile? No a mio avviso, anche se si spera sempre di fare il botto prima o poi lì davanti.

Advertisment

Il problema attuale è la totale emergenza. Prendi la partita casalinga di domani. No Marchisio, fuori Chiellini, problema per Vidal (che però scenderà in campo comunque), problema per Pirlo (in fortissimo dubbio), Vucinic a mezzo servizio, infortunio leggero per Quagliarella (recupera per la Lazio). Restano Giovinco e Matri in avanti, con Vucinic che verrà impiegato solo per un pezzo di match. Bella storia nel periodo più duro, con Udinese, Lazio, Genoa e Lazio nel giro di 10 giorni.

In tutto questo dovremmo inserire la testardaggine di Conte nell’insistere con un 3-5-2 che porta poco valore.

Tornando al mercato sai quanto bene ci farebbe un grande colpo? A livello di morale e a livello di campo. Un Drogba che arriva scuote l’ambiente, porta positività e forse porta pure qualche gol. Un Llorente che arriva non potrà fare peggio di Matri. Ma noi continuiamo a tifare i nostri, perché così si fa. E per uno strano scherzo del destino ci ritroviamo tutti aggrappati a Giovinco.

Advertisment

Calciomercato Juve: se non portiamo a casa nemmeno i nostri

Nel frattempo che raccogliamo dati utili per capire le dinamiche che hanno spinto Andrea Agnelli a votare Abete, facciamo il punto sul calciomercato bianconero. E più che un punto è una lama che trafigge il mio cuore.

Advertisment

Top player sono solo due parole per prendere in giro i tifosi, farli stare buoni e aumentare la tiratura: del marchio Juve, dei giornali. Non avere la capacità di prendere Llorente in questa sessione mi fa solo immaginare che questa Società non voglia ripercorrere le strade di Moggi e Giraudo che arrivarono a mettere assieme metà dei giocatori in campo in una finale della Coppa del Mondo di calcio per nazioni.

Ma tralasciando il top player – posto che siamo tifosi attenti anche al periodo contingente, e quindi capiamo le reali difficoltà a spendere così tanti milioni – il problema maggiore è legato alla forza contrattuale della Juventus. Mi giunge voce che il Bologna ha resistito fino a stamattina al tentativo bianconero di portare a Torino Manolo Gabbiadini, Under 21 di proprietà della Juve. Questa news, unita all’avamposto di Preziosi sul nome di Immobile (di cui la Juve è co-proprietaria), mi fa un po’ vergognare e spiego il perché.

Ero abituato a ben altre mosse: voglio Vieira, si vende Maresca, poi una serie di giovanotti e ci si finanzia il colpo Vieira. Voglio Emerson e allora si fa di tutto per far litigare il Puma con la dirigenza giallorossa e lo si porta a Torino. Stesso discorso per Nedved e gli altri.

Advertisment

Marotta ha il grande merito di aver costruito una grande rosa, non certo equiparabile alle Juventus più forti della storia, ma qualche risultato è stato meritatamente raggiunto. Ora che è arrivato il momento del salto di qualità si fa fatica persino a portare a casa giocatori che sono nostri. Stoppati dal Bologna o dal Genoa, mica da Real Madrid e Manchester United.

Il piano dovrebbe essere chiaro a tutti, Società e tifosi: si vuole vincere, si vuole diventare sempre più forti aumentando il gap con le avversarie. Con Peluso? Per poi il prossimo anno giocare coi sondaggi “meglio Giovinco o Gabbiadini al fianco di Vucinic?”. A che gioco stiamo giocando?

Ci piacerebbe sentire il parere di Conte che secondo me si esporrà a breve, anche velatamente nel corso della conferenza stampa. A lui servono campioni per spingere la macchina ancora più forte, ne ha tutte le potenzialità, ma manca una sorta di Drogba, un nuovo Trezeguet, manca un campione di fascia che la Juve ha sempre avuto (da Nedved a Camoranesi, da Cabrini a Causio, tanto per citarne 4). Ad aggiungere gente di medio livello si rischia, appunto, di rimanere ingabbiati in tale livello. E Conte non può certo far miracoli a ripetizione trasformando medi giocatori in fenomeni.

E’ e sarà un mese decisivo, cominciato malissimo perché neanche la vittoria sofferta su un modestissimo Milan ha convinto e siamo già a corto di idee in attacco, aggrappati a un miracolo infermieristico su Vucinic, a un Giovinco reincarnato in Messi e in chissà quale tipo di esplosione di Matri e Quagliarella. Quando basterebbe un bomber vero, rodato, affidabile per risolvere ogni tipo di problema.

La critica in sé non è cattiva, a mio avviso. Posto che sarà poi tutto da vedere se l’ingresso di Gabbiadini o Immobile possa risolvere anche solo alcuni problemi in attacco, ma già il fatto di faticare a chiudere operazioni elementari e semplici come queste mi fa rimanere di stucco, incapace di mettere da parte i dubbi che ogni essere umano pensante avrebbe a questo punto della storia: ma questa Juve quanto conta?

Advertisment

E’ tempo di ripartire: c’è il Milan in Coppa Italia

Chi vince prende la Lazio che ha battuto il Catania. E sarebbe una rivincita, in ogni caso. Il Milan per buttarsi alle spalle un inizio di stagione pessimo, la Juve per riscattare la figuraccia già patita a San Siro e contro la Sampdoria in casa qualche giorno fa.

Advertisment

Dopo il passo falso interno per Antonio Conte si tratta di un esame importante, da dentro o fuori. Nessuno vuole mollare niente quest’anno, nemmeno una Coppa Italia che l’anno scorso è sfuggita proprio all’atto finale.

Advertisment

La brutta prestazione contro i ragazzi di Delio Rossi potrebbe lasciare strascichi a livello di scelte iniziali. Pronti Caceres (fuori Peluso?) e Marrone (turno di riposo per Pirlo?), con Vucinic che dovrebbe essere rilanciato al fianco di Giovinco. Ancora esclusione dunque per Quagliarella, anche se nelle ultime ore della serata di ieri si erano sparse voci su un suo possibile utilizzo. Occasione sprecata per Matri che ha di fatto aperto la corsa a un attaccante. A destra spazio per Isla e anche qui ci sarebbe l’idea di spostare il cileno sulla sinistra e lanciare Lichtsteiner. Vidal torna in mezzo al campo: la sua assenza si è sentita eccome. Uno fra Pogba e Giaccherini sostituirà l’infortunato Marchisio.

Ed è proprio di ieri la notizia di una apertura di Conte verso Drogba. L’affare andrebbe in porto solo alle condizioni di Marotta: contratto di 6 mesi, nessun costo di cartellino e ingaggio fra i 3 e i 5 milioni di euro. Prendere o lasciare. Intanto c’è il Milan.

Advertisment

Riparte la sfida

IoJuventino torna più veloce di prima. Siamo ormai a meno di 48 ore dalla sfida con la Sampdoria che sancisce la ripresa delle attività. Le vacanze sono servite per ricaricare le batterie e per ottenere un rinforzo in più (leggi Peluso). Conte ha torchiato i suoi con duri allenamenti e ripetizioni tattiche. D’ora in avanti non ci sarà spazio per rifiatare visto che il mese di gennaio è pieno zeppo di impegni.

Advertisment

Si comincia con la Samp di Delio Rossi e poi c’è il Milan in Coppa Italia. Una lunga volata verso gli ottavi di Champions League.

Da dove si riparte? Da una Juve consapevole di una grande forza, da una Juve matura capace di amministrare un terribile momento come l’assenza dell’allenatore per diversi mesi.

I punti di vantaggio non devono assolutamente distrarre: bisogna insistere, bisogna aggredire ogni singolo minuto in campo e, se possibile, aumentare i punti di distacco. Chi sia la seconda poco ci interessa, l’importante è che il distacco sia sempre maggiore.

Advertisment

Da Vucinic a Giovinco la Juve attende l’esplosione finale dei suoi immensi talenti. Se Pirlo, Marchisio e Vidal sono le sicurezze, escludendo tutta la difesa (la migliore d’Europa per rendimento), ora si attendono risposte dall’attacco. Non è un caso che Quagliarella e Matri sono sempre in bilico, nonostante i gol di Eta Beta e la doppietta al Cagliari di MitraMatri. E incombono diversi affari.

Ai giornali crediamo poco, per cui l’unica pista per adesso percorribile è quella che porta a Llorente. Perfino Conte si è espresso su questo nome promuovendolo, di fatto. Ma tutto sembra già fatto per giugno quando il basco arriverà a parametro zero a Torino. Per gennaio Marotta invece dovrà fare uno sforzo economico, non superiore ai 4/5 milioni di euro. Se il Bilbao accetta allora sarà fatta, altrimenti Llorente arriverà a giugno.

Restano i nomi di Suarez (sarebbe perfetto per Conte, ma costa tantissimo) e di Drogba (solo 6 mesi? L’ivoriano non accetterebbe pretendendo almeno 18 mesi di contratto).

Intanto domani si va in campo con i ragazzi che hanno permesso tutto questo.

Advertisment