Menu Chiudi

Tag: dybala (pagina 1 di 4)

Juventus: recuperare tutto, recuperare tutti

Dare di più, con voglia e spirito di sacrificio. Solo questo manca in questa stagione che sta mostrando grossi limiti di atteggiamento, vuoi per pancia indubbiamente piena, vuoi per motivazioni che possono anche mancare.

Advertisment

Vuoi anche perché, alla fine, due nozioni di tattica calcistica le sappiamo pure noi. Se all’atteggiamento si può supplire con un condottiero (Allegri lo e davvero?), alla tattica di supplisce con la tattica.

I due a centrocampo sono la debolezza sistemica più pericolosa di questa Juve. Non li reggiamo. Siamo a novembre e questo appare chiaro, tanto poi quando si analizzano le partite. Non li reggiamo. Punto.

Advertisment

Per questo è stato comprato Matuidi, in attesa del rientro di Marchisio (poi rotto anche lui). Più corsa, probabile poi 4-3-3, probabile nuovi innesti sulle fasce come Douglas Costa e Bernardeschi.

Se l’italiano deve dimostrare molto, il brasiliano non deve dimostrare nulla, se non il pieno adattamento alle idee dell’allenatore. Ma se non gioca… sarà difficile dimostrare ciò. Tanto più che poi il suo ingresso riesce comunque a rompere il ritmo e fornire nuove soluzioni. Intestardimento di Allegri francamente incomprensibile, alla luce delle scelte che sembrano quasi di inerzia: 4-2-3-1 e Mandzukic in campo.

Recuperare tutto, recuperare tutti, visto che è palese la sensazione di sciupare due fenomeni come Dybala e Higuain poco valorizzati da manovra e occasioni. Nell’anno più allenante: quello del VAR a targhe alterne.

Advertisment

Il calciomercato è gossip? Povero Einaudi

É finito, finalmente! Il calciomercato/gossip é finito. Pensavo di non farcela, ma fortunatamente, o sfortunatamente per chi non mi sopporta, sono ancora qui.

Advertisment

Quest’anno é stato particolarmente snervante.

Abbiamo pregato, fatto voti, sperato che nessuno andasse via, in particolare Alex Sandro e Dybala e, con nostra grande felicitá sono ancora bianconeri. Allo stesso modo, abbiamo pregato, fatto voti, rituali al limite del woodo perché tre giocatori andassero via… dai due su tre, dobbiamo impegnarci di piú, ma finalmente abbiamo una panchina cazzuta, ora. Olé!

Peró il viaggio é stato costellato da tante fake, che purtroppo, vanno ad alimentare un sentimento popolare, non molto carino, l’Antijuventinismo. Ed io con questo mio umile e, spero, utile memorandum, vorrei riproporre le piú esilaranti.

Evitiamo tutti quei giocatori, che anche secondo i loro agenti, sono stati cercati da grandi squadre, tipo Cassano, il Ninja romano, Koulibaly napoletano e pescarese e ultimo,ma non per importanza, Hysaj, che hanno avuto la forza di dire NO, alla brutta e cattiva Juve. Chiamasi pubblicitá e, se rifiuti una grande squadra, di sicuro fai parlare di te, galvanizzi i tifosi, che comprano la maglietta e attiri, come api col miele, i giornalisti. Evitiamo. Facciamoci due risate, ma evitiamo. In fondo devono campare pure loro.

E voglio anche evitare tutti i giocatori accostati dai giornalisti, senza apparente motivo, ad una squadra, con trattative di scambio, al limite quasi, della pura fantascienza. Esempio Strootman/Manolas e Cuadrado. Una roba cosí, nemmeno Asimov poteva metterla in piedi. Cuadrado?! Ok, il ragazzo non é costante, ogni tanto va preso a schiaffi, ma il Panita, ha fatto carte false per tornare alla Juve. E voi, scienziati del calciomercato/gossip, mi volete far credere che Marotta e Paratici, vogliano dare la Vespa, in cambio di chi? Un Simultare Cronico, insulto alla sportivitá piú pura o, un difensore, bravo per caritá, ma con la soglia del dolore bassissima? Tifosa si, ma non scema! Rispetto! Poi non chiedetevi come mai i giornali, non si vendono piú!

Evitiamo pure i giocatori nominati, fino alla fine, solo per tenere in piedi, l’incapacitá di alcuni giornalisti di cercare la notizia, come il povero N’Zonzi. Poveretto, che pena! Abbiate pietá, mettetevi nei panni di un giocatore, che sente, che la squadra arrivata in finale di Champions, che ha sconfitto il Barcellona dei Marziani, lo vuole. Non avete alcuna pietá! Addirittura tutti, ma proprio tutti erano d’accordo: N’Zonzi preferito da Allegri. Poi si scopre che il Siviglia non ha mai parlato con i dirigenti Juve. E anche dopo le parole ufficiali del Siviglia, tutti, ma proprio tutti, erano d’accordo che la Juve avrebbe affondato su N’Zonzi. Poi é arrivato Matuidi e persino i tifosi del Barcellona ci hanno inviadiato questo acquisto. E voi, pseudo giornalisti, avete fatto sparire quel poveretto di N’Zonzi. Vi rendete conto che Luigi Einaudi (per chi non lo sapesse: economista, giornalista, politico, nonché secondo Presidente della Repubblica) si rivolterebbe nella tomba?

Fornire notizie non significa crearle!

Io voglio evitare tutto questo e parlare delle piú gustose, di quelle che piú ci hanno fatto ridere. Voi subito direte Messi all’Inter. Io potrei dire Bale o Iniesta alla Juve. Voi direte Cristiano Ronaldo al Milan (Peppe Di Stefano, luglio 2017), io potrei dirvi Modric, Kroos, Rakitic alla Juve. Cavolo, ma che isteria collettiva é presa a noi juventini? Ma ragionate, non fatevi prendere dalla gola. No! Questi sono solo piccoli assaggi.

Divertenti, ma non da scompisciarsi come… come… come le fideiusioni che la Juve non ha presentato per Szczesny e Bernardeschi… fonte? Milanworld 5 agosto 2017… siete seri? Szczesny acquistato in Inghilterra e fideiussione non richiesta, per Bernardeschi dico, ragionate! Una societá che affronta il mercato senza debiti, perché la Juve aveva pagato sia Higuain, che Cuadrado, che Benatia, sempre in attivo in borsa, con un fatturato di 550mln, puó avere problemi nel trovare una schifosissima fideiussione? Ovviamente, la notizia FALSA, é stata cambiata in “i contratti non depositati”, falso! Tutti depositati il giorno della firma. Risultato? Figuraccia del sito che evidentemente voleva vendicarsi, delle voci sulle fideiussioni del Milan, questa volta vere.

Com’era come antipasto? E non é finita!

Che ne pensate della prossima? Un noto giornalista, di cui non faró il nome, per non comprometterne la credibilitá, Pedullá, di un noto canale del digitale terrestre, di cui non faró il nome, Sportitalia, ha dichiarato che il Napoli ha rifiutato un’offerta, dal Barcellona di 100mln, per Lorenzo Insigne… giuro! Non mi credete? Su Youtube trovate il video datato 23 Agosto 2017. Voi dite, ma puó essere credibile… vero, ma se una notizia é un caso, due sono una coincidenza e tre sono un’indizio, qui a parte Pedullá nessuno, ma dico nessuno, ha riportato la notizia.  Non vi basta? Ok, allora che ne pensate di Criscitello e la mega, super, mastodontica bufala di Pepe e James Rodriguez all’Inter? Giuro! Anche qui trovate il video su Youtube, addirittura prima ancora che iniziasse il mercato, 26 maggio 2017. Dopo Cardiff, vedrete… e tutti i tifosi interisti gasati a twittare il video di Pepe che prende a calci un giocatore della Juve, sperando fosse Dybala…

Ma non vi vergognate a dare false notizie? Povero Einaudi…

Ancora non basta? Alex Sandro al Chelsea. Lo davano tutti per partente. Ma proprio tutti. E arriva il primo no. Il Chelsea resiste. L’offerta arriva a 70mln, ma niente la Juve resiste, eppure anche ieri c’era qualche disperato, che invocava un ultimo colpo del Chelsea con possibile trasferimento di Alex Sandro. Niente, la Juve ha detto no e voi, giornalisti da quattro soldi, avete detto solo boiate.

Non siete soddisfatti? Dybala al Barcellona. Tutti, ma proprio tutti aspettavano l’offerta, soprattutto dopo la partenza di Neymar. Peccato che nessuno ha scritto che Dybala e Neymar giocano in posizioni diverse e quindi era improbabile un’offerta. Addirittura si parlava di una clausola verbale pro Barcellona. Poi senti l’agente di Dybala e scopri che é una bugia. Ma niente, gli irriducibili, hanno inventato la notizia, che ieri ha fatto il giro del web: 160mln per la Joya. Anche Marca sperava in un tentativo. Domanda: ma all’ultimo giorno di mercato che big vuoi vendere, che non puoi sostituirlo? Geni assoluti delle fake. E non dimenticatevi di Don Ballon che affermava, con assoluta certezza che il Real lavorava sotto traccia con la Juve, per avere Dybala.

Advertisment

Altro genio é quello della Gazzetta sull’offerta del Galatasaray per Asamoha. Notizia arrivata subito in Turchia, che hanno iniziato a festeggiare… solo poverini, non conoscono la Gazza rosa, non sanno che racconta solo bugie…

Ancora non siete soddisfatti? Tenetevi forte. Marchisio al Milan….

E qui tocchiamo il fondo…

No, dico, si sono buttati tutti a pesce sulla notizia…

Sono ancora sconvolta… ma sono cosí disperati?

Un minuto di silenzio…

Potete scoppiare a ridere.

Ne volete un’altra? Keita. Tutti, ma proprio tutti, ancora una volta, sembra quasi che si mettano d’accordo, erano sicuri che la Juve avesse un accordo, per averlo a parametro zero. Tanto che ad un certo punto Lotito ha minacciato di denunciare la Juventus, per scorrettezza. Qualche tifoso laziale iniziava ad odiarci. Keita ha schifato tutti. Milan, Inter, il Napoli delle meraviglie. Un indizio che Keita volesse solo la Juve. Addirittura voleva solo la Juve anche quando, zitto zitto e cacchio cacchio, il Monaco é entrato in scena. Voleva la Juve, anche sapendo che non avrebbe giocato tanto. E infatti Keita é andato… al Monaco! Ma come?! Non voleva solo la Juve?! Ciarlatani!

Tralascio Shick, perché quando si mettono in dubbio esperti di un rinomato ospedale, come il Gemelli e c’é la testimonianza dell’agente, che parla di dolori al petto, é chiaro che si é lucrato sulla salute del ragazzo. Forse la Roma doveva rifarsi dopo la figuraccia di Marhez, ma diamine, il ragazzo merita piú rispetto. Tralasciamola, per favore. Buona fortuna, Patrick.

Tralasciamo anche Spinazzola. Potrei attirare le ire di qualche tifoso. Sono dalla parte dell’Atalanta. Il ragazzo si fará le ossa anche per la Champions, grazie all’Europa League. E non deve temere di perdere il treno, perché terzini italiani di valore non ce ne sono. Marotta ha detto di voler costruire un nuovo zoccolo duro. E fino ad ora, Marotta, ha sempre mantenuto le promesse fatte.

Sempre secondo questi geni incompresi, la Juve aspetta a zero Emre Can De Vrji. Porterá via di sicuro alla Lazio, quel talento pazzesco di Milincovic Savic. Detto tra noi, sarebbe fantastico, ma tra il dire e il fare, c’é sempre di mezzo un mare e, questo mare si chiama Lotito. Niente! La lezione Witzel non la imparano. A gennaio vedremo se per una volta avranno detto la veritá, oppure potremo godere nel chiamarli, ancora una volta, ciarlatani.

Io ci spero.

Ragazzi, non so voi, ma in realtá queste fake, non mi hanno messo allegria, anzi, mi hanno messo un magone addosso… che tristezza… povero Einaudi.

Ci risentiamo a gennaio…

- Articolo scritto da @fenicejuventina

Advertisment

Juve: pericolo interismo, romanità e napolezza

Dare la colpa ad Allegri è solo interismo. O romanità. O napolezza. Cadere nel tranello di farsi sopraffare dalla giusta e naturale tristezza è esercizio assai facile per chi proprio non vuole accendere il cervello. Proviamo a farlo.

Advertisment

6 scudetti di fila sono leggenda. Con la tripla doppietta di Campionato e Coppa Italia. Ma anche la doppietta della Champions persa in 3 anni. Peccato. Roba da psicosi, a questo punto, perché il conto si fa salatissimo nelle finali europee. Dove pesa una statistica imbarazzante: pochi gol segnati, molti presi, mai il dominio. Anche col Liverpool nell’85 e con l’Ajax nel ’96 abbiamo trascinato il risultato pericolosamente verso la fine. Traduzione? Intraducibile.

Veniamo alla più recente. Dare la colpa ad Allegri è da pazzi. Quelli aveva, quelli ha fatto girare a mille, ma quelli – a un certo punto del secondo tempo, cioè dopo qualche minuto – non ne avevano più né fisicamente né mentalmente. Perché il modulo non era stato previsto e perché i ricambi non sono esistiti. Rincon, Pjaca, Asamoah, Sturaro non si sono mai dimostrati veri sostituti dei 14 uomini che hanno spinto al massimo la macchina, da agosto al 3 giugno fino alle 22:00. La verità è questa. Oltre a quel pizzico di fortuna e tanta personalità che mancano in serate come quella di Cardiff.

Chi incendia alla tragedia è solo colui che vuole fare del folclore. Viceversa ha più senso continuare a incitare i ragazzi e Allegri perché il processo di crescita iniziato 3 anni fa non abbia uno stop pericoloso.

Advertisment

C’è molto da rinnovare, tanto da potenziare nelle seconde linee, specie se il modulo principale del prossimo anno sarà lo stesso di questo entusiasmante 2017. Quel 4-2-3-1 che succhia energie come non mai. Più la variabile “essere decisivi” degli uomini che più hanno deluso sabato sera. Fra i vari, Higuain e Dybala su tutti.

E per la prima volta Allegri ha letto male e in ritardo l’andamento tattico del match, quando cioè era chiaro che il centrocampo a 3 del Real avrebbe avuto la meglio sulla coppia Khedira-Pjanic. E anche qui dobbiamo registrare la buona prova del bosniaco, alla primissima finale di Champions, in una squadra che non girava bene dalla trequarti in su. Eppure il più pericoloso negli unici tiri bianconeri verso la porta avversaria.

Si riparte, come ha detto Andrea Agnelli e come ripetuto da Allegri. Si riparte perché non c’è motivo non farlo, alla luce del gap scavato in Italia e del gap che si sta recuperando in Europa, finale a parte.

Si riparte da un mercato che deve rinfrescare i muscoli dei reparti bianconeri, con qualche specialista nei ruoli a questo punto fondamentali quali le corsie laterali e la cerniera di centrocampo dove serve fosforo e turbo insieme.

Finale a parte, questa è una Juve comunque da applaudire. Incazzati si, come è giusto che sia. Per l’impegno venuto meno. Ma… ripartiamo!

Advertisment

Napoli – Juventus 1 -1 / Obiettivo non prenderle?

Problema fisico evidente, ma anche la mentalità non aiuta. Non prenderle non è un metodo che fa crescere.

Advertisment

Scelta di Allegri, o scelta concordata con i ragazzi che hanno il termometro (delle gambe) assolutamente chiaro.

Comunque sia, la cosa preoccupa. Perché se è vero che i campionati si vincono in primavera, beh la Juve sembra impreparata. Sembra, perché può essere una tattica psicologica quella di apparire, non essere.

Advertisment

Domani sera il Napoli, poi il Chievo sabato, e poi senza respiro verso l’andata col Barcelona in casa.

Senza respiro e con qualche dubbio: Mandzukic ce la farà? A che punto è Dybala? Ma Alex Sandro si è solo riposato? E Marchisio non riesce davvero a giocarne due di fila o una intera?

Al netto di tutto, c’è da concludere con una osservazione lapalissiana: la peggior Juve ha pareggiato col miglior Napoli senza praticamente giocarla. Così, giusto per ristabilire alcuni equilibri di giudizio.

Advertisment

Sampdoria – Juventus 0 – 1 / La Juve fa Cuadrado

La Juve fa Cuadrado rendendosi solida e quasi agnostica alle polemiche numerose e creative che piovono da tifoserie avverse e dalla procura federale sportiva.

Advertisment

Curioso il caso di Pecoraro, uomo di Legge che sembra però avere le macchie di chi la Legge l’ha infranta, aggirata, raggirata. E se per la Giustizia Ordinaria la Juve non è stata nemmeno chiamata in causa e addirittura sembra testimoniata la condotta irreprensibile della società bianconera, per il corso sportivo delle indagini Agnelli è deferito, e la Juve tutta. Illogico.

Anzi, logico. La sensazione, condivisa anche dai tifosi avversari che hanno il senso della dignità intellettuale, è che si ripresenti un 2006: se sul campo è inattaccabile, allora si prova per vie traverse a frenare questa Juve. In particolare il management che – parole di Andrea Agnelli – “lavorerà per far crescere ancora la Juventus”.

Advertisment

Poi c’è il campo. Una zuccata di Cuadrado ha risolto la delicata e sofferta sfida contro la Sampdoria. Primi 30 minuti da applausi, poi tossine mentali e fisiche hanno letteralmente bloccato la squadra di Allegri che si è richiusa su stessa, confondendo schemi e moduli tattici, incapace di “ammazzare” (sportivamente parlando) l’avversario.

L’uscita di Dybala, da chiarire con i medici dell’albiceleste, ha chiarito quanto è importante l’argentino nel processo creativo delle giocate. Pjaca ha ancora deluso, rendendosi pericolosamente inefficace quando doveva invece essere il jolly prezioso in questa fase della stagione. Jolly che continua a essere Cuadrado: al colombiano proprio non si può rinunciare per numero di soluzioni offensive. Addirittura pure il colpo di testa, che credevamo fosse fuori dal repertorio dell’esterno.

Rugani cresce, mentre Asamoah continua a fare passi indietro. D’accordo il cross da cui nasce il gol partita, ma poi i recuperi miracolosi in realtà nascono da leggerezze vergognose e buchi tecnici da cui sono arrivati tutti i pericoli doriani per la porta di Buffon. A proposito: da ieri Gigi è il più presente, per minuti giocati, della storia bianconera in Serie A. Davanti ha il mostruoso record delle oltre 640 partite nella massima serie. Chapeaux!

La sosta arriva nel momento giusto. Recuperare ossigeno, schiarirsi le idee, ricaricare le batterie. Da quando si ricomincerà, i bianconeri dovranno affrontare un mese intenso, affascinante, pieno di trappole, fra Serie A e Champions League.

Advertisment

Finché la Barca va, lasciala andare

Era il 1970 quando usciva questo classico della canzone leggera italiana. Storpiata, il titolo va bene anche oggi per spiegare una doppia sfida di Champions League dalle mille emozioni.

Advertisment

La Juve di Allegri contro il Barca di Luis Enrique, quello che a Roma non ci capiva nulla di calcio. Con gli strascichi della rimonta al PSG e le incognite della permanenza di Allegri. Di certo è una sfida che unisce tutti gli antijuventini d’Italia, già lì a festeggiare per una eliminazione possibile, forse anche probabile, ma certamente tutta da accertare.

Il momento della verità è arrivato. O dentro o fuori, possibilmente aumentando la dose di esperienza e di lezioni che quel palcoscenico ti dà, se tu sei disposto a crescere. Andata allo Stadium e ritorno al Camp Nou, con quel malvagio gioco dei gol in trasferta, qualora dovessero servire ai bianconeri o ai blaugrana.

Advertisment

Quella che una volta si chiama BBC, ma che adesso è una linea pura a 4, contro i tre tenori Messi-Suarez-Neymar. Tiki taka a parte, le sfuriate offensive potranno essere decisive e qui si fonda un minimo di certezza bianconera: quella di Allegri è la squadra che ha subito meno in questa edizione di Champions League. E anche quella che ha terminato più volte con il clean sheet tabellonistico.

Sensibilmente una sfida diversa rispetto alla finale di pochi anni fa, con stimoli differenti e prospettive cambiate. Il ricambio necessario del Barca, dal centrocampo in giù, con la rincorsa a un sogno realizzato ormai 20 anni fa da parte della Juve.

Dybala e Higuain a inseguire un trofeo ambito, con Buffon che probabilmente è giunto all’ultima opportunità di aggiungerlo a una carriera forse irripetibile.

E la certezza giornalistica che dalla doppia sfida passa parecchio futuro bianconero.

Advertisment

Juventus – Inter 1 – 0 / Macchine da guerra e macchine di fango

Juventus – Inter è una sfida di macchine: da guerra e di fango. Allegri batte Pioli che vira sulla polemica facile. Resta il colpo di Cuadrado e una prestazione tosta.

Advertisment

Il Movimento 5 Stelle è vivo più che mai. Tutti insieme, a sfruttare un tasso tecnico di enorme qualità, tale da sopperire anche ai momenti di stanchezza fisiologica.

La Juve subisce molto poco e bastano un paio di accelerazioni per mandare in tilt la difesa avversaria. Due traverse negano due gol splendidi a Dybala e Pjanic, Handanovic ne prende altri due, così come Buffon interviene su un paio di pericoli nerazzurri.

Advertisment

Una partita molto maschia, a tratti divertente per i continui ribaltamenti, con il gioco spostato principalmente sulle fasce.

Allegri dovrà verificare la tenuta di modulo e uomini anche per la Champions. Pioli dovrà continuare su una strada che sembra quella buona.

Ridurre tutto a lamenti che negli studi sono stati comunque smontati appare ridicolo. D’altronde, ci sono macchine da guerra, e macchine di fango.

Advertisment

Fiorentina – Juventus 2 – 1 / Ma per fortuna si rinnova al doppio dell’ingaggio

Finisce 2-1 per la Fiorentina. Per la Juve un’altra prestazione deludente. Ma per fortuna arrivano un po’ di rinnovi al doppio dell’ingaggio. Perché il talento deve essere premiato prima che i risultati siano raggiunti.

Advertisment

Si può dire tutto, tranne che la gestione di quest’anno sia impeccabile. Un mercato estivo che sta presentando il conto, inserimenti che tardano, un Dybala vicino al rinnovo ma lontano dalle medie dello scorso anno, una difesa che balla sempre di più.

Allegri sbrocca ai microfoni, ma dovrebbe farlo di più davanti ai propri giocatori. Higuain a parte, contro la Fiorentina sono stati confermati tutti i limiti di una rosa la cui stanchezza mentale sembra fare il paio con quella fisica.

Advertisment

Errori a iosa a centrocampo dove nemmeno Marchisio è riuscito a guadagnarsi la sufficienza. E se poi deve essere Chiellini a impostare, allora la frittata è fatta. E non che la Viola abbia davvero messo paura.

Da recuperare Crotone, ma nel frattempo ci si diverte a ridare speranza agli avversari. Mordente azzerato, schemi tattici molto vicini a “speriamo che me la cavo”. La grande novità è stata rappresentata dai 5 uomini offensivi schierati sul finale, giusto per sottolineare la disperazione più totale.

A metà gennaio si può trattare di un incidente. Il problema è che la memoria porta a troppi incidenti in questa prima parte di campionato dove si sono registrate sconfitte con le milanesi, con la Viola e con il Genoa. Troppe sconfitte, così come fuori media i gol subiti. Alcuni dei quali frutto di equilibri tattici perduti, o scarsa attenzione su palle da fermo.

Fra un po’ riparte la Champions. Intanto c’è la Lazio. Ma per fortuna comunque si rinnova. Al doppio dell’ingaggio.

Advertisment

Milan – Juventus 1 – 0 / Qualità offensiva cercasi

Se hai Higuain, gioca Higuain. Il problema è chi gioca insieme a lui.

Advertisment

Potenziale offensivo impressionante, ma inespresso, forse non sfruttato. E’ la sintesi di Milan – Juventus, dove i problemi bianconeri sono emersi tutti, specialmente a tratti. Il grandissimo gol di Locatelli premia un Montella ordinato e coraggioso, la cui didattica ha avuto la meglio su una non ben precisata manovra di Allegri.

Ci sono gli uomini, ma mal calati in un modulo che senza alcune pedine mostra lacune antipatiche. Tipo il regista, o semplicemente l’uomo d’ordine. Non lo è Hernanes, non lo è ancora Pjanic. Tipo anche il supporto a Higuain, drammaticamente lasciato senza rifornimenti, e sì che ne basterebbero pure pochi per l’argentino.

Advertisment

In attesa di Dybala, occorre prendere subito una decisione: chi costruisce la manovra, chi la finalizza? De facto il jolly di Locatelli non intacca la solidità difensiva, ma da metà campo in su la Juve ha grossi problemi. Non risolti nel mercato estivo dove il mancato arrivo di Witsel nelle ultime ore adesso sembra poter pesare, almeno fino al rientro di Marchisio.

Seconda sconfitta in campionato, un po’ di respiro per le inseguitrici che sapranno ricucire la distanza, compreso un sorprendente Milan.

A Torino si attendono le mosse di Allegri dove se hai Higuain, gioca Higuain, ma il problema è chi gioca insieme a lui.

Advertisment

Juventus – Udinese 2 – 1 / Vincere anche quando non meriti

Vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

Advertisment

È successo ancora una volta, ieri sera, contro un Udinese coraggiosa. Oltre Dybala, nulla da ricordare. Con due perle, il ragazzo con la faccia da bravo bimbo ha risolto un match che poteva creare non pochi problemi.

Non funziona l’esperimento del doppio play, perché né Hernanes né Lemina lo sono. Non funziona un Alex Sandro spaesato a fare da mezz’ala, visto che è uno dei degli esterni più forti del campionato. Non funziona nemmeno Mandzukic che a 4 metri dalla porta vuota spara alto di tibia.

Advertisment

Allegri si diverte a mescolare così tanto le carte ch in vieni da pensare che si stia compilicando la vita da solo, in attesa di avversari probanti. Ma il rischio enorme di smarrire identità e di non trovare equilibri e solidità non è da correre.

Il 3-5-2 sembra l’isola felice, con automatismi impressionanti, anche se gli interpreti attuali, a centrocampo, non sarebbero i migliori. Benatia pare giocare nella Juve da sempre e tranquillizza sulla precarietà di Chiellini, in attesa di Rugani. Ma bisogna inventarsi qualcosa, se mancano Pjanic, Khedira e Marchisio.

E nel pomeriggio dove la Roma vince, ma non convince del tutto, e il Napoli conta fatturati e si lamenta dell’orario (alle ore 15 il fischio di inizio), resta un fatto: vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

Advertisment