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Tag: ekdal

Calciomercato Juventus: il punto della situazione al 22 giugno 2012

Giornata molto intensa, una settimana particolarmente vivace. Marotta e Paratici sono stati indiscutibilmente i protagonisti assoluti. Per acquisti fatti, trattative bloccate, trattative avviate.

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Fino a poco prima della cena, quando Paratici ha incontrato Di Campli, il procuratore di Marco Verratti. Il regista del Pescara – raccontano – pare molto fermo nella sua decisione: vuole la Juve, a tutti i costi, e ha respinto l’assalto del Napoli chiedendo all’agente di far mettere d’accordo Juve e Pescara. Adesso tocca alle due società tentare di riaprire un canale che il Presidente Sebastiani ha chiuso troppo in fretta. Qui ci limitiamo a sottolineare una sorta di sciacallaggio della società abruzzese: in fondo Immobile è stato un affare d’oro, ma la riconoscenza non pare di questo mondo.

La Juve per Verratti significa un ingaggio migliore e prospettive migliori. E’ il progetto l’appeal della Juve, mentre potrebbero essere solo soldi quelli del Napoli, con Mazzarri che avrebbe qualche problema a inserire il ragazzo nei suoi schemi (dovrebbe prendere il posto di Gargano, ma le caratteristiche sono differenti).

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Ed è sempre il progetto che sta attirando sempre più Mattia Destro. Il riscatto del Siena è evidentemente un’operazione che tira in ballo qualche club, tipo la Juve. Nelle idee del bomber c’è la ferma intenzione di potersi giocare un ruolo importante negli schemi di Antonio Conte e questo basta per propendere verso Torino.

Di mezzo c’è Preziosi, sempre più nelle vesti di maggiordomo di Moratti e Galliani. “Va dove dico io” è una frase che lascia il tempo che trova. A termini di regolamento il giocatore può muoversi solo col consenso delle due società. Da una parte ci sono i nerazzurri, dall’altra la Juve. Sarà un tira e molla interessante, vedremo chi la spunterà.

Ekdal alla fine è tutto del Cagliari. La Juve non aveva altre offerte, la Juve non aveva nemmeno l’intenzione di riscattare il centrocampista svedese. Centrocampo ampiamente coperto con le pedine già in rosa e quelle che verranno (Asamoah, Pogba, probabilmente Verratti).

Nei prossimi giorni si penserà a cedere. Sotto i riflettori i due attaccanti che la Juve potrebbe decidere di vendere: Quagliarella e Matri. A patto di arrivare a Destro e al famoso top player. A tal proposito va registrato uno strano movimento del Liverpool che sta cercando un vice Suarez: vice, in che senso?

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Il mercato Juve non è così scontato

A sentire certe persone competenti di calcio e di Juve (miei lettori, di cui mi onoro) il mercato Juve non è così scontato come logica impone. Con ordine.

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Giorgio Chiellini è uno dei centrali più forti in circolazione. Per meriti guadagnati sul campo, non stiamo qui a fare giornaletti faziosi tipo TuttoJuve o Gazzetta dello Sport. Giorgio Chiellini è uno dei giocatori bianconeri che guadagna meno (se 2 milioni di euro per allenarsi e giocare in Serie A, con quella vita che fanno, possono essere considerati “poco”), a dispetto dei senatori e dei big, categorie nelle quali lui ormai rientra. Giorgio Chiellini è forse il giocatore che da solo può garantire un ritorno economico incredibilmente allettante. Soldi freschi da reinvestire. Ma Giorgio Chiellini non è rimpiazzabile. Scelta tecnica e di cuore, o la malvagia logica aziendale? Come finirà questa storiella?

Vincenzo Iaquinta partiva, all’inizio della stagione, come l’attaccante inamovibile nella rosa bianconera. Poi una serie di disguidi hanno cambiato i piani di Marotta. David Trezeguet non accenna a smettere di giocare, e se va in campo solitamente segna. Di più, pare integrarsi a meraviglia con Diego. Lo stesso brasiliano pare aver cambiato marcia e dal mercato è uscito per meriti sportivi. Amauri non lo vogliono nemmeno in C, convinti di puntare piuttosto sul settore giovanile. Del Piero è indiscutibile, anche a fronte di una età che avanza e di un fisico che invecchia (nonostante si faccia fatica ad ammettere che è stato fra i più brillanti nelle due uscite: pur di andare contro il Capitano si ammetterebbe pure l’onestà di certi petrolieri, incredibile!). Allora che si fa? Si prova a vendere Iaquinta, che ha mercato soprattutto all’estero. Inghilterra e ultimamente Germania. Addirittura nei paesi tedeschi un team dal colore verde pare aver avanzato un sondaggio. Ma guarda un po’: pure Marotta apprezza un giocatore di quella squadra di colore verde. Lo sponsor mi pare sia una marca di auto. Mentre il giocatore proviene dai balcani. Come finirà questa storia? Iaquinta vale circa una decina di milioni di euro. Forse si può inserire pure Poulsen, magari perché no Grygera e abbassare ancora l’esborso di soldi liquidi. Vedremo, vedremo. Andrea Agnelli vuole regalarsi un big. E di quel big la Juve ha assolutamente bisogno.

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La coerenza non è mai andata troppo d’accordo con certi tipacci milanesi. Così il Real Madrid, dopo aver fatto la corte a Chiellini, pare aver puntato Felipe Melo. Strano, il bidone d’oro della passata stagione in una squadra di galattici. Tanto più che quella squadra di galattici è allenata da un certo tipaccio ex-milanese. Certo i 25 milioni di euro che gentilmente Blanc e Secco hanno elargito a quel volpone di Pantaleo Corvino non verranno restituiti alle casse bianconere, ma l’operazione potrebbe comunque fruttare una buona cifra. O uno scambio con qualche pedina che alla Juve interessa.

Marotta è stato chiaro: Elia e Aogo possono essere da Juve. Ma Elia e Aogo hanno un costo, sopra i dieci milioni di euro presi singolarmente. La Juve non dispone di quella cifra e Diego non vuole abbandonare Torino. Come finirà questa storia?

Intanto nel ritiro bianconero figurano due nomi sui quali la critica è apparsa piuttosto uniforme e cioè Ekdal e Pasquato. Per il primo c’è un accordo col Bologna. Manca da definire la data del passaggio ufficiale in prestito ai felsinei. Data che non accenna a stabilirsi. Del Neri è stato rapito dallo svedesino, apparso tra i più in forma e molto a suo agio nel ruolo di playmaker, dove pure ha dimostrato dosi di personalità soddisfacenti. La Juve ha in ballo la cessione di Poulsen (attualmente quarto centrocampista centrale) e di Felipe Melo (attualmente terzo centrocampista centrale). Intoccabili e indiscutibili Sissoko e Marchisio. La Juve quindi si cautela e rimanda la cessione di Ekdal. Per Pasquato vale lo stesso discorso, con una aggravante positiva: a Del Neri piacciono gli esterni d’attacco e Pasquato è stato semplicemente il miglior esterno d’attacco, con all’attivo anche due gol. Giovane, giovanissimo, ma chissenefrega dell’età quando c’è il talento? La Juve insegue un quarto esterno di centrocampo, possibilmente di sinistra. Lanzafame e Pasquato si sono interscambiati con risultati invariati e positivi. Vuoi vedere che se decidono di fare il super-sacrificio per quel bosniaco…

A Varese il nome di Giovinco non è un optional. C’è e Del Neri vuole provarlo. Provarlo dove? Magari esterno, in un ipotetico 4-4-2 con una fascia più avanzata dell’altra. Una sorta di Brasile anni 60′. Se Giovinco sta bene e se soprattutto qualcuno si degna di farlo giocare, Giovinco è Giovinco punto e basta. Per quanto mi riguarda è destinato a raccogliere l’eredità di Del Piero. E per quanto mi riguarda io punterei su di lui nel caso di una partenza di Diego. Vuoi vedere che ancora non è stato ceduto perché….

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Juventus-Rappresentativa del Trentino 6-0

L’acquazzone finale, che ha sospeso la partita a una decina di minuti dal termine, potrebbe essere interpretato come un segnale di pulizia, di lavaggio di tutti quei difetti che hanno portato la NewVentus al 7° posto in campionato. La mano di Del Neri si vede già e considerando che mancano i pezzi pregiati questa Juventus sembra partita col piede giusto. O forse con la testa giusta.

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C’è Diego e ci sono cori e solo cori per lui. E’ osannato e la gente vuole concedergli fortemente una seconda chance. Una Juve col 4-4-2 e le ali che spingono alla maniera di Del Neri ha bisogno di un regista avanzato, di una seconda punta atipica capace di cucire gioco e andare al tiro. Ecco, questo tipo di giocatore è proprio Diego. Lo ha capito Del Neri che lo ha schierato per ben due volte dietro una unica punta (Trezeguet prima, Amauri dopo) e il brasiliano ha fatto bene. Anzi benissimo. Aiutato (quante volte lo abbiamo detto?) dal movimento costante degli esterni. Per la cronaca si trattava degli ottimi Pasquato e Lanzafame: tecnici, rapidi, già in forma, creativi, con un grande cuore. Occhio a questi ragazzi perché potrebbero rappresentare utilissime soluzioni.

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Il centrocampo, completamente under 23, ha impressionato per qualità e compattezza. Sembravano giocare da una vita assieme ed erano ben amalgamati. Fatta la tara col tasso tecnico nettamente inferiore degli attaccanti, i movimenti e le idee sono quelli giusti. Ottima la regia di Marrone (su questo ragazzo punterei tanti soldi, ha la fisicità e i piedi adatti a ricoprire il ruolo di costruttore/interdittore e ha una personalità incredibile) e di Ekdal (rappresenta ad oggi il quarto centrocampista capace di dare fiato a Marchisio e Sissoko e Melo (se il brasiliano rimarrà). Detto di Pasquato e Lanzafame va assolutamente sottolineata la prestazione di Marco Motta, che a me piace molto, anzi moltissimo. Sempre propositivo, con buona tecnica. Si è sempre proposto con regolarità e intelligenza, un po’ impallato sulla velocità (fisiologico e vale per tutti), l’ex-giallorosso potrà recitare la parte di protagonista il prossimo anno. Dall’altra parte De Ceglie è partito male, salvo poi far vedere di cosa è capace nei dieci minuti finali. Se riuscirà a sbloccarsi di testa e a proporsi con regolarità potrà fare la differenza su quella fascia. Ad oggi però la necessità è evidente: serve un terzino sinistro.

Marco Storari è assolto. Mai impegnato (magari fosse una costante) si è distinto per una uscita su cross e un recupero di posizione su un tentativo di pallonetto. L’unica nota degna di cronaca è la certezza che sarà lui il vice Buffon e quindi il titolare della cattedra fino al rientro del Numero Uno.

Capitolo attacco. David Trezeguet stavolta andrà via. Troppo scuro in volto, con ben due applausi che non sembravano proprio dei ringraziamenti, ma dei saluti. Grazie di tutto David, per me rimani uno degli attaccanti più forti in circolazione. E visto che il leit motiv della nuova Juve sono i cross dalle fasce non capisco perché dovremmo rinunciare al francese. Non è utile alla manovra, ma di testa ha infilato i soliti gol (2 per la precisione) e potrebbe sfruttare le verticalizzazioni di Diego. Nel secondo tempo si è visto Amauri. Anzi, qualcuno forse ha visto Amauri. Se è già in calo di forma e nervoso… siamo messi male. Fra lui e Trezeguet sceglierei David tutta la vita. Continuo a ripetere che il brasiliano va scambiato. A trent’anni mostra ancora delle lacune e limiti impressionanti. E’ una incognita troppo pesante e la Juve non può permettersi una simile zavorra. Serve Dzeko. Serve Dzeko come il pane, forse di più.

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Indicazioni dall’America

Dall’America giungono buone indicazioni. Solo per chi le sa cogliere, però!

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La Juve è in giro per il Grande Paese intenta a raccogliere qualche milione di euro. Chi non è stato convocato dalle Nazionali è partito. I vari Amauri, Trezeguet, Diego, Del Piero, Grosso, Candreva e via così. Molti i giovani aggregati. Fra questi Padoin dall’Atalanta (già allenato da Del Neri a Bergamo) e molti Primavera. Ecco, i Primavera.

Luca Marrone ha giocato una ottima partita contro il New York e-qualcosa. Da centrocampista di quantità, da un simil-regista. Se l’è cavata bene perché ha corso e lottato, perché ha giocato con al massimo tre tocchi. Perché ha cercato di dare l’anima per quella maglia indossata.

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Un’ottima prestazione pure per Candreva. Lo ripeto: se diamo via questo talentino è una coltellata alla logica umana. Sa fare il centrocampista e sa tirare da fuori, ha buoni tempi di inserimento, sa dribblare, corre, che vuoi di più? Non è solo un trequartista, mi ricorda più Aquilani. Io lo terrei e lo farei pure giocare. Piuttosto cediamo Melo per qualche buona contropartita.

Gli esterni mancano come il pane. Imbarazzante Grosso, deludente De Ceglie nel secondo tempo. A destra invece spicca la prestazioni di Esposito. E’ uno dei giocatori più forti e interessanti della Primavera, insieme a Yago, Immobile e Marrone. Ha estro, corsa e quella sfrontatezza che ricorda Camoranesi. Ha il dribbling facile e la riuscita delle giocate è davvero alta. L’unico dubbio riguarda un fisico fin troppo leggero. Io punterei a tenerlo, appunto da far crescere all’ombra di Camoranesi. Che ti costa? E se poi azzecchi il nuovo Causio?

Imbarazzante Amauri. In più, in coppia con Paolucci, un giocatore dal quale possono arrivare circa 3 milioni di euro. La novità assoluta riguarda Diego. Non so se per compiti preassegnati o un tentativo di autoriscatto, ma Diego ha giocato più largo sulla fascia. In particolare quella destra. E ha pure giocato bene. Gamba ritrovata (come a dire: lontano dalle pressioni… gioco meglio!) e ispirazione ritrovata. Tre tiri da fuori come prima di essere acquistato dal Werder, i soliti buoni cross mal raccolti da Del Piero e Trezeguet.

Occhio alla difesa e a Ekdal. Lo svedese ha i tempi per giocare in mezzo e tenere la manovra, mentre i ragazzini della difesa se la sono cavata meglio dei titolari oggi in Nazionale, escluso evidentemente Chiellini. Del Neri avrà visto il match?

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