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Tag: el-kaddouri

Il Brescia presenta Bouy: affare mai capito

Ci deve essere un motivo perché il Brescia presenti Bouy. Il giovane olandese, con un sinistro al fulmicotone, uno di quei centrocampisti che piacciono molto ad Antonio Conte per la capacità di inserimento e l’intraprendenza a puntare la porta avversaria, giocherà con la maglia del Brescia. Sì: del Brescia di Corioni.

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Il trasferimento è semplicemente inconcepibile e spieghiamo subito i motivi. Intanto non comprendiamo – probabilmente sarà colpa nostra – perché concedere a una società “avversaria” il diritto di riscatto di un giovane promettente. Sicuramente non comprendiamo come sia stato possibile trovare un accordo e praticamente fare un favore a un tizio come Corioni.

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Questo Presidente, completamente vuoto di stile e correttezza, ha usato la Juve per giustificare una retrocessione che non ci riguarda. Ha usato la Juve per chiedere in un’aula di Tribunale un rimborso per le proprie scellerate operazioni (tecnico-economiche). Ha usato la Juve per levarsi di dosso una piazza inferocita.

Questo Presidente ha di fatto impedito a El Kaddouri di approdare in bianconero. Ricorderete di certo lo strano caso di un ragazzo contattato da Parma e Juve e messo alla gogna per preferire i bianconeri a una piazza, seppur rispettabile, come quella gialloblu. Corioni ha di fatto ostacolato la trattativa, promuovendo uno strano cartello che ha visto la Juve protagonista in svariate trattative per i migliori giovani italiani. Per fortuna gli affari Leali e Masi erano stati completati da tempo, mentre sul caso Verratti abbiamo avuto ancora la conferma di come si sono mossi i vari Sebastiani della situazione.

A meno di ottenere una prelazione per qualche giovane interessante, chiediamo lumi a Marotta e alla Juve: come si può promuovere un’operazione del genere, favorendo Corioni, senza magari cercare di piazzare il giovane in qualche altra ben più rispettosa piazza?

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Mercato, facciamo il punto

Un mese fa, esattamente il primo di agosto, parlando di mercato avevamo sottolineato la grande partenza della Juventus, che con diversi acquisti aveva addirittura allargato la forbice di differenza e superiorità rispetto alle altre. Asamoah, Isla, Giovinco, Pogba, Leali, Masi, Lucio: tutti arrivati prestissimo, perché la Juventus si era mossa con netto anticipo. Chiaro che non avrebbe continuato così, e il mese di agosto ha visto la Juventus in sordina: unico obiettivo il top player, che pero non è arrivato. In compenso è arrivato Bendtner, tra scetticismo e speranza: non è il giocatore che cercavamo, testuali parole di Marotta, ma è stata una possibilità. Un rischio pari a zero, dal punto di vista economico, ma molto alto da un punto di vista del calcio giocato: è praticamente una scommessa, e non un top già affermato. Voto alla Juventus 8,5. Col top player sarebbe stato 9.

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Il Napoli ha fatto un grande mercato:emerge soprattutto l’attenzione negli acquisti, con movimenti oculati a coprire i ruoli scoperti. Insomma, il Napoli ha messo in piedi una rosa che assicura due giocatori per ruolo: mica male per una squadra che va a posizionare si tra le prime quattro, come pronostico, e che ha la migliore solidità del campionato. Mazzarri è ormai in pianta stabile da tre anni: in Italia il più longevo tra gli allenatori. Acquisti ben fatti: Berahmi, Insigne, Mesto, El Kaddouri, Uvini vanno a rinforza una rosa che era già buona. C’è da dire che il Napoli ha pure perso giocatori fondamentali: Lavezzi su tutti, era il motore di questa squadra, così come Gargano che correva per tre. Corto, bisognerà vedere se Insigne sostituirà al meglio Lavezzi, e se i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative. Ma già aver creato una rosa con due giocatori per ruolo non è male. Voto 8.

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Il Milan invece ha rivoluzionato tutto: via Ibrahimovic e Thiago Silva (insostituibili), via Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, Cassano, Aquilani. Presi Acerbi, Zapata, Montolivo, Constant, De Jong, Pazzini, Bojan, Traorè: insomma giocatori che non possono avvicinarsi nemmeno minimamente alla caratura di chi è partito. Allegri dovrà ricostruire in primis un gruppo, falcidiato anche psicologicamente da questa grande rivoluzione: non è facile, mancano i perni fondamentali e decisivi per puntare a vincere. Un mercato sicuramente non positivo per il Milan, che forse ha aggiustato il tiro negli ultimi giorni, quando ha preso la punta che serviva, e il mediano in mezzo. Voto 5,5

L’altra milanese, quella nerazzurra, ha dato il via all’esodo degli eroi del triplete: via Julio Cesar, Lucio, Maicon, oltre a Pazzini, Forlan, Zarate, Poli non riscattato. Un mercato partito con gli acquisti di Silvstre in difesa, Handanovic in porta, Palacio dal Genoa, e Mudingay dal Bologna. Insomma un mercato sotto tono. Pero anche l’Inter ha aggiustato la mira nelle ultim settimane, rafforzandosi ulteriormente con gli arrivi di Cassano, Gargano e Alvaro Pereira: anche qui, come per il Napoli, si è creato il doppio giocatore per ruolo. Unica pecca il vice Milito che non c’è. Voto 7

La Roma è tutto un programma, perché ha cambiato non solo tanti giocatori, ma anche sistema di gioco. Ha preso Piris, Castan, Balzaretti (tre titolari, quindi difesa nuova), Bradley, Destro, Dodò, Florenzi, Tallo. Ma ha comunque ceduto Borini, Bojan, Juan, Simplicio, Heinze, Pizarro, Rosi, Josè Angel. Un cambiamento totale perché, a differenza delle altre, molti titolari sono andati via. Questo porta veramente delle incertezze, perché è una squadra totalmente nuova: ben sei titolari sono arrivati quest’anno! Difficile dare un giudizio sul mercato, perché per giudicare il mercato ci dev’essere una naturale e indissolubile relazione col campo. Tutto sommato un mercato molto movimentato, con buone operazioni, vedi Destro, ma altre incomprensibili, vedi Bojan regalato al Milan. Voto 6,5

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Attenti: “Bisogna fermare la Juventus…”

Un brivido corre lungo la schiena. Un brivido che mi ha letteralmente immobilizzato. Una sorta di articolo e lettera insieme, un presagio, forse un consiglio. Di quelli che, però, qualcuno rischia di prendere alla lettera. Lo ripetiamo: non ci sarà più un altro 2006. Né per noi né per altri. Che se lo mettano bene in testa. Niente più farse.

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Epperò qualcuno pare proprio consigliare di fare qualcosa. Questo qualcuno si chiama Italo di nome, Cucci di cognome. Per la serie “largo ai giovani” questo profeta del calcio all’italiana (la sua frase ricorrente durante gli Europei: “a me non piace questo moderno gioco del calcio, sono affezionato al catenaccio e contropiede che tanto bene ci ha fatto“) lancia il messaggio a tutta la Serie A:

Se io fossi De Laurentiis o Mazzarri – o tutt’e due – mi metterei in testa un solo obiettivo: fermare la Juve nella fase più delicata del suo Progetto. Che non è solo calcistico ma ideologico.

A parte che alla Juve andrebbero fatti solo i complimenti, perché qui l’unica vera squadra che si sta muovendo da grande e da squadra è proprio la Juve. Invece il paradigma viene ribaltato: fai bene e sei la Juve? Giù critiche, addirittura questo grido di allarme “è già forte, si sta rinforzando ancora di più: fermatela!”.

Una lettera a Napoli e ai napoletani che nasconde però un messaggio strano: qual è l’ideologia della Juve? Ovviamente è quella che è legata all’unico progetto tecnico che esiste in Italia. Quello per il quale Conte si è per una volta sbilanciato dicendo che “la numero 10 io la darei a Paratici, per esempio” confermando come i veri top player bianconeri sono i dirigenti, oltre allo stesso allenatore.

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Un progetto ben preciso: una Juve forte, composta da uomini veri prima che talenti strapagati. I top player si coltivano in campo, perché a volte top player ci si diventa. Col lavoro, con le idee di un allenatore, con il comportamento durante tutta la settimana.

E allora… via… “bisogna fermare la Juve“. Se questo messaggio arriva nelle orecchie di gente come Galliani e Moratti… siamo spacciati. E forse il messaggio è già arrivato.

Detto del 2006, irripetibile, e dunque niente più processi farlocchi – anche se il vero processo l’Inter e il Milan l’hanno già evitato, cioè Calcioscommesse – ecco l’embargo. Su El Kaddouri, dopo l’esplicita mossa del ragazzo e del procuratore che vogliono la Juve, ecco lo stop di Corioni: “Mai alla Juve“. Su Verratti ecco piombare, un po’ per gioco e un po’ per diletto, il PSG di Leonardo. Su Destro ecco la virata di Preziosi che sta vendendosi a tutti (Roma compresa) meno che alla Juve. L’unico a resistere pare Pozzo, dopo le cessioni eccellenti di Isla e Asamoah.

I ragazzi vogliono la Juve (leggi El Kaddouri, senti Verratti, leggi Destro), ma i presidenti si oppongono. Nonostante la Juve non li prenda gratis, ma li paga come tutte le altre squadre. Forse anche di più visto che può offrire ottimi giovani e comunque un buon gruzzolo di denaro (coerentemente col valore e la storia dei ragazzi, leggi ancora il caso Verratti).

Per carità, è il normale gioco del calciomercato, ma ultimamente troppe voci incontrollate hanno mostrato una sorta di ostilità verso il fascino ritrovato della Vecchia Signora. Vecchia Signora che rischia di diventare una bellissima Signorina: giovane e forte, ricordando il Torneo di Viareggio e le numerose operazioni che hanno portato i migliori giovani alla corte di Baroni.

E così siamo tornati al più normale dei sistemi: tutti contro la Juve, la Juve contro tutti. Ah… casa dolce casa!

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La settimana calda di Beppe Marotta: che Juve sarà?

Sarà una settimana densa di appuntamenti per Beppe Marotta. Per la Juve non può che essere un bene.

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La Juve è molto attiva sul mercato, a conferma di come la Società di Andrea Agnelli vuole in fretta recuperare il gap dalle big europee. Regina in campo, regina pure sul mercato come ai bei tempi.

Questa settimana si dovrebbe definire il trasferimento di Isla e Asamoah dall’Udinese. I due ragazzi sono attesi a Torino per le visite mediche e quindi la firma. I dettagli li potete leggere in questo articolo.

Sempre in questa settimana è atteso a Torino Pogba, ormai un giocatore bianconero a meno di colpi di scena finali. In Inghilterra escludono un clamoroso dietrofront del ragazzo. Arriva a parametro zero dal Manchester United.

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Sempre a proposito di giovani Marotta incontrerà la dirigenza del Pescara, ma prima dovrà risolvere le questioni legate a El Kaddouri (affare praticamente già chiuso) e Gabbiadini (fonti bergamasche considerano la trattativa già chiusa). Uno dei due verrà girato a Pescara quale parziale pagamento del cartellino di Verratti.

Non trova conferme invece il viaggio di Pavel Nedved in Polonia nel tentativo di convincere Van Persie a scegliere la Juve.

In mezzo ci mettiamo pure le eventuali cessioni di Felipe Melo e Pazienza che non rientrano nei piani di Antonio Conte.

E’ tornata la vera Juve, e IoJuventino vi racconterà giorno per giorno il mercato bianconero!

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Identikit di mercato: Omar El Kaddouri

Giocatore belga di origine marocchina, nasce il 21 Agosto 1990.

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Titolare dell’universo 21 belga e’ un centrocampista che può giocare anche da regista e seconda punta.

Una carriera in ascesa

Esploso quest’anno a Brescia dove ha segnato 7 reti in 37 presenze, vanta 2 presenze con l’Under 21 e 1 gol. Nel 2010 ha giocato nel Sudtirol segnando 2 reti in 31 partite.

La sua carriera comincia nelle giovanili dell’Anderlecht. Il Brescia lo nota in un torneo internazionale e ne rileva l’intero cartellino. Giovanissimo è protagonista nella Primavera dei lombardi con una presenza in Serie B già nel 2008. Poi la squadra sembra non voler affrettare i tempi e lo lascia maturare cedendolo in prestito in Lega Pro. Con il Sudtirol El Kaddouri gioca un campionato da protagonista, per lo più schierato da centrocampista offensiva.

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Al rientro al Brescia Scienza e Calori lo utilizzano più da seconda punta, quasi un trequartista con licenza di libero movimento. E forse è questo il suo vero ruolo, perché dotato di visione di gioco, uno straripante dribbling e ottime doti aerobiche.

Arriva la Juve

Fonti di mercato dicono che abbia già firmato per la Juventus un contratto da 500.000 Euro a stagione. Ottimo investimento per il futuro e, perché no,anche per il presente.

Paratici mette a segno così un altro importante colpo. Stamattina i dettagli dell’operazione, comunque non ancora conclusa. La Juve ci lavorava sotto traccia da marzo, poi la trattativa per Leali ha facilitato le cose.

Difficile resti in Primavera, più facile che Conte lo porti in ritiro per poi dirottarlo in qualche squadra di Serie A e vederlo all’opera fra i grandi.

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