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Tag: el shaarawy

Ultima puntata di un pazzo calciomercato: come sta la Juve?

Si chiude con il botto? Non si sa, vedremo. Intanto all’estero cambiano ancora le carte in tavola, mentre in Italia si gioca al risparmio. Storie invertite, cicli e ricicli come il buon Giambattista Vico ci aveva insegnato tanti anni fa.

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Dopo la quasi sollevazione popolare dei tifosi dei Gunners, finalmente Wegner si è mosso: 45 milioni di euro per portare a casa Ozil, il trequartista tedesco che ha sofferto i recenti innesti di mercato del Real Madrid. Mezzo Bale è pagato. Cifra folle, cifra assolutamente ingiustificata. O giustificata solo dal fatto che molti parametri sono saltati in virtù della spettacolarizzazione del fascino dei grandi numeri.

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Se la Juve ha pareggiato il proprio bilancio di entrate e uscite, allora vuol dire che c’è un ultimo spazio di manovra. Quagliarella non è contento della quinta posizione nel parco attaccanti bianconero e chiede la cessione. Non al West Ham, perchè Marotta ha giustamente rifiutato l’offerta di prestito giunta dall’Inghilterra. E allora dove? Roma e Lazio si stanno sfidando, e qui l’offerta migliore è di Lotito che ha appena ceduto Kozak e Rozzi e ha assoluta necessità di un attaccante. Si parla di circa 7 milioni di euro. Guarda caso quello che servirebbe per presentarsi dal ManCity per Kolarov…

La Juve ride, il Milan è costretto a cedere il suo pezzo pregiato. El Shaarawy è sempre più lontano da Milano, specie dopo i due vergognosi minuti che Allegri gli ha concesso ieri sera. Il Manchester City è in agguato, altrimenti si busserà alla solita porta del PSG. C’è da pagare l’ingaggio di Kakà e poi un ultimo colpo, probabilmente in difesa.

E da oggi pomeriggio seguiremo LIVE le trattative. Restate sintonizzati con i nostri account Facebook e Twitter e con il nostro blog.

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Il rigore “di mano” non c’era: il trucco che disinforma

Ci sono cascati parecchi tifosi, pure io in un primo momento, ma poi per fortuna mi sono ripreso un attimo. La FIGC si è mossa in via ufficiale. Non certo per chiedere a Prandelli che ne é del codice etico su El Shaarawy. No. Ma per giustificare Guida e il rigore finale non concesso in quel famoso Juve-Genoa.

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E’ il trucco più famoso del mondo: sviare l’argomento per evitare di parlare del vero argomento. Brevemente.

In Juve-Genoa i rigori su cui si può discutere erano ben tre. Un tocco maldestro di Vucinic in area bianconera nel primo tempo, poi l’atterramento di Pogba e poi l’atterramento di Vucinic. Il mani per il momento lo teniamo da parte.

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In questo 2013 sembra essere ritornati a un anno fa, quando neanche su un delitto ci assegnavano un rigore. A digiuno di penalty per oltre 100 giorni, proprio mentre a un’altra squadra ne venivano concessi in quantità industriale (tanto che uno svedesone timbrava regolarmente dal dischetto). Samp, Parma, Lazio e Genoa: rigori chiarissimi, mai concessi. E sì che la storia delle partite poteva cambiare.

E allora la Federazione è intervenuta, mica vuoi che si mostrino le immagini che contano. No, solo l’immagine finale: mani del difensore rossoblu, che però la tocca prima con il piede e sul rimbalzo, col braccio largo a occupare maggiore spazio (già solo questo è passibile!) toglie via l’opportunità a Vucinic che potrebbe incornare o battere a rete da 3 metri, solo soletto. Dopo non averne concessi in tutto il secondo tempo Guida rimane coerente e non fischia sebbene il quarto uomo pare aver confermato il rigore.

“Non me la sono sentita” dirà Guida. E così mentre Braschi fa casino su un episodio, ci si è già dimenticati dei torti subiti durante la gara. Perché una cosa è chiara: il braccio attaccato al corpo di Vucinic vale quanto l’intervento sconclusionato del difensore del Genoa nel finale. 1-1 e palla al centro, appunto!

Con la beffa delle squalifiche: non ci si comporta così, ci vuole rispetto. I ragazzini guardano. Ci pensa El Shaarawy a fargli capire come si gioca secondo le regole: un tuffo e via, tre punti rubati. Evviva l’etica!

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Con un SuperValeri il Milan rialza la cresta

Hai capito perché Galliani ha chiesto e ottenuto in gran velocità la sostituzione dell’arbitro che doveva dirigere Milan-Udinese? Un 1-1 già quasi incassato, ma non con SuperValeri.

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L’arbitro arrivato in extremis a governare la partita ha estratto dal cilindro un’autentica magia: tuffo de Il Faraone e rigore inventato. Tanto che perfino la Gazzetta è costretta a scriverlo sulla prima pagina odierna. Ma poi comunque nessuna accenno a fraudolente telefonate di Galliani, per esempio. Anzi, dentro la Gazza si parla di un Balotelli in versione super. Doppietta. E c’è pure il rischio, con i vari Valeri di turno, che Cavani e Di Natale perdano lo scettro di capocannoniere. Mancano diverse gare e se Balotelli può beneficiare di simili rigori… allora tutto è possibile.

In questo 2013 il ritmo rossonero è impressionante. Pazienza se le moviole non indagano a fondo su quanto succede in campo. E’ impressionante punto e basta, tanto che un morto e sepolto come Allegri ha ripreso colore. Non ossigeno anche se questo in testa arriva, ma trova un ambiente molto aperto e vuoto e perciò la speranza che dalla sua bocca fuoriescano parole significative è vana.

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Il rigore finale ci può stare dice il viceallenatore rossonero (perché l’allenatore vero è Berlusconi, sia chiaro), in fondo il tuffo di El Shaarawy è stato stilisticamente impeccabile, come il miglior Inzaghi che al Milan ha trascorso 11 stagioni (visto che qualcuno accenna sempre al fatto che è stato bianconero). Ci può stare perché in questo 2013 il Milan ha dovuto beneficiare di parecchie sviste o sfortune arbitrali (come molti hanno imparato a chiamarle) per rosicchiare punti in classifica. E va bene così, in fondo. La schiena di Isla vale un rigore, il tuffo vale un rigore: non fa una piega! Inoltre: perché El Shaarawy non ha confessato che non era rigore. La regola etica vale solo per gli altri o per tutti?

La cosa curiosa è che stavolta Allegri non si è lamentato, né per la ulteriore gentile concessione arbitrale né per l’esborso di denaro affrontato dal Milan (visto che aveva rimproverato la Juve di aver investito soldi nel mercato estivo). Insomma: Balotelli è arrivato per una strana magia interstellare, mica per i soldoni scuciti (che poi sarebbe anche interessante capire la strategia del City: cosa si nasconde dietro la rinuncia a diversi soldoni per accettare la proposta del Milan che finirà di pagare Balotelli nel 2023?). E la stampa gode.

Così tempo fa Krasic veniva letteralmente massacrato e quasi circonciso in diretta tv, mentre oggi Il Faraone è una sorta di attaccante smaliziato. La malizia, ecco il problema. Questa strana parola che assume un diverso significato a seconda dei colori a cui viene riferita. Ma ci sono le elezioni fra un po’ e quindi va bene così. In fondo la malizia non si capisce più da chi viene espressa: dai ragazzi in campo o dai giornalisti con la penna in mano?

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