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Scudetto n. 30, le pagelle: il centrocampo

Abbiamo cominciato dal reparto più forte della Serie A, continuiamo con uno dei reparti più forti al mondo. I numeri sono numeri, e come tali indiscutibili.

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PIRLO: Arrivato tra lo scetticismo di molti, a causa delle condizioni fisiche non ottimali, ha zittito tutti con una stagione impeccabile, forse la migliore in assoluto. Ha giocato quasi tutte le gare, e ha dimostrato di essere ancora uno che fa la differenza. E’ il gioco della Juve, serve i compagni a memoria, danza col pallone in mezzo al campo, e si concede giocate che a volte risultano difficili anche per i compagni. Ha cambiato la Juventus. STELLA COMETA – VOTO: 9,5

MARCHISIO: Questa è stata la stagione della consacrazione per il prodotto più importante del vivaio Juventus. Dopo gli anni bui, ha ritrovato la sua posizione e ha dimostrato di essere uno dei migliori al mondo. Corsa, inserimenti, gol: ben dieci le reti, impressionante per un centrocampista. Simbolo di una Juve che è cresciuta. PRODUZIONE PROPRIA – VOTO: 9

VIDAL: Colui che ha costretto Conte a cambiare modulo. Alla prima entra e segna: è già nei cuori bianconeri. Nella gara col Milan, all’andata, azzanna tutti quelli che passano per le sue vicinanze. Poi è tutto un crescendo: macina chilometri, recupera milioni di palloni, e diventa letale sotto porta. Bellissimo il gol contro il Napoli, da applausi la doppietta che spezza le gambe alla Roma dopo soli 7′. Fantastico il tentativo di pallonetto da centrocampo contro la Lazio. MASTINO – VOTO: 9

GIACCHERINI: Il simbolo della Juventus operaia, incarna al meglio lo spirito da provinciale, lui che nella provincia è cresciuto. Molti dicevano “non è da Juve”. Conte ci ha creduto, e lui lo ha ripagato con grande umiltà e disponibilità, risultando decisivo anche in gare di coppa Italia (Roma e Bologna, a segno in tutte e due le gare). Esterno sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3, a volte interno per sostituire Marchisio. Molto bravo nello stretto. FUNAMBOLO – VOTO: 8

PEPE: Una nuova vita con Antonio Conte: il mister lo ha resuscitato, ormai è un lontano parente di quel Pepe visto la scorsa stagione. Uno degli uomini più fidati del mister, ha fatto chilometri e chilometri senza mai fermarsi. E ha segnato, uno su tutti il gol contro la Lazio: splendida la rovesciata. A Milano entra e cambia la gara: suo l’assist per Matri. MARATONETA – VOTO: 8,5

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PADOIN: preso dall’Atalanta in gennaio, ha dato il suo piccolo ma importante contributo. Buona quantità, tecnica non altissima, ha saputo aspettare i suoi momenti e li ha sfruttati al meglio. In gol nello 0-5 di Firenze, ha giocato anche esterno. UTILE – VOTO: 6,5

ESTIGARRIBIA: prima della Coppa America non lo conosceva nessuno: Marotta lo ha subito ingaggiato, e personalmente ritengo sia un ottimo acquisto. Per Conte è una sicurezza, e non a caso nel primo 3-5-2 a Napoli giocò lui. E fece gol. Grande facilità di corsa, ottima progressione, salta bene l’uomo. Non mi stupirei se il mister puntasse su di lui per il ruolo di terzino sinistro. Potrebbe essere il nuovo Zambrotta. FIDO – VOTO: 7,5

MARRONE: Anche lui un giovane che cresce, e cresce anche bene! Grande fisicità, unita a una buona tecnica: uno dei centrocampisti del futuro, anche in chiave nazionale. Ha anche segnato nell’ultima di campionato, Conte sicuramente gli darà un ruolo da protagonista nella prossima stagione. DIGA – VOTO: 7

KRASIC: Stagione fallimentare per il serbo. Ha sprecato tutte le occasioni che gli ha concesso il mister, unico ricordo il gol a Catania. Non è mai entrato negli schemi di Conte, anche se all’inizio giocava. Poi si è spento, e non ha più giocato. OMBRA – VOTO: 5

ELIA: Impossibile giudicare l’olandese: dopo Catania, il nulla. Solo a Genova e Novara si è rivisto, avendo la possibilità anche di fare gol. Ma solo quello. INESISTENTE – VOTO: S.V.

 

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La Juve che verrà: l’attacco

Se c’è un reparto nel quale appare evidente qualche lacuna, quello è l’attacco. Non per il gioco e le occasioni create: in questo la Juve non si è fatta mancare niente. Quanto per la scarsa capacità realizzativa degli attaccanti: tante, troppe le occasioni sprecate.

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Matri, partito titolare, ha totalizzato 10 reti; Vucinic, sicuramente preso non per fare i gol di un centravanti, ne ha fatti 9; Quagliarella 4, Borriello e Del Piero 2 a testa. Messi insieme fanno 27: Ibrahimovic da solo ne ha fatti 28!

La mancanza di un goleador è stata colmata col grande gioco, e con le reti di tutti gli altri, ma l’anno prossimo il livello sarà più alto e prendere un top player non è più una possibilità, ma un obbligo. Già nell’estate scorsa Marotta aveva trattato Aguero, ma il costo del cartellino era decisamente alto: 43 milioni di euro. Fu trattato anche Giuseppe Rossi, col Villareal che chiedeva 25 milioni. Alla fine arrivò Vucinic, 15 milioni.

Potete votare qui la vostra presenza, intanto continuiamo il discorso.

Quest’anno la musica cambia. Con i soldi della Champions la Juve può puntare forte a un grande attaccante. I nomi ci sono, e sono anche costosi! In Inghilterra ce ne sono 3: Luis Suarez, Robin Van Persie ed Edin Dzeko.

Il primo è il prototipo dell’attaccante moderno, sa fare tutto: rapido, tecnicamente forte, senso del gol tipico del centravanti d’area, bravo anche a tirare i calci piazzati. Se decidesse di lasciare il Liverpool, la Juve potrebbe inserire Krasic o Elia nell’affare.

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Robin Van Persie nasce come esterno, ma mai come quest’anno ha interpretato al meglio il ruolo di terminale offensivo, per di più in una squadra non fortissima. Tanti gol in Premier, grande tecnica e fantasia, tre anni in più rispetto a Suarez.

Invece il terzo nome, Edin Dzeko, è il classico centravanti: forte fisicamente, di testa insuperabile, ricorda Trezeguet, anche se lui gioca molto insieme alla squadra. Era stato vicinissimo alla Juve già due anni fa, quando giocava nel Wolfsburg: affare saltato poi per la regola dell’extracomunitario.

Guardando invece in Italia, il nome più caldo è Cavani: e qui Conte sarebbe contentissimo, perchè l’uruguaiano ha dei polmoni infiniti, e per il gioco di Conte sarebbe il top. Si è ormai consacrato come goleador, con due stagioni strepitose a Napoli, ma difficilmente potrebbe lasciare la sua squadra, visto che già Lavezzi è in partenza.

Questi i nomi più caldi, anche se nelle ultime ore si era parlato di un interessamento per Rodrigo Palacio del Genoa, ma chiaramente non siamo ai livelli degli altri, e non parliamo di un goleador.

In uscita, oltre all’addio del capitano, il più accreditato a lasciare la Juve sembrerebbe Marco Borriello: difficile che la Juve lo possa riscattare, anche se le sue prestazioni sono andate in crescendo. Potrebbe esserci una partenza clamorosa, ma non tanto: Matri è nel mirino dell Zenit di San Pietroburgo, si era detto di un’offerta di circa 18 milioni di euro, sicuramente non bassa.

Una cosa è certa: il top player quest’anno arriverà. Per ora godiamoci la festa scudetto, con un occhio già alla Coppa Italia.

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La Juve che verrà: il centrocampo

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Dopo aver analizzato gli eventuali innesti che la Juventus potrebbe inserire nel pacchetto arretrato, ora soffermiamoci un attimo sul centrocampo, partendo da una certezza: è sicuramente uno dei più forti al mondo.

Si è visto non tanto col 3-5-2, ma col 4-3-3, nel quale Pirlo, Marchisio e Vidal hanno dato il meglio. Anche perchè Conte era partito col 4-2-4, poi era passato al 4-2-3-1 (a Catania), poi 4-1-4-1 contro il Milan all’andata, ma alla fine ha trovato l’assetto giusto con i tre.

Andrea Pirlo è unico nel suo ruolo, insostituibile. Dopo dieci anni di vittorie al Milan, ha fatto subito centro con la Juventus. Uno stile di gioco inconfondibile, qualità indiscutibile, esperienza da vendere. Quest’anno 3 reti e ben 14 assist, forse la sua migliore stagione in assoluto. E non è stato un caso che, contro il Cesena all’andata, la Juve sbloccò il risultato a soli 10′ minuti dal termine, faticando tantissimo: Pirlo era squalificato. Anche per Claudio Marchisio grandissima stagione, con 10 gol e 4 assist. Superati gli anni bui, quando veniva impiegato fuori ruolo. Poi Arturo Vidal, che grande acquisto! Sette reti e quattro assist, più un numero impressionante di palloni recuperati in mezzo al campo.

Cosa migliorare di questo reparto? Bisogna parlare di ritocchi: i primi due sembrano essere Pogba, strappato allo United:  di lui dicono che sia il nuovo Vieira, per qualità, quantità e nazionalità; e Verratti, gioiello del Pescara. Ma per quest’ultimo c’è una distanza tra domanda e offerta di circa tre milioni di euro, alla fine l’affare si farà. Pogba come sostituto di Marchisio, Verratti come vice Pirlo. In verità la Juventus era stata vicina a un vice-Pirlo già a gennaio, quando aveva praticamente chiuso per Pizarro della Roma. Poi si scelse Padoin.

Ma il mercato della Juventus, per il centrocampo, non si ferma ai due giovani sopra citati. C’è ancora da vedere se ci sarà un ritorno di fiamma per Nainggolann, sempre se Cellino abbassa il prezzo del cartellino: a gennaio è rimasto fermo con la richiesta di 15 milioni, probabile che se la richiesta non cambia, finirà come l’affare D’Agostino. Sarebbe un peccato, perchè Conte stravede per lui. Saranno avviati poi anche contatti con l’Udinese, nel mirino Asamoah. Per quanto riguarda il mercato in uscita, Giaccherini ed Estigarribia dovrebbero essere riscattati, senza problemi.

Sicuri partenti invece sia Krasic che Elia. Il primo ha sprecato tutte le occasioni che il mister gli ha concesso, è incompatibile tatticamente con il calcio di Conte. La Lazio lo ha cercato a gennaio, potrebbe profilarsi uno scambio con Hernanes, con eventuale conguaglio. L’olandese invece ha mostrato delle potenzialità, ma ha pagato la brutta prova di Catania, quando fu inserito nel 4-2-3-1. Un peccato se si considera la giovane età, la buona tecnica e la rapidità, e soprattutto i dieci milioni spesi per portarlo a Torino. Alla fine lui ci ha messo del suo, dicendo che non sentiva suo lo scudetto e che, a causa della pessima stagione, ha perso gli europei.

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Novara-Juventus 0-4 La squadra più forte è quella più bella

Conte mischia le carte e pure la nostra previsione viene ribaltata. Mette in panchina Quagliarella, al rientro dopo la squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Cesena, e premia Borriello. Sulla sinistra turno di riposo per De Ceglie e spazio a Giaccherini.

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Sarà 4-3-3 o un 3-5-2 con Giaccherini sacrificato pure in fase difensiva? E’ la domanda che si sono fatti in molti prima del fischio finale. I tre tenori di centrocampo sono regolarmente titolari nonostante alcune voci di inizio settimana.

Cronaca

Dalla prima azione si nota subito come Conte abbia optato per un 3-5-2. A Giaccherini più compiti offensivi, a Lichtsteiner più compiti difensivi, ma di fatto le due fasce restano sempre molto alte.

Al minuto 2 Vucinic lancia Borriello che libera un diagonale bellissimo. Fuori di un niente. I successivi minuti ci confermano come l’ex giallorosso sia in palla: molto più agile, molto più mobile, di certo, ora, finalmente utile alla Juve.

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Dopo un cross di Giaccherini, filo conduttore di tutto il primo tempo, la palla esce dall’area e Pirlo inventa un gol pauroso: di prima, al volo, la piazza sotto l’incrocio dei pali, ma c’era un netto fallo del terzino svizzero. Un peccato, davvero, ma la Juve si rifarà. Esattamente quattro minuti più tardi quando sugli sviluppi di un calcio piazzato Vucinic replica il gol. Col piattone, con un tocco morbidissimo, scavalca il portiere e deposita in rete. Stupendo gol, il settimo per lui in campionato. L’esultanza di Conte è rabbiosa: non vuole cali di concentrazione e si preoccupa di istruire Giaccherini e Borriello.

E’ sulla sinistra che la Juve scatena il proprio gioco e infatti Giaccherini da il via a diverse situazioni. Al minuto 19 serve Marchisio che spara sul portiere del Novara. Poi Pirlo lancia ancora Giaccherini che calcia al volo e manda a lato. In mezzo Vidal protesta perché era solissimo.

Pirlo ci prova da fuori al minuto 29, ma guadagna solo un calcio d’angolo. Sulla ripartenza si fa vedere il Novara: l’unica volta in cui impensierisce la Juve. Cross dalla sinistra e Mazzarani alza di testa.

Nel finale c’è il gol di Borriello. Ancora Pirlo che lancia stavolta Marchisio sulla sinistra. Il centrocampista bianconero appoggia dietro a Giaccherini che di destro mette in mezzo trovando il colpo di testa vincente di Borriello. Secondo gol consecutivo per Marco.

Mazzarani intanto può menare tranquillamente, senza beccarsi il giallo: prima un brutto intervento su Lichtsteiner, poi su Chiellini e infine su Pirlo.

Marco Borriello

Marco Borriello: da oggetto misterioso a valore aggiunto?

Nel secondo tempo la Juve si limita a controllare.

Già la prima occasione è dopo 60 secondi: Borriello servito da Giaccherini si divora la doppietta. Tutto era cominciato, come al solito, da un’idea di Pirlo.

Minuto 49: Lichtsteiner lancia Vucinic che spara sul portiere. La respinta è raccolta da un monumentale Vidal. 3-0 e partita definitivamente chiusa. La Juve però non si siede, anzi corre ancora di più e Conte va ai ripari contro la sua stessa squadra: fuori Vidal e Marchisio e dentro Padoin e De Ceglie. Il centrocampo viene stravolto: accanto a Pirlo ora ci sono Giaccherini (che in realtà fungerà da vero trequartista) e Padoin.

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Al minuto 63 la Juve sigla il 23esimo gol nelle ultime 8 gare. E’ Vucinic a metterla dentro, ma il merito è di Giaccherini che si beve un avversario e scaraventa su Fontana. Vucinic poi fa gol facile. Assist per Giaccherini? Pirlo!

Conte concede così una chance per Elia che sostituisce Vucinic. Mercoledì sera c’è un Lecce che si gioca la permanenza in A. L’olandese viene schierato come seconda punta, libero da compiti difensivi, al di là del risultato già acquisito.

La Juve prova a mettersi paura da sola: è Barzagli che rischia l’autorete a 20 minuti dal termine.

Da segnalare 3 occasioni per Elia: al 73° è Giaccherini che lo lancia, ma spreca tirando addosso al portiere; Pirlo lo mette di nuovo in condizioni di battere a rete e il tiro frutta solo un angolo; alla fine è De Ceglie che gli mette il pallone in testa, ma nulla di fatto.

Per il resto un dominio senza discussioni.

Analisi tattica

Conte ha preparato il suo 3-5-2 asimmetrico, con Giaccherini sempre molto alto, quasi sulla linea degli attaccanti e Lichtsteiner più attento a non lasciare scoperta la Juve. In realtà il Novara è messo quasi subito alle corde e riuscirà a uscire dalla propria metà campo soltanto poche volte.

Vidal e Marchisio proteggono Pirlo e rilanciano l’azione. Vucinic e Borriello tendono spesso a scambiarsi posizione. La copertura di palla di Borriello è più efficace rispetto a Matri: l’ex giallorosso è più abituato al lavoro sporco, mentre Matri è molto più a suo agio quando può sfruttare gli spazi.

Giaccherini

L'uomo in più della Juve: la sfida di Conte

Molto attivo Giaccherini che entra in tutte le azioni d’attacco. Pirlo lo cerca moltissimo, specie a saltare la linea difensiva del Novara e quasi sempre nascono pericoli per la porta di Fontana.

Nel secondo tempo Pirlo prende per mano la squadra: che campione. La Juve dimostra di essere cresciuta: molto matura nella gestione del risultato, il difetto di inizio stagione.

Conclusioni

Una Juve in salute, non solo sul piano fisico, soprattutto a livello mentale. Una squadra molto forte di testa che sta colmando le lacune di inizio anno. Segna, segna tanto, trova il gol degli attaccanti e consolida un gioco che fa paura.

Vidal e gli altri centrocampisti sono il motore di tutto, ma gli attaccanti, a giustificare le frasi di Conte, giocano a meraviglia. Sempre molto partecipi e attivi nel gioco, anche se pagano questi sforzi coi numeri.

Ora c’è il Lecce, gara dura, molto delicata. Ne mancano 3 al sogno. Non bisogna mollare.

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Genoa Juve L’analisi

“Parlano le immagini”: finisce così il commento giornaliero della Juventus che si chiude in silenzio stampa, indignata dai troppi torti subiti che stanno pesando su questo campionato.

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Si è detto e fatto di tutto, a ognuno il proprio pensiero. Mi limito a parlare della Juve vista sul campo.

Una Juve come sempre padrona del campo, tornata in ottime condizione fisiche, ma con i soliti problemi in fase realizzativa.

Dell’emergenza difensiva ne viene fuori una bella sorpresa. Caceres- Vidal reggono il colpo con il cileno sempre più guerriero. Il centrocampista non si lascia intimorire dalla responsabilità: da ammirare. Attenta la prova dell’uruguagio che non lascia spazi né a Palacio né a Gilardino. Buffon si dimostra sempre più il Buffon dei tempi migliori sventando due palle gol pericolose.

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Vucinic sempre meglio. Partecipa a tutte le azioni pericolose della partita, sforna assist, ma a volte si perde cercando dribbling e uno due in area che irritano. Sfortunato nei due legni che colpisce. Pepe sta tornando ai livelli dell’andata, anche lui non molla mai, ma spesso è troppo nervoso e non sempre azzecca i cross. Sbaglia un gol clamoroso, ma esce lui e la spinta della Juve cala.

Pirlo è l’unico che ci prova dalla distanza e fa bene. Un limite della Juve è anche non cercare la conclusione, ma voler arrivare troppo a ridosso dell’area di rigore. Giaccherini si impegna, crea superiorità in molti casi con i suoi inserimenti, ma sbaglia un gol a inizio partita che poteva cambiare le sorti del match.

Marchisio è in riserva. Matri sbaglia troppo spesso i tempi di inserimento nei cross: invece di inserirsi verso il primo palo o il portiere arretra dando margine al difensore per l’anticipo. I sostituiti (Elia, Del Piero e Borriello) non lasciano il segno. Elia delude non tanto per le giocate ma per l’atteggiamento: da chi non ha mai giocato ci si aspetta voglia di fare e rabbia agonistica, lui non fa niente, non sta largo e si accentra e fa capire perché Conte non lo utilizza mai.

Rimane il fatto che un gol era stato segnato. Il Milan se ne va, ma sento di non dover rimproverare niente a questi ragazzi che si sono battuti fino alla fine per portare a casa una vittoria che purtroppo non è arrivata. Una nota positiva della giornata sono le sconfitte di Lazio e Udinese che rendono meno amaro questo turno di campionato. Non bisogna comunque mollare. Mai!

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Le scelte di Conte contro il Genoa

Ci siamo quasi. A leggere le facce di amici e conoscenti, a sentire i pareri di blogger e giornalisti vicini all’ambiente bianconero, pare che siamo all’ultima partita di campionato. In cui Conte si gioca qualcosa.

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I media sono potenti e il messaggio che possono trasmettere è altrettanto potente. Stavolta un minimo di verità nella pressione messa addosso a tutto l’ambiente juventino esiste.

La Juve è in emergenza. Le colonne difensive sono tutte fuori, compreso lo squalificato Bonucci su cui volevo esprimere un pensiero personale, ma poi ho rinunciato. Attendiamo novità sul fronte calcioscommesse e poi ne parliamo. Il ragazzo non è certo il più colpevole fra tanti: il passaggio errato contro il Milan per me vale molto molto molto meno dell’inconcludenza di Marchisio e Borriello e dell’indisponenza di Vucinic. Ma questa è un’altra storia, come direbbe Carlo Lucarelli.

Obbligate le scelte in difesa: Vidal giocherà a fianco di Caceres, sperando di vedere qualcosa di simile al Barca, cioè un centrocampista grintoso e forte in difesa a dettare i tempi. A centrocampo il favorito per sostituire il cileno è Giaccherini. Lo dice la logica: troppo importante il suo dinamismo e la sua inventiva in un reparto che vede l’assenza di Marchisio da almeno due mesi.

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In attacco il punto fermo è Vucinic. Simone Pepe è in recupero, in mezzo la logica imporrebbe Matri. Gradirei, ma è solo un desiderio personale, non vedere Borriello. Gli preferisco Quagliarella e Del Piero. Poi magari l’ex di Belen (finora l’unico titolo da menzionare) si scatena, si sblocca e ci fa vincere la partita: appunto, magari!

In panca vanno Elia e tutti gli altri. Cioè Estigarribia, Marrone, Del Piero, Quagliarella e appunto uno fra Matri e Borriello. Più Storari. Nessun difensore, niente pesca miracolosa in Primavera. Un azzardo?

Di certo la squadra è stanca dai precedenti impegni e il fattore psicologico non aiuta: oltre che stanca la squadra è pure insicura e meno brillante, meno rabbiosa, meno aggressiva. Staremo a vedere. E staremo a vedere un aspetto su cui Conte ha toppato pure quando ha vinto: i cambi. La gestione dei cambi e del minuto dei cambi. Mettere Del Piero al minuto 82 non solo non ha senso, ma è pure fastidioso per chi è nato con le gesta di Del Piero. Lo stesso dicasi di Quagliarella. E poi vorrei, visto che la gara si giocherà molto sulle corsie laterali, vedere finalmente l’Olandese Volante dimostrare perché il suo cartellino è stato pagato 9,5 milioni di euro.

IoJuventino vi offrirà la diretta Twitter del match Genoa-Juventus. L’hashtag sarà #GenJuv. Tutti pronti?

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Dritti verso Bologna. Ecco le scelte di Conte

Tre giorni per smaltire le delusioni e per fortuna si gioca.
Una partita fondamentale dove si capirà meglio se questa Juve può lottare per vincere lo scudetto oppure per la qualificazione diretta in Champions!

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A mio avviso niente è perduto. Sono rimasti i soliti limiti stagionali che, se non compensati con furore agonistico, si ripresentano costantemente.

Qualche errore di Conte: non sempre con un difensore in più la protezione del risultato è garantita, a volte meglio un attaccante in più per portare pressione in avanti e chiudere la partita. Saprà imparare dai suoi errori, che poi non è neanche colpa sua se la fiducia data a certi giocatori non viene ripagata.

Vucinic e Bonucci, tra questi. Il primo paga il fatto di non essere decisivo sotto porta e troppo spesso visibilmente con un atteggiamento svogliato. Rimane il fatto che spesso lo si vede recuperare palloni svolgendo un ottimo lavoro di copertura e aiutando la squadra. I fischi ci stanno ma non aiutano.

Bonucci paga le ultime voci sul suo conto e l’errore di Milano. La squadra sembra essere meno sicura con lui in campo. Fischi anche per lui, ma così si peggiora soltanto la situazione.

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Fischi finali per tutta la squadra. Un gesto inspiegabile, forse alcuni pseudo tifosi dimenticano le ultime due stagioni. Va bene che la Juve dovrebbe sempre vincere, ma il sostegno in questi casi è fondamentale e lo Juventus Stadium dovrebbe essere il dodicesimo uomo in campo.

Usciamo dalla partita con il Chievo con diversi giocatori acciaccati e scarichi. Un grazie doveroso a Mister Prandelli per Pirlo, Chiellini, Barzagli e Marchisio.
Le alternative ci sono, il  Mister deve avere coraggio e sono certo che a Bologna ci saranno novità. È chiaro che ci sia una sorta di riconoscenza verso i giocatori che ci hanno portato in alto fino ad ora.

In difesa si spera nel recupero di Barzagli. Con Chiellini out per almeno 2 settimane, con Bonucci non al meglio psicologicamente, si può optare per una coppia centrale con Vidal (in nazionale gioca spesso in quel ruolo) e Caceres (campione d’America giocando in quel ruolo). Non dimentichiamo le valide alternative presenti in primavera: Gouano molto dotato fisicamente da tenere in considerazione, a centrocampo spazio a Marrone (piedi buoni, visione di gioco e personalità non mancano). Spremere Marchisio non è il caso. Padoin in fascia è fuori ruolo, abbiamo valide alternative vedi Krasic ed Elia! Bisogna dare spazio all’olandese in grado di dare la fiammata necessaria ed è fresco fisicamente. Una possibilità non costa nulla e un ipotetico assetto offensivo Krasic-Matri-Elia può portare buoni risultati, così come Pepe-Quagliarella-Elia.

Per Bologna una possibile formazione potrebbe essere un 4-3-3 con: Buffon; Lichsteiner, Barzagli, Caceres, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Giaccherini; Elia, Quagliarella, Pepe.

Fondamentali i 3 punti. Nessun allarme, la vetta è lì alla nostra portata e a pari punti contano gli scontri diretti.

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Juventus-Chievo 1-1 La profezia di Conte

Criticare si può, anzi si deve. Tentare di diventare protagonisti, ancora una volta, della disfatta bianconera stavolta è eccessivo, vergognoso, irrispettoso e non è proprio da juventini veri. Il carro non sarà veloce, ma… giù dal carro tutte le persone che fanno finta di tifare Juve.

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Primo: il monumento ad Antonio Conte va fatto per il modo in cui ha saputo gestire quest’annata. Annata non ancora finita. Se qualcuno pensava bastasse solo Conte, allora dovrebbe rileggersi un po’ di letteratura del calcio, magari attraverso alcuni semplici DVD sulla storia della Juventus e delle grandi squadre.

Secondo: non basta l’ennesimo pareggio per confermare come questa squadra manchi clamorosamente dei campioni che hanno fatto vincere la Juve del passato. Ci sono diversi giocatori molto interessanti, una base solida su cui continuare a costruire. Di certo non esiste un Nedved o un Trezeguet. Lo sapevamo, lo sapeva soprattutto Conte che predica di certo calma, ma che non ha illuso nessuno.

Terzo: se alle prime difficoltà alcuni pseudotifosi cominciano a tirare fango addosso, e perfino, a Conte… allora ripeto un concetto che per me è caro e per il quale l’anno scorso mi sono beccato un sacco di mail di protesta e cioè: chi non vuole difendere e sostenere la Juve, prego… giù da quel cazzo di carro. Qui c’è da sudare, da combattare contro tutto e tutti, da sacrificare ognuno qualcosa. Chi è in grado di farlo, chi sente di farlo allora questo qui e solo questo qui è uno juventino vero. Gli altri sono semplici tifosi, come rossoneri o come nerazzurri. Non ci appartengono.

Dopo questo sfogo, passiamo ai fatti. Non va in conflitto con i tre punti precedenti il fatto di poter criticare la Juve, ma c’è modo e modo.

Antonio Conte ha da sempre ripetuto che non ha mica Tevez e Nani. Un modo molto semplice, e due nomi a caso, per sottolineare come questa rosa sia eccezionalmente composta da grandi ragazzi, ma nessun campione già fatto. Epperò tutto quanto fatto finora non può essere dimenticato o ignorato a fronte dell’ennesimo, seppur deludente, pareggio.

Carlitos Tevez

Carlitos Tevez

Vanno indagate le cause, ma niente piagnistei da bamboccioni. Vincere piace a tutti, ma vincere è un percorso lungo e tortuoso, faticoso e tale percorso va preparato. Via alle critiche, allora. Quelle costruttive, se fate passare il termine.

Una critica è alla rabbia della squadra: dove è finita? Problemi fisiologici di stanchezza? Le squadre di Conte non mollano mai dal punto di vista delle gambe, e allora? Allora va da sé che la rosa è stata assemblata malissimo. Ci sono problemi nel ricambio. Nell’11 base la Juve è stata di gran lunga superiore a tutti, ma appena la condizione è venuta meno, ecco palesarsi i limiti. Che sapevamo già esserci.

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Uno dei limiti è l’assenza di spinta sulle fasce. Manca gente di ruolo, gli specialisti che servono a Conte. Mercato sbagliato? Sarò cocciuto, sarò testardo, ma non c’è verso di allontanare dalla mia mente un pensiero: Elia non può giocare meno peggio di Padoin. E in questo discorso inserisco la mia critica personale ad Antonio Conte.

Il tecnico è purtroppo uno sanguigno. Però non si spiega perché Vucinic, indisponente, rimane in campo per 90 minuti, mentre Del Piero resta fuori, mentre lo stesso Quagliarella resta fuori. In una squadra gli equilibri si ristabiliscono anche con scelte punitive: le cosidette scelte tecniche. Se non sei in condizione, psicologica o fisica o entrambe, DEVI star fuori. Mi riferisco a Marchisio: davvero Marrone offrirebbe una prova peggiore di questo Marchisio? Basta vedere quello che ha combinato Giaccherini ieri sera, il migliore in campo per distacco. E cosa contraddistingue Giaccherini dagli altri insufficienti bianconeri? Forse la voglia, la fame, la rabbia e quel tocco di classe che non guasta mai. Ad avercene di Giaccherini, intuizione di Conte.

Eljero Elia

Eljero Elia

Però l’intuizione di tenere fuori e completamente ai margini gente come Krasic ed Elia cozza con questo ragionamento. Servono le ali eppure Conte boccia Elia e Krasic a favore di Padoin? Dai, non ci credo nemmeno se lo vedo… Non si può più provare a recuperarli? Forse va bene Krasic che qualche chance l’ha avuta, ma Elia? Cosa avrà mai fatto di tanto grave questo ragazzo per non meritarsi un po’ di minuti in campo? Così almeno diciamo che l’abbiamo bocciato SUL campo. E se poi davvero devo essere costretto a guardare Padoin in campo, allora non mi spiego le critiche feroci contro Conte: questo ha, questo sceglie, e quindi non possiamo certo ambire a traguardi prestigiosi. La storia la fanno i campioni, come la storia della Juve ci ha insegnato. Qui non ce n’é, quindi non possiamo sognare. Tutto logico, a meno che in ogni partita non ci metti così tanta rabbia e determinazione da sopperire alla mancanza di talento. Cioè quanto fatto finora dalla Juve di Antonio Conte.

Troppo facile prendersela con Bonucci che, certo, ci mette pure del suo. Ma il pareggio nasce da uno dei mille errori di uno spentissimo e indisponente Mirko Vucinic. Avrà talento e classe, ma quando la testa gli si spegne è roba da manicomio. Il manicomio cui ha mandato ieri una milionata di tifosi che lo hanno insultato e incitato assieme.

Vergognoso prendersela pure con Pirlo: pensiamo davvero possa caricarsi sulle spalle 5/6 cadaveri e fare la differenza? Pure Zidane ha avuto bisogno dei vari Davids e Trezeguet per fare la differenza. Attorno a Pirlo c’è il nulla in questo momento.

Mancano terribilmente i migliori Vidal e Pepe, già al rientro mercoledì. E serve un po’ più di coraggio. Troppo solo Matri, affaticato dalla sgambata infrasettimanale di Prandelli. A proposito… io l’avevo detto. Troppo stress fisico e psicologico. E la stanno pagando amaramente i vari Barzagli, Chiellini, Pirlo e Matri. Guarda caso la nostra colonna portante.

E pazienza, visto che il Palazzo ha deciso così, che ci sono ancora episodi controversi, tipo quella trattenuta su Del Piero nel finale o i gialli risparmiati a Dramé. D’altronde qualcuno non dorme, e qualcun altro ha già sottolineato, in un tunnel mi pare, chi veramente conta in mondo del calcio. Anche se ieri abbiamo ricevuto il vantaggio di un gol non annullato.

Io credo che questo gruppo non sia proprio inferiore agli altri in Serie A. Il Milan ha superato i momenti di difficoltà tuffandosi in area e ricevendo costantemente il rigore. O trovando la giocata magica di Ibra. Conte dovrebbe risistemare le idee e fare scelte coraggiose. E restituire i propri ruoli ai legittimi proprietari. Il continuo cambio di modulo sembra aver confuso la manovra. Col rientro di Pepe e Vidal sono perciò curioso di come imposterà l’11 iniziale Conte. Che forse ha indizi pesanti di un calo psicofisico incredibile e perciò ieri, alla fine, ha spazzato via il 4-3-3 a favore di un 4-4-2 per il quale però non esistevano gli interpreti giusti.

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Conte: che ne é delle alternative?

Ora Chievo, poi mercoledì pomeriggio il Bologna e torneremo in pari con le gare giocate. Sei punti potenziali, sei punti che Lippi o Capello prenderebbero a occhi chiusi. Perché quella era un’altra Juve. Però…

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Però io in questa stagione ho visto una Juve a tratti anche più bella, sicuramente con una migliore manovra e una grande ferocia agonistica. Dove è finita quella Juve? Che i cambi di modulo continui abbiano confuso i ragazzi?

Non credo a una risposta positiva all’ultima domanda, piuttosto propendo per un naturale e fisiologico calo di forma. E stanchezza. Conte di fatto ha utilizzato sempre e soltanto gli stessi uomini, variandone il ruolo o il minutaggio. Mi viene da pensare a Estigarribia nel 3-5-2 o a Giaccherini ormai diventato mezz’ala.

Forse è un problema esclusivamente dell’attacco, visto che centrocampo e difesa non soffrono di particolari problemi, al di là del calo di prestazioni di Marchisio (e Vidal che domani sera non ci sarà per squalifica). Là davanti l’unico che mantiene una certa media è Matri, gli altri latitano a festeggiare un gol. Troppo pochi, ed è lì il problema.

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Nel tentativo di ritrovare con più facilità la rete, vista la mole di gioco prodotto, Conte sembra cambi di nuovo: 4-3-3, con due possibilità. I punti fermi sono Vucinic e Matri, l’uno il complemento dell’altro: il montenegrino salta l’uomo e serve assist, Matri segna e fa un grande lavoro fisico. Le due possibilità riguardano il terzo uomo d’attacco:

  • o Giaccherini, così da trasformare, come detto in un altro articolo, il 4-3-3 in 4-5-1 in fase difensiva e sfruttare il grande dinamismo dell’ex Cesena;
  • o Quagliarella, per un tridente puro, forte e che metterebbe (dovrebbe mettere) Matri nelle migliori condizioni per giocarsi l’uno contro uno in area col difensore gialloblu.

Sono due soluzioni interessanti, entrambe. Però adesso mi chiedo: in questo 4-3-3 non troverebbe spazio uno come Elia? Veloce, velocissimo, pratico nel dribbling, capace di andare sul fondo e di inserirsi, è l’unico in grado di dare la scossa in questo finale di campionato. In più è fresco e, a quanto dicono a Torino, bello incazzato (si spera positivamente). Farlo vegetare in tribuna mi sembra un delitto. Inoltre in settimana è sempre uno dei più positivi e propositivi. Non è infrequente un suo gol nelle partitelle (anche ieri).

Che poi non sarebbe nemmeno l’unico in grado di garantire la scossa. Krasic? Il serbo ormai è ai margini da fine luglio 2011 ed è uno di quei peccati che proprio non so spiegarmi. Come può un giocatore, forse il migliore l’anno scorso fino a dicembre, dimenticare come si gioca a calcio? Quanto servirebbero a Conte le sue accelerazioni, e quanto servirebbero a Matri. Ma è un capitolo chiuso.

Resta il punto di domanda: che ne é delle alternative in questa Juve? Perché sempre gli stessi? Lichtsteiner è apparso spremuto, eppure abbiamo acquistato un ottimo elemento come Caceres in grado di ricoprire più ruoli. Eppure si è deciso di puntare Padoin per avere un ricambio in mezzo. Eppure, ancora, Conte sta insistendo su un Marchisio che è più un peso, in questo momento, che una soluzione. C’è Marrone che tanto bene ha fatto quando chiamato in causa, e la Primavera ha messo in mostra ragazzi talentuosi. Ali veloci e fantasiose (Spinazzola e De Silvestro, quest’ultimo Conte lo conosce bene) o centrocampisti in grado di garantire il giusto apporto offensivo (sto pensando a Bouy che ha impressionato tutti). Se penso al Barca che li fa esordire e poi diventano perni della formazione titolare, o penso allo stesso Bayern che nel momento di crisi si è affidato alla propria cantera…

Ricordo Lippi soprattutto, ma anche Capello: nei momenti di massima difficoltà, quando i titolarissimi avevano problemi di forma o di motivazione, vi erano i vari Zalayeta che riuscivano addirittura a risolvere i match. A questa Juve mancano, oltre che due campioni puri, forse anche le giuste riserve. O no?

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