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Tag: emerson

Il play maker? Ragione di vittorie

La Juventus smantellata da Farsopoli si schierava con un centrocampo a 4, nel quale i due centrali erano Vieira ed Emerson: insieme si completavano, con il francese fortissimo fisicamente e abile nel gioco aereo e negli inserimenti, e il brasiliano a fare da play davanti alla difesa, ma non come Pirlo. Caratteristiche diverse, con Emerson molto più bravo a dirigere che a impostare: il classico filtro davanti alla difesa, un po’ alla Deschamps. E infatti il vero regista di quella squadra era Camoranesi.

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Da quando la Juventus è scesa in serie B, sono iniziati i problemi: centrocampo sempre a 4 nella serie cadetta, con Marchisio e Paro, ossia un interno e un incontrista. Ma la serie B non ha richiesto molti sforzi e la Juventus, forte dei magnifici 5, non ha mai avuto problemi. I capricci sono sorti con Ranieri in serie A: di fronte alla scelta tra Xabi Alonso e Poulsen, il tecnico optò per il danese, ritenendo lo spagnolo molto lento. In realtà lo spagnolo è un regista puro, mentre Poulsen un incontrista. In quel tempo mi chiesi cosa avesse potuto spingere Ranieri a fare queste scelta, visto che da che mondo è mondo nel 4-4-2 i due centrocampisti centrali sono sempre un regista e un incontrista. Si disse che Ranieri amava il gioco sulle fasce, ma questo non giustificava l’esclusione di un play, anzi, chi meglio di un giocatore dai piedi buoni poteva aprire sulle fasce e dettare i tempi? Oppure si giustificò la scelta col fatto che con Poulsen si poteva optare anche per il 4-3-3, facendo presumere che lo spagnolo non era adatto al centrocampo a tre (cosa non vera).

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Non è un caso che i problemi si siano risolti con Pirlo in mezzo al campo: chiaro che la squadra è stata rivoluzionata e la mano di Conte è stata una manna dal cielo, ma non si può negare l’importanza di Andrea in mezzo al campo. Ed è stato forte il mio rammarico quando, a gennaio, la Juventus si è fatta scappare un certo David Pizarro, sostituto ideale di Pirlo: per me un grandissimo nel suo ruolo. Ma alla fine siamo stati fortunati, Pirlo ha tenuto botta per tutta la stagione. Non è un caso che senza Pirlo il Milan abbia fallito un bel po’.

Proprio per questo ritengo, in chiave futura, l’affare Verratti fondamentale per la Juventus: giocatore forte potenzialmente, bisognava prenderlo prima. Certo non è l’unico regista rimasto nel suo ruolo, ma è sicuramente un giovane promettente. Il play, o regista (come preferisco), è l’olio che fa girare il motore: se manca, allora nascono i problemi, e di conseguenza la squadra non gira a dovere. Soprattutto in 4-4-2, non si può condividere il pensiero di Ranieri di giocare con due incontristi, convogliando tutto il peso del gioco sui laterali: abbiamo avuto Camoranesi, che spesso si accentrava, ma molte volte non bastava. Il regista è il ruolo fondamentale in una squadra, e nei ruoli chiave, se vuoi vincere, non devi mai fallire.

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Emerson: a proposito di stile Juve

Davvero un peccato il fatto che Boniek non capisce come sono stati i tifosi a togliere via la stella immeritata col suo nome.

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E a pochi minuti di distanza un ex bianconero ha parlato in questi termini:

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A Roma ho giocato tanto tempo ed è grazie alla società giallorossa che sono diventato un titolare del Brasile. Roma è una città spettacolare, passionale. Ma la Juve è la squadra alla quale sono più legato, è la mia seconda casa. Il mio cuore è più bianconero. [...]

Ci sono rimasto molto male anche perché ci hanno tolto due scudetti e con quella squadra potevamo vincerne altri tre. Non ci hanno regalato nulla, eravamo fortissimi. Mi sento campione d’Italia con la Juventus quanto lo sono stato con la Roma.

Si tratta di Emerson, di uno dei centrocampisti difensivi più forti, uno tosto. Con lui accanto perfino uno come Blasi si è contraddistinto nella corsa scudetto del 2005. Vinta e stravinta dalla Juve, nonostante le telefonate di Carraro e di Galliani, di Meani e di Facchetti.

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