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Tag: empoli

Juventus – Empoli 2 – 0 / La tranquillità è dei forti

A molti sembra non essere piaciuta la tranquillità della Juve, che è di fatto una superiore tranquillità. Colpisce quando deve colpire, vince quando deve vincere.

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Juventus – Empoli la si può raccontare da più punti di vista.

Bonucci e il suo pubblico. Applausi, cori, ancora applausi. Il più cercato è lui nel riscaldamento, e Leo risponde. Quasi a ribadire come la Juve quasi ne esce ancora più rafforzata dopo la burrasca Bonucci-Allegri. In realtà il caso è stato montato per la platealità dei gesti (e delle frasi) riprese da tutte le telecamere (e giornali e TV). In realtà di episodi così, in una squadra che deve vincere, ne capitano a iosa durante la stagione. Tutto ricomposto, con Bonucci che chiude con la fascia da capitano, e Allegri che se la ride durante le interviste post partita.

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Allegri e il nuovo modulo. Allegri se la ride pure perché la Juve sembra aver innestato la marcia corretta. Il nuovo modulo garantisce un nuovo equilibrio difensivo, e permette di meglio liberare le qualità offensive di una rosa dai piedi buoni. Il sacrificio di Mandzukic sulla fascia, il lavoro di Higuain per la squadra, i ricami di Pjanic e le sfuriate di Cuardrado e Alex Sandro. La Juve è classe, ma anche umiltà. Con queste due caratteristiche il modulo 4-2-tutti-avanti sembra perfetto. I risultati parlano chiaro, anche se ci sono segnali di un minimo di stanchezza. Naturale, speriamo tutto calcolato perché si torna in campo martedì, poi domenica, poi c’è il ritorno della Champions.

Le partite da non sbagliare. Il crollo del Napoli in casa, con un uomo in più, è poi la fotografia di una frase detta e ridetta nei salotti televisivi: la Juve non sbaglia le partite che non vanno sbagliate. Vale a dire, magari il gioco non sarà scoppiettante come quello di Sarri, però i tre punti vengono portati a casa ugualmente, e per la classifica contano quelli. Solo quelli. I cali di tensione legittimi dei bianconeri difficilmente innescano figuracce o sconfitte. Non è così per le avversarie, e qui sta la lettura del vantaggio in classifica di una Juve che non sbanda mai.

La tranquillità dei forti, appunti.

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Juve decimata, Juve preparata?

Bell’esame quello contro l’Empoli. Una Juve decimata da infortuni e squalifiche si vede costretta a inventarsi una formazione in grado di tenere il passo mostruoso di questo 2016.

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Fuori Barzagli e Bonucci, tocca a Chiellini con tutta probabilità guidare la crescita di Rugani. Mentre su Morata grava il peso di un attacco che avrebbe bisogno delle marcature di Mandzukic (completamente a secco nel 2016). A centrocampo il difficile recupero di Marchisio lancia Hernanes: Profeta, se ci sei, batti un colpo!

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Il vero campione però è al suo posto. Quel sorprendente Allegri che più lo metti in difficoltà e più sembra trovare sempre nuove soluzioni. Si parlerà di contratto, forse si è troppo parlato di contratto, ma le sue risposte e le sue conferenze rappresentano un perfetto esempio di tono e di equilibrio di intelligenza. E chi se l’aspettava una piena convergenza con lo stile Juve?

Stasera è l’ottava delle finali che ci aspettano verso metà maggio. Più una finale secca per alzare una nuova coppa.

Avanti Juve. Sempre più… Allegri.

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Empoli – Juventus 0 – 2 / Juve alzati e cammina

Due zampate. Micidiali per il significato che potrebbero avere da qui a dicembre. Pesanti nei nomi. La Juve si libera dell’Empoli con due gol d’autore.

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Si sveglia Pirlo, dopo un’altra prestazione per nulla soddisfacente. Il genio bresciano è pesante, poco lucido, lentissimo. Nelle ultime due partite ha perso un numero di palloni pari a quelli persi in tutta la carriera. Ma poi basta un calcio piazzato per imporre il detto “la classe non è acqua”. Speriamo gli serva per il morale e nuova carica. Ci serve il miglior Pirlo, non certo il Pirlo a sprazzi visto finora.

E così la Juve, con la punizione del numero 21, si libera di paure e ansie. Si capisce subito che la squadra predica tranquillità, ma poi soffre terribilmente la prestazione. Contro un modesto Empoli, poca cattiveria e concretezza.

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Sono diversi i problemi e l’infermeria non aiuta. Infermeria che si è presa Asamoah e Ogbonna, non restituendocene alcuno. Questo vuol dire che Allegri dovrà inventarsi qualcosa per domani sera. Magari un cambio di modulo?

Già perché, al di là di un Morata che non può tornare in panchina, il 3-5-2 è inadeguato. Manca la corsa e mancano gli equilibri. Poco incisivi, parecchio sfortunati in questo periodo, ma il modulo è un problema: meglio maggior copertura a centrocampo, rinunciando alle due ali che non stanno producendo alcunché. Meglio investire sul centrocampo pesante e sugli attaccanti più in forma.

Perché uno dei problemi è questo: si arriva lentamente a occupare la metà campo avversaria, ma il giro palla manca di fantasia e fatichiamo a saltare l’uomo. Manca cioè un uomo di raccordo con l’attacco, senza che tolga a questo reparto un uomo di numero. Vale a dire: con gli uomini a oggi a disposizione, un 3-4-1-2 potrebbe risolvere qualche problema.

E aumentano i rimpianti per Sassuolo e Genoa: due partite buttate, un vantaggio enorme sulle inseguitrici gettato al vento.

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Giovinco alla Juve per restarci: ecco perché

Via Del Piero, dentro Giovinco. Quando nel 2006 Deschamps ne annunciò l’esordio in Prima Squadra molti ebbero a dire che si trattava del ragazzo che avrebbe ereditato la maglia numero 10. Poi qualcosa si è rotto.

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A torto o a ragione Giovinco è uno dei pochi che si è ribellato alla scellerata gestione della Juve della premiata ditta Cobolli-Blanc. Con Ranieri burattinaio di una banda davvero non all’altezza del nome Juve. Quanti errori, quanto tempo sprecato. Fra questi errori c’è Giovinco.

La storia del genio di Beinasco

Giovinco: la sua simpatica esultanza

Giovinco: la sua simpatica esultanza

Grande stagione all’Empoli, con Cagni in panchina. 35 presenze e 6 gol. Ma non fatevi ingannare dal numero, perché la stagione fu realmente esaltante. Piccolo, ma con grande tecnica. Ricordo ancora Cagni che confessò a una trasmissione di dire spesso ai suoi giocatori “la palla datela a lui che qualcosa succede”. Sempre di lui diceva Nedo Sonetti che “ha sempre il naso puntato verso la porta avversaria, mi piace molto questo ragazzo”. Con queste premesse tornò alla Juve, in coppia con Marchisio che aveva firmato una stagione davvero superba. Chissà, magari con qualche altro tecnico i due si sarebbero imposti subito con la maglia bianconero, ma meglio tardi che mai. Ranieri quasi bruciò Marchisio, mentre di fatto bruciò Giovinco.

Al suo primo vero anno di Juve mette assieme 27 presenze, ma davvero pochissimi minuti. I gol sono stati 3, fra cui una meravigliosa punizione al Lecce. Di quell’anno deve essere ricordato soprattutto l’ingresso in Champions League contro il Chelsea. A qualificazione compromessa il giovane con la maglia numero 20 entrò a sinistra e in quei pochi minuti rischiò di spaccare la partita. La testimonianza più pregnante di quei minuti la potete trovare negli archivi dei giornali inglesi che lo elogiarono come poche altre volte per un italiano.

Con Ferrara in panchina, con Diego nuovo acquisto e il sempreverde Del Piero, Giovinco trova poco spazio. 19 presenze totali, un solo gol, tanta delusione. Il Parma gli offre l’occasione del riscatto.

Il biennio emiliano è da incorniciare. 70 presenze, 23 gol, 16 dei quali nell’anno appena concluso. A fargli bene una ritrovata posizione tattica: libero di svariare in attacco, potendo agire accanto a un attaccante di peso con cui scambiare spesso.

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Utilizzo tattico

Sebastian Giovinco, detto la Formica Atomica, è una classica seconda punta. Più seconda punta e meno trequartista in quanto ama gli spazi ed è necessario, per il suo gioco, sfruttare gli spazi. Gran dribbling, buon tiro, quest’anno ha pure colmato una sua lacuna: il tiro dalla distanza. I calci piazzati sono pure il suo forte, e da Pirlo potrà ulteriormente imparare.

Nello scacchiere di Conte Giovinco potrà essere usato con qualunque schema. Nel 3-5-2 potrebbe far coppia con Vucinic e allargarsi per lasciare spazio agli inserimenti dei centrocampisti.

E’ perfetto pure come attaccante esterno nel 4-3-3, ruolo che secondo me Conte vorrà affidargli.

Di sicuro viene per restare. In tempi non sospetti Conte disse “è un giocatore che mi piace, vorrei allenarlo”. Più chiaro di così!

Le polemiche e la reazione dei tifosi

Giovinco e Del Piero: passaggio di consegne?

Giovinco e Del Piero: passaggio di consegne?

A molti tifosi non va a genio il comportamento di Giovinco tenuto da quando è a Parma. Sebbene anche noi lo abbiamo criticato per certe uscite che poteva risparmiare a noi tifosi, è pur vero che bisogna capire lo stato d’animo di un ragazzo che è stato trattato in modo particolare. Ha fatto tutta la trafila alla Juve con Marchisio e il suo primo anno si è dimostrato molto umile e attaccato alla maglia. Stesso discorso il suo secondo anno dove però, nella seconda parte di stagione, si rompe qualcosa. In realtà a rompere il tutto è Ranieri che riesce a mettersi contro la gran parte dei senatori. Da lì Giovinco subirà il trattamento di Ferrara (che pure lo aveva impiegato più spesso rispetto a Zaccheroni) e la cessione al Parma in prestito e poi in comproprietà.

Quello che ci sentiamo di dire è quello che speravamo nel 2006 dopo lo tsunami Calciopoli: spazio alla Juve giovane, a chi sente davvero la maglia. Tipo Marchisio, tipo Palladino (anche lui bruciato da Ranieri), tipo lo stesso De Ceglie che con Conte ha dato l’anima e anche qualità. Perché no Giovinco? A chiudere un cerchio ideale?

A noi interessa il bene della Juve, il riscatto della Juve e questo coincide esattamente con le idee di Giovinco. Speriamo venga accolto in modo stupendo, con tanto di applausi per la stagione che verrà. C’è davvero bisogno di tutti per ripetere una stagione, forse, irripetibile. A noi le sfide piacciono e un’altra freccia nell’arco di Conte è Giovinco. Forza Seba!

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