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Tag: estigarribia (pagina 1 di 4)

Tutte le strade portano al 3-5-2: il mercato della Juve

Il mercato della Juventus si sta pian piano delineando, e assume una forma sempre più precisa. Si va verso la conferma di un modulo che ha garantito grande solidità, e cioè il 3-5-2.

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Vero che con il 4-3-3 la Juventus ha mostrato un calcio a tratti spettacolare, sempre alla ricerca del gol, ma il modulo che più ha convinto Antonio Conte è stato quello con la difesa a tre. Ha così valorizzato le caratteristiche di Bonucci, quasi rendendolo un libero: effettivamente l’ho visto spesso staccarsi dalla difesa, e impostare l’azione, quando Pirlo era braccato.

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La difesa a tre ha dato maggiore sicurezza al pacchetto arretrato e maggior consapevolezza dei propri mezzi: l’anno scorso Chiellini al massimo arrivava a centrocampo, dava la palla al centrocampista e tornava subito indietro. Quest’anno no.

Non è un caso quindi che il mercato bianconero sia alla ricerca di esterni di corsa, in grado di coprire tutta la fascia: in Italia il maestro è Maggio del Napoli. In effetti il 3-5-2 bianconero ha un pò peccato sulle fasce: Caceres e Lichtsteiner sono terzini puri, adattati nei 5. Così come De Ceglie, a mio avviso ancora acerbo per palcoscenici internazionali. La Juve lavora in questa direzione, e non è un caso che abbia puntato forte sul riscatto di Estigarribia, forse il più indicato in quel ruolo, anche se nasce come ala pura. E non è una coincidenza che la Juve stia cercando anche di pescare dall’Udinese, squadra che insieme al Napoli ha mostrato il migliore 3-5-2 italiano.

Armero è nel mirino da tempo, sarebbe il top sulla sinistra: grande corsa, buoni inserimenti. Negli ultimi giorni si è inserita anche nella corsa per Isla, che sembrava destinato all’Inter: la sensazione è che uno dei due potrebbe arrivare insieme ad Asamoah. Un altro elemento che ha fatto riflettere è stato il rifiuto della Juve a una telefonata ricevuta da Monaco di Baviera: il Bayern avrebbe offerto Robben (ideale per il 4-3-3), che ha manifestato malcontento dopo che i tifosi lo hanno beccato per via del rigore sbagliato nella finale di Champions. Abbiamo detto esterno anche di caratura internazionale: l’ultimo nome è Kolarov, ma sono delle voci ancora tutte da verificare. La sensazione è che la Juve stia lavorando in questa direzione, ma deve farlo bene: il 3-5-2 è il modulo degli esterni instancabili, capaci di fare entrambe le fasi. E alla Juve il 3-5-2 ha dato si grande solidità, ma non quegli automatismi tipici di quello schieramento, e questo è dipeso dagli esterni.

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Juventus-Napoli: tatticamente parlando

La delusione da smaltire è tanta, e ancora non è andata via. Non per la sconfitta in sè, ma per l’approccio alla gara.

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Troppo molle la Juve, forse appagata dallo scudetto, impresa straordinaria, e impensabile a settembre 2011. Ma questo non può essere un alibi per una squadra che si chiama Juve e che vuole puntare a vincere, facendolo con la rabbia di sempre.

Detto questo, è facile parlare col senno di poi, ma soffermiamoci un attimo sugli aspetti tattici.

La gara è stata assolutamente condizionata dai due attaccanti: troppo statici, non hanno mai dato problemi ai difensori. Del Piero ha giocato perchè era l’ultima gara: primo errore, perchè è sempre una finale e ti devi presentare con la squadra migliore. Alex può fare bene solo 20′, gli ultimi. Borriello ci stava, perchè i giocatori del Napoli vanno in difficoltà con gli attaccanti forti fisicamente. Ma ci voleva Vucinic per dare a Marco la possibilità di far male.

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Sulle fasce la Juventus è apparsa molto timida. Lichsteiner impalpabile, mai pericoloso, anzi lo è stato, ma per noi: alla prima azione perde subito Zuniga! Marcelo Estigarribia si è limitato a bloccare Maggio, e lo ha fatto. Forse Conte ha chiesto solo questo.

Bloccate le fasce, si va per vie centrali, ma anche qui abbiamo fatto male. Pirlo marcato a uomo da Hamsik, e nel primo tempo non ha visto la palla. Nel secondo un pò meglio. Quando Pirlo non gira, Vidal e Marchisio prendono in mano la situazione: questo è successo in campionato, non in coppa. Zero inserimenti del principino, Vidal che ha sbagliato più del solito. E non è un caso che Bonucci si sia staccato dalla difesa più di altre volte.

Quando sono entrati Pepe e Vucinic la partita si è rianimata, abbiamo fatto 10′ ottimi. Ma troppo poco. Conte avrebbe dovuto rischiarne uno solo la davanti: o Borriello o Del Piero. Insieme a Vucinic.

Al di là dei tatticismi, la partita l’abbiamo persa nella testa: mentalmente siamo arrivati scarichi, troppo rilassati. Che ci serva da lezione per il futuro. Una squadra non eccelsa tecnicamente, e senza top player, non può prescindere dalla rabbia agonistica nelle partite che contano. E’ quella che ti fa colmare il gap con le squadre più forti. Anche perchè di fronte non c’era un Napoli irresistibile. Doppio rammarico dunque.

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Juventus – Napoli, le pagelle bianconere

Ultimi giudizi dell’anno, ben tenendo in mente i pensieri già espressi in questo articolo.

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STORARI 5,5:parte bene respingendo il colpo di testa di Zuniga al primo minuto, poi si rende colpevole del fallo da rigore. Macchia che segna la gara

BONUCCI 5: sfortunato nello spizzare di testa la palla da cui nasce il fallo da rigore. Escespesso palla al piede, perché non ci sono spazi. Ottimo il tiro nel secondo tempo, costringe De Sanctis al miracolo

CACERES 5: anche lui non in serata, sostituisce Chiellini limitandosi all’ordinaria amministrazione

BARZAGLI 5,5:  partita strana, soffre un pò Lavezzi quando il Napoli riparte. Ma nessuna particolare sbavatura

PIRLO 4,5: nel primo tempo inesistente, non la vede proprio. Meglio nella ripresa ma lui deve comandare, non essere in balìa degli altri

LICHTSTEINER 4,5: anche lui inconsistente, nel 3-5-2 non saprà mai giocare. Conte deve capirlo! È solo un terzino da sovrapposizione nel 4-3-3

ESTIGARRIBIA 5: se era stato messo per limitare Maggio, ci riesce. Ma il resto? Anche lui si perde nella serata negativa

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MARCHISIIO 4,5: Claudio stasera non c’era. L’ho visto così solo a Roma all’andatane a Milano al ritorno contro il Milan. Zero inserimenti. Contrasti nulli

VIDAL 5: il guerriero. Anzi , il riposo del guerriero. Non morde come al solito,sbaglia passaggi elementari: irriconoscib ile

DEL PIERO 4,5: mi spiace chiudere una storia con questo voto, ma la gara ha detto questo. Non si è visto, non ha creato, non ha acceso la luce!

BORRIELLO 4: il suo impiego ci sta, ma non insieme ad Alex. Fa solo fumo, con un solo tiro in porta fuori di un metro e mezzo

PEPE 5,5: in un certo seso dà la scossa, ma è tardi, ormai la Juve ha già perso

VUCINIC 4,5:entra ma non si vede, impalpabile

QUAGLIARELLA 3: come Vucinic, con l’aggravante del gestaccio su Aronica

CONTE 4: stavolta la sbaglia, la fa grossa con Borriello-Alex. Il 3-5-2 stavolta era spento.Abbiamo festeggiato troppo, i giocatori erano appagati. Ma Conte è motivatore e non poteva permettere tutto questo. Malissimo.

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Juventus-Napoli: le probabili (in)formazioni

Ultimo atto di una stagione che, comunque vada, sarà indimenticabile. Una cavalcata magnifica, di come non se ne vedevano da parecchio tempo.

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La forza del cuore e delle idee di un tecnico che si è dimostrato il più forte di tutti. E infatti Repubblica e Gazzetta sono costrette al lavoro sporco pur di far contenti i propri lettori, che diminuiscono di giorno in giorno.

Ultimo atto anche per Del Piero: sarà lui a guidare la Juve nell’ultima partita in campo. Scelta prettamente tecnica? Ci lasci dire, Antonio Conte, che da questa parte, qui in tribuna, qui davanti i blog, qui sul divano, c’è tanta fame: vogliamo vincere, e appoggiamo ogni tipo di scelta purché si ragioni con la testa (che poi si può sbagliare, ma almeno è giustificato).

Mi riesce difficile pensare che rinunci a Vucinic, ma la Coppa Italia se l’é giocata così, quindi avanti tutta col Capitano e Borriello al fianco. Non dimentichiamoci che a Milano, nella semifinale d’andata contro il Milan, la Juve ha schierato a centrocampo il trio Pirlo-Marrone-Padoin, schiantando i rossoneri per 2-1.

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Il dubbio della fascia sinistra sembra risolto a favore di Estigarribia, quindi Pepe si accomoderà in tribuna. Mentre la difesa, col 3-5-2, è obbligata: Barzagli, Bonucci e Caceres. Inutile dirvi il terzetto di centrocampo. A destra opererà ovviamente Lichtsteiner.

Si va per fare la storia, per bissare, per scrivere un’altra pagina di un libro meraviglioso, questo del 2012. Si va in campo perché bisogna zittire, ammutolire. Si va in campo per fare la sola cosa per cui 115 anni fa un gruppo di studenti fondarono questa squadra.

P.S.

Inutile dire che ci aspettiamo la solita bolgia, il solito supporto e una valanga di applausi e cori. Per il nostro Capitano, certo, per tutto il gruppo di ragazzi che ha vestito la Juve, sicuro. Ma soprattutto per lui: Antonio Conte. Non facciamolo sentire solo contro tutti: siamo in tanti, siamo una grande famiglia.

Juventus-Napoli: il 3-5-2 di Antonio Conte

Juventus-Napoli: il 3-5-2 di Antonio Conte

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Scudetto n. 30, le pagelle: il centrocampo

Abbiamo cominciato dal reparto più forte della Serie A, continuiamo con uno dei reparti più forti al mondo. I numeri sono numeri, e come tali indiscutibili.

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PIRLO: Arrivato tra lo scetticismo di molti, a causa delle condizioni fisiche non ottimali, ha zittito tutti con una stagione impeccabile, forse la migliore in assoluto. Ha giocato quasi tutte le gare, e ha dimostrato di essere ancora uno che fa la differenza. E’ il gioco della Juve, serve i compagni a memoria, danza col pallone in mezzo al campo, e si concede giocate che a volte risultano difficili anche per i compagni. Ha cambiato la Juventus. STELLA COMETA – VOTO: 9,5

MARCHISIO: Questa è stata la stagione della consacrazione per il prodotto più importante del vivaio Juventus. Dopo gli anni bui, ha ritrovato la sua posizione e ha dimostrato di essere uno dei migliori al mondo. Corsa, inserimenti, gol: ben dieci le reti, impressionante per un centrocampista. Simbolo di una Juve che è cresciuta. PRODUZIONE PROPRIA – VOTO: 9

VIDAL: Colui che ha costretto Conte a cambiare modulo. Alla prima entra e segna: è già nei cuori bianconeri. Nella gara col Milan, all’andata, azzanna tutti quelli che passano per le sue vicinanze. Poi è tutto un crescendo: macina chilometri, recupera milioni di palloni, e diventa letale sotto porta. Bellissimo il gol contro il Napoli, da applausi la doppietta che spezza le gambe alla Roma dopo soli 7′. Fantastico il tentativo di pallonetto da centrocampo contro la Lazio. MASTINO – VOTO: 9

GIACCHERINI: Il simbolo della Juventus operaia, incarna al meglio lo spirito da provinciale, lui che nella provincia è cresciuto. Molti dicevano “non è da Juve”. Conte ci ha creduto, e lui lo ha ripagato con grande umiltà e disponibilità, risultando decisivo anche in gare di coppa Italia (Roma e Bologna, a segno in tutte e due le gare). Esterno sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3, a volte interno per sostituire Marchisio. Molto bravo nello stretto. FUNAMBOLO – VOTO: 8

PEPE: Una nuova vita con Antonio Conte: il mister lo ha resuscitato, ormai è un lontano parente di quel Pepe visto la scorsa stagione. Uno degli uomini più fidati del mister, ha fatto chilometri e chilometri senza mai fermarsi. E ha segnato, uno su tutti il gol contro la Lazio: splendida la rovesciata. A Milano entra e cambia la gara: suo l’assist per Matri. MARATONETA – VOTO: 8,5

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PADOIN: preso dall’Atalanta in gennaio, ha dato il suo piccolo ma importante contributo. Buona quantità, tecnica non altissima, ha saputo aspettare i suoi momenti e li ha sfruttati al meglio. In gol nello 0-5 di Firenze, ha giocato anche esterno. UTILE – VOTO: 6,5

ESTIGARRIBIA: prima della Coppa America non lo conosceva nessuno: Marotta lo ha subito ingaggiato, e personalmente ritengo sia un ottimo acquisto. Per Conte è una sicurezza, e non a caso nel primo 3-5-2 a Napoli giocò lui. E fece gol. Grande facilità di corsa, ottima progressione, salta bene l’uomo. Non mi stupirei se il mister puntasse su di lui per il ruolo di terzino sinistro. Potrebbe essere il nuovo Zambrotta. FIDO – VOTO: 7,5

MARRONE: Anche lui un giovane che cresce, e cresce anche bene! Grande fisicità, unita a una buona tecnica: uno dei centrocampisti del futuro, anche in chiave nazionale. Ha anche segnato nell’ultima di campionato, Conte sicuramente gli darà un ruolo da protagonista nella prossima stagione. DIGA – VOTO: 7

KRASIC: Stagione fallimentare per il serbo. Ha sprecato tutte le occasioni che gli ha concesso il mister, unico ricordo il gol a Catania. Non è mai entrato negli schemi di Conte, anche se all’inizio giocava. Poi si è spento, e non ha più giocato. OMBRA – VOTO: 5

ELIA: Impossibile giudicare l’olandese: dopo Catania, il nulla. Solo a Genova e Novara si è rivisto, avendo la possibilità anche di fare gol. Ma solo quello. INESISTENTE – VOTO: S.V.

 

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La Juve che verrà: la difesa.

Mentre si festeggia lo scudetto numero 30, la dirigenza bianconera è già al lavoro per cercare di rinforzare l’attuale rosa. Marotta, Paratici e Nedved sono già impegnati per fare il punto della situazione, e valutare al meglio quali giocatori inserire per il prossimo anno.

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Cosa serve alla Juventus, e quali reparti devono essere rinforzati?

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Il quesito appare di difficile interpretazione, tenendo conto che la Juventus non ha mostrato punti deboli evidenti. E’ stata superiore a tutte, ha sempre imposto il suo gioco (tranne forse a Milano, nella gara di ritorno). La miglior difesa del campionato, appena 19 gol subiti: significa grande compattezza. Ma l’anno prossimo le competizioni saranno tre, con una Champions di grandissimo livello, che richiede qualità, esperienza, grande organico.

Partendo dalla difesa, l’innesto principale è sicuramente un terzino sinistro, vuoi che Conte giocherà col 4-4-2, o col 3-5-2. Quest’anno si sono alternati Chiellini (adattato), De Ceglie (a volte timido, sia nel 4-4-2 che nel 3-5-2). Sarebbe bello vedere Gareth Bale nella squadra di Conte, sarebbe perfetto per il suo gioco: grande corsa, sa spingere, ha comunque confidenza col gol, e in generale col tiro in porta. E poi tatticamente è il top. Altro giocatore da tenere d’occhio è sicuramente Armero dell’Udinese: insieme a Isla ha fatto le fortune dei friulani. Anche lui ha grande corsa, segna ogni tanto. Ma non bisogna dimenticare che spesso le sorprese arrivano da casa propria, e quest’anno non è stato un caso che nel 3-5-2 Conte abbia dato spesso fiducia a Marcelo Estigarribia. Per la sua grande disponibilità, duttilità, capacità di saltare l’uomo. Ha giocato partite importanti, tanto per citarne qualcuna: a Napoli, dove ha fatto  gol; a Roma; a Milano. Conte si fida del paraguaiano, e non a caso lo ha impiegato in quel difficile ruolo, per fargli prendere dimestichezza con la fase difensiva, lui che nasce come ala pura (ha giocato così ne Paraguay, in Coppa America). Se Conte riesce a trasformarlo in terzino, non avrei dubbi a dire che siamo di fronte a un nuovo Zambrotta.

Discorso più complicato per il centrale: ce ne sono pochi forti, di grande livello. E quelli che ci sono non vengono sicuramente ceduti. Si era parlato di Vidic del Manchester United, ma sembra improbabile che Ferguson se lo lasci portar via, soprattutto dopo la vicenda Pogba. C’è Gouano, giovane della primavera, molto promettente, e che ha disputato un gran Viareggio. Vedremo.

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Cagliari-Juventus La chiave di tutto è il centrocampo

Antonio Conte ha costruito un 11 fantastico. Partito con in testa un 4-2-4 in cui innescare Elia e Krasic, dopo qualche giorno di allenamento si era accorto, suo malgrado, che gli esterni funzionavano poco e male. E sarebbero funzionati anche peggio.

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L’arrivo di Vidal gli permise di varare uno spettacolare centrocampo a 3, il più forte della Serie A e fra i più competitivi in Europa. E proprio quei tre uomini là, Vidal-Pirlo-Marchisio, sono il cuore pulsante di tutta una squadra.

Stasera saranno regolarmente in campo e molto passerà dai loro piedi. Marchisio è con Matri il miglior cannoniere stagionale, l’apporto del cileno è fondamentale, mentre sorvoliamo su Pirlo perché non abbiamo più aggettivi da spendere.

I dubbi di stasera sono legati alle condizioni di Simone Pepe. La difesa è schierabile sia in un assetto a 3, sia in un assetto a 4, mentre l’attacco dipende molto dallo stato di forma dell’esterno che tanto ci è mancato in questo 2012.

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Con Pepe al 100% è probabile si torni al 4-3-3, molto offensivo, con Chiellini spostato sulla sinistra e Lichtsteiner ad agire basso a destra. Senza Pepe si torna al 3-5-2, modello Novara in cui Giaccherini fu autore di un’ottima prova nel ruolo di fluidificante sinistro. Conte potrebbe pure optare per Estigarribia come vice De Ceglie.

Ma da Trieste rimbalza una voce che vuole Pepe sulla fascia sinistra, in un 3-5-2 spregiudicato, molto offensivo e tambureggiante.

In attacco c’è tanta confusione. In tre si giocano una maglia: Matri o Borriello o Quagliarella a fianco di Vucinic. Visto mercoledì sera, Quagliarella sembra tagliato via dai titolari. Matri era sembrato muoversi bene. Del Piero è il jolly della ripresa.

Al di là di numeri e uomini, l’obiettivo è solo e soltanto uno: vincere.

Cagliari-Juventus: il 4-3-3 di Conte

Cagliari-Juventus: il 4-3-3 di Conte

Cagliari-Juventus: il 3-5-2 di Conte
Cagliari-Juventus: il 3-5-2 di Conte
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Juventus-Lazio: dubbi sul modulo [le grafiche]

Antonio Conte è carico, molto carico: vuole la vittoria perché la maglia lo impone. Vuole la vittoria perché non ci pensa proprio a lasciare spazio al Milan. Vuole la vittoria perché è tornato alla Juve proprio per raggiungere il sogno.

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Stasera potrà contare ancora una volta su tutta la rosa a disposizione. Miracolo di un lavoro maniacale, soprattutto nella testa dei giocatori che pare non vogliano mollare di un millimetro. Bonucci reduce da una piccola influenza, Marchisio con una botta al ginocchio, ma le notizie dell’ultima ora sono confortanti e quindi nessun forfait.

Quagliarella giocherà dall’inizio, al fianco di Mirko Vucinic. L’attaccante napoletano sarà così alla sua seconda presenza da titolare consecutiva. Le prestazioni fanno ben sperare: mentalmente pare essersi definitivamente sbloccato e questo non può che essere un bene. Forse non lo sarà per Matri che ultimamente pare in flessione. Non segna da 5 gare e Conte gli ha spesso preferito un altro attaccante: la Juve non può permettersi di aspettare nessuno e Conte fa bene a tenere tutti sulla corda e scegliere di volta in volta l’uomo più in forma.

L’unico dubbio è nel modulo, cosa che condizionerebbe alcune scelte negli uomini. Quasi certa la presenza di De Ceglie sulla sinistra (ben più affidabile e in migliori condizioni tecniche di Estigarribia, troppo timido contro il Palermo), mentre sulla destra gioca chi è più funzionale allo schieramento difensivo: Lichtsteiner nel 4-3-3, Caceres nel 3-5-2. In ogni caso la batteria dei terzini destri è affidabile e non crea problemi.

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In ogni caso il modulo può variare a partita in corso, dipende dalla lettura tattica che ne farà Conte.

 

Di seguito le grafiche delle due soluzioni che girano in testa a Conte. L’obiettivo, come al solito, è sempre uno: vincere!

Juventus-Lazio Probabile formazione 2

Juventus-Lazio Probabile formazione, soluzione 3-5-2

Juventus-Lazio Probabile formazione 1

Juventus-Lazio Probabile formazione, soluzione 4-3-3

E’ molto interessante notare come entrambi i moduli siano interscambiabili e la Juve li padroneggia ormai in modo ottimale. Quindi nessuna sorpresa nel vedere stasera una Juve capace di cambiare pelle durante le varie fasi della partita.

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Palermo-Juventus 0-2 Analisi tattica

La partita ha detto poche cose, le solite: una Juventus forte, psicologicamente e fisicamente, un gioco spettacolare e un feeling ritrovato col gol. Anche se nel primo tempo i bianconeri potevano già essere in vantaggio di un paio di reti (vedi gli errori di Quagliarella e Caceres).

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Un gol nato da calcio d’angolo e un gol costruito in coppia dagli attaccanti. Ma vediamo in generale lo sviluppo tattico.

Vucinic – Quagliarella: buona la prima

Di fatto non è la prima volta che giocano assieme, ma praticamente è l’esperimento più probante. L’intesa è sembrata buona, confermando che Vucinic preferisce un partner dalle squisite doti tecniche. E’ visibile la migliore integrazione con Del Piero e Quagliarella rispetto a Matri e Borriello.

Quagliarella, come Matri, si muove moltissimo e consente a Vucinic di allargarsi o rimanere in mezzo a giocarsi l’uno contro uno o tentare l’assist vincente. Soprattutto nel primo tempo il montenegrino si è divertito a servire palloni invitanti al compagno di rerparto. Da riproporre assolutamente.

Asse Vucinic-Pirlo

Una delle sorprese, peraltro annunciate. Due piedi fatati, due geni del calcio. Uniti come da un elastico invisibile, Pirlo e Vucinic hanno agito sincronizzando i movimenti in verticale. E Pirlo ha quasi sempre preferito il passaggio debole verso Vucinic piuttosto che i soliti cambi di gioco. In questo modo il Palermo è rimasto spiazzato nel primo tempo avendo già bloccato le fasce laterali. Nel secondo tempo, con la crescita di Estigarribia e Caceres, Pirlo è tornato a manovrare a 360 gradi.

Copertura territoriale

La Juve risulta sempre corta, tranne quando ribalta velocemente l’azione e allora gli strappi allungano la squadra. Squadra che risulta sempre attenta, non concedendo quasi mai il contropiede avversario e riuscendo a recuperare il pallone grazie all’anticipo dei difensori o all’aggressività di Marchisio e Vidal.

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Il baricentro è sempre molto alto e la Juve predilige il gioco a palla bassa. Questo ha mandato in crisi il Palermo che non è riuscito mai a ripartire tranne che con lanci lunghi sempre disinnescati dal trio difensivo bianconero.

Quando la Juve è lunga Bonucci imposta con lanci e cambi di gioco.

Marcatura su Pirlo

Praticamente inutile, col risultato che il Palermo perde nella prima metà del primo tempo un uomo e cioè Della Rocca. Anche se marcato Pirlo riesce comunque a liberarsi e, in ogni caso, la Juve imposta passando da Bonucci (ottimo) e da Vidal e Marchisio. Se tutti marcati la Juve pazienta e preferisce allargare il gioco da Estigarribia e Caceres. Praticamente quasi impossibile studiare uno schema di pressing senza andare in inferiorità numerica qualora non si riesca a recuperare il pallone.

Fasce timide

Il 3-5-2 funziona bene solo se le fasce sono attive e intraprendenti. Nel primo tempo questo non è accaduto e la Juve è stata costretta a passare dal centro.

Estigarribia e Caceres si sono poi sbloccati nel secondo tempo e la Juve è riuscita a riproporre il solito gioco arioso e devastante.

Se Conte vorrà applicare il modulo 3-5-2 anche il prossimo anno, allora converrà studiare sul mercato qualche specialista del ruolo in alternativa a quelli presenti.

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Palermo-Juventus 0-2 I bianconeri si riprendono ciò che meritano

Conte scombina i piani: dentro Estigarribia (assente da tanto tempo), fuori De Ceglie (non si capisce se ci sia stato un problema fisico per l’esterno). Polemica per lo stato del terreno di gioco: erba troppo alta e non bagnata. Va bene così.

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All’ingresso dei ragazzi in campo un boato ha accolto il riscaldamento. Segno tangibile di troppo entusiasmo per la sconfitta del Milan contro la Fiorentina.

Vergognosa la presentazione di MilanPremium: davvero si ostinano a cadere così in basso? Davvero uno stipendio può superare il valore della dignità professionale? Si salva in extremis Arrigo Sacchi ai quali dobbiamo le nostre scuse: Arrigo è stato per la prima volta coerente e ha chiosato così:

A onor del vero devo dire che la Juve mi diverte perché è quella che gioca meglio di tutte.

Come dire, il lavoro paga. Resta la gufata di tutto lo studio: ci piacerebbe davvero che il nuovo corso del calcio, detto così da Pistocchi dopo la radiazione farsa di Giraudo e Moggi, avesse un riflesso positivo pure sul giornalismo sportivo italiano. Qualunque sia il risultato finale, ci piacerebbe insomma assistere a uno spettacolo equo e professionale. Come i giocatori sono pagati per giocare e non truffare, anche i giornalisti hanno un ruolo importante: raccontare la realtà e non prestarsi ai giochi degli editori. Guarda caso, l’editore è il Presidente del Milan. Un conflitto di interessi ai quali siamo drammaticamente abituati. E non va bene. Non può andare bene.

Cronaca

Prima occasione per Quagliarella dopo una discesa grandiosa di Bonucci. Ribattuto. Ci riprova all’ottavo quando serve Vucinic che arriva in ritardo in area. Pochi minuto più tardi Estigarribia davanti al portiere l’attaccante napoletano che spreca clamorosamente.

Allucinante il gol sbagliato da Caceres: ricamo perfetto di Vucinic, ma il terzino mette a lato. Siamo al minuto 20.

Il dominio della Juve è palese e ci sarebbe spazio per un contropiede di Vucinic che tira alto: Marchisio in mezzo all’area era completamente libero.

Il Palermo si difende con tutti gli uomini e così una soluzione diventa il tiro da fuori. Ci provano Marchisio e Vidal senza successo, mentre Pirlo prende la porta per 3 volte, ma Viviano è attento.

Al minuto 28 scontro violento fra Milanovic ed Estigarribia, l’arbitro non interviene, Chiellini scappa sulla sinistra e all’appuntamenteo col gol non arrivano né Quagliarella né Caceres. Però Chiellini si è dimostrato più intraprendente di Estigarribia.

Finale di tempo con la Juve ancora in attacco: Vucinic libera Marchisio che di sinistro spara alto.

Durante l’intervallo nessuno dalla panchina intensifica il riscaldamento.

Nel secondo tempo la squadra comincia da dove aveva lasciato. Squadra fantastica.

Al minuto 53 è subito Marchisio che imbecca Vidal, ma il portiere para. Due minuti più tardi sblocca Bonucci su calcio d’angolo.

Al minuto 58 stessa situazione: schema su calcio d’angolo, Pirlo trova Marchisio al limite che spara alto. Palermo alle corde che rischia di capitolare un minuto più tardi quando Vidal esplode il destro da fuori: Viviano c’è.

Unica uscita rosanero: Estigarribia non chiude su Migliaccio che gli spunta da dietro, ma il pallone si perde nelle mani di Buffon.

In contropiede i bianconeri potrebbero essere devastanti, ma peccano di egoismo (Marchisio) e imprecisione (Vucinic, tiro centrale). Rischia poi su Miccoli al minuto 67 quando Chiellini se lo lascia sfilare sulla destra, ma il suo traversone non viene raccolto da nessuno in area. Sul ribaltamento la Juve raddoppia: Quagliarella scambia con Matri e infila nell’angolo più lontano. Eccezionale e grande gol che chiude ogni velleità degli avversari.

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Dubbio fuorigioco al 72esimo con Matri lanciato da Quagliarella: questione di centimetri. Giallo inutile che Marchisio si becca poi per fallo tattico. Speriamo non pesi da qui sino alla fine.

Entra Del Piero al posto di Quagliarella e poi Pepe al posto di Vidal, ma la Juve è padrona di tutto. Ci sarebbe spazio per Del Piero che però trova pronto Viviano.

Analisi del match: 1° tempo

Il Palermo, come prevedibile, chiude tutti gli spazi e si piazza con 10 uomini dietro la linea del pallone. Si gioca soltanto nella metà campo rosanero. Un dato significativo: al minuto 41 la Juve tocca l’apice del suo dominio territoriale facendo segnare il 77% del possesso palla. Statistiche bulgare.

Timidi gli esterni, così la zona calda è quella centrale dove l’asse Vucinic-Pirlo funziona a meraviglia. Come preventivato Vucinic agisce più da trequartista: si abbassa molto e tenta di lanciare i compagni.

Vidal e Marchisio si inseriscono regolarmente. In realtà nella seconda parte del primo tempo Vidal rimane sempre largo ed è Marchisio ad agire in zona centrale. Estigarribia e Caceres intanto deludono sotto l’aspetto propulsivo e la Juve prova a sfondare soltanto da fuori.

Bene la difesa che spesso imposta quando Pirlo è marcato a uomo. In particolare stupenda prova di Bonucci autore di un paio di uscite di altissima qualità. Suoi un paio di lanci che potrebbero portare al vantaggio: al minuto 8 lancia Quagliarella che poi libera Vucinic in area, ma il montenegrino è in ritardo; sul finale lancia invece Vucinc che da posizione impossibile spreca.

Poco intraprendenti gli esterni, così la Juve si ritrova spesso con troppi uomini nel centro del campo.

Analisi del match: 2° tempo

Juve che accelera sempre nella seconda frazione. Segno di una preparazione atletica azzeccata, segno di una voglia che travolge gli avversari.

Nel 2° tempo la Juve distrugge e frantuma ogni speranza dell’italia non juventina. Dominio territoriale ed efficacia. Più convinto Quagliarella, ottimo ricamo di Vucinic, più decisivi Caceres ed Estigarribia mancati nel primo tempo.

Con le fasce finalmente in funziona la Juve ha tantissime soluzioni da mettere in campo: cross dal fondo, manovra larga, accentramento di Vucinic, inserimento di Vidal e Marchisio.

Paradossalmente la Juve sblocca con Bonucci da calcio d’angolo: proprio lui, con quella cattiveria che serve. Poi la Juve si scatena e difende attaccando.

Fuori Vucinic e Quagliarella, dentro Matri e Del Piero. Ma prima Quagliarella si era abbassato nella posizione di Vucinic e in questo modo ha potuto dialogare al meglio con Matri. Stupendo il raddoppio: uno-due con Matri e tocco di fino di Quagliarella sul palo più lontano. Secondo gol consecutivo, gol cercato, forse Fabio ha trovato quella sicurezza che gli mancava.

Palermo mai pericoloso. La difesa è granitica e da lì non si passa. Ottimo Marchisio nelle vesti di rifinitore. Perfetto Vidal come tuttocampista.

L’ingresso di Matri ha garantito maggiore peso specifico e maggiore profondità, sfruttate dagli inserimenti di Marchisio e da Del Piero nel finale.

Conclusioni

Juve mai doma, Juve sempre padrone del gioco. Strepitosa manovra con un Pirlo in stato di grazia. Finalmente gli attaccanti trovano il gol, ma soprattutto giocano a meraviglia, con quella giusta cattiveria tale da impensierire le difese.

La ritrovata condizione di Marchisio e Vidal, unita alla classe di Vucinic, consente alla Juve di pazientare nella costruzione e poi sferrare il colpo letale. Peccato perché nel primo tempo la squadra poteva già chiuderla. Unico difetto di una squadra obiettivamente pazzesca.

Sette giornate al termine: il destino è nelle nostre mani.

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