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Tag: europe-league

Sorteggi Europe League: sarà Benfica-Juventus

Tanto dobbiamo arrivare in fondo. Non avevamo preferenze, ora abbiamo un obiettivo.

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Il Benfica è una squadra tosta. Ha ben impressionato per organizzazione di gioco e per qualche elemento interessante.

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Come interessante è l’altra semifinale, tutta spagnola.

L’opportunità è quella di mettere punti importanti nel ranking UEFA sfidando direttamente il Portogallo. Ma, come detto da Conte: poco ci frega del ranking, ci frega soprattutto della Juve.

Juve che potrebbe arrivare più serena alla doppia sfida se riuscisse a sistemare presto l’affare campionato. In mezzo ci si mette l’ansia per una gestione problematica della stanchezza e degli acciacchi, non ultimo quello di Vidal che costringerà agli straordinari l’intero centrocampo.

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Fulham-Juventus Anteprima

A circa due ore e mezza dall’inizio del match, il mio divano è già caldo e pronto a subire parecchi salti e pugni. La formazione è scontata, nel senso che Zac non ha assolutamente alternative né la possibilità di scegliere tra i vari mali il minore! Di sicuro ha avallato una scelta che a me non va proprio giù e l’avevo già detto dopo il match col Siena.

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In porta ci sarà Chimenti, completamente fuori forma sia fisica che mentale. Su di lui pesano gli anni e credo le motivazioni. Pinsoglio ne avrebbe da vendere, insieme ad un entusiasmo che in questo occasioni può aiutare perfino più dell’esperienza. In un certo senso quel senso di eccitazione per un esordio può riuscire a coprire lacune tecniche o d’esperienza. Io preferirei vedere Pinsoglio cui perdonerei pure certi tipi di errore. Gli stessi non potrei perdonarli a Chimenti che purtroppo a Siena ha dato ampia prova di come questa Juve non può fare a meno di Buffon e anche della sua sola presenza in campo.

Caceres diventa un rebus solo per esperti! Sarebbe servito. Servirebbe già da domenica, ma pare che il suo ritorno non sia così facilmente pronosticabile. Così spazio ancora a Grygera, probabilmente la sfida più difficile per la Juve. Grosso dovrebbe essere confermato sulla sinistra, in mezzo ci finiscono un Cannavaro reduce dai sorrisi con Malesani – accidenti a tutti e due, veramente vergognoso l’episodio su cui pare che la società non sia intervenuta – e Zebina (non ti smarrire, abbiamo bisogno di te!).

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Melo finirà in panca, spazio al più equilibrato Poulsen a protezione di una difesa inventata, con a fianco Sissoko e Camoranesi. Queste le ultime novità, anche se suona strana l’esclusione di Marchisio, certamente più bravo in fase di contenimento e bravo pure ad attaccare gli spazi.

Diego e Del Piero dovranno accendere la rabbia di Trezegol, disinnescato dai suoi compagni contro il Siena. Candreva, il nuovo gioiellino che Bettega ha portato a Torino, siederà in panca pronto per il subentro. Iaquinta è caldo e tornerà sicuramente utile.

Non voglio una Juve chiusa e timida, non voglio una Juve folle e non-equilibrata tatticamente. Non bisogna rischiare e al contempo bisogna pure intimidire con giocate, con possesso palla e tentativi di andare in rete.

Per quanto sentito in mercoledì, però, mi sento quasi quasi di tifare Fulham. D’accordo per le dichiarazioni politiche e di facciata, ma certi complimenti mi fanno vomitare e vergognare di tifare questa cazzo di cosa che molti chiamano Juve. Vergogna, sudatevela la maglia!

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Quanto conta veramente la Coppa?

Diciamo la verità: è una coppetta. Ok, c’è il Liverpool, ci sono altre formazioni interessanti, ma si tratta comunque di una coppetta. Però, nonostante tutto, a questa Juve la stessa coppetta appare come un obiettivo concreto. Concreto sì, ma reale? Concreto e reale sono due cose differenti e comportano diverse scelte.

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Giocare il giovedì sera è diverso che giocare il martedì o il mercoledì. Strano dirlo, ma è proprio così. Non importa poi giocare la domenica, è comunque massacrante e non si ha il tempo né di preparare i match né di recuperare fisicamente e soprattutto mentalmente. E la Juve si trova in una situazione disastrosa, con praticamente metà squadra fuori uso.

Per questo giovedì in realtà si recuperano Camoranesi, Caceres e Poulsen, oltre che Iaquinta. Ma in futuro, per il vicinissimo futuro di sfide importanti per quel maledetto posto, quanto conta veramente la coppetta? Poniamo la domanda in modo diretto: quanto la Juve mira alla coppetta? Lo capiremo già giovedì sera, ma il dibattito rimane aperto.

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Il danno derivante dalla non partecipazione alla prossima Champions League è devastante sul piano economico e sul piano motivazionale. Ragionando col solo cervello attivo la Juve potrebbe avere maggiori possibilità per preparare un campionato competitivo, cioè concentrandosi solo sulla partita domenicale. E non sarebbe male come vantaggio, ma vallo a spiegare a gente come Buffon, Del Piero, Trezeguet se resta e via dicendo. Col rischio di dire addio a certi sogni di mercato, che sogni comunque rimarranno. Ragionando col cuore il mancato ingresso in Champions scatenerebbe le ire dei tifosi. Ma mancare l’accesso in Champions potrebbe voler dire l’addio definitivo a chi nel 2006 ha assunto inspiegabilmente il comando della Juve. Perfino Trapattoni ha invocato Andrea Agnelli, ma anche questa ipotesi è piuttosto debole. Fascinosa, ma debole.

Così la domanda e la curiosità che vi giro è: puntare tutto sull’accesso in Champions mollando l’Europe League o continuare a inseguire i due obiettivi? Buon inizio di coppe a tutti i lettori!

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