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Tag: evra (pagina 1 di 2)

Palermo – Juventus 0 – 3 / Vincere è l’unica cosa che conta

Evra che non difende, Cuadrado che non attacca. Mandzukic che non aggredisce l’area, Dybala che ne resta lontanissimo.

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È la sintesi di un primo tempo problematico, con Allegri che sembra sbagliare tutte le formazioni iniziali.

La cosa preoccupante è il continuo saltare di modulo in modulo. Nel 3-5-2 Cuadrado è depotenziato, Dybala lasciato troppo solo, e il centrocampo incapace di trovare l’inserimento corretto.

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Cambia tutto nel secondo tempo. Juve più tonica, più ordinata, con un Palermo che comincia ad accusare un po’ fatica.

Cambia sopratutto l’atteggiamento: Evra scaraventa palloni, Cuadrado comincia a saltare l’uomo, Mandzukic si butta in area. E nasce il gol del vantaggio, con Dybala a pennellare dall’esterno una palla finalmente efficace. Secondo gol consecutivo del croato.

Poi la Juve si scioglie, anche perché il Palermo non emerge. Sturaro timbra un 2-0 che in realtà è la prima vera azione-squadra, senza egoismi. Quindi Zaza si toglie una soddisfazione personale, servito da un Morata che ha alzato per la prima volta la testa.

Non tutto è risolto, ma adesso ci sono timidi segnali di un gruppo compatto (forse troppo giovane, il che vuol dire poco esperto) e di continuità di risultati. Come a dire che vincere è l’unica cosa che conta.

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Cagliari – Juventus 1 – 3 / Il Maestro che sembra meno di un bidello

Chiediamo scusa ai bidelli: loro sì che lavorano, che sudano, e che guadagnano una miseria. Ma all’ennesima prova insufficiente, non capiamo più il motivo per cui Zeman è un grande maestro.

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Il Cagliari si presenta nelle condizioni ideali per permettere alla Juve di giocare in serenità e segnare con facilità. Supremazia numerica a centrocampo che ha permesso una fluida manovra di gioco, difesa e centrocampo poco compatti che hanno permesso ai centrocampisti di impostare e inserirsi con regolarità, fasce non presidiate. Come nei migliori sogni bianconeri.

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Si sblocca Tevez, si sblocca Llorente, va a segno pure un Vidal in netto recupero. Diffidati al salvo. Ci presentiamo così nelle migliori condizioni per Doha dove la battaglia sarà feroce.

Dove la formazione sarà la solita, col rientro di Bonucci al posto di Ogbonna. Con un Evra in crescita, soprattutto in fase offensiva.

Ultimo sforzo del 2014. Poi si riparte col botto!

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Incomprensibile Juve: problema ingaggi e tensione mentale

Quante passeggiate in quel centrocampo, a esclusione di Marchisio e Pereyra. Quanta sana umiltà quella di Evra che pure sembra essersi sbloccato (anche se pesa l’ingenuità su Gabbiadini).

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Poi però leggi le sostituzioni e fatichi a capire come sia stato possibile tenere Vidal fino alla fine. Il cileno è vergognoso, sia come atteggiamento mentale sia come giocate. E la domanda è tanto preoccupante quanto definitiva: è ancora dentro al progetto Juve? Altrimenti cominciamo anche a ragionare come faceva Moggi: dentro gente con fame.

E se a Vidal si sta rimproverando scarsissima efficacia, a Pogba si chiede maggiore continuità e scelte più intelligenti. Manca sempre la zampata finale, sia in fase di assist sia in fase di tiro. Vuoi essere campione? Bene, incidi come un campione. Tipo Tevez, anche se in questo dicembre è appannatissimo. E certo Coman e Morata non stanno mettendo per nulla in difficoltà Allegri che si ritrova una rosa molto più corta di quanto non si pensi.

Difesa a pezzi, con Bonucci squalificato per la prossima. Centrocampo affidato, a questo punto, al solo Pirlo perché gli altri stanno passeggiando e Marchisio è l’unico a essersi salvato. Attacco stanco, spuntato e con pochi gol.

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Ennesima occasione sprecata.

Juve, che sta succedendo? Il dominio del primo tempo non può chiudersi con un solo gol di vantaggio e paghiamo dazio alla prima occasione avversaria, quando gli avversari sono inermi e sepolti da tempo.

Invertire subito la rotta, per evitare figuracce.

P.S.

A cosa doveva servire la sostituzione di Tevez a soli due minuti dalla fine?

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Juventus – Atletico Madrid / Il momento della verità (o quasi)

Via Conte, dentro Allegri. Per una Juve diversa dal punto di vista tattico. Per una Champions diversa dal punto di vista del cammino.

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Cerchiamo di capirci. Non poteva essere il salvatore, visto che da salvare c’era veramente poco, nel senso che tantissimo era stato fatto, e per certi versi qualcosa di irripetibile (i 102 punti qualcuno li rifarà mai?).

Però un po’ vogliamo crederci all’inizio di questo articolo, non è vero?!

La difesa a 4, poi l’uso del trequartista, quindi la ricerca di una nuova dimensione europea, visto che la dimensione italica è anche quest’anno riconfermata. Bene, ci siamo.

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Juventus e Atletico Madrid si giocano il passaggio del turno, stasera. Gli spagnoli devono solo capire se passeranno primi o secondi. I bianconeri vorrebbero proprio fare en plein, anche se il sentimento comune è quello di passare punto e basta, memori di un Galatasaray rimasto sul groppone appena 12 mesi fa.

Perché la Juve passi prima nel girone occorre una vittoria con due gol di scarto: 2-0, 3-1 e via così. Impresa ardua vista la solidità difensiva di Simeone.

Pirlo in regia, Vidal dietro Llorente e Tevez, con Morata in panchina. Padoin dovrebbe il ballottaggio con Evra (e già questa è una mezza sentenza, giunti a dicembre) mentre a destra Lichtsteiner (ma preoccupa l’assenza di sostituti in difesa). Da Pogba ci si attende spessore e quell’essere decisivo che contraddistingue il campione da un buon giocatore.

Tutto proto. Per crescere, bisogna passare da questo tipo di sfide. Senza paura.

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Fiorentina – Juventus 0 – 0 / Chi ci ha capito qualcosa?

Cantava De Gregori “e non c’è nulla da capire”. Sarebbe la colonna sonora perfetta per il match fra Fiorentina e Juventus. Uno scialbo 0-0 dove vince solo l’estro dei tifosi viola che ancora protestano (e chissà perché).

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Allegri sorprende tutti, forse anche i ragazzi stessi: ritorno al passato, con un 3-5-2 che fa da specchio a quello viola. Con Evra e Ogbonna, con Pereyra e Coman.

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I fischi dello stadio, anche i buu razzisti contro Ogbonna e Pogba, le proteste per un presunto fallo laterale invertito: è la fotografia dell’Italia calcistica. Per questo non aver nemmeno tentato di vincere fa male a chi oggi si chiede se è un pareggio che ci può stare o un pareggio beffa (visto che non si è nemmeno tirato in porta).

Testa a martedì, si dirà. Ma al di là di questo, a sorprendere è ancora la superficialità di molte giocate: da Pogba a Vidal, per esempio. E la pochezza delle fasce, dove Evra è molto lontano dall’essere utile.

Zero a zero, dunque. Moviola inclusa: una mezza cravatta di Chiellini su Gomez, poi il mani di Pizarro finale, nel mezzo mancano un paio di gialli per Basanta e Gomez, ma si ricordano i fischi dello stadio e il “buffone” gridato a Rizzoli. E’ sempre Italia, in fondo.

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Fiorentina – Juventus / Tattica: si torna all’antico?

Arriva la sorpresa, almeno così denunciano i giornalisti: la Juve torna al 3-5-2 per la sfida con la Fiorentina, complice le numerose assenze e le squalifiche.

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La prima brutta notizia riguarda Romulo: stop di 90 giorni. Praticamente ci vedremo in primavera per un acquisto che fino ad adesso non ha mai praticamente giocato. Unito ai vari Caceres, Barzagli, Marrone e alla squalifica di Lichtsteiner, questo vuol dire che la Juve non ha più difensori.

Scontata la presenza di Ogbonna, Bonucci e Chiellini. E vista la carenza, ecco il passaggio al 3-5-2, sembrerebbe. Con Pereyra a destra a centrocampo ed Evra a sinistra.

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Spazio poi al turn-over: giungono voci su Coman in attacco al posto di Tevez, con Llorente titolare e Morata in panchina; riposo pure per Marchisio, con Pirlo regolarmente in campo, con al fianco Pogba e Vidal.

Destabilizzante o meno, io preferirei la seguente formazione.

Fiorentina - Juventus / Tattica: si torna all'antico?

Ma l’importante, come al solito… è vincere.

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Juventus – Torino / La sfida dell’anno… per i granata

Ci siamo. Attesa quasi finita. Poche ore e andrà in scena il derby della Mole: Juventus contro Torino.

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Nel palcoscenico dello Juventus Stadium i granata tentano l’impresa, dopo un turno europeo più felice per i bianconeri. Ex dal dente avvelenato. Campioni in cerca di continuità. Allegri contro Ventura.

Ci sarà Vidal: se non segna… 1 punto in meno in pagella, ha detto Allegri in conferenza stampa. Verità a metà, nel senso che Arturo è realmente non al top della condizione, ma non lo stiamo valutando per i gol. Sono più di 40 e questo è il quarto anno, per un centrocampista goleador come pochi.

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E ci sarà Llorente accanto a Tevez: lo spagnolo di Bilbao batterà la concorrenza dello spagnolo che avanza, quel Morata che sicuramente prenderà parte alla sfida a gara in corso.

Occhio alle scorribande del Toro. Non ci sono più Cerci e Immobile, comunque neutralizzati lo scorso anno, ma i tiri di Quagliarella e la voglia di qualche ex potrebbe creare qualche problema alla difesa a 4 dove rientra Evra.

C’era un dubbio su Pirlo, con Marchisio pronto in regia, ma Pereyra è ricacciato in panchina e quindi l’assetto resta quello di mercoledì sera. Poi capiremo quale sarà la distanza con la Roma.

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Atletico Madrid – Juventus 1 – 0 / Serve ancora tanto in Europa

Scarsa personalità, gioco sterile, nessuna cattiveria sotto porta. E anche la disattenzione che ha impattato gravemente sulla percentuale di passaggi riusciti. Si riassume così la seconda giornata di Champions bianconera, con la caduta, per certi versi anche immeritata, contro i vice campioni d’Europa.

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Non una bella partita. Né da parte juventina né da parte madridista. Gioco duro da parte di Simeone (la gestione dei cartellini gialli è stata alquanto curiosa, ieri sera), solito anestetizzante possesso palla di Allegri che però stavolta non dà i frutti sperati in zona offensiva.

Ed è qui il primo rimprovero verso Max Allegri: il non aver letto correttamente la partita, con cambi che non hanno generato l’effetto sperato, oltre che tardivi. E una delle disattenzioni difensive, nell’unico tiro in porta madridista, ha fissato il risultato sulla sconfitta. Era la classica partita da 0-0 scialbo, ma in Europa gli errori si pagano.

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Probabilmente, abbiamo anche pagato il poco coraggio, come ben detto da Buffon a fine partita.

A questo aggiungiamo la nostra preoccupazione dello stress da stesso 11 iniziale: Vidal nervoso e impreciso, Tevez scarico, Llorente che non segna e non punge, Evra meno efficace di Asamoah, Pogba poco incisivo. Serve una scossa, l’anno scorso fu la Fiorentina a darcela, speriamo che quest’anno sia stato proprio l’Atletico Madrid.

Girone praticamente azzerato, ma bisogna interrogarsi sulle alternative al 3-5-2 e a una migliore gestione dei cambi.

Allegri in realtà si trova un altro problema: eccessivo egoismo delle punte bianconere, partendo proprio da Tevez. Non smarriamo il senso di squadra e di gruppo. E attendiamo con felicità il ritorno di Pirlo.

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Juventus – Malmoe / Comincia l’avventura

Ci siamo. Comincia l’avventura. Un’avventura che ci proietterà lungo un cammino denso di ostacoli, ma affascinante come pochi. Il calcio che conta, qualcuno lo chiama. E noi ci siamo.

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Si parte, sulla carta, con un avversario soft. E proprio perché soft, bisognerà prestare la massima attenzione. Abbiamo già ampiamente sofferto contro squadre poco blasonate, contro campi poco agibili, ma niente scuse: in campo per vincere.

Con Allegri in panchina la sensazione è che si cercherà di migliorare dal punto di vista dell’autocontrollo. Emozione certo, ma anche tanta razionalità nell’affrontare i singoli spezzoni di gara, senza ansia da prestazione.

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Tevez alla caccia del gol maledetto: manca da troppo tempo, uno strano scherzo del destino per uno dal talento purissimo e da una generosità fuori dal normale. Che non diventi un’ossessione, ma che sia anche la serata del non-pensiamoci-più-e-buttala-dentro. Con lui Llorente: arrivato fra mille perplessità, partito con i sorrisini della critica per i troppi minuti in panchina, lo spagnolo si sta affermando come perno indiscutibile della Juve e delle manovre offensive bianconere. Vai gigante, lotta per noi.

Via alla sperimentazione del turnover. Si mormora di un Asamoah nel suo vecchio ruolo: mezz’ala, accanto a Marchisio, più interno rispetto a Lichtsteiner che agirà sulla fascia destra. Vedremo, di certo il ghanese conosce bene quel ruolo per averlo ricoperto per diversi anni a Udine. Mancando Pereyra, tocca a lui. Il che vuol dire riconferma a sinistra per Evra. La sua esperienza e la sua umiltà non possono stupire. Finalmente abbiamo un vero uomo di fascia?

Dopo l’emergenza, cominciamo a contare i rientri. Barzagli in panchina, Chiellini si riprende la maglia da titolare. Caceres confermato dopo le splendide prestazioni di questo inizio d’annata. Vidal forse pronto per il Milan, Pirlo certamente pronto per l’Atletico.

La Juve c’è. Comincia l’avventura. Vogliamo stupire.

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Juventus-Udinese 2-0 / Ne vedremo delle belle

Baricentro altissimo. Percentuali bulgare di possesso palla. Produzione offensiva da capogiro. Facilità di arrivare in zona gol. Con la pecca di concretizzare ancora poco. E una certezza: la panchina è di grandissima qualità.

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Più del 2-0 casalingo sull’Udinese, è quest’ultimo concetto che stupisce. In quella che di fatto era una piccola emergenza di uomini, la Juve non ha tradito. La Juve tutta, a cominciare da Ogbonna su cui persistono ancora dubbi di affidabilità.

La Juve dei Pereyra e dei Caceres va come un treno, confermando la buona impressione della prima giornata di campionato, cioè quella legata al gioco. Più equilibrato rispetto all’era Conte, meno frenetico, ma ugualmente famelico. Questi ragazzi non hanno per nulla la pancia piena e – anche qui – cade uno dei motivi dell’abbandono di Conte. Su questa rosa ci si può ancora contare.

Lo vedi da Tevez che fino a 2 giorni fa doveva rimanere a casa infortunato. Lo vedi soprattutto da Pereyra che sembrava voler imitare il miglior Vidal, riuscendoci per duttilità e quantità di corsa, per aggressività e capacità di inserimento. Certo Vidal è impareggiabile, ma una sua ulteriore eventuale assenza non fare scattare l’allarme massimo. Gran bell’acquisto. Come lo è Evra: a sinistra il francese spinge, crossa e recupera. Asamoah può riposare con calma.

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Pressing alto, ma tanto ragionamento. Con un giro-palla che assomiglia comunque a quello di Conte, perché il 3-5-2 di Allegri è di fatto una piccola estensione, impercettibile a tratti, a essere sinceri. Addirittura un assetto più alto in fase di spinta, dove non è più un 3-3-4 come amava dire Conte, ma addirittura qualcosa di più, con annessi rischi di contropiede avversario. Marchisio a fare da filtro, il resto della squadra in una linea compatta offensiva con 6 uomini.

Il primo tempo ha registrato numeri dittatoriali, a favore dei bianconeri piemontesi su cui grava la responsabilità di non averla chiusa. Almeno 5 le palle gol nette sprecate, oltre il gol di Tevez. Il secondo tempo ha evidenziato una necessità di stare più calmi, di “non si può andare sempre a 100 all’ora” (cit. Allegri). Qui il tecnico dovrà intervenire.

La sorpresa più bella, oltre alla conferma dell’imprescindibilità di Llorente, è rappresentata dagli ingressi finali di Coman e Morata. Per lo spagnolo un piacevole esordio concettuale, ma non solo. Per Coman la conferma che questo ragazzo è nelle gerarchie bianconere per davvero, mica solo per emergenza come 14 giorni fa. Entrambi, in appena 5 minuti di gioco, hanno dimostrato la voglia e la fame di vestire il bianconero per ritagliarsi spazi da protagonisti. Specialmente Morata ha collezionato un paio di battaglie a centrocampo, mostrando un fisico longilineo ma robusto, due azioni personali per sfoggiare l’ottima tecnica calcistica, e un buon numero da bomber in area, con perno su avversario, stop e tiro da biliardo tenuto a fatica dal portiere avversario.

Sono solo le prime due giornate di campionato, non conosciamo ancora il reale peso delle avversarie fin qui affrontate, ma la sostanza della Juve di Allegri sembra esserci tutta. Noi ci siamo. E ci crediamo.

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