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Tag: falcao

Attacco alla Champions: oggi i sorteggi

L’Italia si presenta ai blocchi di partenza con sole due squadre. Una Roma assente dal grande calcio da tanto tempo, e una Juventus che insegue i sogni di gloria che passano necessariamente da un’acquisizione lenta e progressiva della mentalità europea. Sembrano passati secoli quando mandavamo regolarmente un’italiana in finale.

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Oggi pomeriggio via ai sorteggi. I bianconeri, in seconda fascia, farebbero meglio a non fare pronostici: Copenaghen e Galatasaray non sono bastati per passare il turno lo scorso anno. E poi vale il detto, molto usato nel Wrestling americano, che “se vuoi essere campione, devi battere il campione”. Molto più stimolante beccare le big che giocare facile, rischiando peraltro la brutta figura.

Di ieri sera l’ennesima disfatta italiana. Dopo il Mondiale più che opaco, dopo Tavecchio, dopo un mercato ancora di seconda fascia, ecco la figuraccia del Napoli. Strapazzato dall’Athletic Bilbao che ha sfoggiato uno stadio semplicemente magnifico. Atheltic Bilbao, vale a dire la nostra Samp o la nostra Lazio. Altra cultura. Altro mondo.

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Il punto è: a cosa possiamo ambire qui in Italia? Champions impossibile, l’idea era almeno portarci a casa qualche Europe League. Se ne deduce quindi che Capello non aveva, in fondo in fondo, torto: il nostro è un campionato poco allenante?

Tornando alla Champions, la curiosità è capire dove giocherà Falcao. In quarta fascia col Monaco o, a sorpresa, in Spagna o in Inghilterra?

Non è cambiato moltissimo dall’inizio dell’estate. La Juve non ha in cassa risorse per un altro colpo. Specie se si tratta di cifre come quelle per il colombiano. A meno che:

  • Agnelli non decida (?) di accedere ai nuovi introiti Champions destinandoli a parte dell’ingaggio di Falcao (con la conseguente liquidazione monegasca si dovrebbe riuscire a mantenere l’attuale stipendio del ragazzo, oltre 10 milioni di euro netti all’anno);
  • Marotta non abbia il via libera (!) per un prestito oneroso che si aggirerebbe fra i 5 e gli 8 milioni di euro; con diritto di riscatto tutto da vedere;
  • il Monaco non ceda al fatto che nessun acquirente fin qui si è presentato in Francia con un assegno cospicuo. E il Real sembra freddo in quest’ottica, con l’Arsenal che non può spendere altri 40 milioni di euro.
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Caso Falcao: quando la stampa supera la fantasia?

E’ da giorni che la Gazzetta spara articoli di una pagina intera su Falcao alla Juve. Qualcosa di vero ci sarà, ma la verità in questo caso è relegata solo a un fatto: è un grande giocatore, ci farebbe comodo probabilmente, ma è imprendibile. Se Marotta riuscisse a portarlo a Torino alle condizioni descritte dalla Gazzetta, bisognerebbe consegnarli Premio Pulitzer e Premio Nobel insieme.

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Primo tassello di forte dubbio: privarsi di Llorente. Finalmente la Juve sistema le fasce laterali. Già nel precampionato si è assistito a quanto bene può fare Llorente assistito dagli esterni e da seconde punte in grado di operare come trequartisti. Al netto del valore intrinseco degli avversari, questo Llorente ci fa veramente molto comodo. Quale stratega si priverebbe dello spagnolo, proprio quest’anno, proprio adesso che i moduli e gli schemi tattici sembrano valorizzarlo al meglio?

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Secondo indizio dell’impossibilità: costi. Il cartellino di Falcao fu pagato 60 milioni appena 12 mesi fa. 15 milioni di euro sono stati ammortizzati, quindi la supposizione che il suo valore di mercato si aggiri sui 40 milioni di euro è più conto matematico. E’ logica. Il Monaco vive da mesi in grosse difficoltà gestionali, ma dubito che regaleranno i giocatori. Rodriguez docet. Così la Juve è subito tagliata fuori da un’eventuale acquisto del colombiano. Il prestito sarebbe un autentico furto: in questo momento i dirigenti monegaschi sono confusi, non stupidi. E poi non c’è da dimenticare l’ingaggio lauto del bomber: 12 milioni di euro netti all’anno. Dicono sia ben felice di decurtarsi l’ingaggio: più della metà, addirittura?

Terzo problema (che problema non lo è mai): come cambierebbe la Juve? Ma è un tema che non approfondiamo. Preferiamo parlare di cose concrete, rimanere vigili sul pezzo. E il pezzo ci sta dicendo che la linea editoriale dei quotidiani vorrebbe vendere mezza Juve, e finora soltanto i fegati ne hanno risentito.

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Da Falcao a Mourinho: comanda il denaro

Quante bugie sono state dette? Che i colori delle maglie valessero ormai poco, nella stragrande maggioranza dei casi, è cosa risaputa e vecchia. Ma certe dichiarazioni lasciano l’amaro in bocca.

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Da Falcao a Mourinho, due che i soldi li conoscono e dai quali sono affascinati. Due storie diverse.

Il colombiano è uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi anni, con potenzialità incredibili. Completo tecnicamente e molto dotato fisicamente, nelle sue caratteristiche di killer dell’area di rigore e attaccante di movimento (piccolo, agile, scattante e potente). Dal River al Porto. In due anni in Portogallo Falcao ha messo a segno 41 gol in 51 match, poi altre 31 reti in Europa. Ceduto Aguero a suon di milioni l’Atletico Madrid se lo è assicurato per ben 40 milioni di euro (+ bonus). In Spagna ha continuato a segnare: 70 reti in 91 gare, fra campionato e coppe.

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Due volte cannoniere della Europe League e diversi trofei alzati. Uno degli attaccanti più corteggiati che però finirà al Monaco. La cifra spesa dai francesi è mostruosa, mentre per il ragazzo invieranno un bonifico mensile di circa 14 milioni di euro. Per favore, caro Radamel: non parlarci di sogni né di ambizioni. Giustamente… hai sposato il bonifico, mica il progetto!

Discorso diverso nella storia, seppure simile nelle cifre, quello che riguarda Mourinho. Peggior stagione della sua carriera, a detta sua, soprattutto una bruttissima stagione del Real Madrid. Umiliato in campionato dalla distanza abissale dal Barca e poi distrutto dai tedeschi del Borussia in Champions. Senza contare lo schiaffo del derby in Coppa del Re.

Fischiato, praticamente buttato via da Perez, Mourinho si è accasato in uno dei pochi club in grado di pagare qualcosa come 10 milioni di euro. In un club che ha bisogno di riprendersi dall’ennesimo fasullo progetto di Abramovich. In tempi in cui né l’Italia né altri paesi potevano garantirgli la supersquadra di cui questo allenatore ha bisogno.

Mi piacerebbe vederlo all’opera con una squadra costruita senza spendere milioni e milioni, una squadra cioè in grado di esaltare le sue qualità tattiche. “Amo l’Inter” ha detto: bene, era il momento di tornare e provare a ricostruire. Questo sì che sarebbe stato un progetto!

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