Menu Chiudi

Tag: felipe-melo (pagina 1 di 5)

Galatasaray-Juventus Preparati all’Inferno

Sfida caldissima quella di stasera, ma come ha detto Buffon “non ho mai visto un tifoso segnare e se accade l’annullano”. Sintesi perfetta dello stato d’animo della Juve che si giocherà la qualificazione.

Advertisment

Mamma li turchi, con un italiano a dettare lo schema tattico e tanti ex del calcio che conta a guidare la squadra. Non sarà semplice, e infatti si chiama Champions League.

Advertisment

A Conte mancherà terribilmente l’esperienza di Pirlo, anche se non lo ammetterà mai. Al suo posto Pogba, ma il francese ha ben altre caratteristiche. Ciononostante gran parte del gioco distensivo di stasera passerà dai suoi piedi, con la possibilità di far girare Marchisio e Vidal in una posizione dove l’erede del numero 21 non esiste, purtroppo, al mondo.

Se è vero che il cuore del centrocampo è il punto nodale in cui si deciderà la gara, è pur vero che gli attacchi potrebbero sbilanciare ogni tipo di equilibrio. Il tabu di Tevez contro la malizia di Drogba. La classe di Snejder contro la crescita paurosa di Vidal. Con un Llorente in più da una parte, e un ex che darà il 200% dall’altra (leggi Felipe Melo, che però continua a spendere parole al miele per la sua ex squadra: massima stima).

In palio la qualificazione. In palio conferme e delusioni. Tocca alla Juve decidere che titolo dare al giornale di domani.

Advertisment

I conti di Conte e i furbetti del quartierino

Non uno che avesse analizzato a fondo lo sfogo di Conte. Non uno che avesse portato a sostegno del Capitano Bianconero (leggi Antonio Conte) i numeri del mercato della Juve. Al netto dei nomi, ecco le cifre.

Advertisment

Un piccolo cappello introduttivo: Conte ha legittimamente affrontato il discorso di “una Juve che ha speso tanto e si è rinforzata”. Che la Società, in primis Marotta, sia stata bravissima nell’acquisto di Tevez a soli 9 milioni di euro è un fatto certo e accertato. Stesso discorso per Llorente: da una clausola di 37 milioni di euro si è passati a 0 euro per la firma del contratto. Solo che sono andati via Giaccherini (coi i suoi gol pesanti e le prestazioni sempre sopra la media) e Matri (che vuoi o non vuoi la sua ventina di gol li ha timbrati con la casacca juventina). Quello che Conte ha sottolineato è che di certo non si è trattato di una campagna faraonica come quella che portò Buffon, Thuram, Nedved e Salas qualche anno fa.

E adesso i numeri, perché i furbetti della carta stampata e i dirigenti avversari soffrono di distrazione di analisi.

La Juve ha speso sul mercato un totale di 22 milioni di euro circa, esclusi i bonus che si pagheranno da sé qualora la Juve dovesse centrare gli obiettivi stagionali. Il totale lo fanno gli acquisti di Ogbonna (13 milioni al Torino), di Tevez (9 milioni al ManCity) e di Llorente (0 euro, acquisito a scadenza di contratto dalla Real Sociedad).

Advertisment

La Juve ha però chiuso un paio di operazioni in uscita. In primis l’alleggerimento del monte ingaggi per via degli addii di Bendtner, di Anelka e di Iaquinta in particolare. Più la cessione di Felipe Melo al Galatasaray per 3,5 milioni di euro. Di Canio (Sunderland) si è portato via Giaccherini con un assegno fra i 7,5 milioni di euro e gli 8 milioni di euro. Infine il Milan ha scucito 11 milioni di euro per Alessandro Matri. In dirittura d’arrivo la comproprietà di Marrone con il Sassuolo per circa 4 milioni di euro. Escluso proprio Marrone, la somma di 3,5 + 7,5 + 11 fa 22 milioni di euro. Ergo, la sottrazione fra acquisti e cessioni produce il risultato di 0 euro di disavanzo. Quello che è entrato… è uscito.

Diversi, ben diversi, i bilanci delle altre società, almeno delle big, a esclusione della Roma che ha potuto contare su due uscite clamorose quali Marquinhos e Lamela (quasi 70 milioni in due, bonus compresi) e poi la vendita di Osvaldo (superiore ai 10 milioni di euro).

Perché Conte insiste a prendere a riferimento le potenze europee? Perché le potenze europee, con i fatturati che sono doppi rispetto a quello bianconero (nonostante il record segnato a 276 milioni di fatturato di quest’anno) possono permettersi di non badare alla sottrazione di cui sopra e aggiungere pezzi di campioni alla propria rosa con maggiore tranquillità. Mentre Marotta è costretto a usare calcolatrice e commercialista prima di andare a piazzare una qualunque offerta. E di certo gli acquisti da 20 milioni in su sono per noi ormai una chimera. Purtroppo i campioni già affermati costano proprio intorno a quella cifra e ultimamente non basta nemmeno più.

Quando la Juve potrà tornare a spendere senza preoccupazione alcuna, Conte sarà l’allenatore più felice al mondo. Intanto gli toccherà sfornare altri miracoli didattici che sono comunque la sua specialità.

Advertisment

Jovetic? Non sarà come con Melo

La Juventus alla svolta di mercato: si punta forte su Jovetic, giovane montenegrino dai piedi fatati. Lo conosciamo tutti, e sappiamo il suo grande valore: quest’anno ha dimostrato anche di poter giocare da prima punta, facendo gol.

Advertisment

Noi abbiamo ipotizzato un doppio colpo, con Jovetic più una punta meno chiacchierata rispetto all’ormai famoso top player. La questione però rischia di diventare un’altra: Marotta ieri si è visibilmente esposto sul gioiello viola, affermando che il giocatore corrisponde al profilo tracciato dalla Juventus. Dall’altra sponda del fiume, il ds viola Pradè ha inizialmente respinto qualsiasi richiesta della Juventus, rifiuto avvalorato anche dal fatto che Jovetic è stato scelto come testimonial per la nuova stagione e modello per la presentazione delle maglie.

Advertisment

Le dichiarazioni di Pradè, proprio nella giornata di ieri, hanno riaperto la trattativa: “Con 30 milioni la trattativa può iniziare”. La Fiorentina ha quindi fissato il prezzo (con la clausola imposta nel contratto: esagerato comunque secondo me), ma tenendo conto delle qualità e della giovane età, forse non si è troppo allontanata dalla sua valutazione. Ma quello che mi preme dire è che la Juventus non deve correre il rischio di fare tutto in fretta, acquistando il giocatore alle condizioni della Fiorentina. Certo che il cartellino è di proprietà viola, ma la Juve non può ripetere la vicenda Felipe Melo, nella quale quel furbacchione di Corvino fece un sol boccone dell’inesperto e ancor più ingenuo Alessio Secco. Ricordiamo che Melo fu acquistato per 20,5 milioni, più il cartellino di Marchionni (valutato 5 milioni): grande pacco!

Oggi c’è Marotta, non c’è Secco, ma ciò non toglie che la Juventus possa anche cadere in questa sorta di tranello, lasciandosi influenzare dalla paura di poter perdere un potenziale top player, visto che ancora non lo è, e visto che risulta anche difficile ingaggiare i veri top player. La Juve deve agire con calma, perchè ha tanti elementi a favore: innanzitutto è la Juventus, e a Jovetic non può che far piacere. La sua volontà può contare, e anche tanto: infatti la Juve aspetta un primo passo da JoJo. In secondo luogo perchè la Fiorentina ha fortemente ridimensionato il progetto: ad oggi ha perso Amauri, Behrami, Gamberini, Natali, Marchionni, Kroldrup e Montolivo: questo non può che giocare a favore di un’eventuale cessione, perchè effettivamente Jovetic non può stare in un contesto del genere, e merita sicuramente una squadra più attrezzata. In terzo luogo perchè la Juventus ha anche tante altre piste da percorrere, sebbene presentino molte più difficoltà, soprattutto per la questione ingaggio. Il quarto motivo, ultimo ma non certo per importanza, è la frase di mister Conte: “Il top player non dev’essere un top player dal punto di vista economico, ma dev’esserlo sul campo“, portando l’esempio di Vidal, acquistato per 10,5 milioni di euro ma ha reso da top player. Questo lascia intendere che anche altre strade, del tutto diverse, sono percorribili. La Juve ha tutte le ragioni per non agire tempestivamente, e lo ha già dimostrato nell’affare Verratti (quando il Pescara ha cambiato le carte in tavola).

Advertisment

La settimana calda di Beppe Marotta: che Juve sarà?

Sarà una settimana densa di appuntamenti per Beppe Marotta. Per la Juve non può che essere un bene.

Advertisment

La Juve è molto attiva sul mercato, a conferma di come la Società di Andrea Agnelli vuole in fretta recuperare il gap dalle big europee. Regina in campo, regina pure sul mercato come ai bei tempi.

Questa settimana si dovrebbe definire il trasferimento di Isla e Asamoah dall’Udinese. I due ragazzi sono attesi a Torino per le visite mediche e quindi la firma. I dettagli li potete leggere in questo articolo.

Sempre in questa settimana è atteso a Torino Pogba, ormai un giocatore bianconero a meno di colpi di scena finali. In Inghilterra escludono un clamoroso dietrofront del ragazzo. Arriva a parametro zero dal Manchester United.

Advertisment

Sempre a proposito di giovani Marotta incontrerà la dirigenza del Pescara, ma prima dovrà risolvere le questioni legate a El Kaddouri (affare praticamente già chiuso) e Gabbiadini (fonti bergamasche considerano la trattativa già chiusa). Uno dei due verrà girato a Pescara quale parziale pagamento del cartellino di Verratti.

Non trova conferme invece il viaggio di Pavel Nedved in Polonia nel tentativo di convincere Van Persie a scegliere la Juve.

In mezzo ci mettiamo pure le eventuali cessioni di Felipe Melo e Pazienza che non rientrano nei piani di Antonio Conte.

E’ tornata la vera Juve, e IoJuventino vi racconterà giorno per giorno il mercato bianconero!

Advertisment

Il 4-2-4 della Juve di Conte (con immagini)

Ore 16:50. Spengo tutto, una lattina di Coca-Cola e divano. Prima uscita stagionale della Juve: I M P E R D I B I L E.

Advertisment

Ore 15:00 della domenica successiva (ieri, nda): altra uscita della Juventus. Altra occasione per aprire una nuova lattina di Coca-Cola.

Per la prima volta l’uomo più atteso non ha giocato, almeno per quanto mi riguarda. Quando esordì a Bari mi divertivo a vedere lo speciale di RaiTre. Ora me lo posso godere dopo aver visto circa 300 sue partite con la maglia bianconera. Mi ero perso i primi due anni per motivi di non-esistenza-della-pay-tv. Sto parlando di Antonio Conte.

In questo articolo cercheremo di capire come ha sviluppato il suo 4-2-4 con gli uomini a disposizione. Al di là di battute facili o facili entusiasmi riguardo al mero risultato dei due match (per la cronaca, 12-1 e 6-1) è importante capire come i ragazzi hanno assimilato le idee offensive dell’ex capitano bianconero.

Il primo tempo con la Juve titolare?

Quando le formazioni entrano in campo… un tuffo al cuore. Quella maglia bianconera addosso ad Andrea Pirlo mi vien voglia di fare due abbonamenti televisivi, così sono sicuro di non perdermi nemmeno un minuto di questo straordinario calciatore. Poi finalmente Matri e Quagliarella insieme.

Conte sceglie il primo 11 così composto nella prima partitella:

  • Buffon in porta;
  • linea difensiva che vede, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Sorensen, Chiellini e Grygera;
  • centrocampisti centrali Pirlo e Pazienza;
  • a destra Krasic, a sinistra Marchisio;
  • Quagliarella e prima punta Matri.

Nel secondo match l’unica novità è Ziegler a sinistra al posto di Grygera. Praticamente la formazione titolare a meno di stravolgimenti incredibili in attacco (Aguero o Pepito Rossi) e sulla fascia sinistra (un acquisto avverrà di certo).

Comincio subito a capire qual è lo schema di Conte dal centrocampo in su: una sorta di diamante per costringere i terzini avversari a rimanere sull’uomo, Marchisio e Krasic, i due di centrocampo che si muovono all’unisono formando quasi una linea orizzontale a stringere verso la porta avversaria e rinculare all’indietro in fase di non possesso per garantire una buona copertura del campo, infine i due attaccanti. Qui sotto una piccola schematizzazione dei 6 uomini d’attacco.

Una mia prima idea è stata sbugiardata già nei primi 10 minuti di gioco. Pirlo non si muove esattamente come nel Milan e nella Nazionale, cioè nella linea verticale fra i difensori centrali, ma si muove insieme a Pazienza. Piuttosto è la seconda punta, e cioè Quagliarella, che si muove fra i due centrocampisti centrali, sempre in linea verticale. In questo modo Conte dà la possibilità di giocare palla in almeno quattro direzioni che, nel primo tempo, sono state costantemente applicate: il difensore a supporto che non ha cominciato l’azione, il laterale difensivo, la seconda punta che viene all’incontro occupando il ruolo della trequarti o l’esterno di centrocampo che rimane largo e sempre molto alto. Nella prossima immagine ecco una tipica azione di manovra con il pallone nei piedi di Pirlo: rispetto allo scorso anno si evita il passaggio in orizzontale e in linea gialla tratteggiata vengono schematizzati i 4 passaggi che Conte impone al portatore di palla. L’idea è semplicemente quella di trovare il miglior spazio possibile per costruire l’azione.

In questo modo il gioco offensivo della Juve si sviluppa come mai avevo visto in questi 5 anni. Pochi tocchi, molte vericalizzazioni a palla bassa e massima profondità garantita dal movimento della prima punta (sempre ad attaccare la porta) e dai due esterni (uno pronto a ricevere palla sui piedi, l’altro che parte come un fulmine per ricevere eventualmente il lancio). Conte riesce così ad avere 3 uomini costantemente in attacco, la seconda punta a supporto di Matri e i due centrocampisti pronti a salire vicino l’area di rigore.

Matri e Quagliarella hanno dialogato a meraviglia e con Pirlo dietro a dispensare i suoi magici palloni la Juve ne ha beneficiato in termini di velocità, imprevedibilità e capacità di arrivare costantemente al tiro.

Quanto detto in precedenza lo vediamo schematizzato nella prossima grafica (in blu i movimenti richiesti da Conte):

Badiamo bene: si tratta certamente di Val di Susa e Lucento, ma i movimenti sono proprio questi qui e in appena 7 giorni l’impronta di Conte appare chiara, molto limpida.

Il 4-2-4 disegnato nel primo tempo delle due sfide è quello che io preferisco, cioè asimmetrico. Se a destra si spinge da paura, con Lichtsteiner che sta prendendo le misure a Krasic (bellissima la sua intervista dopo il primo tempo) e col serbo che pare non subire la fatica della preparazione, a sinistra Marchisio garantisce più manovra e meno velocità e profondità. Non è un caso se dalla destra sono arrivati i migliori contropiedi e a sinistra sono arrivati i palloni più ragionati. Lì Marchisio mi piace da matti: ha dribbling e la qualità necessaria per operare da esterno sinistro. E’ chiaro però che per supportare al meglio l’idea di calcio di Conte lì serve un clone di Krasic.
Bene Pazienza, ma come evidente si tratta solo di una possibile pezza nei momenti più brutti della stagione.

Advertisment

A conferma che con Conte si ragiona di più ecco uno schema da calcio d’angolo, curiosamente tutti partiti dalla destra con Krasic sulla bandierina. Ecco l’immagine:

Come si può leggere dalla grafica è successo più volte che Pirlo andasse incontro a Krasic e se c’era lo spazio la palla arrivava al regista bianconero che poi provvedeva a scaricarla verso il centrocampista o verso l’area. Marchisio in tal caso andava verso la lunetta fuori area pronto a raccogliere la respinta della difesa e i due attaccanti occupavano lo spazio ai limiti dell’area piccola.

Il secondo tempo senza Pirlo

La differenza principale dei due modi di interpretare il match fra il primo e il secondo tempo è l’assenza di Pirlo. Giuro che non presterò più ascolto a chi ancora solleva dubbi su questo fuoriclasse, uno che non ha rivali in quella posizione, forse giusto Xavi.

Senza di lui, con Marrone timido e Felipe Melo (o Giandonato nella seconda partitella), la Juve perde un sacco di qualità nella manovra e cominciano di nuovo i lanci. Sono serviti parecchi insulti di Conte per costringere Bonucci e Barzagli a ragionare e cercare i compagni con palla raso-terra. E infatti, dopo i primi 10 minuti (nella prima partita) piuttosto confusi, per via anche dell’11 nuovo (a eccezione di Matri e Quagliarella), la Juve ha provato a giocare.

Sorprendente la prestazione di Elio De Silvestro. A me lì è piaciuto Pasquato nel Modena (e il Pasquato della seconda partitella), e io penso che ci sarà spazio per il giovane talento nella trasferta americana (cosa che pare confermata dalle convocazioni ufficiali da cui sono stati esclusi Melo e Amauri e Iaquinta e Sissoko. Bene pure Pepe che ci ha messo un po’ a carburare, anche perché servito male dai centrali di centrocampo.

Alessandro Matri ne ha infilati 3+3 e comunque la sua prestazione è stata molto pesante in entrambe le occasioni, nel senso che questo ragazzotto è cresciuto tanto, troppo. Sempre autoritario e sempre pericoloso. Buon gioco di prima e buon affiatamento con Quagliarella. E’ sempre pericolosissimo e se quest’anno verrà servito a dovere potrà certamente confermare quanto di buono fatto in appena 4 mesi di Juve.

Nel secondo tempo la Juve ha sofferto più che nel primo. Barzagli e Bonucci vanno registrati, mentre Motta ha ancora una volta confermato lacune difensive gravissime.

Al contrario del compagno-flop della scorsa stagione, Reto Ziegler è entrato subito nei meccanismi di Conte. Spinta a volontà e due ottimi tentativi di sinistro dalla distanza. Se De Ceglie non si dà una mossa lo svizzero gli soffia il posto.

Luca Toni ha fatto doppietta. A conferma che l’organizzazione del gioco è tutto, le sue sponde sono state preziose per Matri prima e Quagliarella dopo (rientrato nel secondo tempo). Se sarà tenuto in rosa, come vice Matri, potrà sicuramente risultare utile in certe partite in cui occorre peso specifico là davanti. Ottime alcune azioni che transitano per le sue sponde, non ultimo il gol di Pepe allo scadere del match, con un filtrante splendido di Quagliarella che si è distinto per la qualità che riesce a dispensare sulla trequarti.

Menzione speciale (ma, purtroppo per lui, inutile!) per Felipe Melo, ma Conte non si fida al 100% del brasiliano. In 45 minuti ha fatto tanto, corso tanto, recuperato abbastanza e costruito in modo soddisfacente, ma non bastevole per quanto mi riguarda. La volontà c’è, ma non è un regista. E nonostante il gol non è nemmeno un trequartista o un centrocampista d’attacco. La non-convocazione per la gita americana è un chiarissimo segnale di rottura.

Con le formazioni rimaneggiate nel secondo tempo c’è poco da segnalare, se non le buone prestazioni dei giovanotti bianconeri. Al punto che mi sorge un dubbio e pongo quindi la domanda: conveniva prendere Pazienza? O era meglio far crescere Giandonato all’ombra di Pirlo? E soprattutto, quel Pasquato o quel De Silvestro non potrebbero realmente fare il quarto esterno della Juve, cioè la riserva di Mister X a sinistra o di Krasic a destra? Nella tourné americana avremo altre conferme.

Nel frattempo appare chiaro che Conte ha già un’idea di gerarchia all’interno del suo 11 titolare. Banale segnalare Lichtsteiner e Chiellini e Krasic e Matri e Pirlo. Piuttosto va segnalata la presenza costante accanto a Chiellini di Sorensen che non sarà tenuto. La Juve sta cercando un difensore centrale? Pare di sì. Barzagli e Bonucci sono stati provati insieme e l’indicazione mi pare evidente. O si giocano un posto accanto a Giorgione o partono entrambi dalla panca.

Altra indicazione per la fascia sinistra. Marchisio può starci in caso di difficoltà e assenze, ma come detto occorre qualcuno specialista del ruolo (tipo Nani o Ribery, per intenderci).

Accanto a Pirlo serve a questo punto Vidal, uno in grado di costruire, dialogare, fare l’interdizione e andare al tiro da fuori area. Quindi resta da capire la seconda punta: Quagliarella appare motivatissimo e in una forma splendida (il gol nella seconda partita è da cineteca). Pepito Rossi mi piace, mi piace più Aguero, ma mettere in panca uno come Fabio è durissima!

Consigli e suggerimenti sugli schemi? Qualcuno ha notato qualche giocata tattica particolare?

Advertisment

Pepito Rossi raggiungerà i compagni venerdì sera. Guarda caso?

Signori, domani leggerete sul Corriere dello Sport di un volo rimandato. Di un biglietto aereo strappato e di un checkin non completato.

Advertisment

Pepito Rossi ha disdetto all’ultimo la partenza per la Spagna dove lo aspettava un altro volo per condurlo al ritiro del Villareal coi suoi compagni. Invece l’aereo non lo prenderà. Ufficialmente la squadra dalla maglia gialla gli ha concesso ulteriori due giorni di riposo, praticamente Giuseppe Rossi è a un passo dalla Juve.

La svolta sarebbe da ricondurre alle pressioni di Marotta su Felipe Melo e la mediazione di Pastorello in Spagna per far sì che il Villareal accetti Melo nell’affare Pepito Rossi.

Advertisment

Venerdì è prevista la consegna ufficiale dell’offerta bianconera da parte dell’agente dell’italiano che difficilmente verrà rifiutata. Le indiscrezioni parlano di un affare di complessivi 30 milioni di euro, ripartiti probabilmente in 20 milioni cash più 10 milioni che è la valutazione di Melo.

Se così fosse la Juve metterebbe a segno un colpo eccezionale. A soli 23 anni si sarebbe infatti garantita l’attaccante di maggiore prospettiva italiana, capace forse di raccogliere la pesante eredità di Del Piero.

Tatticamente, rimandando a un’altra punta questo discorso e quando l’affare sarà ufficializzato, Giuseppe Rossi si sposa alla perfezione con Alessandro Matri, fungendo da seconda punta e costringendo, però, Quagliarella ad allargarsi sulla sinistra. E’ un’idea che può stare in piedi?

Infine, visto il budget bianconero, è chiaro come le eventuali cessioni porterebbero i necessari soldi in cassa per ulteriori due colpi: un esterno sinistro e un mediano (qualora partisse Sissoko) o un centrale difensivo (qualora venisse ceduto Sorensen).

Advertisment

Vi racconto il primo giorno di allenamenti della Juve: le sorprese e le conferme!

Arriva il pullman, scendono tutti. Maglia bianca, a simboleggiare la reale purezza di un marchio che non potrà mai essere distrutto, né contaminato. Peggio, non può esserlo a forza di bugie e vaneggiamenti, ricatti e minacce, volgari allusioni e colpi di testa frutto di una incompetenza che ha sfiorato la pazzia di certi avversari.

Advertisment

Scendono tutti: Chiellini e poi Buffon, Conte, quindi Marchisio e Bonucci, poi Del Piero.

La Juve comincia, comincia con tre biondi che dovrebbero rappresentare l’esempio più palese di cosa vuol dire correre in campo: Lichtsteiner che si nasconde dietro le cuffie alle orecchie, Ziegler e un Krasic quasi rabbioso e desideroso di cominciare già a correre.

Prime indicazioni sul campo, prime parole di Conte. Gli occhi di Conte contro gli occhi dei ragazzi: non accadeva dai tempi di Capello quando nessuno fiatava e nessuno, proprio nessuno, vagava con lo sguardo spento verso gli spalti. Nessuno in posa da foto, tutti rigidi, pronti a macinare sudore. E infatti si comincia già a correre. Ritmi blandi? Macché, si ha l’impressione che Conte spremerà all’inverosimile i suoi ragazzi.

Advertisment

Gruppo omogeneo, nessun tipo di settorializzazione fra i giocatori: Amauri in mezzo a Del Piero e Quagliarella, Iaquinta fra Marchisio e Chiellini, poi Storari e Kirev e Buffon, quindi i nuovi mischiati ai vecchi.

A mio avviso ecco le sorprese e le conferme, sperando sia davvero un inizio nuovo e decisivo.

Fra le sorprese:

  1. Martinez è apparso clamorosamente in palla, schierato alto nel centrocampo e libero di andare all’1-contro-1, cioè la sua più grossa qualità espressa a Catania e che ne valsero i 12 milioni pagati da Marotta;
  2. Toni ha subito rispolverato il feeling con Pirlo e le fasce: si capisce perché Conte, prima di privarsene, vorrebbe capire come si comporrà l’attacco bianconero;
  3. l’autorevolezza di Sorensen in difesa e, per la prima volta, l’ho visto spingersi in attacco con una cattiveria che l’anno scorso non poteva avere. Sia chiaro: via in prestito, ma occhio alle sue prestazioni;
  4. l’ottima voglia di Pepe, unita a una forma già invidiabile: sgambate e cross, un paio di tiri e i movimenti che tanto piacciono a Conte. Troppe volte criticato ingiustamente, dalla panchina potrebbe essere un’arma importante nello scacchiere dell’ex-Capitano bianconero;
  5. un talento in porta come Kirev: parate su parate, questo gigante di 20 anni mi ha piacevolmente sorpreso. Non faccio fatica a dire che la Juve, per il futuro, può scegliere tranquillamente fra Pinsoglio, Costantino e questo Kirev.

Fra le conferme:

  1. Del Piero apre le marcature dell’anno: chi se non lui? La cosa che più impressiona è la sua voglia, la sua dedizione. Mai visto uno così, a quasi 37 anni è ancora uno dei più integri e dei più freschi. E la sua dimensione sul campo di gioco la noti tutta, come una di quelle leggende che sai che hanno qualcosa di più rispetto a tutti gli altri, qualcosa di magico, di supremo;
  2. le geometrie di Pirlo, alla faccia dei detrattori sol perché quella è la maglia della Juve! Andrea si è piazzato, qualunque fosse l’esercizio, al centro, a dettare le regole. Sarà vecchio, sarà logoro, sarà stato scaricato (e non è vero) dal Milan, ma le cose che fa Pirlo non le ho viste fare a nessun altro su questa Terra;
  3. la sensazione che Matri stia scaldando i motori. Un paio di tiri deboli, qualche ciccata. Struttura fisica imponente, qualche smorfia per dover smuovere i suoi chili, ma già buona agilità, nessun chilo di troppo. Al di là degli errori, Matri c’è sempre, là dove un attaccante dovrebbe stare. Sbaglierò, e sbaglio, ma quei maledetti movimenti incontro alla palla li ho visti fare a un solo attaccante del recente passato bianconero: David Trezeguet;
  4. il sorriso di Felipe Melo. Chi si aspettava un giocatore spento è rimasto deluso. Molto deluso. Scherzi coi compagni, serenità e poi, in quella partitella finale, la diga che serve a questa Juve accanto a Pirlo. Contrasti vinti, tanta fisicità, buona tecnica. Non è un regista, ma la Juve il regista ormai ce l’ha. Se solo riuscisse a placare il suo cervello…
Advertisment

Sissoko si congeda dalla Juventus: fuori uno!

E’ arrivato sorridente, occhiali da sole e l’aria di chi è sicuro.

Advertisment

Solo che la sicurezza non è quella che si aspettava Conte. L’allenatore bianconero vorrebbe puntare su Momo perché è il profilo di mediano che serve accanto a Pirlo, ma il maliano ha intenzioni di segno contrario.

Sissoko partirà. Probabilmente per il ritiro juventino, ma alla prima offerta decente farà la valigia e saluterà.

Advertisment

Unica intuizione di Ranieri, Sissoko è arrivato alla Juve nel 2008, durante la campagna acquisti invernale. Squadra di provenienza: Liverpool. Costo del cartellino: 11 milioni di euro. Difficilmente recuperabili, anche se le rate sono già state pagate per intero. Sei mesi da incorniciare, coincisi con un finale di campionato stratosferico di Del Piero, Trezeguet (capocannoniere e vice) e compagni. Sostanza e quantità, quantità e sostanza. Corsa e generosità che lo hanno subito eletto a beniamino dei tifosi. Che fino all’anno scorso lo hanno difeso. Poi, però l’arrivo di Del Neri, i problemi fisici e i 24 milioni di euro spesi per Felipe Melo gli hanno fatto perdere posti nella gerarchia del centrocampo bianconero.

Sissoko perciò è quel tipo di giocatore che alla Juve serve, ma se andrà. Al miglior offerente, cioè Spagna o un ritorno in Francia.

Fuori uno. Dopo di lui mollerà Felipe Melo e quindi Marotta potrà ingaggiare Vidal che, a oggi, è certamente l’indiziato numero uno per il centrocampo.

Buona fortuna Momo!

Advertisment

Chi affiancherà Pirlo? Sissoko, Melo o Mister X?

Nella Juve di Conte, muovendoci nell’ipotesi di un 4-2-4, il reparto di centrocampo è popolato da tre tipi di giocatori:

Advertisment

  1. due ali vecchia maniera, in grado di saltare l’uomo e con una grande capacità di corsa e grande resistenza;
  2. un regista, uno che sa alternare il gioco corto al gioco lungo (fondamentale in tal senso la profondità garantita dalla prima punta);
  3. un cagnaccio rabbioso che sappia coprire le spalle al compagno di reparto e fare la diagonale sulla fascia scoperta.

La rosa attuale vanta un grandissimo regista, Andrea Pirlo, un duttile centrocampista di nome Claudio Marchisio, e ben due giocatori che i più danno in uscita: Felipe Melo e Sissoko. Sulle ali torneremo in un altro articolo.

Il brasiliano è stato acquistato per 24 milioni di euro e ha reso poco il primo anno, ha reso bene il secondo anno. Certo il suo carattere è un limite fortissimo. Quando Del Neri lo ha avuto in pugno Felipe Melo si è rivelato prezioso alleato di una Juve equilibrata e molto tosta in mezzo. Ricordo alcune allucinanti prestazioni, forse su tutte quella contro il Milan. Il processo di crescita è in atto, ma da Torino giungono voci di una fiducia molto parziale di Antonio Conte nei riguardi di una personalità altalenante. E la Juve non può permettersi simili punti interrogativi.

Il maliano sarebbe invece il tassello mancante. Paradossalmente, la soluzione più semplice e più utile la Juve ce l’ha in casa con Sissoko. Ma gli infortuni degli ultimi due anni e la testa-altrove potrebbero essere i due più grossi ostacoli. Perciò Sissoko è più out che in, con un mercato in uscita che ancora stenta a decollare. E come potrebbe visti gli ingaggi e il fatto che comunque la Juve non può spenderli.

Advertisment

Non credo alla pedina Vidal, un centrocampista molto offensivo e poco propenso alla fase difensiva. Vidal è tutto, tranne che un mediano di rottura. Né mi convince, del tutto appieno, Inler, che reputo costoso.

Sarebbe pressoché perfetto Lass Diarra, ma il giocatore non ne vuole sapere di Torino e non costa certo quei 12 milioni che la Juve vorrebbe spendere per il mediano.

Sono perciò convinto del fatto che Antonio Conte vorrà prima toccare con mano Sissoko e Felipe Melo e soltanto a ritiro iniziato deciderà chi dei due rimarrà nella rosa bianconera, chi andrà via e, soprattutto, se ci sarà bisogno di tornare sul mercato.

In quest’ultima ipotesi, quali sono le vostre idee in merito?

Advertisment

Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

Advertisment

La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

Advertisment

Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

Advertisment