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Tag: ferguson

Identikit di mercato: Nani

Nato il 17 novembre 1986, all’anagrafe Luís Carlos Almeida da Cunha, Nani è inseguito da Conte da circa due anni. Il tecnico leccese, amante degli esterni eclettici e offensivi già dall’applicazione del 4-2-4, lo avevo messo nella lista dei desideri quando parlò con Marotta all’arrivo a Torino. Budget e una appeal tutto da ricostruire ne hanno reso impossibile l’acquisto. Ora la storia sembra più possibile.

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La carriera di Nani

Nani comincia seriamente a giocare a calcio nella cittadina di Queluz, in Portogallo. Lì viene notato dagli osservatori dello Sporting Lisbona che lo ingaggiano nel 2003. Nelle giovanili dei biancoverdi vince pure un campionato che gli vale la promozione in prima squadra nel 2005. Due anni fra i professionisti con circa 60 presenze e 9 gol. Si dimostra un esterno particolarmente offensivo con grandi doti tecniche in fase di dribbling. Fantasia che rapisce Ferguson.

Il Manchester United nel 2007 pagherà una cifra consistente (fra i 10 e i 15 milioni di sterline) ai portoghesi per assicurarsi Nani. Debutta nella vittoria contro il Chelsea nel Community Shield il 5 agosto dello stesso anno. I primi 12 mesi di Nani sono storici: arrivano la Premier League e la Champions. Nella finale del 2009 contro il Barca il portoghese non scenderà in campo per alcuni screzi con l’allenatore. In totale saranno più di 130 le presenze coi Red Devils condite da 26 reti e la vittoria pure della Coppa del mondo per club nel 2008.

In Nazionale Nani ha giocato sia nell’Under 21 (con uno score di 10 presenze e 1 rete) sia nella Nazionale Maggiore (con 65 presenze e 13 reti). Ha saltato però per infortunio l’ultimo mondiale in Sudafrica.

La scheda tecnica

Destro di nascita, in realtà Nani è molto eclettico e ha giocato con profitto su entrambe le fasce mostrando buona tecnica pure col sinistro. Molto tecnico e amante del dribbling, il portoghese ama sfogare corsa e finte per giocarsi l’uno contro uno con gli avversari per arrivare sul fondo e crossare o rientrare nel tentativo di battere a rete. Basta infatti guardare le statistiche di Premier League per notare che i gol di destro e di sinistro sono praticamente equivalenti (9 e 12 rispettivamente).

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Non è uno specialista di rigori e punizioni, né fa la differenza con gli inserimenti aerei.

Buona la capacità di adattarsi a un lavoro da classico centrocampista (tipo un laterale di un centrocampo a 4), ma dà il meglio di sé quando viene utilizzato come ala offensiva (quindi in un probabile 4-3-3). Dialoga facilmente con le punte amando giocare a ridosso dell’area per tentare il tiro da fuori.

Ipotesi di mercato

La voce che rimbalza dall’Inghilterra non ha trovato ufficialità in Italia, anche se la necessità di reperire un esterno offensivo è nella lista dei compiti che Marotta dovrebbe portare a termine entro la fine del mercato.

In scadenza il 30 giugno del 2014, il cartellino di Nani è fissato a circa 20 milioni di euro, ma in virtù del contratto prossimo alla scadenza, potrebbero bastarne poco più della metà per convincere il Manchester United. Dopo l’addio di Ferguson, Moyes non sembra puntare sul portoghese a cui viene preferito soprattutto Valencia.

Con un bonifico da 12/13 milioni di euro si può portare via da Manchester.

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Sportività o paraculismo? Meglio la seconda

Pizza, pepsi e che sia un grande spettacolo. Almeno così avevo preventivato ieri sera quando mi sono messo a guardare Manchester United contro Real Madrid. Spettacolo sì, ma davvero poco gradevole.

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Il pubblico di Manchester è solitamente sportivo. Solitamente! Tranne quando vede qualcosa che proprio non torna. E il gesto dell’arbitro ieri sera non è tornato a molti, compreso uno scatenato Ferguson che ha dovuto imbavagliarsi a fine match per non scaricare la rabbia contro i microfoni.

Mentre nell’altra stanza si consumava l’ennesimo gesto da paraculo di Mourinho, uno che ancora, a parer mio, deve dimostrare di saperne anche di tattica oltre che di motivazione e di media.

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Un organizzatissimo Manchester contro un Real Madrid in piena di crisi di nervi risolta soltanto da un rosso abbastanza fantasioso mostrato a Nani.

Certo pure Sir Alex dovrebbe spiegare il motivo della rinuncia al giapponese e a Rooney, ma quell’espulsione ha completamente rovesciato la partita.

Fra un Kaka imbarazzante e uno Xabi Alonso sempre graziato nonostante i suoi comportamenti antisportivi, il Real ha espugnato De Gea con un tiro dalla distanza dell’oltre 30-milioni-di-euro (leggi Modric) e con un gol trovato da Cristiano Ronaldo (per me ancora di un gradino sotto a Messi). Poi le parate di Diego Lopez: paurosi alcuni salvataggi.

Sfortuna, ma non solo. Il gesto dei “soldi” mostrato a Mourinho la dice lunga su un pensiero comune: questo portoghese ha risorse inimmaginabili. Con queste stesse parole Indro Montanelli descriveva un certo Silvio Berlusconi. Salvateci!

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Fiorentina-Juve: l’esempio di Ferguson, i cori sull’Heysel e un vergognoso gemellaggio

Siamo ormai giunti al momento di Fiorentina-Juventus, una sfida che i dirigenti e tifosi viola stanno caricando da settimane di significati extrasportivi contribuendo a creare un brutto clima intorno a una partita che non avrebbe certo bisogno di questo.Abbiamo letto che per motivi di ordine pubblico sarebbe addirittura pericoloso per Conte assistere dalla tribuna del Franchi alla partita. E leggiamo che in tutta risposta l’ad viola Mencucci lo invita a starsene in albergo. Non possiamo fare a meno di pensare che meno di una settimana fa il nostro allenatore sia potuto stare tranquillamente in tribuna a Londra ed esultare senza problemi ai gol bianconeri, in un clima di assoluta civiltà.

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Il weekend ci ha mostrato un altro bell’esempio dall’Inghilterra che ci piacerebbe in futuro venisse seguito anche dalla Fiorentina, pur non nutrendo alcuna speranza che ciò possa accadere. Il Manchester United ha infatti deciso di consegnare in occasione di Liverpool-United all’ingresso del settore ospiti una lettera ad ogni tifoso firmata da Sir Alex Ferguson, in cui si raccomanda il rispetto della memoria dei 96 tifosi reds morti a Sheffield nell’89 per evitare che si ripetano spiacevoli cori che si sono scambiati in passato le due tifoserie. I tifosi del Liverpool insultavano quelli dello United per la tragedia aerea di Monaco del ’58 e i sostenitori dei Red Devils rispondevano citando Hillsborough. Ora Ferguson ha detto basta, giustamente, e si è rivolto così ai suoi tifosi:

Caro tifoso,

il grande supporto che avete dato qui (ad Anfield, ndr) alla squadra la passata stagione ci ha visto ad un alto livello di comportamento. Voglio che continuiate quei progressi.

Ma oggi occorre fare di più. Dobbiamo concentrarci su ciò che ha reso lo United il miglior club del mondo.

La nostra rivalità col Liverpool si basa sulla volontà di arrivare in testa alla classifica – con il desiderio di vederci incoronati quali i migliori contro una squadra che ha avuto questo onore per così tanto tempo.

Questa rivalità non può e non deve basarsi sull’odio personale. Dieci giorni fa abbiamo conosciuto la terribile verità sulla morte di 96 persone che andarono a vedere la propria squadra nella semifinale di FA Cup e che non tornarono più.

Quello che è successo dovrebbe risvegliare la coscienza di tutti.

Il nostro grande club oggi è vicino al Liverpool nel ricordare quella perdita e nel tributare la loro campagna in favore della giustizia. So che posso contare su di voi.

Sinceramente vostro,

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Alex Ferguson

Una presa di posizione del genere ci piacerebbe vederla un giorno sul sito della Fiorentina o all’ingresso del Franchi vista l’abitudine di alcuni tifosi viola di insultare sistematicamente le vittime dell’Heysel. Siamo stanchi di sentire quei cori vergognosi, vedere striscioni o persino magliette con la scritta -39 e constatare che neanche la Federazione prende mai provvedimenti. I viola non sono gli unici a divertirsi sull’argomento ma sono senz’altro quelli che lo fanno più spesso e non solo in occasione della partite con la Juve. Tra le altre tifoserie che si sono “distinte” ricordiamo anche di recente l’Inter, il Napoli nella finale di Coppa Italia (con una vergognosa invasione di campo a fine partita di un tifoso con una bandiera con la scritta -39 di cui i media hanno preferito non curarsi), ma anche il Torino, la Roma e il Verona. Certamente la Fiorentina detiene il primato, tanto che la prima domenica dopo la tragedia dell’Heysel avevano già pronto uno striscione che metteva in bella mostra tutta la loro più becera ignoranza. Le cose con gli anni non sono cambiate, anzi. Fa male che tutto quello che succede non venga minimamente amplificato dai media, che la Federazione non prenda mai provvedimenti e che la società viola non si sia mai mossa in maniera decisa sul tema.

Cecchi Gori aveva tanti difetti ma apprezziamo il suo sdegno dopo una partita del ’91 in cui si scusò pubblicamente per i cori dei suoi tifosi e privatamente con i dirigenti della Juve, oltre a scrivere una lettera direttamente alla signora Scirea, dato che qualcuno si era divertito a insultare anche un uomo vero e leale come il povero Gaetano. Una vicenda che lasciò basito anche l’allora capitano Dunga che dichiarò che se fosse capitata di nuovo una cosa simile e lui se ne fosse accorto avrebbe fatto sospendere la partita per dire ai suoi tifosi di smetterla.

Le cose non cambiarono ma almeno non si cercava di insabbiare le cose come accade con l’attuale gestione Della Valle. Nel dicembre 2010 il problema si ripropone in modo continuativo tanto che persino i media non possono far finta di niente. Il capitano Montolivo condanna i cori dei suoi tifosi ma dice che è una cosa a cui va data “poca importanza” perché portata avanti da “poca gente”. Ci auguriamo che sia poca gente, peccato che continua ad agire impunita e a farsi sentire però. Prandelli, ex allenatore viola e in quel periodo da poco CT della Nazionale condanna l’episodio ma si dice convinto che “è stato subito capito l’errore”. Il peggio ce lo regala Mencucci che prima condanna i cori dei suoi tifosi ma poi devia subito il discorso sul lancio di tre petardi nel settore ospiti da parte dei tifosi bianconeri avvenuto durante Juve-Fiorentina. Gesto da condannare senz’altro, tanto che la Figc punisce la Juve con 40mila € di ammenda e la diffida del campo. Mentre i cori e le magliette della Fiorentina la passano liscia come sempre, neanche una multa simbolica. Nonostante questo, Mencucci ha anche il coraggio di lamentarsi dicendo che “sono state sanzioni leggere” e che “quando si condanna la violenza non bisogna fare distinzioni di maglie ma agire tutti in modo deciso”. Ricordiamo che tutto era partito dalla richiesta di un suo parere sui cori anti Heysel dei suoi tifosi. Ma Mencucci non si ferma qui e ci regala una perla: “Dall’arrivo della famiglia Della Valle siamo riusciti a incanalare il pubblico di Firenze, che fino a pochi anni fa era abbastanza caldo per non dire violento, nel tifo che vogliamo noi, quello sano, quello dell’incitamento della squadra e degli sfottò”.

Sono parole che lasciano a bocca aperta, soprattutto considerando quello che era successo appena un anno prima, nell’autunno 2009. Un fatto di cui i media hanno deciso di parlare come se fosse una bella favola facendo finta di non sapere la verità e nascondendola una volta emersa. Ci riferiamo al vergognoso tentativo dei tifosi viola di gemellarsi con quelli del Liverpool esclusivamente in virtù dei fatti dell’Heysel.

Riepiloghiamo i fatti. A settembre si svolge al Franchi la partita di Champions Fiorentina-Liverpool. Quella sera alcuni tifosi viola vengono fatti entrare in campo con uno striscione dedicato agli inglesi che recita “Welcome Reds, your story is for us a legend” proponendo un gemellaggio con la squadra ospite da celebrare nella gara di ritorno. Gli inglesi apprezzano molto il gesto non capendone il significato nascosto, perché non immaginavano certo quello che erano soliti fare i tifosi viola in Italia relativamente all’Heysel. I media italiani esaltano il gesto nel nome dei più sani e nobili principi sportivi e considerano di fatto solo paranoie dei tifosi juventini ogni riferimento alla tragedia di Bruxelles. I tifosi bianconeri non vengono creduti, eppure anche un bambino sarebbe in grado di capire il doppio fine del gesto. A Liverpool, come si è detto, accettano il gemellaggio e in occasione del ritorno ad Anfield che si sarebbe svolto a dicembre la società prepara una coreografia bianca e viola da esporre nella Kop con la scritta “Thank you”. Nel frattempo si gioca una partita di campionato tra la Fiorentina e la Juve dove i tifosi viola regalano il solito repertorio e alcuni si presentano anche con le maglie del Liverpool griffate -39. Ovviamente la Figc non prende provvedimenti. Intanto il gemellaggio si avvicina esaltato dalla stampa italiana ma molti tifosi juventini vogliono che almeno in Inghilterra possa emergere la verità. Così alcuni bianconeri attraverso il forum ufficiale del sito del Liverpool riescono a chiarire la vicenda con alcuni tifosi inglesi ed esponenti della società che vengono così a conoscenza di quello che succedeva abitualmente in Italia compresa l’ultima chicca della maglie dei Reds dedicate ai caduti di Bruxelles. Il Liverpool annulla la coreografia e il gemellaggio il giorno prima della partita ma nessuno ne parla. Ciò che prima era stato esaltato ora viene insabbiato.

E questo sarebbe un tifo sano per Mencucci e Della Valle.

Noi tifosi della Juve non possiamo certo definirci migliori di altri, sappiamo benissimo che alcuni dei nostri a volte cantano vergognosamente contro Superga e che c’è stato anche uno striscione su Hillsborough. Episodi da condannare, come sarebbero da condannare e punire quelli relativi all’Heysel che vengono sempre taciuti. Aveva provocato più sdegno il rifiuto da parte di alcuni tifosi bianconeri delle scuse fatte da quelli del Liverpool prima dei quarti di Champions nel 2005 ad Anfield girandosi di spalle. Può essere un gesto giusto o sbagliato, ma certamente perdonare non è un obbligo per chi ha subito una tragedia. Non sappiamo cosa ne pensi di quella coreografia con scritto “Amicizia” chi ha perso qualcuno quel giorno maledetto, se non vuole accettare le scuse è liberissimo di farlo senza che nessuno debba sentirsi in dovere di fare la morale.

A chiudere lo stadio alla Juve la Figc ha fatto in fretta proprio durante la stagione 2009/2010 facendo passare come un coro razzista quello che era “solo” un coro offensivo e di cattivo gusto verso Balotelli. Un coro da stigmatizzare ma non diverso da quelli che si sentono a decine durante ogni partita e che usava solo la stessa rima utilizzata da una vita per fare cori offensivi verso Lucarelli senza che nessuno se ne preoccupasse. Ma in quel momento si voleva colpire la Juve e farla passare per razzista, fa niente se intanto un’altra squadra si divertiva a organizzare oltraggiosi gemellaggi e a stampare magliette ignobili.

Ma questo è un tifo sano.

Benvenuti a Fiorentina-Juventus.

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Ferguson e Pogba: chi di giovane ferisce, di giovane perisce

E’ forse il detto che meglio rispecchia il caso Pogba. E’ da settimane che teniamo al caldo questo nome, informandovi quasi quotidianamente sullo sviluppo di una trattativa che in realtà era chiusa già da mesi.

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Paul Pogba è un talento francese, un centrocampista molto forte a leggere la delusione e la rabbia di Ferguson per averlo perso. In malo modo pure, perché Pogba va alla Juve a costo zero essendo il suo contratto ormai scaduto. Il colpo porta la firma di un genio del calcio giovanile quale Fabio Paratici. Aveva individuato questo giovane 19enne nei primi giorni del 2012 e successivamente gli aveva prospettato l’idea di vestire il bianconero.

Vi abbiamo già mostrato un video che ritrae Pogba in azione e pubblicato diverse news in merito. Si tratta di un centrocampista dal gran fisico, con una buona visione di gioco e un’ottima tecnica. Ama spingersi fino a dentro l’area avversaria per tentare la via della rete. Per tali caratteristiche sembra più un interno nello scacchiere di Conte che un vice Pirlo. Non a caso la caccia a Verratti è quanto mai serrata, col gradimento del giocatore del Pescara.

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Ferguson non ha preso benissimo la firma di Pogba con la Juve e ha rilasciato dichiarazioni piccanti:

Pogba ha firmato per la Juventus tanto tempo fa, secondo quanto sappiamo noi. E’ deludente, penso che non abbia mostrato alcun rispetto nei nostri confronti. Se questo è il comportamento, meglio che se ne vada.

Il buon Ferguson dovrebbe però ricordare quanti calciatori ha scippato alle cantere di tutta Europa. A chi tocca nun se ‘ngrugna!

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