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Tag: fergusson

Juve – Pogba, ci siamo ormai

Da un lato l’ottimismo di Beppe Marotta e la convinzione di Mino Raiola, dall’altro le speranze di Sir Alex Ferguson e dei tifosi dello United: in mezzo Paul Pogba, potentissimo centrocampista di nazionalità francese.

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A prevalere però sembrano essere i colori bianconeri, anche dopo gli ultimi tentativi di Ferguson: ormai Pogba ha deciso e ha scelto la Juventus.

Ancora nulla di ufficiale, ma non dovrebbero più esserci dubbi sul suo arrivo.

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Nato il 15 marzo 1993, a soli 19 anni è già considerato un leader, un vero uomo squadra che si è messo in luce nelle giovanili del Le Havre e della nazionale francese. È considerato il nuovo Vieira, ha tutto: tecnica, fisico, potenza.

Arriva alla Juventus a costo zero, un affare: per lui un contratto di quattro anni, a 1.300.000 euro. Andrà a completare il reparto dei magnifici tre, e se dovesse arrivare anche Asamoah allora la Juventus potrebbe veramente considerarsi una della squadre più forti al mondo, per quanto riguarda il centrocampo.

Secondo alcune fonti, il centrocampista sarebbe stato anche a Torino per le visite mediche. È chiaro che arriva alla Juve per restarci.

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Krasic: nessuna possibilità di recuperarlo? Vota

Facevo un giro sui giornali esteri: gossip di calciomercato. Mi sono imbattuto in diversi articoli che parlavano del possibile passaggio di Krasic al ManUTD.

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Fergusson sta perdendo pezzi nella sua rosa e pensa proprio al serbo per riaccendere il motore. A Manchester non è mai carburato, peraltro, Valencia e quindi la Juve potrebbe davvero accettare uno scambio di prestiti. Sei mesi in prova e a giugno si tirano le somme.

Molti articoli inglesi facevano poi riferimento ad alcuni video di YouTube che immortalavano Krasic con la maglia bianconera: sfuriate incredibili, accelerazioni paurose, un po’ di gol, molti assist. Soprattutto nella prima metà dello scorso anno, poi cominciò il declino.

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Perciò mi chiedo se non ci sia proprio nessuna possibilità di recuperare il ragazzo, prima ancora che il giocatore. E’ evidente che il problema maggiore è la testa di Krasic, il suo stato d’animo. Conte non ha gradito la scarsa applicazione, mentre io sono convinto che le sue sfuriate sulla destra sarebbero davvero salutari in moltissimi momenti della partita. Il suo dinamismo, sulla carta, sarebbe di molto aiuto per la manovra bianconera, ma in questi mesi non si è mai visto il vero Krasic.

Tentare di recuperarlo nel nuovo anno o sancire l’addio? E in tal caso: in prestito o cessione definitiva?

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Pallone d’Oro, Miglior allenatore, Gol dell’anno: i miei verdetti. E i tuoi?

Si avvicina Natale e tutti gli sportivi solitamente pensano a due cose: i titoli parziali (il campione d’inverno) e il Pallone d’Oro.

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Quest’anno ci sono altri due titoli da assegnare e cioè Il Miglior Allenatore e il Gol dell’Anno.

In lizza per tutti e tre i premi ci sono, rispettivamente Messi, Xavi e Cristiano Ronaldo, Guardiola, Mourinho e Fergusson, Messi, Neymar e Rooney.

Inutile dire che per me la classifica e le nomination hanno poco senso.

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Il Pallone d’Oro è già assegnato: lo vincerà Messi perché non esiste al mondo un motivo valido per non assegnarlo all’argentino. D’accordo che la Nazionale tutta ha steccato, ma i numeri di questo 24enne sono talmente incredibili da risultare quasi normali. Come se fosse normale segnare 53 gol nell’anno solare in corso e addirittura mancano ancora partite per eventuale migliorare il record. Come se fosse normale la media gol-partite-giocate. Come se fosse normale che già a 24 anni un calciatore abbia raggiunto quota 200 (e passa) gol. Come se fosse normale vincere la classifica cannonieri della Champions, sebbene questo torneo è indiscutibilmente più semplice rispetto a molti anni fa. Come se fosse normale giocare da 7 ogni santa partita e fare quei numeri da capogiro e non importa il nome dell’avversario e quanti avversari lo stanno marcando.

La panchina, diretta conseguenza del delizioso lavoro svolto, non può che essere assegnata a Guardiola. Se non altro per il rispetto che si deve alla cultura civile. Per lo spagnolo non esistono casi di dito nell’occhio, di offese a Unicef, di piagnistei, di conferenze stampa ai limiti del ridicolo. Il lavoro di Guardiola è nettamente superiore a ogni altro allenatore su questa Terra. Poco da fare, poco, sinceramente, da controbattere. Anche perché se proprio non lo si vuole dare a Guardiola, il premio lo merita un tizio che da 25 anni regna a Manchester. Sir Alex, uno che cambiano le ere, cambiano i giocatori, cambia la tipologia di mercato, ma il suo Manchester vola comunque.

E secondo me andrà a Manchester il premio miglior gol dell’anno. Se vi siete persi la rovesciata di Wayne Rooney e non sapete di cosa sto parlando… ecco a voi il video. Semplicemente un capolavoro di precisione, coraggio e forza.

Queste le mie nomination… e le tue?

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La prima giornata di Champions delle italiane: come è andata?

C’era tanta attesa riguardo la prima giornata della massima competizione europea. L’Italia schierava tre corazzate: Milan, Atalanta di Milano e Napoli. La prima di queste ha una storia molto importante in questa competizione, l’altra è esordiente e ci è arrivata trascinata da un entusiasmo contagioso.

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Guardando ai meri risultati usciti dal campo si potrebbe obiettare di una sonora mazzata per l’italico paese. Italico paese che ha deciso, in virtù non già dei risultati, ma delle prestazioni in campo, di violentare il dizionario della lingua italiana e proporre una nuova interpretazione di alcuni vocaboli molto importanti nel dialetto calcistico.

Così il termine catenaccio fa rima, nei servizi giornalistici, con rocciosità e attenzione, mentre il tanto vituperato contropiede all’italiana è diventato una strategia oculata.

Famose a capi’ direbbero a Roma.

Ho visto Milan-Barcelona e poi ho seguito con grande piacere l’esordio di Mazzarri contro Roberto Mancini. Ho poi visto gli highlights delle altre squadre, mentre un amico mi ha raccontato la partita di Gasperini.

I miei occhi non hanno notato alcune sottigliezze lessicali e il lettore mi perdonerà se chiedo aiuto nel tentativo di sciogliere i seguenti dubbi:

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  1. si può giocare a calcio per 2 minuti – diconsi 2 – e il cronista riportare di una fase difensiva attenta e una coppia rocciosa? Il Milan si è arroccato, e bastava leggere l’11 titolare, nella propria metà campo rinunciando alla manovra, rinunciando al gioco. Rilanci, lanci e sgroppate. Il vecchio kick and run che da noi è stato chiamato contropiede e che all’oratoio invece è ricordato con la formula “palla lunga e pedalare”. Tutto tranne che strategia, tranne che “la partita era stata preparata proprio così”. Ci facciamo una figura piccola piccola, e non lamentiamoci se all’estero ci dipingono con termini negativi;
  2. stessa formula, ma diversa sostanza per il Napoli: arroccati sì, ma l’entusiasmo e il dinamismo dei tre tenori hanno almeno impegnato severamente, anche solo per brevi tratti della partita, la difesa del ManCity. Mazzarri l’aveva veramente preparata così, perché in quel girone di ferro chi perde è praticamente quasi estromesso dal passaggio del turno. E chi perde due volte mette a serio rischio pure l’eventuale ripescaggio in Europe League. Solo che il Napoli, a fronte forse dell’esperienza del Milan appena 24 ore prima, ha fatto fatica a uscire e pressare come di solito fa nel campionato italiano. Intendiamoci: grande battaglia, grande sacrificio. Forse troppo sacrificio in fase difensiva per i vari Hamsik e soprattutto Lavezzi, ma il Napoli è promosso;

I miei dubbi riguardano perciò l’uso della parola manovra, idea di gioco e filosofia di attacco: “palla lunga e pedalare” non può essere una strategia studiata a tavolino, se poi Max Allegri viene presentato come il nuovo Fergusson. Ci perdoni lo stregone scozzese per la bestemmia, ma siamo italiani. Gonfiamo un po’ i nostri concetti e usiamo paroloni anche se sono fuori posto e vuoti di significato.

Ci perdoni soprattutto la Turchia: i termini sfortunata e penalizzata non possono essere associati alla prestazione della squadra di Gasperini. A proposito: metà settembre e già in forte discussione? Metà settembre e di allenatori a Milano se ne ritrovano almeno 5: uno in Presidenza, un in veste ufficiale in panchina ed è Gasperini, tre in campo con Cambiasso, Zanetti e soprattutto Snejder che può permettersi di spostare compagni e piazzarsi dove piace a lui. Chissà qual è stavolta l’anomalia riscontrata dal simpatico Ministro La Russa.

Ci perdoni la Turchia, dicevamo. Quanti sanno scrivere a memoria la squadra che ha affrontato il team neroazzurro? Quanti sanno che la pagina Wikipedia ieri è stata modificata proprio perché tantissimi tifosi erano andati a guardare cosa diavolo ha combinato negli ultimi anni questo club? Bene. Di fronte ai campioni della galassia interstellare c’era un team che, recita Wikipedia modificato

[...] insieme a Galatasaray, Fenerbahçe e Be?ikta? ha dominato la scena del calcio turco negli ultimi anni.

Chissà quali almanacchi avranno mai consultato i fantomatici tizi di Wikipedia per affermare questa pericolosa non verità: negli ultimi 10 anni questo club ha vinto 3 Coppe di Turchia e 1 SuperCoppa di Turchia. L’ultimo campionato risale al 1984. Io non ero ancora nato, la Apple presentava il primo Macintosh della storia, il Napoli acquistava Maradona e l’Inter veniva eliminata dalla Coppa UEFA dall’Austria Vienna. La Juve invece si laureava Campione d’Italia e vinceva la Coppa delle Coppe con Trapattoni in panchina e Platini in campo.

Erano tempi in cui le parole avevano un significato…

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