Che bel paese l’Italia, chi gli trovò questo soprannome doveva essere davvero un genio. Il paese della dolce vita, delle belle donne, degli scandali, dei Berlusconi, dei Moratti, il paese dove tutto viene fatto alla luce del sole e dove se cerchi la verità ti basta aprire un giornale e sei sicuro di star leggendo il Vangelo.

Advertisment

La vera storia dell’Inter

Quel paese dove “Se tu vinci ti pedino e ti intercetto“, e visto che il pallone è il mio o mi fai vincere o me ne vado e non si gioca più. Ed ecco che così se mi rendo conto di essere totalmente un incapace dai denti gialli e indecifrabili, inizio a riempire vasetti di merda e a spalmarla ovunque facendo credere che il mio avversario è il più disonesto che mai si sia visto in circolazione, metto il mio vestito da Superman, spazzo via i mie nemici e divento il più forte di tutti!

Eh sì, ora senza la Kriptonite bianconera sono davvero il più forte di tutti, il più forte e il più onesto! Il più onesto? Andiamo un pò a vedere che ci racconta la storia passata e recente allora mio caro SuperMan:

  • furto del primo scudetto nel 1910 (Pro Vercelli costretta dall’Inter a giocare coi bambini, in un ineguagliato esempio di totale mancanza di sportività);
  • salvezza comprata nel 1922, dopo una retrocessione sul campo;
  • record assoluti nella storia dei campionati sia a 16 che a 18 squadre di rigori a favore nell’arco di un campionato (dati ufficiali): 99 PARTITE CONSECUTIVE SENZA AVERE UN RIGORE CONTRO!
  • tentativo di rubare uno scudetto alterando le provette di urina del Bologna (nel 1964). Erano gli anni in cui, secondo quanto riferiscono tutti gli addetti ai lavori dell’epoca, Angelo Moratti regalava orologi d’oro agli arbitri;
  • tentativo di rubare un mondiale per club juniores schierando giocatori più anziani del consentito: vinsero il torneo, ma furono scoperti. La Fifa ordinò di restituire il trofeo, cosa che avvenne tra gli sbeffeggiamenti generali e l’indignazione dell’opinione pubblica e della Fifa per il comportamento della dirigenza mafiosa interista (anni ’80);
  • qualificazione in Coppa Campioni grazie alla famosa finta lattina di Moenchengladbach. L’inter, sconfitta sul campo 7-1, consegnò una lattina tirata fuori dal nulla all’arbitro e disse che aveva colpito Boninsegna. In sede di giudizio, il potere politico dell’inter, nettamente superiore a quello del provinciale Borussia, spinse i vertici Uefa a disporre l’incredibile ripetizione dell’incontro. Anni più tardi gli stessi interisti protagonisti della vicenda ammisero di avre truccato le carte;
  • passaporto e patente di Recoba falsificati. L’Inter schiera illegalmente, per ben un campionato e mezzo (1999/2000 e 2000/01), Alvaro Recoba come comunitario, sfruttando un passaporto italiano poi risultato completamente falso e mai emesso da nessuna Questura;
  • plusvalenze e bilanci taroccati, con buchi di milioni di euro, ma l’ Inter comunque si iscrive ai campionati regolamente come se non fosse successo nulla;
  • lo scandalo Farsopoli con l’Inter in primo piano con le intercettazioni della TELECOM il cui propretario era Tronchetti Provera DIRIGENTE DELL’ INTER, in seguito un’ ex dirigente dell’Inter Guido Rossi viene nominato presidente della FIGC e assegna lo scudetto a tavolino all’Inter. Dopo un mese magicamente Guido Rossi si dimette ed entra a far parte della TELECOM. Nello stesso scandalo si apprende che l’Inter ha fatto pedinare illegalmente l’ arbitro De Santis e alcuni suoi giocatori;
  • nella Champions League 2009/2010 vinta dagli “onesti” ci sono almeno 9-10 errori decisivi a favore dell’ Inter, e nella semifinale dell’Inter l’arbitro è un portoghese amico di Mourinho e socio di un ristorante sempre insieme a Mourinho allenatore appunto dell’Inter, sarà tutto un caso? Nell’ estate del 2010 si apprende che sta per uscire un dossier che prova tutti gli imbrogli fatti dall’Inter nella fase finale della Champions League in questione, staremo a vedere…;
  • nel aprile del 2010 scoppia Calciopoli 2 con le telefonate dell’Inter che finalmente escono allo scoperto, telefonate vergognose e gravissime che non possono essere messe a paragone con quelle di Moggi. Ci sono telefonate dove Facchetti dice a Bergamo che Moratti ha un regalino per lui, telefonate dove Facchetti chiede espressamente un arbitro scelto da lui, telefonate dove sempre Facchetti chiede che un arbitro dopo 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte deve fare 5 vittorie a favore dell’ Inter, e tante altre telefonate molto ma molto più gravi di quelle di Moggi e intanto l’Inter è sempre in serie A;
  • è storia moderna poi il dossier Tavaroli nell’affare Telecom Italia dove si accusa chiaramente la squadra di Kripton, nelle persone del suo presidente ed i suoi dirigenti, di spionaggio industriale e pedinamenti e intercettazioni illegali nei confronti di società concorrenti e di privati cittadini;

E vabbene, ma a salvare il nostro bel paese prò ci sono sempre gli altri, i cugini per esempio, quelli con la maglia rossonera.

Il Milan e il Napoli: è tutto chiaro?

Nel 1979-80 il Milan fu retrocesso dalla Serie A alla Serie B dopo lo scandalo scommesse del Totonero. Due giocatori e il presidente Felice Colombo facevano parte di un’associazione che scommetteva sulle partite in cui giocavano gli scommettitori. Colombo fu arrestato dopo una partita dalla Guardia di Finanza. Quella fu la prima retrocessione del Milan nella sua storia.

Il Milan s’è ritrovato nuovamente in uno scandalo nel 2006, quando fu coinvolto nello scandalo Calciopoli che provocò la retrocessione della Juventus in Serie B. Il Milan ebbe 15 punti di penalizzazione e fu esclusa dalla Champions league, ma grazie a un miracoloso appello la penalizzazione scese a -8 e soprattutto il Milan potè giocare in UEFA Champions League. Il Milan non solo riuscì a partecipare alla Champions League 2006-2007, ma la vinse in finale contro il Liverpool.

Beh, allora proviamo a spostarci un po’ più a Sud, dove hanno vinto solo due scudetti e quelli saranno sicuramente onestissimi, ed ecco a riprova un’intervista dell’allora presidente Corrado Ferlaino:

Dalla domenica sera al mercoledì Diego era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito. Moggi, Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto. Io non sapevo cosa accadeva, ma qualche anno dopo ho scoperto che, se qualcuno era a rischio, gli si dava una pompetta contenente l’urina di un altro; lui se la nascondeva nel pantalone della tuta e nella stanza dell’antidoping, invece di fare il suo ‘bisognino’, versava nel contenitore delle analisi l’urina ‘pulita’ del compagno. Nonostante questo Diego, quel giorno del 1991, fu trovato positivo.

Advertisment

Moggi – continua Ferlaino- aveva chiesto a Maradona se era in condizione e lui rispose: sì, lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentono a sé stessi. Risultò positivo e quando l’allora presidente federale Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.

E sul sistema di controllo in vigore oggi:

Non si può andare in tuta a fare i controlli, bisogna essere nudi, quindi il trucco della pompetta è irrealizzabile. Adesso c’è una lista con dei numeri, ognuno corrisponde a un calciatore, un medico preposto li estrae a sorte. Ma non è difficile trovare medici amici. Per cui basta toccare con le mani inumidite dalla saliva i numeri dei giocatori sicuramente puliti, così i numeri diventano più luccicanti e quando si estrae si sa come scegliere. Una specie di sorteggio pilotato, insomma.

Altre rivelazioni sul secondo scudetto vinto dal Napoli nel 1990:

Allacciai buoni rapporti con il designatore Gussoni. Il Milan aveva un arbitro molto amico, Lanese, a noi invece era vicino Rosario Lo Bello, che era un meridionalista convinto. Il campionato si decise il 22 aprile: il Milan giocava a Verona, Gussoni designò Lo Bello per quella partita; successe di tutto, espulsioni, milanisti arrabbiati che scaraventarono le magliette a terra: persero 2-1. Noi vincemmo serenamente a Bologna per 4-2 e mettemmo in tasca tre quarti di scudetto.

E la famosa monetina di Alemao a Bergamo?

Fu colpito – spiega l’ingegnere – forse ingigantimmo l’episodio, ma la partita comunque era già vinta a tavolino. Facemmo un po’ di scena. L’idea fu del massaggiatore Carmando. Alemao all’inizio non capì, lo portammo di corsa all’ospedale, gli feci visita e quando uscii dichiarai addolorato ai giornalisti: ‘Non mi ha riconosciuto’. Subito dopo scoppiai a ridere da solo, perché Alemao era bello e vigile nel suo lettino.

Eh si, gran bel paese l’Italia, potrei andare avanti parlando di Rolex d’oro, di false fideiussioni e di tanti altri scandali riguardanti un po’ tutti, ma rischierei di essere esiliato anch’io su qualche altro pianeta…

Advertisment