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Tag: ferrara (pagina 1 di 2)

No a un nuovo Paolucci: ricordate il last minute della Juve?

Ricordate Paolucci? Gran bell’attaccante nelle giovanili bianconere, con il record di marcature fissato a oltre 180 reti. Qui però non lo ricordiamo per questo score, seppure importante. Lo ricordiamo piuttosto per un episodio, nel tentativo di dissuadere Marotta e Paratici da un’altra operazione simile.

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Anno di grazie 2009/2010, in panchina c’è Ferrara. Una lunga serie di infortuni mette in allarme i bianconeri che nel mercato di riparazione stanno cercando una punta. A poche ore dalla sfida al Chievo Verona, senza attaccanti tranne Del Piero, viene deciso di far rientrare Paolucci dal prestito al Siena. Ferrara lo accoglie così:

È?molto motivato e carico, ci potrà dare una grossa mano.

Risultato? Perdiamo contro il Chievo, poi solo altre 3 presenze e nemmeno complete in quella stagione. Un acquisto inutile.

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Bene: che non abbia a ripetersi la storia.

Acquistare, ma acquistare bene. Come ha ripetuto Allegri. C’è un Coman da crescere, cui dare fiducia facendolo giocare quando l’allenatore lo ritiene utile.

Denis o un last minute di scarso valore ha poco senso, contando sul recupero imminente di Morata.

Errare è umano, perseverare è da interisti.

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Giornata numero 15: fra regali e finte proteste

Si chiude la giornata numero 15 che consegna una classifica interessante. Un trenino di squadre che la Juve non è riuscita a staccare viste le due sconfitte e il pareggio nelle ultime 5 partite di campionato.

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Si blocca la Fiorentina di Montella a cui pesa l’assenza di Jovetic, ma soprattutto l’assenza di un attaccante di peso. Ottimo il centrocampo, vero motore viola, tecnico e propositivo. Così come interessante è il pacchetto arretrato che ieri ha mostrato un Savic in versione goleador. Insieme a Conte, Vincenzo Montella è il miglior allenatore di questa Serie A per meriti conquistati sul campo. In breve tempo ha dato una forte identità al suo gruppo di ragazzi e un gioco ragionato e bello a vedersi. Quanto durerà?

Ciro Ferrara comincia la rincorsa alla riconferma. Molto paziente la dirigenza doriana che lo ha tenuto anche dopo una serie pazzesca di sconfitte consecutive. Ma questa Samp c’è: tanti ragazzi motivati, qualcuno davvero molto interessante, uno schema di gioco che prevede tanto attacco, ma che è mortificato dall’assenza di un finalizzatore. Occhio a Icardi, ma certo questo ragazzo è molto più seconda punta che bomber vero e proprio. Servirebbe Maxi Lopez e servirebbe pure il miglior Eder in appoggio a uno che segni, altrimenti Ferrara dovrà sempre sperare negli inserimenti da dietro. Benissimo Poli, meno bene Obiang, mentre Maresca alterna ottime prestazioni a opache performance. D’altronde è difficile fare il regista in una squadra sprovvista di ali forti e di punte vere.

Controllare i bonifici in entrata a Garcia, prego. Perché è fin troppo goffo l’autogol che consente a Stramaccioni di respirare. Oggi a leggere la rassegna stampa si ha l’impressione di una corazzata, quella nerazzurra, che ha vinto in modo netto. La realtà è di un progetto inesistente, un continuo ballare fra moduli e giocate solo tentate, un disequilibrio totale fra i reparti. Il Palermo ha rinunciato a giocare e si è infilzato da solo: speriamo lo faccia pure la prossima giornata.

Al Napoli va tutto bene. Rigore concesso, giustamente, a un maestoso Cavani: dove sarebbe il Napoli senza questo strepitoso giocatore? E rigore non concesso al Pescara nonostante il risultato al sicuro (si era sul 4-1). Dopo Chievo e Cagliari… ancora silenzio sui partenopei, con Mazzarri che continua non lamentarsi per questi regali ricevuti. Coerenza.

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Come la coerenza di Galliani che dopo la Photoshoppata di un anno fa contro il Catania dimentica di annotare il regalo, l’ennesimo, che permette al Faraone di pareggiare la partita. Partita che non ha mostrato un Milan in crescita, anzi: solo che al Catania mancava un Gomez in grado di pungere la difesa rossonera. Ma non importa: oggi si parla di effetto-Berlusconi e noi approviamo: a questo ritmo lo scudetto diventa davvero possibile.

Zeman ci ringrazi. Non leggerà questo blog, ma avevamo sottolineato come un ragazzo come Destro non poteva non giocare e infatti. Doppietta, terzo gol in due gare, soprattutto una prestazione come sarebbe piaciuta a Conte. E’ uno degli attaccanti da tenere in considerazione perché ha potenzialità incredibili. Solo che Roma non è l’ambiente ideale in cui crescere. Approviamo inoltre la doppia esultanza: la professione è professione, l’attaccante gioca per segnare, Siena è stata solo una parentesi nella carriera di Destro… per quale cavolo di motivo doveva rimanere immobile e non esultare? Ipocrisia di un calcio che ha perso ogni valore.

Chi ha capito l’intervista di Del Neri a fine partita è un pezzo avanti nel parlare una lingua sconosciuta. Non sarà tutta colpa sua, di certo Preziosi sta trovando negli allenatori il giusto appiglio per una stagione che non poteva certo essere migliore. Lo Monaco lo aveva capito e denunciato: non si può operare per conto di Moratti e Berlusconi e poi sperare che le cose vadano bene in casa propria. Nonostante la rosa sia qualitativamente di medio livello, a Genova si registra un ambiente completamente scarico dove non esiste un leader se non quel gruppo di ultras. Questi sono i risultati.

La legge dell’ex punisce l’Atalanta di Colantuono. I bergamaschi vengono soffocati da Gabbiadini che goleador non lo sarà mai, ma certo una buona seconda punta. Agile, ottima tecnica, ma deve crescere tanto a livello tattico. Come è cresciuto Diamanti: che giocatore! Si prende ogni tipo di responsabilità, realizza una punizione da urlo, ma occhio a non volare alto con i sogni: meglio essere un fenomeno in provincia che perdersi in una big.

Chiudiamo con Ventura. Cercare di trovare una giustificazione per rivendicare una espulsione sacrosanta la dice lunga su quanto a Torino, sponda granata, stia soffrendo. I discorsi sui primi 30 minuti trovano respiro solo a livello teorico. Ci sarà la gara di ritorno per rifarsi, ma la lamentela per non aver spostato la gara di Coppa Italia e il tentativo di gridare allo scandalo, fortunatamente tentativo mai cavalcato davvero, è un pessimo esempio di sportività. La stessa sportività riconosciuta alla Juve nel postpartita contro il Milan.

La stessa sportività che non registriamo in una redazione che dovrebbe far compagnia a Sallusti: lo striscione di Pessotto non vale l’approfondimento (giusto!) sul vergognoso telone su Superga. Noi rivendichiamo un nostro concetto: quelli lì non sono tifosi, e secondo me sono sempre gli stessi imbecilli che si travestono di bianconero, nerazzurro o rossonero per sentirsi importanti. L’importanza è data proprio da servizi giornalistici che ne cantano le lodi. Sui 39 angeli bianconeri non si intervista Don Albertini e non si scomoda praticamente mezza Italia, mentre su Superga sì. Spiegateci la differenza: noi non la vediamo. Bestie sono e bestie restano indipendentemente dai colori tifati. Così non è per certe redazioni. Sallusti è troppo solo, chi vuole seguirlo?

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Sesta di campionato: rigori che non lo erano, proteste che non lo sono mai

Tutti affidati alle strategie di Zeman. Tutta l’Italia antijuventina unita in un solo nome. Sembrava la Nazionale ieri allo Juventus Stadium, con circa 30 milioni di tifosi sparsi in tutta la penisola. La Juve è abituata a tutto questo e forse si esalta pure. Così Zeman è stato asfaltato e oggi restava solo da capire se Lazio e Napoli riuscivano a rispondere.

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Non protesta mai Mazzarri, ma in fondo qui doveva capire che l’arbitro ha aiutato il suo Napoli: si sa che con un uomo in più i partenopei vanno in difficoltà. Il rosso poi arriverà uguale, su un fallo fuori area che Tagliavento trasforma però in un rigore che può pesare davvero tanto ai fini della Champions. Una Sampdoria defraudata di un più corretto pareggio e forse anche qualcosa di più. Ci immaginiamo già le moviole in azione per sottolineare il furto e i toni dei giornali di domani. Toni che non saranno mai casti e pii come quelli di  Mazzarri. Giustamente Ciro Ferrara ha fatto notare come certi atteggiamenti sono davvero indisponenti, ma Mazzarri è uno che non protesta mai. Tanto a lui le squalifiche le tolgono o le ammorbidiscono. A Walter comunque suggeriamo di non lamentarsi: dalla tribuna si vedono meglio certe gare e anzi andare in panchina alle volte è un deficit. Parole e musica di Dossena (costretto a emigrare in Africa per trovare una panchina) e di Boniek (che la panchina ha avuto l’onestà di abbandonarla). Curiosa la scelta tattica del Napoli: il vecchio metodo kick and run. Ma non dite a Conte che è stato Mazzarri a inventare il 3-5-2…

A Ciro Ferrara i nostri migliori auguri. Questa Samp è semplicemente magnifica. Pressa e corre, molto organizzata, con uno schema tattico molto particolare. Occhio a Obiang, un vero fenomeno: più di Poli io porterei a Torino proprio lo spagnolo che già Marotta e Paratici portarono alla Samp. Certo le assenze si sono fatte sentire: con Maxi Lopez in avanti gara in discesa. Punizione troppo severa… come punizione doveva essere per il Napoli e invece è stato rigore.

Il Torino vola. Grazie a un superallenatore, uno dei più preparati che non ha mai avuto la possibilità di arrivare in una grande e misurarsi col calcio che conta. Va e comincia ad avvicinarsi al derby. Sarà una bella sfida.

Esagerato il Bologna con un Gilardino tornato a ritmi interessanti. Così come esagerato è il Palermo che immediatamente dopo l’abbandono (nei fatti) di Zamparini sfodera una partita pazzesca. Tripletta di Miccoli e un 4-1 che sa di rinascita. La piazza rosanero merita una squadra all’altezza, non certo le folli scelte di Zamparini.

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Esauriti i dettami tattici di Zeman, il Pescara comincia a macinare gioco e risultati. Spazza via un Cagliari vittima della follia di Cellino che ha reso la squadra priva di uno schermo di serenità fondamentale per rimanere in Serie A.

Bene la Lazio che trova il primo gol di Ederson. Chissà quanto durerà.

Partita noiosa fra Udinese e Genoa: che succede in Friuli? Non sempre cedendo si può rimpiazzare con pari qualità. Fuori Isla e Asamoah, Cuadrado & Co. non si poteva pensare di ripetere lo scorso campionato. Con un Di Natale che continua ad aumentare gli anni anagrafici.

Segna il Faraone, segna pure facilmente l’avversario. Boateng dovrà prima o poi decidere: notte di fuoco con la bella Satta o gli scatti in campo? Mentre vedere rosicare Suma che chiede spiegazioni su Pirlo (basta la punizione e la partita di ieri sera?) e De Jong agire da vice Pirlo è una goduria pari solo ai risultati di un Milan che dovrà faticare e non poco per entrare nella prossima Europa. E non certo quella con la musichetta bella.

In serata Stramaccioni (sopravvalutato) sfiderà Montella (sottovalutato). Siamo in Italia e perciò può accadere di tutto. Resta da capire se la Viola ha sciupato il jolly della partita perfetta contro la Juve raccogliendo solo un pareggio a reti bianche. E’ probabile infatti che i bianconeri abbiano consegnato ai nerazzurri una formazione stanca.

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Quinta giornata di campionato: fra miracoli e scivoloni

Eh già, quando al bar senti parlare di miracoli riferendosi alla doppia vittoria delle milanesi, allora e solo allora capisci che la vita è davvero bella e giusta. Di fatto si tratta di miracolo: una vince dentro, una vince fuori. La seconda, quella che ha vinto fuori, conferma la regola di essere più provinciale di quanto il tecnico non sa (o non capisce, evidentemente); la prima che vince in casa… vince ed è già una grossa sorpresa in questo avvio di stagione.

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Chissà, il destino gioca sporco alle volte. Con Allegri lontano dal campo il Milan ritrova un minimo di gioco e la vittoria. Tre punti importanti per scuotere una classifica che è comunque pesante dopo cinque giornate. Il Faraone riporta un po’ di allegria, ma Allegri non può dirsi soddisfatto. Galliani pensa al cambio di modulo, Tassotti si propone come sostituto… e Allegri pare sempre più lontano da un ruolo di autorità. Dove può arrivare questo Milan lo sapremo solo a fine campionato, perché gli acquisti sembrano buttati lì, tanto per fare numero, e certo non si deve dimenticare che il Cagliari era il miglior avversario che potesse capitare in questo momento.

Anche Stramaccioni dovrà riflettere. Fuori Snejder… dentro l’Inter? Anche qui c’è da capire se Strama è un prestanome di qualcuno in società, perché il cambio di modulo pare una forzatura più che una scelta oculata. E se fuori casa inanelli cinque vittorie e dentro casa inanelli una serie di brutte figure, allora bisognerà rivalutare la frase di Mondonico. Provinciali lo sono i campioni che sposano l’umiltà per rimanere campioni. Vien da pensare che è un bene che Stramaccioni non l’abbia capito. Attendiamo però un minimo di moviola sul gol in fuorigioco di Alvaro.

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La Roma torna a casa. Ciro Ferrara la imbriglia per benino e strappa 1 punto importante all’Olimpico. Segna Totti, ma festeggerà solo lui al fischio finale. I giallorossi ringrazia CONI e FIGC per la vittoria a tavolino perché a questo punto sarebbe interessante capire dove veramente sarebbe se avesse giocato contro il Cagliari. Prende gol, ancora una volta, e rischia più volte. Brutto, brutto spot per l’Italia la non stretta di mano fra Ciro (che in verità comprendiamo) e Zeman.

Lezione di stile al San Paolo: “Sì, l’ho toccata con la mano”. Parole e musica di Klose, un tedesco che l’Italia fortunatamente non l’ha capita ancora. Punizione pesantissima per la Lazio di Petkovic, e un Napoli con un Cavani in più. Il risultato è largo e non si può non calcolare che l’Europa ha pesato tantissimo in casa biancoceleste. Due sconfitte, un po’ diverse, ma son sempre zero punti che tengono ferma una classifica che fino a domenica scorsa era semplicemente perfetta. E’ forse il segno di un campionato scorbutico e lo sarà fino alla fine se nessuna squadra riuscirà a prendere il largo.

Di cuore, un grosso in bocca al lupo a Borriello. Solo 5 mesi in bianconero, ma quel gol al Cesena, per tutto quanto ne è seguito, resterà nella storia. Molti giocatori juventini avrebbero voluto una sua conferma, probabilmente anche Conte, ma sarebbe davvero ridicolo rimpiangere Borriello. Intanto il ragazzo conferma che allenato a dovere può ancora dire la sua. Tanti auguri allora Marco. Stessi auguri al Parma di Donadoni: prima o poi ci spiegheranno perché l’ex ala milanista venne chiamato in Nazionale dal suo amico Albertini. Conflitto di interessi ai massimi livelli.

Gasperini è ancora l’allenatore del Palermo? Attendiamo le prossime ore perché la pazzia di Zamparini può questo e tanto altro. Di allenatori che cambiano una squadra in Italia ce ne sono pochi. Attualmente forse solo due e si sono sfidati sabato sera annullandosi a vicenda. Per il resto, c’è povertà di talento in panchina.

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L’Osservatore Bianconero: la terza giornata di Serie A

Accade di tutto. E ciò che sembra vero una domenica, non lo è più la domenica successiva. Un’altalena di emozioni, ma solo per qualche squadra sono sempre le stesse e positive. Per altre cambiano.

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Prendete i romanisti. La squadra giallorossa cantava sogni di scudetto già alla fine del primo tempo. Col calcio zemaniano la Roma si ritrovava a +2 sul Bologna di Pioli. Due gol sopra, almeno tre livelli sopra per quanto riguarda il controllo della gara e la capacità di farne ancora di reti. Ma tutti dimenticano Zeman, un mago dalla trequarti in su, semplicemente uno dei più mediocri allenatori per l’organizzazione di squadra. E capita allora che Gilardino viva il suo momento di gloria con una clamorosa doppietta gentilmente fornita dalla difesa giallorossa e che Diamanti sigli il gol del momentaneo pareggio. Un cappotto difficile da digerire e stavolta non ci si può attaccare a Zeman e a qualche complotto. Immaginare Petrucci, già vicePresidente della Roma, organizzare un blitz per impedire ai giallorossi di vincere è oltremodo ridicolo. Forse Zeman dovrebbe pensare più ad allenare e ad aprir bocca solo per sistemare meglio la retroguardia, l’attacco va bene così. Roma ferma, bloccata a quota 4 punti, che ha già sperimentato i tre risultati possibili in un campo di calcio. Fa solo paura negli scontri diretti, ma nell’arco di un anno non sembra rappresentare una concorrenza da temere.

Poi ci sono le milanesi. Un pugno a testa, uno schiaffo per uno, una volta io, una volta tu. Cascano i prescritti per mano del maestro Zeman, mentre Pazzini sigla tre gol buoni per il fantacalcio. Poi risegna Cassano epperò si blocca il Milan per mano di una Atalanta concreta sì, ma non in una condizione straripante. Una sta cercando la quadratura, anche se è costretta ad arginare le idee tattiche di Ventura, proprio come una provinciale nonostante questo non sia una bestemmia né un dispetto linguistico. Evidentemente serve intelligenza pure per capire i complimenti che arrivano dall’esterno. Pazienza! L’altra sta cercando di capire che toppe usare per tranquillizzare i tifosi e per dare una scossa a un gruppo privo di leader, a esclusione di Ambrosini che però si avvicina ai 40 anni e trascinare la truppa diventa dura. Abbiamo sempre sostenuto la mediocrità di Allegri in panchina e riteniamo che un allenatore lo si veda proprio nei momenti di difficoltà, quando deve tirar fuori il massimo dal materiale umano che si ritrova. Lo ha fatto Conte ovunque è andato, a parte la parentesi Atalanta, e continua a farlo Conte con le intuizioni (leggi Asamoah). Gli altri che fanno? Ti piaceva vincere facile? Ora ti piacerà meno veder vincere facile.

La sorpresa arriva dalla Sampdoria di Ferrara. Banale sottolineare i 9 punti in classifica (meno uno di bonus, valli a capire quelli della FIGC), più appropriato parlare dei meriti di un tecnico che a Torino ha solamente sbagliato i tempi per dire sì. Tanti giovani, con un portiere divertente da vedere, un attaccante vero come Maxi Lopez, e un 4-3-3 che è tutto da ammirare. Occhio a quel centrocampista di colore così bravo nell’interdizione quanto nella costruzione, e occhio al promesso sposo Poli che sta disputando un inizio di torneo non male.

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Se la Roma arranca, la Lazio vola. Anche qui, ci prendiamo un piccolo merito, se merito si può considerare: le critiche a Lotito non le abbiamo mai capite. Prende la Società Lazio in una condizione spaventosa, a livello di gestione umana ed economica, la porta a vincere in Italia quando vincere era proibito (leggi postCalciopoli) e continua a sfornare ottimi campionati senza investimento alcuno. Alzi la mano chi conosceva Petkovic: complimenti allo staff biancoceleste. Non sappiamo dove possa arrivare questa Lazio, ma la concretezza degli 11 che vanno in campo è davvero strabiliante. Senza considerare che Klose non ha ancora acceso il motore. Da tenere d’occhio per la zona Champions solo se non soffrirà l’impegno europeo.

Discorso analogo per il Napoli per il quale vale un concetto in più: l’atteggiamento di Mazzarri, tanto arrogante quanto comunque positivo per il gruppo. E con questo entusiasmo si può andare lontano. Come per la Juve, bisogna aspettare il girone europeo per capire quanto i carichi settimanali appesantiscano l’una o l’altra avversaria. Ci piacerebbe non ascoltare più le ridicole prestazioni al microfono di Mazzarri e De Laurentiis e sentirli parlare di calcio, ma è come chiedere la Luna. E allora vinca il migliore. Magari converrà dare credito anche alle proteste di Leonardi e Donadoni, o vale solo per la Juve?

Bene la Fiorentina di Montella. In Italia ci rimbambiscono con una finta esaltazione di Zeman e di chi per esso, quando invece i tecnici più giovani andrebbero sottolineati e premiati anche mediaticamente. Pioli per esempio, ma certamente Montella. L’aeroplanino sta sorprendendo tutti. Preparatissimo sul piano tattico e forse la cura (???) Capello lo ha plasmato anche nel carattere: tiene il gruppo come un condottiero. Arriverà lontano e se la Fiorentina facesse un intelligente mercato di riparazione a gennaio, allora per le zone alte se la dovranno vedere pure con la Viola. Come per il Napoli, conviene però tenere a freno i due fratelli Della Valle: lascino la politica fuori dal loro progetto Viola, e parlino di calcio.

La parte destra della classifica vede sorprese positive e negative. Fra queste ultime una conferma: il Palermo di Zamparini. Abbiamo terminato gli aggettivi, dai più ironici ai più rissosi, e sinceramente abbiamo poco da commentare. Sannino ha pagato a carissimo prezzo la leggerezza di aver accettato una piazza come Palermo. Una piazza che merita ben altro trattamento da parte di Zamparini. Non servono gli arabi, servono giusto un paio di idee. Auguri a Gasperini che fra qualche settimana potrà godersi uno stipendio pagato senza bisogno di lavorare.

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La situazione dopo due giornate

Dopo due giornate di campionato iniziamo a fare il punto della situazione e a valutare il comportamento e i risultati della altre. Per quanto riguarda la Juventus, che inizia chiaramente con i favori del pronostico, l’avvio è stato sicuramente confortante. Il 2-0 contro il Parma, e l’1-4 a Udine hanno confermato sicuramente la forza e la qualità di questa squadra: la Juventus è superiore, e lo sa, ma non deve commettere l’errore di abbassare la guardia, perchè le altre sono pronte ad approfittare di un eventuale passo falso che non deve mai arrivare. Juventus già prima, e non è una novità.

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Per quanto riguarda le altre, su tutti spicca il Napoli: 3 gol a Palermo nella gara d’esordio, vittoria per 2-1 contro la Fiorentina al San Paolo. Gli azzurri saranno il principale avversario dei bianconeri, perchè hanno grande compattezza, automatismi assolutamente avviati, e tanta fame: lo abbiamo visto già in supercoppa, quando non hanno fatto complimenti. Vogliono vincere, e sanno che possono se la Juve dovesse sbagliare. Mazzarri bravo a tenere alta la tensione, vedremo come reagirà la squadra con gli impegni di Europa League. Alti e bassi invece per l’Inter di Stramaccioni: a Pescara vittoria facile (ma il Pescara in serie A non può avere lunga vita), clamoroso scivolone in casa contro la Roma di Zeman, che ha messo in risalto tutte le contraddizioni dei nerazzurri. Un campionato non facile per la squadra milanese, Stramaccioni non ha grande esperienza e questo può pesare, anche perchè l’Inter ha rinnovato molto. Per ora nerazzurri fermi a tre punti, come i cugini rossoneri: Allegri ha esordito con una sconfitta in casa (ottima la Samp di Ciro Ferrara), ma si è riscattato a Bologna, seppure con tanta fortuna, visti il rigore regalato e la papera di Agliardi. Anche per il Milan, come per l’Inter, si registra un rinnovamento che non ha sicuramente giovato: oltre alla qualità e alla personalità, qui si tratta veramente di un punto zero, di una tabula rasa quasi senza idee e prospettive. Difficile il compito per Allegri, così come per Zeman, che ha sì riportato l’entusiasmo a Roma, tra l’altro vincendo meritatamente a Milano con un bel 3 a 1, ma bisogna sempre verificare la tenuta della squadra e in particolare della difesa: non basta far gol, bisogna anche non prenderli, e in questo Zeman non è mai stato un maestro.

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Per le altre, sorprende l’avvio splendido della Sampdoria di Ciro Ferrara, che ha sconfitto il Milan a San Siro e vinto in casa col Siena. Un bel 4-3-3, con le ali velocissime e tatticamente attente, pronte a difendere in ogni momento: una squadra molte ben messa in campo, darà filo da torcere a tutti. La Lazio di Petkovic è un punto interrogativo: duo ottime vittorie contro Atalanta e Palermo, ma comunque da verificare visto che nè i lombardi nè i siciliani sono messi bene: infatti il Palermo di Sannino sorprende in negativo, con due sonore sconfitte (3-0 in entrambi i casi). Altra sorpresa negativa è sicuramente l’Udinese di Guidolin, che in quattro gare ufficiali non ha mai vinto: due sconfitte in campionato, due pareggi nei preliminari. Modulo sempre uguale, uomini leggermente diversi: sarà dura riconfermarsi. Da decifrare la Fiorentina: Montella ha sempre espresso bel gioco, vedremo se riuscirà a dare una svolta a questa squadra che ormai da anni naviga in brutte acque. Gli uomini ci sono, un centrocampo da fare invidia soprattutto per la grande qualità, attacco guidato dalla stella Jovetic, ma difesa che mette qualche dubbio, vista anche la cessione di Nastasic.

Ecco la classifica dopo le prime due gare: Juventus, Napoli, Lazio 6; Sampdoria 5; Roma, Catania 4; Torino, Genoa, Inter, Milan, Fiorentina, Chievo, Parma 3; Cagliari 1; Udinese, Bologna, Palermo, Pescara 0; Atalanta -1; Siena -5

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L’Osservatore Bianconero: la prima giornata di Serie A

Juve avanti di 4 punti: era finito così il campionato 2011/2012. Comincia con 3 punti di vantaggio dei bianconeri sui rossoneri il campionato 2012/2013. Tutto ok per la Juve, primo clamoroso passo falso del Milan a San Siro.

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Complimenti a Ciro Ferrara sul quale abbiamo sempre ribadito come i tempi per un suo approdo in bianconero non erano ancora maturi. Troppo presto, in una società veramente inadeguata. Ha fatto benissimo con l’Under 21 e ora comincia questa nuova e affascinante avventura alla Samp, con Peruzzi come suo assistente. Davvero i migliori auguri per tutte le partite… trenne 2!

Ferrara ha inguaiato Allegri con una semplice mossa: un 4-3-3 che si trasformava volentieri un 4-5-1, molta organizzazione e pressing a centrocampo e una migliore intensità. Nella metà campo non c’è stata partita: Montolivo non è Pirlo e non è nemmeno Van Bommel, Nocerino in ombra, Boateng fuori ruolo nella posizione di esterno d’attacco, assolutamente evanescente il Faraone. Ma dove è la mano di Allegri? Su Twitter ci hanno suggerito la risposta “in tasca” e probabilmente è l’unica vera risposta.

I cugini nerazzurri hanno avuto la meglio sul Pescara. Per coerenza, con quanto letto in queste 24 ore, gli onestissimi dovrebbero giustificare il rigore non assegnato sullo 0-0 al Pescara: piuttosto netto. Per il resto gli abruzzesi hanno conservato tutti i limiti di Zeman e perciò il 3-0 in casa ci può stare.

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A proposito di Zeman: se il Catania ci avesse davvero creduto e avesse avuto un attaccante vero… a quest’ora servirebbe il pallottoliere per tenere il punteggio di Roma-Catania. Sotto due volte, Osvaldo e Lopez hanno salvato il boemo dalla prima grande figuraccia. Quello schema, quelle idee, quel modo di allenare sembrano davvero una certezza per chi non considera la Roma come vera pretendente al titolo.

Male Gabbiadini e certo non per colpa sua. Benissimo invece Immobile: bomber vero, subito al gol, con un grande gol. La Juve si starà forse mangiando le mani perché se non dovesse arrivare il famoso top player allora era bene confermare Ciro e avere il coraggio di puntarci. Vede la porta come pochi e il suo movimento costante sfianca ogni tipo di difesa avversaria. Sarà dura mettersi d’accordo con Preziosi, secondo grande errore di questa strana e assurda trattativa.

Bene Petkovic col suo calcio molto pratico e pragmatico: tutti arroccati e poi via a fiondarsi contro la porta avversaria. Immensa qualità di Hernanes, grande fisicità di Klose, e un collettivo che è cambiato poco rispetto allo scorso anno. A me piace moltissimo Lulic che si conferma partita dopo partita come un grande potenziale esterno. Eccezionale partita di Marchetti che ha praticamente salvato il risultato. Per l’Atalanta nulla da fare contro la Lazio: gli orobici dovranno lavorare moltissimo, con diversi uomini ancora fuori forma (su tutti Denis).

Niente premiazione, ma semplice vittoria. Il Napoli fa fuori il Palermo di Sannino senza capo né coda. Schemi e uomini sono quelli giusti, Mister Sannino? Ormai gli allenatori dovrebbero aver capito che a Palermo si fa fatica ad allenare epperò il richiamo dei soldi è troppo forte. Gli azzurri hanno avuto così una giornata davvero molto facile. Strepitoso Cavani che riesce da solo a spostare gli equilibri del match e il gol è davvero l’ultimo dei meriti. A stupire è l’assenza di Gargano: a che pro la sua cessione?

Il Toro non va oltre lo 0-0: solo a sprazzi il gioco che vuole Ventura, diversi innesti che ancora devono integrarsi. I granata sono un autentico mistero che sveleremo di giornata in giornata.

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Caceres alla Juve? Ormai ci siamo

Pare che la trattativa sia in fase avanzata.

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I soliti dettagli sui numeri e sulle modalità. Secondo fonti vicine ad Antonio Conte la scelta di Caceres è dettata da un’idea precisa: l’uso sempre più consistente del 3-5-2. (A questo punto si spiega pure la scelta di un altro attaccante di scorta quale, ormai è una mezza verità, Borriello. Sull’argomento ci torneremo in un altro articolo)

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In tal caso Caceres è una delle opzioni migliori. Nato come centrale di difesa, molto agile e tosto fisicamente, buono stacco di testa e piedi comunque discreti, alla prima esperienza in bianconero si fece apprezzare come terzino destro con Ferrara in panchina. Facendo anche buone cose.

Con Conte Caceres sarebbe la prima scelta in caso di defezione di uno dei 4 moschettieri di difesa. E sarebbe un’ottima pedina da usare in una difesa a 3 (quindi sul centro-destra) o in una difesa a 4 (come centrale o come vice-Lichtsteiner).

I dettagli: prestito oneroso vicino ai 2 milioni di euro e riscatto intorno ai 6 milioni di euro.

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Giovinco e la Juve: matrimonio a fine anno?

Sebastian Giovinco vanta 37 presenze con la maglia della Juve e 3 gol. Altri tempi.

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Esordì con Didier Deschamps in Serie B fornendo un assist stupendo a David Trezeguet. Al ritorno nel massimo campionato di calcio in Italia la società decise di mandarlo a Empoli per maturare. Agli ordini di Cagni stupì lo stivale con accelerazioni e giocate da urlo, ma occupando quasi stabilmente il ruolo di esterno sinistro.

Ranieri decise di riportarlo a Torino, ma di fatto lo escluse dall’essere protagonista. Poche presenze, un paio addirittura da vice Camoranesi e sonora bocciatura nonostante in un paio di partite avesse mostrato una classe immensa (a memoria ricordo Lecce e Chelsea). L’anno successivo Ferrara sembrava aver investito tanto nel talento del genio di Beinasco, ma ancora un nulla di fatto. Partenza sprint di tutta la Juve e poi il flop che ha inghiottito pure la Formica Atomica.

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A Parma la definitiva consacrazione. Primo anno super e anche questa stagione Giovinco sta confermando tutte le qualità del suo gioco. Seconda punta pura, vecchio stampo. Prandelli crede molto nella sua tecnica e in Nazionale sta trovando parecchio spazio. Voci di corridoio vogliono che Conte ha fatto di tutto per riportarlo a Torino, ma ormai i giochi erano fatti e quindi la Juve si dovrà accontentare di guardarlo in TV.

Già perché Conte avrebbe voluto allenarlo e presentarlo sull’esterno. Una sorta di Walcott all’italiana: agile e veloce, tecnico, abile nell’uno contro uno, in grado di garantire la superiorità numerica, un discreto numero di gol e assist a volontà. Il prototipo dell’esterno che più piace a Conte e che Marotta non è riuscito a trovare né in Krasic né in Elia.

Alla Domenica Sportiva Marotta ha però praticamente anticipato che la Juve sta seriamente pensando a Giovinco. Il prossimo anno non ci sarà più Del Piero a indossare la maglia numero 10 e possibilmente il numero passerà sulle spalle del piccolo talento bianconero. Potrebbe ricoprire il ruolo di seconda punta o di attaccante esterno, certo molto meno impegnato nella fase difensiva. A Conte, insomma, il compito di trovargli la giusta collocazione.

Seconda chance?

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ControGazzetta – Conte molto meglio di Milan e Inter

Se avete aperto, anche per sbaglio, l’edizione odierna della Cazzetta dello Sport (io l’ho fatto per leggere solo un paio di parole, quelle splendide di Gene Gnocchi su Marco Simoncelli) allora troverete un interessante statistica a firma di qualche giullare del duo Galliani-Moratti. Titolo: “Conte peggio di Ferrara e Ranieri”.

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Con tutto il rispetto di questo mondo – cioè poco per chi lavora male e in malafede – mi permetto solo di far notare quanto segue, visto che è accertato (forse per una sola giornata ancora, forse per due, chissà…) che in questo momento Conte è semplicemente meglio del Milan e dell’Atalanta di Milano. 13 punti, contro 11 e 7, rispettivamente.

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In più, per quanto mostrato, al netto degli ordini superiori giunti da Milano e che impediscono un minimo uso di obiettività, il lavoro di Conte si è dovuto scontrare con una realtà ben diversa da quella milanese, con mille oggettive difficoltà ed è comunque riuscito a produrre molto, molto di più dei colleghi lombardi.

Curioso che non si sia tirato fuori Capello o Lippi: il primo fece 8 su 8 (cioè 24 punti, ma lì c’era Moggi che telefonava, mentre ieri Galliani forse si faceva fare l’oroscopo: abbiamo intercettato quelle telefonate durante il primo tempo, cari inquirenti???), mentre il secondo fece 7 su 7. Altri tempi, tempi in cui l’armadietto dei medicinali era pieno di Brioschi (vietatissimo nel calcio) e le api anzicché iniettare veleno… dopavano!

Purtroppo gli astri non ci sono amici (e pure qualche giovanotto dell’odierna rosa ci mette del suo per non fare il pienone)… e nemmeno quelli della Gazzetta, il che per noi è un vantaggio… anche solo etico. Meglio soli che… male accompagnati!

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