Una sorta di salvezza per i media. Gli speciali di calciomercato in TV e i giornali di ieri e oggi hanno avuto il loro sfogo. Uno sfogo su cui costruire le solite filastrocche: “Juve scorretta”, “Juve arrogante”, “mancanza di lealtà”, bla bla bla

Advertisment

La vicenda Berbatov, già di per sé unica nella storia del calciomercato, ha fatto infuriare i dirigenti Viola. Ma occhio all’illusione: la realtà è che lo sfogo è servito a coprire le proprie manchevolezze dal punto di vista della trattativa. A firma avvenuta col Fulham, sentiti gli agenti FIFA, siamo in grado di ricostruire la storia di Berbatov. Con buona pace per chi usa questo argomento per attaccare, visto che sul campo non trovano il modo giusto per farlo, la Juventus.

Berbatov alla Fiorentina il 26 luglio?

La trattativa fra l’attaccante bulgaro e la Fiorentina nasce il 26 luglio. Più o meno un mese fa. A contattare la dirigenza del ManUTD sono i dirigenti Viola che vorrebbero piazzare un grande colpo per l’attacco e consegnarlo ai tifosi negli ultimi giorni di mercato. La solita manfrina per fare audience e spettacolo. Dovreste ricordare il caso Ibrahimovic-Juve: preso a marzo in gran segreto, Moggi fece finta di fare il miracolo negli ultimi minuti del mercato. Annunciando in un solo colpo Cannavaro (scambiato con Carini) e appunto Ibra. Con quella corsa conto il tempo finta l’ultimo giorno di mercato e il deposito del contratto a pochi minuti dalla chiusura delle porte. La scena che piace ai tifosi, la scena che piace ai giornali.

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Torniamo a Berbatov. I primi contatti risalgono a fine luglio, quando si capisce che il Manchester farà almeno un grande colpo e quindi si priverà di uno degli esuberi in attacco. L’indiziato è proprio Berbatov che non gode più della stima di Ferguson: Sir Alex gli preferisce gente giovane. Arriva a ManUTD Robin Van Persie e allora basta attendere il momento buono. La Fiorentina piazza altri colpi, molto importanti e interessanti, e tiene a bagnomaria il bulgaro. Chiunque pratichi da tanti anni il calciomercato sa bene che un giocatore non lo si fa arrivare, ma lo si va a prendere. E non con un agente FIFA che potrebbe fare i propri interessi (e così accadrà anche stavolta), ma con un proprio dirigente che scorterà il ragazzo fino alla sede, fino al momento della firma. Un esempio? Il caso Figo degli anni ’90: preso dalla Juve e da Moggi, poi il buontempone riuscì a firmare un secondo contratto col Parma. Da allora Moggi non regalò più fiducia agli obiettivi di mercato e gli mise alle calcagna sempre un proprio uomo di fiducia. Negli ultimi tempi a fare da usciere e da autista fu Alessio Secco. Ma torniamo ancora alla Fiorentina.

Negli ultimi giorni di mercato ecco la telefonata. Accordo col ManUTD per una cifra intorno ai 5 milioni di euro, fax della fidejussione che parte regolarmente e arriva in Inghilterra la mattina dl 30 agosto, e telefonata con gli agenti per prenotare un volo privato. Scalo a Monaco di Baviera, atterraggio previsto a Firenze intorno alle 13:30. Siamo sicuri di questo programma perché a Firenze si smuove parte della Fiesole: è proprio questa parte della curva Fiesole a dar vita alla protesta delle 15:30 quando capiscono che nessun Berbatov arriverà a Firenze. Perché?

L’intromissione nella trattativa in realtà non è della Juve, come i giornali vogliono far credere, dimostrando la propria incompetenza (se ci arriviamo noi a queste informazioni…) e la propria malafede (a questo crediamo più di tutti), ma del Fulham. Al Fulham è arrivato infatti l’ex allenatore di Berbatov ai tempi del Tottenham e il ragazzo, avvertito a fine agosto, ha un tentennamento: meglio il Fulham col proprio mentore o alla Fiorentina? E qui inizia la pantomima. Berbatov ha un fortissimo ripensamento sull’aereo per Monaco quando gli arriva l’SMS del Fulham: contratto interessante e una maglia da assoluto protagonista. Arriva il “no” secco alla Fiorentina. Berbatov resta in aeroporto in attesa di una offerta ufficiale del Fulham che arriverà a breve. Nel frattempo un agente FIFA (di cui non faremo il nome, ma che avrete sicuramente visto in TV) avverte Marotta: “trattativa saltata coi Viola, Berbatov è libero”. Qui comincia il blitz di Marotta.

Il direttore generale bianconero telefona a sua volta a Andrea Agnelli per comunicare un nuovo obiettivo. Nella mattinata del 30 agosto era stato bloccato Bendtner: restava da parlare con Wegner che non avrebbe ostacolato la trattativa. L’agente di Bendtner intanto vola a Milano e il ragazzo segue a ruota. Ma Andrea Agnelli lo congela e dà il via libera per Berbatov. Questo è vero perché sarà proprio Andrea Agnelli a trovare l’accordo con Ferguson sul pagamento del bulgaro. Bulgaro che pare aver fatto il doppio gioco: sì al Fulham, sì all’offerta ufficiale della Juve di 1,8 milioni di euro.

Advertisment

Poi sapete benissimo come è andata a finire, con il ridicolo ripensamento dell’ultimo minuto quando Berbatov sa dell’interesse del Tottenham. La sua ex squadra è alla disperata ricerca di un attaccante di rilievo e sta pensando a lui. Nei minuti finali la spunta il Fulham.

Il comunicato Viola: l’incapacità di giustificare un fallimento

Dal 26 luglio al 30 agosto il tempo per chiudere la trattativa è lungo. Ma a voler tirare la corda si corre il rischio di spezzarla. Specie quando a condurre le danze sono dirigenti poco navigati ed esperti. Il comunicato di Della Valle è solo il tentativo, poi riuscito, di non rispondere ai propri tifosi. Come si fa infatti a giustificare un fallimento clamoroso?

Fallimento che troverebbe comunque una spiegazione. Molto più razionale quella di Mezzaroma, presidente del Siena, che proprio stamattina confessa:

Avevamo un accordo con Bendtner e con l’Arsenal. Ma poi è arrivata la Juve e contro il fascino dei bianconeri valgono a poco strette di mano e accordi telefonici. E’ la regola del calcio.

Per chi non lo sapesse Mezzaroma è tifoso, appunto, della Roma, quindi nessun sospetto sia di parte in questa vicenda. Solo che Mezzaroma ha deciso di usare il cervello: fra Fiorentina e Juve, fra Siena e Juve, la scelta appare davvero molto semplice. Quindi lo sfogo di Della Valle lascia il tempo che trova.

E’ solo l’ennesima conferma di come la Juve può essere usata e manipolata per raccontare una storia falsa e far cadere su questa le colpe proprie. La verità del caso Berbatov è soltanto una: l’inadeguatezza e la leggerezza della dirigenza Viola. Il ridicolo di annunciare qualcosa che ufficiale non è. La pazzia di mandare un aereo e non già un dirigente a prelevare il ragazzo. L’idiozia di considerare la Fiorentina al pari della Juve in quanto a fascino e palcoscenico. I primi sono errori di trattativa, l’ultimo è semplice un complesso di inferiorità sofferto da tutta Italia. Tutta l’Italia antijuventina. Se ne facciano una ragione.

Il caso Toni: il vero scippo

Non ripeteremo le parole di Mezzaroma: un briciolo di onestà intellettuale in un paese davvero in ginocchio sotto questo punto di vista. Più che altro c’è da chiedersi se Della Valle scriverà un altro comunicato per chiedere scusa proprio al Siena. Luca Toni, acquisto dell’ultimo minuto della Fiorentina dopo i numerosi due-di-picche ricevuti da attaccanti (Pozzi e Babel) e da squadre (Lazio per Kozac e Catania per Morimoto), stava infatti accasandosi al Siena quando la Fiorentina lo ha scippato ai bianconeri di Toscana: è l’unico furto.

Inoltre chiediamo a Della Valle un minimo di coerenza: quando i suoi tifosi canteranno a squarciagola cori contro l’Heysel e la Juve, allora Della Valle dovrebbe avere la decenza di scrivere un altro comunicato. Altrimenti abbia il coraggio di cantare anche lui: non ci stupiremmo. Ci creda, non stupiremmo!

Advertisment