Menu Chiudi

Tag: figc (pagina 1 di 12)

Inammissibile il ricorso della Juve sulla Supercoppa Italiana 2013: la supercazzola della FIGC

Inamissibile. Se c’è la Juve di mezzo con la parvenza di un ragionevole dubbio che i bianconeri possano avere la meglio in Tribunale, ecco che scatta l’inammisibilità. Si decide di non decidere: troppo tardi, troppo presto, fa troppo freddo, eccessiva umidità. Non è un problema la giustificazione, l’importante è non decidere.

Advertisment

Così su Lazio-Juve giocata a Roma, la Corte di Giustizia della FIGC dichiara inammissibile il ricorso della Juve.

Se volete sapere il perchè, il passo più interessante è il seguente:

[...] viste le norme dello Statuto Federale nonché le norme dello Statuto-Regolamento di Lega Serie A e le altre norme federali applicabili dichiara inammissibile per difetto della competenza a conoscere della vertenza in capo alla presente Corte.

Difetto della competenza a conoscere della vertenza in capo alla presente Corte. La nuova supercazzola targata FIGC. Probabilmente il salumiere personale di Del Piero avrebbe avuto maggiore competenza nel decidere. Ma senza troppa fatica, esaminiamo la storia del regolamento della Supercoppa.

Nel 1989 il calcio italiano provò a mettere una di fronte all’altra la vincitrice del campionato e il club che aveva conquistato la Coppa Italia. Nel caso in cui le competizioni fossero state vinte dalla medesima squadra, allora la scudettata avrebbe affrontato la perdente della finale di Coppa Italia. Luogo dell’incontro: lo stadio della vincitrice del campionato.

Advertisment

Ripetiamo: luogo dell’incontro fu fissato nello stadio della vincitrice dello scudetto.

Tranne che per ragioni di marketing, si decise dal 2002 che la sede dell’incontro poteva essere uno stadio neutro all’estero. Si potevano così ricavare proventi dai diritti televisivi e si forniva una occasione alle sfidanti di allargare i propri confini. Nel 2002 toccò a Tripoli dove si sfidarono la Juve e il Parma. L’anno successivo si volò in America (dove la Juve batté il Milan). Nel 2009 toccò a Pechino (la Lazio strapazzò l’Inter), poi ancora Pechino nel 2011 (Milan ebbe la meglio sull’Inter) e nel 2012 (la Juve distrusse il Napoli che intontito non si presentò al ritiro della medaglia di argento).

Quest’anno doveva ancora toccare a Pechino, ma la Juve aveva già un impegno con una avventura americana, mentre la Lazio premeva per l’Oriente. I vertici del calcio italiano decisero di trasgredire la regola e assegnare a Roma la location. In casa della Lazio, cioè.

La Juve ha fatto ricorso, non già per l’abbattimento delle regole, quanto per il cattivo gusto della divisione dei proventi (appannaggio dei biancocelesti). Ne seguirà che la Juve le suonerà per benino a tutta la banda biancoceleste nonché all’intero circolo dei vertici del calcio italiano. Gli stessi che oggi hanno deciso di non decidere.

Per la cronaca, la Juve proseguirà la battaglia per il rispetto della verità di regole. Si andrà presso l’Alta Corte del Coni. Nel frattempo, sui giornali, il silenzio regnerà sovrano.

Viva le regole, viva la costituzione, viva il Duce. Chiunque esso sia nel calcio italiano. Di certo, non tifa Juve!

Advertisment

Giù le mani da Conte: la Nazionale può aspettare

Da Sky Sport rimbalza una notizia clamorosa: la Nazionale starebbe pensando a Conte per il dopo Prandelli. Paradossale se pensiamo alla lista di papabili. Con il tecnico campione del mondo ci sono infatti Allegri e Mancini. Cosa avrà Conte in comune con gli altri due è mistero da Carlo Lucarelli.

Advertisment

Conte non si tocca. Guai a rinunciare a qualcosa di più di un tecnico, l’unico in grado di difendere mediaticamente la Juve come dovrebbero fare i dirigenti e il principale artefice della rinascita bianconera.

Advertisment

Conte in Nazionale sì, ma fra molti e molti anni ancora. Sarebbe un’operazione anche abbastanza antipatica da parte di chi lo ha oltremodo offeso e boicottato, nonché pesantemente ostacolato (leggi FIGC).

Conte resta alla Juve: per molti e molti anni ancora. Fossi Marotta o Andrea Agnelli emetterei un comunicato ufficiale.

Advertisment

Regaliamo giocatori a una Nazionale che non ci merita

Otto bianconeri non potranno essere ai servizi di Conte. Otto titolari, in realtà sette più uno (se Giaccherini perdonerà questo nostro pensiero). Ma la storia non cambia molto. Senza la Juve non si fa l’Italia e anche stavolta Prandelli è aggrappato alla Juve. Il senso di ipocrisia di questo paesucolo è ormai insopportabile.

Advertisment

In bianconero criticati, in Nazionale salvatori della patria. Qualcosa non torna, tranne per quelli che sono abituati a giocare due partite contemporaneamente, con regole proprie addirittura.

Advertisment

Così Conte si ritrova, a pochi giorni dalla delicata sfida di Monaco (perché per preparare una simile partita non bastano due giorni), con la rosa sventrata. Quasi completamente sventrata da Prandelli.

Tre difensori, i migliori in Italia e fra i migliori in Europa se i numeri contano ancora qualcosa. Il miglior portiere al mondo. Il miglior regista al mondo insieme allo spagnolo Xavi. Uno dei centrocampisti più apprezzati al mondo come Marchisio. Poi Giaccherini e Giovinco.

Lo chiamano il blocco Juve o la chiamano anche ItalJuve, a me ormai non interessa più. Mi ritrovo a tifare contro per il motivo semplicissimo di preservare i miei beniamini da fatiche che non ci competono. Non ci competono perché il grado di sevizia mediatica a cui siamo destinati da un po’ di tempo non riesce a farci sorridere, a farci sentire orgogliosi di mandare otto giocatori in Nazionale. La Nazionale, di questo paesucolo, non la sento mia. Che ci posso fare? C’è solo la Juve, solo e soltanto la Juve. E me la portano via questo fine settimana per dare una mano a chi ci ha già rovinato una volta e vorrebbe rovinarci ancora: la FIGC.

Advertisment

Sampdoria-Inter: il meteo che vorrei

Samp-Inter rinviata a causa dell’allerta meteo. Alle 15, per chi è già a Genova, si potrà assistere alla partitella amichevole della Sampdoria. A Genova. Strana allerta a guardare il bollettino seguente:

Advertisment

Le terribili condizioni meteo di Genova

Le terribili condizioni meteo di Genova

Il bollettino ufficiale della Protezione Civile Regione Liguria recita:

[...] allerta 1, grado medio, per neve e pioggia.

Advertisment

Dopo lo spostamento della gara dalle 15 alle 20:30, ora c’è l’ufficialità del rinvio. Si recupera il 2 aprile alle 18:30. Rinvio gradito a Milano. Rinvio flash: quando si tratta di certe squadre non si bada ai tempi stretti.

Resta solo una domanda: che razza di partitella amichevole ha organizzato la Sampdoria, sotto la neve e la pioggia?

P.S.

Lettore, stai pensando male? Hai un retro-pensiero legato alle fatiche europee? No, perché… ho la stessa tua idea!

Advertisment

Andrea Agnelli dacci conferma: stop ai Nazionali

In ottemperanza a un discorso semplice nella sua logica e giusto nella sua dignità, la Juve di Andrea Agnelli dovrebbe rispondere a tono alle solite provocazioni della Federazione.

Advertisment

Solo 2 giorni per preparare Bayern Monaco-Juventus, con l’inutile anticipo pomeridiano di Inter-Juventus alle 15. Alle 12:30 non si poteva: il motivo non esiste, si sa solo che non si poteva. Mentre al venerdì non si poteva: ragione di un calendario ottuso che vede le Nazionali occupare qualche campo.

E allora, visto l’ennesimo aiuto non concesso, in attesa delle scelte di Prandelli che saranno come al solito sostanziose, conviene mettere le mani avanti e per una volta rispondere… a tono: stop ai Nazionali. Abbiamo cose ben più importanti da affrontare.

Advertisment

Uno stop deciso, o almeno parziale, perché sappiamo bene che la difesa verrà impegnata tutta, perché Pirlo non sarà risparmiato, perfino Giaccherini sarà riconvocato. Con una gestione tutta da studiare sul piano dei minuti.

Andrea Agnelli, a te: per una volta, comportiamoci come loro e salvaguardiamo la nostra salute e la nostra stagione. Abbiamo già subito le Nazionali a febbraio e ora basta. Che se la facciano loro la Nazionale.

Senza alcun rispetto per questa FIGC,

un tifoso bianconero.

Advertisment

La FIGC ci viene incontro: anticipata Inter-Juve, ma…

Eh sì, ci proteggono. Ci tengono proprio a che la Juve si prepari al meglio per affrontare il Bayern Monaco e così: Inter-Juve alle 15 di sabato. Non alle 20:30 di venerdì sera, ma alle 15 di sabato.

Advertisment

Gran bell’aiuto. Dopo due venerdì di fila fra Juve e Milan, con la Nazionale che rompe le scatole in modo inutile, ecco l’anticipo alle 15.

Come ha detto Nedved al microfono di Pierluigi Pardo:

Advertisment

Sorteggio durissimo, incontriamo una squadra tosta ed esperta. Non mi preoccupa il Bayern in sé, ma il turno di campionato di sabato sera.

Detto in altro modo: sarebbe carino anticipare, come già successo prima di Celtic e Barcellona. E in realtà non ci sarebbero grossi problemi con la Nazionale. Ma noi non abbiamo santi in paradiso, né dirigenti FIGC amici e così via di sabato.

L’unico suggerimento è di evitare di far stancare gente. Il quarto di finale è troppo importante.

Advertisment

Le Stra…brutte figure dell’ultima giornata di campionato

La Juve allunga e le altre arrancano. Tutte, tranne un Montella strepitoso e Damato (leggi Milan). A parte loro tre, poi il buio assoluto. Buio che comincia a pesare sulle spalle degli avversari che non trovano la via di uscita a un rosicare continuo e molesto. E qui ci sono già un paio di novità.

Advertisment

Intanto la FIGC si è esposta: difende Damato con forza, non emetterà punizione sull’operato fasullo dell’arbitro di Genoa-Milan, confermando da che parte sta e qual é il progetto in favore di Silvio Berlusconi. Complimenti!

Advertisment

L’esposizione è poi ancora più netta perché da oggi – chi vuole scommettere… oltre Mauri della Lazio? – Conte torna nel mirino di Palazzi. Da Perinetti a Kutuzov a un’altra decina di testimonianze che scagionano in modo preciso Conte (compreso Stellini): ma il progetto della FIGC è eliminare la Juve, indebolirla magari, in versione Farsopoli. Ciò significa attaccare mediaticamente la Juve in modo da sfinire l’opinione pubblica e costringere qualche altra Procura a sprigionare tutto il sentimento antijuventino d’Italia condannando in qualche modo Conte e la Juve. La prima volta, facciamo notare, non solo non è servito, ma ha pure generato più forza all’interno del gruppo. Adesso sono 9 punti, il prossimo anno, Marotta permettendo, rischiano di essere molti di più.

La palma di miglior comico spetta comunque a Mazzarri. Avrei accettato una dichiarazione del tipo “puntiamo alla zona Champions”, ma una frase così costruita “l’obiettivo era arrivare fra i primi cinque” è da manicomio. Gesto di ordinaria follia perché in un colpo solo, dovesse scappare il terzo posto, rischierebbe di ridimensionare tutto l’intero movimento partenopeo. Col fuggi-fuggi generale di giocatori. Che il Napoli sia in crisi è evidente dall’atteggiamento dei suoi stessi tifosi: ecco il motivo di quello striscione esposto a Torino ieri pomeriggio. Nulla di razzista come per esempio il “Platini maiale” apparso in mano ai tifosi laziali. Eppure pure lo Stadium oggi è sotto inchiesta e si punterà alla squalifica del campo.

Molto più sincero Stramaccioni che stavolta non ha tirato fuori dal cilindro nessuna battuta. Poco da ridere dopo due figuracce che sottolineano l’assenza di progetto. Decidono gli argentini: quando entrare, quando uscire, quando giocare. Nessuna innovazione tattica da uno che ha allenato i ragazzini. Solo una caricatura continua delle TV e dei giornali che rischia di bruciare un potenziale buon allenatore. L’alibi stavolta è l’Europe League: tranquillo Strama, fra poco è finita. Così sembra.

Advertisment

Il rigore “di mano” non c’era: il trucco che disinforma

Ci sono cascati parecchi tifosi, pure io in un primo momento, ma poi per fortuna mi sono ripreso un attimo. La FIGC si è mossa in via ufficiale. Non certo per chiedere a Prandelli che ne é del codice etico su El Shaarawy. No. Ma per giustificare Guida e il rigore finale non concesso in quel famoso Juve-Genoa.

Advertisment

E’ il trucco più famoso del mondo: sviare l’argomento per evitare di parlare del vero argomento. Brevemente.

In Juve-Genoa i rigori su cui si può discutere erano ben tre. Un tocco maldestro di Vucinic in area bianconera nel primo tempo, poi l’atterramento di Pogba e poi l’atterramento di Vucinic. Il mani per il momento lo teniamo da parte.

Advertisment

In questo 2013 sembra essere ritornati a un anno fa, quando neanche su un delitto ci assegnavano un rigore. A digiuno di penalty per oltre 100 giorni, proprio mentre a un’altra squadra ne venivano concessi in quantità industriale (tanto che uno svedesone timbrava regolarmente dal dischetto). Samp, Parma, Lazio e Genoa: rigori chiarissimi, mai concessi. E sì che la storia delle partite poteva cambiare.

E allora la Federazione è intervenuta, mica vuoi che si mostrino le immagini che contano. No, solo l’immagine finale: mani del difensore rossoblu, che però la tocca prima con il piede e sul rimbalzo, col braccio largo a occupare maggiore spazio (già solo questo è passibile!) toglie via l’opportunità a Vucinic che potrebbe incornare o battere a rete da 3 metri, solo soletto. Dopo non averne concessi in tutto il secondo tempo Guida rimane coerente e non fischia sebbene il quarto uomo pare aver confermato il rigore.

“Non me la sono sentita” dirà Guida. E così mentre Braschi fa casino su un episodio, ci si è già dimenticati dei torti subiti durante la gara. Perché una cosa è chiara: il braccio attaccato al corpo di Vucinic vale quanto l’intervento sconclusionato del difensore del Genoa nel finale. 1-1 e palla al centro, appunto!

Con la beffa delle squalifiche: non ci si comporta così, ci vuole rispetto. I ragazzini guardano. Ci pensa El Shaarawy a fargli capire come si gioca secondo le regole: un tuffo e via, tre punti rubati. Evviva l’etica!

Advertisment

La Juve perde su tutti i fronti: in FIGC, in Lega, con la Giustizia sportiva, al calciomercato, con gli arbitri, sul campo.

Una profonda tristezza sportiva mi ha portato a trascurare il mio amato blog per qualche tempo.  La tristezza si è acuita, ma è questo il momento di serrare le fila, unirmi di nuovo ai miei fratelli ed affrontare la battaglia.

Advertisment

Perché la Juventus è in guerra, con tutti. Persino con se stessa. E noi vogliamo vincere questa guerra, siamo ancora in tempo.

Per ora stiamo perdendo su tutti i fronti.

In FIGC c’è un nemico che si chiama Abete, quello che non vuole togliere lo scudetto di cartone a Moratti, quello che rinnova il mandato a Palazzi, quello al quale abbiamo chiesto un risarcimento di oltre 400 milioni, quello che sfrutta la Juventus in nazionale. È stato rieletto, anche con il voto di Andrea Agnelli. Quel voto è una sconfitta per noi juventini, noi che avevamo creduto che l’allontanamento di Briamonte fosse un segnale di autonomia di Andrea dagli Elkann. Ma quale autonomia, se poi votiamo Abete? Ma quale autonomia se l’azionista di riferimento non ci permette di spendere un soldo (e sì che a Blanc 50 milioni di euro per acquistare i fenomenali Felipe Melo e Diego li aveva pur dati)? Ma quale autonomia se al Gran Galà del calcio Andrea, premiato, si è sentito in dovere di ringraziare pubblicamente John e Lapo? Addirittura Lapo ….

In Lega volevamo cambiare tutto. Abbiamo speso il nostro nome e la nostra influenza politica per appoggiare Abodi. Risultato: è stato rieletto Beretta e Galliani è il vicepresidente! Non abbiamo ottenuto il cambiamento desiderato, ci siamo esposti ad una pessima figura, ci siamo accorti che le piccole società non ci sono più amiche come lo erano una volta.

Advertisment

Con la Giustizia sportiva abbiamo imparato che tra noi e il Napoli si utilizzano due pesi e due misure. Conte in box per cinque mesi perché “non poteva non sapere”, per il Napoli modificato il concetto di “responsabilità oggettiva” e restituzione dei punti e dei calciatori. Conte, con Bonucci, squalificato per due turni per la sceneggiata contro il Genoa, sceneggiata deprecabile ma niente al confronto della mancata presenza del Napoli alla premiazione di Pechino (per Mazzarri, espulso dal campo, squalifica prima data e poi revocata). Insomma al Napoli inizialmente si comminano sanzioni che poi, con il ricorso, spariscono. Se questo è l’avversario per lo scudetto, bisogna preoccuparsi parecchio.

Su Marotta e il calciomercato non sappiamo cos’altro dire. Facciamo ridere. Peluso per puntellare la difesa (Icardi, ancora Icardi e Gonzalez ringraziano). Anelka per “reintegrare numericamente il parco attaccanti”. Senza volerla fare lunga su Del Piero, sul quale personalmente non ho versato lacrime al momento dell’addio, bisogna però riconoscere che probabilmente, nonostante l’età, Alex sarebbe stato più utile di molti degli attaccanti attuali. Di certo se il tiro del possibilissimo 2-2 di Giovinco dell’altra sera fosse capitato sul destro di Del Piero, sarebbe finito rasoterra sull’angolino. Ci avevano promesso un top-player. Hanno perfino fatto visitare Torino a Van Persie. Ora ci dicono che il top-player non può essere acquistato né dalla Juventus, né da alcuna altra squadra italiana. E Balotelli (che comunque mai vorremmo alla Juventus) non è un top-player? Bene, il Milan lo ha acquistato. Come ha fatto, signor Marotta? Come faceva Moggi. Ha ceduto dei giocatori per acquistarne altri. Neanche Moggi aveva i soldi. Ma vendeva Vieri o Zidane e riacquistava mezza squadra. Marotta già sa poco acquistare (Pogba è merito di Paratici, Isla è merito suo), ma a vendere è proprio negato. Iaquinta è ancora parcheggiato. E cosa dire del Galatasaray? Sono due anni che Marotta cerca di vendergli Felipe Melo e quelli sistematicamente se lo prendono in prestito; salvo poi tirare fuori i milioni per comprare Sneijder e Drogba! Gli unici che non riusciamo a vendere al Galatasaray siamo noi.

Capitolo arbitri. Pensare che ci fischino contro volontariamente non è peccato. Gli errori pro-Juve di Catania e del primo tempo di Juventus-Inter erano errori, perché nessun arbitro che vuol fare carriera fischierebbe a sproposito a favore della Juventus (attenti, Abete e Galliani vi guardano), ma li abbiamo pagati a caro prezzo, già dal secondo tempo della maledetta Juventus-Inter. E poi a seguire fino agli sciagurati arbitraggi di Guida e Banti. Dire che ci mancano dei punti in campionato e che siamo fuori dalla coppa Italia anche per colpa degli arbitri è dire la verità. Pensate un po’: la squadra punita con la serie B e l’eliminazione di due scudetti perché amica degli arbitri (così dissero), ora litiga con gli arbitri. Strana la vita.

Anche colpa degli arbitri. Ma tanta colpa, ma tanta, nostra. Sul campo non c’è più la Juventus dell’anno scorso. Sappiamo che ripetersi è difficilissimo, che un certo senso di appagamento è fisiologico, ma buttare via uno scudetto, già quasi conquistato, come rischiamo di fare se non torniamo ad essere noi è veramente troppo. La concorrenza non c’era, doveva essere una passeggiata. Avevamo il Napoli a 10 punti. Due glieli ha ridati la Giustizia sportiva, cinque li abbiamo regalati noi contro Sampdoria e Genoa, allo Juventus Stadium. Se Cavani non si ferma, sarà durissima. Ma abbiamo sconfitto il Milan di Ibrahimovic, possiamo sconfiggere il Napoli di Cavani. Se torniamo noi. Per la Champions già sapevamo e sappiamo che servirebbe un miracolo, ma lo scudetto non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo perderlo. Buffon non sbagli più nulla, Chiellini e Asamoah facciano svelti a tornare, Pepe venga a “saltare l’uomo” e creare la superiorità numerica, Vucinic la metta dentro come nel girone di ritorno dell’anno scorso. Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Vidal, Pogba, Pirlo e Marchsio già fanno il loro. Forse anche Caceres e Marrone. Gli altri si sveglino, altrimenti a giugno si cambia aria. Parliamo di Storari, De Ceglie, Giaccherini, Peluso, Padoin, Isla, Matri, Quagliarella, Giovinco. Sì, anche Giovinco. Bendtner  ed Anelka li consideriamo di passaggio. Per essere da Juve bisogna dimostrarlo sul campo. Conte li guidi con l’intelligenza che ha mostrato nei commenti del dopo partita di Lazio-Juventus. Quell’ironia mi ha fatto tornare la voglia di scrivere.

Ora aspetto che la voglia torni anche ai calciatori. Noi juventini siamo tutti qui a gridare forza Juve.

Advertisment

Tutto come nel 2006, tranne che…

E’ tutto come nel 2006. Le lancette dell’orologio sono state spostate indietro velocemente e si è tornati al periodo pre-Farsopoli.

Advertisment

L’elezione di Beretta in sé non è scandalosa, il problema è chi Beretta si trascina dietro. Quel Galliani vice-presidente per esempio è davvero imbarazzante: e il conflitto di interessi? Tornano in mente le parole di Conte e soprattutto vien da chiedersi il motivo per cui quella condanna così lieve non vale per il nuovo vice-presidente. La condanna cui mi riferisco è relativa a Calciopoli. Quelle telefonate non valgono più? Sono state dimenticate?

Advertisment

Beretta rieletto come Abete. Qui il giochino funziona ancora meglio: la Juve è prona a questo sistema marcio avendo votato proprio Abete. E si torna al periodo pre-Farsopoli con un problema in più: non abbiamo più Moggi a difenderci, non c’è più Giraudo a progettare il nuovo stadio e il nuovo piano industriale.

Tutto è nelle mani di Conte al quale auguriamo tanta pace per lavorare sul campo.

Advertisment