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Tag: fiorentina (pagina 1 di 6)

Fiorentina – Juventus 2 – 1 / Ma per fortuna si rinnova al doppio dell’ingaggio

Finisce 2-1 per la Fiorentina. Per la Juve un’altra prestazione deludente. Ma per fortuna arrivano un po’ di rinnovi al doppio dell’ingaggio. Perché il talento deve essere premiato prima che i risultati siano raggiunti.

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Si può dire tutto, tranne che la gestione di quest’anno sia impeccabile. Un mercato estivo che sta presentando il conto, inserimenti che tardano, un Dybala vicino al rinnovo ma lontano dalle medie dello scorso anno, una difesa che balla sempre di più.

Allegri sbrocca ai microfoni, ma dovrebbe farlo di più davanti ai propri giocatori. Higuain a parte, contro la Fiorentina sono stati confermati tutti i limiti di una rosa la cui stanchezza mentale sembra fare il paio con quella fisica.

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Errori a iosa a centrocampo dove nemmeno Marchisio è riuscito a guadagnarsi la sufficienza. E se poi deve essere Chiellini a impostare, allora la frittata è fatta. E non che la Viola abbia davvero messo paura.

Da recuperare Crotone, ma nel frattempo ci si diverte a ridare speranza agli avversari. Mordente azzerato, schemi tattici molto vicini a “speriamo che me la cavo”. La grande novità è stata rappresentata dai 5 uomini offensivi schierati sul finale, giusto per sottolineare la disperazione più totale.

A metà gennaio si può trattare di un incidente. Il problema è che la memoria porta a troppi incidenti in questa prima parte di campionato dove si sono registrate sconfitte con le milanesi, con la Viola e con il Genoa. Troppe sconfitte, così come fuori media i gol subiti. Alcuni dei quali frutto di equilibri tattici perduti, o scarsa attenzione su palle da fermo.

Fra un po’ riparte la Champions. Intanto c’è la Lazio. Ma per fortuna comunque si rinnova. Al doppio dell’ingaggio.

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Juventus – Fiorentina 2 -1 / Un giorno all’improvviso

Un giorno all’improvviso, allo Stadium scoppiò il sorriso.

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Nella vita è sempre questione di stile. Dopo gli oltraggi alla persona e i gesti terrificanti contro, Higuain ha deciso di regalarsi un inizio di campionato speciale. Primo gol alla prima, cosa mai accaduta a Napoli. Gol pesantissimo, dopo pochi minuti dal pareggio viola.

La Juventus che si sbarazza della Fiorentina presenta tanti segnali di ottimismo, nel segno della vecchia guardia. Unica novità quel Dani Alves che imparerà strada facendo la differenza fra Serie A e Liga (a proposito: ieri 6-2 del Barca, cosa che in Italia vedrà forse mai), ma che comunque apporta già sfacciataggine e qualità.

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Da considerarsi nuovo acquisto pure Asamoah, finalmente tornato all’attività agonistica e forte candidato a una maglia da titolare.

Nuovo campionato, ma vecchia Juve, che dovrà trovare nuovi equilibri dopo la partenza di Pogba e forse nuovi schemi. Ciò che ha piacevolmente stupito, ma non troppo in fin dei conti, è la fame e la grande cattiveria impressa al match già dai primi secondi. Servono come il pane per evitare cali di tensione – come quello che ha portato al pareggio viola – e passi falsi. Probabilmente è nell’inevitabile sensazione di estrema superiorità che Allegri dovrà lavorare e in cui si annidano i peggiori pericoli di quest’anno. Se la Juve tira i remi in barca, arretrando eccessivamente il baricentro, può capitare di tutto, in negativo.

Fortuna che all’improvviso è sbucato lui. Prima vera palla gol, terzo pallone toccato per le statistiche del match, e rete pesantissima. Non poteva desiderare altro El Pipita che però ora dovrà rimettersi seriamente a lavorare da calciatore. Eccessivamente fuori forma, con Allegri e compagni dovrà capire quali siano i movimenti corretti per esaltarne le indubbie doti da goleador. Anche perché difficilmente si potrà rinunciare al lavoro enorme di Mandzukic. Mentre Dybala in campo dovrebbe andarci sempre, anche con le stampelle.

Questo primo sigillo ha però un marchio indelebile. Professor Khedira è di un altro livello. Un diesel, giocatore di intelligenza tattica sopra la media, ha segnato e fatto segnare, offrendo poi numerosi spunti di didattica applicata al calcio. Se fisicamente riuscirà a reggere l’annata, sarà il perno attorno a cui progettare un’intera stagione.

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Juventus – Fiorentina / Alla caccia del sesto scudetto

Si riparte. Finalmente. Senza Juve per troppe settimane, ma adesso ricomincia la rincorsa alla gloria.

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E’ cambiato ancora molto in questa estate di calciomercato. Dentro giocatori di grande valore, con il colpo Higuain in primo piano che ha offuscato gli arrivi di Dani Alves, di Pjanic, di Pjaca, di Benatia. E probabilmente qualcun altro arriverà visto che abbiamo perso il prospetto di campione più cristallino che ci sia in giro, ovvero quel Paul Pogba tornato di fretta a Manchester a soli 23 anni.

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Proprio l’assenza di Pogba, ma soprattutto i nuovi arrivi, più congeniali alle idee di Allegri, fanno pensare a un cambio di modulo. In realtà domani sera contro la Fiorentina sarà ancora 3-5-2, ma nel calcio d’estate si è già visto lo spiraglio di un 4-3-1-2 o di un 4-3-2-1 o addirittura di un coraggioso 4-3-3 (specie con il ritorno di Cuadrado da Londra).

Al di là dei numeri, quello che non dovrà capitare sarà la partenza falsa dello scorso anno. Serve concentrazione, serve umiltà, serve sudore. La capacità di rimanere sul pezzo fin dal minuto 1 della giornata 1 sarà forse più decisivo del ritmo che possiamo imprimere a questo nuovo campionato, quello che potrebbe iscrivere alla gloria eterna la società bianconera.

Si parte domani sera. Allo Juventus Stadium. Auguri Juve!

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Fiorentina – Juventus 0 – 0 / Chi ci ha capito qualcosa?

Cantava De Gregori “e non c’è nulla da capire”. Sarebbe la colonna sonora perfetta per il match fra Fiorentina e Juventus. Uno scialbo 0-0 dove vince solo l’estro dei tifosi viola che ancora protestano (e chissà perché).

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Allegri sorprende tutti, forse anche i ragazzi stessi: ritorno al passato, con un 3-5-2 che fa da specchio a quello viola. Con Evra e Ogbonna, con Pereyra e Coman.

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I fischi dello stadio, anche i buu razzisti contro Ogbonna e Pogba, le proteste per un presunto fallo laterale invertito: è la fotografia dell’Italia calcistica. Per questo non aver nemmeno tentato di vincere fa male a chi oggi si chiede se è un pareggio che ci può stare o un pareggio beffa (visto che non si è nemmeno tirato in porta).

Testa a martedì, si dirà. Ma al di là di questo, a sorprendere è ancora la superficialità di molte giocate: da Pogba a Vidal, per esempio. E la pochezza delle fasce, dove Evra è molto lontano dall’essere utile.

Zero a zero, dunque. Moviola inclusa: una mezza cravatta di Chiellini su Gomez, poi il mani di Pizarro finale, nel mezzo mancano un paio di gialli per Basanta e Gomez, ma si ricordano i fischi dello stadio e il “buffone” gridato a Rizzoli. E’ sempre Italia, in fondo.

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Fiorentina – Juventus / Tattica: si torna all’antico?

Arriva la sorpresa, almeno così denunciano i giornalisti: la Juve torna al 3-5-2 per la sfida con la Fiorentina, complice le numerose assenze e le squalifiche.

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La prima brutta notizia riguarda Romulo: stop di 90 giorni. Praticamente ci vedremo in primavera per un acquisto che fino ad adesso non ha mai praticamente giocato. Unito ai vari Caceres, Barzagli, Marrone e alla squalifica di Lichtsteiner, questo vuol dire che la Juve non ha più difensori.

Scontata la presenza di Ogbonna, Bonucci e Chiellini. E vista la carenza, ecco il passaggio al 3-5-2, sembrerebbe. Con Pereyra a destra a centrocampo ed Evra a sinistra.

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Spazio poi al turn-over: giungono voci su Coman in attacco al posto di Tevez, con Llorente titolare e Morata in panchina; riposo pure per Marchisio, con Pirlo regolarmente in campo, con al fianco Pogba e Vidal.

Destabilizzante o meno, io preferirei la seguente formazione.

Fiorentina - Juventus / Tattica: si torna all'antico?

Ma l’importante, come al solito… è vincere.

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Serie A: la seconda giornata regala emozioni e verdetti

Una seconda giornata di Serie A con tante emozioni. Risultati a sorpresa, risultati sorprendenti. Gol a raffica, fatti e presi, protagonisti sugli scudi, qualche fischio di troppo partito dalle tribune a segnalare insoddisfazione.

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Tre squadre al comando, con modalità molto differenti. Con alcuni ritardi già clamorosi, o sintomatici delle distanze di forza.

Juve, Roma e Milan si contendono il primato. Bianconeri e giallorossi confermano lo strapotere, anche se in maniera diversa. I milanisti gongolano con Inzaghi in panchina, ma le riflessioni da fare sarebbero tante.

Perdono terreno Napoli e Fiorentina. I partenopei addirittura stanno vivendo più di una crisi: di gioco, di rapporti fra squadra e tifoseria, di equilibri fra presidente e allenatore. Non semplice, ma pompare troppo un ambiente senza prima averne verificato la reale forza implica anche questo tipo di rischio. La vittoria va al Chievo, la stessa formazione battuta dalla Juve 14 giorni fa. Lo shock Pepito Rossi sembra invece aver travolto Montella e la sua banda.

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Tutto facile, troppo facile, per le milanesi. I regali del Parma risultano decisivi, con un rigore in più e un rosso generoso (quello a Felipe). Ne va dell’umore comunque: Berlusconi è tornato e se ne vedono i frutti, a ogni livello, mediatico e non. Mentre Mazzarri può continuare a sfoggiare frasi che ricorderemo per sempre, scolpite nella pietra, nella categoria “ma davvero ha detto una tale stronzata?”. Chissà quanto durerà quest’effetto positivo. Certo, non sarà sempre Sassuolo. A proposito, provando a giocare con la perversione degli antijuventini: quante probabilità c’erano di ripetere lo stesso risultato di un anno fa, cioè 7-0?

Cade il Torino. Andare in Europa senza averne meritato il diritto sul campo sta costando caro ai granata. Involuzione di gioco, minore peso offensivo dopo la partenza di Immobile e Cerci, una nuova identità da costruire. Ventura avrà da lavorare, anche se la rosa pare ottima, a quel livello, e con quegli obiettivi.

Roma e Juve, dicevamo. Chiudiamo con le prime della classe. La Juve continua la striscia di ferocia chiusa a 102 punti lo scorso campionato. Identità tattica notevole, tasso tecnico migliorato, panchina lunga, gioco addirittura più bello a vedersi. Resta la favorita per un numero enorme di fattori. Il dubbio era: quanto perderà in sicurezza e voglia dopo l’avvio di Conte. Sembra averne guadagnato.

Mentre la Roma si avvicina sempre di più. Più sicura, più compatta. E’ venuta fuori da due partite complesse, il cui risultato ha forse raccontato meno di quello visto in campo. Se l’Empoli e la Fiorentina avessero avuto anche un solo attaccante in campo, probabilmente staremmo a raccontare dello sbocciare di un nuovo epico duello Juve-Milan.

Sarà un campionato eccezionale. Meno male. Sai che noia averlo chiuso già alla seconda?

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Fiorentina-Juventus 0-1 Quel fottuto genio di Antonio Conte

Ok, è ufficiale: ha preso tutti quanti per il culo. Non usiamo le mezze misure per descrivere quanto combinato da Antonio Conte.

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Nella settimana in cui tutto e tutti hanno parlato, straparlato e già deciso la qualificazione, il tecnico leccese si è limitato a poche, ma devastanti battute nella conferenza stampa di apertura. Ha detto che la Juve punta decisamente a un traguardo storico, e qui la scelta è fra il terzo scudetto consecutivo e l’astronomica cifra dei 100 punti in campionato.

Ha poi detto che la Juve “ha sofferto solo negli ultimi 20 minuti, dominando i primi 70 minuti di gara”. Bene. Qui c’è tutto il suo malefico genio. La ferocia di un tattico spietato. La crudele strapotenza di chi conosce le cose-di-campo.

La Juve si presenta in gara col piglio di chi fa la gita. Mancavano giusto i cappellini e gli zainetti per gli uomini in campo. Poca reazione, poca voglia di attaccare, tanta attesa. Di tanto in tanto, Pirlo & Co. si sono limitati a graffiare la porta di Neto. Già nel primo tempo, mentre la Fiorentina si affannava alla ricerca del gol, i bianconeri mostravano chiaramente che appena toccato l’acceleratore potevano mettere freccia, sorpassare e salutare tutti.

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E con strategia perfida, al minuto 70 la Juve chiude tutto. In realtà, il secondo tempo è stato tutto a senso unico, visto che la Juve ha realmente cominciato a giocare.

Indiavolato Tevez, ma la palla non entra. Poco lucidi Pogba e Vidal. Bene Isla, molto dinamico, anche se non incisivo come Lichtsteiner. Così ci pensa Pirlo. Llorente riceve al limite dell’area e con una magia si libera dell’ammonito Gonzalo. Il difensore viola lo atterra. Ci piacerebbe discutere di moviola, ma qui è veramente dura ipotizzare un qualche furto.

Andrea Pirlo fa due passi, poi scarica un violento piatto destro, a giro, nell’incrocio protetto da Neto che però non ci arriva. Non può arrivarci. Seconda punizione e seconda partita risolta da un autentico genio.

Genio come Conte. E la Juve va.

Con tutto il cuore che abbiamo, ora andiamoci a prendere un trofeo europeo che manca da troppo tempo. Per di più, nel nostro Juventus Stadium.

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Fiorentina-Juventus Atto finale, parola al campo

Finalmente si va in campo. Della Valle vorrebbe fare le scarpe ad Agnelli, mentre Agnelli continua a non rispondere alle stupide provocazioni, confidando nel fatto che siano dettate da malori da rosicamento.

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Sarà l’ultimo atto di questa stagione fra Fiorentina e Juventus. Una sta inseguendo e macinando record, l’altra vive sull’onda del 4-2 di campionato per cui sono nate magliette, tazze, pagine Facebook e manifestazioni di grande gioia. A ognuno il proprio godimento, nonostante le differenze di sostanza.

Tevez contro Gomez, cioè i due uomini chiave per i rispettivi attacchi. Pirlo contro Borja Valero, a sentire le opinioni di giornalisti ed esperti. Una Juve incerottata in difesa contro una Fiorentina che sembra più in palla a livello di gambe.

Conte ha confermato, non troppo velatamente, che l’Europe League è sì importante, ma la Juve punta alla Champions. Segno evidente di non aver dato troppa priorità alla Coppa. Però val la pena provarci. Di sicuro, val la pena non uscire proprio in questa fase, eliminati per mano della Viola. Inaccetabile per tutta una serie di ragioni.

Così ci aspettiamo la Juve migliore. Dal punto di vista della ferocia e dell’attenzione, della qualità espressa sul campo e della voglia. Tutti fattori che se mancano alla Juve, si vedono, si percepiscono e se ne vedono le brutte conseguenze.

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Fiorentina-Juventus Le probabili formazioni

Fuori Marchisio e Barzagli, stoppati anche Peluso e Ogbonna, la difesa è risicata, mentre a centrocampo mancano valide alternative. Appare sibillina la battuta di Conte “forse ho fatto poco turnover”. Già, ma chi sfruttiamo?

Già stasera ci affidiamo a Isla, mai veramente ripresosi dopo il grave infortunio a Udine, mentre sta convincendo Asamoah e appare insostituibile Lichtsteiner. Troppo importante la carica di Tevez. Al suo fianco Llorente, preferito a Osvaldo per la totale compatibilità con l’argentino e il curriculum di ottimo livello, fin o a questo punto della stagione.

Ci aspettiamo molto da Pogba e Vidal, i veri motori delle tattiche di Conte. Il cileno è ancora una volta il miglior realizzatore, mentre il francese manca sul tabellino da troppo tempo. Deve imparare, in alcuni periodi della stagione, a tirar fuori le unghia e mettere da parte il fioretto. Il fisico non manca e le qualità tecniche sono di rara eccellenza.

Ci uniamo al desiderio di Buffon: “far ricredere tutti”. Soprattutto, sentiamo nostro il pensiero di Conte: “Juve in campo solo per vincere”.

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Juventus-Fiorentina 1-1 Ci piace farci male da soli

A campionato praticamente finito, la Juve decide di investire sulla panchina. E paga dazio. Così torna alla mente lo sfogo di di inizio anno di Conte sulla famosa panchina corta.

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Ogbonna in mezzo alla difesa fa rimpiangere Bonucci, mentre Caceres firma le solite disattenzioni, almeno un paio a partita. A ciò aggiungiamo la scarsa vena di Giovinco e la scarsa forma di Osvaldo. La Juve è la più forte in assoluto, ma ha al massimo 13 pezzi buoni. Si gioca in 11, fate voi il commento.

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Pronti via, il solito Vidal la butta dentro, dopo un’azione spettacolare. La Fiorentina non ci capisce niente per 45 minuti, come in campionato, e sembra proprio andare come domenica pomeriggio. Tranne che Conte decide di passare al sistema con 1 sola punta, la squadra arretra paurosamente sul campo, e la viola trova un bel gol, su gentile concessione di Caceres (che manca la diagonale) e di Ogbonna (perché abbia saltato… resta un mistero).

Poca cattiveria, scarsa efficacia sotto rete, e quello strano senso del “non mi sbatto più di tanto”. La sensazione è che senza alcune pedine (leggi Tevez e Lichtsteiner) questa squadra perda parecchie motivazioni e parecchia spinta. Per l’anno prossimo, Marotta corra ai ripari investendo su ricambi di primissima qualità.

La qualificazione resta appesa a un filo. Per entrambe, sia chiaro. Se la Juve decide di giocare, allora sarà semplice. Se la Juve deciderà di passeggiare, allora saranno amari dolori. Inaccettabili a questo punto della stagione. Specie contro questo avversario.

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Juventus-Fiorentina La seconda puntata

Se la prima parte vi è piaciuta, non perdetevi il resto. Secondo appuntamento fra Juventus e Fiorentina, stavolta sulle note europee della nuova versione della Coppa UEFA. Quella Coppa UEFA che i bianconeri portarono a casa nel 1990 proprio contro i viola. Oggi è un altro giorno.

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Antonio Conte deve rinunciare a Carlitos Tevez: troppo importante l’argentino per rischiarlo. Anche perché in avanti la Juve ha valide alternative. Per esempio Giovinco, tanto stimato da Antonio Conte, stasera indosserà la divisa titolare. Probabilmente accanto a Llorente, con Osvaldo inizialmente in panchina. Difficile credere a un 4-3-3 puro.

E’ quanto paventato da alcuni inviati da Torino. Con Isla in campo, a dare un po’ di respiro a Lichtsteiner, la Juve potrebbe adottare uno schema più prudente del solito, testando uno schema più offensivo.

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Complicato ripetere il canovaccio tattico di domenica a pranzo. Montella avrà di certo caricato a molla il centrocampo, apparso molto scarico e in netta difficoltà rispetto a quello bianconero. Stesso discorso per le fasce laterali.

Intanto ha parlato Pirlo che stasera sarà al centro della scena. Rinnovo ok, e poi parole al miele per il tecnico della Juve.

Sarà importante non prenderle. La Coppa comincia a essere troppo importante.

Juventus-Fiorentina Probabili formazioni

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