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Tag: forlan

Forlan svanisce, Amauri rientra

Ieri l’agente di Forlan era in sede. Sede bianconera e fumata grigia. Anzi, fumata nera, nerissima. Il sudamericano non intende abbassare le pretese circa l’ingaggio, mentre l’Atletico desidera dai 12 milioni di euro a salire. Affare fatto, cioè chiuso, chiusissimo. Quindi non resta che vendere il nome di Luis Fabiano che su Twitter ha commesso una sciocchezza, ammesso che sia vero quanto scritto sul suo conto.

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Marotta, ma soprattutto Del Neri, sa benissimo che in questa Juve occorre una punta mobile e che la metta dentro ogni volta che serve. Una specia di nuovo Trezeguet e una sorta di vice Quagliarella. Tipologia piuttosto rara e, quando esiste un esemplare, beh il costo è proibitivo per i bilanci di una Juve costretta a far sedere il CdA per deliberare che… no, non si può spendere perché di soldi nemmeno l’ombra e quelli che ci sono sarebbero, in teoria, già piazzati per il riscatto di Fabio e Alberto.

Così Marotta, ingiustamente attaccato, non può moltiplicare i pochi spiccioli che ha a disposizione e con quelli non può portare a casa un nuovo Zidane o un Davids o un altro Trezeguet. L’eventuale acquisto di Luis Fabiano, l’unico in grado di aggiungere davvero qualcosa di significativo a questa rosa, è subordinato alla cessione di Amauri. Ma il brasiliano che sta indossando in modo indegno la casacca bianconera non ne vuole sapere di andare via. Mi domando per quale motivo, per quale razza di assurda ragione si ostina a rimanere. Di gol nemmeno l’odore, di prestazioni buone ormai ne sono rimaste poche, di miglioramenti nemmeno a parlarne. E allora? Ah già, ci sono quei 3,8 milioni di euro che percepisce lautamente dalla vecchia dirigenza.

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Nel frattempo Amauri si allena e dovrebbe essere pronto per la Samp. Iaquinta ancora out e allora mi domando perché non venderli entrambi, cosa che probabilmente capiterà a luglio vista l’indisponibilità indisponente di Vincenzone. Quando serve non c’è mai, o quasi. Così l’attacco è ancora una volta forzato per domenica pomeriggio: Del Piero, ormai al 30esimo gettone stagionale e siamo a gennaio 2011, e Amauri. Se non segna Alex dovrebbero pensarci i centrocampisti, magari un’altra botta di Aquilani o un’invenzione di Krasic o un’incursione di Pepe. La vedo durissima contro una Samp che scopre soltanto adesso il valore di Cassano, nonostante quel Macheda sembra promettere bene.

L’unico aspetto positivo per domenica è proprio il centrocampo. Rientrerà Marchisio, vedremo le condizioni di Sissoko, resta da capire quanto ossigeno ha nel serbatoio il serbo Krasic. Servirebbe farlo rifiatare giusto un paio di partite, ma non ce lo possiamo permettere. E guai a chi se la prenderà col biondo, sulla cui serietà e dedizione nessuno può dubitare.

Ecco il punto allora. Bisognerebbe fare quadrato attorno alla bandiera e invece trovi gente intenta a scegliere con chi prendersela. Con Agnelli che ci sta mettendo la faccia o con Marotta che sta tentando di dare un senso al mercato bianconero, dopo 4 anni di sperperi e movimenti ridicoli? Con Del Neri che fino a questo punto ha mostrato le proprie qualità con la rosa al completo e gestito ottimamente l’emergenza più assoluta o con i 36 anni di Del Piero che comunque è uno dei migliori della stagione? Io sto con la Juve. Con questa Juve!

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Juve: bilancio di metà stagione

Dura la vita se ti chiami Andrea Agnelli o Beppe Marotta e di mestiere fai il Presidente e il Direttore Generale della Juve. Non tanto per i ruoli ricoperti, di prestigio assoluto, quanto per i troppi tifosi accecati da impazienza e da quello strano senso di dare contro alla propria società che è proprio di un club che si è reso più ridicolo vincendo di quanto non lo era già perdendo! Ammesso che queste vittorie abbiano un qualche significato.

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La situazione della Juve è semplicissima. Beppe Marotta e Fabio Paratici avevano individuato quattro pedine per dare il cambio di marcia a una società, non una squadra, bensì una intera società, ridotta allo sbando da 4 anni di gestione senza senso! Le quattro pedine portavano i nomi di Krasic, Bonucci, Aquilani e Quagliarella. Con metodi differenti la Juve li ha acquistati tutti e quattro. E gradirei capire chi cacciereste dei quattro e per quale motivo.

E visto che il mercato in uscita è stato piuttosto vivace (fuori Camoranesi, Diego, Trezeguet, Poulsen, Tiago, Molinaro, Zebina fra gli altri) ecco alcuni innesti di riparazione, necessari perché il budget, già limitato, era finito a quei quattro nomi e perché serviva una sorta di rinnovamento nei nomi e nelle età. Ecco allora i prestiti di Pepe (che io riconfermerei senza esitazione) e di Motta (andrà via, tanto è costato solo 500 mila euro) e di Traoré e di Rinaudo e gli acquisti di Martinez (ingiudicabile fino a questo momento) e di Sorensen (18 anni, 150 mila euro per il cartellino e un futuro promettente) e di Storari (esperimento: rigioca la stagione senza Storari e prova a immaginare cosa sarebbe accaduto!). Di questi Traoré sta cominciando a giocare soltanto ora, Motta ha fallito, Pepe ha fatto benissimo, non considerando che molti si aspettavano Cristiano Ronaldo o il vecchio Giggs, Martinez va valutato, Storari è stato uno dei migliori in Serie A e Sorensen sarà preziosissimo in questa stagione e nelle prossime!

Come valutare una parte di stagione? Semplice. A bilancio devi mettere quanto di buono fatto e le stronzate accumulate. Ed eccole:

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  1. vittorie contro Milan e Lazio danno il senso di una Juve che, a ranghi completi, se la può giocare con tutte;
  2. i pareggi in Europe League sono stati determinati, per quanto mi riguarda, da scarso impegno collettivo, da stanchezza per mancanza di turnover e dalle pesanti assenze di Quagliarella e Aquilani; chiaramente vanno ascritte alla voce “perdite”;
  3. i pareggi con Bologna, Brescia e Chievo (cioè 6 punti persi, che sommati agli attuali 34 fanno giusto giusto 40) sono stati dettati da blackout spiegabili da una crescita mentale che è ancora in corso e alla quale Del Neri dovrà lavorare moltissimo, ma è evidente che queste partite non hanno mostrato limiti tattici o tecnici, ma limiti di concentrazione assolutamente da correggere, almeno io vedo questo lato positivo se ripenso ai match;
  4. per il resto l’andamento bianconero ha offerto alti e bassi, assolutamente corretti vista la gestione in emergenza di Del Neri (spesso con due soli attaccanti, spesso con gente costretta a giocare) e il dispendio di energia per il modulo tattico impostato (la differenza con le grandi squadre e la Juve del passato è che in condizioni pessime poi c’era Nedved che batteva la Lazio, o Del Piero che stendeva il Messina, o Mutu che risolveva la pratica Palermo, o Ibra che vinceva da solo, o Trezeguet che trovava la zampata finale).

Questi quattro punti per me sono inattaccabili. E andrebbe risolto soltanto il punto 3, visto che giochiamo a calcio per davvero e non abbiamo a che fare con dei robot!

Capitolo mercato

Amauri va o Amauri resta? L’arroganza di questo ragazzo è non più accettabile. Non c’è persona che non desideri mandarlo a quel paese. Qualunque paese purché non più Juve. L’eventuale arrivo di una punta (Luis Fabiano o Forlan, tanto per sognare) è subordinato alla sua partenza. Se parte, ne arriverà uno più forte di lui. Altrimenti la Juve è vittima di quel contratto da 3,8 milioni di euro annui che la precedente gestione gli aveva offerto!

Ti piace sognare facile? Luis Fabiano o Forlan? Beh, basti che ne arrivi uno. Per la manovra delneriana è preferibile il giocatore dell’Atletico: mobile e capace di ragionare palla al piede lontano dalla porta. L’altro, il brasiliano, è più uomo d’area, uno che la mette dentro se l’assist è buono, uno che non si emoziona se veste il bianconero. Uno che in crociera, tanto per dirne una, non dovrebbe andarci!

Il “no grazie” a Floro Flores è un tocco da meastro. Una mossa per stanare? Un depistaggio? Boh, io la penso così. Perché è assurdo che la Juve si butti sull’attaccante dell’Udinese che a Udine fa panchina. Servono i gol e allora i nomi sono quelli pocanzi scritti. O loro o si resta così, perché il colpo vero sarà a giugno, come ampiamente promesso. E a giugno il nome più gettonabile è Pazzo Pazzini. Con l’eventuale riscatto di Quagliarella (torna a aprile? impossibile!).

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E il medico schierò questa Juve contro il Bari!

In porta Storari. In difesa, partendo dalla destra, ci sono Motta, Rinaudo, Legrottaglie e De Ceglie (o Grosso). A centrocampo Salihamidzic, Felipe Melo, Marchisio, Martinez. In attacco due fra Iaquinta, Toni, Amauri. Quasi quasi, è più forte questa formazione che quella che scenderà in campo contro il Bari. Sì perché questi sono gli uomini che andranno in panchina o, più semplicemente, rimarranno in infermeria.

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La Juve che si appresta a giocare contro i pugliesi è più che decimata dagli infortuni. E Del Neri può poco o nulla quando Del Piero dovrà stringere ancora una volta i denti e mettere le scarpette, quando Marchisio è costretto al forfait per un forte attacco influenzale, quando Felipe Melo è squalificato, quando Martinez e Iaquinta non riescono a recuperare, quando Toni, appena arrivato, deve fermarsi per 4 settimane, quando De Ceglie ancora non corre e via così.

Il rientro e il debutto di Gigi Buffon diventa semplicemente un evento mediatico, di quelli buoni per l’intervista finale o per il servizio di copertura nei telegiornali.

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L’assenza di Amauri è poi tutta da decifrare: è un bene per questa Juve, visto e capito che tipo di qualità avrebbe offerto il brasiliano in campo, o è comunque un male? A mio giudizio, come molti tifosi hanno chiesto alla curva, Mocio Vileda va fischiato, sonoramente, anche quando oggi non scenderà in campo. La sua arroganza nel voler rimanere a percepire un lauto stipendio alla Juve è pari quanto alla sua inutilità in questi due anni e mezzo bianconeri. Il suo no è un affare mancato, a doppia entrata: un cadavere che togli alla rosa, un buon giocatore che potresti inserire nel gruppo. Ma credo che alla fine Marotta si deciderà a prendere uno tra Forlan e Luis Fabiano, perché la Juve è troppo importante rispetto a un bilancio o un conteggio del numero di attaccanti a disposizione.

Il buon Del Neri, che per quanto mi riguarda ha fatto e sta continuando a fare un buon lavoro, ha poche chance di ragionare. O cambia il modulo, ma anche così dovrà ricorrere a qualche jolly o a qualche figura fuori dai suoi pensieri, o insiste sul 4-4-2 inserendo il giovane Giannetti accanto al veterano Capitano!

Che poi, bene inteso, era il sogno mio e di qualche scemo – visto quello che si legge in giro – come me: la vecchia guardia che dirige le nuove leve. Dai Palladino ai Giovinco, dai Marchisio ai Pinsoglio, dai Marrone ai Sorensen. Curioso, ma i momenti di assoluta emergenza suggeriscono proprio che il destino ti sta chiamando a scelte forzate. Ed è in questi momenti che devi scommettere. Chissà cosa farà Del Neri.

Accanto ad Aquilani, che avrebbe bisogno di un po’ di fiato, ci sarà Momò Sissoko. Probabilmente perché realmente il Mister non aveva a chi chiedere per quel ruolo lì. Ma in un anno che doveva far capire chi ha ancora voglia di Juve, il maliano, idolo assoluto fino a qualche mese fa della tifoseria, si è troppe volte tirando indietro dalla lotta. Se sarà titolare oggi pomeriggio, allora conteremo in tutto 3 presenze dall’inizio da agosto 2010 a gennaio 2011. Con prestazioni non sempre positive. Detto in altro modo: è arrivata l’ora di monetizzare. E dalla sua cessione potrebbero arrivare i quattrini per quel famoso colpo in attacco.

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