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Tag: gabbiadini (pagina 1 di 3)

Calciomercato Juventus: si investe o no?!

Dunque nulla. Forse giusto un timido rinforzo in difesa. Il che sarebbe anche perfetto se tutti rientrassero in servizio e qualcuno decidesse di essere più incisivo e decisivo. Ma lato comunicazione verso i tifosi una posizione va presa. O chiarita.

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Perchè il rischio è finire col dar retta ai giornali, fantasticando o disinformandosi, col risultato di dar contro a società, a Marotta, a Paratici e tutta la ciurma.

La Juve vuole crescere? Il dubbio del tifoso è questo. Andare su Sneijder considerandolo perno della svolta e non poter offrire nemmeno cifre modeste suona in senso contrario al senso di crescita. Poiché l’effetto si amplificherebbe poi in estate quando qualche campione sarà necessario e a quel punto non potremmo permettercelo.

Le scommesse sul mercato sono ormai ardue. D’accordo i conti in ordine, ma parliamo pur di azienda e impresa. Parliamo quindi di rischio. E i conti in ordine dipendono tutto dai risultati del campo. Per far risultato occorre investire, rischiare. Da un po’ ci pare invece di voler a tutti i costi cercare il mega-jolly dal mercato rimandando occasioni che ci sembrano ormai palesi e chiare. O investire e investire sui giovani che poi non trovano tuttavia la strada del ritorno a casa né spazio in campo (leggi Coman, leggi lo stesso Morata).

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Per fare il definitivo e ultimo salto di qualità, la Juve di Allegri necessita di campioni già affermati e affamati, in grado di fare da traino a un gruppo che ci appare se non sazio, certamente mentalmente stanco o affannato. O non ancora pronto a reggere la pressione (leggi Morata).

Altrimenti bisogna ripartire dai giovani, ma occhio al contro-senso ancora una volta: un Coman in campo per 3 minuti ogni 10 partite è semplicemente non giudicabile; un Morata titolare per 5/6 partite di fila darebbe già un peso più importante a un voto semidefinitivo sulle possibilità di diventare una stella bianconera; un Rugani non riportato alla base, un Gabbiadini così facilmente ceduto, un Masi a invecchiare in B, un Berardi ancora in provincia non sono l’esatta idea di far crescere i giovani nella Juve e per la Juve. Per avere questo Marchisio è addirittura servito andare in B.

Il ManUTD di Sir Alex decideva a un certo punto di rischiare un paio di anni puntando su un ricambio totale della rosa con i giovani “costretti” a crescere con responsabilità, presenze e fatti. Questo è stato un modello importante: vogliamo perseguirlo? Altrimenti coi parametri zero o gli over 30 il rischio è quello di inceppare un meccanismo che con Conte si era rimesso con forza in moto.

Juve: che si fa? Basta chiarirsi.

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Juventus – Inter / Terzi e scudetto: nulla è impossibile

Ha perfettamente ragione Mancini: nulla è impossibile per chi ha truffato il calcio italiano, è arrivato terzo, e si è visto anche assegnato uno scudetto.

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E’ su questa base che si riparte questa sera, quando il tedesco neo-acquisto nerazzurro prenderà la scena più di ogni altro fenomeno in campo. Segreti, misteri e potenza della stampa tutta italiota.

Dopo l’incazzatura post Supercoppa, Allegri deve subito ripartire a grandissima velocità, prendendo l’abbrivo per arrivare in perfetta forma agli ottavi di Champions, senza aver rinunciato a un allungo in campionato.

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Sfida particolarmente complessa, non già per il livello dell’avversario, ma per le condizioni col punto interrogativo della Juve: Tevez a parte, sembra che tutti gli altri siano sotto la casella da valutare. Da Llorente a cui si chiede gol, a Vidal a cui si chiede almeno di provare a giocare da 6 in pagella, da Pogba a cui si chiede di essere più incisivo e decisivo, a Morata a cui si chiede di fare l’atttaccante-se-possibile-bomber.

E mentre Allegri chiede il trequartista, gli occhi sono puntati in difesa dove siamo ancora contati, tranne per il rientro di Caceres che comunque non risolve i problemi a sinistra, dove Padoin è solo l’ultima delle soluzioni possibili (almeno finché si vuole pensare in grande).

A Napoli Gabbiadini pare già felice. La Juve intasca 6,5 milioni di euro e sta decidendo come risistemare la rosa da qui a fine stagione.

Intanto, stasera si torna finalmente a giocare.

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Juventus – Sampdoria / Mezzogiorno di fuoco

Ore 12:30. Juventus contro Sampdoria. I bluecerchiati sono in un momento di forma eccezionale e il loro campionato è da favola. La Juve deve accelerare e mettere più pressione alla Roma.

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Tevez contro Okaka, l’hanno descritta. Piuttosto, è Juve contro Samp, Allegri contro Mihajlovic.

A disposizione, prima delle vacanze natalizie, due sfide di campionato, nel tentativo di poter allungare sui giallorossi o mantenere invariate le distanze. Samp prima, giovedì Cagliari, e poi chiusura con la Supercoppa contro il Napoli tentando di capire chi parteciperà alla premiazione.

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Morata è favorito per giocare dal primo minuto. In settimana si erano sparse voci (si erano sparse? Qualcuno aveva avviato l’ennesima campagna di disinformazione) su un Morata lontana da Torino a gennaio. Allegri, che sta gestendo benissimo il gruppo bianconero e anche la comunicazione, lo manda in campo da titolare, in una sfida molto importante. Allo spagnolo ex Real il compito di allungare i numeri positivi fin qui messi assieme, in un processo di crescita graduale e prudente voluto dal tecnico livornese.

Riposerà Pirlo, così in cabina di regia ritroveremo Marchisio, anche per contrastare il dinamico centrocampo doriano, molto abile in fase di ripartenza. Vidal in campo con Pogba e Pereyra. A meno di un cambio di scelta dell’ultimo minuto, col genio bresciano in campo.

Difesa ridotto all’osso e uomini obbligati: Bonucci (in diffida) in coppia con Ogbonna (al posto dello squalificato Chiellini), Lichtsteiner a destra, Padoin a sinistra (per far rifiatare Evra).

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Juventus: mercato e mercati

Un mese al via della nuova avventura. Bisognerà programmare per bene gli investimenti, i cambi, i nuovi arrivi. Dopo tre anni paradossalmente, sembra non concesso poter sbagliare.

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Il cambio di modulo e la naturale preoccupazione che qualche elemento abbia esaurito le energie impongono tanta oculatezza nel decidere la mossa successiva.

La Juve può vantare un tesoretto di giovani non indifferente. Fra un Berardi destinato a tornare alla base per giocare e un Zaza destinato a fare da carta di scambio. Senza contare Gabbiadini che sembrava già a Torino, ma per sul quale è cambiato qualcosa nella testa dei dirigenti e allenatore bianconeri.

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Sanchez sembra vicino, Morata lontano. Salvo che poi quote e possibilità cambiano sensibilmente il giorno dopo. Sono i due obiettivi di Conte, e uno di questi potrebbe davvero approdare sotto la Mole. Il tecnico leccese stravede soprattutto per il cileno, abilissimo nel dribbling e perfetto per il 4-3-3 della prossima stagione. Morata è invece una specie di Llorente più mobile, più giovane, con ottime prospettive.

Il problema per entrambi è il prezzo e l’impossibilità di essere l’unico club interlocutore nelle trattative. Ci saranno altre squadre europee a battagliare con la Juve che, forse, può già vantare accordi verbali con i giocatori e loro assenso.

Sarà il leit motiv dell’intero calciomercato bianconero, sperando di non cascare nella formula “vorrei, ma non posso”. I grandissimi club sono stati costruiti con “vorrei e devo”.

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Berardi, Gabbiadini, Zaza: ne rimarrà solo uno!

Uno fra Berardi, Gabbiadini e Zaza tornerà alla base. Per restarci. Tre giocatori molto diversi fra loro, tre ragazzi di cui la Juve deve andare fiera per il percorso di crescita. Tre risorse da valorizzare.

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Male che deve andare, ognuno di loro tre può trasformarsi in una contropartita da usare in qualche trattativa. Nulla di strano fosse proprio uno dei tre (Zaza, in particolare) a sbloccare l’affare Pereyra con l’Udinese.

Il punto, in realtà, è un altro: quale dei tre riportare a casa?

Domenico Berardi è un’ala vecchio stampa: agile, sfacciato nel dribbling, dinamico, con un buon senso del gol viste le 16 marcature al primo anno di Serie A. In un 4-3-3 ci starebbe benissimo, probabile anche nel 4-4-2 che Conte ama trasformare in 4-2-4. Con Pepe in dubbio e Lichtsteiner riportato a terzino, con lui la fascia destra sarebbe sistemata.

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Manolo Gabbiadini ha ben figurato con la Samp. Gran fisico, grande velocità, ottime proprietà balistiche. Un sinistro su cui ancora deve lavorare per renderlo letale. Otto reti per lui nell’ultimo campionato, giocando maggiormente come attaccante esterno: un ruolo che a Conte piace tanto.

Simone Zaza è sfrontato, a partire dal look con cui si presenta in campo. Gli piacciono le cose spettacolari, tipo le giocate in acrobazia o gli assoli. Non un grande bomber, ma una prima punta che gioca molto per la squadra e fa giocare bene chi gli sta a fianco.

Descritti così, gli indiziati ad approdare a Torino sono i primi due, con preferenze più spostate verso Mimmo Berardi. Toccasse a lui, o a Gabbiadini, sarebbe importante accompagnarne la crescita con metodo e pazienza, ma su questo Conte è preparatissimo.

Riportarne uno a casa vorrebbe anche dire cominciare a valorizzare il patrimonio di giovani che abbiamo in prestito in tutta Italia. Il futuro della Juve passa anche da loro.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Juventus-Sampdoria 4-2 Il ritmo infernale di Conte

Inarrestabile. Con quel senso di impotenza che comune a chi sta davanti la tv e non tifa Juve. La sensazione è che tanto la Juve segna e ammazza la partita. La sensazione è che riaprire il match rischia di riaccendere la rabbia bianconera e prendere quattro gol. Come il Cagliari, anche la Samp cade nel tranello.

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Sono 50 i gol messi a segno e ieri sera si giocava la prima di ritorno di questo buffo campionato. Tolta la Juve, Roma e Napoli (atteso oggi a rispondere alle due vittorie del sabato calcistico) stanno viaggiando a un ritmo infernale. Trovate perciò voi l’aggettivo per la squadra di Conte.

Trascinata da un sublime Vidal che ha già eguagliato il proprio record di reti in campionato e che punta a “voglio fare 20 gol in Serie A e vincere il terzo scudetto di fila”, e supportato dalla sfacciataggine di un 20enne francese, tale Paul Pogba, su cui non si sa bene fino a che punto può ancora migliorare.

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La verità è che l’universo Juve ha beneficiato di quei due là davanti. La Juve ha lo stesso gioco di un anno fa, tranne che adesso ha molte più soluzioni. Tevez difende palla spalle alla porta ed è dotato di quella classe mista a potenza che prima non avevamo, mentre Llorente è l’uomo grosso e forte a cui ti appoggi quando sei in difficoltà o quando c’è bisogno di alzare il pallone. Di più. Tevez e Llorente garantiscono anche nuove soluzioni offensive: l’azione solitaria dell’argentino o il cross per lo spagnolo.

Se a questo aggiungiamo il fatto che Conte ha detto di aver trovato “la quadra con Marchisio lì in mezzo, anche il titolare del ruolo è Andrea”, ecco servito il godimento allo stato più puro.

Dodicesima vittoria consecutiva, una pagina di storia scritta, e sarebbe pure record assoluto in Serie A, tranne che in un torneo aziendale organizzato da Moratti il buon Mancini fece meglio, però in un contesto surreale e falso. Un plauso all’onestà intellettuale di Mihajlovic che ai microfoni ha dichiarato “il pareggio sarebbe stato bugiardo, Juve troppo superiore”. In effetti, la Juve ha fatto tutto da sola: autogol e immensa distrazione sul gol di Gabbiadini. A proposito: dopo Berardi, faremmo bene a osservare questo ragazzo dal tiro maledetto. Chiedere a Buffon i dettagli.

Martedì c’è la Roma, il tranello più pericoloso di tutta la stagione perché da una parte c’è una Juve che potrebbe sentirsi fin troppo forte e rilassata, dall’altra dei ragazzi che hanno già fatto vedere occhi di una violenza agonistica impressionante. Sarà un bel match, sperando che tutta la rabbia giallorossa sia riversata nel gioco. E solo nel gioco.

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Sampdoria-Juventus 0-1: sfatato un tabù

Sette lunghi anni prima di tornare a urlare contro la Sampdoria. Avversario tosto, molto tosto. Soprattutto perché Delio Rossi ha dato alla sua Sampdoria un’organizzazione tattica che ha innervosito la Juve di Conte.

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Ma la classe ha avuto la meglio. Quella strana non-logica del mondo del calcio è stata abbattuta dalla fredda superiorità tecnica degli uomini bianconeri. Il gol che regala i primi tre punti di questa stagione è un gioiellino degno dei migliori giocatori di PlayStation.

Si è scaldato a lungo Llorente e proprio quando lo spagnolo si è alzato dalla panchina, Vucinic si è messo a giocare. E’ da una sua incursione sulla sinistra che nasce la giocata decisiva: Pogba (servito da Vidal) si è infilato nello spazio aperto dal montenegrino e ha dato un cioccolatino a Tevez. Ma per la stragrande parte del match Mirko si è fatto letteralmente odiare un po’ da tutti. Ciabatte infilate, scarpini nello spogliatoio e indisponenza a tonnellate. Si dia una mossa velocemente perché Llorente, a detta di Conte, è ormai pronto.

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E certo Tevez è in crescita. Pensate cosa potrà fare quando si sarà inserito perfettamente negli schemi di Conte e avrà raggiunto il 100% della condizione fisica. Cinico come solo i grandi argentini sanno essere, pronto per lottare, buono per ricevere ogni tipo di pallone. Sono del parere che andrebbe innescato più in verticale, ma ci sarà tempo per vedere simili giocate. Intanto, 2 partite e 2 gol. Questo pesa un macigno.

Pirlo detta legge, con un po’ meno vigore, ma siamo solo agli inizi. Accanto a lui due giganti, due a cui il contratto andrebbe fatto firmare col sangue e per la vita. Pogba e Vidal, i due elementi imprescindibili della Juve di Conte e di qualunque formazione vogliate mandare in campo. Qualità da capogiro, quantità che nemmeno quelli del football americano. Loro regalano il gol a Tevez, loro costruiscono e toccano ogni pallone che passa dalla metà campo bianconera.

Fino al gol la Juve è apparsa comunque un po’ impallata. Nel primo tempo pochissime occasioni da rete. Sicuramente pochissime occasioni limpide. Qualche magone per le accelerazioni di Gabbiadini (teniamolo d’occhio) e qualche inserimento di Obiang (teniamo d’occhio pure questo ragazzone). Con un Barzagli che dopo due anni perfetti sta peccando di piccole incertezze: nulla di che, l’infortunio patito fa ancora male a uno che ha superato i 32 anni.

Nella serata che vede cadere fragorosamente il Milan, la Juve non casca nel tranello doriano. Applica la lezione di capelliana memoria, intasca i tre punti e aspetta la Lazio per una rivincita tutta da gustare.

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In scia alla Sampdoria

Sabato si comincia. Si è già cominciato per la verità, ma sabato si comincia a fare sul serio anche in campionato. Prima tappa di un lunghissimo percorso. Non promettiamo nulla, perché non si promette nulla tranne una cosa: il massimo impegno. Vinca il più forte. Come diceva l’Avvocato: “sono fortunato perché spesso la più forte è la Juve”.

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Affronteremo un avversario ostico, rognoso. Organizzato come lo sono le squadre di Delio Rossi, rognoso come lo sono le squadre di Delio Rossi. Con un Gabbiadini in più.

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Manolo, attaccante molto più vicino a una seconda punta molto tecnica, è in rampa di lancio per una grande stagione che potrebbe consacrarlo nel calcio che conta. Un precampionato bollente, condito da gol e prestazioni molto positive. E’ nostro, lo controlliamo noi, ma ce lo ritroveremo di fronte. Con calma, con attenzione, disinnescheremo tutto.

Tornando all’impegno, sarebbe ottimo ritrovare lo spirito della Supercoppa e siamo certi che gli occhi saranno gli stessi: aggressivi, con la voglia di confermarsi e anzi di stupire ancora. Cattivi agonisticamente, ancora più in palla, tecnici, propositivi. Con questi ingredienti, visto gli ultimi due anni, nessun avversario potrà resistere a lungo.

Sampdoria, poi Lazio. La formazione, in entrambi i casi, sembra fatta. Un po’ perché le gambe devono girare a mille, un po’ perché Conte manda in campo sempre la formazione più competitiva. Piuttosto c’è da aspettarsi un primo impiego di Llorente: a mio parere può tornare molto utile.

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Serie A 2013/2014: partenza pazzesca per la Juve

Chissà che ne penserà Aurelio De Laurentiis (non presente: nessun motorino nei paraggi!) , ma certo i sorteggi sulla carta mettono un po’ di ostacoli alla Juve di Antonio Conte.

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Si parte in casa della Sampdoria, la squadra che più ci ha fatto soffrire lo scorso campionato. Sarà una rivincita certamente, sarà una vendetta calcistica. Con Manolo Gabbiadini che vorrà certo ben figurare contro la squadra che ne controlla il cartellino.

La seconda giornata vede la Juve impegnata contro la Lazio a Torino. Un remake di quella che sarà la sfida in Supercoppa Italiana. Partita delicata.

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Così come è delicata la supersfida contro i nerazzurri alla terza di campionato. Troppo presto?

Poi tocca al Verona dell’ex Toni. Quindi Chievo e alla sesta ecco il derby.

Domani pubblicheremo l’intero campionato bianconero. Intanto… come inizio non c’è male. Go Juve!

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