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Tag: gabriel-appelt

Juventus-Aygreville 7-1: occhio ai giovani, ecco quali

La seconda Juve di Antonio Conte è finalmente scesa in campo inaugurando le sfide della stagione 2012/2013. Solita prima sgambata, a pochissimi giorni dall’inizio degli allenamenti, fra gambe pesanti, la conferma del modulo 3-5-2 e l’ingresso di tanti giovani interessanti.

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In linea con le scelte di mercato, con un Paratici molto attivo a rintracciare i migliori giovani in Italia, ecco allora che i riflettori erano tutti per i nuovi arrivati. I nuovi arrivati in senso assoluto (Boakye, Masi, Leali) o i nuovi arrivati in prima squadra (Bouy, Appelt, Padovan). A questi sono aggiunti molti giocatori che hanno fatto grande la Juve la scorsa stagione: da Vidal (che ha guidato i giovani) a Lucio (che ha ripetuto un rito che sembra propiziatorio per la buona stagione: l’errore clamoroso!), da Vucinic a Quagliarella, passando per Matri, De Ceglie e i calibri da novanta come Asamoah.

Valutazione del mercato e di chi già c’era!

Ok, giù la maschera: chi ha deciso di seguire la Juve nella sua prima stagionale era motivato dalla curiosità impellente di vedere all’opera Asamoah. Il ghanese, reputato uno dei migliori acquisti insieme a Giovinco dai nostri lettori, si è inserito alla perfezione nello schema 3-5-2. Ha coperto il ruolo di Marchisio ereditendone il principale obiettivo: appoggiare gli attaccanti con continui inserimenti in area di rigore. Da tre di questi inserimenti di assoluta qualità sono arrivati un assit importante sciupato da Quagliarella, un tiro di poco a lato e il rigore trasformato da Vucinic. Ottimo il dinamismo, ottima la capacità di recupero palla, con in un più quella cattiveria che servirà tantissimo per difendere il titolo di Campione d’Italia.

Nella mia personale classifica trova l’argento Alberto Masi: signori, giù il cappello per Fabio Paratici. Sceso in campo col numero 5 che fu di Porrini, questo ragazzotto ha dimostrato una personalità e una classe innata. Schierato nel centro destra della difesa a tre, Masi si è disimpegnato alla grandissima nelle uscite palla al piede e ha tenuto in maniera ordinata la posizione. Buono l’anticipo, ottima la fisicità, con un’idea di inserimento che dovrà essere rivista, ma che è sintomo di grande sicurezza nei propri mezzi.

Il reparto difensivo è praticamente completo, con un duttilissimo Caceres ieri in posizione di centro sinistra nella difesa, ma converebbe valutare ancora meglio questo ragazzino: andrà via in prestito, ma tornerà molto presto per rimanere molti anni in bianconero. Davvero sorprendente.

Buona la prova di Marrone: forse le gambe pesano un po’, ma nel ruolo di Pirlo ha cercato di dare respiro alla manovra. Forse qualcuno dimentica che Pirlo non ha eguali e perciò serve a poco tentare di metterli a confronto. Luca Marrone sta crescendo, con Conte che ha in lui immensa stima. In un contesto differente dalla prima sgambata stagionale può risultare utile, come peraltro già fatto nella stagione appena terminata. E con lui buona la dedizione di Padoin per il quale però pesa un giudizio francamente oggettivo: non è da Juve, non può essere da Juve e quindi si attende solo l’offerta giusta per lasciarlo partire.

Già in palla Simone Pepe, uno dei migliori fisicamente insieme a De Ceglie e Lichtsteiner (con lo svizzero praticamente già in forma campionato). Si è tanto parlato sul suo conto, ma crediamo in una sua secca riconferma: per Conte sarà prezioso. Probabilmente De Ceglie non ha un valido sostituto e lì si sta cercando di intervenire: forse Armero, forse il ritorno di Estigarribia (un notizia odierna parla di una Juve “col senso di colpa”).

L’attacco poggia sul talento di Mirko Vucinic, a tutti gli effetti un vero top player. Accanto a sé ha bisogno di un uomo molto tecnico col quale dialogare sullo stretto. Perciò si è trovato bene con Quagliarella e si troverà benissimo con Giovinco. Rischia di trovarsi a meraviglia con uno tipo Van Persie o Jovetic: questo la Juve lo sa e infatti Marotta sta lavorando sotto traccia per regalare a Conte il definitivo salto di qualità.

Da sottolineare però l’imprecisione sotto porta: un po’ Quagliarella (per il quale questo può essere davvero il primo anno in bianconero con Conte) e un po’ Matri hanno sciupato troppo contro l’Aygreville. Il campionato e la Champions non permettono simili percentuali realizzative. Paradossalmente la migliore figura l’ha fatta Boakye: se avete seguito la nostra diretta Twitter non vi sarà sfuggito come uno dei bersagli di battute positive sia stato proprio Richmond Boakye. Alto, forte, veloce, agile e molto tecnico. Bel gol, grande tacco, altre accelerazioni importanti. Prestito? Sarà prestito? O riuscirà a convincere Conte per tenerlo come quinto attaccante? Crediamo che ciò dipenda molto da chi arriverà in attacco.

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I giovani bianconeri: un patrimonio importante

Nel secondo tempo il terzetto difensivo era composto esclusivamente da Primavera. Una media età spaventosa, ma l’età conta poco quando c’è la classe. Dopo Sorensen (ora al Bologna) un altro biondone. Si tratta di Magnusson e anche qui antenne dritte: forte fisicamente, ma molto agile, con la giusta serenità quando ti trovi a ricoprire quel ruolo. Mai scomposto, sempre attento. Certo, gli avversari non erano fulmini di guerra, ma i fondamentali sono ottimi.

Da almeno due anni parliamo, di tanto in tanto, di Gabriel Appelt. Mi stregò in una partita diventata storica, quella in cui annullò Ronaldinho. La Juve lo prese e lo ha fatto maturare agli ordini di Baroni che però gioca a 4 a centrocampo. Per quanto mi riguarda è lui il vero erede di Pirlo: piedi da brasiliano, serenità palla al piede e una buona fisicità. Vorrei rivederlo ancora, magari con a fianco i papabili titolari bianconeri e certo conviene insistere su questo talento brasiliano. Ha la regia nel sangue e nel 3-5-2 pare trovarsi a meraviglia. Perso Verratti… forse l’erede di Pirlo ce l’abbiamo veramente in casa.

E così occhio a Bouy: va disciplinato a livello tattico, ma tecnicamente nulla da eccepire. Peccato non averlo visto all’opera col tiro dalla distanza: il sinistro è fatato, potente e preciso. Purtroppo per lui, specie con l’arrivo di Pogba, non ci sarà spazio nella Juve così andrà a cercare fortuna in prestito. Analogo discorso per Padovan: la categoria giovanile non sempre dice tutto su un attaccante. Ha i numeri dalla sua parte, ma il calcio professionistico è tutt’altra cosa. Come per Immobile è fondamentale trovare la squadra in grado di valorizzarlo.

Squadra già trovata per Leali. E’ il nuovo Gigi Buffon? E chi l’ha visto all’opera? Zero tiri, zero parate. Il Crotone lo avrà per un intero anno e la Juve lo seguirà molto attentamente. E’ giovanissimo, ma Buffon non mollerà facilmente. Valutiamolo, vediamo cosa accade e come si comporta e affidiamogli la porta quando SuperGigi smetterà di giocare.

Conclusioni

L’anno scorso un clamoroso errore di Pirlo regalò il primo colpo al cuore ai tifosi bianconeri: dopo 3 minuti eravamo sotto nella prima sfida stagionale. Lucio è riuscito a fare anche meglio: 43 secondi per andare in svantaggio. Si può usare l’ironia, ma certo non darete a questo errore un peso che non ha? Lucio in difesa ci serve e infatti dopo ha comandato bene il reparto arretrato. Attenzione a non dare giudizi affrettati: il ragazzo 34enne è appena arrivato a Chatillon, ha iniziato da poco la preparazione. E’ stato solo un rituale: l’anno scorso ha portato bene, speriamo lo stesso quest’anno.

Antonio Conte è sembrato piuttosto tranquillo a bordo campo. Fin troppo evidente che si punterà sul 3-5-2 e sul 4-3-3 (che metterà in pratica nel Trofeo TIM). Attende un uomo dal mercato per il reparto avanzato (“l’anno scorso eravamo cinque, io ne conto quattro” la sua frase) e forse si aspetta un rinforzo per la fascia sinistra. Non dimentichiamoci che mancano i 7 nazionali, gente del calibro di Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo, Marchisio e Giaccherini. Ha in Vucinic e Giovinco gli astri che illumineranno il gioco offensivo. Massima fiducia nell’allenatore più bravo d’Italia.

Siamo partiti, nel tentativo di ripetere l’annata e fare qualcosa di più. C’è una Champions da giocare e un’imbattibilità da difendere.

Di seguito alcune foto della prima uscita della Juve.

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Torneo di Viareggio 2012: Juve in semifinale

Contro il Parma, toh il destino! La semifinale che darà accesso alla finalissima del Torneo di Viareggio 2012 sarà Juventus-Parma.

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I ragazzi di Baroni si sono conquistati sul campo… toh, il destino… questo diritto battendo il Club Guaranì.

Uno sfogo deve essermi concesso. Guardo da sempre il Viareggio, cioè da quando hanno deciso di trasmetterlo in TV. Lo seguo perché mi piace la filosofia, perché anche io ho giocato a calcio da piccolo, perché credo sia il calcio più bello, più vero, dove la passione di tanti ragazzi con un sogno, tutti lo stesso sogno, la fa da padrone a contratti, sponsor e soldi in banca.

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Ecco perché non capisco l’aver invitato il Club Guaranì. Hanno fatto sfracelli in questo torneo e non nel senso tecnico del termine. Credo abbiano in parte falsato, o almeno pesantemente condizionato il loro girone di qualificazione. Volgari e maledettamente provocatori, cattivi ai massimi livelli. Esiste un termine, ma è poco elegante, e quindi non lo scriverò, ma è quello che penso di loro. Calci e calcioni, manate e perfino sputi in faccia. E’ questo il torneo che dovrebbe edificare?

Per fortuna Mister Baroni deve essere proprio una bella persona: più che dispensare consigli tattici, per 90 minuti ha incessantemente pregato di non rispondere alle provocazioni e al fischio finale ha letteralmente raccolto giocatore per giocatore rinchiudendoli in una sorta di recinto umano vicino la panchina bianconera. Questo per evitare la rissa che è quasi scoppiata contro il povero arbitro. Mi auguro di non rivedere più una simile formazione.

Per il resto, una Juve che è andata sotto, sorpresa da in contropiede, e che poi ha mostrato la solita maturità. Ottima velocità in fascia, con buona tecnica dei vari De Silvestro e Beltrame, e chi dei centrocampisti si allarga per tentare di sfondare. Ottimi i centrocampisti centrali, specialmente i due nuovi acquisti Gabriel Appelt e Bouy. Che gran gol quello dell’olandesino che ha chiuso i conti sul 3-1. Dopo il gol l’espulsione di Padovan: per aver calciato la palla già finita in rete. O forse per aver detto qualcosa al portiere avversario che l’ha rincorso minacciosamente per un paio di metri. Brutte scene, davvero brutte indipendentemente dalla maglia indossata.

E ora in semifinale il bomber Padovan non ci sarà, e purtroppo nemmeno il talentino Ruggiero infortunato (ne avrà per 40 giorni). La Juve è ancora presente, mentre altre formazioni, le solite, sono già abbondantemente fuori… toh, il destino!

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Torneo di Viareggio: Juve ai quarti

Beltrame sul dischetto. Rincorsa, tiro e goal. Che vale la qualificazione. La Juventus avanza nel Torneo di Viareggio e attende il sorteggio.

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Più difficile del previsto, gli uomini di Baroni hanno avuto la meglio del Vicenza soltanto dopo i calci di rigore.

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Andata in svantaggio su un rigore del Vicenza, la squadra ha saputo reagire con maturità. Ragionare, ragionare, ragionare. Il tasso tecnico era evidentemente più elevato: Gabriel Appelt fatica a inserirsi nei meccanismi, mentre l’altro acquisto è stato lasciato a riposo (Bouy). Pareggio che arriva sul finale di primo tempo con un grandissimo tiro dalla distanza di Beltrame. Nel secondo tempo scambio di maglia: a centrocampo si piazza l’olandese arrivato dall’Ajax, fuori il brasiliano che si rifarà di certo.

Ironia della sorte a decidere la sfida sono i due ragazzi andati in gol nei minuti regolamentari: Pastorino, che aveva realizzato il momentaneo 1-0, si farà parare il penalty, mentre Beltrame non perdona.

Ora i quarti dove non ci sarà l’Inter eliminata dal Parma. Certo che a Milano… 

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Juve: non comprare per forza!

Dopo il no secco di Cellino per Nainggolan voglio lanciare un pensiero.

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Siamo sicuri di dover comprare per forza? Dopo Borriello e Caceres, necessari per le idee di Conte, ora toccherebbe al centrocampista. Il belga sarebbe perfetto, ma Cellino ha dato picche. Mi ha piuttosto infastidito e fossi in Marotta mollerei del tutto la pista. Ci sono tantissimi altri centrocampisti al mondo, che Cellino lo venda altrove.

E se non Nainggolan, dopo aver praticamente mollato Guarin, ecco che la Juve si trova la lista della spesa vuota. Vuota perché non considero Palombo e Pizarro alternative a Guarin e Nainggolan. Sono giocatori molto differenti e fra i due io prenderei solo il cileno a patto di non pagare nemmeno 1 euro per il cartellino e di usarlo esclusivamente come vice Pirlo.

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Comprare per comprare? Assolutamente no, meglio tenersi Marrone e farlo crescere, magari fare un tentativo forte per Montolivo che costerebbe anche meno del cagliaritano. O ancora far esordire Appelt, o buttare nella mischia Bouy di cui si dice un gran bene. Oppure fare uno sforzo, se è quello il rinforzo che serve, e andare all’estero, tentando di giocarsi bene le carte Elia e Krasic. Ancora 24 ore e vedremo cosa Conte e Marotta avranno partorito.

P.S.

A questo punto non capisco la trattativa che ha portato metà-Immobile al Genoa. Perplesso, molto perplesso.

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Gabriel Appelt Pires è della Juve: è ufficiale

Ora è anche ufficiale: Gabriel Appelt Pires è un giocatore della Juve.

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Il brasiliano, molto promettente, entrerà a far parte del progetto bianconero. A questo punto, confermato Pazienza da Antonio Conte, difficilmente soffierà il posto a Marrone (su cui lo stesso Conte crede molto) e quindi andrà a giocare in prestito. Ma il ragazzo merita tanta attenzione per le doti tecniche e fisiche.

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Gabriel Appelt, talento brasiliano al servizio di Antonio Conte

Ha annullato Ronaldinho e possiede una visione di gioco non indifferente. Grande talento brasiliano, un centrocampista atipico in grado di operare brillantemente nelle due fasi: costruzione e interdizione. Piedi da trequartista, buon fisico, lunghe gambe, grande sinistro, per certi versi assomiglia al primo Redondo, quando in Spagna non seppero decidere se fosse più trequartista o più centrocampista.

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Gabriel Appelt Pires sbarcherà in settimana a Torino, insieme al fratello.

E’ uno dei migliori ’93 brasiliani, ma il suo acquisto è passato in sordina. In realtà doppio acquisto: dal Resende la Juve ha infatti prelevato i due fratelli Appelt.

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Difficile tenerlo in rosa, a fare panchina. Certamente sarà girato in qualche squadra di Serie B a farsi le ossa, consci di aver preso un potenziale talento.

Ecco alcune immagini.

 

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