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Calciopoli: la Gazzetta a capo di tutto

E’ ripartita alla grande la campagna pro Calciopoli. A capo di tutto, come al solito, l’house organ di chi l’antijuventinismo l’ha eletto a propria prima filosofia di vita. Di fatti nemmeno l’ombra.

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Escono le motivazioni del secondo grado del Processo Calciopoli e i mitici copy della redazione scelgono con oculatezza le parole da mostrare sulla prima pagina del giornale. Questo accadeva ieri. Oggi, invece, spazio a Moratti che grida al mondo “smascherati i colpevoli”. Onestamente ci arrendiamo: troppo bravi, bravissimi. Tanto quanto la disonestà che praticano ogni giorno.

La verità, l’unica verità, la conosciamo bene. Non ci sono prove, anzi ve ne sono di segno contrario rispetto alle accuse infamanti di quel 2006. Non solo: non esiste la Cupola, come già archiviato nel Processo GEA e già nel primo grado di Calciopoli. Di più: per Moggi e per pochi altri ancora in gioco, le pene si sono sempre più ridotte a causa della demolizione del castello accusatorio.

Non basta.

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Le prove sui sorteggi sono piuttosto chiare, ci dispiace ripeterlo: tutto regolare, non è stata avvistata né riconosciuta né provata alcuna irregolarità. Così come le griglie: Moggi ci prova, non le azzecca, mentre altri personaggi e dirigenti riuscivano effettivamente a manovrarle.

Capitolo intercettazioni: in oltre 181 mila files, nemmeno una telefonata che incastra Moggi con un arbitro. Ve ne sono, invece, di un tale Facchetti che chiede, fra le tante telefonate poi ritrovate, di aggiustare una certa statistica con un arbitro (cosa poi effettivamente verificatasi).

Sempre dai dispositivi e dalle sentenze leggiamo di un campionato regolare, quello 2004/2005, e un campionato nemmeno lontanamente sfiorato dalle indagini, quello 2005/2006. Scopriamo invece che i famosi 3 saggi non avevano benedetto per nulla le mosse dell’ex membro del CdA dell’Inter tale Guido Rossi, anzi avevano espresso parere contrario all’assegnazione dello scudetto a una squadra su cui pendevano grossi dubbi.

Ma la cosa più assurda è che in questa faccenda la Juve ne esce sconfitta due volte: per la violenza subita nel corso di Farsopoli, mediatica e a livello di giudizio, e per il fatto di essere stata riconosciuta non colpevole nonostante il sentimento popolare.

L’unico attore a capo di tutto resta la Gazzetta. Ma non pagherà mai le proprie colpe. Esiste proprio per questo, e altri scopi.

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Dopo le polemiche, finalmente in campo

La polemica è l’arte di dire ciò che in realtà dovresti. Non so se è una frase fatta, non so nemmeno se qualcuno l’ha già pronunciata, ma di certo vale se parliamo di Juve e di stampa.

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Ma finalmente arriva il campo. Campo su cui la Juve ha sempre dimostrato tutto quanto poteva dimostrare. Campo che dice sempre la verità, al contrario di certi beoti tifosi travestiti da opinionisti.

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Il tour de force obbliga Conte a dotarsi di tutti i ragazzi a disposizione. Nonostante la panchina non stia rispondendo alla grande, è opportuno cambiare di volta in volta i titolari per non far scoppiare alcuni giocatori.

Massima curiosità per i continui cambi in attacco, dove ci sono due coppie: Tevez e Osvaldo, poi Giovinco e Llorente. Nelle gerarchie di Conte restano ai primi posti Tevez e Llorente, ma proprio Osvaldo rischia di darci una mano significativa in questa seconda parte di stagione.

Dopo nemmeno 72 ore dalla sfida coi turchi, ecco il Milan di Clarence Seedorf. #ersistema ha deciso così, ma non ditelo alla Gazzetta e al Corriere dello Sport…

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La supermoviola? No, “parliamo di calcio”

Parliamo di calcio. Ora che non conviene a nessuno. Ora che conviene a tanti. Parliamo di calcio.

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Dai microfoni della radio a quelli della TV, passando per l’inchiostro sciupato nei giornali di ogni mattina. Polveroni, episodi nascosti, trafiletti, sommarietti opportunamente scritti. Da Varriale a Porrà, dai moviolisti Sky a quelli Mediaset. Parliamo di calcio?

Ci sta provando Conte. Da almeno tre anni, fin quando non sbotta come l’altro giorno contro la D’Amico. Fin quando non se ne può più. Il limite della pazienza e dell’educazione lo stiamo spostando sempre più in là, sempre più distante, fissando record mondiali inimmaginabili.

Il giochetto di istigare solo quando fa comodo a certi personaggi regge sempre in Italia. Solo in Italia.

Parliamo di calcio? Ok.

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I centimetri di Asamoah contro il Genoa sono ancora in fase di analisi. Intanto è passato il concetto che la Juve rubba, continua a rubbare. Solo che in quella domenica ci furono i due aiutoni al Napoli. Chiamiamoli aiutoni. Nessun motorino ha permesso però a De Laurentiis di scappare. Con Benitez che urlava ai microfoni “Napoli aiutato? Non scherziamo!”. E chi scherza, caro Rafa?

Già ieri sera non scherzavamo quando chiedevamo lumi sul rigore non dato a Cuadrado. Per dirla come i nostri amici tifosi antijuventini hanno fatto, e fanno, da anni: due piccioni con una fava, cioè favore al Napoli che ha portato a casa i tre punti e favore al Milan che Cuadrado non se lo ritroverà contro. Il Milan che si lamenta per la gestione arbitrale dei match: l’assenza di Meani pesa, a quanto pare. Perciò la colpa è di Parolo che anziché tirare da 40 metri ha fatto il furbo tirando da 38, mentre Montolivo continua a picchiare imperterrito senza possibilità di vedere sventolato il cartellino color rosso.

Eppure stamattina la Gazzetta non ha titolato “Napoli non così!”, né i tifosi hanno esclamato parole quale “scandalo”, “vergogna” e via così. Senza Juve, questa parole fanno poco effetto. Fanno vendere pochi giornali. Fanno meno numeri in tv e fanno fare meno caffè ai bar.

E mentre Rolando dà UNA MANO all’Inter di Mazzarri che continua a lamentarsi degli arbitri, episodio passato in sordina, qualcuno fa notare come la Fiorentina sia massacrata dagli arbitri (ma guai a far notare che il rigore contro la Juve non c’era, secondo il regolamento; e guai a far notare che Aquilani andava espulso). Campionato già deciso, dice qualcuno. Da chi e per chi è questione ancora ignota, almeno fino a quando Conte non prenderà la vetta del campionato. A quel punto sarà chiaro il “chi”.

Resta un dettaglio: “alla Juve manca un rigore: netta la spallata su Tevez” (fonte: Gazzetta dello Sport). Ma è un dettaglio: il rigore non concesso è solo per sviare le indagini. E poi… parliamo di calcio.

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Agnelli e Jakartone? Altro che battuta

Stamattina, ma già ieri sera, tutti scatenati contro Agnelli. Nonostante a Moratti fosse stata consegnata prima (e pare ci abbia riso su), la battuta di Agnelli è il miglior pretesto per andare giù duro contro la Juve.

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Stamattina l’house organ Gazzetta dello Sport ha dedicato le prime tre pagine alla vicenda. Il nuovo Papa ne ebbe solo 2 di fogli rosa. Indizio più che sufficiente per capire che Agnelli ha toccato un nervo scoperto.

Che poi di battuta non si tratta affatto. Il cartone l’Inter lo ha conquistato fuori dal campo, con un’operazione degna dei libri di Le Carré. Un gioco di spie, un gioco sporco, fra un Guido Rossi eletto a capo supremo del calcio italiano, appena dimissionario dal CdA nerazzurro, e fra un Palazzi che doveva architettare regole non previste dal Codice di Giustizia Sportiva. Senza contare le strane storie sui bilanci taroccati e sul marchio Inter. Storie che conosciamo benissimo, ma che l’onesta stampa locale non ha mai raccontato.

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Agnelli, alla lettura di alcuni sproloqui sull’onestà di Moratti, ha sbottato. Semplicemente, normalmente, come si conviene fra gente che ha dovuto faticare per riportare in alto una storia e un marchio reso vittima dell’imbecille goduria italiana nel tormentare la Juve.

Una semplice battuta che racconta una triste storia italiana. Che racconta di un articolo 6 mascherato per 6 lunghi anni e oggi prescritto. L’unico illecito di Calciopoli è a firma Moratti, nascostosi dietro Facchetti.

Carta, cartone e merda. Non è una battuta: sono fatti, finalmente accertati dal Tribunale.

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Cara Juve, tira una bruttissima aria

Fa freddo, ma i miei brividi non riguardano le condizioni meteorologiche. Riguardano l’aria che tira qui in Italia. Una sinfonia magnifica quella suonata da Conte e i suoi ragazzi al Celtic Park. Un0 0-3 fuori casa netto, superbo, caparbio. Con quel meraviglioso “T’ammazzo!” rivolto a Bonucci quando mancavano pochi secondi alla fine della partita. Un gesto sublime, di una forza paurosa: la forza di chi ancora non è sazio per niente!

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A questo, che in Italia è fastidio, non certo orgoglio per chi ha il fegato rovinato da mesi di bocconi amari ingoiati domenica dopo domenica, aggiungo il brutto infortunio a Milito (forza e coraggio, Diego!) che inguaia l’Inter, aggiungo pure il bluff di Mazzarri che all’Europe League non ci ha mai tenuto, aggiungo la partita di questa sera del Milan… sì di venerdì, perché la Lega vuol bene alle squadre che giocano in Coppa. Ma, aspetta un momento: la Juve la mandano di nuovo di sabato? Dopo aver giocato di sabato la scorsa settimana e di martedì in coppa? Mmmh, brutta storia.

E poi aggiungo pure il silenzio su Fuentes. E le non risposte: Milan potrebbe significare in fondo qualsiasi cosa. Un nome di persona, una squadra dilettantistica di ciclismo di seconda categoria (che però si rifornisce come fosse una corazzata di 40 persone), persino una sigla. Magari, studiando per bene le singole lettere la Gazzetta riuscirà a ricondurre il nome Milan alla… Juve, perché no?!? Qualche collegamento dovrà pur esserci.

E per insabbiare il caso la RAI torna a parlare di doping associandolo proprio ai bianconeri. Ma quanto deve essere dura sotterrare la propria dignità di professionisti dell’informazione per garantirsi il pane quotidiano scrivendo cazzate? Chissà se allo specchio questa gentaglia con la tastiera e la penna velenosa riesce a guardarsi senza provare un senso di schifo e ribrezzo. Chissà.

Perché il doping alla Juve è un’associazione puramente fantasiosa. Esiste un Processo, esistono delle carte.  Nessuno le ha mai lette, ma tutti ne parlano. E’ il nostro modo mediocre di affrontare le cose qui in Italia: sparlare, inventare, fantasticare. Doping. Proprio ieri poi che ricorreva il nono anno dalla scomparsa di Marco Pantani. Esiste un termine per caratterizzare i giornalisti che lo hanno massacrato fino a portarlo alla morte: bastardi!

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Il giornalismo sportivo italiano è bastardo, termine molto poco onorevole e perfettamente integrato col lavoro che compiono questi giornalai.

Così, nell’ordine: il Milan può decidere di giocare quando gli pare, perfino cambiare arbitro quando si sente più al sicuro con un Doveri per esempio; la Juve è in balia di un calendario che per legge dovrebbe essere modificato (chi gioca in Coppa riceve solitamente un trattamento di favore, proprio per spirito campanilistico e per una logica davvero elementare); la RAI torna a macinare sul doping, quando in realtà dovrebbe aprire una indagine sia pur giornalistica sul Milan e gli appunti del Dottor Fuentes (questo al mio paese si configura come prova: ora cerchiamo quelle a discolpa!); la Gazzetta torna a calcare la mano sul Calcioscommesse infilando Conte laddove possibile.

Per non dimenticare che i cori su Balotelli li sentono tutti, ma i cori su Heysel e il coro “se saltelli muore un altro Agnelli” non se li fila nessuno. Come se fosse una gara a chi è più imbecille e in questo caso stanno comunque vincendo gli altri, non certo noi. In Scozia ci siamo andati per tifare e siamo tornati carichi a molla per una prestazione magnifica. Altri accoltellano, invece.

Infine, e qui godiamo davvero tanto, riusciamo finalmente a capire il motivo per cui hanno arrestato Cellino. Quello che qualcuno aveva eletto a martire dei bianconeri per le questioni di stadio e non si sa bene di preciso cosa, ma l’importante è dar contro alla Juve. Domani pubblicheremo tutto. Se Cellino è dentro, ma uscirà presto, Preziosi resta ancora fuori nonostante l’ennesimo fattaccio.

No cara Juve, tira una bruttissima aria. E io ho i brividi. E il meteo non c’entra nulla.

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Gegic, il killeraggio su Conte, il giornalismo sciacallo

L’Italia è un Paese straordinario, ma nella straordinarietà si nascondono pure concetti davvero imbarazzanti, ai limiti della legalità. Gli italiani sono persone che vivono costantemente fra la correttezza e l’istinto criminale: almeno è così che vogliono dipingerci coloro i quali non dovrebbero avere diritto alla scrittura, alla scrittura di informazione. Perché l’informazione in Italia è ormai cosa vecchia, non più esistente. L’informazione è di chi sa cercarsela attraverso i nuovi mezzi: uno di questi è la rete ed è per questo che la rete fa paura a chi intende controllare l’informazione.

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Gegic ha finalmente parlato. Chissà come fa la Gazzetta ad avere canali preferenziali con questa gente, chissà… Dio li fa e poi li accoppia?

Gegic ha finalmente parlato e purtroppo per l’Italia antijuventina ha detto cose molto interessanti. Fra tutte quella di non conoscere Conte e quella di essere stato contattato per parlare di Conte. Ma “io Conte non lo conosco e ho rifiutato l’offerta di andare in TV”: già, andare in TV. Qui scattano le domande, ma prima delle domanda un’altra rivelazione: “in Italia chi muove i fili di tutto è uno grassottello e pelato, sui 60 anni“. Vediamo chi potrebbe essere uno grassottello, pelato, sui 60 anni. Spazio alle immagini:

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Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni...

Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni…

Vuoi vedere che Conte aveva ragione quella sera del 25 febbraio 2012 al rientro dal primo tempo di un Milan-Juve di campionato? E guarda caso, date alla mano, i guai di Conte sono cominciati due giorni dopo quel litigio, quel proferire la più palese e cristallina delle verità. Il silenzio attorno a Gegic e a questo suo descrivere “chi muove i fili di tutto” sembra essere una conferma.

E Conte riconferma un pensiero condiviso da tutti, anche da quelli antijuventini che però hanno paura a dire quello che pensano:

Ma allora c’era qualcuno che voleva farmi fuori… Se questa estate avesse detto qualcosa su di me come sarebbe andato a finire il processo… Voglio sapere se ha detto la verità, chi c’era dietro. Non si può far nulla?

Caro Antonio, in Italia non si può far nulla se chi muove i fili ha a disposizione la TV e i giornali, controlla gran parte delle redazioni e ha un’influenza pressoché totale su chi comanda il calcio italiano. Si può solo continuare a giocare come la Juve sta facendo… con un po’ di grinta e qualità in più, rasentando cioè la perfezione. Mancherebbe giusto quel top player in attacco, ma chi muove i fili sarà d’accordo?

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Direttore Jacobelli le faccio osservare che…

Gentile Direttore Jacobelli,

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su questo blog l’abbiamo stimata per quanto osservato sul Calcioscommesse e sul caso Conte, ma abbiamo qualche segnalazione in merito a uno dei suoi editoriali sul sito Calciomercato.com. L’articolo in questione è il seguente, del quale estraiamo solo la parte che ci lascia particolarmente perplessi:

Casta vigliacca: giornalisti in galera, censura Internet. Calciopoli e altri scandali non sarebbero mai venuti a galla

Secondo le migliori tradizioni di una Casta vigliacca, ieri in Senato, con il voto segreto è stato approvato l’emendamento presentato da Lega al disegno di legge sulla riforma dei reati a mezzo stampa che prevede il carcere per i giornalisti. Hanno votato a favore in 131, contrari 94, astenuti 20. Lo schieramento liberticida è stato trasversale, rimpolpato dai rappresentanti di quei partiti i cui scandali e le cui nefandezze vengono quotidianamente denunciati su Internet, sui giornali, dalle tv e dalle radio.

[...] Se fossero state in vigore queste norme al tempo di Calciopoli, questo e altri scandali del calcio non sarebbero mai venuti a galla, il diritto di critica sarebbe stato fortemente limitato, la libertà di opinione sulle magagne pallonare fortemente intimidita.

[Via Calciomercato.com]

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Tutto perfetto, tranne il paragrafetto segnalato. Ci permettiamo di far notare come lo scandalo Calciopoli sia stato artatamente costruito proprio sui giornali in virtù dell’eccessiva libertà concessa agli editori e a chi sta dietro questi editori. Libertà che in realtà diventa ordine e subordine quando si tratta degli stessi giornalisti che di libero non hanno proprio nulla. Per portare a casa lo stipendio mensile ci si uniforma e appecorona serenamente a quelli che sono i pensieri di pochi, gli obiettivi dei soliti.

Calciopoli non è mai avvenuta, è invece avvenuta Farsopoli, costruita opportunamente per soddisfare i molesti desideri delle milanesi e di una società dai colori giallorossi, guarda caso le uniche società che hanno beneficiato da Farsopoli, le uniche mai toccate veramente (se non vogliamo credere alla favola del Milan penalizzato).

Libertà? Magari, libertà di informazione in particolare, libertà di pensiero e di scrittura in particolare, oggettività e obiettività. Ma dove sono queste cose? Non esiste legge che impedisce di raccontare la verità, di dire che Facchetti ha gravemente truffato, che Moratti ha falsificato bilanci e avviato operazioni illegali ormai certificate dai Tribunali Italiani, che Galliani ha illegamente agito per conto del Milan e operando attraverso i suoi subalterni (o dirigenti rossoneri), che i vari personaggi ospitati in RAI e Mediaset sono stati preparati a dovere per raccontare fandonie smentite dai Tribuanli, che Zeman & Co. sono solo fantocci e il campo purtroppo ne testimonia il reale valore domenica dopo domenica.

Sui giornali non leggiamo le notizie che dovremmo leggere: contro la Juve, quando ci sono notizie in questo senso, e soprattutto in virtù della completezza di informazione. Doping del Napoli con un medico indagato, ciò che emerso da Napoli nel Processo Moggi, moviole che funzionano solo quando sono gradite, processi esaltati (contro Conte) e gli stessi processi silenziati (quando si parla di Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Napoli, Ranocchia, Palacio, Cannavaro, Grava, Gianello).

Che tipo di rischio esiste allora dopo questa nuova azione di un Paese davvero poco sano? Il rischio è dentro le redazioni, anzi il rischio è in chi le comanda. Chi controlla RCS? Che tipo di serietà dovrebbe uscire fuori da giornalisti che esultano al gol del Chelsea e dovrebbero informare i lettori sulla partita della Juve? Dove è l’oggettività? Si tratta di cronisti o di scagnozzi della Gazzetta e di altri giornalacci?

Se non ci fosse stata Sportitalia e molti interessanti e coraggiosi blog in giro per la rete (non certo questo) nessuno avrebbe saputo davvero i dettagli della Farsa Conte che continua a stare in tribuna mentre Mauri può regolarmente giocare, mentre l’Inter va in campo con Palacio e Ranocchia e addirittura la Società viene tenuta fuori da un Processo di Calcioscommesse che la vedrebbe imputata per partite falsate (Inter-Atalanta e Inter-Chievo su tutte). Chi risponde a tutti questi dubbi?

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Niente conferenza stampa prima del Pescara: bene così!

Alessio non presterà voce anche questa volta. Né Alessio né altri. La Juve dovrebbe annullare la conferenza stampa prima del Pescara e continuare così a rispondere, col silenzio assordante, alle vigliaccate che provengono dagli organi di stampa e in particolare Gazzetta e La Stampa. Vergogna!

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Da Bramardo al giornalista torinese che hanno esultato al gol del Chelsea agli articoli sempre molto viziosi che ogni giorno si leggono sui vari giornalacci. Davvero un punto molto basso per l’Italia dei professionisti dell’informazione cui la Juve non presterà la propria immagine.

Questo atteggiamento mi trova completamente d’accordo, ma bisogna perseverare e soprattutto rincarare la dose. Per esempio il passo perfetto successivo a questo è il non prestare giocatori alla Nazionale. Abbiamo troppo bisogno dei nostri ragazzi per giorno 20 novembre e per ogni altro giorno in cui la Juve scenderà in campo. Che vincano da soli quelli della FIGC.

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“Preferisco la puttana di tua sorella”. A Gazza offside, Materazzi, un commentatore di stile

Si legge su Pubblicità Italia:

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Parte lunedì 17 settembre, in diretta alle 9:45, la seconda stagione di ‘Gazza Offside’, la trasmissione settimanale di commenti sul campionato di calcio in onda su Gazzetta.it. La novità di quest’anno è la presenza, in veste di commentatore, di Marco Materazzi. Il campione di Germania 2006, che in conferenza stampa ha dichiarato subito il suo schieramento interista, farà le su incursioni a fianco di Alberto Cerruti e Nino Morici.

Se Materazzi farà incursioni, staremo attenti, perché le sue incursioni le abbiamo imparate a conoscere tutti.

Se la Gazzetta dello Sport ha voluto scegliere un commentatore che rappresentasse a dovere la propria linea editoriale, c’è da dire che non ha proprio sbagliato a scegliere Marco Materazzi, Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana per “meriti sportivi”.

Ma quali meriti sportivi? Per averci fatto vincere il Campionato del mondo del 2006 causando l’espulsione di Zidane. Zinedine lo colpì violentemente con una testata al petto in reazione alla famosa frase “Preferisco quella puttana di tua sorella” (fonte La Repubblica). Frase in risposta alla domanda di Zinedine, continuamente trattenuto, che gli chiedeva se volesse la sua maglietta. Talvolta anche i Presidenti della Repubblica regalano onorificenze basandosi sull’apparenza senza informarsi sui particolari.

Un bell’esempio di merito sportivo.

Materazzi commenterà, ma già ha fatto capire come commenterà.  Si leggono su Goal.com le sue prime “sparate” in occasione della presentazione del programma:

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Io non sono mai stato spiato e penso che il fatto che Bobo lo sia stato abbia poco a che fare con il rettangolo di gioco. Non è che l’Inter faceva male alle altre squadre. Se ha fatto del male a Bobo capisco che lui voglia procedere per vie legali, ma non confondiamo questo con il parlare con gli arbitri della domenica o con gli organi competenti. Magari non saranno cose carine o lecite, quelle fatte dall’Inter, però non abbiamo fatto danni a nessuno se non a noi stessi.

Ammiro la sincerità di Zeman, non vorrei essere nei suoi panni quando andrà a Torino… Però per raggiungere  Mourinho deve vincere tutto e ad oggi non l’ha fatto. Io glielo auguro.

Sento di frequente Mourinho, so che è felice a Madrid e ha una squadra fortissima. Mou è innamoratissimo dell’Inter. Chissà, magari un giorno torneremo a lavorare insieme.

Noi che abbiamo deciso di non comprare la Gazzetta, dovremmo evitare di vedere anche Gazza offside. Ma forse avremo il dovere di vigilare.

Io Materazzi l’ho visto a Perugia picchiare violentemente e impunemente gli avversari. Ha proseguito nell’Inter, squadra adatta ai suoi atteggiamenti. Poi con Zidane ci ha fatto capire che oltre che picchiare, provoca.  Signorilmente.

Noi non cadremo nelle provocazioni verbali. Ma vigileremo.

Noi ti conosciamo Materazzi.

Rileggiti Risposta a Marco Materazzi di @IoJuventino del 23-05-2010.

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Calcioscommesse, confusione alla Gazzetta: omesso illecito o denuncia sportiva?

Che casotto! Eh sì, che casino che hanno combinato quelli della Gazzetta. La linea abbozzata già in marzo era perfetta: creare tanto di quel rumore attorno ad Antonio Conte da non permettere indagini serene sul suo conto. L’innesco di questa ennesima farsa a firma Gazzetta lo da il big match Milan-Juventus, quello degli errori sul gol di Muntari e sul gol di Matri, perfettamente regolari entrambi. Difficile pensare che Galliani non sia coinvolto in questo programma di distorsione della realtà. Tant’é, ci siamo abituati e non ci facciamo più fregare.

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Ora però c’è un problema. Dopo lunghi mesi tentando di trovare anche una mezza prova nei confronti di Antonio Conte, con tanto di perquisizione che non ha portato alla luce nemmeno un filmettino scaricato da Torrent (proprio un delinquente l’allenatore della Juve), ora è il momento di tirare le somme. Forse la redazione tira… e basta visto la pochezza di ragionamenti che pervadono i loro articoli. Fomentare, fomentare. Gettare fumo negli occhi di quei poveri lettori rimasti (le copie della Gazzetta precipitano di mese in mese, ma diversi tifosi bianconeri la comprano ancora: serve una campagna idonea a salvare questa povera gente e allontanarla dalle edicole la mattina?) e tentare di spingere Palazzi all’ennesima figuraccia giudiziaria.

Si parlava di illecito in primavera. Un SMS mai inviato e mai ricevuto, testimoni a gogo che non sono mai stati trovati né menzionati, finalmente un oracolo trovato in Carobbio. L’uomo chiave di questa vicenda di cui però non conoscono nemmeno il volto. Intanto Conte, da tutti descritto come impulsivo, ha stravinto un campionato da autentico mattatore. Forse è questa l’unica causa per il quale Conte è implicato in questa vicenda. Imperdonabile l’aver restituito alla Juve… la Juve! Quella vera, quella che non è stata negli anni bui post Farsopoli.

Si parlava di illecito in primavera, accusa ampiamente caduta e perfino raccontata dalla stessa Gazzetta. Gazzetta che ha provveduto a virare verso l’omessa denuncia ipotizzando un cambio di allenatore: già, come no… magari Ranieri! Salvo però censurare ogni tipo di dichiarazione ufficiale e intervista e perfino i verbali di una decina di testimoni che sostanzialmente hanno difeso Conte e ne hanno allontanato la figura dalle vicende del Calcioscommesse. Ve ne abbiamo dato contezza in questi mesi: da Bertani a Cassani, da Gervasoni a Perinetti, dal Presidente del Siena (per quanto possa contare la sua testimonianza) a quasi tutti i giocatori di quel Siena. Più i vecchi giocatori di Bari. Diciamo “quasi” perché effettivamente non sono stati sentiti tutti: vuoi vedere che si trova un altro Carobbio? Sfortunatamente per la Gazzetta Conte ha lasciato un buon ricordo umano in ciascuno dei ragazzi allenati e quindi nessuno è sostanzialmente reperibile per un’operazione sporca quale “fornire falsa testimonianza”. Un vero peccato per la redazione al soldo di Moratti e Galliani.

E ora? Che ne é dopo che Palazzi ha in mano le numerose e contraddittorie versioni di Carobbio e le dichiarazioni più i verbali di tanta gente che scagiona Antonio Conte?

Che ne é? Se lo chiedono in Gazzetta e proprio oggi un articolo illuminante. Hanno già emesso la sentenza: 3 mesi di squalifica, perché – vigliacchi come sono – il senso del ridicolo vogliono evitarlo, nonostante lo pratichino ogni giornata in edicola. Omessa denuncia: il perché non è dato sapere visto che l’accusa di Carobbio è molto chiara e si configura come illecito.

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Andiamo con ordine. L’unica partita rimasta in mano agli antijuventini è Novara-Siena. Le altre sono state ampiamente sbugiardate circa l’eventuale “partecipazione” di Antonio Conte. Le testimonianze sono troppo numerose rispetto all’Oracolo Carobbio che non è riuscito a produrre nemmeno una prova in merito se non i suoi contraddittori racconti.

Per Novara-Siena la testimonianza di Carobbio è la seguente:

[...] tutti sapevamo, e anzi durante la riunione tecnica Conte parlò a tutti e ci rivelo che c’era l’accordo col Novara.

Questa testimonianza configura un reato che ricade sotto l’articolo del Codice di Giustizia Sportiva che disciplina un illecito sportivo. La Gazzetta non lo conosce perché per loro il CgS si ferma a “punire la Juve sempre e comunque, anche senza prove o con prove di segno contrario”. E infatti la Gazzetta scivola, sbaglia e parla di omessa denuncia regolato dall’articolo 7 che prescrive che

[...] le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara hanno l’obbligo di denuncia se sanno qualcosa relativamente alla realizzazione di un illecito sportivo.

E’ semplice pure per un bambino, ammesso che tale bambino non abbia la coscienza corrotta, capire la sensibile differenza fra le due cose: un conto è l’illecito, cioè l’accusa di Carobbio, un conto è l’omessa denuncia, ancora non provata dallo stesso Carobbio.

Risultato: se Conte venisse deferito e condannato sulla base di queste stronzate giuridiche… i tifosi bianconeri tutti sono chiamati a scendere in piazza e non col sorriso del 2006 quando a Torino sfilarono per il piacere di sfilare… ma col preciso obiettivo di difendere i colori della Juve, piaccia o non piaccia ricorrendo a qualcosa di forte per evitare di essere ancora una volta calpestati e privati dei diritti più naturali di questo mondo da quattro imbecilli travestiti da giornalisti e inquirenti. Senza alcun rispetto, un tifoso molto incazzato.

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