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Tag: genoa (pagina 1 di 4)

Psicopatici

Psicopatici. Poco altro da dire rispetto alla scellerata (non) partita che la Juventus ha (non) giocato contro il Genoa.

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Atteggiamento e voglia deludenti. E dispiace dirlo, ma molto passa da quel delirante errore di Bonucci al minuto 2.

Gambe molli e zero idee, con l’incapacità di costruire anche solo una vaga azione pericolosa.

Sarebbe anche troppo facile prendersela con Hernanes, ma la verità lapalissiana è che un tempo si giocava con Pirlo, Vidal e Pogba, oggi con Hernanes, Pjanic e Khedira. Passi il tedesco, ma gli altri due sono improponibili.

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Ecco perché non si capisce la testardaggine di Allegri incapace di dare una scossa: a livello tattico, soprattutto a livello mentale.

D’accordo gli infortuni, ma sei la Juve e non ci sta. Non ci può stare quando si producono zero tiri contro Perin. Non ci può stare quando si subisce così tanto. E non vale il Genoa, i segnali ci sono da due mesi, coperto solo dai 3 punti via via presi ora per giocate singole ora per sfuriate di pochi minuti.

Il pericolo, che ripetiamo ormai da un po’ di tempo, è assuefarsi, perdendo grinta e voglia, disperdendo l’opportunità di crescere ancora.

Il pericolo è diventare psicopatici.

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Genoa – Juventus 0 – 2 / Contro la sorte e le coperte corte

La Juve che vince a Marassi è un’altra Juve tosta e piacevole da vedere rispetto a quelle iniziali. Seppure non tutto è risolto e ancora molto c’è da lavorare. Ma finalmente qualcosa si intravede.

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Si intravede la necessità di spostare altrove il fulcro del gioco, disimpegnando Pogba da ruoli di regista che non gli competono (e per quello di leader bisogna ancora studiare e aspettare), rinunciando perfino al regista (ieri ottima prova di sostanza di Lemina), aggrappandosi alla vena creativa ed esplosiva di Pereyra e Cuadrado.

Molto si potrebbe fare se Mandzukic decidesse di giocare. Ieri apparso abulico, lento, svagato. Se solo Zaza si svegliasse (vale a dire: se solo Allegri lo mettesse in campo), questa squadra potrebbe davvero risultare cinica e bastarda, come non piace agli opinionisti antijuventini, senza un canovaccio tattico preciso, ma completamente affidata ai lampi di genio dei vari Cuadrado, Pereyra, Zaza, Dybala, Morata, Pogba. Tanta roba se devi rinunciare a Pirlo, Tevez e Vidal.

Manovra poco fluida, ma a preoccupare è lo strano atteggiamento attendista che porta ad abbassare pericolosamente il baricentro e a subire l’avversario. Puntualmente accaduto fino a qui, anche ieri, anche con l’uomo in più. L’inserimento di Lemina ha riportato un po’ più di equilibrio, poiché il franco-gabonese ci mette quella malizia e quell’aggressività che era propria di Vidal  (a mio giudizio, lo rimpiangeremo fino a fine carriera).

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Fermi Morata e Mandzukic – stanno facendo effetto le macumbe dell’Italia antibianconera – sarà tempo di Dybala e Zaza, ma il 4-3-3 viene in soccorso anche degli infortuni.

In fondo, sembra quasi più bello adesso.

P.S.

E’ sparita la moviola da trasmissioni e giornali questa mattina. Da oggi, fino a mercoledì sera dopo il fischio finale di Juve-Frosinone, il famigerato Sistema che permette alla Juve di vincere i campionati è inesistente. Mentre qualcuno sta ancora cercando se il Regolamento del Giuoco Calcio prevede di scalciare Chiellini senza che ciò provochi rigore.

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Genoa-Roma e i giornali Preziosi: #ersistema non vale sempre

Funziona così: gli house organ si muovono costantemente nella direzione che più conviene a determinati argomenti. E i direttori mettono colori e bandiere rispetto al giornale che stanno dirigendo. Funziona così da sempre, almeno laddove la libertà di informazione e la deontologia di critica giornalistica hanno ancora un valore.

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Così, ecco cosa si sta scatenando oggi sui giornali, quello rosa e quell’altro romano (e romanista).

Dopo il match fra Genoa e Roma, in cui la moviola potrebbe avere voce in capitolo, editoriali e articoli stanno cercando di ridicolizzare la sfuriata di Preziosi. Solitamente non accade quando di mezzo c’è la Juve, quando cioè si tende ad amplificare ogni minima voce di polemica proveniente dalla società che in quel momento ha sfidato la Juve.

Le parole di Preziosi sono state molto provocatorie, come al solito:

Stanno succedendo cose strane a Roma, non vorrei fosse coinvolto anche il calcio.

Fuorigioco sul nostro gol? Io non lo so se c’era, ma la decisione è molto dubbia. In 11 contro 11 non avremmo mai perso la partita.

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Ed ecco la risposta strepitosa di Baldissoni:

Le dichiarazioni di Preziosi credo siano un po’ sciocche, non meritano commenti. Sono sicuro che al presidente sono sfuggite, magari per l’amarezza e per l’emozione del post-partita.

Posso dire che se c’è stata una squadra aiutata in campo questa è stata il Genoa.

Da sempre noi preferiamo tenerci al di fuori delle polemiche.

Ricapitolando: Baldissoni ha già escluso la Roma come possibile obiettivo di critica, sia giornalistica sia giornalaia. Ha eluso la verità abilmente, sviato i sospetti, distolto l’attenzione sulle ultime due partite per cui la Roma si ritrova svariati punti in più in classifica.

La cosa bella è che i giornalai hanno seguito l’indicazione di Baldissoni ed è ripartita la polemica contro la Juve.

Antidoto possibile? Nessuno: abbiamo esaurito ogni briciolo di serietà come sistema Paese.

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Genoa – Juventus / Finché la barca va lasciala andare?

Nulla cambierà. Almeno per ora. D’altronde ci sono più modi per interpretare il momento Juve. Numeri alla mano, Allegri ha fatto anche meglio di Conte. Prestazioni alla mano, qualcosa che non torna c’è. Soprattutto l’insistenza su un modulo che, a tratti, sembra non perfetto per le idee tattiche dell’allenatore livornese.

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Ma nulla cambierà. Anche questa sera. Con un leggero turnover dettato dalla necessità di non spompare alcuni uomini chiave, o dare il tempo di recuperare pienamente lo stato di forma.

Così, come logica impone, Marchisio torna in cabina di regia, con Pirlo in panchina. Pogba e Vidal regolarmente titolari, con Lichtsteiner a destra e Asamoah a sinistra, per carenze di alternative.

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In difesa i soliti tre, visto gli infortuni. E poi in attacco ancora Tevez e Llorente, nonostante in rampa di lancio scalpitano sia Giovinco sia Morata.

Servono i tre punti.

Come sempre.

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Genoa-Juventus Ripartire, ripartire con forza

Ripartire. E’ il verbo in casa Juve per stasera. L’unico verbo possibile dopo il passo falso con la Fiorentina in Europe League. La squadra è chiamata a una reazione di forza.

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Antonio Conte deve rinunciare a Tevez, Giovinco e Marchisio. Per i primi due si tratta solo di fastidi e di riposo precauzionale, mentre per il Principino è scongiurata una lunga assenza. Già domenica prossima sarà in campo ed è un sollievo visto le assenze di alternative a centrocampo.

Proprio nella zona mediana Conte si aspetta una grande prova di Pogba. Chiariamo subito: il francesino non solo non è in discussione, ma nemmeno lontanamente in prova. C’è stato un calo generale di attenzione e ferocia e Pogba è cascato nel tranello di usare più il fioretto, quando serve la mazza. Serve la sua fisicità e il suo talento in zona gol.

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Stasera ci sarà inoltre il debutto, nella pratica, della nuova coppia di attacco. Llorente e Osvaldo guideranno la Juve alla caccia dei gol. L’argentino sta cercando la prima rete in campionato con la maglia bianconera, mentre per lo spagnolo si tratta di ricerca di continuità. Nel frattempo, giovedì sera abbiamo visto quanto pesa l’assenza di Tevez.

In ottica Europe League, la partita contro il Genoa dovrà servire a recuperare ferocia e applicazione, senza mostrare le troppe sbavature cui abbiamo assistito negli ultimi match. In particolare, il rientro della difesa titolare non può che fare bene a tutta la Juve.

Genoa-Juventus Conte si affida a Osvaldo-Llorente

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Juventus-Genoa 2-0 Ad avercene di Tevez

Alla Juve è stato chiesto di fare la Juve. Conte torna alla versione campionato: irriducibile 3-5-2 con Isla e Asamoah sulle fasce, con Marchisio a riposo e la coppia Tevez-Llorente a guidare l’attacco.

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Primo tempo: chi ben comincia…

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un proverbio. La Juve lo mette in pratica. I primi 15 minuti sono da brividi. Un martellamento continuo, con un pressing che non dà scampo al Genoa. Ci sarebbe un episodio su Pogba, poi ci sono quattro chiarissime occasioni che i bianconeri non sfruttano. Troppo morbidi Pogba e Llorente, impreciso Tevez, sfortunato Vidal che quasi spezza la traversa.

Ma a insistere la Juve fa bene. Manovra molto fluida, gambe veloci, tanta aggressività, con Asamoah e Isla finalmente propositivi. Non è un caso che la Juve torni a fare la Juve quando anche le fasce tornano funzionanti. E da un’iniziativa di Asamoah nasce il rigore. Dubbio: è dentro o fuori? La linea fa parte dell’area di rigore? Dopo Napoli-Torino la coerenza vuole di non soffermarsi troppo sull’episodio. Calcia Vidal e la Juve è avanti 1-0.

Poco. Conte s’arrabbia. Ancora Pogba a sciupare, mentre Tevez pare un toro scatenato. Ancora Asamoah sulla sinistra, finta il cross, scarica dietro a Tevez che con una magia si libera del difensore e batte Perin. Prima, Llorente aveva sciupato una comoda occasione. Giusto qualche minuto di relax per la difesa, ma la sostanza c’è. Con un Pirlo che sembra togliersi di dosso parecchia polvere.

Secondo tempo: la grande squadra controlla

La grande squadra ha la capacità di tenere a bada l’avversario, non rinuncia a giocare e ad attaccare e rischia poco o nulla. E’ la Juve del secondo tempo che non accenna momenti di svago e rimane sul pezzo. Non vedevamo una Juve così da molto tempo ormai. La cosa fa piacere.

Da Tevez a Llorente, passando per Vidal e Pogba: c’è spazio per tutti al tiro, ma scarsa precisione. La fatica di mercoledì sera si fa sentire e ci sembra una buona giustificazione stavolta. Qualche superficialità di Bonucci accende la velleità del Genoa, ma è un fuoco di paglia.

Da registrare qualche sgroppata, seppur timida, di Isla e una buona continuità di Asamoah che ha finalmente puntato l’uomo. Ripetiamo: il 3-5-2 funziona solo se le fasce funzionano. Non siamo al top tecnicamente, ma in Italia possiamo fare la differenza.

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Fosse finita 6-0 non ci sarebbe stato nulla da dire. Intanto va bene così. La Juve si sta ritrovando.

Analisi tattica

Il ritorno al 3-5-2 pone solo un dubbio: le fasce funzioneranno? Clamorosamente la risposta è stata sì e Conte ha potuto ritrovare la sua Juve.

Pirlo finalmente in linea con le prestazioni cui ci ha abituato. Lucido, duro nei constasti, più attivo e propositivo. Quando tocca molti palloni sulla trequarti, allora vuol dire che Pirlo ha deciso di giocare sul serio. Di conseguenza la Juve gira meglio.

Pogba continua nel processo di crescita. Al momento è nella fase impertinente, ma si cresce pure così. Conte lo allarga spesso sulla sinistra per via di una maggiore intraprendenza nell’uno-contro-uno, ma poi Asamoah si prende la fascia e Pogba tenta di sfondare al centro. Avrebbe almeno tre nitide occasioni, ma le sciupa per eccessivo specchiarsi. Qualunque sia il modulo, la sua vena d’attacco pulsa in modo incisivo. Dà sostanza al centrocampo e lotta insieme a un ritrovato Vidal.

Il jolly resta Tevez. Regista d’attacco, solista, rifinitore e assist-man. La maglia numero 10 non poteva essere in spalle migliori. Numeri e voti sono totalmente a suo favore. Ancora fra i migliori in campo, se non il migliore in campo. Con una voglia che… ad avercene di Tevez. Meno brillante Llorente che pecca di macchinosità. Lo stop non è sempre perfetto, mentre alcuni tocchi sono raffinati. Sciupa per pigrizia un pallone nel primo tempo, poi ne sciupa due consecutivamente nel secondo tempo. Fin qui molto più positivo di Bendtner.

Le fasce funzionano, il centrocampo fa filtro risultando quasi mai scoperto, la difesa non soffre. Logica conseguenza di un atteggiamento coerente, più che squisitamente tattico. A confermare tale conseguenza è il numero di palloni recuperati: altissimo.

Da migliorare l’uso del contropiede. Manca terribilmente un tipo come Pepe e un contropiedista come Matri.

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“Non falsate il campionato” dicevano i milanisti: il piano del Diavolo

Nelle ultime 10 partite, a parte le outsider per le zone altissime della classifica, solo il Milan può vantare un ruolino impressionante, degno appunto della zona altissima della classifica. Un Milan stellare, cinico, completamente diverso da quello di inizio anno. Sarà vero… dopo Miss Italia avere un arbitro rossonero?

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In queste 10 partite abbiamo visto di tutto. Rigori inventati, anche se il più bello resta quello di schiena di Isla contro la Juve, e rigori non concessi agli avversari, gestione scientifica dei gialli e rossi e nessuna pressione di TV e stampa. Insomma: se nella Juve la mano di Conte si vede tutta, nel Milan quella di Berlusconi è fin troppo evidente. E un tizio come Galliani è ridiventato il numero uno. Meani avrà aperto un nuovo ristorante?

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La cosa più incredibile è che i rapporti “di fiducia” tengono saldamente. Ieri Preziosi non ha protestato, nonostante alcuni ragazzi in campo abbiano provato ad alzare la voce. Ma oggi verranno tutti ridotti al silenzio. Per esempio la Gazzetta titola inneggiando al Milan e nascondendo i rigori nel solito riquadratino, mentre De Paola deve troppo occuparsi dell’arbitro di Juve-Catania, magari stavolta non mandando al macello la Lazio. Così non ci sarà alcun titolo del tipo “Milan, così no!”.

Braschi giudicherà? Certo che no, ci prova oggi Foschi: povero illuso. Mentre attendiamo con ansia la reazione di De Laurentiis e Della Valle: il secondo posto è andato, lo avranno capito?

E fossi in Conte mi preoccuperei. Il mister sa già cosa è capace di fare Galliani quando qualcuno mostra una verità cristallina (come quella gridata in quel tunnel, in quella sera famosa del 25 febbraio 2012). Con le elezioni in corso, perché Berlusca è ancora in campagna elettorale, Balotelli e lo scudetto sono il miglior viatico per l’acquisizione di nuovi voti.

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Il rigore “di mano” non c’era: il trucco che disinforma

Ci sono cascati parecchi tifosi, pure io in un primo momento, ma poi per fortuna mi sono ripreso un attimo. La FIGC si è mossa in via ufficiale. Non certo per chiedere a Prandelli che ne é del codice etico su El Shaarawy. No. Ma per giustificare Guida e il rigore finale non concesso in quel famoso Juve-Genoa.

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E’ il trucco più famoso del mondo: sviare l’argomento per evitare di parlare del vero argomento. Brevemente.

In Juve-Genoa i rigori su cui si può discutere erano ben tre. Un tocco maldestro di Vucinic in area bianconera nel primo tempo, poi l’atterramento di Pogba e poi l’atterramento di Vucinic. Il mani per il momento lo teniamo da parte.

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In questo 2013 sembra essere ritornati a un anno fa, quando neanche su un delitto ci assegnavano un rigore. A digiuno di penalty per oltre 100 giorni, proprio mentre a un’altra squadra ne venivano concessi in quantità industriale (tanto che uno svedesone timbrava regolarmente dal dischetto). Samp, Parma, Lazio e Genoa: rigori chiarissimi, mai concessi. E sì che la storia delle partite poteva cambiare.

E allora la Federazione è intervenuta, mica vuoi che si mostrino le immagini che contano. No, solo l’immagine finale: mani del difensore rossoblu, che però la tocca prima con il piede e sul rimbalzo, col braccio largo a occupare maggiore spazio (già solo questo è passibile!) toglie via l’opportunità a Vucinic che potrebbe incornare o battere a rete da 3 metri, solo soletto. Dopo non averne concessi in tutto il secondo tempo Guida rimane coerente e non fischia sebbene il quarto uomo pare aver confermato il rigore.

“Non me la sono sentita” dirà Guida. E così mentre Braschi fa casino su un episodio, ci si è già dimenticati dei torti subiti durante la gara. Perché una cosa è chiara: il braccio attaccato al corpo di Vucinic vale quanto l’intervento sconclusionato del difensore del Genoa nel finale. 1-1 e palla al centro, appunto!

Con la beffa delle squalifiche: non ci si comporta così, ci vuole rispetto. I ragazzini guardano. Ci pensa El Shaarawy a fargli capire come si gioca secondo le regole: un tuffo e via, tre punti rubati. Evviva l’etica!

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Spettacolo poco edificante: già, ma quale?

Il Napoli arranca, ma ha la meglio sul Parma. La Lazio inciampa, la Fiorentina perde terreno, il Milan rientra. E la Juve decide che vincere in quel modo era troppo antipatico e allora ravviva la sfida. Insomma: si fa e si disfa, tutto noi, solo noi. Perchè se oggi il campionato è riaperto è solo per merito della Juve.

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Facciamo due conti al volo: 0 punti con la Samp quando i 3 punti erano più che a portata di mano; 1 punto col Parma quando a pochi minuti dal termine l’1-0 era cosa fatta e finita; vittoria con l’Udinese; pareggio sciagurato col Genoa (i numeri raccontano un dominio, ma se non segni il dominio è sterile). Quattro partite di campionato e 5 punti intascati sui 12 potenziali. All’appello mancherebbero, alla vera Juve, ben 7 punti. Il che significherebbe averne 10 di vantaggio sul Napoli che intanto ne ha recuperati 2 grazie alla FIGC.

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Ma vuoi vedere che la Juve lo fa apposta per farci godere di più a fine anno? Per vedere ancora milioni di fegati rovinati da un sogno chiamato rimonta.

Certo che gennaio è stato un mese pazzesco. Fra rigori non dati, brutte prestazioni, attacco spuntato… è il solito gennaio di Antonio Conte che già l’anno scorso diede segnali di resa pericolosi, salvo poi innescare la quinta marcia e buona notte a tutti.

Speriamo sia così, ma la conferma che contro il Genoa qualcosa sia accaduto lo danno i nauseabondi personaggi che oggi spolverano un po’ di etica: da De Sanctis a Preziosi, da Pulvirenti agli opinionisti. Il cammino è lungo, molto lungo: avremo modo di riprenderci. E se magari la Società si vuol degnare di dare una mano a Conte…

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Castillo ottimo, ma non capisco la mossa

Che Castillo sia ottimo non ci piove. L’ho visto in azione e sottoscrivo. Se cresce bene può diventare un ottimo giocatore, se non lo è già. Certo in Italia il livello è differente e andrebbe visto proprio nel nostro Paese. La Juve è interessata, perché Paratici sonda e visiona videocassette e deve avere buoni informatori. La Juve è interessata e infatti gli emissari stanno per arrivare in Italia.

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Il problema resta la mossa bianconera. Boakye è a metà col Sassuolo, Immobile a metà col Genoa, Gabbiadini è a meta col Bologna, Buffon è a metà con la Seredova. Abbiamo un patrimonio di giovani che non esiste altrove, ma l’abbiamo sempre diviso coi più pazzi. E così faremo Castillo?

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Marotta deve trovare l’accordo con Preziosi per acquistare il 50% del cartellino di questo gioiellino sudamericano così la prossima estate faremo a botte col Genoa… perdendo. Perché fin qui la Juve ci ha rimesso. Da Criscito in poi ci siamo fatti sfuggire diversi giovani. Per fortuna che Marchisio non lo abbiamo mai barattato e forse è per questo che Conte pone il veto su Marrone.

Visto il personaggio Preziosi io non farei assolutamente affari. E non mi spiego il motivo per cui fare simili affari. Mi sfugge perché probabilmente non sono mai stato amministratore delegato della Juve, ma certamente lo capisco se fossi un amministratore delegato del Genoa. Con il vincolo del 50% di possesso la piccola squadra può permettersi di prendere per il collo una grande (o presunta tale) come la Juve.

Caro Marotta: vuoi Castillo? Prendilo tutto e poi prestalo. Le comproprietà ci stanno costando tanta fatica e forse ci hanno già fatto perdere denaro, tempo e qualche occasione.

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