C’è una domanda, ridicola, che può in qualche modo confondere l’umile ascoltatore delle vicende legate a Calciopoli: ma le telefonate di Moratti e Facchetti sono tutte lì? La prima risposta, di Trofino e Penta, è no. Le intercettazioni sono scappate dal cassetto e sono scappate pure a chi investigava. Questo è chiaro. Ancora più chiaro risulta da una frase rilasciata da Fabio Ghioni, già responsabile della sicurezza informatica di Telecom (ossia capo-spione), e che dà la giusta dimensione della farsa:

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Ricordo che un paio di anni fa nel corso di una riunione della Security a cui eravamo presenti io, Adamo Bove e Giuliano Tavaroli , quest’ultimo disse a Bove di segnare i telefoni del presidente Tronchetti, Carlo Buora e Marco De Benedetti. Il segnare il numero di un´utenza comportava l´avvertimento in tempo reale nell’eventualità in cui il telefono fosse intercettato dall’autorità giudiziaria.

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E chi sarebbero questi personaggi? Il primo, cioè Tronchetti Marco, è Presidente dei Disonesti e capo Telecom. Carlo Buora è vicePresidente esecutivo di Telecom e vicePresidente dei Disonesti. Marco De Benedetti è amministratore delegato Telecom. Se mettete pure i nomi di Massimo Moratti, consigliere dei Disonesti, ecco creata la vera cupola.

Dalle parole di Ghioni è lecito domandarsi a cosa servirebbe segnare dei telefoni?

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