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Tag: giannetti

La Primavera buca il Viareggio: 3-1 dall’Atalanta

La Primavera allenata da Bucaro viene battuta ed eliminata da un’ottima Atalanta. Il risultato è persino bugiardo poiché  i nerazzurri meritavano un punteggio più largo visto il gioco espresso e buonissime individualità.

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I limiti mostrati dalla squadra di Bucaro erano apparsi, in verità, evidenti già dalle primissime uscite. Qualche assenza che però non può giustificare le false partenze: coi belgi e col Varese nel turno eliminatorio e col Palermo negli ottavi. Pure con l’Atalanta la Juve non è entrata in partita se non nel secondo tempo. Problemi di mentalità e problemi di personalità. Una guida un po’ debole di Bucaro che non è mai apparso arrabbiato, piuttosto quasi arrendevole nei confronti dei ragazzi in campo.

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A preoccupare, visti i due precedenti anni in cui la Juve ha sfoggiato un settore giovanile da paura, è in realtà un gioco assente e per lunghi tratti piuttosto ridicolo: palla lunga e pedalare. Brutto il 4-3-3 impostato da Bucaro, poco equilibrato dalla metà campo in su. Assenti centrocampisti di rottura che sono fondamentali in questo schema e praticamente deludenti e mal innescati i tre gioiellini d’attacco e cioè Giannetti, Libertazzi e Boniperti.

Si sono salvati in pochissimi. Fra i migliori dell’intero torneo di Viareggio certamente il portiere Costantino: praticamente imbattibile nelle uscite alte e molto sicuro nell’uno contro uno. Ha sfoderato una serie di ottime parate e qualche buon miracolo contro Palermo e Atalanta.

Peccato anche perché mi aspettavo molto di più. Per la verità Paratici ha inciso pochissimo con gli innesti che hanno riguardato principalmente dai 16 anni in giù. Sarà per l’anno prossimo.

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Juventus-Bari 2-1 La forza della volontà

Del Neri si è portato in panchina Storari, Legrottaglie, Grygera, Motta, Salihamidzic, Buchel, Martinez. Basta questo per spiegare l’emergenza assoluta della Juve. In campo sono andati gli acciaccati Sissoko (probabilmente un fastidio al cervello) e Del Piero (monumentale la sua prestazione per cuore, corsa e qualità) e i baby Sorensen (in difficoltà sul rapidissimo Alvarez) e Giannetti (troppo timido e poco propositivo). La vittoria per 2-1 è semplicemente quanto di meglio un tifoso poteva desiderare. Ed è arrivata, magari in un modo faticoso, magari sudando oltre il dovuto, ma lo sforzo e la voglia dei ragazzi andrebbero elogiate.

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Non è stata una buona Juve e volevo vedere il contrario. Senza punte e con una condizione fisica precaria, la squadra di Del Neri ha vissuto sulla immensa dedizione di Alex Del Piero, uno che a 36 anni ha corso più di ogni altro in campo. Uno che palla al piede è ancora imprendibile nel breve, che conquista calci di punizione, che li finalizza e che serve ancora assist preziosissimi. L’ultimo ad arrendersi, al minuto 87 era sulla fascia sinistra, ruolo terzino, a contrastare gli ultimi attacchi dei pugliesi. Semplicemente mostruoso.

Simone Pepe si è sbattuto come al solito. Ha macinato anche ieri chilometri su chilometri. E’ risultato però poco incisivo, oltre che poco servito. Il baby Giannetti pare aver rubato e invaso gli spazi del Capitano e di Pepe e Krasic più che aver portato benefici alla manovra bianconera. Ma dare contro al ragazzino mi sembra esagerato. Viceversa Sissoko ha alternato buone cose a giocate orrende, figlie, queste ultime, probabilmente della scarsa sintonia col gruppo e col progetto bianconero. La soluzione non può che essere una e una sola: cessione per monetizzare.

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Ho sentito ultimamente forti critiche per Aquilani. La domanda che pongo io ai critici è la seguente: senza movimenti, Aquilani come può esprimere un gioco e geometrie? Troppo fermo Krasic, apparso in chiarissimo debito di ossigeno, e troppo isolato Del Piero costretto a prendere palla lontano dalla porta. Eppure, Del Piero, che ha fatto reparto da solo, e Aquilani hanno risolto la partita con due genialate. Vorrà dire qualcosa, no? Solo se hai gente del genere puoi portare a casa i 3 punti come quelli di ieri.

Il primo gol è il solito maledetto capolavoro di Alex Magno. Punizione dal limite, la seconda della partita, e palla a gonfiare la rete. Il secondo gol è nato da uno schemino dalla trequarti. Palla ferma buttata in area, rimpallo e tiro al volo di Aquilani dal limite. 2-1 e tutti a casa.

Il risultato, inappuntabile, dà ragione a Del Neri costretto a schierare la formazione del medico. I limiti restano evidenti, ma fino a quando la Juve non avrà recuperato giocatori importanti e una condizione decente, il gioco di Mister Del Neri sarà latitante.

E’ comunque impagabile assistere alle analisi di Pistocchi e Arrigo Sacchi. Mia sorella tornava giusto in quegli istanti e sentendo le parole di quella figura inetta dell’ex commissario tecnico azzurro ha esclamato “Ah la Juve ha vinto?”. Ecco, basta questo per capire il valore di questa vittoria. Sofferta, soffertissima, ma raggiunta col cuore e la classe di pochi. Certo non può bastare e Marotta, fermo restando i limiti di budget imposti da una eredità pesantissima, non può fare miracoli. O sì? Io me li aspetto.

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E il medico schierò questa Juve contro il Bari!

In porta Storari. In difesa, partendo dalla destra, ci sono Motta, Rinaudo, Legrottaglie e De Ceglie (o Grosso). A centrocampo Salihamidzic, Felipe Melo, Marchisio, Martinez. In attacco due fra Iaquinta, Toni, Amauri. Quasi quasi, è più forte questa formazione che quella che scenderà in campo contro il Bari. Sì perché questi sono gli uomini che andranno in panchina o, più semplicemente, rimarranno in infermeria.

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La Juve che si appresta a giocare contro i pugliesi è più che decimata dagli infortuni. E Del Neri può poco o nulla quando Del Piero dovrà stringere ancora una volta i denti e mettere le scarpette, quando Marchisio è costretto al forfait per un forte attacco influenzale, quando Felipe Melo è squalificato, quando Martinez e Iaquinta non riescono a recuperare, quando Toni, appena arrivato, deve fermarsi per 4 settimane, quando De Ceglie ancora non corre e via così.

Il rientro e il debutto di Gigi Buffon diventa semplicemente un evento mediatico, di quelli buoni per l’intervista finale o per il servizio di copertura nei telegiornali.

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L’assenza di Amauri è poi tutta da decifrare: è un bene per questa Juve, visto e capito che tipo di qualità avrebbe offerto il brasiliano in campo, o è comunque un male? A mio giudizio, come molti tifosi hanno chiesto alla curva, Mocio Vileda va fischiato, sonoramente, anche quando oggi non scenderà in campo. La sua arroganza nel voler rimanere a percepire un lauto stipendio alla Juve è pari quanto alla sua inutilità in questi due anni e mezzo bianconeri. Il suo no è un affare mancato, a doppia entrata: un cadavere che togli alla rosa, un buon giocatore che potresti inserire nel gruppo. Ma credo che alla fine Marotta si deciderà a prendere uno tra Forlan e Luis Fabiano, perché la Juve è troppo importante rispetto a un bilancio o un conteggio del numero di attaccanti a disposizione.

Il buon Del Neri, che per quanto mi riguarda ha fatto e sta continuando a fare un buon lavoro, ha poche chance di ragionare. O cambia il modulo, ma anche così dovrà ricorrere a qualche jolly o a qualche figura fuori dai suoi pensieri, o insiste sul 4-4-2 inserendo il giovane Giannetti accanto al veterano Capitano!

Che poi, bene inteso, era il sogno mio e di qualche scemo – visto quello che si legge in giro – come me: la vecchia guardia che dirige le nuove leve. Dai Palladino ai Giovinco, dai Marchisio ai Pinsoglio, dai Marrone ai Sorensen. Curioso, ma i momenti di assoluta emergenza suggeriscono proprio che il destino ti sta chiamando a scelte forzate. Ed è in questi momenti che devi scommettere. Chissà cosa farà Del Neri.

Accanto ad Aquilani, che avrebbe bisogno di un po’ di fiato, ci sarà Momò Sissoko. Probabilmente perché realmente il Mister non aveva a chi chiedere per quel ruolo lì. Ma in un anno che doveva far capire chi ha ancora voglia di Juve, il maliano, idolo assoluto fino a qualche mese fa della tifoseria, si è troppe volte tirando indietro dalla lotta. Se sarà titolare oggi pomeriggio, allora conteremo in tutto 3 presenze dall’inizio da agosto 2010 a gennaio 2011. Con prestazioni non sempre positive. Detto in altro modo: è arrivata l’ora di monetizzare. E dalla sua cessione potrebbero arrivare i quattrini per quel famoso colpo in attacco.

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Vigilia Juve fra Sissoko, Buffon e uno strano mercato

La Juve che si prepara alla sfida di Coppa Italia col Catania è una di quelle che fanno paura. Ai propri tifosi, chiaramente, visto il periodo nero che sta attraversando la squadra bianconera. Mancheranno una serie di giocatori, tornerà Gigi Buffon, probabilmente Toni verrà recuperato. Sì perché, ironia della sorte, assenti Iaquinta e Amauri, Toni era in dubbio, Libertazzi già convocato dall’Under 19, di 7 attaccanti ne rimanevano due e cioè Capitan Del Piero e Giannetti che andrà in panchina.

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Il caso Sissoko e il caso Amauri.

Momò è un giocatore della Juve. Un giocatore della Juve sul mercato. Servono soldi e come Moggi ha per anni insegnato è necessario vendere, prima di comprare. La rosa attuale dei bianconeri non presenta pezzi da novanta con i quali incassare fior di milioni di euro. Sissoko è uno di questi e potrebbe portare nelle casse torinesi poco meno di 10 milioni di euro. Buoni per essere subito reinvestiti. Intanto per domani il maliano è convocato. C’è bisogno di lui, ma negli ultimi due anni la Juve non ha potuto abusarne. Le parole di Marotta volevano semplicemente mettere in chiaro questo aspetto: troppe volte infortunato, troppe volte indisponibile.

Amauri non ci sarà, ed è la seconda notizia positiva dopo il rientro di Gigi Buffon. Si opererà al setto nasale. Curioso: chi doveva colpire forte è stato colpito. Chi doveva assicurare gol e peso specifico è costretto a fermarsi per l’ennesimo infortunio. Senza parole!

Il rientro di Gigi Buffon e le corse di Martinez

Quasi pronto Martinez. Almeno per rientrare in gruppo e sì che Del Neri avrebbe proprio bisogno delle sue sgroppate sulla sinistra. Giocherà con la Primavera per poi aggregarsi in vista del Bari. Speriamo bene, perché quando si infortunò aveva appena fatto intravedere cose positive, specialmente nella partita contro il Milan.

Buffon sarà in campo. Non che questo sia stato un problema, anzi. L’ottimo Storari ha sostituito il portiere più forte del mondo in modo eccezionale. Buffon serve soltanto per dare maggiore peso specifico agli undici che andranno in campo. Comunque, Gigi è da verificare perché 7 mesi d’assenza sono pesanti da digerire.

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Cosa offre il mercato?

Marotta ci ha messo la faccia. Rivolgendo le mie condoglianze a Mister Del Neri per la morte del fratello, il vice Conti si è presentato davanti ai microfoni con un monologo già scritto. E francamente inappuntabile. Serve una scossa, ma non può arrivare dal cielo. Quindi fa bene Conti a scaricare le responsabilità sul gruppo. E senza fare nomi la Juve si trova aggrappata ai soliti volti: da Chiellini a Buffon, da Del Piero a Krasic, da Aquilani a Marchisio. Qualcuno di loro dovrà dare la sveglia e mi aspetto perciò una grande prestazione del Capitano.

Marotta ci ha messo la faccia un po’ per dissipare i dubbi emersi più sulla carta stampata che nei pensieri della società, un po’ per far capire che questa Juve è molto diversa dalle edizioni becere precedenti. E’ forte la presenza del nuovo triunvirato al quale va dato il tempo di costruire un nuovo gruppo. Inutile ripetere i soliti discorsi: alcuni ottimi innesti, appena due acquisti sbagliati, un paio di pedine ereditate che andranno svendute. Con calma e con pazienza. Forse pochi ricordano le oltre 20 operazioni di mercato in entrata e in uscita concluse nel raggio della prima squadra da Marotta da luglio ad oggi!

Ma diamo retta ai sapientoni. La Juve ha perso Quagliarella e nessuno può farci nulla. Capita, certo capita sempre a noi. Per il valore tecnico e le caratteristiche tattiche, Fabio è insostituibile. Inoltre il numero di gol hanno permesso di superare enormi ostacoli in questa prima fase di stagione. Ma chi può sostituire Quagliarella? Nessuno. Almeno di quelli prendibili in questa sessione invernale.

Piaceva pure a me Dzeko, ma non era prendibile per via di quella strana regola apparsa proprio quest’anno in Serie A. Poi ci sono altri nomi, ma per un verso o per un altro non sono così facilmente acquistabili: da Pazzini a Benzema a Giuseppe Rossi, a chissà chi!

Si fanno i nomi di Huntelaar (ma non serve per caratteristiche tattiche) o di Diego Forlan (per il quale peserebbe l’età), perché tutti gli altri sono scartabili per manifesta mediocrità. Allora Marotta dovrà inventarsi qualcosa, o semplicemente i tifosi dovrebbero capire le difficoltà economiche di concludere grossi affari in questa finestra di mercato. Io mi attendo sempre il colpo di genio, ma sono cosciente del contesto in cui dovrà muoversi Beppe Marotta.

Basterebbe, come lui ha ribadito, recuperare Iaquinta e Martinez, il miglior Krasic e Felipe Melo per tornare a equilibrare l’11 titolare e provare a giocarsi questa seconda parte di stagione. Onestamente, non vedo come potrei dare le colpe a un Del Neri costretto a fare la conta dei disponibili e fra questi scegliere i meno peggio da mandare in campo. Questo… per coerenza!

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Juventus-ManCity 1-1 Avanti popolo

E’ stata una bella gara. Imbottita di panchinari e gente che cerca il riscatto, la Juve dei Giannetti e Traoré, del rientrante Grygera e del quasi esordiente Legrottaglie… mi è piaciuta. Siamo alle solite: voglia, corsa, cuore, discreta qualità. Sono tutte caratteristiche che, se mi volto indietro di qualche mese, sono clamorosamente mancate.

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E’ stata una bella sfida che ha detto come Del Piero è in grande ripresa, come il settore giovanile della Juve può rappresentare più che una risorsa d’emergenza per il futuro, come tutta quella gente che per giocoforza parte in seconda fila rispetto ai titolari sta comportandosi benissimo, dal punto di vista disciplinare e dal punto di vista della prestazione in campo. Mi riferisco appunto ai Sissoko e Legrottaglie.

Una gara che non valeva niente sul piano agonistico è stata trasformata in un ottimo allenamento. Contro un Manchester che presentava qualche seconda scelta, ma ad avercene di Johnson (a proposito: un grande provocatore!) tanto per fare un esempio.

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Il secondo tempo, in particolare, ha visto una Juve arrembante, a tratti padrona del campo e della manovra. Che, bene inteso, non è ancora fluida, ma si vede che gli allenamenti della settimana sono studiati a tavolino così come vuole la tradizione bianconera.

La perla si chiama Giannetti. Fisicamente ancora acerbo, ma bene impostato, e tecnicamente gradevole, il giovanotto si è tolta una di quelle soddisfazioni da non dormirci la notte. Gol, gol da prima punta, da attaccante vero. All’esordio, con un certo Alessandro Del Piero al fianco. Da titolare, la prima, contro il Manchester City. A me tremerebbero le gambe solo al pensiero. Giannetti si è comportato bene. Non ha avuto paura dei contrasti, ha tentato le finte e gli uno-contro-uno e ha pure segnato, rischiando poi il raddoppio nella ripresa. Paratici e Marotta hanno dimostrato in passato di saperci fare con i ragazzini, speriamo continuino questa tradizione qui a Torino.

Quasi una vittoria per prepararsi alla importante gara di domenica pomeriggio col Chievo. In dubbio Marchisio e Aquilani, ma niente paura. Per la prima volta, così come abituato dal mio mister Del Neri, non guardo alle possibili assenze, ma alle probabili presenze. E cioè a quel Sissoko che sta dimostrando, almeno nell’impegno, ma perché no anche con le prestazioni, di poter rimanere in questa rosa. E anche a quel Pepe forse troppo bistrattato da certa critica. Al rientro pure Quagliarella che farà coppia con Iaquinta, visti i 90 minuti del Capitano giovedì sera.

E allora vai Juve, non fermarti. Così mi piaci!

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