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Tag: giornalismo sportivo

Comincia la strategia per indirizzare la gara

Che a Napoli non amino la Juve c’è da capirlo. Numeri alla mano troppo poco tempo per gioire, una storia nemmeno paragonabile a quella dei bianconeri più famosi al mondo. Ognuno si sceglie il proprio destino.

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Che però i giornali cavalchino sempre e solo una certa onda di populismo calcistico… ora è davvero troppo. Stamani la prima pagina del Corriere dello Sport mostra questo titolone:

Corriere dello Sport: prima pagina

Corriere dello Sport: prima pagina

Ringraziamo i nostri lettori (@Giovi 88 per l’occasione) della segnalazione. Noi i giornali fatichiamo a seguirli, buttiamo giusto un’occhiata di tanto in tanto. Bene, come interpretare questo titolone?

Uno dei problemi per esempio che ci interessa è il seguente: mandino chiunque, tanto i rigori al Napoli non li danno mai contro? Anzi, se qualcuno casca suo malgrado fuori area il rigore lo concedono a favore. Questo Mazzarri non dovrebbe dimenticarlo.

Mandino chiunque, a noi cambia poco: sul campo gli 11 bianconeri sono spesso superiori a ogni tipo di decisione. Decisione anche pervenuta a mezzo Giustizia Sportiva. Giustizia Sportiva che ha saggiamente preservato il Napoli da un mezzo casino. Gianello, credibile al punto da essere punito, è stato tenuto alla larga dal discorso Napoli: beati loro che possono permettersi simili episodi.

Mandino chiunque, il nostro 3-5-2 rimarrà invariato e non ne abbia a male Mazzarri: il lavoro tattico di Conte non ha eguali al mondo, al momento. A meno che non si faccia la sfida a chi urla più forte, a chi si lamenta, a chi sbraita, a chi si s-camicia durante la gara. In tal caso: ci arrendiamo, vincono loro facile!

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Mandino chiunque, poi però magari si prenda nota di TUTTI gli episodi, non solo quelli che più piacciono, che più accalorano, che più soddisfano la pancia rovinata dai fegati rosiconi di 2/3 degli italiani.

Mandino chiunque, tanto il mancato giallo a Lichtsteiner viene sempre classificato diversamente da quello mancante a Behrami o Cambiasso o Flamini. Ce ne siamo fatti una ragione.

Mandino chiunque, purché lascino tirare da fuori Pogba.

Mandino chiunque: tanto a noi toccherà lottare sempre soli contro tutti. Buona partita. E che sia una bella partita… campo permettendo.

P.S.

Brutte notizie dal meteo: il sole splende alto, rischio alto di rinvio gara?

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Quando arrivavamo settimi c’era tanto silenzio intorno a noi

Soltanto da febbraio 2012 la stampa è tornata ferocemente a straparlare di Juve. Curioso, no?!? Quando si arrivava settimi certi scoop non uscivano, certe sparate non si facevano. Tutto molto calmo e tranquillo. Da febbraio 2012, cioè da quando si è capito che la Juve di Conte era qualcosa di più che una lieta sorpresa, la musica è cambiata.

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E più che musica oggi si può parlare di frastuono pazzesco, vigliacco e assurdo. Un turbinio di false notizie, di campagne stampa assassine. Ci chiediamo il motivo di tutto ciò. Perché è naturale, logico quasi, pensare che dietro a queste campagne di stampa ci sia una mano, una mano fraudolenta che pianifichi tutto con grande attenzione.

Da Bravo a Pellé, passando per alcuni presidenti. Emblematico il caso Carobbio: il nome di Conte, mai fatto nei mesi precedenti, improvvisamente diventa un’ossessione per il caro Pippo. E solo il 25 febbraio 2012, cioè da quella data in poi. La coincidenza del gol di Muntari è purtroppo matematica.

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E tutto sembra troppo simile a ben altre campagne stampa contro altri personaggi. In un altro settore, quale la politica, che in realtà è assolutamente identico all’attuale sistema calcio italiano. Sono perfino identici i protagonisti. E questo fa paura, oltre a far aumentare il tasso di verificabilità della precedente ipotesi.

Juve che vince deve essere massacrata, se non altro per aumentare la tiratura dei giornali e far parlare al bar i pazzoidi italici. Juve che vince deve essere massacrata, altrimenti certi concorrenti come potrebbero giustificare gli errori commessi?

Resta una brutta notizia da dare: la Juve settima, quest’anno, non ci arriverà. Quindi… continuate a starnazzare nei vostri giornali. Fino a che Calciopoli non ci separi! 

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Cara Juve, tira una bruttissima aria

Fa freddo, ma i miei brividi non riguardano le condizioni meteorologiche. Riguardano l’aria che tira qui in Italia. Una sinfonia magnifica quella suonata da Conte e i suoi ragazzi al Celtic Park. Un0 0-3 fuori casa netto, superbo, caparbio. Con quel meraviglioso “T’ammazzo!” rivolto a Bonucci quando mancavano pochi secondi alla fine della partita. Un gesto sublime, di una forza paurosa: la forza di chi ancora non è sazio per niente!

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A questo, che in Italia è fastidio, non certo orgoglio per chi ha il fegato rovinato da mesi di bocconi amari ingoiati domenica dopo domenica, aggiungo il brutto infortunio a Milito (forza e coraggio, Diego!) che inguaia l’Inter, aggiungo pure il bluff di Mazzarri che all’Europe League non ci ha mai tenuto, aggiungo la partita di questa sera del Milan… sì di venerdì, perché la Lega vuol bene alle squadre che giocano in Coppa. Ma, aspetta un momento: la Juve la mandano di nuovo di sabato? Dopo aver giocato di sabato la scorsa settimana e di martedì in coppa? Mmmh, brutta storia.

E poi aggiungo pure il silenzio su Fuentes. E le non risposte: Milan potrebbe significare in fondo qualsiasi cosa. Un nome di persona, una squadra dilettantistica di ciclismo di seconda categoria (che però si rifornisce come fosse una corazzata di 40 persone), persino una sigla. Magari, studiando per bene le singole lettere la Gazzetta riuscirà a ricondurre il nome Milan alla… Juve, perché no?!? Qualche collegamento dovrà pur esserci.

E per insabbiare il caso la RAI torna a parlare di doping associandolo proprio ai bianconeri. Ma quanto deve essere dura sotterrare la propria dignità di professionisti dell’informazione per garantirsi il pane quotidiano scrivendo cazzate? Chissà se allo specchio questa gentaglia con la tastiera e la penna velenosa riesce a guardarsi senza provare un senso di schifo e ribrezzo. Chissà.

Perché il doping alla Juve è un’associazione puramente fantasiosa. Esiste un Processo, esistono delle carte.  Nessuno le ha mai lette, ma tutti ne parlano. E’ il nostro modo mediocre di affrontare le cose qui in Italia: sparlare, inventare, fantasticare. Doping. Proprio ieri poi che ricorreva il nono anno dalla scomparsa di Marco Pantani. Esiste un termine per caratterizzare i giornalisti che lo hanno massacrato fino a portarlo alla morte: bastardi!

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Il giornalismo sportivo italiano è bastardo, termine molto poco onorevole e perfettamente integrato col lavoro che compiono questi giornalai.

Così, nell’ordine: il Milan può decidere di giocare quando gli pare, perfino cambiare arbitro quando si sente più al sicuro con un Doveri per esempio; la Juve è in balia di un calendario che per legge dovrebbe essere modificato (chi gioca in Coppa riceve solitamente un trattamento di favore, proprio per spirito campanilistico e per una logica davvero elementare); la RAI torna a macinare sul doping, quando in realtà dovrebbe aprire una indagine sia pur giornalistica sul Milan e gli appunti del Dottor Fuentes (questo al mio paese si configura come prova: ora cerchiamo quelle a discolpa!); la Gazzetta torna a calcare la mano sul Calcioscommesse infilando Conte laddove possibile.

Per non dimenticare che i cori su Balotelli li sentono tutti, ma i cori su Heysel e il coro “se saltelli muore un altro Agnelli” non se li fila nessuno. Come se fosse una gara a chi è più imbecille e in questo caso stanno comunque vincendo gli altri, non certo noi. In Scozia ci siamo andati per tifare e siamo tornati carichi a molla per una prestazione magnifica. Altri accoltellano, invece.

Infine, e qui godiamo davvero tanto, riusciamo finalmente a capire il motivo per cui hanno arrestato Cellino. Quello che qualcuno aveva eletto a martire dei bianconeri per le questioni di stadio e non si sa bene di preciso cosa, ma l’importante è dar contro alla Juve. Domani pubblicheremo tutto. Se Cellino è dentro, ma uscirà presto, Preziosi resta ancora fuori nonostante l’ennesimo fattaccio.

No cara Juve, tira una bruttissima aria. E io ho i brividi. E il meteo non c’entra nulla.

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Il festival della vendetta e della vigliaccheria

Chissà perché capita sempre ai più buoni e ai migliori. Meglio: il perché purtroppo lo capiamo, non riusciamo a capire in realtà perché non si riescono ad arginare certe stronzate da giornalai venduti.

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Capita in Spagna, in queste ore, dove sta montando una stranissima e vigliacca e vergognosa campagna stampa contro Lionel Messi, il giocatore più forte al mondo ormai da un po’ di anni e lo sarà ancora per molti anni. Uno dei più forti della storia a cui manca un solo sigillo ufficiale (leggi Campionato del Mondo per Nazioni).

La campagna stampa in oggetto lo sta prendendo di mira per due strani motivi. Uno è l’uscita che l’argentino ha avuto nei confronti della marionetta di Mourinho. Purtroppo è la verità, non ne conosciamo le parole, ma non facciamo fatica ad ammettere che è comunque la verità. Andrebbero indagati i toni, ma non il contenuto. Ammesso che poi Messi abbia detto davvero una cosa del genere. E se l’ha detto, ripetiamo ancora, ha semplicemente sancito una verità.

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E allora mi viene naturale ragionare come segue. Perché anche oggi un paio di giornalacci (guarda caso c’è di mezzo la Gazzetta) rilanciano una foto e un articolo che meriterebbe l’espulsione dall’albo dei giornalisti (ammesso che in Italia tale albo abbia qualche tipo di valenza). “Lo sputo di Messi a Cristiano Ronaldo”. Analizziamo la foto per piacere:

Messi sputa a Ronaldo? Davvero?

Messi sputa a Ronaldo? Davvero?

Intanto non possiamo non domandarci quale sia la distanza fra i due ragazzi. Vicinissimi non lo sono e in realtà non sono nemmeno vicini. Ronaldo non guarda, mentre Messi sì. Travestiamoci da RIS. La traettoria dello sputo va verso Ronaldo? Sì. Lo sputo ha la forza di arrivare a Ronaldo? Dipende la distanza. E fin qui tutto corretto, tranne che mi viene in mente un’altra domanda: ma veramente qui Messi sputa a Ronaldo? O semplicemente un fotografo ha immortalato uno dei gesti più naturali che un calciatore compie mentre corre e suda in campo?

Torniamo seri. La vigliaccata che si sta consumando in Spagna è alquanto singolare. Viene toccato Mourinho e qualche giornalista ha risposto a tono (cioè nei toni di Mourinho, si intende). Che si stia facendo un po’ di casino per evitare a Messi il quinto pallone d’oro consecutivo? O che qualche giornalista un po’ troppo tifoso stia cercando di farsi una strana giustizia da sé?

Eppoi resta un’ultima domanda: quello sputo… ha lo stesso effetto che Messi riesce a imprimere ai suoi tiri?

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Gegic, il killeraggio su Conte, il giornalismo sciacallo

L’Italia è un Paese straordinario, ma nella straordinarietà si nascondono pure concetti davvero imbarazzanti, ai limiti della legalità. Gli italiani sono persone che vivono costantemente fra la correttezza e l’istinto criminale: almeno è così che vogliono dipingerci coloro i quali non dovrebbero avere diritto alla scrittura, alla scrittura di informazione. Perché l’informazione in Italia è ormai cosa vecchia, non più esistente. L’informazione è di chi sa cercarsela attraverso i nuovi mezzi: uno di questi è la rete ed è per questo che la rete fa paura a chi intende controllare l’informazione.

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Gegic ha finalmente parlato. Chissà come fa la Gazzetta ad avere canali preferenziali con questa gente, chissà… Dio li fa e poi li accoppia?

Gegic ha finalmente parlato e purtroppo per l’Italia antijuventina ha detto cose molto interessanti. Fra tutte quella di non conoscere Conte e quella di essere stato contattato per parlare di Conte. Ma “io Conte non lo conosco e ho rifiutato l’offerta di andare in TV”: già, andare in TV. Qui scattano le domande, ma prima delle domanda un’altra rivelazione: “in Italia chi muove i fili di tutto è uno grassottello e pelato, sui 60 anni“. Vediamo chi potrebbe essere uno grassottello, pelato, sui 60 anni. Spazio alle immagini:

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Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni...

Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni…

Vuoi vedere che Conte aveva ragione quella sera del 25 febbraio 2012 al rientro dal primo tempo di un Milan-Juve di campionato? E guarda caso, date alla mano, i guai di Conte sono cominciati due giorni dopo quel litigio, quel proferire la più palese e cristallina delle verità. Il silenzio attorno a Gegic e a questo suo descrivere “chi muove i fili di tutto” sembra essere una conferma.

E Conte riconferma un pensiero condiviso da tutti, anche da quelli antijuventini che però hanno paura a dire quello che pensano:

Ma allora c’era qualcuno che voleva farmi fuori… Se questa estate avesse detto qualcosa su di me come sarebbe andato a finire il processo… Voglio sapere se ha detto la verità, chi c’era dietro. Non si può far nulla?

Caro Antonio, in Italia non si può far nulla se chi muove i fili ha a disposizione la TV e i giornali, controlla gran parte delle redazioni e ha un’influenza pressoché totale su chi comanda il calcio italiano. Si può solo continuare a giocare come la Juve sta facendo… con un po’ di grinta e qualità in più, rasentando cioè la perfezione. Mancherebbe giusto quel top player in attacco, ma chi muove i fili sarà d’accordo?

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Quei giornalisti liberi e oggettivi della Gazzetta dello Sporc

Ma quanto sono liberi e indipendenti quelli della Gazzetta dello Sporc? Berlusconi chiama, loro rispondono e come Allegri semplicemente rilanciano messaggi già scritti, peraltro anche prevedibili.

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Trova la differenza in questa immagine:

La Gazzetta dello Sporc: al servizio dei padroni!

La Gazzetta dello Sporc: al servizio dei padroni!

Come si può vedere una filosofia molto precisa: insabbiamento!

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E pazienza se da qualche parte, scritto in braille, c’è scritto che forse, probabilmente, ma non è sicuro, il rigore potrebbe indurre a qualche dubbio sulla regolarità del fischio di Rizzoli. L’importante è non superare i limiti del “servire”. Berlusconi è contento, quelli di RCS ancora di più.

P.S.

Solo una persona in redazione non ha trascorso una buona domenica. Si tratta di Bramardo che ha visto il suo Chelsea pareggiare per 0-0 contro il Manchester City. Su Francesco, Benitez potrebbe far tornare Torres il bomber che è stato!

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Risposta a Calciomercato.com: la gente bianconera è contenta di questa Juve

Calciomercato.com non placa le proprie uscite senza senso. Ovviamente fanno i giornalisti, ovviamente apprezziamo e stimiamo chi ci mette la firma e il coraggio, ovviamente tentiamo di non generalizzare la condizione pessima di onestà intellettuale di quelli della Gazzetta, ma ovviamente siamo anche molto attenti.

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E’ il terzo o quarto articolo ormai che tenta di gridare ai quattro venti un concetto inesistente: la gente della Juve si arrabbi con la Juve. Il motivo? I silenzi della Juve di fronte ai cronisti, ai giornali e alle TV. E così ci tocca ripetere quanto pensiamo. Siamo pure curiosi di leggere ciò che pensano i nostri lettori, che prima di essere lettori di questo blog sono veri tifosi juventini.

La Juve fa benissimo a tenere questo atteggiamento coi media. La Juve ha finalmente reagito a un atteggiamento, stavolta dei media, francamente insopportabile. L’assedio alla Juve esiste ed è palpabile: basta leggere Gazzetta e Repubblica a tal proposito e trovare quante prove si vogliono. L’assedio alla Juve esiste ed palpabile: basta ascoltare i servizi della RAI, i vari opinionisti presenti presso gli studi RaiSet per rendersi conto che l’oggettività è bandita quando si parla di Juve.

Tanti complimenti, ma anche tanta disinformazione. Lo stesso episodio viene trattato in modo differente se è a favore della Juve o a favore delle altre squadre. Le vere notizie vengono nascoste a favore delle notizie create ad arte per stimolare il gusto della polemica. La moviola viene attivata solo quando serve fare rumore contro i bianconeri o costruire alibi per i vari Stramaccioni di turno.

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Durante le conferenze stampa abbiamo assistito a domande provocatorie, inutile, assurde, vergognose e alle quali la Juve ha sempre risposte, soprattutto Conte quando gli era permesso di lottare ad armi pari con gli altri colleghi. Ma alla lunga la corda si è spezzata.

Basta così, basta giornalisti, basta conferenze stampa, basta prestare voce e faccia a chi non vuole fare informazione, ma obbedisce a precisi ordini di scuderia. La scuderia RCS per esempio.

Il silenzio è ben gradito a noi tifosi, a noi gente della Juve. Il silenzio è la migliore arma proprio per farci sentire, anche se è paradossale. Il silenzio ci aiuta a eliminare il rumore e dare volume ai ritmi di Antonio Conte. Sono i ritmi del campo e questi ci piacciono più di 2 minuti di interviste.

P.S.

Ora la Juve completi quello che noi abbiamo coraggiosamente iniziato: svincoliamoci dai canali istituzionali e creiamone uno nostro. Un canale tutto bianconero. Sai gli abbonamenti…

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Zazzaroni vorrebbe la censura per “iojuventino”

Ivan Zazzaroni, il magnifico giornalista sportivo, il virtuoso ballerino, l’uomo con lo shampoo in tasca, stavolta ha superato la misura.

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Risponderemo per le rime.

Ieri sera, durante le amenità che si raccontano nella Domenica sportiva della Ferrari (quella con Mondonico, Bacconi, Collovati, Gnocchi e, appunto, Zazzaroni), l’uomo che vive, bene, grazie alla libertà di stampa ha lanciato una crociata contro i blog della rete.

Lo so, voi direte “ing, che cazzo ci facevi davanti alla televisione a vedere un programma come quello?”. Volevo sentire un po’ di cazzate. Appunto.

Orbene, dopo averci fatto vedere mezz’ora di giornalismo epocale su Sampdoria-Genoa, la Ferrari ha introdotto Inter-Cagliari preannunciando i veleni del dopo partita. Fatteci sentire le parole del presidente degli onesti ( “… non vorrei tornare a storie del passato…” ), ha mostrato la pagina del sito della Juventus con il NO COMMENT che spiccava sul fondo nero ed ha spiegato che la Juventusaveva messo in rete il comunicato del 2011 dove il Procuratore federale aveva accusato l’Inter di illecito sportivo (rapporti Facchetti-arbitri), dichiarandola peraltro non perseguibile per sopraggiunta prescrizione.

In studio si è visto e sentito di tutto.

Il giornalista Rai presente (mi scuso con l’esimio professionista, ma non ne conosco il nome), con un’espressione minacciosa, riprendeva la Ferrari per aver definito solamente “un po’ forte”  il comunicato della Juventus:  “Un po’ forte? Ma è un fatto gravissimo, mai visto prima. E poi Moratti, nelle sue affermazioni, non ha mai fatto il nome della Juventus!”.

Ma non siamo mica stupidi, signor esimio professionista!

Collovati aggiungeva un laconico: “Ma lo sapete che nel 2006 una squadra come la Juventus, giustamente, è andata in serie B? Comunque bisogna porre fine, una volta per tutte, a queste polemiche”.

Giustamente cosa, Collovati? Ma hai mai letto le sentenze? Se non le hai lette, leggitele. Nessuna partita falsata, campionato regolare.

Fine alle polemiche Collocati? Ridateci gli scudetti scippati e ripagateci il danno economico e vedrete che finisce tutto.

Interveniva allora il mitico Zazzaroni. Da non credere, se non l’avessi ascoltato con le mie orecchie.

Le polemiche non finiranno mai perché esistono i blog della rete”.

Noi giornalisti non possiamo fare nulla contro uno strumento come la rete”.

I giornali arrivano a centinaia di migliaia di lettori, la rete (purtroppo, avrebbe voluto aggiungere) a milioni di persone”.

I blog tolgono ai giornali la materia sulla quale scrivere”.

Con i blog si andrà avanti per sempre a parlare di rubentus e prescritti”.

Tutto questo succede per colpa dei blog”.

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Ripetuto più volte, in totale delirio da schermo televisivo.

Zazzaroni, qui non si balla sotto le stelle!!!

Noi blog, compreso il nostro “iojuventino”, siamo il motivo per cui le polemiche tra Inter e Juventus non finiranno mai?

Senza i blog, i giornali avrebbero già fatto terminare da tempo queste polemiche?

E certo che sì. Perché i giornali sono servi del potere.

Noi no. Fortunatamente per chi ama la libertà di stampa.

I giornalisti professionisti si sentono minacciati da noi “dilettanti”: loro hanno il diritto di indirizzare l’opinione pubblica, noi dovremmo tacere.

Alla faccia della libertà di stampa!

Zazzaroni, non l’ha detto ma è evidente, vorrebbe che ai blog venisse messo il bavaglio.

Così loro, giornalisti professionisti, potrebbero seguitare ad esercitare il mestiere senza il fastidio di concorrenti scomodi e per giunta più letti di loro.

E no, caro ballerino.

Nessuno ci puo’ censurare.

E, se non l’hai capito, noi siamo i veri nuovi giornalisti.

Liberi di scrivere la verità. Che è l’anima del giornalismo.

Non servi dello stipendio e del padrone. Non servi della tiratura.

Noi siamo il futuro, già presente.

Scomodo, ma onesto.

Giù le mani dai blog, signor Zazzaroni.

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Juve: conferenza stampa annullata. Questo sì che è parlare

A calciomercato.come, la testata online diretta da Xavier Jacobelli, si chiedono quale sia il rispetto verso i tifosi e i giornalisti. Questa semplice domanda scatena il Bin Laden che è in me.

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La Juve annulla ancora la conferenza stampa. Già accaduto qualche giorno prima della sfida al Bologna e dopo i vergognosi attacchi post Catania. La Juve non gode di alcun rispetto sulla carta stampata né sulle TV e allora fa benissimo a non concedere la propria voce a un brutto e sporco gioco e cioè quello dei servi che scrivono e che parlano. Basta così, ora è il momento di continuare questi silenzi a oltranza.

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Dove è e quale sarebbe il rispetto inverso, chiediamo noi a calciomercato.com? Che razza di rispetto è quello di inventarsi domenica dopo domenica bufale grosse quanto una casa pur di cercare di danneggiare l’ambiente juventino tutto? Fa bene Agnelli e la Juve a non prestare la voce e farebbe ancora di più bene se evitasse pure di prestare giocatori alla Nazionale Italiana.

FIGC, carta straccia e TV sono i nostri peggiori nemici: chi dovrebbe difendere l’oggettività dei fatti la violenta costantemente, frutto di un tifo sfrenato e insensato che acceca la vista, apre i portafogli, cancella le coscienze e produce vaccate in quantità industriale.

Caro direttore, cari direttori e giornalisti… mo’ giocate da soli. A noi tifosi basta vedere la Juve di Antonio Conte in campo, la Juve di Marotta giocare a calcio, la Juve di Agnelli battere ogni tipo di record. Avanti così, in silenzio, pedalando forte, più forte di tutti. Veniteci dietro se siete capaci.

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Onestamente, su quale base innescare le violenti polemiche contro la Juve?

In un paese che ha smarrito l’onestà, in un paese che ha violentato l’oggettività intellettuale dei fatti, proviamo ugualmente a segnalare un paio di storture che ci sembra doveroso segnalare.

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Cominciamo dalla prima e cioè dalla ferocia con cui la stampa e la TV si fionda contro la Juve al primo episodio a favore. Vorremmo aver tenuto il calcolo dei favori ai bianconeri, ma rischieremmo poi di pubblicare anche le decisioni avverse e allora preferiamo proprio di no. Ciononostante ci tocca dire come la classifica juventina non sia viziata proprio da nessun fatto positivo. Addirittura è Panorama a venirci in soccorso pubblicando la classifica senza errori arbitrali. A nostro avviso chi ha costruito questa classifica ha volutamente omesso qualche episodio interessante, ma già così la Juve è e resta prima, con addirittura più punti sulla seconda. Tanto per fare un esempio… l’Inter di Stramaccioni ha molti punti in più grazie a qualche favore in più. Machissenefrega, solo che tale dettaglio andrebbe sottolineato.

Continuiamo con la seconda, ormai storica riflessione: il doppiopesismo italiano. Rigore netto per il Chievo contro il Napoli, ma nessuna discussione e addirittura polemiche dei gialloblu silenziate come nel peggior sistema mafioso. Rigore netto per il Catania contro i nerazzurri, ma si è trattato di un maledetto errore che non rende onore all’Inter… nonostante non sia stato certo il primo degli enormi favori. Nella scorsa giornata altro regalo al Milan che finalmente ha saputo approfittarne imbarcando tre punti in classifica: ma la deficienza rossonera (intesa come qualità di rosa e di gioco) è talmente elevata che è sembrato brutto per gli opinionisti sottolineare il regalo arbitrale. Contro la Juve si è invece scatenato il putiferio che è arrivato alla richiesta di rigiocare la partita. Perché no?!?

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E arriviamo al punto focale della questione. Una società e una società sola è stata smantellata nel 2006, con metodi da terzo mondo, da inferno, da mafia elevata a istituzione. Da quella società ne è emersa una nuova, completamente nuova, con gente di assoluto rispetto e di una limpida carriera come Marotta e il suo braccio destro. Mentre Andrea Agnelli è alla sua prima esperienza da dirigente calcistico. In 12 mesi hanno costruito una delle corazzate più impressionanti, con risultati ragguardevoli in termini di record e vittorie. E’ scappata solo una finale di Coppa Italia che sarebbe bello rigiocare al netto del rigore su Marchisio che ci avrebbe portato sull’1-0: rigiochiamo pure questa?

La domanda sorge allora spontanea, come direbbe Lubrano: come può una società così nuova, in un sistema vecchio che non è cambiato affatto come il calcio italiano, essersi impadronita di tutto il potere (quale?) tale da determinare i campionati? Una risposta la dobbiamo avere, una risposta chiara e precisa. Perché a noi è più semplice pensare che tutto quello che non è cambiato, si chiami Moratti o Galliani, si chiami FIGC o AIA, sia ancora intatto e continui a perseverare nell’unico obiettivo di favorire qualcuno e bastonare il solito. La vicenda Conte lo dimostra piuttosto chiaramente, così come lo dimostrano gli oltre 100 giorni senza rigori dello scorso anno, così come lo dimostra questo avvio di stagione dove la Juve avrà beneficiato della buona condizione, delle giornate ok di Vidal, Vucinic e Giovinco, dello strepitoso centrocampo, certo del favore di Catania… ma nulla più.

E’ legittimo sentirsi allora accerchiati? E? legittimo sentirsi presi in giro da un giornalismo vigliacco e servo dei soliti padroni? E’ legittimo non credere al lavoro di chi le regole dovrebbe farle rispettare e invece le viola costantemente come a Milano? Sì è legittimo, anzi… ci da più forza per tifare di più, con maggiore orgoglio, alla caccia di risultati ancora più imbarazzanti. Ci dispiace… siamo juventini e come noi… nessun altro!

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