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Tag: giovinco (pagina 1 di 22)

Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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Juventus: la fame e la corsa delle seconde linee

Un risultato largo, netto. Contro il Verona in Coppa Italia la Juve deve però guardare alla prestazione complessiva, anche slegata dalla serata probabilmente disastrosa degli scaligeri. Due i fattori chiave: la fame di chi ha giocato poco, la corsa di chi aveva voglia di dimostrare di poter stare in questa Juve.

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E la mente corre a dei nomi precisi: le funamboliche accelerazioni di Giovinco, mai così cattivo come ieri in ottica di “tiro in porta per segnare”; il dinamismo ritrovato di Simone Pepe, e il Cielo sa quanto vogliamo bene a questo ragazzo; l’estrosità e le verticalizzazioni pungenti di Pereyra, uno che a centrocampo può risolverci parecchi problemi.

A rileggere perciò i commenti precedenti ai pareggi raccolti nell’ultimo mese, viene il sospetto di aver schierato chi a un certo punto era inconsciamente sazio, o svuotato di quel sano ardore della battaglia che è sempre più necessario. Tante volte, sopperisce anche al tasso tecnico, trasformando buoni giocatori in ottimi giocatori.

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Viene il sospetto, quindi, che a utilizzare meglio la panchina, motivandola, questa Juve poteva persino non attraversare quella che in molti hanno chiamato “crisetta”.

Così come è evidente il rischio di aver assistito a un fuoco di paglia. Il fatto è che Allegri reclama rinforzi, mentre la società non vuole spendere.

Si resta così, con un motivatore in più?

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Incomprensibile Juve: problema ingaggi e tensione mentale

Quante passeggiate in quel centrocampo, a esclusione di Marchisio e Pereyra. Quanta sana umiltà quella di Evra che pure sembra essersi sbloccato (anche se pesa l’ingenuità su Gabbiadini).

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Poi però leggi le sostituzioni e fatichi a capire come sia stato possibile tenere Vidal fino alla fine. Il cileno è vergognoso, sia come atteggiamento mentale sia come giocate. E la domanda è tanto preoccupante quanto definitiva: è ancora dentro al progetto Juve? Altrimenti cominciamo anche a ragionare come faceva Moggi: dentro gente con fame.

E se a Vidal si sta rimproverando scarsissima efficacia, a Pogba si chiede maggiore continuità e scelte più intelligenti. Manca sempre la zampata finale, sia in fase di assist sia in fase di tiro. Vuoi essere campione? Bene, incidi come un campione. Tipo Tevez, anche se in questo dicembre è appannatissimo. E certo Coman e Morata non stanno mettendo per nulla in difficoltà Allegri che si ritrova una rosa molto più corta di quanto non si pensi.

Difesa a pezzi, con Bonucci squalificato per la prossima. Centrocampo affidato, a questo punto, al solo Pirlo perché gli altri stanno passeggiando e Marchisio è l’unico a essersi salvato. Attacco stanco, spuntato e con pochi gol.

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Ennesima occasione sprecata.

Juve, che sta succedendo? Il dominio del primo tempo non può chiudersi con un solo gol di vantaggio e paghiamo dazio alla prima occasione avversaria, quando gli avversari sono inermi e sepolti da tempo.

Invertire subito la rotta, per evitare figuracce.

P.S.

A cosa doveva servire la sostituzione di Tevez a soli due minuti dalla fine?

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Empoli – Juventus / La Juve cambia pelle… e marcia?

Tempo di cambi. Necessari e logici, per un certo verso, dopo la terribile botta presa a Genova. Tempo di nuova Juve. Forse nelle energie, perché Allegri ha ricordato che a guardare quanto fin qui raccolto, non pare proprio una situazione vergognosa.

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Vergognosa no, ma la Juve non si accontenta, e quindi pesano molto i passi falsi con Olympiacos, con Sassuolo e col Genoa. Evitabili, molto evitabili.

Questo pomeriggio a Empoli la Juve cambia. In panca Tevez e Llorente, e non è una punizione, ma un sereno riconoscimento di appannamento e stanchezza. Soprattutto per l’Apache che fino a qui non ha mai staccato. Dentro gente che deve dimostrare di valere questa maglia e gente che vuole spaccare il mondo. Leggi: Giovinco e Morata. Vedremo che riuscirà a combinare quest’accoppiata che, a me, sulla carta, piace molto. Magari con un Tevez in più, in un terzetto d’attacco elettrico, veloce e con mille soluzioni.

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Pirlo si riprende la regia. Quanto ci farebbe comodo il vero Pirlo. Quello delle giocate geniali, delle aperture millimetriche, dei lanci spacca-difesa, dei tempi di gioco dettati con una naturalezza sconvolgente. A 35 anni digerire uno stop di un mese è dura e Andrea l’ha pagata. Oggi ha la possibilità di riprendersi la Juve, dopo qualche meritata critica. Pogba riposa, Marchisio e Vidal titolari.

Non c’è possibilità di rifiatare, invece, per una difesa che non ha ricambi. Analogo discorso per le fasce, dove in realtà c’è il dubbio Pereyra da schierare subito sulla destra.

Empoli-Juve, ore 18.

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Genoa – Juventus / Finché la barca va lasciala andare?

Nulla cambierà. Almeno per ora. D’altronde ci sono più modi per interpretare il momento Juve. Numeri alla mano, Allegri ha fatto anche meglio di Conte. Prestazioni alla mano, qualcosa che non torna c’è. Soprattutto l’insistenza su un modulo che, a tratti, sembra non perfetto per le idee tattiche dell’allenatore livornese.

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Ma nulla cambierà. Anche questa sera. Con un leggero turnover dettato dalla necessità di non spompare alcuni uomini chiave, o dare il tempo di recuperare pienamente lo stato di forma.

Così, come logica impone, Marchisio torna in cabina di regia, con Pirlo in panchina. Pogba e Vidal regolarmente titolari, con Lichtsteiner a destra e Asamoah a sinistra, per carenze di alternative.

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In difesa i soliti tre, visto gli infortuni. E poi in attacco ancora Tevez e Llorente, nonostante in rampa di lancio scalpitano sia Giovinco sia Morata.

Servono i tre punti.

Come sempre.

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Contro le polemiche, contro tutti: parla il campo

Due settimane di delirio. Dopo Juve-Roma si sono scatenati in tanti, ma probabilmente in pochi hanno avuto ragione: il campo ha avuto ragione. Finalmente si riparte.

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Sabato si torna in campo, dopo la pausa Nazionale dove ancora la Juve è stata protagonista. Scherzi del destino, quasi a prendersi ancora gioco di chi ha poco ormai da fare se non polemizzare (ogni riferimento a Totti non è casuale).

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La Juve dovrà rinunciare a Morata, in attesa di tornare a festeggiare Llorente, ormai a secco di gol da troppo tempo. Scalpita il solito Tevez su cui ormai si è scatenato il gioco del “quando rientrerà in Nazionale?”. Per adesso ce lo godiamo noi, e solo noi. Per fortuna. Scalpita pure Giovinco e chissà se troverà spazio, di certo non come interno: in mezzo al campo la Juve è ben attrezzata.

Piuttosto resta il problema della difesa. Bonucci e Chiellini ok, anche e soprattutto dopo la pausa Nazionale, ma il resto è un andi-rivieni dall’infermeria. Pesante l’assenza di Barzagli: ma quando rientrerà? Nel frattempo Ogbonna dovrà garantire la sicurezza che serve a Buffon.

Si torna in campo, l’unico vero giudice.

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Juventus-Cesena / Non perdere il ritmo

Sulla carta è un impegno facile. Ma sul campo, sappiamo tutti, che è anche più complesso rispetto all’esordio in Champions o al match contro il Milan. Questione mentale, quella su cui Conte non ha praticamente mai sbagliato.

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Allegri è chiamato a un’altra prova: tenere vivo l’ambiente bianconero, anche contro il Cesena, soprattutto contro il Cesena. Da partite come quella di domani passa la vittoria di un campionato.

Visto il tour de force di questo spezzone di stagione, il mister è chiamato anche a dosare bene il gruppo. Scalpita, per esempio, Morata, desideroso di dimostrare tutto il suo valore. Sarebbe un’occasione propizia per lanciarlo dal primo minuto.

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Così come fremono Coman e Giovinco, praticamente i due vice Tevez, col francese che vorrebbe candidarsi a sorpresona dell’anno.

A centrocampo si attende il rientro di Pirlo, con la nota lietissima di un Vidal recuperato. Difficile tenere a bada il cileno, così come è difficile chiedere a Pereyra di restare in panchina. In questo settore Allegri ha solo l’imbarazzo della scelta.

La difesa preoccupa. Caceres è out, si spera solo per 15 giorni, anche perché Barzagli non ha ancora recuperato, e Marrone si è fermato senza nemmeno giocare.

Intanto c’è di nuovo il campo. Giusto per non perdere il ritmo.

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Fra pochi giorni si parte: ecco la situazione in casa Juve

Ultimo fine settimana, poi ogni volta che la Juve scenderà in campo sarà ufficiale. Conterà per classifiche e passaggio di turni. Conterà per la storia.

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A oggi, con 10 giorni di calciomercato, fra cui l’ultima settimana scoppiettante e imprevedibile, la rosa in mano a Max Allegri sembra piuttosto completa. Rinforzata, soprattutto nelle alternative rispetto a un anno fa. Con la permanenza dei due big Vidal e Pogba, cosa che assomiglia a una sorta di doppio acquisto.

A voler provare a tirare una linea, facilmente si arriva a ipotesi di formazione incoraggianti. Una delle certezze è in realtà anche un dubbio: 3-5-2 di stampo conservativo o prevarranno le idee progressiste della difesa a 4 e di uno schieramento offensivo che prediliga alberi o diamanti?

Supponiamo di dare credito alle ultime uscite, e impostiamo allora quale potrebbe essere la prima formazione a scendere in campo contro il Chievo Verona.

In porta Buffon. In panchina Storari, a meno di clamorose svolte di mercato delle ultimissime ore, con la Juve che virerebbe su Sorrentino.

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Le assenze di Barzagli (infortunio) e Chiellini (che dovrà scontare ancora 2 giornate di campionato) costringono a scelte definitive: Lichtsteiner a destra, Evra a sinistra, in mezzo Caceres e Bonucci, con Ogbonna e Marrone a sorvegliare la panchina. In generale, l’affidabilità e la versatilità di Caceres garantiscono una batteria di difensori granitica, buoni per ogni tipo di soluzione tattica. Con Evra ottimo nelle vesti di fluidificante puro, in uno schieramento di tipo 3-5-2.

E adesso partono le fantasie tattiche. Allegri ne ha provati diversi di schemi. Nelle ultime uscite si è addirittura visto un 4-2-4 molto simile alla concezione di calcio di Antonio Conte, con Pirlo e Vidal (nel caso ideale) a fare da ragionatori e frangiflutti in mezzo, e una batteria di esterni a supportare i due centrali di attacco, per esempio Pepe, Tevez, Llorente, Marchisio. Resterebbe fuori Pogba e quindi scartiamo questa ipotesi.

Più probabile lo schema ad albero di natale o con un trequartista dietro le due punte. La certezza è l’uso della coppia Tevez-Llorente. A diamante, avremmo Vidal-Pirlo-Pogba con Marchisio (Pereyra in alternativa) dietro le due punte; ad albero avremmo Vidal-Pirlo-Pogba, con Tevez e Giovinco a supportare l’ariete Llorente. In ogni caso, centrocampisti e attaccanti permettono di tutto. Pure il 4-3-3, con Giovinco o Pepe, in attesa di Morata, nel ruolo di attaccante esterno.

Varianti tattiche interessanti, senza dimenticare Asamoah, Pepe e Romulo a garantire la giusta spinta sulle fasce laterali. Proprio gli esterni garantiranno ad Allegri il camaleontismo per mandare in campo i più in forma, o lo schema più adatto in relazione all’avversario da affrontare.

Pochi giorni ancora e queste ipotesi saranno una costante dei prepartita su questo blog.

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Sogni di un tridente di mezz’estate

Dal 3-5-2 di Conte al 4-3-3 di Allegri? Sarà questo il passaggio più importante del cambio di gestione tecnica? In questa prima fase di precampionato ci sono tutti i segni.

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Il lavoro di Max Allegri verte su un principio di conservazione dei vecchi schemi a cui aggiungerà le sue idee. Progressivamente, senza quel trauma tattico che potrebbe recare più danno che benefici.

La più interessante è il tridente offensivo, già provato in queste partite, anche con discreti risultati.

Chi c’è e cosa manca alla rosa?

In questo tridente offensivo trovano posto tutti gli attaccanti a disposizione. Da Llorente, perfetto come boa centrale e terminale prezioso dei cross degli esterni, a Tevez, che può agire indistintamente su una delle due fasce, a Giovinco, che può riscoprire il ruolo in cui tanto fece bene nell’Under 21.

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Quando rientrerà, Morata avrà a disposizione due ruoli differenti: o attaccante esterno o vice-Llorente.

Chiaro allora che qualcosa manchi, a prescindere dal numero dei 5 attaccanti che Allegri vorrebbe in rosa. E a questo punto, con Pepe pienamente recuperato, non resta che decidere fra due differenti profili: o più trequartista, o un puro attaccante esterno.

Quali sono i profili?

Nelle vesti di puro attaccante esterno troverebbe spazio uno come Lavezzi. Solo che il PSG non lo libera così facilmente come qualcuno sta scrivendo. E sarebbe pure buona la soluzione Nani, precedentemente bocciata da Conte. Mentre l’età brucerebbe il nome Eto’o. La ricerca dunque continua. E certo Jovetic non lo daranno in prestito.

Viceversa, è un mondo tutto nuovo quello che si apre per il trequartista d’attacco. Un regista alla Zidane, una sorta di James Rodriguez. Un Lamela, per esempio, o un Pastore. O ancora Jovetic, in un ruolo più vicino alla seconda punta con doti da rifinitore. Con evidenti difficoltà sulle trattative.

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Come completare il mercato senza la partenza di Vidal?

Sembra non ancora terminata la telenovela Vidal. Mentre il guerriero twitta e mostra le foto di lui sorridente insieme ai compagni bianconeri, la stampa e lo stesso Marotta si interrogano come proseguire il mercato.

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Già, proseguire il mercato.

Fin qui la Juve si è rinforzata, sicuramente per due evidenti motivi:

  1. è riuscita a trattenere tutti i suoi migliori pezzi: Vidal, appunto, poi Pogba, e mettiamoci pure i vari Pirlo, Tevez e Llorente;
  2. ha migliorato il comparto delle seconde linee, aggiungendo gente come Pereyra e Romulo, Morata ed Evra (che ci perdonerà se lo inseriamo fra le seconde linee).

La sessione non è però finita.

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Mancano infatti un difensore centrale e un quinto elemento d’attacco. Giovinco dovrebbe rimanere: ad Allegri uno così comincia a far comodo per un utilizzo come esterno d’attacco o trequartista. Mentre in difesa c’è bisogno assoluto di una più che valida alternativa a Bonucci, Chiellini e Barzagli.

Basta contare le prime due giornate: out Chiellini (squalifica) e Barzagli (infortunio), resta il solo Bonucci. Sarà difesa a tre allora, perché l’assetto a quattro è improponibile. Inaffidabile, fin qui, Ogbonna. Ma chi sarà il rinforzo difensivo? Piace Nastasic, ma costa, mentre è saltato lo scambio Isla-Savic con la Fiorentina.

In attacco la situazione è più complessa. O un gregario di lusso (Eto’o è stato più volte rifiutato) o un colpo a sorpresa col solito schema del me-lo-prendo-gratis-e-te-lo-pago-forse-tra-un-anno.

E chiudiamo col solito tormentone: se dovesse restare questa Juve, con Vidal e Pogba e addirittura nuovi rinforzi… ma perché mai Antonio Conte ha mollato?

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