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Tag: gomez

Fiorentina – Juventus 0 – 0 / Chi ci ha capito qualcosa?

Cantava De Gregori “e non c’è nulla da capire”. Sarebbe la colonna sonora perfetta per il match fra Fiorentina e Juventus. Uno scialbo 0-0 dove vince solo l’estro dei tifosi viola che ancora protestano (e chissà perché).

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Allegri sorprende tutti, forse anche i ragazzi stessi: ritorno al passato, con un 3-5-2 che fa da specchio a quello viola. Con Evra e Ogbonna, con Pereyra e Coman.

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I fischi dello stadio, anche i buu razzisti contro Ogbonna e Pogba, le proteste per un presunto fallo laterale invertito: è la fotografia dell’Italia calcistica. Per questo non aver nemmeno tentato di vincere fa male a chi oggi si chiede se è un pareggio che ci può stare o un pareggio beffa (visto che non si è nemmeno tirato in porta).

Testa a martedì, si dirà. Ma al di là di questo, a sorprendere è ancora la superficialità di molte giocate: da Pogba a Vidal, per esempio. E la pochezza delle fasce, dove Evra è molto lontano dall’essere utile.

Zero a zero, dunque. Moviola inclusa: una mezza cravatta di Chiellini su Gomez, poi il mani di Pizarro finale, nel mezzo mancano un paio di gialli per Basanta e Gomez, ma si ricordano i fischi dello stadio e il “buffone” gridato a Rizzoli. E’ sempre Italia, in fondo.

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Alla terza di campionato ci sono già i primi verdetti?

Nell’ordine: la Juve passeggia e si sbarazza del Milan; la Roma batte Zeman coi ricambi; il Napoli crolla con l’Udinese; la Fiorentina vince a fatica, ma vince; l’Inter si salva contro il Palermo; il Verona è terzo, mentre il Torino non segna ancora. Campionato già definito?

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Viene da pensarlo a guardare non già la semplice classifica, ma il modo in cui si è formata.

Tre vittorie su tre da parte di Juve e Roma che sono, praticamente, già in fuga. Dietro arrancano.

Milano piange

Le milanesi piangono. Mazzarri è contento perché è già in testa nella speciale e importante classifica dei calci d’angolo battuti. A Palermo i nerazzurri praticamente si salvano, grazie all’imprecisione sotto porta dei ragazzi di Iachini. Chi ha visto la partita avrà potuto apprezzare un secondo tempo in cui una squadra manovrava bene e l’Inter arrancava contando sulla giocata del singolo in attacco, che però non è arrivata. Con un Vidic in totale confusione. Un consiglio pratico: meno parole, più fatti.

Cambiando sponda, Berlusconi si è già lavato le mani: “Non fanno quello che dico io”, salvo che non ha ancora spiegato bene cosa dice lui. Così Pippo si ritrova di nuovo sulla terra, aggrappato agli spot “vogliamo tornare a vincere”, mentre Galliani sogna ancora la famosa cena in cui “Carlitos non tradirà” e invece Carlitos continua a segnare e a trascinare la Juve. Destino beffardo.

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Napoli: jurnata ‘e sole?

Più giù, ci sono solo due ipotesi per valutare Benitez: o lo fa apposta, oppure ci sta capendo poco. Turnover azzardato, risultati deludenti. Gli azzurri sono dietro già di 6 punti, sui 9 totali disponibili. Verrebbe da dire: ciao ciao scudetto già a fine settembre. Unito al ciao ciao Champions a fine agosto, la deduzione è che il progetto De Laurentiis non aveva fatto i conti con la realtà dei fatti.

La preoccupazione più grande è la gestione dello spogliatoio: il povero Higuain non lo dirà mai, ma già rimpiange quelle panchine al Bernabeu; Callejon non sta capendo le panchine al San Paolo; Hamsik dovrà decidere se curare ancora la cresta o magari tuffarsi in duri allenamenti pro performance.

In tutto ciò, ci mancava giusto secondo De Laurentiis, il figlio di Aurelio: calma e sangue freddo. La consolazione è che si può preparare la sfida alla Juve in tutta calma e puntare così a una stagione comunque positiva: battere la Juve per salvare un’annata. Roba da Napoli.

Il Toro spreca, la Viola fatica, il Verona vola

Se a Napoli piangono, a Verona stanno godendo come matti. 7 punti 7, terzi in classifica. Mandorlini sta accumulando miracoli su miracoli, con un Saviola ancora da scoprire. Segnano pure i moldavi, in una formazione stupefacente. Ne fa le spese il Torino che sta pagando a caro prezzo il furto dell’Europa League ai danni del Parma: visto che succede ad appropriarsi di meriti non acquisiti sul campo?

Il bomber Gomez è a riposo, così Montella deve inventarsi altre mosse. A fatica, ma l’Atalanta è stata battuta, ma il calcio che conta avrebbe bisogno di altro. Vedendo però le milanesi e il Napoli, la lotta per il terzo posto è alla portata dei Della Valle. Buona sfida.

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Juventus-Fiorentina Comincia un duello lungo tre partite

E’ dal 1928 che la Fiorentina non riesce a scrollarsi di dosso un odio profondo e sincero verso i colori bianconeri. Un 11-0 che ha fatto malissimo, poi ripetuto con la UEFA del 1990 e il passaggio di Baggio alla Juve, senza dimenticare lo scudetto di Liam Brady.

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No: non può essere una partita normale a Firenze. Anche perché, vincendone anche solo una delle tre in programma in 12 giorni, per i tifosi viola sarebbe già un anno migliore. Differenza di obiettivi, differenza di storia. Piaccia o non piaccia.

Rientra Gomez nelle fila viola, mentre la Juve continua ad affidarsi a una delle migliori coppie gol degli ultimi 20 anni, in perfetta scia a Del Piero-Trezeguet. Pensare che sono costati soltanto 9 milioni di euro più bonus, Llorente più Tevez.

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Un trittico di partite ad alta tensione. In attesa di Napoli-Roma di stasera, il match a ora di pranzo può offrire diverse chiavi di lettura prospettiche per il campionato: può riaprirsi o chiudere definitivamente tutti i giochi. Mentre da giovedì comincia un’altra storia, ben più pesante, se visto dall’ottica di chi sta puntando un trofeo importante (dopo anni di digiuno).

Conte non si affida al turnover, se non per dare fiato a Bonucci (pronto Ogbonna). Squalificato Pirlo, tocca a Marchisio piazzarsi in cabina di regia, con l’occasione di sperimentare un ruolo che potrebbe già essere suo. Rientra Chiellini a sinistra, mentre i casi-mercato Pogba e Vidal hanno solo fatto vendere qualche giornale in più.

Juventus-Fiorentina Marchisio sostituisce Pirlo

#Mobasta: parola al campo.

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Concorrenza diretta, indiretta, sleale e embargo

Quando la rivalità di pensiero si scontra con la rivalità sportiva, perdendone ogni concetto di sportività, allora si finisce per parlare di altro, non certo di concorrenza.

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E’ quanto sta accadendo e già è accaduto. In particolare nel triangolo Juventus, Napoli e Fiorentina. Gli aggettivi si usano a seconda di cosa succede, e magari i significati si sovrappongono se poi l’opinione pubblica può essere accesa con il solito istinto antijuventino. Un anno fa scoppiò il caso Berbatov che noi abbiamo realmente ricostruito, mettendo da parte le fantasie di certi giornalistucoli. Si parlò di viltà, di scorrettezza, di scarso stile, con Marotta costretto a difendersi dall’indifendibile.

Oggi accade con Gomez, con l’intromissione del Napoli quando i giochi erano fatti. Solo che Della Valle stavolta non ha mosso un dito, né proferito le stesse parole che, per coerenza, avrebbe dovuto proferire come un anno fa. Anzi, i giornali hanno descritto la mossa di De Laurentiis, disperata, come legittima concorrenza. Questa legittima, quella dello scorso anno illegittima.

Bene inteso: i giocatori si muovono coi soldi, con un minimo di diplomazia, ma pur sempre coi soldi. Chi ce li ha e fa l’offerta migliore vince. Tranne se in gioco c’è la Juve. Così Della Valle, in lotta con Elkan per RCS, fa muro su Jovetic che preferirebbe la Juve a tutto il resto del mondo, ma può scordarsi la Juve.

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Marotta non pagherà 30 milioni cash, la Fiorentina venderà Jovetic all’estero, anche con la possibilità di scontare qualcosa se nessuno pagherà la clausola. Liberi di farlo, anzi è una scelta logica, ma occorrerebbe risistemare i termini della dialettica giornalistica.

Vedi Cairo nell’affare Ogbonna: richiesta, richiesta soddisfatta, accordo raggiunto pur se a stringersi la mano sono Torino e Juve, assecondando entrambe la volontà del giocatore. Dispiace dirlo, ma è così: la Juve di Conte ha un appeal esagerato. Resta all’intelligenza di chi intasca.

Intelligenza che non abita nei redattori dei giornali sportivi italiani. Ieri riportavano la notizia di un Vidal in fiamme con la Juve: non rinnova e apre al Real Madrid. Bastava ascoltare le parole di Arturo per rendersi conto della sostanza delle sue dichiarazioni:

L’interesse del Real è un onore, fa sempre piacere, ma sto già in un grandissimo club col quale voglio continuare a vincere e darò tutto. Stiamo parlando infatti del mio rinnovo e sono contentissimo.

Questo mentre si fa di tutto per portare Isla in nerazzurro, destabilizzare Pogba, vendere Giaccherini (la verità è che la Juve considererà un’offerta vicina ai 10 milioni di euro) e magari da Palazzi esce ancora qualche magia da sfruttare da qui sino all’inizio del campionato. E non uno che abbia accennato a cosa è successo in Lega per la Supercoppa del 18 agosto. Come sempre: soli contro tutti. Come sempre: più forti di tutto. E di tutti.

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Palermo-Catania, i diffidati e il nuovo complotto

Oggi non si parla di un argomento sui giornali e in TV. Oggi non si parla del fenomeno dei diffidati, delle squalifiche in arrivo, delle squalifiche tolte. Non si parla della moviola di Palermo-Catania né di polemiche già silenziate, anche se Miccoli e Gomez avrebbero qualcosa da dire. Non ci sono gli scagnozzi della Gazzetta dello Sport che analizzano tabellini e concludono che qualcosa bolle in pentola.

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Palermo-Catania è stata una bella partita. Bella squadra quella di Maran che sul 3-0 ha cominciato a giocare: non è uno scherzo né una battuta, perché chi ha giocato a calcio sa benissimo che questa situazione è sintomo di una squadra comunque in salute, vittima solo di una brutta serata. E bella squadra quella di Gasperini che può inciampare, ma può anche fare malissimo alle avversarie.

100esimo gol per Miccoli, grande doppietta di Ilicic, bellissimi i dribbling di Gomez, bella la regia di Donati, buon difensore Spolli. Nomi non scelti a caso, ma protagonisti della serata che ha visto il Palermo imporsi per 3-1. Protagonisti che non potranno essere tali nel prossimo turno di campionato.

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Accade infatti che in campo vi erano 4 diffidati e che questi 4 diffidati sono stati ammoniti e pertanto salteranno la prossima partita. Parliamo di pedine fondamentali in squadre come Palermo e Catania e parliamo di ammonizioni molto particolari. L’unica reale è quella di Spolli, mentre sulle altre conviene soffermarsi giusto un attimo:

  • Miccoli viene ammonito addirittura in panchina: motivo? E chi lo capisce? Miccoli è reo di essersi sostituito a Gasperini in quanto a incitamento e consigli;
  • Gomez è stato ammonito per simulazione: non c’era rigore probabilmente, non certo simulazione;
  • Donati è stato ammonito in misura eccessiva rispetto al fallo commesso.

E quindi? E quindi Miccoli, Donati, Spolli e Gomez salteranno Inter-Palermo e Catania-Milan. Fosse capitato alla Juve oggi ci sarebbero state interrogazioni parlamentari, oggi si silenziano i protagonisti e non si parla di squalifiche.

P.S.

Questo pezzo vuole mostrare che tipo di informazione si può fare sui singoli episodi, decidendo di volta in volta i toni da usare per scatenare polemica o zittirla in partenza. Sono gli strumenti dei giornalacci amici di Moratti e Berlusconi, di quell’RCS in “si nasce interisti”. Noi crediamo che le ammonizioni siano casuali, e che i vantaggi di cui beneficeranno Inter e Milan sono legittimi perché queste sono le regole del gioco. E’ anche questo un indice del livello di onestà di questo Paese. Buon campionato a tutti!

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Ecco tutti i furti della Juve…

Nella giornata appena chiusa tanti sono stati i furti della Juve che ci sentiamo in dovere di riunirli in una unica grande lista. Ci scuseranno i nostri lettori per la franchezza, ma non ce la sentiamo più di proteggere i bianconeri e quel cupolaro di Marotta.

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Buona lettura:

  1. gol di Mauri regolare annullato, la Fiorentina ha così potuto chiudere la propria vittoria;
  2. rigore negato alla Lazio nella stessa partita, ma Lotito è solo pazzo e quindi la sua protesta non viene raccolta dai giornali e dalle TV: intanto Pradè non protesta né chiede di ripetere la gara, mentre Della Valle balla in tribuna lui che accusava Agnelli di andare in discoteca o qualcosa del genere;
  3. domenica scorsa rigore netto negato a Gomez del Catania contro l’Inter: nessuna protesta si è levata dai gazzettari di turno. Il padrone non l’avrebbe permesso;
  4. rigore netto negato al Chievo contro il Napoli, ma anche qui la protesta di Sorrentino “perché al San Paolo non è avvenuto uno scandalo come a Catania?” non viene raccolta: c’è evidentemente un complotto contro il Napoli, dopo il rigore su Hamsik avvenuto però fuori area contro la Sampdoria (altri 3 punti scippati).

Certo è clamoroso l’annullamento del gol a Bergessio, così come ci piacerebbe conoscere l’opinione sul fallo di Legrottaglie su Giovinco e il pugno di Spolli su Pogba… ma ci accontentiamo di essere primi, imbattuti e lanciati verso un’altra stagione super.

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Euro 2012: Germania – Olanda 2-1

Olanda con un piede e mezzo fuori dall’Europeo. Grande attesa per il big match della giornata tra gli Orange, chiamati  a riscattare l’opaca prova nella partita d’esordio contro la Danimarca, e la Germania che dal canto suo deve confermare quanto di positivo fatto contro il Portogallo.

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Primo tempo decisamente a senso unico con i tedeschi che lasciano giocare l’Olanda appena una decina di minuti e chiudono il match con un uno-due di Mario Gomez nel giro di circa cinque minuti. L’osservato speciale dal popolo bianconero Robin Van Persie non ha modo di potersi mettere in luce durante i primi 45 minuti di gioco a causa di un’Olanda non pervenuta.

Nella ripresa sembrano cambiare leggermente le cose, con la Germania che ha qualche buona occasione alternata a dei passaggi a vuoto. Ed ecco che durante uno di questi arriva la giocata che aspetti: Van Persie, che già in precedenza aveva sfiorato la rete con un gran tiro al volo, si libera di Hummels con una magia e batte Neuer con un gran destro dal limite. Due a uno, ma troppo tardi per il risveglio olandese che vede svanire quasi del tutto il suo sogno Europeo, ma che fa proseguire dopo il gran gol di stasera il sogno dei tifosi juventini di vedere RVP con la casacca bianconera.

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Euro2012: flop Olanda, top Germania

La prima sorpresa. La prima vera sorpresa di Euro2012 è il flop clamoroso dell’Olanda. Un flop molto netto e pressoché totale.

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La squadra orange non riesce a confermare tutte le bontà mostrate in fase di preparazione di questo Europeo. Abulica, contratta, slegata fra i reparti. Una accozzaglia di singoli che però non risultati una squadra.

A cominciare da Robben e Afellay, fortissimi nell’uno-contro-uno, ma totalmente inefficaci. Passando per Snejder, insufficiente, e Van Persie, svagato e isolato. E’ questa una delle favorite per la vittoria finale? No, troppo brutta per essere vera. Aspettiamo la reazione nella prossima sfida, a questo punto già decisiva. Per quanto riguarda Van Persie ricordiamo ai tifosi di non limitare l’analisi a questi brutti 90 minuti.

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Sì perché in serata la Germania ha fatto la… Germania. Dura, solida, organizzata, molto equilibrata. Fin qui la squadra più squadra di tutte, anche se mancano gli altri due gironi. E’ mancata forse sotto porta, ma ha creato diverse occasioni contro un Portogallo che ha confermato la mancanza cronica di un bomber. Ci chiediamo il perché della scelta bizzarra di allontanare Cristiano Ronaldo dalla porta, praticamente l’unico in grado di buttarla dentro. In realtà il fenomeno portoghese non ha combinato molto, anzi ha sciupato un paio di buone occasioni. Non è questa la strada per il Pallone d’Oro.

Ozil e Khedira, ma soprattutto gli esterni tedeschi creano tanto. E Gomez prima o poi fa gol. Con un Klose scalpitante, apparso in grande condizione.

La Germania si conferma come una delle pretendenti al titolo finale, con già un bel vantaggio su Portogallo e Olanda nel gruppo infernale di questo Euro2012.

Questo pomeriggio tocca all’Italia, poi si attendono gli squilli di Francia e Inghilterra.

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