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Tag: gouano

I giovani nel calcio: la doppia faccia della medaglia

La Juventus che vince regolarmente il torneo di Viareggio non è un fenomeno da ricercare nella purà fatalità. La società bianconera è sempre stata molto attenta ai giovani, ha sempre puntato sui talenti in erba sparsi in Italia, e in giro per il mondo. Non a caso, il buon Sivori era uno dei migliori osservatori che la Juventus aveva per la zona sudamericana.

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Prodotti del vivaio sono Giovinco, Marchisio, De Ceglie, ma anche molti altri giocatori che hanno ben figurato in serie A e in serie B (vedi Immobile). E’ sempre stata una costante della Juventus, e oggi, grazie al lavoro di Paratici, si sta di nuovo alimentando quella politica che tanto ha reso negli anni precedenti. Certo, non possiamo avere il livello della cantera del Barcellona, ma in Italia, forse insieme alla Roma, abbiamo il miglior settore giovanile. La Juve punta sui giovani, e lo dimostra l’inserimento di Masi in prima squadra, oppure il forte interesse su Verratti, prima che nascesse la famosa diatriba che poi lo ha condotto a Parigi addirittura. Ma i giovani per la Juventus, oltre a rappresentare una scommessa, un investimento per il futuro, spesso e volentieri sono anche merce di scambio per arrivare a giocatori già formati, quando il cash non basta.

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Tanti sono gli esempi, anche nella stessa trattativa per Verratti erano state inserite contropartite tecniche. Non è un fenomeno ristretto all’ambiente bianconero, anzi: abbiamo più volte detto che la crisi economica spinge sempre di più a bloccare flussi di denaro, e costringe le squadre a fare scambi, affari in comproprietà, prestiti, ecc. . Ma le dinamiche di mercato, oltre all’aspetto economico, richiederebbero una più attenta e profonda analisi quando coinvolgono calciatori in giovane età. Perchè spesso, per arrivare al giocatore formato, si rischia di perdere il giovane, e di farlo migliorare magari in altre società, con il pericolo di trovare difficoltà al momento di riprenderlo. Vedi l’affare Giovinco, e quanto ci ha rimesso la Juventus in termini economici.

Vero, noi non siamo né l’Udinese né l’Arsenal: abbiamo l’obbligo di vincere, abbiamo la pretesa di portare trofei a casa, e non siamo in grado di puntare subito sui giovani e di aspettarli. Marrone, Masi, Pogba preso a costo zero sono veramente il futuro di questa Juventus: e Conte fa bene a puntarci. Ma un Appelt, un Gouano dato al Werder, oppure un Bouy che può essere inserito nell’affare Jovetic possono veramente diventare degli errori di mercato. I giovani vanno presi per essere valorizzati, e per valorizzarli hanno bisogno di giocare. E’ naturale che vengano dati ad altre squadre (meno quotate) per farsi le ossa, ed avere la possibilità di migliorarsi. Ma bisogna anche stare attenti alle cantonate che si prendono nelle trattative, perchè pur di arrivare a tutti i costi ad un giocatore, cercando di spendere il meno possibile, spesso si danno via dei talenti incredibili. Se ci fate caso, abbiamo comprato un giocatore già e tutto nostro, cioè Giovinco. O ancora un Immobile in comproprietà col Genoa: pensate cosa potrebbe essere la richiesta di Preziosi se Immobile dovessere fare un campionato da 15-20 gol (cosa molto probabile, viste le qualità: se non 15, almeno 10 li farà).

Per questo i giovani possono rappresentare due facce della stessa medaglia: le valutazioni di mercato, spesso dominate dalla forza economica, sono un’arma a doppio taglio, quando si parla di giovani.

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La Juve che verrà: la difesa.

Mentre si festeggia lo scudetto numero 30, la dirigenza bianconera è già al lavoro per cercare di rinforzare l’attuale rosa. Marotta, Paratici e Nedved sono già impegnati per fare il punto della situazione, e valutare al meglio quali giocatori inserire per il prossimo anno.

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Cosa serve alla Juventus, e quali reparti devono essere rinforzati?

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Il quesito appare di difficile interpretazione, tenendo conto che la Juventus non ha mostrato punti deboli evidenti. E’ stata superiore a tutte, ha sempre imposto il suo gioco (tranne forse a Milano, nella gara di ritorno). La miglior difesa del campionato, appena 19 gol subiti: significa grande compattezza. Ma l’anno prossimo le competizioni saranno tre, con una Champions di grandissimo livello, che richiede qualità, esperienza, grande organico.

Partendo dalla difesa, l’innesto principale è sicuramente un terzino sinistro, vuoi che Conte giocherà col 4-4-2, o col 3-5-2. Quest’anno si sono alternati Chiellini (adattato), De Ceglie (a volte timido, sia nel 4-4-2 che nel 3-5-2). Sarebbe bello vedere Gareth Bale nella squadra di Conte, sarebbe perfetto per il suo gioco: grande corsa, sa spingere, ha comunque confidenza col gol, e in generale col tiro in porta. E poi tatticamente è il top. Altro giocatore da tenere d’occhio è sicuramente Armero dell’Udinese: insieme a Isla ha fatto le fortune dei friulani. Anche lui ha grande corsa, segna ogni tanto. Ma non bisogna dimenticare che spesso le sorprese arrivano da casa propria, e quest’anno non è stato un caso che nel 3-5-2 Conte abbia dato spesso fiducia a Marcelo Estigarribia. Per la sua grande disponibilità, duttilità, capacità di saltare l’uomo. Ha giocato partite importanti, tanto per citarne qualcuna: a Napoli, dove ha fatto  gol; a Roma; a Milano. Conte si fida del paraguaiano, e non a caso lo ha impiegato in quel difficile ruolo, per fargli prendere dimestichezza con la fase difensiva, lui che nasce come ala pura (ha giocato così ne Paraguay, in Coppa America). Se Conte riesce a trasformarlo in terzino, non avrei dubbi a dire che siamo di fronte a un nuovo Zambrotta.

Discorso più complicato per il centrale: ce ne sono pochi forti, di grande livello. E quelli che ci sono non vengono sicuramente ceduti. Si era parlato di Vidic del Manchester United, ma sembra improbabile che Ferguson se lo lasci portar via, soprattutto dopo la vicenda Pogba. C’è Gouano, giovane della primavera, molto promettente, e che ha disputato un gran Viareggio. Vedremo.

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