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Una squadra senza contratto

Fabio Grosso: da eroe mondiale...

Fabio Grosso: da eroe mondiale...

Il mercato dei giocatori senza contratto offre sicuramente parecchie soluzioni low cost per molte squadre di bassa classifica o serie B, sono cosi tanti che si può addirittura costruire una formazione con riserve.

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Proviamo a tirar su questa nazionale degli svincolati:

In porta la scelta è tra quattro esperti e anziani, il più giovane è Artur Boruc ex Fiorentina 32 anni, passiamo al più vecchio Francesco Antonioli ex Cesena, Bologna, Roma e molte altre squadre, chiudiamo con l’usato sicuro cioè il nostro “Geppetto” Alexander Manninger e Matteo Sereni.

In difesa partiamo con un ex Campione del Mondo ed ex Juventino Gianluca Zambrotta, parlando sempre di esterni troviamo un altro ex bianconero che ci ha fatto esultare a Berlino nel 2006 Fabio Grosso, al centro schieriamo il 24enne Vanden Borre affiancato da Per Kroldroup lasciando in panchina l’esperto Lorenzo Stovini senza dimenticare Aimo Diana e Pietro Accardi.

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A centrocampo partiamo subito con un altro ex nazionale 2006 Simone Barone e al centro insieme a lui schieriamo Cristiano Zanetti, esterni  altri due ex bianconeri Matteo Paro e Marco Marchionni , in panchina facciamo accomodare Obodo, Dalla Bona e Omar Milanetto.

Concludiamo con l’attacco dove abbiamo la coppia Makiwa Suazo e lasciamo in panchina Antonio Langella.

Ci sarebbe un altro giocatore da schierare in attacco a cui andrebbe il numero 10 di diritto ma la sua firma su un contratto sembra questione di ore ormai, non serve nemmeno che ve lo nomino ovviamente.

Un 4-4-2 immaginario dove troviamo molti giocatori passati da Torino.

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Conte: “non abbiamo ancora fatto niente”. Sicuro?

Antonio Conte da Dubai torna a macinare il solito ritornello. Un ritornello che ci ha portati sino a qui, cioè al primo posto in campionato. Strameritato, giocando il miglior calcio, con, addirittura, molte recriminazioni per non aver saputo chiudere alcune partite.

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Ecco, con qualche rammarico. Addirittura!

Il punto interrogativo è esattamente la risposta che vorrei dare al mister Conte, uno che fino ad adesso ha giocato al meglio le carte che si è trovato in mano. Adesso col mercato invernale qualcosa si può ancora migliorare, qualcuno verrà definitivamente allontanato.

Di certo c’è che la Juve fino ad adesso ha costruito qualcosa di importante. Primo fra tutti uno spogliatoio granitico: ci hanno provato in mille modi, ma l’ambiente bianconero non si è nemmeno lesionato. E dire che i motivi c’erano tutti: l’utilizzo col contagocce della Bandiera Del Piero, le esclusioni ai limiti della decenza umana di Amauri, Iaquinta, Grosso e Marco Motta, il non utilizzo dei due titolari-d’estate Krasic ed Elia, il silenzio dignitosissimo di Luca Toni, il lentissimo recupero di Quagliarella (mai una parola fuori posto).

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Di certo c’è che la Juve fin qui ha mostrato il più bel calcio della Serie A. I numeri stavolta sono davvero disarmanti. Possesso palla magistrale, giro palla veloce ed efficace, uso creativo del 4-5-1 che si è più volte trasformato in 3-5-2, in 4-3-3, in 4-4-1-1. Numero di occasioni create, media tiri in porta per partita, numero di giocatori mandati a rete.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve può contare davvero su un’idea di gioco. E chissà cosa potrà accadere con dei giocatori di primissima qualità.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve ha trovato una personalità che ha sorpreso tutti: tenace, combattiva, mai molle. Il dato delle zero sconfitte è illuminante, così come il fatto che fin qui nessun avversario ha ancora messo alle strette i bianconeri. Il predominio territoriale è stato sempre appannaggio della Juve.

Di certo c’è, ed è una sensazione diffusa, che la Juve non abbia ancora espresso completamente il suo potenziale. Detto di Krasic che andrà via, mancano all’appello il miglior Elia, il miglior Quagliarella e finalmente ritorna Vucinic. Con un rincalzo a centrocampo che permetterà a Marchisio e Vidal di non affaticarsi fino allo sfinimento (discorso che vale più per Marchisio, molto appannato nelle ultime partite).

Di certo c’è che al caldo di Dubai la Juve è tornata a correre. Veloce, con la grinta e la cattiveria giusta, con la mentalità concentrata. Perché è vero, in fondo, quello che dice conte: “ancora non abbiamo fatto niente!”. Ancora.

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Pedine in uscita alla Juve: ora è ufficiale

Sotto a chi tocca. O, semplicemente, chi vuole se li prende.

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In partenza per Dubai la Juve lascia a casa diversi uomini. Uomini che sono già ufficialmente sul mercato. Valutazioni a prezzo di saldo, ingaggi più o meno importanti. Gente che alla Juve non serve più, forse non è mai servita. Il che aumenta la rabbia dei tifosi, ovviamente.

Restano a Torino, in cerca di sistemazione presso altra società, in cinque:

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  1. Amauri
  2. Grosso
  3. Motta
  4. Toni
  5. Iaquinta

Assenze pesanti, per nulla sorprendenti. Assenze che in realtà non dovevano essere tali se ad agosto questi signori non si fossero impuntati a rifiutare ogni destinazione. Come accaduto per Felipe Melo e Ziegler, tanto per intenderci.

Cinque sul mercato quindi, cioè cinque stipendi in meno. E che stipendi se consideriamo quelli di Iaquinta e Amauri.

Ceduti questi cinque, Marotta passerà a esaminare la posizione di altre pedine in bilico. Su tutti Krasic per il quale, voci non confermate, si parla di Turchia o addirittura Premier League. La Turchia garantirebbe un ritorno economico importante, mentre la Premier garantirebbe l’impostazione di uno scambio con qualche giocatore utile alla causa bianconera.

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Per il Siena non cambiare, stessa Juve, stesso parlare

Sì ok, la canzoncina è venuta male, ma ad ascoltare le parole di Conte in conferenza e a recepire i messaggi subliminali delle sue risposte, viene proprio da pensare che la Juve che scenderà in campo a Siena non sarà poi così diversa da quella andata in onda col Parma.

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Le certezze sono almeno tre: la difesa, con l’inserimento di Grosso al posto dello squalificato De Ceglie, la coppia centrale di centrocampo e il fatto che qualunque uomo si scelga per il duo d’attacco… va sempre bene. Mica male.

Torno a ripetere un concetto, sperando di non diventare tedioso da qui alla fine dell’anno: quando leggo le probabili formazioni vi confesso che la prima cosa che leggo è la panchina. E i miei sospiri, contrariamente a un anno fa, sono assolutamente positivi, rilassati e confortanti.

Se le voci di corridoio sono esatte, la panchina di pomeriggio ospiterà Storari, Bonucci, Vidal, Elia, Giaccherini, Del Piero e Quagliarella. A casa resteranno Estigarribia, Sorensen, Pazienza e Toni, fra gli altri. E io sono contento.

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Sono contento perché finalmente un allenatore bianconero potrà pure sbagliare l’undici iniziale, tanto poi c’è una balle sfilza di cosidette riserve che possono aggiustare la situazione. E queste stesse riserve fungono pure da stimolo per chi va in campo: o c’è impegno massimo e risultati efficaci, o si perde il posto a favore di chi scalpita in panca.

Detto questo e letta la panchina, assolutamente di lusso, la formazione titolare è presto fatta.

Per dovere di classe, in attacco debutterà dal primo minuto Vucinic: il montenegrino è parso un attimo tirato contro il Parma, benché i suoi movimenti e i suoi scambi con i centrocampisti hanno favorito parecchie azioni d’attacco, solo che il pubblico lo vuole dentro all’azione, magari col gol. In attesa di trovare la giusta intesa con Alessandro Matri: lui sì il gol l’aveva trovato, pure un rigore, ma va da sé che quest’anno andrà forse così.

Pirlo-Marchisio insostituibili, a tutto svantaggio dell’ultimo arrivato Vidal che dovrà sudare per conquistarsi un posto da titolare. Ci sarà spazio comunque nella ripresa e sicuramente mercoledì sera nel turno infrasettimanale dove si annunciano debutti e novità. E ci sarà pure il probabile esordio, a partita in corso, di Elia, uno che a sinistra potrebbe realmente fare la differenza, così come piace a Conte.

Sarà tutto questo Siena-Juventus: l’attesa per la conferma di un gioco e di una manovra da consolidare, di una cattiveria agonistica che non deve mai calare, di una giusta mentalità da Juve. Forse, sarà tutto questo l’annata bianconera di Antonio Conte.

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Conte: squadra che vince…

E’ la curiosità di ogni tifoso bianconero: chi andrà in attacco contro il Siena? Ci sarà ancora Marchisio al fianco di Pirlo? Lo squalificato De Ceglie verrà sostituito dal reintegrato Grosso o verrà spostato Chiellini a sinistra?

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Calma, calma. Troppe domande. Partiamo da una certezza, la più clamorosa in assoluto: per la prima volta negli ultimi 4 anni la Juve può vantare, nei tabellini che anticipano la formazione, l’assenza di uomini in infermeria, ad esclusione di Iaquinta che è comunque fuori dal progetto bianconero. Basterebbe solo questo per capire che il lavoro di Conte è stato duro, serio e molto efficace.

E come l’infermeria, come il campo. Nessuno può permettersi di sgarrare e va in campo chi è più in forma e chi garantisce maggiore affidabilità.

Partendo da ciò non si fa fatica a immaginare come la formazione che andrà a Siena per cercare la seconda vittoria sarà pressoché uguale a quella scesa in campo contro il Parma. A eccezione del terzino sinistro e della coppia d’attacco.

Dosare le energie, garantire il giusto minutaggio a tutti i maggiori interpreti oggi in rosa: sono i dettami del nuovo tecnico.

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L’altra certezza è pure quella che riguarda un’assicurazione: la qualità dei ricambi, ammesso che si tratti di ricambi.

Due maglie per 5 uomini: Quagliarella, Del Piero, Vucinic, Matri e Toni. Al debutto furono i due Alessandro a dare il via alle danze, domenica potrebbe toccare invece a Quagliarella e Vucinic. Vorrei proprio vederla questa coppia d’attacco: tecnici e col fiuto del gol, con la zampata solitaria pronta per essere innescata, con tanta corsa e dinamismo. Probabilmente invece Conte sceglierà Vucinic a fianco di Matri, e la tribuna stavolta toccherà a Toni.

A sinistra il dubbio Grosso è forte: un ragazzo praticamente fuori dai pensieri per tutta l’estate avrà le energie per sopportare i 90 minuti infernali che attendono la truppa di Conte? In realtà ho un’idea: potrebbe effettivamente partire Grosso in virtù di quel concetto di “specificità del ruolo” tanto caro al mister bianconero, salvo poi spostare in corso d’opera Chiellini a sinistra, quindi inserendo Bonucci al centro. Così da verificare la bontà di questa soluzione.

Ultimo dubbio: Krasic titolare a destra (per non correre il rischio di bruciare psicologicamente l’uomo che insieme a Quagliarella aveva portato sino al secondo posto la banda di Del Neri) e Pepe dirottato a sinistra. Fuori quindi un timidissimo Giaccherini e probabile prima presenza, nel secondo tempo, per Elia.

E’ la conferma di quanto dicevamo già la scorsa domenica: la differenza rispetto alle passate stagioni è la panchina. Numerosa e con grande qualità. Perché in mezzo a tutte queste ipotesi non si sono ancora fatti i nomi di Storari, Vidal e Del Piero. Scusate se è poco…

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Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

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La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

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Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

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Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

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Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

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Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

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Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

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Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

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Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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Roma-Juventus 0-2 Perchè tanta paura di elogiare Del Neri?

Gigi Del Neri era quello che doveva dimettersi. Di più: Tuttosport chiese ad Andrea Agnelli che venisse cacciato perché incapace di dare un gioco e un’anima, incapace di governare il gruppo e chissà che altro. Da quell’episodio Andrea Agnelli capì che doveva mettere un argine alla libertà di certuni di poter dire la qualsiasi sulla SUA Juve. E nacque quel famoso comunicato che non mi stancherò mai di appoggiare e apprezzare.

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Gigi Del Neri è lo stesso che ieri sera ha compiuto una prodezza. E non capisco perché, dopo le conferenze stampa a prova d’errore e le interviste dopo i match sempre lucide e concrete, oggi ci sia così tanta paura di elogiarne le doti. Non saranno le stesse doti di Marcello Lippi e Fabio Capello, per carità, chi l’ha mai detto? Non sarà il tecnico che rimarrà nella storia bianconera per aver vinto tutto come Lippi o tanto come Capello: chi mai detto pure questo? Però ci sta mettendo l’anima, il cuore e tanta tanta tanta serietà. Ecco allora cosa spaventa: la serietà.

E’ la serietà che ti fa pronunciare frasi del tipo “qui siamo tutti nuovi e molti, compreso me, devono ancora capire a fondo cosa significa Juve“. Una frase che da sola dovrebbe garantire la fiducia del tifoso che deve essere conscio pure del fatto che “questa Juve è in crescita e in costruzione e certo non potevamo fare il miracolo riproponendo la Juve di qualche anno fa“. Realismo, puro realismo e tanta concretezza. Il problema è che il tifoso bianconero non accetta il presente. Un presente che non è fatto di Nedved e Zidane, di Trezeguet e Montero, di Davids e di Vialli, ma di Matri e Quagliarella, di Krasic e Aquilani, di Barzagli e Marchisio. Tutta gente che sta lavorando sodo per sfidare il destino e regalare ai tifosi le gioie che meritano.

Non capisco perciò gli attacchi a Del Neri e quelli a Marotta che a più riprese ha promesso alcune cose e non ha mai fatto proclami di conquista della Spagna o del NordEuropa. Purtroppo l’Italia è fatta di gente senza scrupoli né onore che di professione scrive sui giornali o mette su servizi televisivi che tutto sono tranne che seri e reali.

Gigi Del Neri, quello che doveva essere cacciato, quello che doveva dimettersi, ieri ha compiuto una prodezza. E non c’è verso per dire il contrario perché ogni affermazione di segno opposto verrebbe subito smentita dai fatti.

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Gigi Del Neri è colui che ha scelto, in un momento di tragica difficoltà, quali le assenze di Buffon-Chiellini-Sissoko-Del Piero-Quagliarella tanto per fare solo 5 nomi, il 4-3-3 puntando su gente con tanta corsa e tanto cuore come Marchisio (che bello vederlo con la fascia di Capitano, che bello pensare che fu Deschamps a lanciarlo nell’anno della B appena una decina di mesi fa) e Pepe (ripeto: non è straniero, dunque è oggettivamente impensabile che qualcuno lo applauda, roba da italiani insomma!), come Mitra-Matri (in appena 8 partite questo ragazzo ha infilato 6 gol, tutti da 3 punti, tutti belli, più ovviamente tanta corsa e tantissima qualità: purtroppo per lui è italiano e per di più è stato comprato da Marotta), come Aquilani e Felipe Melo (che insieme si sono mangiati, per quantità e qualità delle giocate, un intero centrocampo giallorosso e oscurato il pensionato Totti), come Bonucci (è triste non far notare come il giovanotto era in condizioni veramente instabili, vista la botta alla gamba sinistra e un piede malconcio) e come Barzagli (prelevato in Germania per 3 noccioline e un pacco di pop corn epperò dal rendimento sorprendente).

Gigi Del Neri è colui che, con pieno appoggio di numeri e logica, imporrebbe la presenza costante di Marco Storari. In Italia siamo però abituati a pensare in modo laterale, cioè fantasioso e anche ambiguo: si ragiona per valori assoluti e mai per valori espressi. Ecco perché abbiamo un governo politico di quella nefandezza ed ecco perché Storari si trova in panchina da un paio di mesi. Non è e non può essere un caso se con questo ragazzo in porta la Juve ne guadagna in grinta e attenzione. Con Storari in porta la Juve era seconda in campionato. Dal rientro di Buffon sono cominciati i problemi. Ma riprenderemo il discorso in un altro momento.

Gigi Del Neri è colui che ha scelto Matri. Alzi la mano chi ricorda un attaccante di questo peso alla Juve. Per corsa e quantità mi ricorda il primo Ravanelli, uno che difendeva e attaccava come pochi e nei momenti di difficoltà dava una mano a tutto campo. Per il modo in cui regala profondità ai compagni mi ricorda l’annata stupenda di Boksic: una sorta di trenino, che non lo spingi via nemmeno coi carri armati. La media gol parla da sola. In più finora vale la regola del se-segna-lui-allora-sono-tre-punti. Probabilmente non vale 15,5 milioni di euro. Ne vale 20, buon per noi che dovremmo scucire quella cifra in tre anni per tenercelo stretto stretto. E fra un po’ rientra Quagliarella, cioè la coppia che gradirei vedere titolare il prossimo anno.

Gigi Del Neri è colui che ha puntato su Krasic. Ricordo l’esordio contro il Bari: un disastro. Non saranno troppi 15 milioni per questo serbo? No, anzi. Una furia. Una furia bionda, pallida controfigura di un talento irripetibile come Nedved. Del biondo ceco ha la corsa e probabilmente maggiore velocità e una foga impressionante. Del biondo ceco non ha e non può avere la classe immensa di un destro che è comunque soddisfacente e di un sinistro che era magico per chi nel 2003 andò a conquistarsi prepotentemente il pallone d’oro.

Gigi Del Neri è infine colui che ha il gruppo tutto dalla sua parte. Forse è quello che spaventa più di tutti. Tuttosport non può giocarsi la carta dell’interivsta maledetta: cioè un tizio della rosa bianconera che voterebbe per la sua cacciata. E qualche tifoso buontempone non può nemmeno dire “hai visto, il gruppo non lo segue più”. E’ l’esatto contrario. A dieci minuti dal termine della partita Felipe Melo su Twitter dedica la victoria a mister gigi del neri. Buffon ne difende il lavoro sul campo e fuori. Del Piero non ammetterà mai che un po’ di minuti di riposo gli sono serviti per riprendere fiato e gas. Aquilani lo ringrazia tutti i giorni per averlo rigenerato. Grosso stupisce tutti per l’attaccamento alla squadra e avrebbe tutte le ragioni per ammutinare. Matri e Quagliarella benedicono il giorno in cui il tecnico li ha scelti per guidare l’attacco bianconero.

Insomma: perché tanta paura di elogiare Del Neri?

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