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Tag: grygera (pagina 1 di 2)

Marrone e Masi: davvero nessuna chance per loro?

Abbiamo inseguito a lungo Verratti, ignorando del tutto le potenzialità di Luca Marrone. E scrivono i giornali che Marotta sia a caccia di un difensore, nonostante Alberto Masi sembra una specie di veterano arrivato alla Juve nel pieno della sua maturità. Abbiamo elogiato la Juve per il progetto sui giovani… non vorremmo ora criticarla per scellerate scelte di mercato. Argomentiamo con calma.

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Luca Marrone gode della profonda stima di Antonio Conte. Ci permettiamo di dire che, conoscendo il carattere di Conte, difficilmente si riesce a conquistare la sua piena stima. Luca Marrone ci è riuscito. Scrivevamo di lui nel lontano maggio del 2010:

Luca Marrone ha giocato una ottima partita contro il New York e-qualcosa. Da centrocampista di quantità, da un simil-regista. Se l’è cavata bene perché ha corso e lottato, perché ha giocato con al massimo tre tocchi. Perché ha cercato di dare l’anima per quella maglia indossata.

[dall'articolo Indicazioni dall'America]

Avevamo visto lungo? Ora Luca può realmente essere considerato una certezza, un giovane maturo su cui si può fare affidamento. Pirlo non le può giocare tute e Luca può prendere il suo posto, magari in quelle partite cosidette non importanti, ma dove serve ugualmente essere al 100%. Noi ci crediamo: questo ragazzo ha talento e la mentalità giusta per emergere. Forse serve evitare un suo esodo in stile Marchisio e anzi farlo maturare facendolo giocare. Un po’ di coraggio può evitare esborsi di mercato che in questo caso ci sembrano davvero inutili.

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E analogo discorso per Alberto Masi. Quando Paratici lo annunciò dicemmo che si trattava di un giovane interessante, il nuovo Nesta, ma non immaginavamo che conquistasse così velocemente il consenso dei tifosi. Provate a girare blog e forum e non troverete un-tifoso-uno che non sia d’accordo col nostro pensiero: Masi va tenuto e va fatto giocare. Ed ecco perché.

Ha una naturale predisposizione per il 3-5-2. Tecnica sopraffina e sangue freddo: con la palla fra i piedi non si scompone mai e pare sempre azzeccare la scelta di passaggio: lancio quando vi è un allarme, scarico sul centrocampista se non pressato, manovra larga per i terzini o per l’esterno di centrocampo quando la Juve prova a impostare. Nell’anticipo è fortissimo e il fisico è davvero sorprendente. Davvero qualcuno firmerebbe un bonifico milionario per un punto interrogativo di mercato? Che sia Astori (ma che ha fatto per meritare quella valutazione?) o Bruno Alves (esperto sì, ma ormai vecchio, abbiamo già preso Lucio).

La nostra paura è la mancanza di coraggio, che negli anni, ne abbiamo avuto palese dimostrazione, si è trasformata in fallimento: giocatori acquistati senza motivo (leggi Grygera) contro giovani che sono stati letteralmente esiliati o giocatori che avrebbero meritato una conferma (leggi De Ceglie e Balzaretti e Criscito). E la mancanza di coraggio di quegli anni si trasformò, lo ripetiamo, in fallimento con i vari Mellberg che dovevano fornire esperienza e invece ci hanno letteralmente affossato, rallentando peraltro la nostra rinascita.

Il motivo di questa scommessa è pure un altro: intanto è una scommessa a costo zero e perciò un errore di Masi è più perdonabile rispetto a un errore (o una serie di errori) di un eventuale acquisto milionario. Inoltre Masi ha davanti a sé tutta una carriera, contrariamente a chi arriverebbe dal mercato. Del Piero prese la maglia numero 10 giovanissimo, stesso discorso Boniperti e così è accaduto parzialmente per Marchisio.

No: caro Conte e caro Marotta è arrivato il momento di puntare sui nostri giovani che, stando al presente, ci sembrano davvero fra i migliori in Italia. Basta spendere sul mercato, tutto il tesoretto dovrà servire per l’unico rinforzo che ci serve davvero: il TOP PLAYER!

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Il 4-2-4 della Juve di Conte (con immagini)

Ore 16:50. Spengo tutto, una lattina di Coca-Cola e divano. Prima uscita stagionale della Juve: I M P E R D I B I L E.

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Ore 15:00 della domenica successiva (ieri, nda): altra uscita della Juventus. Altra occasione per aprire una nuova lattina di Coca-Cola.

Per la prima volta l’uomo più atteso non ha giocato, almeno per quanto mi riguarda. Quando esordì a Bari mi divertivo a vedere lo speciale di RaiTre. Ora me lo posso godere dopo aver visto circa 300 sue partite con la maglia bianconera. Mi ero perso i primi due anni per motivi di non-esistenza-della-pay-tv. Sto parlando di Antonio Conte.

In questo articolo cercheremo di capire come ha sviluppato il suo 4-2-4 con gli uomini a disposizione. Al di là di battute facili o facili entusiasmi riguardo al mero risultato dei due match (per la cronaca, 12-1 e 6-1) è importante capire come i ragazzi hanno assimilato le idee offensive dell’ex capitano bianconero.

Il primo tempo con la Juve titolare?

Quando le formazioni entrano in campo… un tuffo al cuore. Quella maglia bianconera addosso ad Andrea Pirlo mi vien voglia di fare due abbonamenti televisivi, così sono sicuro di non perdermi nemmeno un minuto di questo straordinario calciatore. Poi finalmente Matri e Quagliarella insieme.

Conte sceglie il primo 11 così composto nella prima partitella:

  • Buffon in porta;
  • linea difensiva che vede, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Sorensen, Chiellini e Grygera;
  • centrocampisti centrali Pirlo e Pazienza;
  • a destra Krasic, a sinistra Marchisio;
  • Quagliarella e prima punta Matri.

Nel secondo match l’unica novità è Ziegler a sinistra al posto di Grygera. Praticamente la formazione titolare a meno di stravolgimenti incredibili in attacco (Aguero o Pepito Rossi) e sulla fascia sinistra (un acquisto avverrà di certo).

Comincio subito a capire qual è lo schema di Conte dal centrocampo in su: una sorta di diamante per costringere i terzini avversari a rimanere sull’uomo, Marchisio e Krasic, i due di centrocampo che si muovono all’unisono formando quasi una linea orizzontale a stringere verso la porta avversaria e rinculare all’indietro in fase di non possesso per garantire una buona copertura del campo, infine i due attaccanti. Qui sotto una piccola schematizzazione dei 6 uomini d’attacco.

Una mia prima idea è stata sbugiardata già nei primi 10 minuti di gioco. Pirlo non si muove esattamente come nel Milan e nella Nazionale, cioè nella linea verticale fra i difensori centrali, ma si muove insieme a Pazienza. Piuttosto è la seconda punta, e cioè Quagliarella, che si muove fra i due centrocampisti centrali, sempre in linea verticale. In questo modo Conte dà la possibilità di giocare palla in almeno quattro direzioni che, nel primo tempo, sono state costantemente applicate: il difensore a supporto che non ha cominciato l’azione, il laterale difensivo, la seconda punta che viene all’incontro occupando il ruolo della trequarti o l’esterno di centrocampo che rimane largo e sempre molto alto. Nella prossima immagine ecco una tipica azione di manovra con il pallone nei piedi di Pirlo: rispetto allo scorso anno si evita il passaggio in orizzontale e in linea gialla tratteggiata vengono schematizzati i 4 passaggi che Conte impone al portatore di palla. L’idea è semplicemente quella di trovare il miglior spazio possibile per costruire l’azione.

In questo modo il gioco offensivo della Juve si sviluppa come mai avevo visto in questi 5 anni. Pochi tocchi, molte vericalizzazioni a palla bassa e massima profondità garantita dal movimento della prima punta (sempre ad attaccare la porta) e dai due esterni (uno pronto a ricevere palla sui piedi, l’altro che parte come un fulmine per ricevere eventualmente il lancio). Conte riesce così ad avere 3 uomini costantemente in attacco, la seconda punta a supporto di Matri e i due centrocampisti pronti a salire vicino l’area di rigore.

Matri e Quagliarella hanno dialogato a meraviglia e con Pirlo dietro a dispensare i suoi magici palloni la Juve ne ha beneficiato in termini di velocità, imprevedibilità e capacità di arrivare costantemente al tiro.

Quanto detto in precedenza lo vediamo schematizzato nella prossima grafica (in blu i movimenti richiesti da Conte):

Badiamo bene: si tratta certamente di Val di Susa e Lucento, ma i movimenti sono proprio questi qui e in appena 7 giorni l’impronta di Conte appare chiara, molto limpida.

Il 4-2-4 disegnato nel primo tempo delle due sfide è quello che io preferisco, cioè asimmetrico. Se a destra si spinge da paura, con Lichtsteiner che sta prendendo le misure a Krasic (bellissima la sua intervista dopo il primo tempo) e col serbo che pare non subire la fatica della preparazione, a sinistra Marchisio garantisce più manovra e meno velocità e profondità. Non è un caso se dalla destra sono arrivati i migliori contropiedi e a sinistra sono arrivati i palloni più ragionati. Lì Marchisio mi piace da matti: ha dribbling e la qualità necessaria per operare da esterno sinistro. E’ chiaro però che per supportare al meglio l’idea di calcio di Conte lì serve un clone di Krasic.
Bene Pazienza, ma come evidente si tratta solo di una possibile pezza nei momenti più brutti della stagione.

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A conferma che con Conte si ragiona di più ecco uno schema da calcio d’angolo, curiosamente tutti partiti dalla destra con Krasic sulla bandierina. Ecco l’immagine:

Come si può leggere dalla grafica è successo più volte che Pirlo andasse incontro a Krasic e se c’era lo spazio la palla arrivava al regista bianconero che poi provvedeva a scaricarla verso il centrocampista o verso l’area. Marchisio in tal caso andava verso la lunetta fuori area pronto a raccogliere la respinta della difesa e i due attaccanti occupavano lo spazio ai limiti dell’area piccola.

Il secondo tempo senza Pirlo

La differenza principale dei due modi di interpretare il match fra il primo e il secondo tempo è l’assenza di Pirlo. Giuro che non presterò più ascolto a chi ancora solleva dubbi su questo fuoriclasse, uno che non ha rivali in quella posizione, forse giusto Xavi.

Senza di lui, con Marrone timido e Felipe Melo (o Giandonato nella seconda partitella), la Juve perde un sacco di qualità nella manovra e cominciano di nuovo i lanci. Sono serviti parecchi insulti di Conte per costringere Bonucci e Barzagli a ragionare e cercare i compagni con palla raso-terra. E infatti, dopo i primi 10 minuti (nella prima partita) piuttosto confusi, per via anche dell’11 nuovo (a eccezione di Matri e Quagliarella), la Juve ha provato a giocare.

Sorprendente la prestazione di Elio De Silvestro. A me lì è piaciuto Pasquato nel Modena (e il Pasquato della seconda partitella), e io penso che ci sarà spazio per il giovane talento nella trasferta americana (cosa che pare confermata dalle convocazioni ufficiali da cui sono stati esclusi Melo e Amauri e Iaquinta e Sissoko. Bene pure Pepe che ci ha messo un po’ a carburare, anche perché servito male dai centrali di centrocampo.

Alessandro Matri ne ha infilati 3+3 e comunque la sua prestazione è stata molto pesante in entrambe le occasioni, nel senso che questo ragazzotto è cresciuto tanto, troppo. Sempre autoritario e sempre pericoloso. Buon gioco di prima e buon affiatamento con Quagliarella. E’ sempre pericolosissimo e se quest’anno verrà servito a dovere potrà certamente confermare quanto di buono fatto in appena 4 mesi di Juve.

Nel secondo tempo la Juve ha sofferto più che nel primo. Barzagli e Bonucci vanno registrati, mentre Motta ha ancora una volta confermato lacune difensive gravissime.

Al contrario del compagno-flop della scorsa stagione, Reto Ziegler è entrato subito nei meccanismi di Conte. Spinta a volontà e due ottimi tentativi di sinistro dalla distanza. Se De Ceglie non si dà una mossa lo svizzero gli soffia il posto.

Luca Toni ha fatto doppietta. A conferma che l’organizzazione del gioco è tutto, le sue sponde sono state preziose per Matri prima e Quagliarella dopo (rientrato nel secondo tempo). Se sarà tenuto in rosa, come vice Matri, potrà sicuramente risultare utile in certe partite in cui occorre peso specifico là davanti. Ottime alcune azioni che transitano per le sue sponde, non ultimo il gol di Pepe allo scadere del match, con un filtrante splendido di Quagliarella che si è distinto per la qualità che riesce a dispensare sulla trequarti.

Menzione speciale (ma, purtroppo per lui, inutile!) per Felipe Melo, ma Conte non si fida al 100% del brasiliano. In 45 minuti ha fatto tanto, corso tanto, recuperato abbastanza e costruito in modo soddisfacente, ma non bastevole per quanto mi riguarda. La volontà c’è, ma non è un regista. E nonostante il gol non è nemmeno un trequartista o un centrocampista d’attacco. La non-convocazione per la gita americana è un chiarissimo segnale di rottura.

Con le formazioni rimaneggiate nel secondo tempo c’è poco da segnalare, se non le buone prestazioni dei giovanotti bianconeri. Al punto che mi sorge un dubbio e pongo quindi la domanda: conveniva prendere Pazienza? O era meglio far crescere Giandonato all’ombra di Pirlo? E soprattutto, quel Pasquato o quel De Silvestro non potrebbero realmente fare il quarto esterno della Juve, cioè la riserva di Mister X a sinistra o di Krasic a destra? Nella tourné americana avremo altre conferme.

Nel frattempo appare chiaro che Conte ha già un’idea di gerarchia all’interno del suo 11 titolare. Banale segnalare Lichtsteiner e Chiellini e Krasic e Matri e Pirlo. Piuttosto va segnalata la presenza costante accanto a Chiellini di Sorensen che non sarà tenuto. La Juve sta cercando un difensore centrale? Pare di sì. Barzagli e Bonucci sono stati provati insieme e l’indicazione mi pare evidente. O si giocano un posto accanto a Giorgione o partono entrambi dalla panca.

Altra indicazione per la fascia sinistra. Marchisio può starci in caso di difficoltà e assenze, ma come detto occorre qualcuno specialista del ruolo (tipo Nani o Ribery, per intenderci).

Accanto a Pirlo serve a questo punto Vidal, uno in grado di costruire, dialogare, fare l’interdizione e andare al tiro da fuori area. Quindi resta da capire la seconda punta: Quagliarella appare motivatissimo e in una forma splendida (il gol nella seconda partita è da cineteca). Pepito Rossi mi piace, mi piace più Aguero, ma mettere in panca uno come Fabio è durissima!

Consigli e suggerimenti sugli schemi? Qualcuno ha notato qualche giocata tattica particolare?

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Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

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La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

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Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

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Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

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Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

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Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

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Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

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Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

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Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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Cesena-Juventus 2-2 Piccole riflessioni a caldo

Che il risultato sia deludente è un fatto ovvio. Che il gruppo abbia cominciato a rispondere è confortante. Che tali risposte arrivino sempre dai soliti uomini è ancora più confortante.

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Purtroppo non c’è partita che possa offuscare la mia idea di Juve e le mie speranze sulla gestione Agnelli. Non si può rivoltare una società come un calzino in appena 2 mesi (cioè quelli trascorsi dall’insediamento di Andrea Agnelli a fine agosto, giorno di chiusura del calciomercato e inizio attività agonistica). E’ stato fatto tanto, e non è stato mantenuto come critico il fattore qualità, piuttosto è iniziata una sorta di pulizia interna. Pulizia interna che è soltanto intuibile dall’esterno. Lo stesso Blanc è stato di molto ridimensionato, nonostante assuma un peso ancora notevole nel gruppo dirigenziale. Ma è solo questione di giorni, forse solo di 2 mesetti. Come è stata fatta pulizia all’interno della rosa.

Vale il discorso di Marotta: interverremo sulla qualità nel prossimo calciomercato. Ciò non significa che la Juve d’un tratto torni quella del 2005/2006, ma credo dovrebbe avvicinarsi a quella che fu consegnata a Marcello Lippi nel 1994. Bestemmia se si pensa a quali nomi componevano quella rosa e a quali nomi oggi possiamo leggere in questa Juve. Ma si dovrà passare per queste fasi se si vuole davvero ricostruire un ambiente forte e duraturo nel tempo.

Anche la partita di Cesena, al netto di un risultato comunque deludente, ha mostrato dove la Juve deve intervenire nella prossima sessione di campagna acquisti.

Intanto un plauso va levato nei confronti di Alessandro Del Piero. Si è detto e scritto tanto, come al solito con quella vena velenosa che è propria di noi italiani. Malignamente qualcuno lo vuole pensionato, qualcuno sbattuto in cantina, qualcun altro chissà dove, e invece il Capitano continua imperterrito nella sua opera: distribuisce calcio, nonostante l’età e il periodo nero di tutto il gruppo juventino. E’ ancora uno dei migliori, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista. Assist e un palo clamoroso, tanta corsa e tanta passione, rabbia agonistica, perfino un accenno di allenatore al momento della sostituzione. E’ quello che incarna, forse l’ultimo baluardo in tal senso, i valori di una Juve che non c’è più e che, se non si resta tutti uniti, mai più ci sarà. E’ quello che più di tutti sa cosa significa Juventus epperò molti gli vanno ancora contro. Perfino chi quella bandiera dice di amarla, chi intona cori proJuve salvo poi sputare fango perché come un bambino odioso vorrebbe vincere senza fare i conti con una realtà che più chiara di così non si potrebbe avere.

E’ una Juve in ginocchio, certo, ma a cosa vale fischiare e imprecare, sbattere i pugni sul tavolo, se i risultati non dipendono da quanto casino fai? Piuttosto c’è da chiedere a molta gente perché un tale atteggiamento non è stato tenuto circa il Processo di Napoli e prima ancora a quando i vari signori del calcio buttavano in Serie B la società più forte e prestigiosa d’Italia, una delle prime al mondo nella storia del calcio. Questo proprio non lo capisco.

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E veniamo ai temi caldi.

Posto che la prova di Del Piero è inappellabile (mancherebbe solo il gol, non proprio un dettaglio), va sottolineato che l’acquisto voluto da Marotta sta dando i suoi frutti. Si chiama Alessandro Matri e ieri sera ha firmato la sua quinta rete in bianconero. Più tutta una serie di prestazioni che fanno ben sperare per il futuro. Fa gioco e corre, difende e attacca. Si è inserito benissimo nell’ambiente bianconero e pare dimostrare la personalità giusta per reggere il confronto con chi quella maglia l’ha indossata con onore. Più di quello che finora ha fatto proprio non si poteva chiedere. E con uno come Del Piero a fianco rende ovviamente di più rispetto a un Toni o uno Iaquinta impresentabile.

Ed ecco i cadaveri che Del Neri si ritrova in rosa, i flop che determinano negativamente le partite. Da Marco Motta a Martinez: rigioca la sfida senza questi due e otterrai un risultato differente dal pareggio. I due acquisti più negativi, imputabili a Del Neri e Marotta. Peccato: ci avevamo creduto, ma come Oliseh e Paramatti, Fresi e Henry (almeno quello che è stato fatto giocare terzino da Ancelotti nella sua esperienza bianconera), Kovacevic e tanti altri, verranno ceduti in fretta, con disonore e un sospiro di sollievo. Ai due menzionati vanno aggiunti Iaquinta (entrato perché doveva combinare molto di più e perché doveva offrire una freschezza che il povero Matri non aveva più dopo tanto sbattersi per 75 minuti) e Grygera (io mi sarei affidato ancora a Sorensen, ben più attento dei due terzini destri). Detto questo ho una domanda: i cambi esistono perché sono necessari lungo i 90 minuti. Del Piero non li poteva tenere, per di più con un uomo in meno già dal primo tempo. Così come Matri non poteva reggerli a quel ritmo. Così come era necessario sostituire un centrocampista e Krasic appariva come il più indicato fra i quattro ieri sera in campo. Se in panchina ti ritrovi cadaveri… cosa può inventarsi un allenatore che deve rinunciare a Quagliarella, Felipe Melo, Sissoko e un terzino degno di tale nome?

Chiellini e Bonucci hanno perso serenità e sono poco attenti, troppo frettolosi nelle giocate. Condizione esattamente opposta a quella ammirata durante la prima parte di stagione, dove, al netto dei gol presi, la retroguardia aveva trovato certi equilibri poi scomparsi col rientro di Buffon. Il portierone bianconero ieri ha firmato una prestazione eccezionale, come non succedeva da molto tempo. Riuscirà a mentenere questi ritmi? Già perché il suo uscire-di-testa dopo aver beccato il pareggio è roba che con Capello o Lippi in panchina… Che decida in fretta da che parte stare: o con una Juve che non è lontanamente paragonabile a quella in cui lui è nato e cresciuto, oppure con una Juve in costruzione dove c’è bisogno di ottimismo, serenità e tanta tanta lucidità.

In mezzo al campo criticare Marchisio e Aquilani e Pepe è un delitto. Soprattutto l’esterno tanto bistrattato ha giocato bene sulla sinistra, offrendo lo spazio per i traversoni e l’uno-contro-uno necessario per scardinare le difese avversarie. Krasic a destra necessita di un riposo a questo punto fisiologico. Inutile insistere: meglio averlo al massimo per le ultime partite, che a metà servizio per tutte le sfide che ancora mancano. Almeno questo è il mio parere.

Per il futuro converrà monitorare tanti giovani che si stanno mettendo in luce in varie parti d’Italia. Ieri per esempio mi è capitato di vedere Pasquato nel Modena: quando Del Neri si sbilanciò nel precampionato aveva visto giusto. Servirebbe un po’ di coraggio, ma credo di capire che in Italia manchi, e sia addirittura controproducente se poi non riesci a vincere lo scudetto.

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Palermo-Juventus 2-1 Segnali di ripresa

Guardare il punteggio può essere limitante. La Juve ha dimostrato, paradossalmente, di esserci. La sconfitta, mai come stavolta pare essere esagerata per quanto visto in campo. Sta tornando la Juve tonica di inizio stagione, probabilmente rigenerate nel mese di gennaio come accade alle squadre di Del Neri.

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Il problema principale riguarda l’attacco. 48 ore non sono bastate a Quagliarella per ambientarsi, figuriamoci per Matri che comunque si è mosso bene e ha creato almeno tre chiare occasioni che ha sprecato per un motivo (imprecisione) o per un altro (sfortuna e fallo da rigore). Diamogli fiducia.

L’altro problema riguarda i fischi, stavolta quelli degli arbitri. C’è poco da fare: due rigori non dati e un paio di calci di punizione non segnalati. E’ la differenza con le altre squadre: un rigore può cambiare la partita, figurati due. Anche perché il danno più grave è la mancanza di serenità, tipo il viso di Melo a ogni fallo o l’incapacità di Del Piero di approcciarsi a Morganti con un fare collaborativo. E finalmente la Juve si è mossa ufficialmente.

Hanno rotto i coglioni gli arbitri che dopo l’esposto di Andrea Agnelli non hanno più fischiato. Come ha detto Del Neri, e da questo argomento non si può scappare, non vogliamo regali, soltanto quanto ci spetta: cioè rigori e falli. E hanno stancato i sorrisi di Rossi e Zamparini, di Galliani e le analisi da venduti e servi dei vari moviolisti. Calciopoli è finita? Nulla di più falso: Calciopoli è ricominciata da quando la Juve si è svegliata da Cagliari in poi. Lo si vede leggendo i giornali e guardando le trasmissioni dove si affrettano a decretare morta la Juve e chiedendo dimissioni, liceziamenti, cessione di giocatori, acquisti di fenomeni e via così. Sabato prossimo fa giusto un girone tondo tondo di soprusi e danni arbitrali. Guarda caso in piena coincidenza con l’esposto. E allora diventerà più divertente quando la Juve sarà tornata in forma, e credo proprio che manchi ormai poco.

Passando al piano tecnico, la Juve soffre la mancanza di un vice Del Piero e la terribile assenza di un attaccante di peso. Nutro estrema fiducia nel rientro di Toni (tutti quei palloni scodellati in mezzo sono pane per i suoi denti) e di Iaquinta (ma è depresso? ha problemi sul lavoro? non ha voglia di giocare?), di Pepe e di De Ceglie.

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Barzagli si è comportato benissimo. Il Palermo ha creato poco, giusto le prime occasioni del match. Paghiamo e continuiamo a pagare gli errori clamorosi individuali: Grygera su Miccoli e un indecente Buffon. Mi duole, ma devo farlo: Gigi, dove cavolo vai sul primo gol? Ragionando da attaccante credo che l’avanzare a quel modo abbia dato a Miccoli un punto di riferimento importante per battere a rete. Sul gol di Migliaccio poi è strano non sia uscito e l’immobilismo di Chiellini mi fa pensare proprio a un suo erroraccio (come dagli occhi di Chiellini dopo aver preso il gol!). Mi dispiace dirlo, ma con Storari mi sentivo più tranquillo. E forse proprio la fame di chi doveva dimostrare qualcosa (Felipe Melo, Quagliarella, De Ceglie, Storari) aveva fatto la differenza nei primi mesi dell’anno calcistico.

Ovviamente il problema non è Buffon. E certo non può esserlo Alessandro Matri. Che aveva problemi di fiato lo si era capito, ma il ragazzo si è mosso bene. Come accennato ieri, ha aperto spazi per l’accentramento di Marchisio e Krasic. Ha battuto in rete tre volte sbagliando la prima (perché il tunnel?), la seconda (quello lì di Bovo si chiama fallo da rigore, visto poi come è caduto Matri) e la terza (sfortuna, ha preso il tallone di Bovo ormai sdraiato a terra). Ma ha proposto i movimenti, ha chiuso un paio di uno-due con Del Piero e Krasic: serve che si sblocchi là davanti e penso proprio ci sarà utile. Sono curioso di vederlo in coppia con Toni o con Iaquinta, a patto che questi due giganti tornino a giocare.

Krasic è inappuntabile. Stanco e sofferente come chi proprio non ce la fa più, ha corso ancora una volta sulla destra e ha creato le migliori occasioni. E’ tornato ad accentrarsi come a inizio stagione, aiutato dai movimenti dei due attaccanti. E’ tornato a concludere e ha servito due palloni d’oro. Per l’impegno e comunque l’iniziativa è prezioso, verranno tempi migliori sul piano fisico. E’ già parso in ripresa, comunque.

In difesa non capisco l’insistenza su Grygera. O meglio, la capisco benissimo: in panchina c’era Camilleri e Sorensen e io punterei tutto sul danesino. L’ingresso di Brazzo poi può essere prezioso. A me piace. Dà tutto e ha esperienza, spinge e copre e non fa le cazzate di cui Grygera è ormai un maestro. Barzagli poi consentirebbe di spostare Chiellini a sinistra e credo proprio che questa soluzione verrà proposta già sabato. Staremo a vedere.

Nel frattempo credo che bisogna tributare un applauso a Marchisio. Più di quello che fa, cioè terzino, centrocampista centrale, regista e finalizzatore, non so proprio il tifoso che vuole. Non molla mai e suona la carica, segna, copre, attacca. Ecco: se qualcuno mi spiega la critica al Principino… forse capirò di più chi pensa ancora a Moggi come Direttore, a Nedved e Camoranesi come esterni di centrocampo, a Thuram e Cannavaro in difesa, a Ibra e Trezeguet in avanti. Quella squadra non c’è più. Non c’è più da 5 anni e soprattutto non ci può più essere. Prima lo capiamo, prima torneremo a costruire una grande Juve.

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Juve, a che punto stiamo col mercato?

La situazione adesso mi mette nervosismo. E mi fa rabbia anche solo leggere di affari conclusi e di cifre (ipotetiche o molto vicine alla realtà) alle quali certi affari potrebbero andare in porto.

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Fermo restando che ho totale fiducia nel gruppo Marotta-Paratici-Andrea Agnelli, chiedo però un passo in più in avanti per rispetto a noi tifosi.

Questa Juve è stata costruitanon so più quante volte l’ho dettosu alcuni pilastri. Venuti meno quelli, per infortunio tipo Quagliarella e Iaquinta, per cattiva forma tipo Aquilani e Krasic, per squalifica tipo Felipe Melo, la Juve è caduta in vecchie trappole legate a sconfitte clamorose e pareggi che ho già analizzato e classificato come difetti giovanili di una squadra ancora in costruzione.

Con Amauri e Pepe in avanti, o con un Martinez che ancora deve dimostrare tutto, o con un Sissoko in confusione mentale, si va poco poco lontano. Se a ciò aggiungiamo le poche defezioni del mercato, leggi Traoré e Marco Motta, ecco la frittata dei tanti punti che mancano alla Vecchia Signora. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che ho già raccontato.

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Il cerchio viene chiuso allora da un ritorno al mercato. Mercato invernale che è sempre il più complicato. Amauri è difficile da vender senza perdere una valanga di soldi sul prossimo bilancio. A quanto pare Marco Motta ha estimatori in numero pari a zero, e quindi sei costretto a tenertelo. Grygera andrà fuori a fine anno, perché vuoi o non vuoi può tappare alcune assenze da qui a giugno. Legrottaglie e Grosso sono in uscita e l’acquisto di Barzagli serve proprio a questo!

La Juve non può comunque permettersi tutte queste incognite. Sta rientrando Paolo De Ceglie per il quale servono ancora due settimane. Fra una settimana torna Toni su cui esiste parecchia curiosità per quello che potrà dare fino a fine campionato (sarei per esempio curioso di sapere cosa avrebbe fatto lui con le due palle capitate ad Amauri contro la Samp) e domani sera ritorna Iaquinta (il quale non garantisce assolutamente il buono stato di salute da qui a tre settimane). E’ necessario una punta che la butti dentro e che non soffra di emozione davanti al pubblico torinese.

Chi parla di Pazzini o di Benzema probabilmente non ha capito nulla della Juve di adesso. Non ci sono i 17 milioni di euro che l’Atalanta di Milano sarebbe disponibile a spendere per il Pazzo di Genova, né i 20 milioni di euro richiesti presumibilmente dal Real, ora che Benzema serve come il pane viste le assenze in rosa.

Strano però che non si sia fatto un tentativo, almeno un tentativo, per Adebayor che il Real (ok, altro fascino) si è portato a casa con un prestito.

Curioso poi che si parla di 800 attaccanti e non si è ancora individuato un esterno di difesa degno di Juve e di un esterno di centrocampo capace di dare il cambio a Pepe e Krasic.

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Napoli-Juventus 3-0 Addio sogni di gloria?

Sarebbe ridicolo dire che tutto va bene o che non c’è da preoccuparsi. Come sarebbe altrettanto ridicolo montare un dramma da disastro annunciato. Di certo c’è che questa Juve, messa così adesso, non può andare lontano.

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E’ sbagliato l’approccio tattico, tanto caro a Del Neri, e sono sbagliati gli interpreti. E c’è poco da inventare quando hai in campo Grygera e Traoré, e ancora meno da fare quando sei costretto a schierare Amauri in coppia col debuttante Toni.

Il calcio alla fine è un gioco semplice. Si deve correre appresso a un pallone, e questa Juve corre poco e male (basta osservare le gambe pesanti di Krasic), e devi avere la qualità per superare in tecnica il tuo avversario.

Circa il primo punto può io trovo abbastanza normale una flessione. Di quelle hanno attanagliato la Juve nelle serate di Europe League. Va messo in preventivo un periodo nero fisicamente, cui la Juve ha saputo sopperire precedentemente con molta difficoltà a causa di una rosa limitata. Oggi, con una rosa ancora più limitata, il discorso si fa pesante. La mano passa allo staff tecnico che dovrà ridare ossigeno al cervello e, soprattutto, alle gambe.

Circa il secondo punto le osservazioni sono ben più delicate e, anche qui, molto semplici da affrontare.

C’è un giocatore che fa l’attaccante che si è reso pericoloso soltanto una volta in una partita: un tiro da fuori ben parato. Si chiama Amauri e nell’arco solare di 365 giorni ha messo dentro una sola rete. Ma dove vuoi andare se lo schieri in campo da titolare? Solo perché è alto e grosso? In 90 minuti ha fatto più cose Toni che Amauri in due anni. E questo è un primo punto che va  affrontato immediatamente, perché causa di molti mali della Juve: o lo vendi o ne subisci le conseguenze.

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I primi due gol di Cavani sono autentici regali di Grygera e Traoré: l’errore tecnico nel calcio ci può e ci deve stare, ma è imperdonabile l’errore di posizione, soprattutto se fai il difensore. Anche qui va messo un punto, perché Grygera è un recidivo e può offrire, suo malgrado, soltanto queste prestazioni (escluse quelle apparizioni positive di ottobre), mentre Traoré è una incognita difficilmente spiegabile ai più.

Detto questo la Juve sta soffrendo amaramente l’assenza di due giocatori che erano riusciti a sopperire alle lacune tecniche di un intero undici: Felipe Melo (strano, ma quando manca lui la Juve va in sofferenza e perfino i due centrali di difesa sbarellano, posto che la sua durezza e il suo agonismo sono preziosi, visto il trattamento di piacere che Aquilani e Marchisio hanno riservato ai colleghi avversari) e Quagliarella.

L’attaccante napoletano dava quel tasso di imprevedibilità e movimento che né Del Piero né Toni possono dare. Quindi si deve ricorrere al mercato, con un colpo da 90 e pazienza se si dovrà sforare il bilancio. Ne va del bene della Juve e proprio un colpo del genere mi aspetto. E’ quella chiarezza che ho chiesto. Con Toni hai messo una pezza, ma adesso serve un rinforzo vero, un rinforzo di qualità, altrimenti sono balle quelle fin qui pronunciate. E non si può attendere la rinascita di Martinez, né il miracolo Amauri.

Curioso poi che nemmeno un episodio, e che sia uno, sia girato dalla parte dei bianconeri. Per esempio basta un solo fallo per prendere un giallo a Traoré, e nemmeno tanto evidente, mentre Grava è stato più volte graziato. E stessa sorte è toccata a molti suoi compagni, prima del minuto 80 quando prendere il giallo non contava più a fini del match.

Curioso che l’uscita di Storari per poco non veniva utilizzata per firmare la petizione per una sua cessione, mentre quella di De Sanctis è servita per annullare il gol di Toni. E curioso ancora come in quella stessa azione andava fischiato un rigore netto su Chiellini, spogliato della maglia. Di due episodi a favore, ce ne è toccato uno contro. Pazienza.

E di pazienza ne servirà tanta ai tifosi. Ho avuto l’impressione che erano molti di più i tifosi bianconeri che finalmente ora potranno sfogarsi a sputare fango sulla Juve, rispetto a tutti gli altri tifosi che non vedevano un tracollo Juve ormai da mesi.

E’ la falsa partenza della Juve, così come a inizio campionato. Mi attacco a questo per sperare in una pronta rinascita.

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