Menu Chiudi

Tag: guardiola (pagina 1 di 2)

Confusione Coman: monetizzare o scommettere?

Ancelotti racconta che usava quel ragazzino per mettere in difficoltà i difensori del PSG sottotono: “Vai e puntali” gli diceva. Oggi Guardiola se ne è innamorato al punto che lo vorrebbe già in questa sessione a Monaco, come nuovo Ribery e quindi come attaccante esterno. Allegri crede molto nel ragazzo. La Juve è in confusione.

Advertisment

Il primo punto da chiarire è il ruolo perfetto per Kingsley Coman: attaccante esterno o seconda punta? Nelle ultime apparizioni ha dimostrato di faticare il secondo ruolo. Mentre sembra trovarsi a proprio agio quando può distendere la velocità e puntare l’uomo, con il portiere avversario di fronte e non alle spalle. Su questo Allegri dovrebbe ragionare.

Advertisment

Il secondo punto è se a questo livello di ragionamento porta a poter accettare una cessione adesso (si parla di 20 milioni di euro) o resistere e scommettere sul ragazzo.

Per ragioni di pura economia, la plusvalenza generale sarebbe da grande operazione, a sostenere la causa “cessione adesso”.

Per ragioni di scommessa, lasciare andare via un ragazzo su cui il tecnico e la società credono potrebbe essere criminale. Uno perchè il suo valore potrebbe perfino aumentare (leggi Pogba); due perchè una simile pedina potrebbe rivelarsi utilissimo alla causa tecnica.

Advertisment

Tanti auguri Mister Conte e grazie di difenderci

Quarantaquattro anni. Tanti auguri Mister. Dove saremmo oggi senza di te?

Advertisment

Questa è la domanda che ha diverse risposte. Dopo quel 2006 nessuno aveva saputo riallineare la Juve. Grazie anche all’opera ricostituente di Andrea Agnelli e Marotta, ma la mano di Antonio Conte è lampante, netta, chiarissima.

Oggi fa 44 anni e in una intervista ne ha per tutti. Difende la Juve come nessuno, chiarendo alcuni punti che dovrebbero essere chiari, se solo ci fosse in Italia una certa professionalità a esercitare il mestiere del giornalista sportivo.

Alcuni passaggi di questa statua vivente:

Stanno cambiando i valori dei club, come avevo detto in precedenza. Le squadre sono in evoluzione. Il numero di pretendenti al titolo è aumentato.

Oggettivamente è vero, così come partiamo comunque da zero punti come gli altri. Il fatto è che sono gli altri a piangere, a mettere le mani avanti, come spiega benissimo Conte:

Mazzarri mette le mani avanti per coprire i fallimenti.

Advertisment

Quello che non ti aspetti è una risposta a Guardiola:

E non bado a certe fesserie di chi dice che sono stati spesi tanti soldi! Da quando sono alla Juve, il gap tra entrate e uscite è stato contenuto. A partire dal mio primo anno, quando abbiamo vinto lo scudetto inserendo pochi giocatori, tra cui Pirlo a parametro zero. E in quel campionato c’era il Milan di Ibrahimovic, c’era il Napoli dei tre tenori. Nella mia gestione non sono mai stati spesi tanti soldi. Altri dicono che la Juve è solida, che può investire… Persino Guardiola che sta al Bayern lo dice, ma si vede che è rimasto ai tempi del Brescia.

Juve solida, certo, ma accorta, anche troppo per alcuni tifosi.

Non è mancato un accenno alle regole, sempre infrante quando si deve dar contro alla Juve:

Altro che stadio della squadra campione d’Italia o campo neutro, noi giochiamo in casa loro!

E’ un chiaro riferimento alla porcata organizzata da chi di dovere. D’altronde su quelle poltrone siedono Galliani, Lotito, Cellino, e non Andrea Agnelli o Marotta. Ma tanto a Conte interessa sempre il campo.

Auguri, Mister. E grazie di cuore!

Advertisment

Un sabato di calcio perverso

E’ stato un sabato ricchissimo di avvenimenti nel calcio.

Advertisment

Cade il Barca, Suarez rifiuta la mano di Evra, l’Udinese si suicida, Ranieri invoca Thiago Motta, la Juve viene ancora fermata, altre partite rinviate.

Chi paga il canone Mediaset Premium forse si sarà risentito. Per un attimo mi sono sono sentito in obbligo di controllare se quella non fosse la telecronaca tifoso. Mah. Eppure il papà fu un grande bianconero, strano quel Piccinini. Ormai non resta che mettere muto e far parlare le immagini. Il Milan rimonta solo grazie agli infortuni di Guidolin: Isla e Di Natale, gli uomini chiave. Curioso: chi piange per gli infortuni… vince grazie agli infortuni. Più che i 3 punti il Milan dovrebbe imparare a reggersi sulle proprie gambe. La rimonta di ieri ha solo questo significato. La Cazzetta Rosa sarà contenta, ma va ricordato che c’è una squadra cui mancano 2 partite. Inoltre oggi un trafiletto della rosea incensava il Milan di complimenti: il settore giovanile produce sempre grandi talenti. Manca un piccolo dettaglio: i rossoneri sono stati sbattuti fuori dal Torneo di Viareggio. Ca va sans dire!

Ironia della sorta il vantaggio della Juve si tramuta in grosso svantaggio. In 20 giorni 6 partite: non male, forse più di quanto avrebbe giocato Conte con la Champions di mezzo. Sarà perciò fondamentale usare al meglio la panchina.

Advertisment

Cade il Barca in Spagna, sintomo preciso di aver osato troppo a livello tattico. Il 3-3-4 è pura fantascienza, inoltre senza alcuni personaggi chiave in forma… i blaugrana tornano normali. Pur normali sono sempre un passo avanti a tutti, ma i sacrifici di chi corre e si sbatte vengono di tanto in tanto premiati. Così il 3-2 dell’Osasuna è perentorio. Cade pure il Chelsea di Villas Boas: anche i ricchi piangono. E cade il Liverpool di Suarez: un talento cristallino, ma un cervello vuoto. Meriterebbe qualcosa, un qualche tipo di punizione. A infliggerla dovrebbe essere la società Liverpool perché di fronte alla TV tantissimi bambini hanno visto la scena: brutta, davvero molto brutta.

Guidolin ha perso la gara senza Di Natale e Isla. Con loro due in campo i friulani hanno imbalsamato i rossoneri. Poi hanno deciso il suicidio e mi torna così in mente una frase di Conte: “Con noi sputano tutti il sangue!”. Motivo in più per continuare a correre e macinare gioco. E se Guidolin piange le assenze, a pochi chilometri c’è un allenatore che rimpiange Thiago Motta. Con Snejder, Milito, Pazzini, Zarate, Forlan, Cambiasso e chi più ne ha più ne metta… il testaccino piange per l’assenza di Thiago Motta. Devo ancora capire dove si ride perché di sicuro questa è una bella battuta.

E oggi si farà la conta fra le poche partite in TV. Fra rinvii e posticipi ai limiti dell’ilarità. La Roma chiede domani di giocare alle 14. Un lunedì pomeriggio alle ore 14:00. Di per sé potrebbe essere pazzia pura visto che la domenica ci si riposa, ma la Federazione riesce nell’impresa di superare il ridicolo: lunedì sera alle 20:45. No comment! 

Stesso orario per il Napoli di De Laurentiis che ormai non parla da agosto o dalla serata di qualificazione agli ottavi. Ci sarà sicuramente un complotto come ha detto bene Mazzarri. Resta da capire chi e come, ma non temete: qualche nome spunterà sicuramente!

Ultima osservazione: il calcioscommesse sta disegnando gli ultimi anni di calcio italiani. E il disegno è molto cupo, con diverse partite e squadre che dovrebbero vedersela brutta. Con nomi che sono usciti, nomi smentiti e nomi grossi ancora da fare. Riecheggiano così le parole di qualche anno fa: “Ora il calcio è più pulito”. Per fortuna NOI BIANCONERI non abbiamo partecipato a questa pagliacciata.

Advertisment

Fuorigioco di Pato, i soldi di Cuper, lo strapotere del Barca

Grande giornata ieri. Tante informazioni, anche con l’avanzare delle trattative di calciomercato destinate inevitabilmente a chiudersi entro fine mese. Alcune di queste notizie sono anche clamorose.

Advertisment

Cominciamo con l’ennesimo regalo ai rossoneri: campionato o coppa non fa differenza, i preferiti della classe arbitrale sono proprio loro. Sarà pure questione di 30 centimetri, come amavano dire al Processo di Biscardi, ma è pur sempre fuorigioco. Il capoccione, la spalla e e metà petto di Pato sono al di là della linea del penultimo difensore biancorosso e quindi il gol non sarebbe valido. Il condizionale viene spazzato via dallo strapotere di Galliani: quindi rete ok, Milan ai quarti. E che prestazione…

Advertisment

In Spagna, in serata, il legale ha finalmente chiamato il giudice: a tutto c’è un limite, pure all’idiozia di associare alla suocera vagonate di centinaia di migliaia di euro. Che razza di pensione percepirà mai infatti la suocera di Cuper? Sì, proprio lui, il mago del 2000 che doveva portare lo scudetto nella maglia che meno di tutte lo merita. Ben 4 le sfide di Serie A, alla guida del Parma, sotto inchiesta. Partite sistemate grazie a un centinaio di migliaia di euro che Cuper ha giustificato come “regalo della suocera per sistemare casa”. A tutto c’è un limite, già, a tutto, ma a quelli che hanno respirato quell’aria strana si vede che il contatto con la realtà lo hanno perso da troppo tempo…

Niente da fare: riprovare prego! E’ il coretto che alcuni tifosi hanno riservato a Mourinho, l’uomo che a questo punto chiederà a Pelé e Maradona di tornare a giocare visto che dopo i monumentali acquisti si trova ancora una volta preso a pallate dal Barca di Pepe. Questione di intelligenza, questione di classe: forza bruta, a furor di milioni di euro come già a Milano, contro classe allo stato puro. Stavolta il Pep è più cattivo del solito, mandando in rete Abidal e Puyol. In Spagna lo hanno capito da tempo: è un fantoccio il povero portoghese, ad armi pari non la spunta mai, mentre in Italia per poco non gli si stendevano ai piedi. Non solo gli schemi dobbiamo imparare dagli spagnoli, anche quell’atteggiamento obiettivo nel giudicare professionisti e uomini…

Advertisment

Pallone d’Oro, Miglior allenatore, Gol dell’anno: i miei verdetti. E i tuoi?

Si avvicina Natale e tutti gli sportivi solitamente pensano a due cose: i titoli parziali (il campione d’inverno) e il Pallone d’Oro.

Advertisment

Quest’anno ci sono altri due titoli da assegnare e cioè Il Miglior Allenatore e il Gol dell’Anno.

In lizza per tutti e tre i premi ci sono, rispettivamente Messi, Xavi e Cristiano Ronaldo, Guardiola, Mourinho e Fergusson, Messi, Neymar e Rooney.

Inutile dire che per me la classifica e le nomination hanno poco senso.

Advertisment

Il Pallone d’Oro è già assegnato: lo vincerà Messi perché non esiste al mondo un motivo valido per non assegnarlo all’argentino. D’accordo che la Nazionale tutta ha steccato, ma i numeri di questo 24enne sono talmente incredibili da risultare quasi normali. Come se fosse normale segnare 53 gol nell’anno solare in corso e addirittura mancano ancora partite per eventuale migliorare il record. Come se fosse normale la media gol-partite-giocate. Come se fosse normale che già a 24 anni un calciatore abbia raggiunto quota 200 (e passa) gol. Come se fosse normale vincere la classifica cannonieri della Champions, sebbene questo torneo è indiscutibilmente più semplice rispetto a molti anni fa. Come se fosse normale giocare da 7 ogni santa partita e fare quei numeri da capogiro e non importa il nome dell’avversario e quanti avversari lo stanno marcando.

La panchina, diretta conseguenza del delizioso lavoro svolto, non può che essere assegnata a Guardiola. Se non altro per il rispetto che si deve alla cultura civile. Per lo spagnolo non esistono casi di dito nell’occhio, di offese a Unicef, di piagnistei, di conferenze stampa ai limiti del ridicolo. Il lavoro di Guardiola è nettamente superiore a ogni altro allenatore su questa Terra. Poco da fare, poco, sinceramente, da controbattere. Anche perché se proprio non lo si vuole dare a Guardiola, il premio lo merita un tizio che da 25 anni regna a Manchester. Sir Alex, uno che cambiano le ere, cambiano i giocatori, cambia la tipologia di mercato, ma il suo Manchester vola comunque.

E secondo me andrà a Manchester il premio miglior gol dell’anno. Se vi siete persi la rovesciata di Wayne Rooney e non sapete di cosa sto parlando… ecco a voi il video. Semplicemente un capolavoro di precisione, coraggio e forza.

Queste le mie nomination… e le tue?

Advertisment

Esubero Barcelona: Afellay è in partenza. Marotta sei pronto?

Si parla tanto di esterni e si parla di calciatori piuttosto costosi. Il primo della lista è sicuramente Ribery che il Bayern Monaco non venderà. Mentre per Sanchez l’asta è impraticabile per le casse bianconere. E via così passando per Nani e Lennon.

Advertisment

Marotta dovrebbe però sapere che in una squadra piuttosto famosa c’è un esubero che potrebbe risultare comodo. Si chiama Afellay, è olandese, ed è una grande promessa fra le ali in circolazione. Guarda caso proprio il ruolo che Conte vorrebbe sistemare il più in fretta possibile.

Classe ’86, Ibrahim Afellay si trova chiuso in Spagna, circondato e scavalcato da mostri sacri. Solo spezzoni di partite per lui, e certo questo non lo fa star felice. Si mormora che abbia chiesto garanzie: un minutaggio più sostanzioso o cessione per maturare e giocare di più.

Advertisment

Nonostante la giovane età, Afellay vanta oltre 100 presenze col PSV condite da una trentina di reti e già 36 gettoni con la Nazionale (con 3 reti). Dotato di una velocità super e di buona tecnica individuale, Afellay potrebbe alla fine rappresentare una pedina importante nello scacchiere di Conte. Preferibilmente viene impiegato a sinistra, ma può anche giocare sul lato opposto.

La clausola di rescissione è fissata a 100 milioni di euro, in realtà ne basterebbero una quindicina per convincere Guardiola. Guarda caso la stessa cifra stanziata per Bastos e offerta per Nani.

Colpo a sorpresa?

Advertisment

Rassegna(ta) sportiva del 19 maggio 2011

Advertisment

Advertisment

Forse, ci scappa una risata:

Advertisment

Rassegna(ta) stampa sportiva del 12 maggio 2011

Advertisment

Advertisment

Continua la saga:

  • Lazio, c’è un piano per Chamakh – sì sì, il pianterreno!
  • Juve, pioggia di milioni: parte la caccia a tre fenomeni e un’utopia – e nessuno che abbia un ombrello!
  • Pierpaolo Marino: “Il tecnico è un ottimizzatore delle risorse umane” – disse dopo la sbronza!
  • Sensibile incontra Sabatini, ma precisa: “Non si è parlato di Roma” – ah no, e di che? Di figa?
  • Juventus: Blanc lascia con molti errori e un grande merito – c’è un errore in questa frase: scoprilo!
  • Lazio: mano fratturata per Lichtsteiner – ci starebbe bene una battuta volgare, che però evito!
  • Juve: Agnelli, non siamo soddisfatti – perché, noi sì?!?
  • Juve: serve l’asso! – perché di due di coppe siamo francamente pieni!
  • VOTA Allenatore Roma Ancelotti o Guardiola? – come dire: Manuela Arcuri o Rosy Bindi?
Advertisment

Il calcio del Barcelona vince sui calci del Real Madrid

La conferenza stampa di Mourinho a fine match l’hanno chiamata show. In realtà è una penosa e vergognosa scenata di un piccolo uomo. Di allenatore lì non c’è nulla, proprio nulla. C’è solo un bambino molto ben pagato che scatena solo violenza. Per adesso si tratta di violenza verbale e speriamo si fermi a quello.

Advertisment

L’influenza negativa la si è vista in campo dove una squadra ha cercato seriamente di giocare a calcio e perciò ha vinto. Stravinto e badiamo bene che all’estero la figuraccia rimediata dal Real è piuttosto clamorosa.

La figuraccia riguarda la rinuncia al calcio-giocato. Con 10 uomini dietro la linea della palla, col più vecchio catenaccio, con la caccia all’uomo (che sia Pedro, Villa o Messi), col gioco sporco di Diarra, di Pepe, di Arbeloa e di Sergio Ramos. Troppo poco per tenere testa a una squadra di calcio ben organizzata e molto disciplinata come quella blaugrana.

Advertisment

Da una parte Xavi che dirige il gioco, dall’altra Pepe che picchia a più non posso. Il cartellino rosso, per quanto mi riguarda, è una summa degli atteggiamenti dei giocatori di Mourinho che, fin qui, non ho mai sentito sull’argomento calcio. Pepe è andato dritto sulla gamba, probabilmente ha solo sfiorato l’avversario, ma la smorfia e i precedenti calcioni fanno pensare a tutta la cattiveria possibile. Lo trovo un cartellino sublime.

Sul campo ha vinto e stravinto un Barca tranquillo e sereno, paziente. Perché la classe viene sempre fuori e non sempre i giochetti e i trucchetti possono avere la meglio sulla tattica e sulla tecnica. Così, è normale che Messi si sia finalmente sfogato. E’ normale che il possesso palla clamoroso abbia sfiancato e innervosito Cristiano Ronaldo, ben pettinato, ma poco attrezzato per mettere paura seriamente a Victor Valdes.

Non è stata una bella partita. E non per colpa di Guardiola, distintosi ancora una volta per l’educazione e la competenza. Attesa da molto tempo, ha deluso. Per fortuna che il giocatore più forte ha sfoderato quella giocata sul finale di partita. Serpentina e accelerazione da brividi e colpo di biliardo. 2-0 tondo, netto, contro una banda di cialtroni intenti a fischiare non si sa bene cosa, certo non la rinuncia a Kaka, Higuain, Benzema. Certo non hanno fischiato la rinuncia a giocare a calcio dei propri beniamini. Questo è un peccato: è una mancanza di rispetto alla storia del Real Madrid. Davvero un peccato!

Advertisment

Chi gioca veramente a calcio in Serie A?

Troppe analisi, troppe persone. Troppa gente che ha fallito e si mette a fare il professorone davanti le telecamere. E allora si finisce per non capirci più nulla. Gente che farebbe fatica a raccattare un posto in una squallida segreteria di qualche minuscolo ufficio diventa improvvisamente e senza preavviso Maestro di Tattica del Giuoco del Calcio e su queste basi si danno vita a trasmissioni d’approfondimento calcistico. Così non va, anche perché ne viene fuori una realtà completamente distorta e gravemente lesiva di un minimo di pudore.

Advertisment

Tutti questi fantomatici professoroni hanno nome e cognome. Da Pistocchi a Sacchi, da Ciccio Colonnese (sì, proprio il grande difensore dell’Atalanta di Milano di fine anni ’90) a Ferri. E non se ne può più di lecchini e maestrini di ripiego. Perfino Pagliuca ora si mette a quella lavagnetta a spiegare cosa dovrebbe fare Del Neri o quali cambi dovrebbe operare Allegri o Mazzarri o Guidolin.

Peccato non avere immagini a sufficienza, ma sarebbe carino confrontare quanto da loro detto con quanto realmente accaduto. Un esempio su tutti. Si giocava a Torino Juventus-Cagliari e Beppe Signori ebbe a dire su Krasic:

Non assomiglia per nulla a Nedved. Corre, ma non è così veloce e segna poco.

Il destino regalò a Beppe Signori una standing ovation da parte dell’Olimpico di Torino per la tripletta con cui Krasic distrusse i sardi. E da lì Krasic giocò un girone d’andata semplicemente spettacolare. A parte il calo di flessione, legittimo e fisiologico, da cui sembra uscito già da un paio di partite.

Ma guardiamo in faccia la realtà.

Il Milan di Allegri, imbottito di così tanti acquisti che non riescono più a stare appresso ai numeri delle maglie, vive unicamente sulla foga e le invenzioni di Mister Ibrahimovic, quello scoperto da Moggi in Olanda, pagato 19 milioni di euro e mostrato al mondo intero come uno dei talenti più puri e originali, capace di segnare (16 gol all’esordio in A e una valanga di assist per Trezeguet e Del Piero e perfino Zalayeta) e di impostare, di sobbarcarsi il lavoro di un intero reparto e risolvere le partite da solo. Se Ibra rallenta il Milan rallenta. Togli i gol di Ibra al Milan e ricalcola posizione e punteggio. Il gioco del primo Milan di Ancelottiana memoria non c’è appunto da anni. Sostituito da quel meraviglioso concetto proprio degli inglesi e cioè kick and run! Il kick è solitamente dei difensori o di Pirlo e il running è delegato ai vari Robinho, Pato e Ibra. La manovra è a tratti molto sterile fino a quando la palla non capita tra i piedi di Ibra e solitamente ne esce un’azione personale o un assist (vedi l’ultima meraviglia sfoderata per mandare in rete Pato).

Advertisment

Il Napoli di Mazzarri basa tutto, o quasi, sulla spinta del San Paolo e sulla corsa contropiedista dei vari Lavezzi, Hamsik, Maggio e sul bimbo prodigio Cavani (cui tutto riesce in questo momento). Per il dinamismo inesauribile degli esterni e dei centrocampisti che accompagnano costantemente l’azione è la squadra più divertente da seguire, insieme all’Udinese che vive della luce di Di Natale e di Sanchez.

La Lazio è imperniata su una batteria di registi eccezionali: Ledesma e Hernanes su tutti, capaci di innescare le punte come pochi nel campionato italiano. Basta leggere il numero di assist dei due e il numero di gente mandata in gol. Ma la grande Lazio del girone d’andata sembra spenta. Pesano gli infortuni e le assenze, ma soprattuto pesa il calo di forma dei centrocampisti. Ne seguono i vari pareggi delle ultime giornate.

Si parla poi troppo poco di Parma e Bologna: con una rosa evidentemente inferiore (forse il Parma, in valore assoluto, sembra quella meglio attrezzata per una salvezza più che tranquilla) stanno facendo miracoli. Il Parma sfoderando come al solito un corredo di giovani di alto valore, se solo gli lasciassero il tempo di crescere. A Bologna, per la situazione che stanno vivendo, servirebbe invece un SuperPremio per il buon Malesani, che dimostra ancora una volta di saperci fare su quelle panchina. Purtroppo per lui bussano alla porta solo squadrette, con tutto rispetto di Siena e Bologna.

E infine c’è il Palermo, forse la più bella realtà di questo campionato. Due giocatori praticamente sconosciuti si sono imposti come due fra i centrocampisti più interessanti: Bacinovic e Ilicic. Il secondo potete leggerlo, con merito, nelle parti alte della classifica cannonieri. Pastore deve scrollarsi di dosso un po’ di brutti pensieri dalla testa di natura narcisistica e lavorare molto di più per la squadra. Quando lo fa è semplicemente devastante. In più Delio Rossi è costretto a sovvertire due grosse difficoltà: un Presidente senza senno e ricambi inesistenti. Eppure vi riesce guadagnando l’accesso al prossimo turno di Coppa Italia con un ragazzino sudamericano di appena 18 anni e continua a macinare punti senza punte.

Su Roma e Atalanta di Milano glisso: troppa discontinuità per i giallorossi e troppi regali per i nerazzurri per redigere un bilancio che sia anche solo serioso.

Tutte le nostre squadre sono rigorosamente in difficoltà in campo estero, proprio sul profilo della personalità e del gioco. E nel nostro campionato mostrano pause da paura.

All’estero invece ho potuto apprezzare il tentativo di gioco dell’Arsenal, costretto da disgrazie economiche a vendere e comprare sempre meno, arrangiandosi con un settore giovanile da paura. Le lamentele di Mourinho per l’organico a disposizione mi sembrano un oltraggio all’intelligenza dei più su questa Terra, buone solo a nascondere l’incapacità di lottare ad armi pari con chi il calcio sa giocarlo e cioè Guardiola. Come Mou, ma con ben altri toni, Ancelotti: gli hanno affidato una specie di auto di lusso, ridotta a carretta per motivi che forse lui sa bene, ma che non ha mai del tutto spiegato. Gente ormai stanca per i Blues (Lampard e Terry su tutti?). Gente inadeguata?

Detto questo continuo ancora a pensare positivo quando sento la parola Del Neri: lo hanno tirato dentro una delle situazioni più disastrate degli ultimi anni nel mondo del calcio. Una specie di società che ha buttato via soldi e un patrimonio tecnico da paura. Una sorta di incubo bianconero, con lo stesso nome, ma con ben altra sostanza. Bene da lui si pretendeva il bel gioco, tanti punti, magari un primo o un secondo posto e tanti gol segnati (che sono arrivati, ma i numeri si usano solo per dare contro al tecnico) e pochi presi (beh questo non è avvenuto) senza fare i conti con la squadra che si è ritrovato (i più positivi li ha voluti lui o li ha rigenerati, ha floppato solo su Motta e fin qui Martinez) o che gli hanno fatto ritrovare (non credo conoscesse Traoré e Sorensen e ha detto sin da subito che non voleva Grosso). Ma stiamo scherzando?

Advertisment