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Tag: guidolin (pagina 1 di 2)

Udinese-Juventus Noi non molliamo

Non molliamo un cazzo, come recitò Vidal qualche settimana fa. Non ha usato l’intercalare, Antonio Conte, ma l’avrebbe usato volentieri. Il Mister è tornato a parlare dopo 3 mesi di silenzio prima delle partite. Come sempre, è stato efficace e sintetico.

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Anche ieri la moviola ha offerto spunti interessanti. Quel famigerato #ersistema profetizzato da De Sanctis, portiere della Roma, sembra scricchiolare di giornata in giornata. Sempre a beneficio delle solite inseguitrici. Ma sai che importa. Il destino è tutto nelle nostre mani.

Purtroppo, è soprattutto nelle nostre gambe. Gambe appesantite da numerosi impegni e fatiche. Gambe che ci servono per chiudere in bellezza un’annata a dir poco eccezionale.

L’Udinese si presenterà ai nastri di partenza con la solita grinta di Guidolin, speranzoso di poter fare il miracolo. Francamente ci siamo abituati, anche se spereremmo in un atteggiamento molto simile a quello delle squadre che stanno affrontando i giallorossi in questo momento. Il sangue agli occhi se lo fanno venire solo quando vedono Juve. Va bene uguale, c’è più gusto.

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Stasera ci sarà da gestire un paio di casi. Tevez non vuole mollare, ma è troppo più utile integro che rotto. Nulla di che, solo un po’ di fastidio all’adduttore, con quel pensiero rivolto sempre al campo, con un occhio alla classifica cannonieri. Al suo posto pronto Giovinco, in cerca di riscatto. O Vucinic, che dovrà farsi perdonare la partita contro il Lione. Uno dei due affiancherà Llorente, mentre Osvaldo è destinato alla panchina.

Riposerà anche Vidal: lui sì che va preservato. In campo, sforzo massimo per Pogba e Marchisio, con Pirlo saldamente in cabina di regia. Lichtsteiner, diffidato, a destra, mentre Asamoah a sinistra.

In difesa uno dei tre stacanovisti riposerà: probabile Chiellini, anche se nella serata di ieri si parlava di Ogbonna al centro al posto di Bonucci.

Interessante valutare Scuffet. Buffon non è eterno e bisogna muoversi da adesso per trovare colui che difenderà la nostra porta per almeno i prossimi 10 anni.

Udinese-Juventus Probabili Formazioni

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Conti, conferme e sorprese dell’ultima giornata

Un altro campionato é andato via. Solo che questo finisce in un modo particolare, con diversi verdetti, qualche conferma, alcune sorprese.

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Assist di Bergonzi al Milan Balotelli tira meglio i rigori, secondo Montella. Cosí i rossoneri vannoin Champions per il rotto della cuffia. Nel finale di partita va tutto liscio: appena 60 secondi di inferioritá numerica (qualcuno spieghi a Terlizzi il motivo del giallo), poi uno svenimento di Balotelli che diventa penalty, poi confusione che consegna a Mexes la copertina dei giornali. Un trionfo, echissenefrega della limpidezza. Complimenti peró al Siena e alla sportivitá, lo stesso Siena che fu di Conte e che appena qualche mese fa é stato oggetto di Calcioscommesse.

Stra…figuraccia dell’Inter Io ventaglio delle scuse é stato esaurito. All’appello di Stramaccioni mancano solo sinusite e aumento dell’IVA e poi la collezione di giustificazioni é completa. La veritá, palese nei numeri dei nerazzurri, é la fragilitá di un progetto che chissá mai se veramente esistito. Piú gol presi che fatti, record di sconfitte, imbarcata finale, niente identitá né gioco, sistema difensivo tragico che va al di lá di assenze e demoralizzazione. Bentornata Inter, ci sei mancata nascosta come eri nel trappolone di Farsopoli. Ora l’unico nome in grado di salvare la baracca é quello di Guido Rossi.

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Il Napoli anche ieri ha vinto Direbbe questo De Laurentiis: il Napoli non ha perso, anzi ha vinto. E la Roma ha perso perché fra 2 anni ci sará il Fair Play finanziario. Appunto, fra 2 anni. Intanto incassa l’addio di Mazzarri che avrá visto lungo (e quando mai ripeterai un anno cosí?) e si prepara a qualche cessione eccellente e pericolosa. Dovrá essere bravo il DeLa a scegliere la giusta sceneggiatura per l’anno prossimo, riducendo il rischio di implosioni.

Alta tensione Roma Sará un derby infuocato. Chi vince accede alla Seconda Europa. Petkovic e Andreazzoli (prima Zeman) hanno illuso la piazza, partendo peró da posizioni differenti e con un cammino differente. Avessero consegnato al primo un attaccante in piú oggi forse la Lazio avrebbe piú punti. Avessero ragionato in serietá i giallorossi, la scelta Zeman l’avrebbero capita tutti: mediatica e spettacolare, ma insufficiente e inadeguata per un vero progetto di rinascita.

Capolavoro Montella e Guidolin Il primo é subito dietro Conte per qualitá. Il secondo, dopo l’infinita gavetta, meriterebbe qualche libro per la maniera di governare gruppo e idee tattiche. Fiorentina e Udinese si confermano piacevoli sorprese di questo campionato. La Viola é andata vicinissimo al traguardo grosso (ma Bergonzi ha detto no!) mentre l’Udinese guadagna l’accesso alla Europe League con uno strappo finale da gran velocista (come piacerebbe al ciclista Guidolin). Solo meriti per entrambi.

Complimenti infine a tutte le altre squadre. Al Catania e al Bologna, all’Atalanta e al Chievo, al Cagliari e alla Samp. Bravo chi é riuscito a salvarsi e un presto ritorno in A per chi é retrocesso. Come sempre, 1 volta su 4 nella storia della A: veniteci a prendere. Firmato: la Juve!

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Solita manfrina: il solo blocco Juve non basta

Strana manfrina quella dei tifosi della Nazionale. Almeno quelli che si vantano di aver tifato Italia, salvo poi discriminare fra bianconeri, giallorossi, biancocelesti. Non riusciamo a inserire nel discorso altri colori in quanto assenti nella pratica.

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La cosa più sconcertante, tranello in cui è caduto pure Prandelli, è il pensare di schierare il blocco Juve e ottenere in automatico la vittoria o la bella prestazione. Come se si trattasse di una qualche formula magica. E dire che Matri non è in formissima e Chiellini sta recuperando, altrimenti da 7 passavamo praticamente a 9. Ma che senso ha tutto questo? Compreso quello di un modulo con un Maggio che è sempre l’uomo in più degli avversari e di un Ogbonna non all’atlezza, nonostante il sostegno della RAI.

Che poi la soluzione è sempre la solita: se si vince è merito dell’Italia, se si perde allora il blocco Juve ha toppato. Con curiose teorie in merito al flop.

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L’unica vera teoria è la seguente. Vittima di una Federazione che lavora solo per poche squadre, le solite, Prandelli è caduto nel vortice del non-pensiero italiano. Mentre Palazzi si dimentica del vero calcioscommesse, quello che riguarda pure le milanesi e il Napoli, e Abete continua a cambiare posizione su Juve e FIGC, Prandelli è costretto ad appellarsi alla Juve. E i bianconeri, con un gesto che non condivido assolutamente, prestano tutta la colonna portante del progetto di Conte. Come se bastasse questo.

Pure il modulo è uguale, solo che non è uguale l’ambiente, solo che manca un condottiero in panchina, o in tribuna fate vobis. Manca il tremendo lavoro quotidiano che gli juventini sono costretti a completare, mancano le lezioni tattiche di Conte. Manca, in un solo vocabolo, la Juve.

Questa squadra della FIGC, cui purtroppo Agnelli presta il fianco, esprime il livello del calcio italiano. Vuota dei migliori club di Serie A, almeno sulla carta, e vuota di evoluzioni tattiche. L’unica evoluzione tattica è quella di Conte, e basta ascoltare Arrigo Sacchi che non è mai stato generoso nei confronti dei bianconeri. Ma la realtà stavolta è netta, chiara, precisa: oltre la Juve in Italia non si pratica calcio. Ci sta tentando Stramaccioni, ma l’ambiente è quello sbagliato. Ci sarebbe “tutti all’arrembaggio di Zeman”, ma la Bulgaria avrebbe festeggiato con gli schemi di un uomo che in 30 anni ha vinto meno di Carrera (con all’attivo solo 3 partite). Ci sarebbe Guidolin, ma la sua Udinese di italiano ha solo il nome. Ci sarebbero molte altre cose, il problema è che c’è soltanto un uomo che insegna calcio: si chiama Antonio Conte e in questo momento è braccato dalla FIGC. Tu guarda il destino beffardo…

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La situazione dopo due giornate

Dopo due giornate di campionato iniziamo a fare il punto della situazione e a valutare il comportamento e i risultati della altre. Per quanto riguarda la Juventus, che inizia chiaramente con i favori del pronostico, l’avvio è stato sicuramente confortante. Il 2-0 contro il Parma, e l’1-4 a Udine hanno confermato sicuramente la forza e la qualità di questa squadra: la Juventus è superiore, e lo sa, ma non deve commettere l’errore di abbassare la guardia, perchè le altre sono pronte ad approfittare di un eventuale passo falso che non deve mai arrivare. Juventus già prima, e non è una novità.

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Per quanto riguarda le altre, su tutti spicca il Napoli: 3 gol a Palermo nella gara d’esordio, vittoria per 2-1 contro la Fiorentina al San Paolo. Gli azzurri saranno il principale avversario dei bianconeri, perchè hanno grande compattezza, automatismi assolutamente avviati, e tanta fame: lo abbiamo visto già in supercoppa, quando non hanno fatto complimenti. Vogliono vincere, e sanno che possono se la Juve dovesse sbagliare. Mazzarri bravo a tenere alta la tensione, vedremo come reagirà la squadra con gli impegni di Europa League. Alti e bassi invece per l’Inter di Stramaccioni: a Pescara vittoria facile (ma il Pescara in serie A non può avere lunga vita), clamoroso scivolone in casa contro la Roma di Zeman, che ha messo in risalto tutte le contraddizioni dei nerazzurri. Un campionato non facile per la squadra milanese, Stramaccioni non ha grande esperienza e questo può pesare, anche perchè l’Inter ha rinnovato molto. Per ora nerazzurri fermi a tre punti, come i cugini rossoneri: Allegri ha esordito con una sconfitta in casa (ottima la Samp di Ciro Ferrara), ma si è riscattato a Bologna, seppure con tanta fortuna, visti il rigore regalato e la papera di Agliardi. Anche per il Milan, come per l’Inter, si registra un rinnovamento che non ha sicuramente giovato: oltre alla qualità e alla personalità, qui si tratta veramente di un punto zero, di una tabula rasa quasi senza idee e prospettive. Difficile il compito per Allegri, così come per Zeman, che ha sì riportato l’entusiasmo a Roma, tra l’altro vincendo meritatamente a Milano con un bel 3 a 1, ma bisogna sempre verificare la tenuta della squadra e in particolare della difesa: non basta far gol, bisogna anche non prenderli, e in questo Zeman non è mai stato un maestro.

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Per le altre, sorprende l’avvio splendido della Sampdoria di Ciro Ferrara, che ha sconfitto il Milan a San Siro e vinto in casa col Siena. Un bel 4-3-3, con le ali velocissime e tatticamente attente, pronte a difendere in ogni momento: una squadra molte ben messa in campo, darà filo da torcere a tutti. La Lazio di Petkovic è un punto interrogativo: duo ottime vittorie contro Atalanta e Palermo, ma comunque da verificare visto che nè i lombardi nè i siciliani sono messi bene: infatti il Palermo di Sannino sorprende in negativo, con due sonore sconfitte (3-0 in entrambi i casi). Altra sorpresa negativa è sicuramente l’Udinese di Guidolin, che in quattro gare ufficiali non ha mai vinto: due sconfitte in campionato, due pareggi nei preliminari. Modulo sempre uguale, uomini leggermente diversi: sarà dura riconfermarsi. Da decifrare la Fiorentina: Montella ha sempre espresso bel gioco, vedremo se riuscirà a dare una svolta a questa squadra che ormai da anni naviga in brutte acque. Gli uomini ci sono, un centrocampo da fare invidia soprattutto per la grande qualità, attacco guidato dalla stella Jovetic, ma difesa che mette qualche dubbio, vista anche la cessione di Nastasic.

Ecco la classifica dopo le prime due gare: Juventus, Napoli, Lazio 6; Sampdoria 5; Roma, Catania 4; Torino, Genoa, Inter, Milan, Fiorentina, Chievo, Parma 3; Cagliari 1; Udinese, Bologna, Palermo, Pescara 0; Atalanta -1; Siena -5

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Verso Udinese – Juventus

Archiviata la prima pratica stagionale con un secco 2-0 al Parma, la Juventus domenica alle 18 affronterà l’Udinese di Guidolin. Partita che arriva in un buon momento: l’Udinese è stata eliminata dalla Champions abbastanza malamente, visto l’erroraccio dal dischetto che ha praticamente consegnato la qualificazione allo Braga. Inoltre i friulani hanno anche giocato per ben 120′, quindi altro vantaggio per la Juventus, che si ritroverà di fronte una squadra molto provata, sia psicologicamente che fisicamente. Ma l’Udinese non va sottovalutata, anzi: i meccanismi del suo 3-5-2 funzionano sempre alla perfezione e bisognerà stare molto attenti.

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Nella Juventus dovrebbero rientrare sia Buffon che Chiellini: si ricompone quindi la difesa scudettata, e finalmente ritroveremo Bonucci al centro e Barzagli a destra. A centrocampo si pensa a una riconferma in toto: ormai quei 5 sono intoccabili. In avanti invece Vucinic verrà affiancato da Matri, causa forfait di Giovinco: per lui una distorsione. L’Udinese invece, reduce dalle fatiche infrasettimanali, dovrebbe ripresentare la difesa titolare con Benatia, Danilo e Domizzi a proteggere la porta di Brkic. A centrocampo invece dovrebbe rientrare Willians, mastino del centrocampo: per il resto confermati tutti, da Armero a Basta. In avanti probabile coppia Muriel- Di Natale: attenzione alla loro velocità e ai tagli.

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Isla verso il rientro

Mauricio Isla torna a correre e ad allenarsi a pieno ritmo. La buona notizia, in un periodo nel quale se ne sentono solo di brutte, sembra quasi un toccasana per i tifosi bianconeri, ormai stufi di dover combattere contro questo sistema corrotto. Allora concentriamoci sul campo, e sul calcio giocato.

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Il recupero di Mauricio Isla sembra quasi chiudere il cerchio del progetto Juventus. La svolta, sia nel mercato che per la tattica, è arrivata proprio grazie a questo giocatore: quando fu preso, allora capii subito quali erano le intenzioni di Antonio Conte: 3-5-2 sicuro. E così è stato. Il modulo, in questo precampionato, non è mai cambiato. Isla dovrebbe essere il titolare in questo modulo: lo conosce benissimo, perché con Guidolin ha sempre giocato lui sulla destra. Anzi, è stato uno dei pochi che ha di fatto contribuito alle fortune dell’Udinese, e non è un caso che dopo il suo infortunio, l’Udinese ha iniziato a fare alti e bassi.

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Esterno di corsa, uno dei pochi a riuscire a fare tutta la fascia per novanta minuti, spesso si propone in avanti e ha fatto anche qualche bel gol (contro l’Inter a Milano, per esempio). Sarà un piacere vederlo giocare: già immagino Pirlo che lo lancia sulla fascia. A destra sembra quindi essere lui la prima scelta per Antonio Conte, anche perché, chi ha visto l’ultima amichevole della Juventus contro l’Herta, avrà notato anche che Lichtsteiner è stato impiegato nella difesa a tre: è stata una soluzione di emergenza, chiaro, ma potrebbe anche riproporsi in un futuro non molto lontano.

Isla è fondamentale per il 3-5-2 di Conte, e a mio avviso anche decisivo. Ho visto il nostro 3-5-2 a volte molto statico, con gli esterni De Ceglie e Lichtsteiner spesso impacciati: non molto propositivi, soprattutto lo svizzero nella seconda parte di campionato. Invece Isla è il classico esterno da 3-5-2, le sue qualità fisiche e tattiche ne fanno uno dei migliori incircolazione: in Italia, secondo me, è secondo solo a Cristian Maggio del Napoli. Isla quindi sarà importante, la sua duttilità poi non esclude che possa fare il terzino in una difesa a quattro, ma in quel modulo è molto più indicato Lichtseiner. Un recupero essenziale per il modulo di Conte: si spera di averlo in campo per la prima di campionato.

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La supermoviola faziosa della 28esima giornata di campionato

Quando l’arbitro non incide la Juve vince. Stravince grazie alle immense qualità di questa squadra. E continuiamo perciò la mostra analisi della supermoviola. Val la pena rispondere a tono alla faziosità e allo sporco lavoro dei media.

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Fiorentina-Juventus. Giusto il rosso a Cerci. L’esterno rifila un calcetto a De Ceglie a palla lontana. Non si nota il famoso schiaffo di De Ceglie. Che poi… va bene Montero, ma attribuire a Paolino De Ceglie uno schiaffo… suvvia!

Da valutare Matri nel terzo gol bianconero. Di fatto lo scattino verso la palla lo si può considerare come la volontà di prendere parte attiva nell’azione, dunque posizione di fuorigioco. Gol da annullare. 2-0 per la Juve, guarda caso il favore arriva quando non serve. Clamoroso poi un fatto: non ci sono rigori non dati.

Stupida l’ammonizione di Lichtsteiner. Salterà i prescritti.

Parma-Milan. Cominciamo dal solito rigore. A destare scalpore è la grande nonchalance con la quale si assegnano i rigori ai rossoneri. Lo stesso episodio a loro favore non vale per gli altri. Il rigore dopo pochiminuti ci può stare, come potrebbe non starci. Nel dubbio… Banti fischia e la partita finisce. Finisce perchè Giovinco viene fermato scientificamente tre volte lanciato a rete: due volte in modo totalmente errato, una é da verificare.

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Il Milan chiede un secondo rigore, ma il tocco su Ibra che cade come abbattuto da un caccia è molto lieve. Troppo accentuato il volo del gigante. Soliti gialli abbonati ai centrocampisti rossoneri.

Inter-Atalanta. Quello non fischiato a Matri compensa quello fischiato a Pazzini. Ci risiamo: il regolamento non vale per tutti. Addirittura non vale nella stessa partita perchè il rigore su Gabbiadini è solare, scandaloso. Giornali e TV hanno nascosto il fatto. Con il prezzo della benzina alle stelle, meglio offrire un servizio utile al patron dell’Atalanta-di-Milano.

Scandalo a San Siro

Il rigore solare di San Siro: così Lucio su Gabbiadini.

La curiosità: sul rigore per i bergamaschi ci starebbe il rosso a Lucio, oppure il secondo giallo. Domenica invece potrà menare liberamente gli attaccanti di Conte.

Udinese-Napoli. Con la Champions sfumata, ma loro sono contenti, ecco confermato un sospetto che aleggiava già da qualche giornata. Il Palazzo punta sul Napoli al terzo posto. Difficile spiegare in altro modo la direzione di gara. Certo Guidolin dovrà imparare a gestire i cambi. Come contro il Milan toglie Di Natale con la partita in totale controllo eppoi la perde. Il 2-2 finale è di fatto una sconfitta alla luce del posizionamento finale.

Mazzarri e De Lamentis non si sono però lamentati. L’arbitro è stato jellato… mannaggia!

Evviva il nuovo calcio pulito.

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Le Italiane e l’Europa: si tratta veramente di sfortuna?

Si chiude un altro turno europeo e le sorprese non sono mancate. Più che altro tante conferme e solo qualche sorpresa.

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La conferma è che il nostro calcio è sensibilmente inferiore a quello degli altri campionati. Ma noi siamo fatti così: siamo grandi solo a parole, poi però in campo, in campo europeo, dove cioè i magheggi risultano difficili pure ai boss di casa nostra, le parole lasciano spazio alle giocate e sono dolori.

A mio avviso l’unica che esce davvero a testa alta è stata l’Udinese. Che banda quella di Guidolin: organizzata, rabbiosa, ben messa in campo. Con qualche piccolo grande giocatore l’allenatore amante del ciclismo potrebbe davvero raggiungere risultati ragguardevoli. Il gol dell’AZ ha un po’ tagliato le gambe, ma la spinta e la voglia pure al minuto 93 sono state eccezionali ed entusiasmanti. Chi tifa Udinese può essere orgoglioso di quanto fatto finora dai Pozzo.

E nemmeno il Milan è uscito bene. Se non fosse per quanto già detto da Wegner… a quest’ora tanti saluti e baci. Il problema è che il passaggio ha una duplice valenza: ha mostrato le evidenti lacune di personalità di chi contro i grandi si fa piccolo piccolo e a livello di sicurezza il 3-0 netto dell’Arsenal peserà nei prossimi match. Insomma: si è trattato solo di un caso. Galliani dovrà impegnarsi a fondo per pescare dall’urna una delle 4 squadre abbordabili e cioè Chelsea, Benfica, Apoel e Marsiglia. Cosa ci facciano nei quarti di Champions è un mistero di difficile risoluzione. Ricordo la Coppa dei Campioni e rimpiango quei tempi. Quando c’era la Coppa in TV si faceva fatica pure a cenare, qualunque era la squadra in campo, italiana o straniera. Era certo infatti lo spettacolo perché si affrontavano davvero le squadre più forti. Con la formula del “anche i ricchi devono giocare” non si capisce più nulla. Piccolo sfogo personale.

Inter e Napoli hanno regalato forti emozioni. E hanno soprattutto confuso la fortuna con l’abilità, la competenza e la superiorità: al netto dei risultati di andata e ritorno sono passate le squadre che lo hanno meritato. Non basta essere simpatici (i napoletani) o avere i soldi (i nerassurri) per passare il turno. Bisogna giocare, giocare sul campo.

La banda Ranieri è una conferma: di fronte all’ostacolo ecco lo stop. Contro una formazione modestissima, tanto che nemmeno in Francia pensavano di trovare un così semplice avversario. Ora il Marsiglia farà felice chi se lo troverà di fronte perché le lacune e i limiti dei ragazzi di Deschamps sono fin troppo evidenti. Zero gioco e scarsissima efficacia sottoporta. Peggio ha fatto Ranieri che è rimasto comunque soddisfatto: se noi juventini siamo indietro di un paio di anni sul piano di rinascita è merito suo (merito?) e degli imbecilli (dirigenti mi sembra un termine troppo forte!) che lo hanno voluto. Il che spiega il motivo per cui oggi allena alla Pinetina.

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Mazzarri ha invece pagato l’arroganza insita nel suo preparare i match. Abituato ai flash italiani che accompagnano De Laurentiis, disabituato alle guerre europee, il suo Napoli scivola nel tranello più maledetto: pensare di avercela già fatta. Purtroppo Drogba e Terry hanno sul groppone diversa esperienza e con quella malizia propria dei campioni hanno ribaltato sonoramente il risultato dell’andata. Mazzarri ha ricevuto una lezione importante: dovrà farne tesoro perché comunque il suo Napoli merita applausi.

Quanto al resto delle riflessioni, la supponenza delle TV italiane che hanno seguito la spedizione è vergognosa per chi segue il calcio. Ripeto: per chi segue il calcio. Abbiamo regalato sorrisi in Europa, agli inviati stranieri. La società più onesta d’Italia ha battuto il record di squadra più anziana e L’Equipe si è chiesta come sia possibile una così forte presenza di stranieri in rosa. In Inghilterra si sono chiesti perché i tifosi azzurri festeggiassero prima di giocare. In Olanda sono felicissimi visto che il progetto di giovani talenti sta venendo su bene (l’AZ ha schierato una squadra con 22,8 anni di media e veniva da 8 vittorie), infine la Spagna se la sta godendo.

Ci sono persone in Italia che dicono che la Liga è di molto inferiore al nostro campionato. Sono ovviamente gli stessi che credono alla favoletta di Calciopoli e che scommettono sull’onestà di Moratti e alla correttezza di Galliani. Ben ci sta. La Nazionale delle Furie Rosse fa paura (nonostante l’infortunio di Villa), le sue squadre stracciano la qualificazione in Europe League e in Champions e sono lanciatissime, mentre noi torniamo a testa bassa nella nostra finta e supponente superiorità… solo teorica.

Supponenza che Manchester ha pagato a carissimo prezzo. Fergusson ha forse voluto perdere la qualificazione per concentrarsi sul campionato (davanti ai cugini in blu), mentre per Mancini è l’ulteriore conferma della pochezza del tecnico: con quella rosa riesce a farsi umiliare dallo Sporting Lisbona e lo spogliatoio è di nuovo in subbuglio. Bah… itaGliani!

P.S.

C’è un’ultima cosa che non capisco. Come juventino sento le peggiori frasi qualunque sia la trasferta o la squadra ospitata in casa, pure il giovedì pomeriggio quando Conte fa sostenere la classica partitella contro un club locale di giovanotti non professionisti. Dopo il 2006 mi si chiede di tifare… per un’italiana? Sì: ho scelto la Juve e soffro per non giocare le Coppe. MA IO TIFO SOLO LA JUVE, delle altre non mi importa nulla. Tranne quando escono in questo modo: allora godo! Lo avete voluto voi questo calcio italiano… godetevelo!

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Un sabato di calcio perverso

E’ stato un sabato ricchissimo di avvenimenti nel calcio.

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Cade il Barca, Suarez rifiuta la mano di Evra, l’Udinese si suicida, Ranieri invoca Thiago Motta, la Juve viene ancora fermata, altre partite rinviate.

Chi paga il canone Mediaset Premium forse si sarà risentito. Per un attimo mi sono sono sentito in obbligo di controllare se quella non fosse la telecronaca tifoso. Mah. Eppure il papà fu un grande bianconero, strano quel Piccinini. Ormai non resta che mettere muto e far parlare le immagini. Il Milan rimonta solo grazie agli infortuni di Guidolin: Isla e Di Natale, gli uomini chiave. Curioso: chi piange per gli infortuni… vince grazie agli infortuni. Più che i 3 punti il Milan dovrebbe imparare a reggersi sulle proprie gambe. La rimonta di ieri ha solo questo significato. La Cazzetta Rosa sarà contenta, ma va ricordato che c’è una squadra cui mancano 2 partite. Inoltre oggi un trafiletto della rosea incensava il Milan di complimenti: il settore giovanile produce sempre grandi talenti. Manca un piccolo dettaglio: i rossoneri sono stati sbattuti fuori dal Torneo di Viareggio. Ca va sans dire!

Ironia della sorta il vantaggio della Juve si tramuta in grosso svantaggio. In 20 giorni 6 partite: non male, forse più di quanto avrebbe giocato Conte con la Champions di mezzo. Sarà perciò fondamentale usare al meglio la panchina.

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Cade il Barca in Spagna, sintomo preciso di aver osato troppo a livello tattico. Il 3-3-4 è pura fantascienza, inoltre senza alcuni personaggi chiave in forma… i blaugrana tornano normali. Pur normali sono sempre un passo avanti a tutti, ma i sacrifici di chi corre e si sbatte vengono di tanto in tanto premiati. Così il 3-2 dell’Osasuna è perentorio. Cade pure il Chelsea di Villas Boas: anche i ricchi piangono. E cade il Liverpool di Suarez: un talento cristallino, ma un cervello vuoto. Meriterebbe qualcosa, un qualche tipo di punizione. A infliggerla dovrebbe essere la società Liverpool perché di fronte alla TV tantissimi bambini hanno visto la scena: brutta, davvero molto brutta.

Guidolin ha perso la gara senza Di Natale e Isla. Con loro due in campo i friulani hanno imbalsamato i rossoneri. Poi hanno deciso il suicidio e mi torna così in mente una frase di Conte: “Con noi sputano tutti il sangue!”. Motivo in più per continuare a correre e macinare gioco. E se Guidolin piange le assenze, a pochi chilometri c’è un allenatore che rimpiange Thiago Motta. Con Snejder, Milito, Pazzini, Zarate, Forlan, Cambiasso e chi più ne ha più ne metta… il testaccino piange per l’assenza di Thiago Motta. Devo ancora capire dove si ride perché di sicuro questa è una bella battuta.

E oggi si farà la conta fra le poche partite in TV. Fra rinvii e posticipi ai limiti dell’ilarità. La Roma chiede domani di giocare alle 14. Un lunedì pomeriggio alle ore 14:00. Di per sé potrebbe essere pazzia pura visto che la domenica ci si riposa, ma la Federazione riesce nell’impresa di superare il ridicolo: lunedì sera alle 20:45. No comment! 

Stesso orario per il Napoli di De Laurentiis che ormai non parla da agosto o dalla serata di qualificazione agli ottavi. Ci sarà sicuramente un complotto come ha detto bene Mazzarri. Resta da capire chi e come, ma non temete: qualche nome spunterà sicuramente!

Ultima osservazione: il calcioscommesse sta disegnando gli ultimi anni di calcio italiani. E il disegno è molto cupo, con diverse partite e squadre che dovrebbero vedersela brutta. Con nomi che sono usciti, nomi smentiti e nomi grossi ancora da fare. Riecheggiano così le parole di qualche anno fa: “Ora il calcio è più pulito”. Per fortuna NOI BIANCONERI non abbiamo partecipato a questa pagliacciata.

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La 29° giornata del Torneo Aziendale: cosa è successo?

Sono ventinove le giornate. Ne mancano nove al termine di questo entusiasmante Torneo Aziendale, quinta edizione.

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A Cesena la Juve non guarisce. Alessandro Matri firma altre due reti, ma non bastano per chiudere una pratica molto più che abbordabile, nonostante l’uomo in meno. Chiudere senza coppe a questo punto potrebbe essere solo un beneficio per la prossima stagione, in vista di una programmazione che non può trovare alcuna giustificazione.

Un giorno prima, chissà perché poi, l’Atalanta di Milano era stata ospite di un buon Brescia. Di 3 rigori da fischiare ne è stato concesso soltanto uno ai padroni di casa, contravvenendo a una parcondicio della moviola di cui Moratti andava fiero fino a qualche giornata fa. A fine partite le interviste per il clamoroso stop degli uomini di Leonardo hanno lasciato spazio a parole che, in quel preciso contesto, sono apparse ai più ridicole. L’ennesimo schermo per non prendersi responsabilità davanti a una professione che, purtroppo, chiama a un duro lavoro. Mi riferisco, per capirci meglio, a quel “Un brutto pareggio, ma perde di significato per quanto accaduto in Giappone” di Leonardo a una precisa domanda di un giornalista, dopo che lo stesso allenatore aveva già parlato di calcio con gli house organ.

A ora di pranzo il Milan, che poteva già chiudere la pratica Torneo Aziendale, ha fallito. Sarà stato per colpa di un guardalinee che voterà Italia dei Valori o Rifondazione Comunista, sarà stato per un certo nervosismo postTottenham (leggi Ibrahimovic), ma questo pareggio sa di sconfitta. Allungare a più 7 avrebbe significato navigare in acque tranquille nelle prossime giornate. Invece tutto è ancora aperto.

Curioso il commento Sky sull’episodio che ha visto protagonista Ibra. Un cazzotto, una confessione palese (come si potrebbe spiegare altrimenti gli occhi a terra di Ibra già prima ancora che l’arbitro facesse vedere il colore del cartellino?), eppure il commento ha fatto passare il gesto come uno schiaffo. Forse forte, addirittura! Già perché lo schiaffo è conteggiato come gesto antisportivo, mentre il pugno è calcolato come gesto violento. Balla un turno in più di squalifica. Vedremo cosa riuscirà a combinare Ghedini perché Ibra rischia di saltare il derby fra qualche settimana. Come a dire: chi di spada ferisce… di spada perisce (Galliani, do you remember? Ibra con la Juve squalificato, Krasic con la Juve squalificato).

Espulsione di Ibra

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Ancora più curioso il commento all’episodio nelle varie TV nazionali. Felipe Melo rischiò l’arresto, mentre Ibra va capito, va compreso. E’ solo un gesto censurabile. Ha tutta la stima, fra l’altro, di Antonini e Abate. Quasi come quando Eto’o sferrò una capocciata a un avversario del Chievo e la Cazzetta-Rosa poi mostrò quanti soldi il camerunese aveva sborsato per beneficenza.

Nel frattempo Guidolin dirige l’orchestra più bella del calcio italiano. Una sinfonia di tattica e di genio. Una batteria incredibile di centrocampisti che corrono come pochi e smistano come pochissimi palloni in quantità industriale. Zero o pochissimi lanci e una manovra da favola. Velocità e scatti, chiusure e ripartenze. E’ l’Udinese: quella di Di Natale (che Marotta avrebbe voluto a tutti i costi in bianconero) e Sanchez (che mezza Europa vorrebbe). Adesso è terza, e vallo a dire a De Laurentiis che il suo Napoli dovrà dividere quel gradino ancora per un po’. Fino a quando durerà lo stato di forma stratosferico dei bianconeri del Friuli?

Roma e Lazio hanno dato vita all’ennesimo derby senza emozioni. Intendendo emozioni tecniche. Tranne qualche spintone e qualche sporadico tiro in porta, non c’è stato verso di dire “che gran giocata”. Eroe del pomeriggio Francesco Totti. Era dal 2005 che non segnava in un derby e torna a farlo proprio adesso. Gran papera di Muslera nel primo caso, solito rigore nel secondo. Già perché Totti in gol su azione è ormai un terno al lotto. Sono però felice per Montella. Gentile ha denunciato i tecnici raccomandati (probabilmente riferendosi a Piagnisteo Mancini e al suo compare Mihajlovic), mentre l’Aeroplanino sta divertendosi e sta mostrando una intelligenza che francamente in pochi si aspettavano. Sta gestendo le grane giallorosse come meglio non si potrebbe, ottenendo buoni risultati (a parte la Champions).

E aveva proprio ragione Zamparini a proposito del modo di Delio Rossi di schierare in difesa gli uomini del Palermo. Adesso i rosanero perdono, ma con meno gol di scarto. Senza, oltretutto, segnarne nemmeno uno, cosa che non Delio Rossi capitava di rado. Involuto Pastore, fuori ruolo Ilicic e centrocampo che ha perso fosforo e un po’ di ordine. Ancora proprio non riesce a capire che il problema del Palermo è proprio l’uomo che ne detiene il potere assoluto, esercitandolo nel peggiore dei modi?

Sorte analoga per la Sampdoria di Cavasin. Come se il problema fosse l’allenatore che d’un tratto fa diventare campioni chi campione non lo è proprio, e mai potrà esserlo. Il miracolo Samp aveva quattro nomi precisi: Marotta (nonostante i facili commenti ironici che qualcuno farà alla luce dell’attuale Juve), Paratici, Cassano e Pazzini. Tolti questi quattro ecco che il valore aggiunto di una formazione mediocre è tornato sotto la soglia di guardia e i risultati non possono essere differenti da quelli che sono arrivati.

Discorso completamente opposto, e anche abbastanza misterioso, a Bologna. Cosa ha portato una formazione ormai data per spacciata sotto il profilo tecnico e finanziario a giocare un girone di ritorno da paura? Sarà stata la fame di calcio, finalmente spogliato da contratti e stipendi? Sarà stato perché proprio la non-garanzia di soldi (tanti, ma proprio tanti considerando quanto guadagna una maestra di scuola o un impiegato comunale che si fa un mazzo così per 6 giorni la settimana) ha portato i ragazzi a dare molto di più per la causa in corso e a moltiplicare energie per mettersi in mostra e prendersi una netta rivincita con la società, unica colpevole di un disastro annunciato e per il momento solo allontanato?

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