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Tag: herrera

Giacinto Facchetti: e la verità storica su illecito e doping?

Grande personaggio dell’Italia del Calcio. Grandissimo nella storia nerazzurra. Ma un articolo, fazioso, ci sembra sia andato anche fuori dalla verità storica accertata dai tribunali. E per il dovere che abbiamo nel trasmettere tali verità storiche, sarà bene puntualizzare almeno due concetti.

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Primo. Come ha stabilito la Sezione Penale di Napoli, in riferimento al Processo Calciopoli, Giacinto Facchetti si è macchiato di illecito sportivo in qualità di Presidente dell’Inter. Bisogna anche chiarire che l’accusa di illecito è caduta per Moggi, accusato e riconosciuto colpevole di mancanza di lealtà sportiva. Sono due articoli del Codice di Giustizia Sportiva, molto chiari e precisi: Articolo 1 e Articolo 6. Ci spiace, ma non si accetta nessun passaggio fazioso su lobby, su onore, su macchinazioni, su azioni da santificare.

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Secondo. Come Ferruccio Mazzola ha scritto e dichiarato, con ampi dubbi sulla qualità e quantità di morti nerazzurre di quell’epoca, c’è il forte sospetto che il doping era pratica comune nell’era Herrera. Compreso Giacinto Facchetti, uno degli ultimi a morire di una brutta malattia, con la maggior parte dei suoi compagni di quell’epoca (la triste statistica che in pochi hanno raccontato).

Questo per dovere di cronaca. E per amore di verità.

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La storia dell’Inter, fra illeciti e illegalità: benvenuto Thohir

E’ il giorno di Thohir a San Siro. L’indonesiano riceverà il saluto dello stadio. Il nuovo proprietario dell’Inter potrà così toccare con mano i grandi risultati di questa storica società, che qui riassumiamo in breve:

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- i passaporti falsi di Recoba

- la prescrizione dell’illecito sportivo di Facchetti

- le plusvalenze false per iscriversi al campionato 2005/2006

- lo scudetto di cartone

- i pedinamenti fatti a Vieri

- le intercettazioni illegali (nascondendo le proprie)

- il falso in bilancio

- il doping di Herrera degli anni 60

- i trasferimenti irregolari di Milito e Motta

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- la retrocessione del 1921

- l’arbitro “comprato” per Lione-inter del 98

- il motorino lanciato dalla curva nel 2001

- la positività all’antidoping di Kallon

- i petardi lanciati in testa a Dida

- il doppio contratto firmato da Stankovic

- la finale scudetto contro la Pro Vercelli

- le 99 partite senza rigori contro

- i 6 giocatori in fuorigioco a Siena

- Guido Rossi, Auricchio, Narducci,la gazzetta dello sport

Benvenuto caro Thohir. Difficile essere all’altezza, ma siamo sicuri ti insegneranno la giusta via.

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Doping e Milan: il caso Fuentes

Complotto? Con Berlusconi in campo la parola è sempre ben accetta, benché tutta da verificare in ogni sua sfumatura. Ci sono le elezioni e tutto è utile quando una storia può contribuire a incrementare il numero di voti. Compreso quest’ultima news.

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Arriva dalla Spagna lo scoop che tira in ballo il Milan nel caso Fuentes, il medico sotto processo a Madrid per doping. Fra le sue carte spunta il Milan accanto al nome della Real Sociedad.

Che Fuentes abbia avuto un ruolo significativo in Spagna, in merito al doping, non vi sono più dubbi. La Real Sociedad, indicata nel foglietto sequestrato con la sigla Rsoc, ha confessato. Ben 320mila euro per dotarsi di ormoni della crescita. Una confessione che ha spiazzato i giornalisti e soprattutto confermato le brutte storie legate al medico spagnolo. E sotto la sigla Rsoc spunta il Milan.

Riscontri? Sebbene il dottore sia legato molto al ciclismo, non si ha memoria dell’esistenza di squadre ciclistiche col nome Milan. Tutto il resto è da confermare.

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Resta il fatto che chiarezza andrebbe fatta, mentre abbiamo come il sospetto che la storia cadrà nel dimenticatoio molto presto. Per esempio oggi nessun titolo sui giornali, solo un trafiletto sulla Gazzetta. E non uno dei giornalisti senior a commentare.

Sul foglietto, datato 2005, si capisce pure che tipo di prodotto sia legato a quest’operazione: Insulin Growth Factor, ormone della crescita, identificato con la sigla Ig.

Ora molti cercano riscontri. Intanto basterebbe aprire una inchiesta, tipo quella che ha portato la Juve sotto processo per ben 10 anni e che ha portato al nulla assoluto. Anzi no: eccesso numero di farmaci. Fra questi nessuna traccia di doping. Probabilmente il processo era giusto, era l’obiettivo sbagliato. Bastava forse spostarsi da Torino a Milano.

Già perché in entrambe le sponde ci sarebbe da indagare. Da Ronaldo (il Fenomeno) a Georgatos, dalla Grande Inter di Herrera dopata col caffé alla censurata intervista di Javi Moreno. Per finire coi casi Gattuso e Pato. Ma siamo in Italia: interessa solo la Juve. Non la salute di tutti i ragazzi.

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