Menu Chiudi

Tag: heysel

Questione di cultura sportiva

Partiamo da un punto: chiunque accenni a cori discriminatori va punito. Chiaro. Inoppugnabile.

Advertisment

Altro punto è la coerenza nelle punizioni. Vale sempre per la Juve, con la preparazione mediatica della squalifica (vedere anteprima di Juve-Napoli a MediasetPremium), ma vale molto meno per gli altri.

Questione di cultura sportiva.

Advertisment

Questione di intelligenza e di una Federazione terza e imparziale. Un sogno. Una non realtà in Italia.

Capita perciò che la curva rossonera venga graziata, che la curva nerazzurra venga diffidata, ma la curva bianconera squalificata. E la squalifica della curva bianconera appare corretta. Magari andrà trovato un sistema per capire come distinguere sfottò (che non devono essere eliminati dal calcio) dai cori discriminatori. Capire anche cosa è discriminatorio: i riferimenti falsi alla Juve ladra o a Pessotto o all’Heysel sono discriminatori? O sono goliardici?

Questione di cultura sportiva. A cominciare da chi fa l’opinionista e riceve invece lezioni da parte di Conte. A partire da chi scrive falsità sui giornali sportivi ogni mattina. A chi sceglie con cura titoli e sommarietti. A chi manovra le moviole.

Questione, semplicemente, di cultura sportiva.

Advertisment

Napoli-Juventus 1-1 La vera analisi

Dalla quantità di commenti cancellati è evidente che il racconto del match di stamattina non è piaciuto. Troppi isterici, troppe persone che hanno realmente capito di vivere in un Paese di Pulcinella (di cui rappresentano la maggioranza assoluta, ahinoi!). E allora passiamo a discorsi più seri.

Advertisment

Il primo tempo è stata una lezione di Conte a Mazzarri. Il 3-5-2 della Juve funzionava meglio, girava meglio, semplicemente perché dietro il progetto tattico ci sono alcuni impegni molto precisi da parte di tutti. A cominciare dal pressing delizioso di Vucinic e Giovinco, supportati da Marchisio e Vidal. Poi nel secondo tempo questo ordine si è smarrito, tanto è vero che Pirlo si trovava spesso più alto dei due scudieri di centrocampo.

Le fasce hanno retto alla grandissima. Lichtsteiner, ma soprattutto Peluso: entrambi hanno vinto i rispettivi confronti con i colleghi avversari. Di fatto il Napoli non è mai riuscito a scatenare la sua corsa, dovendo insistere centralmente dove la cerniera bianconera ha sempre funzionato. Tranne un paio di volte e queste si contano facile perché sono gli unici tiri arrivati su Buffon.

Inler non è Pirlo, né lo sarà mai, perciò il giro-palla bianconero è stato più efficace. Sia in fase di costruzione, sia in fase di addormentamento della partita. Nuova fase per noi juventini: la Juve ha solitamente sovrastato l’avversario, ma il pensiero della Champions avrà indotto Conte a non forzare la mano e a far passare il match in modo tranquillo. Ci si è messo Bonucci che sfortunato ha segnato al suo portiere Buffon, altrimenti l’avremmo portata a casa facile.

In realtà ci si è messo l’attacco. Ancora in gol un non-attaccante e questo non va bene. Vucinic imperdonabile, Giovinco impreciso. Senza contare che l’azione del pareggio nasce da una porcata in attacco di Giovinco & Co. Purtroppo ci abbiamo fatto il callo: con un attaccante vero a quest’ora la Juve avrebbe già chiuso matematicamente ogni discorso scudetto. Di Matri si ricorderà un solo tiro in porta, mentre l’ostracismo su Quagliarella rischia di pesare sulle nostre fortune, visto che ogni tanto il Quaglia la butta dentro.

Advertisment

Non ci attacchiamo al rigore. La redazione di SkySport è ancora alla ricerca dei famosi due penalty a favore di Mazzarri, mentre quello su Lichtsteiner era chiaro, palese e netto: solo che il Corriere dello Sport ha preventivamente preparato questa scena e perciò il risultato, se volete, è giusto.

Non c’è spiegazione invece nel giallo a Cavani. Tirata di capelli o meno (c’era, ma suvvia: bisognerebbe dire addio ai vecchi gloriosi nostri attaccanti e difensori) la gomitata è stata perfino mimata dall’assistente di linea. Orsato come avrà ragionato? Come quello che ha presumibilmente letto gli attentati psicologici di De Paola: giallo, coscienza soffocata e giornalisti oggi cauti. Senza Cavani, con un uomo in più, la Juve avrebbe potuto sfogarsi in altra maniera.

La sensazione che si stia tenendo un campionato aperto per pure logiche commerciali è davvero idiota, ma al contempo non trovo spiegazione al secondo tempo bianconero. Mai in avanti, tranne in rare occasioni. Mai al tiro, eppure qualcuno poteva tentarlo. Perfino con un centrocampista in più e un attaccante in meno sul finale: cambio, in ogni caso, tardivo. Una Juve rinunciataria che ha voluto salvare la pellaccia, come qualcuno ha ipotizzato stamattina al bar? Siamo davvero arrivati al punto di non infierire per non prender le botte?

Perché la segnalazione degli attentati dei tifosi napoletani va fatta: sassi, cori, insulti, sin dalla sera prima. Anzi: i sassi solo sul pullman. Ma oggi si insiste nel ribadire, ancora una volta, che quello lì è il pubblico più bello d’Italia giustificando dunque simili comportamenti. Spiegatelo anche, per favore, a chi dell’Heysel conserva il ricordo di qualche parente scomparso…

Il pubblico più bello d'Italia

Il pubblico più bello d’Italia

Sol per questo dovevamo chiuderla 4-0. Peccato. L’unica fortuna è che questa trasferta ci toccherà fra un anno. Perché quest’anno il Napoli si salverà di nuovo. A noi invece tocca il Celtic.

Advertisment

Inciviltà, la storia continua: la città di Napoli meriterebbe altro

Quando i tweet dei protagonisti raccontano di sassi scagliati contro il pullman con vetro rotto, di cori e insulti nella nottata sotto l’albergo, di una città bloccata per il passaggio del pullman bianconero assistito a dovere dai supporters avversari, di gomitate e infine di una maglietta inneggiante ai morti dell’Heysel… capisci di essere in Italia.

Advertisment

Napoli: maglietta contro Heysel

Napoli: maglietta contro Heysel

Napoli meriterebbe di meglio. Forse tutti meriteremmo di meglio, tutti indistintamente. Ma se a questo sommiamo la faccia tosta di Mazzarri che parla di rigori a suo favore, di simulazioni avversarie e di nessuna gomitata… allora capisci che oltre a essere in Italia, sei pure nel peggior sistema che il calcio abbia avuto.

Perché poi capita che un qualsiasi direttore di giornale scriva questi:

Advertisment

Complimenti a tutti, specialmente al Direttore. Lo dicono tutti: ma tutti chi? Gli amici al bar? E poi che razza di risposta è quella della scuola di giornalismo? Perché la risposta si ribalta in un attimo: se è quella da cui sono usciti questi qui allora meglio il fai-da-te a casa. Si impara di più, ci si concentra più sugli argomenti e meno sulle vaccate. Per finire al ribaltamento della realtà: la gomitata di Cavani sparisce e arriva la sentenza: rosso per Chiellini (per la testata contro il gomito, evidentemente) e rigore per il Napoli. Mentre su Licht non è rigore: lo dicono tutti.

Finiamo col pullman distrutto.

Pullman Juve assaltato

Pullman Juve assaltato

E quando gentilmente fai notare alla redazione di SkySport che stanno mentendo sul fattaccio dell’Heysel e invia loro la foto direttamente arrivata da un tifoso al San Paolo… ti rispondono che “non accettiamo foto false”.

Ah ecco. Capito perché noi non accettiamo servizi falsi da giornalisti falsi? Welcome in Italia!

Advertisment

Cori contro Heysel e Balotelli: sentiti?

Ammesso che si possa ancora parlare di tifo, come più volte ripetuto su questo blog, val la pena sottolineare due episodi. Che cozzano con le lezioni di etica e di comportamento che vorrebbero impartire i personaggi discussi nel seguito di questi articoli.

Advertisment

Partiamo con i Della Valle, tutti e due, nessuno escluso. Dopo essersi autoeletti moralizzatori di non-sappiamo-bene-cosa-e-perchè ancora non ho letto – quindi chi abbia materiale è pregato di lasciare un commento – nessuna nota della Società per i cori contro l’Heysel. La tragedia che ha colpito decine di tifosi bianconeri e inglesi viene ancora utilizzata e strumentalizzata per dare conferma dell’imbecillità umana. Siamo fatti così, in Italia siamo fatti così. Ma la Fiorentina non ha emesso alcun comunicato, o sbaglio?

A quanto pare i cori contro l’Heysel vanno bene, mentre i tifosi juventini sono razzisti. Solo che a Milano di tifosi juventini non ce n’erano.

Già perché l’etico-per-divin-discesa Moratti non ha ascoltato bene cosa dicesse la curva. Salvo poi dichiararsi dispiaciuto: i suoi tifosi intonavano cori contro Balotelli. Ma non è razzismo questo. Noi lo abbiamo sempre detto: è imbecillità, stupidità, e come vuoi chiamarla altrimenti?

Advertisment

Solo che quando questi cori vengono associati alla Juve ecco che si parla di multe, supermulte e di razzismo. E perché mai una simile differenza? Ah già, il doppiopesismo italiano.

Riuscirà questo Paese a incivilirsi e a chiamare col giusto nome le cose? Imbecillità (e non razzisti), teppisti e (non tifosi), rosiconi (e non antijuventini).

P.S.

Per non parlare del gesto di Viviano. La maglietta non accettarla, non buttarla almeno quando sei inquadrato dalle telecamere, soprattutto che senso aveva togliere dalle spalle di un compagno la reliquia di Pirlo?

Advertisment

Come ti costruisco un titolo provocatorio: ancora Calciomercato.com

La scorsa settimana si sono scomodati per rispondere a un nostro articolo in cui facevamo notare che la stragrande maggioranza di tifosi juventini – almeno quelli veri, secondo la nostra arroganza – approvano e sottoscrivono la strategia della Juve di non assecondare i media e dare buca a conferenze e microfoni vari. Se ce ne fosse bisogno… noi vorremmo un atteggiamento ancora più nudo e crudo ed è la proposta che facciamo a Mister Conte: non risponda più a nessuno, vada in panca, governi il mondo Juve, ma niente contatto con giornalisti e TV, grazie!

Advertisment

E allora ecco il nuovo titolone, che poi ovviamente non trova riscontro nell’articolo. Cosa si fa per non ricevere click dai tifosi più antijuventini?!

L’articolo in questione recita nel titolo:

L’ultima vergogna: solo 10 mila euro alla Juve per lo striscione Superga, ma 25 mila euro al Toro per i seggiolini

E poi dentro il corpo:

La Juventus è stata punita con una multa di soli 10 mila euro, per lo striscione su Superga esposto per circa 20 minuti dai tifosi bianconeri nel derby. Molto più pesante, invece, l’ammenda inflitta al Torino che dovrà pagare 25 mila euro per “avere suoi sostenitori, nel corso della gara, gravemente danneggiato nel proprio settore un centinaio di seggiolini, un separatore di settore nonché locali adibiti a servizi igienici”.

Non lo fa la Juve, lo facciamo noi. Ammettiamo la nostra arroganza, ma val la pena notare che questo è l’unico spazio in cui i tifosi possono liberamente esprimersi.

Cominciamo col dire che gradiremmo un atteggiamento equilibrato e costante di fronte a simili episodi. Magari lo stesso atteggiamento equilibrato sulla moviola quando si tratta di attaccare la Juve o minimizzare episodi a favore di Inter, Milan o Napoli. Quello su Pessotto è stato subito segnalato, ma certo l’enfasi è stata differente. Qui si vuole far notare come la Juve possa accedere a un trattamento di favore: la FIGC che usa la mano leggera con la Juve. Chi ha una barzelletta migliore?

Advertisment

Striscione contro danni? Anche qui rispondere è facile. Abbiamo costruito uno stadio di proprietà, certamente il migliore in Italia, uno dei più belli in Europa. Vorremmo poterlo preservare per un po’ di tempo e allora i danni si pagano. Come il Napoli, anche il Torino, così come è capitato alla Juve perché gli imbecilli non hanno colore né una bandiera preferita.

Gli stessi imbecilli espongono striscioni in tutti gli stadi italiani. Chi fa entrare questi striscioni? A me di solito fanno questioni per una Coca-Cola perché la linguetta potrebbe essere usata come coltellino, invece metri quadri di telone non li controlla nessuno? Ma vediamo di andare avanti nel discorso.

Che sia stata una vergogna, lo striscione su Superga, l’ha detto pure Andrea Agnelli, però gradiremmo capire la differenza fra questo striscione e quello di una settimana fa su Pessotto. Su Pessotto ormai ce ne sono parecchi e ci risulta che pochissime volte i tifosi siano stati colpiti e puniti né che sia stato enfatizzato dalla stampa come quello su Superga. E quando puniti a questo punto – anche se veramente ci fa ribrezzo, ma appare proprio un ragionamento della stampa – andiamo a vedere quanto costano. Pessotto non vale? Così ci sembra che sui tifosi viola né la Società di Della Valle né la stampa sia intervenuta con tali parole per sottolineare lo striscione sui 39 angeli dell’Heysel. Vale più Superga di Heysel? O semplicemente si è bestia a esporre striscioni che infangano morti e persone che hanno subito drammi?

Sui 39 angeli e su Pessotto però non si intervistano 148 preti e francamente gradiremmo pure non sentirli, né in un caso né in un altro. Ci fa specie solo notare come la stampa movimenti alcuni episodi per far rumore e altri li silenzi addirittura. Sulla Gazzetta, ad esempio, il buon Bramardo è ormai giunto al secondo/terzo articolo sullo striscione di Superga: faremo una rubrica?

P.S.

Per concludere questo nostro articolo arrogante prendiamo a prestito un commento del quale riportiamo solo il finale:

10k euro sono nella media delle ammende che vengono date in queste occasiono. ah no mi sono sbagliato lo striscione è stato esposto da gente che crede di essere tifosa juventina quindi per l’occasione mandiamo la juve in serie B, togliamoli il 30esimo scudetto e prolunghiamo la squalifica di Conte, ecco così è giusto no?

Potrebbe essere corretto!

Advertisment

Fiorentina-Juve: stiamo parlando di una partita di calcio?

Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport ed edizioni nazionali. Sembra tutto fuorché una normale partita di calcio. Mentre i boss a Napoli possono tranquillamente entrare in campo, a Firenze si fatica a trovare un posto per Antonio Conte. Chissà quale pericolo nasconderà mai il miglior allenatore d’Italia che a Londra si è sistemato in tribuna comodamente e senza alcun problema.

Advertisment

Che il grado di civiltà di questo paese sia andato a farsi benedire è chiaro da diversi segnali, comprese le sfuriate, a metà fra l’idiozia e la politica, di Diego Della Valle. Per non parlare d Renzi e dei tifosi viola. Eppure lo stesso Conte dimostrò un anno fa grandissimo senso di ironia e di correttezza. Gli sfottò sono piacevoli anche quando ti toccano personalmente, con quei parrucchini che gli fecero scappare un sorriso. Ma stavolta è diverso.

Advertisment

La Procura si prepara ad accogliere 2000 supporters bianconeri. Per inciso: da Calciopoli in poi “non hanno rotto un bicchiere” (cit. Mughini), mentre altre tifoserie hanno sospeso partite (leggi Genoa-Siena), gettato motorini dal terzo anello (leggi Inter) e chi più ne ha più ne metta. Davvero imbarazzante e anche deprimente un simile atteggiamento, anche perché non è per nulla paritario. Che ne é dell’etica quando si parla di Heysel? Quando si indossano maglie col numero 39 e quella scritta infame? Perché i Della Valle non scrivono un altro comunicato per chiedere il rispetto di vite umane e comunque di persone umane che però tifano altri colori?

E’ ancora calcio quando una squadra verrà scortata dall’albergo allo stadio, manco fossimo in piena guerra civile? Chissà, di certo c’è che la Juve non solo non ha contribuito a questo clima e ne siamo felici, ma si è pure tirata fuori adottando stili completamente opposti. Che poi, anche qui, si confonde il senso di giustizia per i torti ricevuti con un atteggiamento bellicoso. Altra stortura di un paese nel baratro più profondo.

Confidiamo nella serenità dei bianconeri, dei ragazzi che scenderanno in campo e aspettiamo con trepidazione il momento in cui l’arbitro fischierà l’inizio del match. A noi interessano quei 90 minuti, quei fottutissimi 90 minuti. La guerra è una cosa troppo seria e brutta per confonderla col calcio.

Advertisment

Fiorentina-Juve: l’esempio di Ferguson, i cori sull’Heysel e un vergognoso gemellaggio

Siamo ormai giunti al momento di Fiorentina-Juventus, una sfida che i dirigenti e tifosi viola stanno caricando da settimane di significati extrasportivi contribuendo a creare un brutto clima intorno a una partita che non avrebbe certo bisogno di questo.Abbiamo letto che per motivi di ordine pubblico sarebbe addirittura pericoloso per Conte assistere dalla tribuna del Franchi alla partita. E leggiamo che in tutta risposta l’ad viola Mencucci lo invita a starsene in albergo. Non possiamo fare a meno di pensare che meno di una settimana fa il nostro allenatore sia potuto stare tranquillamente in tribuna a Londra ed esultare senza problemi ai gol bianconeri, in un clima di assoluta civiltà.

Advertisment

Il weekend ci ha mostrato un altro bell’esempio dall’Inghilterra che ci piacerebbe in futuro venisse seguito anche dalla Fiorentina, pur non nutrendo alcuna speranza che ciò possa accadere. Il Manchester United ha infatti deciso di consegnare in occasione di Liverpool-United all’ingresso del settore ospiti una lettera ad ogni tifoso firmata da Sir Alex Ferguson, in cui si raccomanda il rispetto della memoria dei 96 tifosi reds morti a Sheffield nell’89 per evitare che si ripetano spiacevoli cori che si sono scambiati in passato le due tifoserie. I tifosi del Liverpool insultavano quelli dello United per la tragedia aerea di Monaco del ’58 e i sostenitori dei Red Devils rispondevano citando Hillsborough. Ora Ferguson ha detto basta, giustamente, e si è rivolto così ai suoi tifosi:

Caro tifoso,

il grande supporto che avete dato qui (ad Anfield, ndr) alla squadra la passata stagione ci ha visto ad un alto livello di comportamento. Voglio che continuiate quei progressi.

Ma oggi occorre fare di più. Dobbiamo concentrarci su ciò che ha reso lo United il miglior club del mondo.

La nostra rivalità col Liverpool si basa sulla volontà di arrivare in testa alla classifica – con il desiderio di vederci incoronati quali i migliori contro una squadra che ha avuto questo onore per così tanto tempo.

Questa rivalità non può e non deve basarsi sull’odio personale. Dieci giorni fa abbiamo conosciuto la terribile verità sulla morte di 96 persone che andarono a vedere la propria squadra nella semifinale di FA Cup e che non tornarono più.

Quello che è successo dovrebbe risvegliare la coscienza di tutti.

Il nostro grande club oggi è vicino al Liverpool nel ricordare quella perdita e nel tributare la loro campagna in favore della giustizia. So che posso contare su di voi.

Sinceramente vostro,

Advertisment

Alex Ferguson

Una presa di posizione del genere ci piacerebbe vederla un giorno sul sito della Fiorentina o all’ingresso del Franchi vista l’abitudine di alcuni tifosi viola di insultare sistematicamente le vittime dell’Heysel. Siamo stanchi di sentire quei cori vergognosi, vedere striscioni o persino magliette con la scritta -39 e constatare che neanche la Federazione prende mai provvedimenti. I viola non sono gli unici a divertirsi sull’argomento ma sono senz’altro quelli che lo fanno più spesso e non solo in occasione della partite con la Juve. Tra le altre tifoserie che si sono “distinte” ricordiamo anche di recente l’Inter, il Napoli nella finale di Coppa Italia (con una vergognosa invasione di campo a fine partita di un tifoso con una bandiera con la scritta -39 di cui i media hanno preferito non curarsi), ma anche il Torino, la Roma e il Verona. Certamente la Fiorentina detiene il primato, tanto che la prima domenica dopo la tragedia dell’Heysel avevano già pronto uno striscione che metteva in bella mostra tutta la loro più becera ignoranza. Le cose con gli anni non sono cambiate, anzi. Fa male che tutto quello che succede non venga minimamente amplificato dai media, che la Federazione non prenda mai provvedimenti e che la società viola non si sia mai mossa in maniera decisa sul tema.

Cecchi Gori aveva tanti difetti ma apprezziamo il suo sdegno dopo una partita del ’91 in cui si scusò pubblicamente per i cori dei suoi tifosi e privatamente con i dirigenti della Juve, oltre a scrivere una lettera direttamente alla signora Scirea, dato che qualcuno si era divertito a insultare anche un uomo vero e leale come il povero Gaetano. Una vicenda che lasciò basito anche l’allora capitano Dunga che dichiarò che se fosse capitata di nuovo una cosa simile e lui se ne fosse accorto avrebbe fatto sospendere la partita per dire ai suoi tifosi di smetterla.

Le cose non cambiarono ma almeno non si cercava di insabbiare le cose come accade con l’attuale gestione Della Valle. Nel dicembre 2010 il problema si ripropone in modo continuativo tanto che persino i media non possono far finta di niente. Il capitano Montolivo condanna i cori dei suoi tifosi ma dice che è una cosa a cui va data “poca importanza” perché portata avanti da “poca gente”. Ci auguriamo che sia poca gente, peccato che continua ad agire impunita e a farsi sentire però. Prandelli, ex allenatore viola e in quel periodo da poco CT della Nazionale condanna l’episodio ma si dice convinto che “è stato subito capito l’errore”. Il peggio ce lo regala Mencucci che prima condanna i cori dei suoi tifosi ma poi devia subito il discorso sul lancio di tre petardi nel settore ospiti da parte dei tifosi bianconeri avvenuto durante Juve-Fiorentina. Gesto da condannare senz’altro, tanto che la Figc punisce la Juve con 40mila € di ammenda e la diffida del campo. Mentre i cori e le magliette della Fiorentina la passano liscia come sempre, neanche una multa simbolica. Nonostante questo, Mencucci ha anche il coraggio di lamentarsi dicendo che “sono state sanzioni leggere” e che “quando si condanna la violenza non bisogna fare distinzioni di maglie ma agire tutti in modo deciso”. Ricordiamo che tutto era partito dalla richiesta di un suo parere sui cori anti Heysel dei suoi tifosi. Ma Mencucci non si ferma qui e ci regala una perla: “Dall’arrivo della famiglia Della Valle siamo riusciti a incanalare il pubblico di Firenze, che fino a pochi anni fa era abbastanza caldo per non dire violento, nel tifo che vogliamo noi, quello sano, quello dell’incitamento della squadra e degli sfottò”.

Sono parole che lasciano a bocca aperta, soprattutto considerando quello che era successo appena un anno prima, nell’autunno 2009. Un fatto di cui i media hanno deciso di parlare come se fosse una bella favola facendo finta di non sapere la verità e nascondendola una volta emersa. Ci riferiamo al vergognoso tentativo dei tifosi viola di gemellarsi con quelli del Liverpool esclusivamente in virtù dei fatti dell’Heysel.

Riepiloghiamo i fatti. A settembre si svolge al Franchi la partita di Champions Fiorentina-Liverpool. Quella sera alcuni tifosi viola vengono fatti entrare in campo con uno striscione dedicato agli inglesi che recita “Welcome Reds, your story is for us a legend” proponendo un gemellaggio con la squadra ospite da celebrare nella gara di ritorno. Gli inglesi apprezzano molto il gesto non capendone il significato nascosto, perché non immaginavano certo quello che erano soliti fare i tifosi viola in Italia relativamente all’Heysel. I media italiani esaltano il gesto nel nome dei più sani e nobili principi sportivi e considerano di fatto solo paranoie dei tifosi juventini ogni riferimento alla tragedia di Bruxelles. I tifosi bianconeri non vengono creduti, eppure anche un bambino sarebbe in grado di capire il doppio fine del gesto. A Liverpool, come si è detto, accettano il gemellaggio e in occasione del ritorno ad Anfield che si sarebbe svolto a dicembre la società prepara una coreografia bianca e viola da esporre nella Kop con la scritta “Thank you”. Nel frattempo si gioca una partita di campionato tra la Fiorentina e la Juve dove i tifosi viola regalano il solito repertorio e alcuni si presentano anche con le maglie del Liverpool griffate -39. Ovviamente la Figc non prende provvedimenti. Intanto il gemellaggio si avvicina esaltato dalla stampa italiana ma molti tifosi juventini vogliono che almeno in Inghilterra possa emergere la verità. Così alcuni bianconeri attraverso il forum ufficiale del sito del Liverpool riescono a chiarire la vicenda con alcuni tifosi inglesi ed esponenti della società che vengono così a conoscenza di quello che succedeva abitualmente in Italia compresa l’ultima chicca della maglie dei Reds dedicate ai caduti di Bruxelles. Il Liverpool annulla la coreografia e il gemellaggio il giorno prima della partita ma nessuno ne parla. Ciò che prima era stato esaltato ora viene insabbiato.

E questo sarebbe un tifo sano per Mencucci e Della Valle.

Noi tifosi della Juve non possiamo certo definirci migliori di altri, sappiamo benissimo che alcuni dei nostri a volte cantano vergognosamente contro Superga e che c’è stato anche uno striscione su Hillsborough. Episodi da condannare, come sarebbero da condannare e punire quelli relativi all’Heysel che vengono sempre taciuti. Aveva provocato più sdegno il rifiuto da parte di alcuni tifosi bianconeri delle scuse fatte da quelli del Liverpool prima dei quarti di Champions nel 2005 ad Anfield girandosi di spalle. Può essere un gesto giusto o sbagliato, ma certamente perdonare non è un obbligo per chi ha subito una tragedia. Non sappiamo cosa ne pensi di quella coreografia con scritto “Amicizia” chi ha perso qualcuno quel giorno maledetto, se non vuole accettare le scuse è liberissimo di farlo senza che nessuno debba sentirsi in dovere di fare la morale.

A chiudere lo stadio alla Juve la Figc ha fatto in fretta proprio durante la stagione 2009/2010 facendo passare come un coro razzista quello che era “solo” un coro offensivo e di cattivo gusto verso Balotelli. Un coro da stigmatizzare ma non diverso da quelli che si sentono a decine durante ogni partita e che usava solo la stessa rima utilizzata da una vita per fare cori offensivi verso Lucarelli senza che nessuno se ne preoccupasse. Ma in quel momento si voleva colpire la Juve e farla passare per razzista, fa niente se intanto un’altra squadra si divertiva a organizzare oltraggiosi gemellaggi e a stampare magliette ignobili.

Ma questo è un tifo sano.

Benvenuti a Fiorentina-Juventus.

Advertisment

La peggio Italia: i tifosi interisti ironizzano sull’Heysel. Dobbiamo riflettere!

Era il 29 maggio del 1985. Una serata come tante, tranne per un particolare. A Bruxelles si giocava la finale di Coppa Campioni fra Liverpool e Juventus. I bianconeri arrivavano alla sfida con una rosa colma di talenti, col diamante Platini a vestire con la consueta eleganza quel numero 10 simbolo di genio e talento.

Advertisment

Era perché è stato. 600 feriti e 39 morti. Ridicolo fare il conteggio di quanti erano bianconeri, quanti inglesi, quanti italiani, chi tifava chi. 600 feriti e soprattutto 39 morti. 639 persone. 39 famiglie a piangere i loro cari. 39 persone, perché la persona resta tale se tifa il bianconero o il rosso.

Una delle peggio serate da ricordare. All’inaugurazione dello Juventus Stadium è stato il momento più toccante, con quelle luci ad avvicinarsi al cielo.

Perciò ieri sera la Procura Federale ha di fatto imposto il ritiro di uno striscione che definire vergognoso è pure poco.

Il calcio è uno sport magnifico. Uno sport che sa trasmetterti emozioni uniche, difficilmente spiegabili e descrivibili a chi non le ha mai provate. Il sale di questo sport è la possibilità di sfottere l’avversario, con quel senso ironico, anche sferzante, senza però mai cadere nel baratro della volgarità.

Advertisment

Cosa che i tifosi interisti ieri non sono riusciti a evitare. Scherzare su una tragedia di quella portata, addirittura indurre a pensare che qualcuno davvero pareva invocarla di nuovo, è qualcosa che mette tristezza. Tristezza perché mi hanno insegnato che la differenza fra un essere umano e la bestia è proprio l’esistenza di un’anima, di una coscienza. Epperò io so pure come si comportano gli animali perché li amo profondamente. Quindi devo per forza di cose dare una notizia ai cronisti: non paragonate quella schifezza umana alle bestie, per favore! Facciamo un torto enorme ai nostri amici cagnolini e gattini, pesciolini e uccellini. Non paragonateli a nessuna cosa, per favore!

E mi viene un altro dubbio. In che razza di Paese stiamo vivendo? In che razza di Paese mi hanno costretto a vivere? A nessuno è venuto in mente, preparando quello striscione, che si stavano calpestando i tragici ricordi di 39 famiglie distrutte dal dolore? Non è venuto a nessuno in mente di alzare la mano e magari chiedere se non era il caso di strapparlo via quello striscione?!?

Perché il tifoso – e qui non c’entrano i colori – sa essere sferzante e allegro, ironico e anche divertente. Quanto ho riso, per esempio, per quel tappeto bianco con su scritto “Conte campione della ricrescita” con evidente riferimento ai capelli del tecnico bianconero.

Dopo i cori dei tifosi Viola – mai ammoniti dalle autorità Federali – adesso anche lo striscione in un palcoscenico mondiale. Erano in tanti a seguirci ieri sera, collegati via TV. E dopo la politica mi costringono ancora una volta a vergognarmi. Da italiano. Perché oggi, a commentare in inglese questa partita, mi viene difficile trovare le parole per far capire il degrado culturale di questo Paese. Mi hanno chiesto di scrivere sul dominio della Juve, della furia Conte in panchina e mi hanno chiesto di condannare quello striscione. Ma non ce la farò: preferisco parlare di calcio.

E comunque è ancora un episodio che induce a riflettere: troppo marcio, troppe libertà in quegli stadi. Libertà di poter sfogare la peggio Italia. E invece credo che lì fuori la maggior parte dei tifosi siano sani, belli, con tanta voglia di divertirsi. Perché in fondo, non dimentichiamolo, il calcio è sport. E’ divertimento!

Advertisment