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Tag: hiddink

Chelsea-Juventus, un solo precedente allo Stamford Bridge

Alle 20.45 la Juventus farà il suo esordio nella Champions League 2012-2013 in casa dei campioni in carica del Chelsea. Si tratta di una sfida quasi inedita, dal momento che finora la Juventus ha giocato una sola volta allo Stamford Bridge, nella gara di andata degli ottavi di Champions del 2008-2009, disputatasi il 25 febbraio 2009. Il fischio di inizio fu affidato al portoghese Benquerença, connazionale di Proença, a cui toccherà la direzione della gara di stasera. I bianconeri, all’epoca allenati dall’ex blues Claudio Ranieri, uscirono sconfitti dall’incontro, terminato con il risultato di 1-0 in favore dei londinesi, grazie alla rete del solito Didier Drogba.

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Il Chelsea, allenato da Guus Hiddink, si schierò in campo con un 4-3-2-1: Cech; Bosingwa, Alex, Terry, A. Cole; Ballack, Mikel, Lampard; Kalou, Anelka; Drogba.

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Ranieri rispose con il suo classico 4-4-2: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Sissoko, Tiago, Nedved; Del Piero, Amauri.

I blues partirono subito in quarta, tanto che il gol del vantaggio arrivò al 12′. Drogba approfittò di un errore di posizionamento della linea difensiva bianconera e insaccò anticipando Buffon in uscita. La Juventus, pensando anche alla gara di ritorno in casa, cercò di non scoprirsi più di tanto. Qualche buona occasione, però, capitò anche sui piedi dei ragazzi di Ranieri: nel primo tempo Del Piero sprecò da posizione favorevole, facendosi ipnotizzare da Cech; nei minuti finali, poi, Nedved andò vicino al pareggio con una delle sue botte dal limite. La prestazione di Del Piero e compagni non fu negativa, anche se il risultato non sembrò mai veramente in discussione.

Noi non vediamo l’ora di riascoltare quella musichetta che tanto ci è mancata negli ultimi anni, sperando che il risultato di stasera sia diverso da quello di 3 anni fa.

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Povera Gazzetta, costretta a mentire e a disinformare sulle vicende del padroncino Moratti

Che la nevrosi nerazzurra per clamorosa assenza di tecnico abbia intaccato la sfacciata redazione della Cazzetta Rosa? Parrebbe di sì a leggere le prime pagine del quotidiano più disinformante dell’italico paese.

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Ben 9 le pagine dedicate all’uomo che guiderà l’Atalanta di Milano, appena pochi giorni fa. Si trattava di Bielsa. 9 pagine piene zeppe di commenti, con una specie di editoriale di Arrigo Sacchi che stancamente tentava di convincere tutti sulla genialità di questo allenatore. Ma la Cazzetta Rosa ha nascosto, in quelle 9 pagine, che Bielsa aveva rifiutato. Un secco no. Ma tant’é: pur di insabbiare pure i rifiuti, oltre ai fattacci di casa nerazzurra, 9 pagine e altro!

Dal giorno successivo la Cazzetta, che non prevede altro titolo se non l’Atalanta di Milano, ha esposto il casting morattiano che, in realtà, altro non è che una collezione di “no” arrivati dal 90% degli allenatori ancora in attività.

Da Ancelotti a Capello, da Lippi a Hiddink.

Non si fa accenno al rifiuto di questo o quell’altro allenatore, piuttosto si scrive “casting”, si scrive “sondaggio”, si scrive “ricerca del profilo adeguato”.

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Epperò la Cazzetta Rosa aveva fatto lo scoop: conosceva l’ora di arrivo di Bielsa a Milano, la nuova casa, che tipo di colazione avesse programmato per la firma del contratto, la provenienza della carta su cui si sarebbe stampato il contratto, quanti tornei aziendali avesse vinto Bielsa e via così.

Oggi, dopo aver, appena qualche mese fa, scritto una specie di necrologio su Gasperini e Zenga, la Cazzetta improvvisamente si è convertita. E da ex-bianconero (con chiara accezione negativa) Gasperini viene ora dipinto come mago del 3-4-3, come uno che insegna calcio, che fa giocare bene le squadre. Il che è pure vero, ma questo cambio di opinione a cosa è dovuto?

E’ dovuto al fatto che Moratti in mano ha poco o nulla. Tenterà il tutto per tutto offrendo tanti, ma proprio tanti soldi. Potrebbe addirittura riportare in Italia Spalletti. In ogni caso i nomi da dare in pasto agli intertristi sono diventati Gasperini, Mihajlovic (che a Firenze hanno implorato di andare in fretta e furia a Milano, e non certo con spirito propositivo), Zenga, Delio Rossi. Che poi potrebbero anche essere migliori dei vari Villas Boas o Capello stesso, per quanto mi riguarda.

Se poi giri pagina, su quel giornalaccio, scopri che da una parte non viene raccontata la verità sui tecnici che rifiutano la panchina nerazzurra, dall’altra si continua una lagna incredibile sulle parole di Marotta, ben più attrezzate in termini di serietà e coerenza con l’attualità politica-economica della società per cui lavora.

Ma tant’é: il padroncino ordina, la Cazzetta esegue! Da notare: è il primo quotidiano sportivo in Italia. Pensa come stiamo messi!!!

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A leggere i giornali si diventa pazzi

Il calciomercato, quel gusto dolce di un sogno che poi diventa realtà o tragedia, sempre sportivamente parlando. Le prime pagine create con un sex-appeal inconfondibile, titoloni che ogni giorno ti dicono che la tua squadra ha comprato questo o quel fenomeno, che è ormai vicina a quell’altro e via così. Oggi, di Juve, si parla in questi termini.

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Dzeko? Affare difficile. E’ l’agente di Krasic a parlare in questi termini. Da un punto di vista logico la frase ci sta, ma da un punto di vista degli affari nudi e crudi… ci sta di più. Krasic è ad un passo, precisamente 1,5mln di euro. Il CSKA ha in mano l’offerta a tempo indeterminato della Juve, perché Marotta ha lavorato bene, anzi benissimo. L’accordo col giocatore è tutto tranne che un problema, il gradimento del serbo è totale, ora la palla passa a ragazzo e team russo. Il City pagherebbe di più, sia il cartellino sia l’ingaggio, ma i soldi in questo mondo, per fortuna, non sono tutto. Ancora un po’ di giorni e l’affare può essere sbloccato. La Juve ha tutto per attendere: alternative già prese, alternative nel mirino, pazienza. Per la prima volta in questi quattro anni, la Juve è in una posizione di vantaggio. Per quanto riguarda il bosniaco, beh l’affare è evidentemente difficile. Se non si trova il modo per sborsare meno contanti la trattativa non parte nemmeno. Indipendentemente dalla possibile volontà del giocatore.

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Motta? In prestito sì. Il budget non è alto, i soldi a disposizione per il mercato ancora meno, mentre nel budget rientrano pure gli stipendi da pagare ai nuovi acquisti. Fino ad adesso le trattative, in termini economici, sono andate avanti alla perfezione: pagamenti a rate, soldi freschi ancora disponibili. Sarà così pure per Motta. Dietro il riscatto dei bianconeri di Udine c’è la Juve che adesso può avanzare le proprie proposte. Prestito con diritto di riscatto fissato per il prossimo anno.

Hiddink ha parlato, ma non in quei termini. Ieri in rete girava una indiscrezione clamorosa, riportata solo dai giornali italiani (almeno io non ho notizia di una simile bufala all’estero). Ha parlato Hiddink che ha detto semplicemente che “Ozil forse ha sbagliato a scegliere la Nazione con cui giocare. Doveva preferire la Turchia”. I giornali italiani hanno riportato invece la voce secondo cui il passaporto di Ozil era falso. Una bufala. Poi, proprio noi italiani parliamo di passaporti falsi, con Oriali e l’Inter che hanno patteggiato in Tribunale per la storia di Recoba. Notizia insabbiata, ovviamente. Strano, anzi no! Tutto normale.

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