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Top player? Non ce li possiamo permettere, quindi…

Chissá che ne pensa Conte. O meglio: lo sappiamo bene, ma lui non lo puó dire fino in fondo. Velatamente lo ricorda sempre, per cui lo supportiamo noi.

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Se il top player non ce lo possiamo permettere, allora non possiamo permetterci un livello piú alto rispetto a quello raggiunto con merito da Antonio Conte. Il che suona strano, e fa un po’ male.

Le potenzialitá di Conte sono pazzesche. Dategli un paio di top player… e vincerá il mondo!

Invece dovrá arrangiarsi con i Padoin che, bene inteso, non é certo il maggior responsabile dell’uscita dalla Champions. Anzi. Peró é oggettivo che il peso specifico dei vari Asamoah e Padoin non puó reggere il paragone con Robben e Ribery, per esempio. E allora, secondo un vecchio motto del calcio anni ’70, val la pena osservare che chi ha gli esterni forti vince!

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Se non possiamo permetterci il top player, allora il livello di questa Juve non potrá lievitare di molto. Rientrerá Pepe, Matri segnerá qualche altro gol, Quagliarella ne inventerá uno strepitoso, ma saranno estemporaneitá di gente di ottimo livello e nulla piú. Sufficiente in Italia fino a che gli altri non si rafforzeranno, ma non in Europa.

Vialli e Ravanelli, Peruzzi e Jugovic, Del Piero e Ferrara, Pessotto e Di Livio. Alcuni personaggi della Coppa Campioni del ’96. Zidane e Inzaghi, Davids e Conte: persero la Champions. Trezeguet e Nedved, Montero e Buffon: la ruota dei rigori non giró a nostro favore. Quanti di questi personaggi potrebbero essere paragonati agli attuali? Per esperienza e peso specifico?

Questo per dire che in realtá non occorrono ingenti investimenti, ma una seria programmazione che con Conte si é avviata. Serve tempo, ma una mano a velocizzare il processo puó arrivare proprio da un paio di innesti di primissimo livello. Posso azzardare? Cosa sarebbe accaduto con Drogba al posto di Anelka? Per non dire tutti gli affari mai portati a termine, sfumati per quel pratico (e corretto) senso dell’equilibrio economico.

Peró mi trovo pure d’accordo con alcune analisi sui numeri investiti a cui aggiungo le mie riflessioni. Conte voleva Walcott e Nani, arrivó Elia per 9,5 milioni di euro. Conte avrebbe voluto un bomber, é arrivato Anelka per 500 mila euro di stipendio per 5 mesi. Conte avrebbe voluto un esterno di corsa, é stato preso Peluso (fra i piú positivi in questo ultimo periodo) per 5 milioni di euro. Alla stessa cifra fu acquistato Padoin lo scorso anno insieme a Borriello (gol scudetto col Cesena, solo ingaggio da pagare). A budget riserviamo 7 milioni lordi per Iaquinta. Abbiamo pagato 2 milioni lordi per 4 mesi di Lucio. Piú lo stipendio di Bendtner. Una semplice somma suggerisce una cifra vicina ai 20/25 milioni di euro. Siamo sicuri che una simile somma non permette di arrivare a un qualcosa che assomigli a un top?

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I tre dell’Ave Maria

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I tre dell’ave maria è un modo di dire che si usa solitamente quando si vuole indicare persone che son sempre insieme, ecco alla Juve ci son giusto tre giorcatori che per forza di cose si ritrovano sempre insieme, tre fino a ieri sera perché finalmente uno di essi è stato ceduto in prestito temporaneo.

Inizio a parlare proprio di lui, “El Malaka” Jorge Martinez, alla maggior parte dei tifosi bianconeri questo nome fa venire in mentesubito i 12 milioni di € spesi o “regalati” al Catania per il suo cartellino. Un acquisto che molti di noi han trovato inutile soprattutto a quel prezzo, l’uruguagio classe ’83 arrivava da tre buone stagioni nelle file degli etnei realizzando 22 reti in 86 presenze. Il 1 Luglio del 2010 parte ufficialmente la sua storia bianconera condita da 14 e 0 gol, bè che dire, al debutto a Bari si fa subito male, al rientro dopo un mese si procura una frattura al secondo metatarso del piede destro e sono altri tre mesi; da li a fine stagione poche presenze e di poco valore.

La stagione dopo passa in prestito al Cesena, anche li 13 presenze e nemmeno un gol, la squadra retrocede e il giocatore rientra alla base sapendo già di non rientrare nei piani di Mister Conte, dopo aver passato un’estate da separato in casa senza aver trovato una sistemazione finalmente nella serata di ieri arriva l’ufficialità del suo passaggio in prestito al Cluj in Romania.

Io, come credo molti altri, non mi sento di dare un voto all’esperienza bianconera di Jorge, sicuramente anche i problemi fisici hanno contribuito a questo flop ma sicuramente il prezzo che abbiamo pagato è stato molto alto e non riesco a capire cosa è stato visto in questo giocatore di cosi particolare.

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Passiamo a Reto Ziegler, a parer mio ottima riserva sulla fascia sinistra, ma mai considerato dal Mister, lo svizzero arriva a parametro zero dopo ottime annate alla Sampdoria, fa tutta la preparazione con la squadra per poi passare in prestito al Fenerbahce dopo disputerà un’ottima stagione e fare ritorno a Torino dopo non essere stato riscattato.

Anche quest’estate prende parte alla preparazione gioca degli spezzoni di partita nelle amichevoli sapendo di essere in vendita e non far parte del progetto, arrivati al 4 Settembre si pensa per lui ad un ritorno in Turchia visto che in molte nazioni il mercato è chiuso, proprio ieri ha rilasciato dichiarazioni dure nei confronti della società e del Mister, dicendo: “Sicuramente quest’anno giocherò con la maglia della Svizzera, durante gli allenamenti sentivo di meritarmi il posto ma lottavo contro un muro, era completamente inutile quello che facevo”. Sicuramente Reto troverà una sistemazione in questi ultimi giorni che gli permetterà di giocare.

 

 

Arriviamo all’ultimo dei tre, Vincenzone Iaquinta, anche per lui gli infortuni han pesato molto negli ultimi due anni passati ai margini della squadra; arrivato nell’estate del 2007 dall’Udinese per 11 milioni di € Vincenzo parte subito alla grande firmando una doppietta al debutto. Ad oggi vanta 86 presenze e 30 gol in bianconero e 7 presenze e un gol su rigore al debutto nella parentesi al Cesena dello scorso Gennaio.

Di lasciare la Juve e il suo alto ingaggio sembra non volerne sapere, si parla di numerose offerte rifiutate da parte del giocatore, arrivati a questo punto sapendo di non far parte del progetto e andando incontro ad una stagione da passare sul divano a guardare gli altri perché caro Vincenzo non accetti e non hai accettato niente di quello che ti è stato proposto?? Un calciatore dovrebbe aver voglia di giocare sempre e nelle società che credono in lui, che senso ha stare li da parte a prendere lo stipendio Juventino se non fai più parte del mondo Juventino??

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Conte: “non abbiamo ancora fatto niente”. Sicuro?

Antonio Conte da Dubai torna a macinare il solito ritornello. Un ritornello che ci ha portati sino a qui, cioè al primo posto in campionato. Strameritato, giocando il miglior calcio, con, addirittura, molte recriminazioni per non aver saputo chiudere alcune partite.

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Ecco, con qualche rammarico. Addirittura!

Il punto interrogativo è esattamente la risposta che vorrei dare al mister Conte, uno che fino ad adesso ha giocato al meglio le carte che si è trovato in mano. Adesso col mercato invernale qualcosa si può ancora migliorare, qualcuno verrà definitivamente allontanato.

Di certo c’è che la Juve fino ad adesso ha costruito qualcosa di importante. Primo fra tutti uno spogliatoio granitico: ci hanno provato in mille modi, ma l’ambiente bianconero non si è nemmeno lesionato. E dire che i motivi c’erano tutti: l’utilizzo col contagocce della Bandiera Del Piero, le esclusioni ai limiti della decenza umana di Amauri, Iaquinta, Grosso e Marco Motta, il non utilizzo dei due titolari-d’estate Krasic ed Elia, il silenzio dignitosissimo di Luca Toni, il lentissimo recupero di Quagliarella (mai una parola fuori posto).

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Di certo c’è che la Juve fin qui ha mostrato il più bel calcio della Serie A. I numeri stavolta sono davvero disarmanti. Possesso palla magistrale, giro palla veloce ed efficace, uso creativo del 4-5-1 che si è più volte trasformato in 3-5-2, in 4-3-3, in 4-4-1-1. Numero di occasioni create, media tiri in porta per partita, numero di giocatori mandati a rete.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve può contare davvero su un’idea di gioco. E chissà cosa potrà accadere con dei giocatori di primissima qualità.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve ha trovato una personalità che ha sorpreso tutti: tenace, combattiva, mai molle. Il dato delle zero sconfitte è illuminante, così come il fatto che fin qui nessun avversario ha ancora messo alle strette i bianconeri. Il predominio territoriale è stato sempre appannaggio della Juve.

Di certo c’è, ed è una sensazione diffusa, che la Juve non abbia ancora espresso completamente il suo potenziale. Detto di Krasic che andrà via, mancano all’appello il miglior Elia, il miglior Quagliarella e finalmente ritorna Vucinic. Con un rincalzo a centrocampo che permetterà a Marchisio e Vidal di non affaticarsi fino allo sfinimento (discorso che vale più per Marchisio, molto appannato nelle ultime partite).

Di certo c’è che al caldo di Dubai la Juve è tornata a correre. Veloce, con la grinta e la cattiveria giusta, con la mentalità concentrata. Perché è vero, in fondo, quello che dice conte: “ancora non abbiamo fatto niente!”. Ancora.

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Pedine in uscita alla Juve: ora è ufficiale

Sotto a chi tocca. O, semplicemente, chi vuole se li prende.

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In partenza per Dubai la Juve lascia a casa diversi uomini. Uomini che sono già ufficialmente sul mercato. Valutazioni a prezzo di saldo, ingaggi più o meno importanti. Gente che alla Juve non serve più, forse non è mai servita. Il che aumenta la rabbia dei tifosi, ovviamente.

Restano a Torino, in cerca di sistemazione presso altra società, in cinque:

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  1. Amauri
  2. Grosso
  3. Motta
  4. Toni
  5. Iaquinta

Assenze pesanti, per nulla sorprendenti. Assenze che in realtà non dovevano essere tali se ad agosto questi signori non si fossero impuntati a rifiutare ogni destinazione. Come accaduto per Felipe Melo e Ziegler, tanto per intenderci.

Cinque sul mercato quindi, cioè cinque stipendi in meno. E che stipendi se consideriamo quelli di Iaquinta e Amauri.

Ceduti questi cinque, Marotta passerà a esaminare la posizione di altre pedine in bilico. Su tutti Krasic per il quale, voci non confermate, si parla di Turchia o addirittura Premier League. La Turchia garantirebbe un ritorno economico importante, mentre la Premier garantirebbe l’impostazione di uno scambio con qualche giocatore utile alla causa bianconera.

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Calciomercato Juventus: a che punto siamo con le cessioni?

L’indice di salute di una squadra, si dice, è dato dal numero di cessioni effettuate nel mercato di gennaio. Una vecchia teoria di un vecchio teorico del calcio, quasi sempre azzeccata nel corso di questi anni.

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Spiegazione: se una squadra cede molti pezzi della sua rosa a gennaio, allora vuol dire che l’allenatore ha trovato i perni della sua idea di gioco.

Praticamente quanto accaduto alla Juventus di Antonio Conte. E a gennaio le cessioni in casa bianconera saranno numerose per diversi fattori: ambientali (leggi Amauri, Iaquinta), tecnici (leggi Toni, Motta), opportunità tattica (leggi Pazienza, solo se dovesse arrivare un centrocampista, Marrone, solo se Conte decidesse di farlo maturare altrove). Oltre che economici.

Al di là della teoria prima esposta, che tale è e tale rimarrà, in realtà ai tifosi bianconeri interessa molto il concetto di bonifica-della-rosa-bianconera. Detto in altro modo: alcuni cadaveri e alcune zavorre sul bilancio verranno fatti fuori.

I nomi che più infastidiscono i tifosi, me per primo, sono i primi due sopra citati: Iaquinta e Amauri. Non necessariamente in questo ordine. Considero Iaquinta molto utile quando sta bene, ma appunto non sta mai bene. Più infermeria che campo. E considero entrambi questi giocatori la prima rovina della Juventus postCalciopoli: l’illusione più cocente di una pronta rinascita mai avvenuta, se non quest’anno con Conte al comando. Per colpa di Iaquinta e Amauri abbiamo dovuto rinunciare a Trezeguet. Per colpa loro e dei loro assurdi stipendi abbiamo forte dovuto rinunciare a qualche grosso giocatore, il tutto per far quadrare i conti (non che poi siano quadrati così come dicono).

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Ma siamo agli sgoccioli. Entrambi verranno sbolognati da qualche parte.

Quanto al resto dei nomi, su Toni conservo sempre il rispetto per un giocatore che fin qui non ha mai creato problemi. Tenuto lì per il vecchio concetto del “non si sa mai”, in realtà Toni verrà ceduto per mancanza di spazio e di minutaggio. E al suo posto arriverà un altro attaccante, visto che il modulo tattico del futuro sarà sempre vicino al 3-5-2, nelle sue varianti magiche (4-5-1, 4-2-4, 4-4-2, 4-3-3).

Mentre su Marrone e Pazienza valgono i logici discorsi di opportunità e spazio. Spazio per il giovane Marrone che ha bisogno di giocare. Opportunità per il buon Pazienza, fin qui molto positivo, ma certamente la Juve sta pensando a una pedina di ben altra qualità in grado di dare il cambio ai tre tenori di centrocampo.

Resta poi da vedere il futuro di Krasic ed Elia, posto che Giaccherini, Pepe ed Estigarribia garantiscono una buona efficacia da qui alla fine dell’anno.

E noi attendiamo le lieti notizie.

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Esuberi in casa Juve? La lista dei partenti

Troppi giorni senza calcio giocato e così l’attenzione è tutta rivolta verso il calciomercato.

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Ancora lontani dalla data fatidica di inizio gennaio, quando le operazioni avranno ufficialmente il via, ecco nomi e cognomi di obiettivi, acquisti papabili, addirittura colpi già conclusi.

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Per la maggiore si tratta di fumo negli occhi dei tifosi, notizie buone per riempire pagine dei giornali, ma nel caso dei bianconeri assume più interesse la possibile lista dei partenti.

Nella testa di Conte molti uomini non sono utili, altri non hanno la fiducia del tecnico. Sarebbe poco carino dividerli fra queste due categorie, per cui ci limitiamo a una lista unica. E facciamo notare come se Marotta riuscisse a piazzarli, per la Juve ciò si tradurrebbe in una boccata di ossigeno a livello numerico di rosa e a livello economico (fra ingaggi risparmiati e gli euro intascati).

Secondo i ben informati a poter lasciare la Juve a gennaio sono:

  1. Amauri, attaccante rilanciatosi a Parma dopo aver deluso tutti con la maglia della Juve, visti i numeri e le prestazioni negative. Il suo valore difficilmente potrà superare i 5 milioni di euro, a fronte pure di un ingaggio elevatissimo cui il giocatore non vuole rinunciare. Per il momento è fuori rosa, fuori dalla foto, fuori dagli allenamenti;
  2. Iaquinta, più presenze in infermeria che in campo. Anche per lui vale il concetto di ingaggio e soprattutto la discontinuità di rendimento. Sarà difficile piazzarlo al miglior offerente, ma per Conte risulta un peso;
  3. Toni, 33 anni, attaccante, partito ultimo nelle gerarchie di Conte e rimasto ultimo. Nessun tipo di utilizzo e sarebbe complicato mettere in panchina gente come Vucinic o Matri per fargli posto. L’impressione è che la Juve si sia voluta cautelare mantenendolo in rosa, ma adesso c’è forse spazio per una sua cessione;
  4. Marco Motta, il terzino destro rimpiazzato da Lichtsteiner. Voluto da Del Neri il giocatore non ha mai convinto, alternando cattive prestazioni con l’ex Grygera. Conte ha preteso lo svizzero e il cambio di marcia si vede, eccome se si vede. Bastano pochi euro per il giovane terzino, ma potrebbe rimanere per far panchina;
  5. Sorensen e Marrone, qui il discorso è nettamente diverso dagli altri in lista. Per loro vale un concetto di maturazione che difficilmente può avvenire agli ordini di Conte. Le gerarchie sono già stabilite e proprio i ruoli in cui potrebbero essere protagonisti vedono gente molto affidabile e di difficile scarso rendimento. Poche presenze e tanti allenamenti non bastano per maturare, per cui i due giovani bianconeri quasi sicuramente andranno in prestito in Serie A. Diverse squadre ne hanno già richiesto le prestazioni, vedremo cosa sceglieranno. Non sarà un addio;
  6. Elia e Krasic, i due punti interrogativi più grossi dell’attuale stagione. Il primo ha sulle gambe e sulla coscienza (volendo essere cattivi) i 45 minuti di Catania, dove però tutta la Juve non aveva brillato. Alla base delle sue assenze vi è forse un problema di regole non rispettate e di scarso impegno a imparare l’italiano e gli schemi di Conte. Verrà valutato. Così come verrà verificato il rendimento del serbo, elemento di indiscusso valore, ma la cui anarchia tattica stride con i dettami del tecnico leccese. Sono però i colpi in uscita che potrebbero produrre i maggiori introiti, questo verrà preso in considerazione solo in caso di obiettivi di mercato già a gennaio, altrimenti rimarranno in rosa nel tentativo di recuperarli pienamente.
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Amauri vuole giocarsi le sue carte, ma la Juve ha la carta giusta: il 2 di picche!

L’agente di Amauri ha parlato. O meglio: ha straparlato. Come Andrea D’Amico peraltro, agente di Iaquinta il quale non ha trovato uno straccio di squadra disposta a ingaggiarlo: perfino in Russia hanno detto no all’attaccante bianconero. Un bel guaio per Marotta.

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Il discorso sembrerebbe più agevole con Amauri il cui finale di stagione potrebbe aver risvegliato un vecchio appeal, in Italia per la maggiore!

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Amauri in questa Juve è però di troppo. Non si fida più nessuno e non si capisce al posto di chi dovrebbe giocare: in soli 4 mesi Matri ha segnato quasi il doppio di Amauri in 15 mesi! certamente io mi terrei volentieri l’ex-cagliaritano.

Amauri deve andare via, anche per dare un segnale forte a chi è arrivato, a chi arriverà e a chi è rimasto: la Juve non può attendere nessuno. E decide Andrea Agnelli chi viene e chi va.

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Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

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La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

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Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

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Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni

Nella precedente puntata abbiamo visto i 5 più clamorosi flop del calciomercato della Juventus, a parziale giustificazione di questi anni bui post Calciopoli.

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In questo articolo invece sposteremo l’attenzione sulle (s)vendite della vecchia dirigenza. Perché comprare è importante, ma come insegnava Moggi, vendere lo è di più!

L’idea che mi ha spinto a pubblicare questo articolo è stata la recente convocazione di Prandelli dove figuravano ex-juventini ed ex-obiettivi bianconeri. Se qualcuno avesse intuito l’importanza di certi giocatori, a quest’ora la Juve avrebbe una Nazionale intera al posto di una rosa affastellata in un modo disordinato (appunto!).

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Partiamo.

  1. Domenico Criscito (5,5 milioni di euro per la compartecipazione; 6 milioni di euro per la risoluzione). Subì un fallo da Totti, ma non venne fischiato. La Juve subì il pareggio e poi la rimonta della Roma. La partita finì 2-2, ma a fine primo tempo Ranieri mise fine all’avventura del 20enne Mimmo Criscito alla Juve. Un colpo di genio. Sì perché il Genoa si assicurò le sue prestazioni da gennaio di quell’anno per 1 solo milione di euro e Gasperini lo inventò terzino di spinta. Oggi è nel giro della Nazionale e rischiestissimo, mentre la Juve è sempre in cerca di un terzino sinistro;
  2. Federico Balzaretti (3,8 milioni di euro). Svenduto alla Fiorentina dopo che il buon Federico aveva seguito la Juve pure in B mettendoci un grande cuore, tipo un veterano. Capello lo scelse da un Torino fallito e ne fece un buon terzino. La Juve cerca ancora un terzino degno di tale nome. Prandelli lo convoca sempre, mentre a Palermo si parla di lui come il prossimo capitano. E’ stato uno dei terzini più prolifici dello scorso campionato;
  3. Antonio Nocerino (7,5 milioni di euro). Arrivò alla Juve dal Piacenza, dopo uno spettacolare campionato di Serie B. Buona Olimpiade e ottimo primo anno bianconero dove aveva scalato le classifiche facendosi preferire a Tiago e Almiron e giocando perfino al posto di Camoranesi all’occorrenza. Venne mandato a Palermo nell’operazione Amauri. La Juve in quel ruolo comprò poi Poulsen, Aquilani, Felipe Melo: sicuri che il rendimento di Nocerino sarebbe stato inferiore a questi tre?
  4. Sebastian Giovinco (3 milioni di euro per la compartecipazione). E’ forse il talento più puro e mal gestito degli ultimi 15 anni italiani, insieme a Giuseppe Rossi.Trequartista naturale, grande spunto e ottimo in fase di assist. Ranieri lo fece giocare largo a sinistra, poi sempre in panca, poi quasi fuori squadra. Nonostante Trezeguet e Del Piero ne invocavano l’utilizzo, nonostante Camoranesi parlasse benissimo delle sue doti, nonostante i tifosi lo volevano in campo a tutti i costi. In lui rivedevano il primo Del Piero, ma Ranieri lo bruciò e poi Ferrara non seppe recuperarlo. A Parma si è ritrovato. Solo 3 i milioni di euro che Ghirardi ha dovuto sborsare per metà del suo cartellino. In Spagna Pedrito viene giudicato intoccabile… Prandelli lo considera un punto fermo della prossima Nazionale;
  5. David Trezeguet (0 euro + 2 milioni di euro per il giocatore). A gennaio 2011 Marotta fu costretto a cercare un attaccante in grado di buttarla dentro. Quagliarella aveva retto quasi da solo l’intero reparto d’attacco, Amauri non segnava nemmeno aiutato, Iaquinta alternava una prestazione buona con tre o quattro tribune. In Spagna, dove era stato spedito a 0 euro più 2 milioni di euro di buonuscita, Trezeguet aveva già segnato 10 gol all’Hercules. Iaquinta e Amauri tenuti, Trezeguet, ultimo grande bianconero vero, ceduto gratis. Qualche errore di valutazione?

Me ne dimentico qualcuno?

La prossima puntata sarà dedicata agli affari mancati della Juventus in questi ultimi 5 anni.

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Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

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Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

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Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

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