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Tag: icardi

Brivido Inter: Farsopoli 2 in arrivo?

Le dichiarazioni sono purtroppo simili a quelle che hanno accompagnato i primi 10 anni di vita dell’era Moratti. Quando non sai che succede, allora la colpa è di qualcun altro. Deve essere di qualcun altro.

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Nell’ordine, i tifosi nerazzurri stanno cercando di collegare le figuracce di Stramaccioni e Mazzarri con qualche nemico. FIGC? Lega? Juve? Qualche strana confederazione del male che ha preso di mira la terribile corazzata di Mazzarri? La difficoltà è associare il nome di Marotta a qualche oscuro presagio di dolosa operatività illegale. Tradotto: come avrebbe fatto Marotta a costruire la nuova Cupola?

In estate i giornali hanno esaltato il nuovo corso, guidato da Icardi e Belfodil: i nuovi Batistuta e Ibrahimovic, rispettivamente. 9 partite e 2 reti per il primo, 10 presenze e 1 rete per il secondo. Con l’argentino lanciatissimo verso una probabile carriera nel mondo hard.

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In difesa Rolando ricorda più il personaggio di Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo, piuttosto che un vero difensore. Mentre i 18 milioni di euro valutati per Ranocchia non trovano riscontro sul campo. Tanto per capire perché la squadra subisce così gli avversari, qualunque avversario, perfino il Trapani.

Il ritardo di 23 punti dalla vetta, già alla prima di ritorno, fa il paio con l’eliminazione dalla Coppa Italia. Gli arbitraggi sono la perfetta giustificazione all’assenza di controllo e di progetto. Comandano sempre gli argentini nello spogliatoio, mentre a livello societario bisogna capire solo se le decisioni vengono prese a dadi o a carte.

L’unico aspetto positivo è la cessione delle quote all’indonesiano che, a questo punto, si starà facendo parecchie domande su cosa abbia effettivamente acquistato, a parte i debiti e problemi in quantità industriale.

Alcuni anni fa, la pratica “delusione” venne risolta inscenando Calciopoli. Adesso che si inventeranno?

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Finisce un calciomercato mai cominciato

Tempo di bilanci, ma in questo 2013 meglio non farli se tifi Juve. Da un possesso palla inefficace a un dominio territoriale mai tradotto in punti, dai gol incassati a quelli segnati. Più ovviamente il solito calciomercato in cui si continuano a evidenziare mostruosi limiti. Limiti di personalità, limiti di peso politico e contrattuale.

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Prestiti, comproprietà, acquisti e cessioni: ma solo di giovani, specie se Under 18. Ziegler così finisce ancora in prestito e nelle casse non arriva denaro contante. Non si riesce più a piazzare un giocatore a un prezzo decente, se non addirittura giusto. E quando si chiede la valutazione di un giocatore da acquistare si ottiene come risposta il doppio del costo ragionevole.

Marotta continua a farsi prendere per la gola e magari si fermasse solo alla gola. La Juve conta molto poco in sede di campagna di rafforzamento. Ero abituato ai tempi in cui la Juve non chiedeva… ma acquistava, punto e basta. E magari la stampa lo sapeva solo quando il fax era arrivato in Lega e il contratto depositato. Qui invece le mosse si sanno sempre prima, molto prima e tutto avviene alla luce del sole quasi fosse una sorta di reality show.

Errare è umano e abbiamo già perdonato, ma perseverare è diabolico e non possiamo più né perdonare né attendere. Abbiamo bisogno tutti di una Juve più forte, sul campo e fuori dal campo. Abbiamo bisogno di recuperare un po’ di peso politico. Abbiamo bisogno di una Società presente e abile. Più di tutti ne ha bisogno Antonio Conte che ha già dimostrato di saperci fare con gli allenamenti, le tattiche, i media e il gruppo. Ora però la brutta sensazione di aver perso occasioni preziose comincia a insinuarsi in ognuno dei tifosi bianconeri.

Se l’arrembaggio doveva passare per l’elemosina di Belfodil (un ragazzotto per cui il Parma ha chiesto il cartellino di Quagliarella e 13 milioni di euro, a conti fatti valutato poco meno di 30 milioni di euro!!!) e dal tentativo quasi patetico di convincere la Samp a cedere Icardi (e ancora ci si è sentiti rispondere “10 milioni di euro” per un tizio che ha segnato 4 gol in una partita), allora vuol dire che siamo messi male. Non tanto coi nomi, perché vuoi vedere che Icardi diventerà un grande bomber? E Belfodil il nuovo Ibra? Ma siamo messi male con le tattiche e le strategie.

Devo credere davvero che la Juve non abbia avuto idee da macinare se non le ultime intuizioni l’ultimo giorno di mercato? Da Lisandro Lopez a Icardi passando per Belfodil? L’acquisto di Anelka lascia più di un dubbio e non si tratta dell’età del francese, ma della tipologia di giocatore. Alla Juve, a Conte in particolare, serviva un bomber, una prima punta, un Gilardino dei tempi d’oro, per non dire un Trezeguet di qualunque tempo. Uno che stava in area, uno che appena passava un pallone lo calciava forte verso la porta (per dirla in stile “Bar Sport”). Uno forte fisicamente, uno alto, uno possente. Invece è arrivato Anelka a costo zero, mentre si stavano spendendo 10 milioni per Icardi più Matri.

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Ora, faccio due conti e provo a fantasticare, scusandomi con gli esperti di economia. 10 milioni per Icardi più Matri. Io avrei messo a budget 3 milioni di euro da destinare a Drogba da qui all’estate. Sai quanti palloni avrebbe messo dentro l’ivoriano? Metti Drogba al posto di Giovinco in Coppa Italia, o Drogba al posto di Vucinic contro il Genoa, o Drogba al posto di Quagliarella nel pareggio col Parma o nella sconfitta con la Samp. Qualche gol l’avrebbe infilato questo 35enne che appena un anno fa ha quasi vinto da solo la Champions.

Ora faccio altri conti. Quanto è costato Peluso? E perché non riportare a casa Masi che nel precampionato fu uno dei giocatori più positivi? Che razza di coerenza è quella di lasciar partire Masi e poi tentare un dissanguamento per Icardi? Che razza di coerenza è quella che porta all’acquisto di Anelka senza mai aver tentato l’approccio verso un bomber? Che poi avrei più perdonato Masi in caso di errore, ma convinto della crescita, che non un Peluso qualsiasi che già adesso sembra uno degli acquisti più sballati (visti gli errori che sono costati una qualificazione e una sconfitta).

Sono domande semplici, da uno che sta tentando di capire qual é la strada tracciata dalla Società, in questo caso Agnelli e Marotta. Perché qui una cosa soltanto è chiara: l’unico juventino è Antonio Conte, gli altri sembrano capitati per caso. E le difese immunitarie, i rospi da ingoiare, i silenzi per l’amore verso questa maglia… cominciano a mancare.

Errare è umano, perseverare non è da Juve.

P.S.

Dulcis in fundo non posso non sottolineare una cosa che ha dell’incosciente. Vuoi Poli? Prendi per il bavero il procuratore e il direttore della Samp e firmate insieme al bar dell’Atahotel. Invece anche lì si è andati per le lunghe per il gioco al rialzo di chi ovviamente sa che la Juve è un porto di mare. Morale: niente affare concluso, trattativa congelata, quasi definita, con altri due giovani di cui perderemo ovviamente il controllo (salvo poi riacquistarli a peso d’oro fra uno o due anni).

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Juventus-Sampdoria 1-2 Tre punti facili facili

Davvero molto semplice, tre punti facili facili per Delio Rossi & Co. Nemmeno la necessità di 11 uomini in campo, nemmeno lo sforzo di aggredire la Juve, solo attendere i due regali concessi da un gruppo di ragazzi che oggi non avevano molto da fare.

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Troppo cattivo? La Juve parte bene, preme e chiude un primo tempo dominato. Un solo gol di vantaggio, su rigore. Per fortuna hanno ascoltato le mie preghiere davanti lo schermo: “Basta Pirlo, tiri Giovinco!“. E Giovinco fu, uno dei migliori in campo per quanto mi riguarda. Il problema è che escluso lui e Padoin – davvero tanti complimenti a Simone – la squadra non solo non ha girato, ma ha mostrato una arroganza e una superficialità da brividi. Escluderei dalla bocciatura pure Barzagli e poi Bonucci, ma per il resto non trovo più valori positivi. Nemmeno lo stoico quanto inutile e inconcepibile gesto stoico di Marchisio.

Comincio proprio da quest’ultimo. Che senso aveva restare in campo rischiando un infortunio pesante in un mese di gennaio così complesso? In una partita che comunque vedeva la parità di giocatori in campo? Per quanto mi riguarda l’uscita di Marchisio è la fotografia di una domenica che Conte dovrà analizzare per benino.

Sarò pure cattivo, ma questa sconfitta rischia di pesare tantissimo per diverse ragioni. La prima – che è nella mia mente dal fischio finale – è la perdita di sicurezze. Se Buffon combina quello che combina in entrambi i gol, se Peluso lascia così tanto spazio a Icardi per calciare due volte in porta, se il centrocampo fa così poco filtro e se l’attacco continua la latitanza dal gol, allora è il caso di preoccuparsi un attimo. Perché a noi nessuno regala niente.

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E passano in cavalleria pure i due rigori netti non concessi alla Juve quando si era sull’1-0 e che ora pesano tantissimo. Anche perché, e non vedo ragione per cui un torto alla Juve è quasi un pregio divino, ci sarebbe stata un’altra espulsione. Ma va bene uguale, si vince quando si merita e allora è giusto non aver vinto.

La supponenza con la quale Pirlo perde il pallone che dà il via al pareggio della Samp è roba da matti. In vantaggio di un uomo e di un gol, a pochi giorni dalla decisiva sfida col Milan in Coppa Italia, un genio come Pirlo doveva amministrare e non rischiare vista la poca qualità nelle gambe dovuta all’acido lattico della preparazione natalizia. E mi viene perciò in mente la frase di Conte “i giorni estorti di vacanza li pagheranno cari i ragazzi”. Già fatto Antonio: 3 punti facili facili persi, in casa, niente allungo sui perdazzurri, altri 3 punti rosicchiati da Lazio, Milan e chissà chi altro stasera.

Un’altra ragione per cui questa sconfitta rischia di pesare tantissimo è rappresentata da un po’ di screzi nel gruppo. Fossi in Quagliarella (per il quale pesa quell’uscita poco elegante contro Alessio) sarei piuttosto arrabbiato. Solo un rigore contro per Matri, non fischiato, poi il nulla. Altra occasione sprecata e io non vedo molto di buon occhio l’insistere su un giocatore che appare smarrito e anche appesantito. Llorente? Chiunque purché non soffra le pressioni della maglia bianconera. Ah, che bei tempi quando in campo c’era Trezeguet. Sarei pure arrabbiato perché al posto di Quagliarella, miglior marcatore stagionale, Conte gli preferisce un Vucinic non so bene a che livello di energia: 60%, 70%? Di fatto conferma come il gol sia solo un aspetto secondario della sua pur immensa classe. Sparare a occhi chiusi a pochi metri dalla porta anziché scegliere l’angolino e piazzarla è pari solo alla beffa della traversa che risputa sul campo un pallone che doveva andare dentro… punto e basta. A quel punto mancavano ancora 10 minuti e poteva capitare di tutto. E fossi in Giovinco sarei comunque arrabbiato: il ragazzo è l’unico che dimostra continuità nelle giocate, che comunque la butta dentro, almeno più dei suoi colleghi, che crea e crea, che si muove e si spompa per la squadra. Se al minuto 92 manca un po’ di lucidità, nonostante i due freschi Quagliarella e Vucinic aspettino fermi il pallone, e viene rimprottato dai due freschi di prima… allora qualcosa non va e Conte deve intervenire. Bisogna uscire dal campo con la maglia sudata, poi si valuterà la qualità del sudore. Poi vale tutto, pure quelli che pensano che Giovinco deve fare il Messi e mettere dentro 90 gol a stagione. Mi dispiace, questa si chiama realtà.

Un 2013 che comincia in salita. Molto in salita. Che sia solo uno scherzo, perché da mercoledì ogni passo falso sarà una vittoria per tutti gli antijuventini d’Italia.

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