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Tag: il-fatto-quotidiano

Lo strafatto quotidiano: ma a che livelli sono gli antijuventini?

Segnalo un articolo di Giorgio Simonelli apparso avant’ieri nella versione online del giornalino di Travaglio. Un insieme di luoghi comuni, di sfacciatamente dichiarata antijuventinità e di cattiverie degne del peggior bar sport! Ma siamo nel 2012 dopo Cristo? A me sembra che si sia ancora avanti Cristo.

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Qui manca l’evoluzione dell’uomo! Qui mancano 4000 anni di evoluzione dell’umana specie!

Leggendo l’incipit, sembra di leggere un qualsiasi troll che ha bisogno di attirare le “feroci antipatie” (parole sue, ndr) degli altri come fosse un sadomasochista in cerca di “piacere”.

Mi dica,  sig. Simonelli: ma per Lei è davvero appagante approfittare di un quotidiano per provocare la gente e farla venire sul suo blog per insultarLa?

Io mi rifiuto di credere a quello che ho letto; io mi rifiuto di credere che il “giornalismo” italiano sia caduto così in basso.

All’inizio dello stesso incipit annuncia che questo sarà il suo ultimo blog prima di una pausa di circa dieci giorni. Cioè: prima provochi e poi te ne scappi? E quando hai intenzione di provare il piacere di leggere gli juventini inferociti?

Nel successivo trafiletto, si dichiara fieramente antijuventino. Come se chi fosse antijuventino è superiore a chiunque altro sulla Terra.

Dice di sentirsi autorizzato a parlare perché, secondo lui, la maglia della Juventus e lo scudetto sopra appiccicato hanno dei risvolti tanto buffi da non riuscire a farlo tacere.

Forse, invece, sarebbe stato il caso che tacesse. Ma lui si sente in diritto di scrivere: è antijuventino e per di più la Juve e Agnelli sono buffi! Volete mettere?

Parte subito a razzo, paragonando l’Andrea che rifiuta l’aritmetica della Federazione a Martelli che aveva difeso Craxi.

Poi infierisce sulle scritte della nostra maglia. Per “30 sul campo” spara la frase “Come se quello che succede in campo non c’entrasse nulla con quello che accade fuori, intorno“. Eh, beh, non ha mica tutti i torti: dal 2006 il campo non conta più perché tanto ci sono i tavolini a rimettere tutte le cose “a posto“. Quindi dobbiamo accettare la legge dei tavolini, il campo conta solo quando chi vince non è juventino. Nella riga seguente aggiunge ”30 sul campo e sulle tessere telefoniche di Moggi, oppure 30 sul campo e nello spogliatoio di Reggio Calabria, dove il nostro eroe aveva chiuso a chiave un arbitro che non si era comportato bene” convinto, secondo lui, di far ridere. Certo, fanno molto ridere i luoghi comuni del 2006 sparati a zero ancora dopo 6 anni… Se potessi, riderei io di questo “giornalista”. Ma, a leggerlo, non c’è nulla da ridere. Tutt’altro.

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Arriva perfino a definire “ancora più scema“ della precedente la frase di Boniperti inserita dentro al colletto delle maglie, prestandola a diverse immaginabili interpretazioni (ovviamente, nascenti dall’alto della fantasia culturale antijuventina) che riprendono il solito refrain farsopolaro Juve-arbitri; tra l’altro, commettendo un grossolano errore di battitura (“fate in po’ voi….“)!!

Il ridicolo pezzo si conclude così (ve lo cito per intero):

Poi c’è, come ciliegina sulla torta, anzi sulla maglia, l’immensa scritta che promuove non un marchio ma un modello della casa madre: JEEP. E la cosa mi ricorda una barzelletta che molti anni fa mi raccontò un mio allievo fiero torinista. La racconto? Ma sì! Anche se è un po’ vecchiotta. Per capirla bisogna andare agli anni Ottanta. Allorala Juventus era molto forte, era la squadra di Platini, Tardelli, Scirea con Trapattoni in panchina, ma non disdegnava aiutini arbitrali. E la Fiat, proprietaria della squadra, aveva due modelli di auto, la Ritmo, una media cilindrata, ela Croma, più costosa e prestigiosa. La storiella racconta che durante una partita la Juve va in difficoltà, il centrocampo è lento, un po’ macchinoso. Allora il Trap, com’è suo costume, si alza dalla panchina e comincia a urlare ai suoi ragazzi: “Ritmo! ritmo! ritmo!” L’arbitro lo sente, gli si avvicina e sussurra: “Guardi che eravamo d’accordo per una Croma”.
Dai! È solo una barzelletta, la solita vox populi…. Arrivederci a fine luglio!

Dai, ridiamo! Che bello, era tutta una barzelletta! E vai con tarallucci e vino!!

Mi viene da pensare che qui  si sia in competizione con Allegri a chi fa più ironia.

Davvero bello nascondersi dietro all’ironia sulla vox populi per infangare, calunniare e “deridere” (a suo dire), con leggende metropolitane, una S.p.A. quotata in borsa che sul campo ha fatto vedere i sorci verdi al sig. Simonelli e a tutti gli antijuventini.

E non fuori, intorno, come dice Lei, caro Simonelli. Proprio sul campo di calcio. Ed è lì che sono 30. Non ai tavolini della sala in cui si tiene il CdA Telecom-Pirelli.

Perché non scrive qualche “barzelletta” anche su altre squadre? Ci sarebbero Inter, Milan, Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Torino. Pensi a cosa potrebbe dire sulle squadre sopraccitate. Perché c’è parecchio da dire…

Reputo, tuttavia, inutile una querela nei confronti del tizio. Proprio per il suo essere in po’ vox populi.

E mi riviene in mente quello che mi disse Mario Pirovano per spiegarmi perché in Redazione (di Ju29ro, ndr) condividevano la scelta di Conte di non querelare Pellegatti: perché querelare lui è come prenderne uno a caso in Curva Sud.

Quanto avevi ragione, Mario: questi si definiscono “giornalisti”, ma altro non sono che tifosi qualunque autorizzati a scrivere su un ammasso di fogli di carta che si vende nelle edicole.. E tra loro e quelli che vanno allo stadio non vi è differenza!

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Il Fatto Quotidiano e il racconto distorto dei fatti: Napoli-Juve

Sì lo so, sono tedioso. Noioso per gli amanti della lingua semplice semplice.

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Da un po’ di giorni, convinto di trovare ne Il Fatto Quotidiano l’alleato più prezioso in ottica Calciopoli/Farsopoli e notizie sulla Juve, stando cioè alla loro mission “tutti i fatti, senza guardare in faccia nessuno”, registro invece la più totale delusione.

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Il giornale dei fatti… non dà i fatti. Passi (come passi? Uno scoop del genere, la notiziona a doppio vantaggio perché di mezzo c’è Calciopoli e l’Affare Telecom!?!?) la notizia della Plateo, nemmeno lontanamente sfiorata, vai a capire perché (perché? E il duo Travaglio/Gomez fa uno sgarbo a Moratti?), ma anche il caso Napoli-Juve no!

La certezza che abbiamo sul modus operandi di domenica mattina è la seguente: a decidere, frettolosamente, è stato Bigon, cioè il Napoli Calcio. Come Marotta ha elegantemente sottolineato “si vede che il Napoli Calcio avrà esercitato una qualche forma di pressione”. Traduco in italiano semplice semplice: da parte loro… si è fatto di tutto per rinviare il match.

E allora ecco la perla giornalistica:

E la notizia arriva via tv anche ai due club. Ma dddaiiii, direbbe Mughini. Che razza di servizio è questo? Che sia un favore all’amato De Magistris? E i fatti… anche qui libertà di stampa a targhe alterne?

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Il giornale dei Fatti, il Fatto Quotidiano, censura i fatti su Calciopoli e Processo Telecom

Curioso, molto curioso. Triste, molto triste.

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Uscirono accompagnati da un’ovazione di pubblico. E hanno raccolto parecchio successo, molto del quale è ampiamente giustificato.

C’è un unico problema che registro a livello de Il Fatto Quotidiano. A parte Oliviero Beha, talento vero del giornalismo italiano, e un invito a scrivere al Direttore Padovan, il giornale diretto (praticamente) da Travaglio e Gomez è praticamente sordo a ogni fatto riguardi Calciopoli.

Anzi, addirittura Travaglio si permette due editoriali fasulli e provocatoriamente falsi.

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Proprio loro, poi, così ligi alle leggi del giornalismo vero, quello che non oscura nulla, quello che non censura nulla. Se fate una ricerca sul sito de Il Fatto Quotidiano e provate una query su “Plateo”… nulla di nulla.

Eppure ieri qualcosa si è mosso in questo Paese. Una testimone e una testimonianza che conferma ancora una volta la farsa.

La Cazzetta Rosa scrive tre parole in una colonnina confusa dagli annunci A.A.A., mentre ne Il Fatto Quotidiano, in ben 28 pagine, la notizia non trova spazio.

Complimenti. Che Peter Gomez se la sia presa per quei gol di Vucinic e Marchisio?

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