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Tag: immobile (pagina 2 di 3)

Calciomercato Juve: diamo senza ricevere?

Purtroppo non riesco a tenere la bocca chiusa – o la tastiera inattiva, come preferite – e allora torno sui temi del calciomercato. Mentre da Spagna annunciano di fatto il trasferimento di Llorente alla Juve a giugno (guadagnerà circa 4,5 milioni di euro all’anno), la stessa Juve sta cercano disperatamente un rinforzo in attacco. Immobile? Gabbiadini?

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Abbiamo già detto della scarsa forza contrattuale di questa Juve, però non posso nemmeno accettare il fatto di dare-senza-ricevere. Diamo giovani, li prendiamo addirittura assieme, poi però siamo sempre con coltello puntato contro. Mai a prenderlo per il manico quel maledetto coltello.

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Perciò Immobile non si muoverà da Genoa, nemmeno Borriello che a questo punto potrebbe essere una sorta di talismano, intanto Ziegler andrà a rinforzare la rosa rossoblu.

Gabbiadini forse si muoverà da Bologna e certamente qui rischiamo di perderci qualcosa: Sorensen, soldi, un altro giovanotto?

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Da Drogba a Llorente, da Lisandro Lopez a… Gabbiadini

Fra tutti, a questo punto, prenderei Immobile. Ma Marotta non è in grado di prendere per il collo Preziosi, ridurlo al silenzio e portare in macchina Immobile da Genova a Torino. Triste, ma vero. Così prenderemo Gabbiadini, cioè il più facile. Ma anche il più simile a quelli in rosa perché il giovane del Bologna è più una mezza punta, più una seconda punta che un bomber. Così Marotta mi manda in confusione.

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E ci risiamo: si parte col nome grosso e si scende via via fino a quello più facile. Più facile e più utile? No a mio avviso, anche se si spera sempre di fare il botto prima o poi lì davanti.

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Il problema attuale è la totale emergenza. Prendi la partita casalinga di domani. No Marchisio, fuori Chiellini, problema per Vidal (che però scenderà in campo comunque), problema per Pirlo (in fortissimo dubbio), Vucinic a mezzo servizio, infortunio leggero per Quagliarella (recupera per la Lazio). Restano Giovinco e Matri in avanti, con Vucinic che verrà impiegato solo per un pezzo di match. Bella storia nel periodo più duro, con Udinese, Lazio, Genoa e Lazio nel giro di 10 giorni.

In tutto questo dovremmo inserire la testardaggine di Conte nell’insistere con un 3-5-2 che porta poco valore.

Tornando al mercato sai quanto bene ci farebbe un grande colpo? A livello di morale e a livello di campo. Un Drogba che arriva scuote l’ambiente, porta positività e forse porta pure qualche gol. Un Llorente che arriva non potrà fare peggio di Matri. Ma noi continuiamo a tifare i nostri, perché così si fa. E per uno strano scherzo del destino ci ritroviamo tutti aggrappati a Giovinco.

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Situazione Vucinic: a mezzo servizio per quanto ancora?

Una squadra che aveva risolto i problemi cronici di infortunio si ritrova quest’anno a sperimentare certe pesanti assenze. Da Chiellini a Marchisio, perfino Asamoah sebbene il ghanese non sia vittima di infortunio. Non dimenticando quella più pesante, a mio avviso, e cioè Simone Pepe.

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Uno dei nomi che però mi preoccupa è Vucinic. Nel mese caldo, nelle sfide decisive, non avere Mirko Vucinic al 100% è una grossa perdita in termini di qualità. Ma di cosa soffre il montenegrino?

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Si tratta di una tendinite, qualcosa che se non curato a dovere rischia di compromettere la stagione. Perché è un tipo di infortunio che ti limita, che ti fa allenare poco e male. Un Vucinic a mezzo servizio può servire, ma certo non in una situazione in cui si necessita di un bomber, di un attaccante al 110%.

La situazione calciomercato è paralizzata, ingessata: né Gabbiadini né Immobile risolverebbero i problemi dell’attacco. Serve un nome grosso, per esperienza e carisma, per doti e caratteristiche. Padovano era un attaccante eccezionale, ma era la quarta scelta dopo Ravanelli, Vialli e Del Piero. Auguriamo il meglio a Gabbiadini, ma cominciamo ad avere seri dubbi sulle gerarchie d’attacco qualora il ragazzo dovesse arrivare a Torino.

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Calciomercato Juve: se non portiamo a casa nemmeno i nostri

Nel frattempo che raccogliamo dati utili per capire le dinamiche che hanno spinto Andrea Agnelli a votare Abete, facciamo il punto sul calciomercato bianconero. E più che un punto è una lama che trafigge il mio cuore.

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Top player sono solo due parole per prendere in giro i tifosi, farli stare buoni e aumentare la tiratura: del marchio Juve, dei giornali. Non avere la capacità di prendere Llorente in questa sessione mi fa solo immaginare che questa Società non voglia ripercorrere le strade di Moggi e Giraudo che arrivarono a mettere assieme metà dei giocatori in campo in una finale della Coppa del Mondo di calcio per nazioni.

Ma tralasciando il top player – posto che siamo tifosi attenti anche al periodo contingente, e quindi capiamo le reali difficoltà a spendere così tanti milioni – il problema maggiore è legato alla forza contrattuale della Juventus. Mi giunge voce che il Bologna ha resistito fino a stamattina al tentativo bianconero di portare a Torino Manolo Gabbiadini, Under 21 di proprietà della Juve. Questa news, unita all’avamposto di Preziosi sul nome di Immobile (di cui la Juve è co-proprietaria), mi fa un po’ vergognare e spiego il perché.

Ero abituato a ben altre mosse: voglio Vieira, si vende Maresca, poi una serie di giovanotti e ci si finanzia il colpo Vieira. Voglio Emerson e allora si fa di tutto per far litigare il Puma con la dirigenza giallorossa e lo si porta a Torino. Stesso discorso per Nedved e gli altri.

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Marotta ha il grande merito di aver costruito una grande rosa, non certo equiparabile alle Juventus più forti della storia, ma qualche risultato è stato meritatamente raggiunto. Ora che è arrivato il momento del salto di qualità si fa fatica persino a portare a casa giocatori che sono nostri. Stoppati dal Bologna o dal Genoa, mica da Real Madrid e Manchester United.

Il piano dovrebbe essere chiaro a tutti, Società e tifosi: si vuole vincere, si vuole diventare sempre più forti aumentando il gap con le avversarie. Con Peluso? Per poi il prossimo anno giocare coi sondaggi “meglio Giovinco o Gabbiadini al fianco di Vucinic?”. A che gioco stiamo giocando?

Ci piacerebbe sentire il parere di Conte che secondo me si esporrà a breve, anche velatamente nel corso della conferenza stampa. A lui servono campioni per spingere la macchina ancora più forte, ne ha tutte le potenzialità, ma manca una sorta di Drogba, un nuovo Trezeguet, manca un campione di fascia che la Juve ha sempre avuto (da Nedved a Camoranesi, da Cabrini a Causio, tanto per citarne 4). Ad aggiungere gente di medio livello si rischia, appunto, di rimanere ingabbiati in tale livello. E Conte non può certo far miracoli a ripetizione trasformando medi giocatori in fenomeni.

E’ e sarà un mese decisivo, cominciato malissimo perché neanche la vittoria sofferta su un modestissimo Milan ha convinto e siamo già a corto di idee in attacco, aggrappati a un miracolo infermieristico su Vucinic, a un Giovinco reincarnato in Messi e in chissà quale tipo di esplosione di Matri e Quagliarella. Quando basterebbe un bomber vero, rodato, affidabile per risolvere ogni tipo di problema.

La critica in sé non è cattiva, a mio avviso. Posto che sarà poi tutto da vedere se l’ingresso di Gabbiadini o Immobile possa risolvere anche solo alcuni problemi in attacco, ma già il fatto di faticare a chiudere operazioni elementari e semplici come queste mi fa rimanere di stucco, incapace di mettere da parte i dubbi che ogni essere umano pensante avrebbe a questo punto della storia: ma questa Juve quanto conta?

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Big player o uno meglio di Matri-Bendtner

Ultime due partite, sperando di allungare o comunque mantenere il distacco. Poi sarà mercato. Su IoJuventino seguiremo ovviamente il mese più caldo, con trattative che spunteranno come funghi a ogni ora. Tenteremo, come sempre, di non prendere in giro nessuno, intanto vediamo di avanzare qualche ipotesi.

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Siamo abbastanza delusi dal mercato di questi anni: il top player non è mai arrivato. Lo aspettiamo con ansia per un ulteriore balzo in avanti in termini di qualità, ma non ci illudiamo più. Da Drogba a Messi sembrano tutti irraggiungibili dal punto di vista economico e gli equilibri finanziari non possono non interessare il tifoso. Piacerebbe pure a me festeggiare un mercato come quello del PSG, però poi faccio due conti, valuto la qualità espressa in campo, i trofei già in-bachecati e mi tengo strettissima questa Juve.

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Qualcosa da migliorare c’è. Certo che c’è e riguarda l’attacco. Ottimo Giovinco, per quel che mi riguarda, ottimo anche Vucinic (che magari dovrebbe metterla dentro più spesso), ottimo Quagliarella, ma gli aggettivi positivi terminano qui. Nelle ultime 50 partite ai vertici della classifica cannonieri della Juve troviamo Vidal, Marchisio e Vucinic (che in questa stagione ha marcato solo 4 volte), poi Quagliarella, ma la densità di reti è veramente bassa. Fra questi non c’è un bomber e questi insieme fanno i gol di Cavani nel 2012. Detto diversamente: pensa un po’ cosa avrebbe combinato la Juve con un Cavani in campo.

Ma Cavani non è acquistabile, forse nemmeno Drogba, da valutare Llorente, e allora che si fa? L’infortunio di Bendtner impone di tornare sul mercato perché con un Matri così si rischia di giocare uno in meno fino a marzo. E anche a marzo il problema si ripresenterebbe: rientra Bendtner, ma finora zero reti.

Così c’è sempre la soluzione di scorta che porta dritto a due giovanotti in orbita Juve: Immobile e Gabbiadini. Badate che nessuno dei due quest’anno ha impressionato sul piano della finalizzazione, ma Immobile lo conosciamo bene e Gabbiadini è interessante. Sarebbe comunque un rischio, ma per Matri io il rischio lo correrei volentieri. In particolare io voterei Immobile: l’istinto del bomber ce l’ha, ha un gran fisico, grande corsa, è un combattente e una prima punta come piace a Conte. Magari alla Juve trova la giusta manovra e i giusti assistman che a Genova mancano. Mentre l’ex-atalantino sarebbe davvero un salto nel buio: ottima prospettiva, ma giusto un’ottima prospettiva.

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Genoa-Juventus 1-3 Bastano anche 45 minuti

Sembra paradossale, ma è l’evoluzione. L’anno scorso alla Juve quasi non bastavano 90 minuti per sfogarsi e vincere. Molte partite sono state pareggiate per l’incredibile sterilità offensiva. Tanto gioco prodotto e curiosamente pochi gol. Poi Conte trovò il 3-5-2 e tutto si stabilizzò per il benestare dei tifosi e dei ragazzi in campo.

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Quest’anno la Juve sembra essere partita col freno a mano tirato. E col Genoa si è pure concessa il lusso di giocare solo 45 minuti. I secondi 45 minuti, perché il primo tempo è stato regalato. Avremmo voluto la diretta direttamente dallo spogliatoio bianconero. Carrera non è Conte, ma certamente si è fatto sentire. Prova ne sia lo sguardo di Giaccherini all’uscita del tunnel: occhi di chi è stato sgridato, puntualmente rimproverato e rincuorato, di chi è stato caricato a molla per ribaltare tutto.

La Juve del primo tempo è la peggior Juve stagionale, in realtà la più brutta della gestione Conte. Una possibile spiegazione, per nulla banale, è l’imminente debutto in Champions. Non prendiamoci in giro: chi, insieme al proprio amico sul divano, non ha pensato al Chelsea prima, durante e dopo il match? E i ragazzi che sono scesi in campo avranno fatto lo stesso pensiero. Lo si è visto dalle azioni confusionarie e dalla scarsa attenzione in fase difensiva, praticamente il punto di forza di Antonio Conte.

Svarioni degni di una squadra di dilettanti, lisci e addirittura incapacità di fare la partita. Pirlo sbadato, Marchisio assente, Giaccherini volenteroso, ma poco efficace. L’unico a metterci un po’ di grinta è stato Giovinco. Al doppio fischio il pensiero di un pomeriggio maledetto è venuto anche al più grande dei tifosi ottimisti. Troppo brutta per essere vera Juve, e infatti…

Chissà Carrera cosa avrà detto, di certo c’è che la Juve ha iniziato a fare la Juve. Molta più cattiveria negli interventi e certo maggiore ordine in una manovra che attende comunque la migliore condizione della squadra. Questo, sommato alle intuizioni di Conte nei cambi, ha dato la svolta al match.

Da segnalare l’ottima prova, a mio modo di vedere, di Sebastian Giovinco. Quando è entrato Vucinic ha potuto sfogare la sua tecnica e comunque era stato uno dei pochi ad aver tentato la manovra e la giocata nel primo tempo. E’ proprio Giovinco a suonare la carica con uno sfortunato palo. Il talento di Beinasco ha il merito di puntare sempre verso la porta e tentare il tiro. Con Matri quasi nessun passaggio utile, perché l’ex Cagliaritano si muove male in quella posizione ed è di poca utilità in fase di manovra. Molto più a suo agio con Vucinic al quale ha ceduto il rigore del vantaggio. Gran gesto, a conferma di come l’intesa fra i due è in netta crescita. E la Juve ne beneficia. Da un assist di Giovinco poteva nascere il 4-1 di Vucinic, ma il genio montenegrino ha pensato che poteva andar bene anche così.

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Se l’ingresso di Vucinic ha dato sostanza in attacco, quello di Asamoah ha di fatto spaccato il match. Ci ravvediamo su un nostro pensiero circa il ghanese: questo è un autentico fenomeno anche coi piedi. E non può essere un caso se alla quarta partita ne segnaliamo le indiscutibili doti tecniche. Conte ha ancora trovato l’intuizione più utile: spostarlo sulla fascia e fargli scatenare il fisico esplosivo. Come nel gol di Lichtsteiner, Asamoah spacca il match procurandosi un rigore più netto che utile, perché a quel punto la Juve aveva già spinto sull’acceleratore e sarebbe comunque passata. Ancora una volta.

Con un Marchisio finalmente in partita, un Pirlo meno svagato e un Giaccherini che fa felice Conte (e non solo).

Si farebbe comunque un torto a non citare Gigi Buffon. Prima ipnotizza Immobile, poi salva un paio di poderose conclusioni dalla distanza, quindi compie un miracolo su Bertolacci (che si gasa quando incontra la Juve). Proprio lui è a innescare una vecchia e crudele legge del calcio: “gol sbagliato, gol subito”.

La Juve che si appresta a volare a Londra lo fa dall’alto dei 9 punti, ma con una serie di incognite che vanno valutate. Chiellini, questo Chiellini, è improponibile in Champions, mentre a destra urge il debutto di Isla perché Caceres è molto più a suo agio in difesa (al posto di Chiellini?). Mentre Quagliarella e Matri avranno a questo punto sempre meno opportunità di mettersi in mostra. Il debutto di Bendtner si avvicina e tutti noi speriamo si riveli un acquisto prezioso, e se così dovesse avverarsi, allora sarebbero ancora più chiare le gerarchie in attacco. Intanto ci godiamo questo primato, coscienti che solo 45 minuti in Champions potrebbero non bastare.

P.S.

Mi sarebbe piaciuto giocare la gara con Matri al Genoa e… Immobile alla Juve. Il ragazzo dimostra di essere già pronto per il calcio che conta, con fisico e tanta cattiveria. E quel maledetto vizio che poteva castigarci. L’unico vizio che nel calcio è perdonato: il gol!

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Genoa-Juventus: le scelte di Antonio Conte

Secondo Carrera la Juve non è distratta dal Mercoledì di Coppa. Sono tutti concentrati e vogliosi di giocare la delicata partita a Marassi contro il Genoa. Un Genoa che presenta in attacco il passato (anche se per pochi mesi, anche se tutti i ricordi sono in un unico gol, quello al Cesena) e il futuro bianconero (quell’Immobile che secondo alcuni doveva essere tenuto e a cui andava concessa una importante chance). Chiunque incontri la Juve tenta di decuplicare le forze: per necessità, vista la forza della Juve, e per orgoglio.

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Genoa-Juventus: gli 11 di Antonio Conte

Genoa-Juventus: gli 11 di Antonio Conte

Così Conte dovrà essere bravo a mantenere sempre vigile l’attenzione e sempre al massimo le motivazioni. Gara dopo gara, anche e soprattutto in simili partite dove potrebbe apparire normale una distrazione, un pensiero rivolto più a mercoledì che a dopo pranzo.

Non ci sono titolari nella Juve, sempre secondo Carrera. Di fatto vi abbiamo presentato le due formazioni bianconere, ossia i titolarissimi e le seconde linee. Siamo perciò molto tranquilli, ma curiosi di vedere l’effetto che fa. Diversi i cambi oggi, proprio in vista del debutto in Champions a Londra. E sembra anche strano considerare Giaccherini, titolare in Nazionale, una seconda linea nella Juve: basta però considerare chi ha davanti, cioè mostri sacri europei come Vidal, Pirlo e Marchisio. Oggi Giak sostituirà il cileno, in un centrocampo tutto fosforo e velocità, con Pirlo in cabina di regia. Confermato Lichtsteiner a destra (inesauribile) e debutto per De Ceglie a sinistra, in sostituzione di un Asamoah che guiderà la battaglia contro il Chelsea.

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Se Lucio sostituirà Chiellini, allora Matri sostituirà Giovinco, in un perfetto binomio della coppia. Il parametro zero arrivato da Milano dovrà confortare sull’intuizione di Marotta: costo zero, risultato assicurato? Si spera di sì anche se i tifosi ricorda le prime uscite stagionali. Certo l’infortunio non lo ha aiutato, ma arrivano le partite pesanti, le partite ravvicinate e c’è bisogno di tutti. Soprattutto c’è bisogno di gol e Matri oggi è chiamato a una prova maiuscola. Serve il gol e serve una buona prestazione.

Una Juve che vince e convince anche con varie pedine cambiate, anche con Asa e Vidal e Giovinco fuori, assesterebbe una grande mazzata al campionato, visto anche l’andamento delle avversarie, qualcuna esclusa. Sperando che fra qualche giorno giudici illuminati e molto lontani da giochetti politici restituiscano a Conte ciò che merita di diritto e per meriti sul campo: la panchina.

AGGIORNAMENTO: a pochi minuti dal via Conte rimescola le carte. La grafica contiene perciò due errori: non più Chiellini, ma Chiellini; non più Lichtsteiner, ma Caceres (al rientro); non più Vucinic, ma Giovinco.

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Genoa-Juventus, basta più pareggi

Furono due incredibili pareggi. Entrambi sufficientemente deludenti per il modo in cui sono stati raggiunti. All’andata fu Caracciolo a rendere vana la doppietta di Matri, mentre al ritorno successe di tutto, fra rigore non concesso e gol ingiustamente annullato, con in mezzo un dominio imbarazzante.

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Antonio Conte ritrova quindi una delle pochissime squadre a non essere stata battuta. Un trend assolutamente sorprendente e che bisogna invertire. Ai bianconeri servono punti per proseguire una striscia positiva che dura dallo scorso campionato e per infondere ulteriore tranquillità nei ragazzi. Fra pochi giorni c’è l’attesissimo debutto in Champions League, una gara magica e dai contenuti emozionanti.

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Intanto c’è il Grifone. Squadra tosta da affrontare, con un ottimo centrocampo, molto forte fisicamente. E poi grande attenzione agli attaccanti, fra giovani promesse bianconere (Immobile) e una meteora che però ha lasciato un grande cratere nello scorso campionato con quel gol al Cesena (Borriello). Da non sottovalutare come il Genoa sia bello carico a livello emozionale. Merito dei deferimenti in quantità industriale piovuti sulla società rossoblu a fronte di quel vergognoso Genoa-Siena del 22 aprile scorso. Preziosi ha provveduto a caricare i suoi e distendere i toni con le sue solite equilibrate dichiarazioni che non riporteremo.

A noi interessa il calcio giocato. E in tal senso ci incuriosisce quale sarà la vera formazione schierata da Conte. Si prospetta, d’ora in avanti, un continuo cambio negli 11 titolari, con buon uso delle cosidette seconde linee. Registriamo il recupero di Lucio, perfino il probabile impiego di Isla. Due pedine importanti, che possono davvero far bene alla Juve, soprattutto il cileno sulla fascia destra. Ma non solo. Occhio a De Ceglie, sempre molto sottovalutato dalla critica, e soprattutto a Pogba. Il giovane francese ha inanellato prestazioni molto importanti con la Nazionale Giovanile francese ed è pronto per dare il cambio ad Andrea Pirlo. A conferma di come la rosa della Juve sia molto più completa rispetto allo scorso anno.

Proprio questa completezza dovrebbe essere il punto di forza di Conte. Già da domani avremo alcune risposte.

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L’Osservatore Bianconero: la prima giornata di Serie A

Juve avanti di 4 punti: era finito così il campionato 2011/2012. Comincia con 3 punti di vantaggio dei bianconeri sui rossoneri il campionato 2012/2013. Tutto ok per la Juve, primo clamoroso passo falso del Milan a San Siro.

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Complimenti a Ciro Ferrara sul quale abbiamo sempre ribadito come i tempi per un suo approdo in bianconero non erano ancora maturi. Troppo presto, in una società veramente inadeguata. Ha fatto benissimo con l’Under 21 e ora comincia questa nuova e affascinante avventura alla Samp, con Peruzzi come suo assistente. Davvero i migliori auguri per tutte le partite… trenne 2!

Ferrara ha inguaiato Allegri con una semplice mossa: un 4-3-3 che si trasformava volentieri un 4-5-1, molta organizzazione e pressing a centrocampo e una migliore intensità. Nella metà campo non c’è stata partita: Montolivo non è Pirlo e non è nemmeno Van Bommel, Nocerino in ombra, Boateng fuori ruolo nella posizione di esterno d’attacco, assolutamente evanescente il Faraone. Ma dove è la mano di Allegri? Su Twitter ci hanno suggerito la risposta “in tasca” e probabilmente è l’unica vera risposta.

I cugini nerazzurri hanno avuto la meglio sul Pescara. Per coerenza, con quanto letto in queste 24 ore, gli onestissimi dovrebbero giustificare il rigore non assegnato sullo 0-0 al Pescara: piuttosto netto. Per il resto gli abruzzesi hanno conservato tutti i limiti di Zeman e perciò il 3-0 in casa ci può stare.

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A proposito di Zeman: se il Catania ci avesse davvero creduto e avesse avuto un attaccante vero… a quest’ora servirebbe il pallottoliere per tenere il punteggio di Roma-Catania. Sotto due volte, Osvaldo e Lopez hanno salvato il boemo dalla prima grande figuraccia. Quello schema, quelle idee, quel modo di allenare sembrano davvero una certezza per chi non considera la Roma come vera pretendente al titolo.

Male Gabbiadini e certo non per colpa sua. Benissimo invece Immobile: bomber vero, subito al gol, con un grande gol. La Juve si starà forse mangiando le mani perché se non dovesse arrivare il famoso top player allora era bene confermare Ciro e avere il coraggio di puntarci. Vede la porta come pochi e il suo movimento costante sfianca ogni tipo di difesa avversaria. Sarà dura mettersi d’accordo con Preziosi, secondo grande errore di questa strana e assurda trattativa.

Bene Petkovic col suo calcio molto pratico e pragmatico: tutti arroccati e poi via a fiondarsi contro la porta avversaria. Immensa qualità di Hernanes, grande fisicità di Klose, e un collettivo che è cambiato poco rispetto allo scorso anno. A me piace moltissimo Lulic che si conferma partita dopo partita come un grande potenziale esterno. Eccezionale partita di Marchetti che ha praticamente salvato il risultato. Per l’Atalanta nulla da fare contro la Lazio: gli orobici dovranno lavorare moltissimo, con diversi uomini ancora fuori forma (su tutti Denis).

Niente premiazione, ma semplice vittoria. Il Napoli fa fuori il Palermo di Sannino senza capo né coda. Schemi e uomini sono quelli giusti, Mister Sannino? Ormai gli allenatori dovrebbero aver capito che a Palermo si fa fatica ad allenare epperò il richiamo dei soldi è troppo forte. Gli azzurri hanno avuto così una giornata davvero molto facile. Strepitoso Cavani che riesce da solo a spostare gli equilibri del match e il gol è davvero l’ultimo dei meriti. A stupire è l’assenza di Gargano: a che pro la sua cessione?

Il Toro non va oltre lo 0-0: solo a sprazzi il gioco che vuole Ventura, diversi innesti che ancora devono integrarsi. I granata sono un autentico mistero che sveleremo di giornata in giornata.

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Il bomber lo abbiamo in casa

Amici ci risiamo! Dopo la delusione dell’anno scorso, quando da Aguero passammo a Rossi, e poi a Vucinic, per la Juventus, ma soprattutto per noi tifosi, si profilo un’altra estate di passione sul fronte top player. Si vocifera, si parla, si mormora. Ma a livello di concretizzazione zero.

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Marotta sta sondando diverse piste, forse troppe, e forse anche sbagliate rispetto a ciò che serve alla Juventus. Sembra quasi tramontata la pista Luis Suarez, col manager del Liverpool che ha dichiarato la permanenza dell’uruguaiano in Inghilterra. Higuain e Benzema ce li possiamo scordare. Resta solo Van Persie, e Jovetic della Fiorentina che non è la punta che ci serve.

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Negli ultimi giorni la Juventus si è avvicinata a Pazzini, con una presunta ma molto credibile telefonata del dg Marotta all’attaccante dell’Inter. Soluzione di emergenza, almeno così si è detto, profilando addirittura uno scambio con Quagliarella. Soluzione sbagliata, secondo me: dare Quagliarella per Pazzini non conviene perché, sebbene il livello sia lo stesso, almeno col Quaglia abbiamo una certa duttilità. È vero, Conte lo vede solo prima punta, ma all’occorrenza può benissimo giocare come attaccante esterno: la corsa ce l’ha e anche i piedi. Cosa che non ha Pazzini, invece più punta centrale, e meno dotato tecnicamente. Ma con Pazzini non facciamo nessun salto di qualità, sebbene dovesse arrivare insieme a Jovetic, almeno così era stato ipotizzato. A questo punto rimpiango il fatto di non aver tenuto Immobile, un ragazzo di 22 anni che ha fatto tutta la trafila della giovanili con la maglia bianconera. Insomma, uno che conosce la Juve, ed è conosciuto dalla Juve. Io ho visto diverse gare del Pescara, ma anche della primavera della Juve, e posso dire che questo può diventare un grandissimo attaccante, un vero centravanti. Fisico forte, movimenti da ariete, e fiuto del gol: tutte le caratteristiche ideali per fare bene. E ha solo 22 anni. A Pescara ha fatto tanti gol, ma lui li ha sempre fatti, anche in primavera. E poi è uno da Juve: un altro rammarico è di averlo dato in comproprietà al Genoa di Preziosi, e se Ciro Immobile dovesse fare bene (molto probabile), forse ci potremmo ritrovare di fronte a un nuovo caso Giovinco. E proprio per questo l’altro giorno ho parlato di doppia faccia della medaglia, per quanto riguarda il mercato dei giovani.

A questo punto, se proprio dobbiamo accontentarci di un Pazzini, che non ci fa fare il salto di qualità, e per il quale bisognerebbe sacrificare Quagliarella, o peggio ancora una decina di milioni, era meglio tenere questo ragazzo di 22 anni, che seppur giovane e meno esperto, ha tanta voglia di mettersi in mostra, e il suo entusiasmo nel giocare lo dimostra. È uno che lotta su ogni pallone. Per me bisognava tenerlo, magari poteva essere utile. Infatti un caso analogo è stato Masi: chi si aspettava una personalità così forte di questo ragazzo?! Caro Marotta, come ho scritto un po’ di tempo fa, io pretendo il top player, e non questi giocatori che nulla hanno del top player. A questo punto, puntiamo sui nostri giovani: Immobile è uno che farà strada, e sono convinto che tra un anno, di questi tempi, molte squadre faranno a cazzotti per accaparrarselo, un po’ per come è successo con Destro. Spesso non capisco queste azioni di mercato: per Destro avremmo speso un bel po’ di milioni, invece diamo Immobile via così. Non pensiamo solo all’aspetto economico, ma anche a quello tecnico, e alle aspettative e sogni di questi ragazzi. Immobile è sullo stesso piano di Destro (a dir la verità quast’ultimo cos’ha dimostrato? Ha fatto 14 gol, ma bisogna sempre confermarsi e non è facile). È ingiustificata la ressa che si è creata per Destro, ma lo è altrettanto l’indifferenza con la quale vengono ceduti i nostri giovani, senza dar loro una minima possibilità (alla luce delle strategie di mercato che si stanno profilando). L’errore è passare da un estremo all’altro, senza trovareinuma via intermedia.

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