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Tag: inler

Juventus-Napoli Sarà 3-5-2 a cause delle assenze [FORMAZIONI]

Conte aveva in mente il 4-3-3. L’Europa ha fornito al tecnico bianconero l’indicazione più importante sulla più valida alternativa al suo cavallo di battaglia di nome 3-5-2.

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Caceres e Chiellini fuori complicano la vita di una possibile difesa a 4, visto l’assenza di Lichtsteiner. Perciò il tecnico leccese si rifuggia nel 3-5-2. Con gli esterni di centrocampo che saranno Asamoah e Isla. Qui si gioca una bella fetta di match. Lo svizzero mancherà tantissimo in fase di spinta. Mentre Ogbonna è chiamato a confermare i 13 milioni di euro di valutazione.

Altra zona del campo che darà risposte importanti per Juve-Napoli è il centrocampo. Più che la sfida fra Pirlo e Inler, saranno decisivi gli scontri in fase di interdizione fra Vidal, Pogba (favorito su Marchisio) e i cagnacci di Benitez.

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Tevez e Higuain dovranno far cambiare numero al tabellino. Accanto all’Apache giocherà Llorente. Lo spagnolo è in crescita. Indubbiamente deve migliorare, ma la sua struttura fisica appare tarata ai desideri di Conte. Qualche imprecisione in merito durante lo smistamento del pallone sarebbe cosa gradita.

La cosa preoccupante riguarda la panchina. Niente esterni (Padoin, De Ceglie, Peluso) contro Quagliarella e Giovinco. Più Marchisio. Sono questi i nomi a cui aggrapparsi nel secondo tempo.

Il tutto mentre la Roma se la prende col Palazzo. Il solito Palazzo. Con un meteo il cui vento appare soffiare forte. Chi sposti il vento, chi ci sia in quel Palazzo è un mistero. Un mistero misterioso che Conte dovrà alimentare fortemente.

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Napoli-Juventus 1-1 La vera analisi

Dalla quantità di commenti cancellati è evidente che il racconto del match di stamattina non è piaciuto. Troppi isterici, troppe persone che hanno realmente capito di vivere in un Paese di Pulcinella (di cui rappresentano la maggioranza assoluta, ahinoi!). E allora passiamo a discorsi più seri.

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Il primo tempo è stata una lezione di Conte a Mazzarri. Il 3-5-2 della Juve funzionava meglio, girava meglio, semplicemente perché dietro il progetto tattico ci sono alcuni impegni molto precisi da parte di tutti. A cominciare dal pressing delizioso di Vucinic e Giovinco, supportati da Marchisio e Vidal. Poi nel secondo tempo questo ordine si è smarrito, tanto è vero che Pirlo si trovava spesso più alto dei due scudieri di centrocampo.

Le fasce hanno retto alla grandissima. Lichtsteiner, ma soprattutto Peluso: entrambi hanno vinto i rispettivi confronti con i colleghi avversari. Di fatto il Napoli non è mai riuscito a scatenare la sua corsa, dovendo insistere centralmente dove la cerniera bianconera ha sempre funzionato. Tranne un paio di volte e queste si contano facile perché sono gli unici tiri arrivati su Buffon.

Inler non è Pirlo, né lo sarà mai, perciò il giro-palla bianconero è stato più efficace. Sia in fase di costruzione, sia in fase di addormentamento della partita. Nuova fase per noi juventini: la Juve ha solitamente sovrastato l’avversario, ma il pensiero della Champions avrà indotto Conte a non forzare la mano e a far passare il match in modo tranquillo. Ci si è messo Bonucci che sfortunato ha segnato al suo portiere Buffon, altrimenti l’avremmo portata a casa facile.

In realtà ci si è messo l’attacco. Ancora in gol un non-attaccante e questo non va bene. Vucinic imperdonabile, Giovinco impreciso. Senza contare che l’azione del pareggio nasce da una porcata in attacco di Giovinco & Co. Purtroppo ci abbiamo fatto il callo: con un attaccante vero a quest’ora la Juve avrebbe già chiuso matematicamente ogni discorso scudetto. Di Matri si ricorderà un solo tiro in porta, mentre l’ostracismo su Quagliarella rischia di pesare sulle nostre fortune, visto che ogni tanto il Quaglia la butta dentro.

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Non ci attacchiamo al rigore. La redazione di SkySport è ancora alla ricerca dei famosi due penalty a favore di Mazzarri, mentre quello su Lichtsteiner era chiaro, palese e netto: solo che il Corriere dello Sport ha preventivamente preparato questa scena e perciò il risultato, se volete, è giusto.

Non c’è spiegazione invece nel giallo a Cavani. Tirata di capelli o meno (c’era, ma suvvia: bisognerebbe dire addio ai vecchi gloriosi nostri attaccanti e difensori) la gomitata è stata perfino mimata dall’assistente di linea. Orsato come avrà ragionato? Come quello che ha presumibilmente letto gli attentati psicologici di De Paola: giallo, coscienza soffocata e giornalisti oggi cauti. Senza Cavani, con un uomo in più, la Juve avrebbe potuto sfogarsi in altra maniera.

La sensazione che si stia tenendo un campionato aperto per pure logiche commerciali è davvero idiota, ma al contempo non trovo spiegazione al secondo tempo bianconero. Mai in avanti, tranne in rare occasioni. Mai al tiro, eppure qualcuno poteva tentarlo. Perfino con un centrocampista in più e un attaccante in meno sul finale: cambio, in ogni caso, tardivo. Una Juve rinunciataria che ha voluto salvare la pellaccia, come qualcuno ha ipotizzato stamattina al bar? Siamo davvero arrivati al punto di non infierire per non prender le botte?

Perché la segnalazione degli attentati dei tifosi napoletani va fatta: sassi, cori, insulti, sin dalla sera prima. Anzi: i sassi solo sul pullman. Ma oggi si insiste nel ribadire, ancora una volta, che quello lì è il pubblico più bello d’Italia giustificando dunque simili comportamenti. Spiegatelo anche, per favore, a chi dell’Heysel conserva il ricordo di qualche parente scomparso…

Il pubblico più bello d'Italia

Il pubblico più bello d’Italia

Sol per questo dovevamo chiuderla 4-0. Peccato. L’unica fortuna è che questa trasferta ci toccherà fra un anno. Perché quest’anno il Napoli si salverà di nuovo. A noi invece tocca il Celtic.

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Che partità sarà?

Due centrocampi per certi versi simili, dove però ovviamente cambia, e di molto, il tasso tecnico. A favore dei bianconeri. Due attacchi particolari, e stavolta il vantaggio è tutto del Napoli nella sola presenza di Cavani. Per il resto gli attaccanti bianconeri fanno più lavoro, permettendo tutto quello  che Conte ha potuto esprimere in campo. E la difesa?

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Per me il punto cruciale sarà proprio la difesa. Della Juve, che non deve permettere ripartenze pericolose né farsi scappare qualche inserimento da dietro. Del Napoli, che non può certo sottovalutare i due incursori Vidal e Marchisio, né Vucinic e Giovinco comunque in doppia cifra.

La Juve dovrà poi fare attenzione alle palle alte, calci d’angolo o semplicemente il vecchio kick-and-run molto caro a Mazzarri, che ne dicano gli opinionisti che di tattica poco ci capiscono. L’irruenza con la quale il Napoli va in avanti può diventare però arma preziosa per le ripartenze bianconere. In questo caso molto dovranno fare Lichtsteiner e Asamoah nel tentativo di spaccare il match. Come già accaduto con il Celtic.

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Il Napoli invece dovrà cercare di interrompere le trame preparatorie di Pirlo e compagni. Sebbene nel 2013 la Juve concede più possesso palla agli avversari per tentare di graffiare in fase di ripartenza, il giro palla bianconero non ha eguali in Italia. Gli azzurri hanno in Inler e Behrami due cagnacci importanti. Mentre Hamsik, ipotizzo io, farà la balia a Pirlo in fase di non possesso. Ma nel momento in cui la palla uscirà da questa zona del campo potrà accadere di tutto.

Barzagli, Bonucci e Peluso, contro Pandev e Cavani più Hamsik a rimorchio.

Se non fossimo il popolo becero che siamo ne verrebbe fuori una bella partita, maschia e aperta. Ma già qualcuno ha già cominciato a destabilizzare l’arbitro del match. E vien da sorridere se a lamentarsi è Mazzarri. Curiosamente si sfidano la squadra che di rigori non ne prende più nemmeno se viene fucilata e la squadra di che di rigori contro non ne ha da 33 partite. Ecco, ci sono cascato pure io. Buon campionato a tutti. Perchè l’unica verità è la seguente: il campionato non si chiude domani sera.

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Risposta a Massimo Pavan di TuttoJuve su Vidal e Inler

Massimo Pavan, vice direttore di TuttoJuve.com, ha pubblicato oggi un interessante articolo. Il contenuto è il seguente: Inler al Napoli è costato 16 milioni e prenderà 1,8 milioni netti all’anno. Marotta lo aveva mollato ritenendo eccessivo il prezzo, così tutto fa sembrare che sarà Vidal il prossimo obiettivo per il centrocampo bianconero.

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Quanto costerà Vidal? Secondo Pavan la Juve avrebbe offerto 10 milioni di euro (fatto confermato da intermediari che operano in Germania), mentre la richiesta iniziale è di 15 milioni di euro. A 12/13 si può chiudere. A Vidal la Juve corrisponderebbe poi un ingaggio di 2 milioni di euro o poco più. Chi ha fatto l’affare?

Beh, innanzitutto l’affare non si è chiuso a 16 milioni di euro, ma probabilmente a quasi 20: 16 in contanti, più la seconda parte di Denis valutata quasi 4 milioni di euro. Al giocatore è stato riconosciuto un ingaggio lordo da 3,6 milioni di euro per 5 anni, quindi 18 milioni in 5 anni che sommati ai 16 sborsati per il cartellino fa 34!

Immaginando di chiudere a 13 per Vidal, Marotta spenderebbe 13 + (4 * 5 = 20) = 33!

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Sembra un risparmio di 1 milione di euro, ma vale la pena ragionare su queste cifre? Io credo di no.

A mio avviso Marotta, dopo la sparata simil-mafiosa di De Laurentiis sul modo di agire di Paratici, è andato a rompere le scatole su Inler riuscendovi. Il ragazzo è stato completamente sedotto e abbandonato, su precisa indicazione di Antonio Conte. Che il Napoli sia diventata la seconda scelta dello svizzero è talmente evidente, che non c’è nemmeno bisogno di puntualizzare ancora. A conferma del fatto che dopo 4 anni disgraziati Marotta e Paratici, ma soprattutto Andrea Agnelli, hanno saputo restituire alla Juve un minimo di dignità sul calciomercato. Che poi i soldi sono quelli che sono… non è certo colpa di Marotta!

Ma continuiamo il ragionamento. 20 milioni di euro per Inler sono troppi o pochi? Secondo me sono troppi e a quel prezzo, a questo punto, preferirei Vidal che sta confermando doti che avevo completamente ignorato in Germania.

Dunque, a mio modesto avviso, Marotta ha lavorato non bene, ma benissimo su Inler. E credo che tutto lo staff tecnico stia lavorando in modo paziente. L’ha confermato ieri Conte in conferenza: “Abbiamo le idee chiare”. Di fatto i nomi non sono mai stati fatti da Marotta e Conte, ma sono stati proposti dalla stampa.

Io continuo ad avere grande fiducia.

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La Gazzetta dello Sport è smascherata: sentite lo sfogo di De Laurentiis!

Molti anni fa un gruppo di audaci tifosi juventini teorizzarono uno strano modo di raccontare il calcio italiano da parte della Cazzetta Rosa, un giornalaccio rosa che da quotidiano sportivo è diventato una sorta di house organ, come accade in Bulgaria o in altri paesi dove la libertà è minata dai soliti potenti.

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La Cazzetta Rosa è così diventata un servo, un’intera redazione al servizio di Berlusconi e Moratti. Attacchi unilaterali alla Juve ai tempi di Calciopoli, ma già prima si erano registrati strani segnali.

La Cazzetta Rosa è diventata perciò il principale strumento di battaglia contro la Juve e contro chi ha osato mettere i bastoni fra le ruote alle milanesi. Guarda cosa hanno combinato con Leonardo, beatificato ai tempi del Milan, santificato ai tempi dell’Atalanta di Milano, e ora scaricato col metodo Boffo come uno dei peggiori mali partoriti dal calcio italiano.

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Così capita che quelle idee del popolo bianconero sono state recepite dagli altri tifosi. Per esempio molti sin sono svegliati da un lungo sonno e hanno di fatto riletto l’argomento Calciopoli sfiorando la verità, che nessuno ha il coraggio dire del tutto!

Così capita che De Laurentiis, uno che coi poteri forti ci ha pranzato e ci è andato a letto insieme solo dopo essersi assicurato un posto d’onore al lauto pasto Morattiano, si sfoghi in questo modo durante la presentazione di Inler.

 

Finalmente la Gazzetta dello Sport è smascherata, solo che noi… l’avevamo capito molto prima, molto prima degli altri, prima di tutti!

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La Juve su Vidal? Chi è costui?

Arturo Vidal? La Juve sembra piombata su questo centrocampista cileno. Per carità, potrebbe davvero essere un buon colpo, ma ho un dubbio, un dubbio solo! Conoscete le caratteristiche di questo giocatore?

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Arturo Vidal è un talento dell’inserimento. Possiede un buon tiro e una buona visione di gioco, tale per cui può essere sfruttato pure da trequartista (che, però, non è il suo ruolo naturale).

Col Colo-Colo ha vinto tre campionati e in poco più di 50 presenze ha realizzato 5 reti. Poco?

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Nel 2007 passa al Bayer Leverkusen diventandone un perno del centrocampo. E’ un jolly e come tale è stato usato: interno destro e sinistro, mediano e centrocampista avanzato. In oltre 100 presenze ha siglato 15 reti, metà delle quali grazie a un ottimo tempismo d’inserimento in area e l’altra metà grazie a bordate dalla distanza di destro (piede naturale).

E’ nel giro della Nazionale maggiore dal 2008. Fin qui ha giocato 30 partite (con 2 reti).

Insomma, ci troviamo di fronte a un centrocampista che non ha nelle corde il sacrificio puro di un classico mediano di rottura. Tecnica e velocità suggerirebbero un ruolo poco complementare con quello di Pirlo. A mio modesto avviso, Inler sarebbe più funzionale di Vidal, ma più costoso.

Di certo c’è che su Vidal c’è il Napoli. E poi la Roma e il Bayern Monaco. Perciò mi sono fatto l’idea di un’operazione di disturbo di Marotta.

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De Laurentiis: strano concetto di grandezza

Strano concetto quello di De Laurentiis. Il Presidente del Napoli è sempre protagonista di curiose dichiarazioni.

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Fermo restando gli ampi meriti di un Napoli tornato grande grazie all’immane lavoro di Pierpaolo Marino, mai ringraziato a dovere, ora ci si trova davanti a quella che potrebbe sembrare un ridimensionamento.

L’exploit che ha portato il terzo posto rischia di rimanere, appunto, un exploit. Confermarsi, sebbene a un livello modesto come quello italiano, è sempre difficile e presuppone un progetto a lungo termine. Tale progetto a lungo termine non può prescindere da certe pedine, pressoché fondamentali.

Facili i nomi: Cavani, Lavezzi, Hamsik.

Quest’ultimo si è reso protagonista della classica operazione sporca, in linea con Galliani e soprattutto Raiola. Da ricordare che Moggi è stato portato in Tribunale per violenza privata a causa di un diverbio con due giovani bianconeri. Invece, qui si parla di strategia e di grande esperienza. La coerenza è, al solito, un optional.

Il problema è De Laurentiis che probabilmente sarà costretto a cederlo e non certo a 40 milioni di euro, ma più semplicemente a una 20ina, forse anche meno se il Milan inserirà una pedina gradita a Mazzarri.

Il problema vero, comunque, rimane un concetto che di per sé è valoroso, ma nella pratica risulta disastroso:

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  1. Criscito è evaporato per una offerta indecente (al ribasso);
  2. Inler ha preferito (preferisce/preferirebbe) il bianconero alla maglia azzurra del Napoli (ma finirà per accettare il contratto di De Laurentiis, a meno che Pozzo non contro-offra un piccolo aumento di ingaggio);
  3. Vidal è attratto da ben altre mete;
  4. Rosati sta sfumando a causa di un ingaggio poco gradito.

E la lista, stando agli uomini mercato vicini al Napoli, è ancora più lunga.

La cosa che più stupisce è l’atteggiamento di De Laurentiis, che si sente grande quando deve vendere e piccolo quando deve comprare.

Il tetto massimo che può offrire ai giocatori è fissato: poco meno di 2 milioni di euro, a patto che sia un top player. Su queste basi c’è poco, molto poco da fare. La colpa non è di De Laurentiis, ma di meccanismi ed equilibri di mercato molto strani. Ma tant’é, così è se vi pare…

Così De Laurentiis le spara grosse. Prima indispettisce il napoletano Mimmo Criscito che ha già risposto “mi hanno dato molto fastidio le brutte parole di De Laurentiis”, poi gradirebbe da Inler “un passo indietro e tanta voglia di azzurro” (come se il contratto fosse un accessorio qualsiasi), poi lancia una sorta di invito collettivo “chi vuole il Napoli si dovrà adeguare”.

Bene, caro De Laurentiis. Trovo molto corretto questo atteggiamento e io per primo avevo proposto un tetto massimo alle trattative per l’acquisto di giocatori e l’offerta di ingaggio, ma il calciomercato è ormai questo.

O ti adegui o si adegueranno gli altri.

E per favore… non minacciare Marotta e altri operatori di non interferire con le tue trattative.

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Juventini che non lo sono (forse!): ecco come Chirico risponde a TMW

Mah! E’ il primo commento dopo la lettura di questo articolo.

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Mi è scappato un “Mah!” perché questo giornalista e opinionista è etichettato come supertifoso juventino, ma dalle parole espresse si nota che o non ha bene in mente la realtà fattuale della Juve di Andrea Agnelli o comunque trae giovamento dal periodo nerissimo per elevarsi a supremo giudice delle sorti bianconere. Un po’ come capitato ad altri alfieri della Juve che non trovano di meglio che criticare, tanto e meglio dei nemici della Juve, la Juve stessa.

Comincio con la parafrasi.

Chirico dice che:

Infatti la Juventus, secondo me, si è mossa molto in ritardo e l’operazione Inler lo dimostra [...]

In realtà è esattamente vero il contrario e PROPRIO l’operazione Inler lo dimostra. Marotta sta dimostrando di poter lottare con le big europee. Ha già preso Pirlo, ha preso Ziegler e un rimpiazzo come Pazienza. Ha praticamente chiuso per Licthsteiner, sistemando così, già all’11 di giugno, i due terzini titolari. E la vicenda Inler conferma come l’appeal bianconero sia in rialzo. L’affare Inler era già chiuso in primavera. Il Napoli se lo era assicurato, in netto vantaggio rispetto a tutte le altre formazioni. Il solo interessamento di Marotta ha mandato in tilt il ragazzo, attratto dalla maglia bianconera. Perciò il suo agente ha compiuto autentiche capriole diplomatiche nel tentativo di capire se la Juve poteva realmente chiudere l’affare con l’Udinese.

Ma, c’è un ma. E cioè Conte che ha espresso dubbi sul valore di mercato richiesto dall’Udinese: troppi 18 milioni di euro per quel tipo di centrocampista, uno che comunque ha poca esperienza internazionale e una caratura ancora tutta da dimostrare. Si tratta, bene inteso, di un ottimo giocatore, ma campione da 18 milioni di euro è un’altra cosa.

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Apprezzo perciò lo stop di Marotta e confido nei ragionamenti di Conte.

La prima sentenza di Chirico è perciò ampiamente sbagliata. Pure le dichiarazioni di Gil Marin sembrano sbugiardarlo: la Juve si è mossa per prima su Aguero (che poi non lo riesca a prendere… questo, purtroppo, è un altro discorso) e si è mossa per prima col Real (in quel famoso pranzo) e si è sbilanciata pure su altri giocatori.

Conte è arrivato, infine, quando poteva arrivare: alla chiusura dei campionati.

Chirico continua con una favoletta niente male:

Se veramente Andrea Agnelli è venuto per riportare la Juve in alto ci metta anche del suo e convinca il cugino a tirare fuori più soldi possibili. Io penso che 150 milioni devono essere messi subito come rilancio e poi altri 50 tirarli fuori attraverso le cessioni e deve essere bravo Marotta ad andarle ad effettuare.

Ricordo simili frasi da parte dei tifosi intertristi: soldi, soldi e ancora soldi. Ricordo a Chirico che la Juve di soldi ne ha spesi, e parecchi. Solo che ha speso male, molto male, forse proprio perché ha speso in fretta, come l’estate precedente quando Marotta fu costretto a quel tipo di mercato da situazioni contingenti su cui non aveva colpe. L’esame vero è questa sessione di mercato. Che chiude però a fine agosto!

I 200 milioni di Chirico non esistono. Non esistono quest’anno nemmeno a Madrid. Anzi, se vogliamo, proprio il Real è una dimostrazione di come i soldi proprio non servono. Occorrono idee e forse Marotta e Andrea Agnelli…

Resta un fatto: serve compattezza, già a partire dai tifosi. Compattezza nel tifo e compattezza nel tifare.

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Sbaragliata la concorrenza del Napoli, Inler è a un passo dalla Juve

Sembra proprio che quest’anno la Juve abbia deciso di fare sul serio. Ben diversa la campagna avviata rispetto a 12 mesi, quando in tutta fretta Andrea Agnelli e Beppe Marotta dovettero insediarsi, presentarsi, conoscersi e mettere le mani su un qualcosa di talmente contorto… quale la situazione bianconera.

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Dopo 12 mesi la situazione pare essere nettamente cambiata. C’è stato il tempo di cambiare e ragionare, di programmare e quindi di agire. Pirlo e Ziegler sono affari già completi, col centrocampista che è già stato presentato, a inaugurare nel migliore dei modi una campagna di rafforzamento che prosegue spedita. La Juve non può perdere tempo per tutta una serie di fattori. E le promesse di Marotta devono essere rispettate.

L’ultimo nome sul quale giornali e portali si stanno scatenando è quello del talentuoso mediano friulano Gokhan Inler che sembrava destinato al Napoli di De Laurentiis.

In queste ultime ore si sono rincorse voci, indiscrezioni, dichiarazioni più o meno ufficiali di moglie, procuratore e agenti vicini al mercato partenopeo.

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La situazione appare chiara, paradossalmente: può succedere di tutto se Marotta si è mosso. Le ipotesi sono due:

  1. Marotta ha lanciato un succulento bocconcino alla famiglia Pozzo, tentando di capire i margini di manovra per arrivare allo svizzero e, magari, per saperne di più sulla situazione di Alexis Sanchez, l’esterno che potrebbe fare molto comodo al 4-2-4 di Antonio Conte;
  2. Marotta ha rotto gli indugi, ha mollato definitivamente Aquilani virando su un centrocampista diverso dal romano, di comune accordo con Antonio Conte, prossimo allenatore bianconero.

Delle due è più probabile la seconda, visto che Sanchez è un gioiellino che costa e che probabilmente partirà solo per un’offerta choc che ancora non è pervenuta ai Pozzo (se è vero che hanno già rifiutato ben 35 milioni di euro).

Di certo c’è poi un altro fatto: se il procuratore ha dato l’altolà alla trattativa col Napoli, un fondamento di verità sull’appeal e sul fascino ancora intatto della Juve ci sarà, o no? Senza Champions, vero, ma con l’assoluto obbligo di allestire una formazione forte, promettente e con la possibilità di allenarsi comodamente tutta la settimana per preparare di volta in volta la sfida domenicale. Forse è questo il progetto che ha stuzzicato la fantasia già di Pirlo, e forse anche dei big tirati in ballo in queste settimane.

Se dovesse arrivare Inler a questo punto il centrocampo bianconero verrebbe rivoluzionato. Un cervello come Pirlo ha bisogno di gente che sappia mixare fra interdizione e costruzione, appunto gente come Marchisio (intoccabile!) e Inler, più di Sissoko e Aquilani. Con l’ultima domanda riguardante Felipe Melo: ceduto per rimpinguare la cassa? In tal caso anche la mossa Pazienza mi suona strana: pedina di scambio o panchinaro buono per tappare eventuali buchi di squalifiche e infortuni?

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