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Tag: isla (pagina 1 di 9)

Sassuolo-Juventus 1-3 Tutto è bene quel che finirà bene

Complicare è semplice. Semplificare è complicato. Si potrebbe tradurre così l’esperienza della Juve a Sassuolo, con tre punti acciuffati con la rabbia esplosa solo dopo averle prese.

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Non serviva Rudi Garcia per spronare il Sassuolo. Avrebbero comunque giocato alla morte. Ci piacerebbe vedere lo stesso atteggiamento anche contro la Roma. Perché i rischi corsi sono stati enormi. Come deve essere in un torneo chiamato Serie A.

Apre Zaza, bianconero voglioso di tornare a Torino da protagonista. Un attaccante particolare, non certo un bomber. Uno magari buono per un 4-3-3. Insieme a Immobile, Gabbiadini, Berardi (ieri assente). La Juve ha il futuro in casa, basterà scegliere. E scegliere bene.

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Il presente si chiama Carlitos Tevez. Peso specifico altissimo, da numero 10 appunto. Classe da vendere. Roba da urlo, con i tifosi letteralmente rapiti dal giocatore del popolo. Simbolo del terzo anno di Conte, quello dei 93 punti a tre match dal termine. Simbolo di una Juve che non muore mai e che quando decide di giocare come sa può tutto.

Juve anche stanca. Con un Ogbonna che sarebbe meglio monetizzare. Prima sostituzione tecnica in difesa dall’inizio dell’anno. Imbarazzante, a tratti disastroso. Come Isla: non può far parte di una formazione che vorrà attaccare l’Europa il prossimo anno. Anche perché fa fatica a stare in una formazione che attacca il campionato. Conte ha sempre ragione: serve un mercato all’altezza per non fare la fatica di ieri sera.

Juve anche rincuorata. Le gambe girano solo se la testa è concentrata. Tutta questione di attenzione, come gli sfoghi di Buffon. La concentrazione deve essere massima in vista di giovedì sera, quando uno e un solo errore può essere decisivo e dolorosissimo. La nota positiva è il rientro di Vidal.

Il tacco di Llorente diventa così l’assist migliore per il 5 maggio. Toh: il 5 maggio!

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Di tappa in tappa con Conte al comando e contro tutti

Buone nuove in casa Juve. L’emergenza pare essere passata. In ogni caso l’infermeria può cominciare a svuotarsi. Ogbonna da valutare, probabile rientro di Barzagli lunedì sera, attaccanti tutti disponibili.

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Può sorridere Antonio Conte che però deve gestire l’emergenza “panchina”. Domani sera spazio a Isla, turno di riposo probabilmente per Llorente (Osvaldo al suo posto) e Pirlo (con Marchisio in cabina di regia) e quindi Lichtsteiner. Nessuna chance di riposo per Asamoah, regolarmente e inesorabilmente in campo.

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Da 7 anni una squadra manca dalle semifinali europee. La Juve può riportare un minimo d’orgoglio, anche se metà Italia tiferà contro. Anche se metà Italia è impegnata nelle solite vergognose, ormai stanche trite e ritrite campagne contro la Juve. Il pugno di Destro risveglia i perversi sogni antijuventini che si scaricano contro Chiellini. Questo perché Montero non gioca più. Per poco non ci finisce di mezzo Buffon, fra bestemmie e trombatine varie. Ci hanno pure provato con Pirlo e la nuova fiamma, ma a quanto pare qualcuno ha ricordato che, allo stato attuale, è il miglior giocatore italiano per distacco, e quindi vietato campagne contro.

Restano le tappe, da superare una per una, una alla volta. Con la speranza che gli impegni siano davvero tanti, da qui a fine maggio quando l’attenzione verrà spostata sui Mondiali, sul mercato e vediamo anche quale altro scandalo uscirà dal cilindro del Corriere dello Sport o della Gazzetta. Gli sceneggiatori sono già all’opera, qualcosa tireranno fuori, altrimenti per Prandelli saranno guai: saranno infatti costretti a commentare l’Italia in campo.

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Lione-Juventus 0-1 Con il cuore e con i nervi

La Juve passa a Lione col cuore e con i nervi. Gambe ancora imballate, idee annebbiate, ma c’è la scossa data dagli ingressi di Vucinic e Giovinco che potrebbero rivelarsi le armi preziose per il finale di stagione.

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La vivacità del talento di Beinasco e la voglia di Mirko hanno dato maggiore forza alla Juve, e questo deve far riflettere Conte sulle gerarchie da qui a fine stagione. Con Llorente spompato (ieri a riposo) e Osvaldo che di fatto sta deludendo le attese, e un Tevez da proteggere dall’usura, Vucinic e Giovinco potrebbero davvero essere le soluzioni per le partite che restano.

Sia inteso che il Lione è stato davvero poca roba. Con una marcatura asfissiante su Pirlo e scarsa vena offensiva, la Juve ha rischiato poco, ma ha rischiato. Pungendo però poco, il che preoccupa. Il giusto, come ha detto Buffon, ma preoccupa. Stanchezza, fisica e mentale, ma anche l’incapacità di cambiare gioco e schemi. A questo Conte deve porre rimedio.

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La fotografia del momento Juve è nel primo tempo contro i francesi: Pirlo ingabbiato, Bonucci a impostare, unica scelta il lancio lungo del tutto inefficace. Considerando che l’unico a saltare l’uomo è stato Asamoah, diventa così dura prendere il sopravvento.

Ad attendere Isla si rischia di fallire. Dopo due anni i verdetti sono emessi: serve una rivoluzione sulle fasce. Né Pepe (quanto ci dispiace non averlo avuto) né Isla: a destra serve un’ala vera. Così come a sinistra dove Asamoah non può tirare la carretta per 9 mesi interi.

In ansia per le condizioni di Tevez, occorre un’altra prova di forza contro il Livorno, non già per il livello dell’avversario, ma per scrollarci di dosso i gufi che inneggiano alla crisi e allo scoppio bianconero.

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Napoli-Juventus 2-0 Vietato parlare di moviola

Baricentro basso, scarse alternative. La Juve si trascina da Napoli leccandosi le ferite. Quelle al pullman e quelle legate alla stanchezza. Poche alternative, nel numero e nella qualità. Più un pizzico di moviola. Ecco come si spiega la sconfitta di Napoli.

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Senza Tevez, in questo periodo, la Juve perde tanto. Troppo. La furia dell’argentino è benzina pura per tutti gli altri in campo. Le sue sgroppate, la sua fisicità e la sua immensa classe riescono a nascondere i periodi di appannamento durante una partita. Ieri non è accaduto. Né Llorente né Osvaldo hanno saputo dare un’impronta chiara agli attacchi bianconeri. Ci si è messo pure Vidal, che ora osserverà due turni di riposo, fra giovedì e lunedì.

Un Napoli con maggiori motivazioni ha trovato una Juve attendista. Che siamo sulle gambe lo si capisce dal baricentro basso. A un certo punto Llorente e Osvaldo navigavano a centrocampo, in un pressing sconclusionato. Eppure è servito un gol in fuorigioco per avere la meglio dei bianconeri.

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Vietato comunque parlare di moviola. Non sia mai. Poco ci manca e si tira il fuori il complotto al contrario: è la Juve stessa a essersi fatta del male per sviare i sospetti. Ma se può servire ad alleviare il mal di stomaco di metà Italia, allora va bene perdere una volta ogni tre mesi.

Testa a giovedì. Quando rientrerà Tevez. Quando Asamoah si riprenderà la fascia sinistra: che senso aveva spostare Lichtsteiner, quando Isla val bene sia a sinistra sia a destra? A proposito: converrà monetizzare il cileno facendo rientrare uno dei ragazzi che abbiamo in giro in Italia. Almeno tre ghiotte occasioni sprecate per paura, per mancanza di rabbia, per mancanza di tecnica soddisfacente. Corre, ma a noi serve un’ala vera.

Il problema è semmai Pogba. Confuso, appare anche molto poco sereno. Alterna giocate da fenomeno puro a ingenuità pesanti. Che ci sia lo zampino di quel pizzaiolo che di mestiere fa il procuratore? Comincio a odiare queste persone, soprattutto perché rischiano di far impazzire un ragazzo che a 20 anni avrebbe bisogno di tranquillità per continuare a crescere. Deve essere bravo Conte a riportarlo sulla terra, facendogli capire come si diventa campione. Più efficacia, meno tocchi di fino.

L’ultimo pensiero va a Buffon. Anzi no: davvero volete la pagella di questo numero uno?

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Catania-Juventus Il momento del massimo sforzo

Uomini contati, voglia matta di superare ogni record storico, qualificazione ai quarti di Europe League. La Juve sta vivendo un momento molto positivo dal punto di vista dei risultati, ma accusa stanchezza e flessione fisica.

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Normale. Naturale. Conte ha fin qui spremuto i suoi, affidandosi quasi sempre agli stessi uomini, quelli che hanno permesso una notevole crescita circa qualità e mentalità. Forse servivano più ricambi. Senza forse.

La Juve è attesa da un numero importante di partite, da qui fino a fine stagione, sperando di giocarle davvero tutte, compresi i giovedì. Fra turni infracampionato e Europe League, la squadra è chiamato al massimo sforzo. Non sarà semplice.

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L’infermeria conta diverse importanti pedine. Barzagli e Ogbonna, per esempio, costringeranno agli straordinari Caceres, Chiellini e Bonucci. Il “chi l’ha visto” Pepe e l’infortunio di Peluso lasciano scoperte le alternative sulle fasce laterali. Così Conte dovrà inventarsi un turnover intelligente.

 Catania-Juventus Probabili Formazioni

Già stasera Isla darà fiato ad Asamoah, mentre Padoin sostituirà Pogba in mezzo al campo. Marchisio non verrà rischiato, buono magari per la gara di andata contro il Lione quando mancherà Vidal.

In attacco, con Vucinic non totalmente recuperato e Quagliarella ufficiosamente ignorato, toccherà a Osvaldo affiancare Tevez, con Llorente inizialmente in panchina.

Si replica mercoledì sera contro un ottimo Parma. Poi ancora campionato e quindi l’andata di Europe League. E’ il momento di stringere i denti.

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Fiorentina-Juventus Atto finale, parola al campo

Finalmente si va in campo. Della Valle vorrebbe fare le scarpe ad Agnelli, mentre Agnelli continua a non rispondere alle stupide provocazioni, confidando nel fatto che siano dettate da malori da rosicamento.

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Sarà l’ultimo atto di questa stagione fra Fiorentina e Juventus. Una sta inseguendo e macinando record, l’altra vive sull’onda del 4-2 di campionato per cui sono nate magliette, tazze, pagine Facebook e manifestazioni di grande gioia. A ognuno il proprio godimento, nonostante le differenze di sostanza.

Tevez contro Gomez, cioè i due uomini chiave per i rispettivi attacchi. Pirlo contro Borja Valero, a sentire le opinioni di giornalisti ed esperti. Una Juve incerottata in difesa contro una Fiorentina che sembra più in palla a livello di gambe.

Conte ha confermato, non troppo velatamente, che l’Europe League è sì importante, ma la Juve punta alla Champions. Segno evidente di non aver dato troppa priorità alla Coppa. Però val la pena provarci. Di sicuro, val la pena non uscire proprio in questa fase, eliminati per mano della Viola. Inaccetabile per tutta una serie di ragioni.

Così ci aspettiamo la Juve migliore. Dal punto di vista della ferocia e dell’attenzione, della qualità espressa sul campo e della voglia. Tutti fattori che se mancano alla Juve, si vedono, si percepiscono e se ne vedono le brutte conseguenze.

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Fiorentina-Juventus Le probabili formazioni

Fuori Marchisio e Barzagli, stoppati anche Peluso e Ogbonna, la difesa è risicata, mentre a centrocampo mancano valide alternative. Appare sibillina la battuta di Conte “forse ho fatto poco turnover”. Già, ma chi sfruttiamo?

Già stasera ci affidiamo a Isla, mai veramente ripresosi dopo il grave infortunio a Udine, mentre sta convincendo Asamoah e appare insostituibile Lichtsteiner. Troppo importante la carica di Tevez. Al suo fianco Llorente, preferito a Osvaldo per la totale compatibilità con l’argentino e il curriculum di ottimo livello, fin o a questo punto della stagione.

Ci aspettiamo molto da Pogba e Vidal, i veri motori delle tattiche di Conte. Il cileno è ancora una volta il miglior realizzatore, mentre il francese manca sul tabellino da troppo tempo. Deve imparare, in alcuni periodi della stagione, a tirar fuori le unghia e mettere da parte il fioretto. Il fisico non manca e le qualità tecniche sono di rara eccellenza.

Ci uniamo al desiderio di Buffon: “far ricredere tutti”. Soprattutto, sentiamo nostro il pensiero di Conte: “Juve in campo solo per vincere”.

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Juventus-Fiorentina La seconda puntata

Se la prima parte vi è piaciuta, non perdetevi il resto. Secondo appuntamento fra Juventus e Fiorentina, stavolta sulle note europee della nuova versione della Coppa UEFA. Quella Coppa UEFA che i bianconeri portarono a casa nel 1990 proprio contro i viola. Oggi è un altro giorno.

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Antonio Conte deve rinunciare a Carlitos Tevez: troppo importante l’argentino per rischiarlo. Anche perché in avanti la Juve ha valide alternative. Per esempio Giovinco, tanto stimato da Antonio Conte, stasera indosserà la divisa titolare. Probabilmente accanto a Llorente, con Osvaldo inizialmente in panchina. Difficile credere a un 4-3-3 puro.

E’ quanto paventato da alcuni inviati da Torino. Con Isla in campo, a dare un po’ di respiro a Lichtsteiner, la Juve potrebbe adottare uno schema più prudente del solito, testando uno schema più offensivo.

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Complicato ripetere il canovaccio tattico di domenica a pranzo. Montella avrà di certo caricato a molla il centrocampo, apparso molto scarico e in netta difficoltà rispetto a quello bianconero. Stesso discorso per le fasce laterali.

Intanto ha parlato Pirlo che stasera sarà al centro della scena. Rinnovo ok, e poi parole al miele per il tecnico della Juve.

Sarà importante non prenderle. La Coppa comincia a essere troppo importante.

Juventus-Fiorentina Probabili formazioni

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Trabzonspor-Juventus 0-2 Purtroppo è passata anche la Juve

Eh sì. Tristezza e sconforto nelle redazioni Mediaset e Sky, per non parlare di Corriere e Gazzetta che dovevano limitare la loro ansia da Calciopoli 2 (su cui torneremo con un articolo di approfondimento). La Juve passa il turno con una prestazione maiuscola, al netto della forza dell’avversario.

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Nella serata in cui il Napoli vince per il rotto della cuffia, in cui la dodicesima squadra della Premier League avrebbe certamente meritato il passaggio del turno, la Juve conferma perché in Italia è prima, da sola, da tre anni, senza alcun avversario alle costole. Tranne la Roma che però guarda le Coppe in TV.

Atteggiamento feroce, corsa, motivazioni. Questo chiedevano i tifosi, questo voleva Conte, questo è stato ottenuto sul campo ieri sera. Al netto della qualità dell’avversario, la Juve dimostra ancora una volta che se accelera, che se sta sul pezzo, non ha avversari in grado di contrastarla.

Giovinco in serata magica (gli è mancato solo il gol), con il secondo gol di Osvaldo (sempre più utile alla causa bianconera) e con il pieno dalla panchina.

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Mancherà terribilmente questo Vidal domenica sera, perché il cileno è a oggi il miglior centrocampista al mondo per distacco. Segna quanto un attaccante e te lo ritrovi ovunque: attaccante esterno, poi mezz’ala, poi mediano di rottura, poi imposta, poi conclude. Impagabile e per favore… allontanate qualunque pretendente perché uno così non ha prezzo.

La Juve si consola facendo riposare Pogba, uscito dopo appena 35 minuti di gioco, col risultato già al sicuro. In verità, nei primi 15 minuto si è assistito a un bombardamento cronico: Isla sfondava regolarmente sulla destra (ma non ci siamo ancora, troppo lontano dal cileno che abbiamo ammirato a Udine), ma tutti i tiri finivano o fuori o sul palo o sul portiere. E’ questa la nota stonata: poteva finire 10-0 per i bianconeri, invece abbiamo peccato di superficialità sotto porta. Sottolineata da Conte con quella frase “voglio vedere i miei attaccanti arrabbiati come Cristiano Ronaldo quando sbaglia un gol”. Quando si dice che Antonio non vorrebbe mai smettere di perfezionare la propria creatura. Certo con Peluso (ieri, per me, disastroso) è complicato affrontare il Milan.

Si profila così un doppio confronto coi viola, addirittura triplo se si considera il campionato. Questa coppa serve, serve come il pane per acquisire maggiore forza internazionale e per mettere in bacheca un altro trofeo. E servono tre vittorie per mettere in fila, in campionato, quanti stanno già pregustando un’altra Calciopoli.

Ma di quest’ultimo discorso parleremo a breve. Noi siamo sempre concentrati sul campo. E il campo dice sempre la verità: ahivoi, la Juve è la più forte.

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Trabzonspor-Juventus Conte si affida al turnover e a un nuovo attacco [FORMAZIONI]

Antonio Conte si fida dei suoi ragazzi. Tanti cambi previsti per il ritorno col Trabzonspor, con l’ingresso di Giovinco e la panchina per Pirlo.

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A riposo, forzato, Asamoah che è a rischio pure per il Milan. Così a sinistra sono finite le pedine e ci andrà Peluso. Sperando che col Milan, a forfait certificato del ghanese, ci sia almeno Isla. Isla che stasera presidierà la fascia destra. All’andata fece bene, così si spera si ripeta anche nel ritorno.

La novità più succosa riguarda l’attacco. Tevez e Llorente, in odore di maglia da titolare domenica notte, riposeranno lasciando spazio al duo Osvaldo-Giovinco. Sembra una buona coppia, tecnica e mobile, di buona fisicità. Per Sebastian è un’altra importante chance, mentre per il nuovo arrivato si tratta di un altro banco di prova per provare a insidiare il posto di Llorente.

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In difesa confermato il terzetto più presente ultimamente: Chiellini e Barzagli out, dentro Caceres (che dovrebbe limitare gli errori marchiani) e Ogbonna.

A centrocampo Marchisio detterà i tempi, con Vidal e Pogba ai suoi lati. Per il francese non c’è tempo per rifiatare, mentre per Vidal il rischio è il giallo che lo escluderebbe dall’andata del prossimo match di coppa. Probabile staffetta fra Marchisio e Pirlo in vista della partita contro il Milan fra poche ore!

Come l’allenatore bianconero ha più volte detto, questa competizione ci allena per la prossima Champions League. Nonostante non abbia il fascino della massima competizione europea, nonostante appaia per adesso come un fastidio, conviene giocarcela fino in fondo. Un po’ perché la finale si gioca allo Juventus Stadium, un po’ perché vincere aiuta a vincere e in Europa la Juve non trionfa da troppo tempo. E poi c’è quella Supercoppa Europea da poter giocare in estate contro la vincente della Champions. Gli stimoli, insomma, non sembrano proprio mancare.

Trabzonspor-Juventus Il turnover di Conte [FORMAZIONI]

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Lazio-Juventus I migliori sono tutti in campo

Manca Chiellini, altrimenti scenderebbe in campo la formazione tipo. Antonio Conte ritrova il campionato e torna a usare tutti i suoi uomini migliori.

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Non ce ne vogliano Isla e Peluso, Giovinco e Quagliarella, ma con Asamoah e Lichtsteiner, Tevez e Llorente è altra Juve.

Stessa città, Roma, ma diverso avversario: la Lazio.

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C’è un solo dubbio, ma facilmente risolvibile a quanto pare. Pirlo sarà in campo con la maglia da titolare, mentre Marchisio si accomoderà in panchina, pronto a subentrare a partita in corso. Pogba, praticamente insostituibile, riprende il posto a centrocampo.

Gli esterni sono quelli titolari. Troppo dura rinunciare alla corsa e alla classe di Lichtsteiner, praticamente senza alternative la figura di Asamoah. E’ qui che Conte chiede di intervenire, è qui che Marotta dovrà lavorare.

Mentre in avanti coppia straniera. Quanto contano Tevez e Llorente nel gioco della Juve. Entrambi riescono a offrire soluzioni che prima la Juve non aveva. Llorente è un gigante che lavora molto bene di fisico e garantisce quel peso che, nel 3-5-2, è troppo importante. Mentre la genialità e la forza di Tevez consentono alla manovra di respirare e cambiare marcia dalla trequarti in su. Quello che è mancato, clamorosamente, nella partita di Coppa Italia. Quello a cui la Juve non può rinunciare.

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