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Tag: italia (pagina 1 di 3)

Ci rompono Barzagli, poi Marchisio. Ci rompono e basta

Marchisio: stagione finita. Sommato a Pogba e all’infortunio di Pirlo (salvato con un abile trucco dalla convocazione azzurra), la Juve è in totale emergenza nel momento clou della stagione.

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Grazie a Conte e alla Nazionale che già in estate ci aveva privato di Barzagli per 8 lunghi mesi.

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Dalla Nazionale, e da Conte, PRETENDIAMO la dinamica.

Dalla Juve pretendiamo di capire come intendiamo difenderci, oltre che sul campo con le idee di Allegri, soprattutto fuori dal campo.

A maggior ragione dopo l’ennesimo scempio Farsopoli.

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Pare che Antonio Conte sia bravo…

Così è se vi pare, scriveva Pirandello. Ed è perfetto in questi giorni di Nazionale in cui l’opinione pubblica sembra aver scoperto Antonio Conte.

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Antonio Conte, bandiera bianconera in campo, autentico colosso bianconero in panchina, è un buon allenatore. D’improvviso i ragazzi convocati hanno scoperto che anche in Azzurro bisogna sudare. Da De Rossi ai nuovi, tutti concordi nell’elogio al tecnico leccese. Non solo. Sono arrivati pure i complimenti di presidenti e dirigenti.

Siamo contenti. Molto contenti per l’allenatore.

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Per nulla stupefatti dal cambio d’atteggiamento dei media, dell’opinione pubblica.

Si vede già la mano, dicevano stamattina. Già ieri sera. Qualcuno storce il naso, perché la verità in fondo non la si può dire.

In ultimo, siamo aggrappati a Conte. E poi lo butteremo via. Questa è Italia.

Così è se vi pare…

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Abbasso la Juve, abbasso l’Italia

Strano paese il nostro, non ci sorprendiamo piú. La Juve in coppa dava fastidio e allora siamo diventati piú tedeschi: in fondo il Bayern é sempre piaciuto agli italiani. Cambiamo registro e parliamo seriamente?

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Juve fuori e tutti a festeggiare. Facebook e Twitter invasi da messaggi euforici, di scherno e di festa: festa per cosa?

L’Italia é fuori dal calcio che conta, rimaneva giusto la Juve a difendere l’onore. La stessa Juve che rifornisce la Nazionale Italiana di Prandelli e di 56 milioni di tifosi (almeno cosí dicono). Rimaneva la Juve a tentare di difendere un ranking ora molto pericoloso. Spagna, Inghilterra e Germania si allontanano, Francia e Portogallo si avvicinano. Siamo in Serie B nell’Europa del calcio, quindi occorre riflettere per benino prima di festeggiare.

Rimaneva la Juve, ma il piacere dell’antijuventino non poggia su basi intelligenti: basta che la Juve perda, quelle poche volte che succede in 18 mesi tanto vale festeggiare. Lasciatemi peró una riflessione.

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In Italia, da 18 mesi, la Juve non ha rivali. Contano i numeri, parlano i numeri. Basta ascoltare Sacchi (che juventino non solo non lo é, ma non lo sará mai) per rendersi conto che l’unico calcio decente é quello di Conte. E se questo calcio che in Italia ha prodotto una supremazia incontestabile non basta in Europa nemmeno per competere… che si festeggia?

Detto diversamente: se la Juve padrona d’Italia non riesce a scalfire le superpotenze europee, che ne sarà del calcio della nostra penisola? Quante squadre riusciremo a mandare in Champions nei prossimi anni (oltre il Milan di diritto, almeno cosí pare)? Quante squadre riusciranno mai ad avvicinare anche solo l’Europe League?

Il Milan a Barcelona non ha rimediato una buona figura, né il Napoli con quella squadra che sfido-a-ricordarsela-a-memoria, né i nerazzurri. Ma stiamo giocando a chi sta peggio? Noi, l’Italia del calcio, stiamo facendo la conta a chi ha piú ferite?

Sí, stiamo giocando ai poveretti, ai ridicoli. Forse perché sono i nostri giornali che vogliono un paese del genere, dei tifosi del genere.

Dovremmo cercare insieme le soluzioni migliori, invece siamo qui a ragionare se il 4-0 del Barca é meglio o peggio del 2-0 del Bayern. Intanto le altre vanno avanti, investono, costruiscono talenti nei settori giovanili. E noi a dire che la sfortuna ci ha voltato le spalle: “ah fosse entrato quel palo di Niang”. Dopo il gol-di-Muntari ecco un altro tormentone. Intanto le altre vanno a giocarsi le finali europee.

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L’ultima faticaccia, poi di nuovo in bianco e nero

Stasera sarà l’ultima faticaccia. Uomini prestati per scopi a me ignoti, uomini levati dalle cure maniacali di un sergente come Conte a ridosso di sfide importantissime. Il calendario, speriamo, verrà rivisto.

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Stasera la Nazionale sarà composta, presumibilmente, da 6 giocatori bianconeri e 5 rossoneri. Alla faccia di chi si è sforzato di dire che qualcosa è cambiato. Non è cambiato nulla perché la realtà è semplice da decodificare. Le squadre forti hanno giocatori italiani forti. La Juve li ha allevati, in gran parte, gli altri hanno giocoforza scommesso su qualche italiano. Bene così, meglio: bene per noi, male per altri.

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Non so se quelli che scenderanno in campo stasera sono i più forti italiani nel loro ruolo, di certo c’è che qualcuno dovrà ripensare la politica di italianità delle proprie rose.

Nel frattempo io continuo a pregare che 45 minuti posson bastare. Sai che mi frega di Prandelli e dell’Italia quando fra pochi giorni dovrò/dovremo affrontare i nerazzurri, poi il Bayern, poi il Pescara e poi di nuovo il Bayern. Sai che mi frega del verde, bianco e rosso dopo che vengo quotidianamente trattato in un modo malsano da stampa e TV.

Nel frattempo spero che nessuno si faccia male e i miei ragazzi tirino indietro fiato e gamba. Sai che mi frega dell’Italia: io tifo Juve dal 2006, solo Juve. Il resto non mi appartiene più.

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Regaliamo giocatori a una Nazionale che non ci merita

Otto bianconeri non potranno essere ai servizi di Conte. Otto titolari, in realtà sette più uno (se Giaccherini perdonerà questo nostro pensiero). Ma la storia non cambia molto. Senza la Juve non si fa l’Italia e anche stavolta Prandelli è aggrappato alla Juve. Il senso di ipocrisia di questo paesucolo è ormai insopportabile.

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In bianconero criticati, in Nazionale salvatori della patria. Qualcosa non torna, tranne per quelli che sono abituati a giocare due partite contemporaneamente, con regole proprie addirittura.

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Così Conte si ritrova, a pochi giorni dalla delicata sfida di Monaco (perché per preparare una simile partita non bastano due giorni), con la rosa sventrata. Quasi completamente sventrata da Prandelli.

Tre difensori, i migliori in Italia e fra i migliori in Europa se i numeri contano ancora qualcosa. Il miglior portiere al mondo. Il miglior regista al mondo insieme allo spagnolo Xavi. Uno dei centrocampisti più apprezzati al mondo come Marchisio. Poi Giaccherini e Giovinco.

Lo chiamano il blocco Juve o la chiamano anche ItalJuve, a me ormai non interessa più. Mi ritrovo a tifare contro per il motivo semplicissimo di preservare i miei beniamini da fatiche che non ci competono. Non ci competono perché il grado di sevizia mediatica a cui siamo destinati da un po’ di tempo non riesce a farci sorridere, a farci sentire orgogliosi di mandare otto giocatori in Nazionale. La Nazionale, di questo paesucolo, non la sento mia. Che ci posso fare? C’è solo la Juve, solo e soltanto la Juve. E me la portano via questo fine settimana per dare una mano a chi ci ha già rovinato una volta e vorrebbe rovinarci ancora: la FIGC.

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Noi tifosi juventini capiamo poco di calcio

Prandelli non mi sta simpatico.

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Gli sono umanamente vicino per quanto ha sofferto nella vita familiare, lo ricordo con simpatia come sempiterna alternativa a Furino che non decideva mai di smettere e poi scavalcato da Bonini quando Furino smise sul serio, ma come CT non mi sta a genio.

Sarà perché lo ha nominato Abete, sarà per l’abbinamento Nazionale-RAI, sarà perché perdiamo tutte le amichevoli, sarà perché non mi sentivo rappresentato seriamente dalla coppia Cassano-Balotelli, sarà per i sovraccarichi di lavoro che procura ai giocatori della Juventus, ma proprio non mi sta simpatico.

E non mi sono esaltato per un secondo posto agli Europei con un 0-4 in finale.

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Ora leggo le convocazioni e trovo Buffon, Barzagli, Peluso, Pirlo, Giaccherini e Giovinco. Se non ci fossero state squalifiche ed infortuni avremmo letto anche Bonucci, Chiellini e Marchisio.

Peluso, Giaccherini e Giovinco? È evidente che noi tifosi juventini capiamo poco di calcio. Nella partita di coppa con la Lazio abbiamo evidenziato le nefandezze dei tre prodi pedatori, sottolineando che non si trattava di un caso ma di una tendenza. Conte contro il Chievo ha insistito per l’ennesima volta con Giovinco ma si è guardato bene dallo schierare Peluso e Giaccherini. Piuttosto De Ceglie. E neanche a partita in corso. Piuttosto Padoin ed Isla.

Prandelli invece li ha premiati convocandoli in nazionale.

Vuoi vedere che noi tifosi juventini capiamo davvero poco di calcio?

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L’allenatore in tribuna: testo della FIGC, canta Prandelli

Non me l’aspettavo ed è un peccato. A Cesare Prandelli si deve riconoscere grande coerenza, ma poca forza contrattuale. Criscito via, contro la sua volontà, poi Bonucci dentro, perché fuori proprio non si poteva mandare. Le convocazioni sono tutte di Cesare Prandelli? Forse, probabile, di certo sfuggono alcuni parametri: Quagliarella fuori (e ci sta benissimo: riposati Fabio!) e Destro dentro (qualcuno sa il minutaggio di questo ragazzo che “ho scelto Zeman per il gioco”?).

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Quando Prandelli disse che l’affare Conte era davvero spiacevole e anche un po’ vergognoso la FIGC lo riprese a microfoni spenti e la conclusione è allora questa nuova strabiliante dichiarazione da parte del commissario tecnico:

L’allenatore in tribuna è il futuro del calcio.

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Ho sentito bene? Quindi per oltre 100 anni gli allenatori non hanno capito nulla. Ma guarda un po’…

Conte è allora un privilegiato, questo per nascondere l’ennesimo premio ritirato. Conte è un privilegiato e non lo sa, addirittura si rende vittima di un regalo da parte di Palazzi dal Palazzo: ma Antonio perché protesti?

Il concetto potrebbe pure essere buono per ragionare, ma la sostanza è davvero pazzesca, ai limiti del ridicolo. Conte fuori toglie molto alla Juve, così come l’allenatore fuori toglie molto alla squadra, alla partita. E la grandezza di Conte è semplicemente questa: pur fuori, pur in questa situazione, la Juve domina, continua a dominare, e addirittura migliora il trend dello scorso anno. E manca un top player in attacco.

In ultimo c’è un modo per Prandelli per dimostrare di aver detto quello che ha detto in totale libertà, senza cioè la regia occulta di Abete: vada in tribuna mercoledì sera, si sistemi nei box della RAI e… buona partita Cesare!

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ItalJuve? Posso dire che non sono d’accordo?

Siamo alle solite… arriva la Nazionale!

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Due Coppe del Mondo vinte con sangue sudore e lacrime di giocatori della Juventus che per 8/11 hanno sempre dato senso alla nazionale italiana.

Oggi arrivano le convocazioni per Italia Francia, eccole:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris St. Germain), Emiliano Viviano (Fiorentina);
Difensori: Davide Astori (Cagliari), Federico Balzaretti (Roma), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Zenit St. Pietroburgo), Christian Maggio (Napoli), Davide Santon (Newcastle);
Centrocampisti: Antonio Candreva (Lazio), Alessandro Diamanti (Bologna), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Milan), Andrea Pirlo (Juventus), Marco Verratti (Paris St. Germain);
Attaccanti: Mario Barwuah Balotelli (Manchester City), Mattia Destro (Roma), Stephan El Shaarawy (Milan), Sebastian Giovinco (Juventus), Pablo Daniel Osvaldo (Roma).
Come sempre 8 (leggasi otto e si memorizzi otto!) giocatori della Juventus andranno a impegnarsi per il bene della squadra nazionale.
Ora io non so se c’è qualche norma che obblighi le società a contribuire, per forza, con i propri giocatori alle qualificazioni della nazionale ma io non sono d’accordo che questo avvenga ogni volta e con un numero così spropositato di giocatori solo da parte della Juve con il risultato che, sempre, i media, poi in campionato, ci sputino fango addosso.
Posso dirlo?
La Juventus è impegnata su tre fronti, Campionato. C.L. e Coppa Italia, ha dei traguardi prefissati e che potrebbero portare un incremento delle entrate alla Società che verrebbero reinvestite in acquisti, comproprietà ecc. ecc.
Scusa caro Agnelli ma se nello sventurato caso (mi tocco e faccio corna) di infortuni multipli ai tuoi giocatori durante queste passerelle che poi hanno portato a trionfi eccezionali, quasi per totale merito di noi Juventini, con chi te la prendi? E se i traguardi non verranno raggiunti e i “picciuoli” non entreranno in cassa i 14.000.000 di sportivi e tifosi della Juventus avranno  o no il diritto di essere fortemente incazzati? Soprattutto perchè quando c’è da infangare lo sport nazionale è:” tutti addosso alla Juve’”?
Comincia a mettere dei paletti… volete giocatori per la nazionale… ok al max 3/4 oppure inventati qualcosa ma così non si può andare avanti.
La federazione che ci spacca i maroni ad ogni piè sospinto con i suoi accoliti non arrossisce nemmeno un attimo? Da un lato mette in campo farse vomitevoli e dall’altro ci considera guerrieri invincibili.
Ma come siamo combinati? lo vogliamo dire una volta ogni tanto: no grazie non si fa più credito a nessuno?
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Metti una domenica senza Juve: che tristezza!

Non è come le altre domeniche, anche quando magari la Juve gioca di sabato. L’atmosfera la senti molto pesante, certo molto poco stimolante. Metti una domenica senza la Juve e tutto sembra più triste.

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Ma quanto è bello attendere quel fischio iniziale? E capire chi Conte ha mandato in campo a scrivere altre pagine di storia, a tentare l’ennesima impresa. Sono emozioni uniche che difficilmente altri sport riescono a darti. Perché non serve giocare per forza una finale, basta un Siena-Juve o uno Juve-Chievo a replicare quell’emozione nell’attesa e durante la partita.

Emozioni che sono molto palesi sui social media, ma a questo punto ci chiediamo: quanto sono forti queste stesse emozioni per tutta l’altra Italia?

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Evidentemente la Juve è qualcosa di più e non c’è niente da fare. Gli altri cercano a tutti i costi la polemica, meglio se vuota e inutile, meglio contro la Juve. Così la squalifica di Vidal insabbia quella di Pandev e addirittura Buffon sta cercando il modo per evitare il record assoluto di presenze in maglia azzurra. Tutto per uno Juve-Napoli di campionato? Forse laggiù sono impazziti tutti e un po’ di preoccupiamo.

Che sia la partita dell’anno per loro questo è certo. In fondo ogni domenica c’è la partita dell’anno: vale infatti per le milanesi, per le romane, per il Chievo, per la Samp, per il Genoa, per la Fiorentina e ogni squadra che affronti la Juve. Non è vero l’inverso: per noi sono tutte partite da 3 punti e giochiamo per prenderli, chiunque sia a difendersi dall’altra parte.

Ci dispiace per chi tifa Napoli… tié… ma sai quanto ce frega di Juve-Napoli? A noi frega della Juve, della vittoria sempre e comunque e perciò se Buffon ha accusato un affaticamento, il Capitano della Nazionale, il candidato insieme a Pirlo e Marchisio al Pallone d’Oro, il vice Pallone d’Oro nel 2006, l’eroe mondiale nel 2006, una persona come poche altre nel mondo dello sport… vuol dire che ha accusato davvero un affaticamento, anche perché lasciare spazio a De Sanctis non è proprio affidarsi a Zoff.

Metti allora una domenica senza la Juve: per fortuna è l’ultima da qui a marzo quando la Nazionale tornerà a bussare a casa Conte per chiedere in prestito altri 8 ragazzi. Ipocrisia italiana cui spero Andrea Agnelli metterà la parola fine fino a quando non verrà portato rispetto alla maglia della Juve.

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Italia-Danimarca: se Bendtner bussa di nuovo, Conte risponde?

Il bad-boy danese, quello delle bravate, per intenderci, ha bussato.

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Dopo aver perso i chili di troppo, dopo la manciata di minuti contro il Chievo, ha avuto dalla Danimarca la possibilità di farsi vedere e ha bussato, senza neanche mostrare gli slip!

Ha bussato anche alla porta di Conte.

Qualche giornalista-giornalaio ha già scritto che tanto Conte non lo prenderà mai in considerazione perché non è stato scelto da lui. Farà la fine di Elia. Così dicono.

Conte non è cretino. Vidal non lo ha scelto lui, è tutto merito di Marotta, ma Conte ha addirittura cambiato modulo per farlo giocare.

Quindi il discorsetto stupido non può reggere nemmeno per Bendtner.

Se il ragazzo ha messo davvero la testa a posto e dovesse essere utile per la Juventus, Conte di certo aprirà la porta.

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Un fisico così, in mezzo all’area avversaria, non si butta via, se decide di bussare.

All’uscita dal campo al termine di Juve-Chievo, si incamminava verso gli spogliatoi affiancato a Bonucci. Bonucci sembrava piccolo.

Giovinco, Quagliarella e Matri alternano cose buone ad altre meno.

Se Bendtner dovesse meritarselo, verrà il suo turno.

Martedì proverà a bussare di nuovo, stavolta contro l’Italia. Conte avrà occhi per i suoi azzurri ed occhi speciali per lui, una partita tutta da vedere.

Noi tiferemo Italia ma non ci dispiacerebbe per niente una vittoria con un goal subito. Segnato da Bendtner.

E se Buffon non dovesse farcela per martedì, il danese potrebbe ritrovarsi due volte di fronte a De Sanctis nel giro di pochi giorni, martedì e sabato.

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