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Tag: jacobelli

Scusi Jacobelli: quale ingiustizia grava sul fallimento della Fiorentina?

Apprezzo immensamente il lavoro di Xavier Jacobelli, a oggi uno degli opinionisti calcistici più obiettivi e razionali. Ma l’ultimo editoriale sul “suo” Calciomercato.com non l’ho capito. Non ne ho capito almeno una porzione.

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In particolare non riesco a dare un valore preciso alla frase seguente:

Un tempo per piangere e per arrabbiarsi, dopo essere stati sbattuti inverecondamente in C2, vittime di una macroscopica ingiustizia, perpetrata nell’estate del 2002 da quelli del Palazzo che la Fiorentina non hanno mai amato.

[...]

Undici anni sono stati lunghi da passare, da quell’estate in cui una città intera e la sua passione vennero fatte a pezzi con una serie di decisioni così ingiuste e così discriminatorie che nessun tifoso ha mai dimenticato, come alla Federcalcio sanno bene.

Alle volte, e noi siamo i principali colpevoli, giochiamo al tiro a segno, magari gratis… tanto non costa nulla. E l’obiettivo principale è quasi sempre il Palazzo o la Federcalcio. In modo arrogante direi che noi – i bianconeri di Torino – qualche ragione più degli altri ce l’abbiamo e l’abbiamo anche ampiamente dimostrata, mentre altre volte ci sembra appunto un giochino gratuito. Brevemente.

Nel 2001 venne contestato un bilancio poco florido. Detto diversamente: un bilancio disastroso che Cecchi Gori aveva portato a un punto di totale distruzione. Investimenti e pochi ricavi, almeno insufficienti a coprire i costi e che hanno portato alla procedura di fallimento di cui racconta il Corriere della Sera:

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Una procedura di fallimento per la Fiorentina calcio è stata avviata dal Tribunale di Firenze. Ieri l’assemblea dei soci del club viola aveva bocciato l’aumento di capitale e deciso per la vendita dei migliori giocatori, da Toldo a Rui Costa a Chiesa fino a Nuno Gomes, per far fronte alla grave crisi di bilancio (133 miliardi di debito) in cui versa la società. Senza di loro, anche evitando il fallimento giudiziario (i giudici prenderanno la decisione definitiva martedì), la Fiorentina dovrà ripartire con una squadra praticamente smantellata e priva di ambizioni.

Via Corriere della Sera

Proviamo a leggere per benino i fatti.

L’assemblea dei soci boccia l’aumento di capitale, anzi obbliga cessioni illustri per ripianare le perdite. Purtroppo servirà a poco. La Fiorentina retrocederà sul campo e poi, impossibilitata a iscriversi alla Serie B per motivi economico-finanziari, fallirà del tutto e andrà in C2. Qui, e saremmo felici di trovare il motivo: che c’entra il Palazzo?

Tanto più che lo stesso Palazzo riservò alla Fiorentina la possibilità di scavalcare la C1 e tornare direttamente in B per “meriti sportivi e bacino d’utenza” (stagione 2002/2003).

Facciamo i complimenti ai Della Valle per come hanno gestito il nuovo progetto, soprattutto a livello di comportamento (tranne il non aver mai opportunamente preso le distanze da cori e striscioni sui 39 morti dell’Heysel), ma la storia del fallimento è davvero un appiglio assurdo e inutile, giusto forse per guadagnare qualche lettore in più e accendere il solito spirito polemico degli italiani.

A meno che il fattore RCS…

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Direttore Jacobelli le faccio osservare che…

Gentile Direttore Jacobelli,

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su questo blog l’abbiamo stimata per quanto osservato sul Calcioscommesse e sul caso Conte, ma abbiamo qualche segnalazione in merito a uno dei suoi editoriali sul sito Calciomercato.com. L’articolo in questione è il seguente, del quale estraiamo solo la parte che ci lascia particolarmente perplessi:

Casta vigliacca: giornalisti in galera, censura Internet. Calciopoli e altri scandali non sarebbero mai venuti a galla

Secondo le migliori tradizioni di una Casta vigliacca, ieri in Senato, con il voto segreto è stato approvato l’emendamento presentato da Lega al disegno di legge sulla riforma dei reati a mezzo stampa che prevede il carcere per i giornalisti. Hanno votato a favore in 131, contrari 94, astenuti 20. Lo schieramento liberticida è stato trasversale, rimpolpato dai rappresentanti di quei partiti i cui scandali e le cui nefandezze vengono quotidianamente denunciati su Internet, sui giornali, dalle tv e dalle radio.

[...] Se fossero state in vigore queste norme al tempo di Calciopoli, questo e altri scandali del calcio non sarebbero mai venuti a galla, il diritto di critica sarebbe stato fortemente limitato, la libertà di opinione sulle magagne pallonare fortemente intimidita.

[Via Calciomercato.com]

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Tutto perfetto, tranne il paragrafetto segnalato. Ci permettiamo di far notare come lo scandalo Calciopoli sia stato artatamente costruito proprio sui giornali in virtù dell’eccessiva libertà concessa agli editori e a chi sta dietro questi editori. Libertà che in realtà diventa ordine e subordine quando si tratta degli stessi giornalisti che di libero non hanno proprio nulla. Per portare a casa lo stipendio mensile ci si uniforma e appecorona serenamente a quelli che sono i pensieri di pochi, gli obiettivi dei soliti.

Calciopoli non è mai avvenuta, è invece avvenuta Farsopoli, costruita opportunamente per soddisfare i molesti desideri delle milanesi e di una società dai colori giallorossi, guarda caso le uniche società che hanno beneficiato da Farsopoli, le uniche mai toccate veramente (se non vogliamo credere alla favola del Milan penalizzato).

Libertà? Magari, libertà di informazione in particolare, libertà di pensiero e di scrittura in particolare, oggettività e obiettività. Ma dove sono queste cose? Non esiste legge che impedisce di raccontare la verità, di dire che Facchetti ha gravemente truffato, che Moratti ha falsificato bilanci e avviato operazioni illegali ormai certificate dai Tribunali Italiani, che Galliani ha illegamente agito per conto del Milan e operando attraverso i suoi subalterni (o dirigenti rossoneri), che i vari personaggi ospitati in RAI e Mediaset sono stati preparati a dovere per raccontare fandonie smentite dai Tribuanli, che Zeman & Co. sono solo fantocci e il campo purtroppo ne testimonia il reale valore domenica dopo domenica.

Sui giornali non leggiamo le notizie che dovremmo leggere: contro la Juve, quando ci sono notizie in questo senso, e soprattutto in virtù della completezza di informazione. Doping del Napoli con un medico indagato, ciò che emerso da Napoli nel Processo Moggi, moviole che funzionano solo quando sono gradite, processi esaltati (contro Conte) e gli stessi processi silenziati (quando si parla di Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Napoli, Ranocchia, Palacio, Cannavaro, Grava, Gianello).

Che tipo di rischio esiste allora dopo questa nuova azione di un Paese davvero poco sano? Il rischio è dentro le redazioni, anzi il rischio è in chi le comanda. Chi controlla RCS? Che tipo di serietà dovrebbe uscire fuori da giornalisti che esultano al gol del Chelsea e dovrebbero informare i lettori sulla partita della Juve? Dove è l’oggettività? Si tratta di cronisti o di scagnozzi della Gazzetta e di altri giornalacci?

Se non ci fosse stata Sportitalia e molti interessanti e coraggiosi blog in giro per la rete (non certo questo) nessuno avrebbe saputo davvero i dettagli della Farsa Conte che continua a stare in tribuna mentre Mauri può regolarmente giocare, mentre l’Inter va in campo con Palacio e Ranocchia e addirittura la Società viene tenuta fuori da un Processo di Calcioscommesse che la vedrebbe imputata per partite falsate (Inter-Atalanta e Inter-Chievo su tutte). Chi risponde a tutti questi dubbi?

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