Finalmente. Ci aspettavamo un colpo del genere, una trattativa condotta in questa precisa maniera. Coerenti con quanto detto sinora allora possiamo dire “grande Marotta”. Finalmente!

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La Juve porta a Torino Carlitos Tevez, uno di quelli che il salto di qualità te lo fa fare. Il compito duro adesso spetta a Conte che lo deve allenare per bene e inserirlo a dovere nei meccanismi della sua Juve. Ma di questo non ci preoccupiamo.

Ricostruire la vicenda è semplice.

Conte, al momento del rinnovo, aveva chiesto esplicite garanzie riguardo al mercato. E queste garanzie stanno fruttando.

Il 9 giugno 2013 la Juve aveva quasi in mano Higuain. Nel senso che al famoso summit la Juve, con Andrea Agnelli e Marotta, ci arriva con il sì del ragazzo e una proposta da 22 milioni di euro spalmati in 4 rate. Risposta fredda di Perez che vuole ricavare il massimo possibile. Il massimo possibile è dato da un’asta a cui sta partecipando, al momento, solo l’Arsenal. Arsenal che ha comunque superato la Juve nell’offerta al giocatore e al club. Da lì cominciano i problemi della Juve, con Conte che aveva altre gerarchie nella sua mente.

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Marotta e Paratici hanno tentato una mediazione, tramite l’agente di Jovetic, con la Fiorentina. Difficoltà enormi, di natura soprattutto cavillosa: i Della Valle non faranno mai un favore a John Elkan e il rischio di stallo è concreto. Con la posizione della Juve che non vuole strapagare il montenegrino. Con la rabbia che montava sul Web e con la paura di dirigere un altro mercato vuoto di grandi giocatori, ecco l’arrivo di Conte, anticipato da telefonate che descrivono come “piuttosto accese”.

Tevez, in mano a Galliani da tanto tempo, ha giocato su due tavoli: sì al Milan e sì alla Juve. Chi chiude prima la trattativa col Manchester City lo porta a casa. Era chiaro, ora lo è ancora di più. Il Milan ha tentato con l’agente un gioco di attesa: vendere prima di comprare. Ecco perché l’incontro col Monaco per Boateng ed ecco la non incedibilità di El Shaarawy. Ma Marotta qui ha dimostrato, finalmente, di avere gli attributi.

Mediazione di Joorabchian decisiva nella giornata di domenica, telefonate dirette con i potenti dirigenti del City e trattativa sbloccata. La richiesta, esosa, di 18 milioni di euro è stata portata a 9 milioni di euro più 3 di bonus grazie alla volontà del ragazzo di lasciare l’Inghilterra, grazie al peso dato da Marotta alla scadenza del cartellino e al pressing di Conte che ha chiesto l’Apache già lo scorso anno.

Come con Vidal, ma in un contesto più difficile, Marotta ha messo a segno il primo vero grande colpo del suo triennio bianconero. Sbattuto in faccia a Galliani che qualche giorno fa ebbe a dire “Tevez non mi tradirà”. Anche per questo Marotta merita un applauso in più.

Ora la corsa a migliorare questa Juve non è finita. Bisogna vendere e poi si torna alla carica per l’altro desiderio di Conte: un grande esterno, se non si riuscirà ad arrivare a Jovetic.

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