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Tag: jovetic (pagina 1 di 3)

Situazione Juve: caos calmo?

Ribadiamo una delle verità assolute: la Juve è pronta, con una rosa sulla carta migliore rispetto a quella dello scorso anno. Gli unici dubbi, che sono più sfide, riguardano l’assetto tattico.

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A cinque giorni dall’esordio in campionato, che avverrà sabato alle ore 18, la Juve di Max Allegri fa la conta dei punti ancora in sospeso e si prepara alla battaglia. Con Marotta e Paratici vigili sugli ultimi potenziali colpi da mettere a segno.

Il sogno Falcao è destinato a rimanere tale. Nelle ultime ore si è fatta avanti un’ipotesi, ma fa ancora parte della cataegoria fantascienza. A Monaco il colombiano non è felicissimo. Complice una situazione poco chiara e solida del club. La società monegasca potrebbe allora, in assenza di offerte cash dalle big europee (cioè chi potrebbe permettersi di staccare assegni da oltre 30 milioni di euro), concedere il prestito per non perdere forza commerciale il prossimo anno. Pesa, in ogni caso, il lauto ingaggio dell’attaccante.

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Più abbordabili altri nomi. Non Jovetic, certamente Hernandez su cui però pesano due domande: possibile che tutti gli allenatori del ManUTD non abbiano a cuore la sua causa? Davvero il ManUTD sarebbe così felice di trattare un prestito con la Juve dopo il non-affare Vidal?

Inutile pensare a Eto’o (età e costi), così resta da capire la priorità di Allegri per individuare il profilo last minute: più trequartista o un copia-e-incolla di Llorente?

Dubbi che non sussistono a centrocampo, dove c’è sovrabbondanza di elementi. Pensiamo a Padoin, per esempio. Mentre va capita la situazione dei giovani che andranno a rinforzare la rosa di Fabio Grosso in Primavera o verranno ceduti in prestito per continuare il percorso di crescita. Vitale e Mattiello su tutti.

Dubbi che si fanno più timidi in difesa, dove il recupero di Barzagli dall’infortunio e di Chiellini dalle squalifiche garantisce il giusto parco difensori per reggere un’intera annata. A tre o a quattro, l’unico su cui sussiste un punto interrogativo è Ogbonna. 12 milioni spesi un anno fa. Sarebbe un miracolo recuperarne poco più della metà in questa tornata di mercato.

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Sogni di un tridente di mezz’estate

Dal 3-5-2 di Conte al 4-3-3 di Allegri? Sarà questo il passaggio più importante del cambio di gestione tecnica? In questa prima fase di precampionato ci sono tutti i segni.

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Il lavoro di Max Allegri verte su un principio di conservazione dei vecchi schemi a cui aggiungerà le sue idee. Progressivamente, senza quel trauma tattico che potrebbe recare più danno che benefici.

La più interessante è il tridente offensivo, già provato in queste partite, anche con discreti risultati.

Chi c’è e cosa manca alla rosa?

In questo tridente offensivo trovano posto tutti gli attaccanti a disposizione. Da Llorente, perfetto come boa centrale e terminale prezioso dei cross degli esterni, a Tevez, che può agire indistintamente su una delle due fasce, a Giovinco, che può riscoprire il ruolo in cui tanto fece bene nell’Under 21.

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Quando rientrerà, Morata avrà a disposizione due ruoli differenti: o attaccante esterno o vice-Llorente.

Chiaro allora che qualcosa manchi, a prescindere dal numero dei 5 attaccanti che Allegri vorrebbe in rosa. E a questo punto, con Pepe pienamente recuperato, non resta che decidere fra due differenti profili: o più trequartista, o un puro attaccante esterno.

Quali sono i profili?

Nelle vesti di puro attaccante esterno troverebbe spazio uno come Lavezzi. Solo che il PSG non lo libera così facilmente come qualcuno sta scrivendo. E sarebbe pure buona la soluzione Nani, precedentemente bocciata da Conte. Mentre l’età brucerebbe il nome Eto’o. La ricerca dunque continua. E certo Jovetic non lo daranno in prestito.

Viceversa, è un mondo tutto nuovo quello che si apre per il trequartista d’attacco. Un regista alla Zidane, una sorta di James Rodriguez. Un Lamela, per esempio, o un Pastore. O ancora Jovetic, in un ruolo più vicino alla seconda punta con doti da rifinitore. Con evidenti difficoltà sulle trattative.

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Mauro Suma e il rosicamento continuo

Letto tre volte e ancora non capito dove vuole andare a parare. Nessun dubbio sull’obiettivo: leccare, scrivere sotto dettatura, compiacere. Le tre leggi fondamentali del non giornalista. In questo caso, ancora del caro vecchio buon Mauro Suma che su TuttomercatoWeb si lancia nell’ennesimo esilarante rosicamento.

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Con ordine.

Dai primi paragrafi si nota chi ha dettato l’articolo:

Adriano Galliani è stato oggetto di tutto un florilegio di sfottò, vignette e composizioni “floreali” su facebook per aver detto, lontano dalle telecamere, nella notte fra il 10 e l’11 Giugno, a tarda ora, ad un ristretto gruppo di giornalisti, la frase “Carlitos non tradisce”. Da quel momento e per quella frase, Tevez, il ventinovenne Tevez reduce da una paio di stagioni tutt’altro che esaltanti, è diventato bello, mediatico, biondo e con gli occhi azzurri.

No: semplicemente Galliani aveva, con fare arrogante, detto “Carlitos non tradisce”. Il riferimento era a una specie di trattativa cominciata e saltata un po’ di tempo fa e mai andata in porto per ragioni di soldi. A detta di Suma e altri, la maglia rossonera di Tevez era pronta. E in questi mesi Tevez è stato descritto dallo stesso Suma come fortissimo, come fuoriclasse, come fenomeno. Sfortuna vuole che Conte lo abbia chiesto per il secondo anno consecutivo e che Marotta abbia trovato la giusta chiave per portarlo a Torino.

No: non è diventato bello, mediatico, biondo e con gli occhi azzurri. Semplicemente è arrivato con tanta voglia, con tante buone intenzioni, anche abbastanza in forma e con la fame che piace a Conte. L’affare mediatico lo lasciamo a chi possiede canali televisivi a gogo per fare “la politica della sua politica” (cit. Montanelli).

Più in là nel suo editoriale leggiamo:

[...] ma se l’ottimo direttore Marotta dice Juvetic e poi il campione slavo va al City, nessuno fiata.

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Giuro che non sapevo che Marotta avesse detto una cosa del genere. Siccome è Suma, siccome è area Milan, resta da capire se Marotta ha sbagliato il nome o semplicemente ha fatto una battuta. Se l’ha fatta dobbiamo comunque replicare a Suma in questo modo: l’affare non è andato in porto per ragioni di cuore dei Della Valle. Anzi: Jovetic si è esposto anche chiaramente perfino sulla Gazzetta. Ma 30 milioni di euro, quando con 9 abbiamo portato a casa un certo Tevez, erano da follia pura. Come nel caso Lentini di tanti anni fa, la Juve non poteva affidarsi a fondi neri e perciò è giusto che la trattativa, a quelle condizioni, non sia stata portata a termine.

Detto questo, contrariamente a Suma e altri come lui, Marotta è stato oggetto di durissime critiche: basta sfogliare questo blog o leggerne altri sul Web per rendersi conto di una cosa che Suma non conosce e cioè l’obiettività e la coerenza dei tifosi bianconeri.

Ma continuiamo:

Ma perchè che la Fiorentina meritasse la Champions, Ambro non lo ha detto quando era al Milan? Non c’è niente di male, è un pensiero non sanzionabile.

Il riferimento è alle parole di Ambrosini sullo scippo rossonero nei confronti della Fiorentina. A suon di rigori e di arbitri compiacenti (ricordate la farsa contro il Genoa?), il Milan di Galliani e di Berlusconi è riuscito a raggiungere il terzo posto. Ora, che Ambrosini avesse facoltà di esprimere i propri liberi pareri a Milano ci risulta nuova. Da Georgatos a… Suma stesso, non si ha menzione che in quel luogo, con quei dirigenti, si possa farla fuori dal vasino. D’altronde un certo Javi Moreno venne silenziato dall’intera stampa italiana, per cui Ambrosini è stato costretto a dire certe cose una volta al sicuro da Milano.

Finiamo con una grassa  risata:

Il calcio italiano sta cedendo Cavani, Juvetic, Marquinhos, punta a cedere Marchisio, Ranocchia, Hernanes e qualche altro. E’ la dimostrazione che tutti devono cedere per acquistare.

Diamo una notizia a Suma: Marchisio non è in vendita. E la Juve ha acquistato Ogbonna, Tevez e Llorente prima di aver ceduto. Rinunciando a milioni per Vidal e Pogba e ragionando sui milioni destinati a Pirlo.

Ma cosa vuoi spiegare a chi non vuole ragionare? D’altronde, il pane costa e “tengo famiglia”.

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Concorrenza diretta, indiretta, sleale e embargo

Quando la rivalità di pensiero si scontra con la rivalità sportiva, perdendone ogni concetto di sportività, allora si finisce per parlare di altro, non certo di concorrenza.

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E’ quanto sta accadendo e già è accaduto. In particolare nel triangolo Juventus, Napoli e Fiorentina. Gli aggettivi si usano a seconda di cosa succede, e magari i significati si sovrappongono se poi l’opinione pubblica può essere accesa con il solito istinto antijuventino. Un anno fa scoppiò il caso Berbatov che noi abbiamo realmente ricostruito, mettendo da parte le fantasie di certi giornalistucoli. Si parlò di viltà, di scorrettezza, di scarso stile, con Marotta costretto a difendersi dall’indifendibile.

Oggi accade con Gomez, con l’intromissione del Napoli quando i giochi erano fatti. Solo che Della Valle stavolta non ha mosso un dito, né proferito le stesse parole che, per coerenza, avrebbe dovuto proferire come un anno fa. Anzi, i giornali hanno descritto la mossa di De Laurentiis, disperata, come legittima concorrenza. Questa legittima, quella dello scorso anno illegittima.

Bene inteso: i giocatori si muovono coi soldi, con un minimo di diplomazia, ma pur sempre coi soldi. Chi ce li ha e fa l’offerta migliore vince. Tranne se in gioco c’è la Juve. Così Della Valle, in lotta con Elkan per RCS, fa muro su Jovetic che preferirebbe la Juve a tutto il resto del mondo, ma può scordarsi la Juve.

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Marotta non pagherà 30 milioni cash, la Fiorentina venderà Jovetic all’estero, anche con la possibilità di scontare qualcosa se nessuno pagherà la clausola. Liberi di farlo, anzi è una scelta logica, ma occorrerebbe risistemare i termini della dialettica giornalistica.

Vedi Cairo nell’affare Ogbonna: richiesta, richiesta soddisfatta, accordo raggiunto pur se a stringersi la mano sono Torino e Juve, assecondando entrambe la volontà del giocatore. Dispiace dirlo, ma è così: la Juve di Conte ha un appeal esagerato. Resta all’intelligenza di chi intasca.

Intelligenza che non abita nei redattori dei giornali sportivi italiani. Ieri riportavano la notizia di un Vidal in fiamme con la Juve: non rinnova e apre al Real Madrid. Bastava ascoltare le parole di Arturo per rendersi conto della sostanza delle sue dichiarazioni:

L’interesse del Real è un onore, fa sempre piacere, ma sto già in un grandissimo club col quale voglio continuare a vincere e darò tutto. Stiamo parlando infatti del mio rinnovo e sono contentissimo.

Questo mentre si fa di tutto per portare Isla in nerazzurro, destabilizzare Pogba, vendere Giaccherini (la verità è che la Juve considererà un’offerta vicina ai 10 milioni di euro) e magari da Palazzi esce ancora qualche magia da sfruttare da qui sino all’inizio del campionato. E non uno che abbia accennato a cosa è successo in Lega per la Supercoppa del 18 agosto. Come sempre: soli contro tutti. Come sempre: più forti di tutto. E di tutti.

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Da Ogbonna a Jovetic: chi arriva e chi non arriverà

Se nella notte l’affare Ogbonna sembra si sia sbloccato, l’altro affare Jovetic si complica. Benché la Fiorentina abbia comprato Gomez per la cifra di 21 milioni di euro e abbia bisogno di tornare dall’investimento, la Juve non può cedere alla richiesta di 30 milioni cash.

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Marotta è rigido nella propria posizione: la Juve può investire, ma non i 30 milioni in contanti. Di sicuro inserendo una contropartita fra i vari giocatori bianconeri in vendita.

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Per il difensore richiesto da Conte si tratta e si continua a trattare anche se nella notte tutto si è chiuso: circa 12 milioni di euro, parte dei quali pagati con la metà del cartellino in possesso della Juve. L’obiettivo bianconero è presentare Ogbonna il primo giorno del raduno, completando così la costruzione della rosa che Conte gestirà.

Con Ogbonna la Juve trova varianti tattiche interessanti, un Nazionale in più e soprattutto si mette nella condizione di sondare il mercato attendendo qualche ulteriore buon colpo, senza l’assillo di dover comprare per forza. Mancherebbero infatti un esterno sinistra di prima qualità ed eventualmente il sogno Jovetic (sogno di Conte). Prima però, bisognerà vendere. Con calma e astuzia.

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A pochi giorni dal raduno: come sta la Juve?

Entusiasmo alle stelle per una squadra che tornerà al lavoro fra pochi giorni. E’ fissato il 12 luglio il ritrovo bianconero, con le stesse modalità dello scorso anno.

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Si preannuncia un Conte molto più carico dei mesi passati, con la saggezza di chi sa che la parte più complicata, paradossalmente, viene adesso. Vincere è complicato, confermarsi difficilissimo, rivincere ancora di più. E la Juve parte per rivincere il campionato come ricordato da Tevez e Llorente, e migliorarsi in Champions.

A pochi giorni dal ritiro la Juve può dirsi soddisfatta. Conte può dirlo: con Tevez e Llorente l’attacco è sistemato, con il rinnovo di Vidal (avverrà oggi, ndr) anche il centrocampo può dirsi completo, mentre in difesa si attendono news sul destino di Marrone (Fiorentina?) e De Ceglie (difficile la permanenza dell’esterno aostano).

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Per far felice Conte ai massimi livelli, secondo fonti vicine al tecnico leccese, ci starebbe uno Jovetic in più e qualche attaccante in meno. Se Bendtner e Anelka hanno lasciato Torino, almeno uno fra Quagliarella/Matri/Giovinco/Vucinic dovrà lasciare la Juve per ragioni di bilancio e di equilibri di rosa. Sei attaccanti sono tanti, impossibili da gestire. Così tutto luglio sarà dedicato alle cessioni.

Lichtsteiner, bufala della Gazzetta dello Sport, non partirà (a meno di clamorose offerte dall’estero), mentre Isla è vendibilissimo, ma alle condizioni bianconere. Ad Asamoah verrà chiesto di ripetere la prima parte dello scorso campionato, mentre è quasi un nuovo acquisto il rientro di Simone Pepe. L’unico dubbio riguarda l’affare Giaccherini: 8 milioni da Di Canio vanno valutati, poi sarà Conte a decidere se privarsi o meno di uno dei protagonisti dell’ultima Confederation Cup.

In ogni caso ci siamo. Pronti a partire. Con obiettivi molto chiari.

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Il Marotta che volevamo

Finalmente. Tre anni ad attendere un direttore generale che non facesse rimpiangere troppo Moggi e che certamente facesse meglio de Le Comiche (all’anagrafe Jean Claude Blanc e Cobolli Gigli).

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E’ un Marotta diverso, quasi avesse preso coscienza del ruolo che sta ricoprendo. E’ un Marotta più tosto, molto meno educato con chi non merita educazione e cioè i nostri avversari sul campo e i media.

E’ di ieri la risposta più pregiata, nei confronti dell’arroganza dei dirigenti della Fiorentina: “Jovetic? Siamo a posto così, il mercato è lungo e magari ce lo prestano gratis”. Si tratta di una mazzata per la Fiorentina che sta per chiudere l’onerosa operazione per Mario Gomez e per tutti i servili operatori della stampa nazionale sportiva che avevano lanciato l’ipotesi che segue: Quagliarella, Isla e Marrone più 5 milioni per Jovetic. Più caffé e brioche!

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Presi Tevez e Llorente, per Marotta versione 2.0 arriva il momento di cedere. Servirà tanta diplomazia sul fronte delle comproprietà, ma con le persone per bene si ragiona facile, tipo Pierpaolo Marino. Che non è Preziosi per il quale mi aspetto una qualche batosta della Juve: per il collo non deve più prenderci nessuno. Dettiamo noi legge: come in campo, come fuori!

Oggi può essere il giorno di Ogbonna. Le voci provenienti da Torino dicono che sia stato Conte a chiedere questo rinforzo. Tale da completare il reparto arretrato, preparare magari il futuro Barzagli e dare allo stesso Conte diverse importanti alternative tecnico-tattiche. Per Cairo sono pronti contanti (circa 12 milioni di euro: qui la domanda è se Ogbonna li vale tutti) oppure una contropartita da scegliere fra Immobile e De Ceglie per abbassare il cash. Di certo i 15 milioni richiesti da Cairo non verranno onorati.

Così come l’Inter dovrà onorare la richiesta bianconera per Isla. Qui – lo juventino che è in me – non farebbe alcun favore a Mazzarri, specie se Mazzarri è l’allenatore dei nerazzurri. Che si cerchino rinforzi altrove, non in casa bianconera. E se in casa bianconera, che paghino allora quanto richiesto: 7,5 milioni di euro. Non un centesimo di meno.

Avanti Beppe: ora sì che ci piaci!

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Calciomercato Juve: analisi dell’attacco

Chiudiamo il nostro trittico di analisi sul calciomercato juventino puntando il focus sull’attacco. Uno dei reparti più discussi della Juve, nonostante i due scudetti consecutivi e uno dei migliori attacchi in campionato. Paradosso o critica intelligente?

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Lo scorso anno il ruolino degli attaccanti bianconeri fu interessante. E quest’anno l’esperimento è stato ripetuto migliorando le cifre dei singoli. I quattro attaccanti della Juve sono andati tutti oltre le 10 reti stagionali in Serie A. Nessuno di loro ha superato la soglia dei 15 gol, con Vidal capocannoniere stagionale. Come interpretare questo dato?

L’attaccante giusto per Conte

Al di là della vittoria finale, non si può non considerare la tipologia di gioco di Conte nell’analisi degli attaccanti che il tecnico leccese utilizza. Conte ama punte mobili ed eclettiche, molto abili tecnicamente, capaci di aprire gli spazi per gli inserimenti da dietro. Non è un caso Vidal capocannoniere, così come non è un caso la tabella di marcature dei centrocampisti juventini nei due anni di Conte.

Questa tipologia di richiesta non si sposa perfettamente con una prima punta classica. Il gioco di Conte è fatto di tanta manovra e di minuziosa ricerca dei tempi giusti per inserirsi e anfilare la porta. E’ fatto di fraseggio corto, di scambi continui fra chi in avanti riceve palla solitamente spalle alla porta e i trequartisti che devono inserirsi.

Mancando il gioco sulle fasce in stile Bayern Monaco, una prima punta di peso soffrirebbe e non poco. Prova ne sia Matri che se non è innescato a dovere, poche volte riesce a crearsi da solo occasioni da rete. Ecco: attenzione alla frase “da solo riesce a crearsi occasioni da rete”. E’ quello che vorrebbe Conte: un puntero molto tecnico, un vero top player in grado di scatenarsi in solitaria quando la squadra non riesce a girare a dovere, uno capace di servire molti assist e andare in gol con regolarità. Per molti il profilo giusto sarebbe Tevez, che Conte stima parecchio. Per altri Jovetic sarebbe l’ideale, ma la Fiorentina gradirebbe cederlo all’estero. A Marotta il compito di accontentare il tecnico. Entrambi, in ogni caso, hanno nel sangue la capacità di partire esternamente per poi accentrarsi. Entrambi ben si sposerebbero con Llorente e gli altri attaccanti in rosa.

Chi rischia degli attaccanti juventini?

La rabbia, unita alla stima, direbbe che Vucinic potrebbe partire a fronte di una ottima offerta (diciamo superiore ai 16 milioni di euro). A leggere le critiche in giro per il Web, Giovinco dovrebbe essere dimesso. E poi tante sono le voci su Matri e Quagliarella. Nessun dubbio sui nomi di Bendtner e Anelka. Con calma, facciamo un veloce riepilogo.

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Vucinic è il cocco di Conte, colui che gli ha fornito maggiore materiale tecnico da sfruttare. Praticamente un vero regista offensiva, con discrete capacità realizzative. Molti gol pesanti e tantissime giocate, unite a partite anonime che hanno fatto infuriare, e non poco, Mister Conte. Ha un potenziale enorme, alle volte indispone per un atteggiamento molto poco carico. Di norma, il tecnico ama giocatori così e non dovrebbe privarsene, ma per ragioni di cassa un’offerta da 20 milioni di euro basta per lasciarlo andare.

Giovinco sarebbe una scommessa di Conte. Anzi è. E come tale avrà una seconda chance. Il tecnico vede in lui un grande jolly d’attacco e forse si è reso conto di averlo sfruttato non a dovere. Troppo poco fisico per fare la punta spalle alla porta, troppo poco spazio per sfruttare le doti tecniche. A mio avviso la migliore collocazione tattica di Giovinco l’aveva indovinata Gentile nell’Under 21. Sarà l’anno dell’aut-aut: o si consacra o resterà un grande di provincia.

Fabio Quagliarella paga forse il nome troppo italiano. Doti balistiche fuori dal comune, ma un po’ di pause che in una stagione, nella Juve, non ti puoi permettere. Cannoniere in Champions, buon finalizzatore in campionato, soprattutto a livello di minuti giocati, ma lontano dal top player che Conte vorrebbe. Riuscisse a essere più costante sarebbe un attaccante modello, ma la Juve sta cercando proprio nel suo ruolo il campionissimo. Di questi tre, uno andrà via e gli indizi portano a Quagliarella.

Con l’arrivo di Llorente lo spazio per Matri si è ridotto. Non possiamo permetterci il lusso di un bomber che si ferma per 8 mesi, anche se poi è ripartito di buona lena. Alcuni gol pesanti, ma per lui serve un’intera squadra in grado di distribuirgli tanti succulenti assist. Un po’ macchinoso in fase di manovra, difficilmente rimarrà in bianconero. Marotta dovrà piazzarlo per rimpinguare le casse e andare su obiettivi importanti.

Top player o meglio rimanere così come siamo

Cambiare per cambiare avrebbe poco senso. Si cambia solo per migliorare. Higuain potrebbe essere una pedina molto importante, ma la sensazione è che Conte punti a Tevez e/o Jovetic. A meno di clamorose cessioni ne arriverà solo uno.

Cessioni che serviranno, in tal senso, a rinvigorire le casse. Molto c’è da decidere sui giovani controllati dalla Juve: Gabbiadini (rinnovata la compartecipazione con l’Atalanta), Immobile e Boakye su tutti. Il primo verrà girato alla Samp per Zaza, il secondo e il terzo non hanno chance di rientrare alla base. Non quest’anno. Toccherà loro un altro anno in qualche club di seconda fascia e appuntamento al 2014.

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Cosa serve in attacco a Conte? Teoria del top player

I nomi hanno un forte impatto emotivo. Dici Ibra e pensi a uno che può fare tutto, compreso il nulla in certe occasioni, ma che decisamente indirizza le sorti della squadra in cui gioca. Dici Messi e pensi a qualcosa di extraterrestre che ha deciso di giocare a calcio per il piacere di chi lo guarda. Dici Higuain o Jovetic e Tevez e pensi al top player bianconero che forse non arriverà mai.

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Ma, al di là dei gossip, analizziamo per bene il motivo per cui sono questi (almeno sembra) i nomi attorno ai quali ruota il destino del mercato della Juve.

Conte non abbandonerà il suo 3–5–2. Di sicuro non lo farà in campionato, mentre qualcosa muterà in Europa dove si pensa a un 4–3–3 o il vecchio 4–4–2 rimodulato sugli uomini del tecnico leccese.

Fin qui ciò che è mancato nella rosa di Conte è il grande attaccante, il vecchio bomber. Un Trezeguet, un Inzaghi, uno di quelli capaci a buttarla dentro indipendentemente dalla qualità della partita, indipendentemente da come è andata la partita. Killer dell’area di rigore che con i loro gol sanno risolvere interi periodi bui dell’intera squadra. Uno da 20 gol a campionato.

Higuain, Jovetic, Tevez: sono bomber?

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Il primo e il terzo sì, anche se è il primo a rappresentare meglio il ruolo di prima punta. Gli altri due sono più fantasisti, geni dell’ultimo passaggio e della giocata solitaria. Garantirebbero un buon bottino di reti, soprattutto enormi varianti tattiche.

Cosa serve a Conte? Cosa servirebbe di più a Conte. Non è un caso se si parla di doppio colpo in avanti, posto che un Llorente è già arrivato e un Matri è in rosa. Non è un caso se cioè la stampa, con dolo o con convinzione, stia spingendo per una doppia onerosa operazione.

A Conte piacerebbe avere gente veloce, abile nel dribbling e col vizietto del gol. Higuain ha dimostrato di buttarla dentro con regolarità, mentre Tevez e Jovetic hanno dimostrato minore regolarità, ma più utilità così come Conte vede l’attaccante a lui necessario.

Indipendentemente dalle cifre, posto che Giovinco rimarrà e Vucinic gode della profonda stima di Conte, io punto le preferenze proprio su Higuain, poi su Jovetic e infine su Tevez (per ragioni principalmente di carattere). Cifre e problematiche di trattativa dovrà risolverle Marotta.

Voi che pensate?

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Mercato Juve: il pericolo del temporeggiare

Posto che i giornali devono vendere sempre più copie, è anche vero che molte mezze verità vengono comunque raccontate. Una di queste riguarda gli interessi dei club stranieri nei confronti degli obiettivi bianconeri. La storia la conosciamo benissimo.

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Si sbandiera un obiettivo, lo si racconta fino al punto di arrivare alla famigerata firma, poi il giorno dopo ecco l’ufficialità dell’ingaggio da parte di un club europeo.

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Il rischio che Jovetic e Higuain vadano ad aggiungersi alla lista che include Aguero e Dzeko e Van Persie (fra gli altri) è alto.

I top club fra un po’ si muoveranno e la Juve rischia di rimanere col cerino in mano. Avendo, ed è questo il paradosso, il gradimento dei due ragazzi e l’accordo economico raggiunto coi relativi procuratori. Sfumati i due, non resta più nulla di top player (o presunti tali), solo altri Bendtner e Anelka che a Conte proprio non servono.

Sul mercato temporeggiare è il primo dei grandi errori che un dirigente può commettere. Moggi ha insegnato che gli obiettivi si concretizzano prima ancora che si aprano ufficialmente le danze e possibilmente poi si mente. Noi questo ancora non lo sappiamo fare.

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