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Tag: kjaer

Dove vai se il rigore non ce l’hai?

“Poco gioco, Allegri non ha mai dato un’identità al Milan. Puntiamo tutto sulla foga atletica e poi tanto vinciamo sempre”. Poco dopo, quando Mazzoleni fischia l’ennesimo rigore, esclama “Eccolo!”. Già, eccolo!

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A pronunciare queste frasi un grandissimo intenditore di calcio, uno che i libri su cui studiano gli allenatori li ha letti veramente e ogni tanto sgancia qualche perla. Un tifoso rossonero vero, ma soprattutto, e prima ancora, un grande tifoso di calcio. Abbiamo visto la partita assieme, analizzando poi il calcio inglese e mi sono divertito.

In quell’esclamazione c’è tutto un campionato: “Eccolo!”. Perché quando il Milan è in netta difficoltà, e se Totti non si fosse confuso prendendo la via di San Siro anziché la bocciofila, arriva l’aiutino. Quello che ribalta tutto perché è sintomatico: l’avversario non può scappare, l’avversario deve essere demoralizzato.

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Ai più non sarà sfuggito il fallo di El Shaarawi su Heinze qualche istante prima del rigore, ma alle telecamere e agli attentissimi cronisti di calcio è sfuggito il fuorigioco di Ibra che apre l’azione del rigore. Assegniamolo subito questo scudetto e poi però… giochiamo tranquilli e beati. Quasi quasi stasera tifo per il pari così loro si mettono l’anima in pace.

Il fuorigioco di Ibra nell'azione del rigore: la stampa tace!

Il fallo di El Shaarawi su Heinze prima del rigore: la stampa tace!

La domanda è lecita, rispondere sarebbe cortesia: dove è mai andato Galliani fra il primo e il secondo tempo? Quando si alza dalla tribuna e sparisce? Col cellulare in mano che faceva? Telefonata all’amorosa?

Ottavo rigore per Ibra che senza rigori sarebbe fermo in classifica marcatori. Al prossimo, per lui, c’è pronta la pirofila! Poi ci pensa Kjaer a sistemare la triste statistica regalando vittoria e doppietta. A stupire sono i giudizi della stampa: ma i 90 minuti valgono a qualcosa? O si prendono per buoni solo i numeri, comunque nettamente positivi a favore dello svedese? Epperò i numeri vanno presi tutti e allora è assurdo paragonarlo a Messi.

La sensazione è la seguente: il Milan vincerà perché Berlusconi deve andare bene o in politica o nel calcio, dunque… e la Juve potrebbe aprire un ciclo azzeccando due soli grandi acquisti nella sessione estiva. Vedere i rossoneri in queste condizioni è delittuoso se poi cambi canale e osservi l’Arsenal e come macinano gioco il Barcelona e il Bayern Monaco. Poi cambi ancora canale e vedi Palermo-Udinese e capisci perché all’estero raccogliamo cattive figure.

Dobbiamo darci una mossa sotto tutti i punti di vista. Alzando il livello di qualità del nostro campionato altrimenti rischiamo di retrocedere ancora rispetto alle altre nazioni che stanno seminando calcio. In Italia si seminano solo rigori, come se piovesse, e a raccogliere è soltanto una squadra. Ma non dite che sono più forti: sono solo più… fortunati!

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 20 luglio 2011

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Un po’ per ridere… un po’ per riflettere:

  • Inter, Materazzi: “Grazie a Mou e Moratti” – dello stipendio, della panchina, della pensione anticipata, ovviamente!
  • City, Balotelli: “Tevez? Sarò io il leader della squadra” - fossi tifoso del ManCity… sarei preoccupatissimo!
  • Juventus, sprint per Kjaer – attenzione agli scatti, l’infortunio è dietro l’angolo!
  • Inter, Alvarez: “Banega è fortissimo” – ma questo ragazzo l’hanno acquistato come centrocampista o come direttore tecnico?
  • Pallavicino: “Montolivo ha il diritto di non rinnovare” – si parla sempre di diritti, mai di doveri, è un po’ strano!
  • Sampdoria, cercasi numero 10: si pensa a Brienza o a Gasbarroni – così da essere ceduto già a gennaio!
  • Sportitalia – Offerto il 40% di Paulinho alla Roma – più il 5% di Pippo Baudo, i 3/4 di Collovati e i 5/8 di Rete4!!!
  • Palermo, Sogliano: “Molto impegnati sul mercato in uscita” – non credo che a Palermo siano molto contenti!
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Juve, facciamo due calcoli

Senza introduzione, senza essere tediosi, proviamo a fare due calcoli muovendoci nell’ipotesi che i giornali dicano la verità. Che la Juve debba comprare, bene e tanto, questo è fuori di dubbio. Che la Juve debba cercare esterni, questo appare logico. Che la Juve però possa permettersi tutta una serie di operazioni, beh questa mi pare una stronzata. Ma la fiducia totale in Marotta e Andrea Agnelli mi fanno respirare a pieni polmoni così come non mi succedeva da parecchi anni. Cominciamo con cifre e nomi, partendo dagli esterni bassi di difesa.

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Il primo nome su cui bisogna puntare è Mimmo Criscito. A metà fra Genoa e Juve dal 1900, quest’estate andrà trovato un punto definitivo di svolta. O a me o a te. E io spero che la Juve lo prenda tutto. Servono 6 milioni di euro, cifra che a me sembra pure bassa. Potrà giocare dietro, cioè sulla linea dei difensori, o in una sorta di 3-5-2 o qualcosa del genere, largo in fascia. Ha spinta, ha carattere, ha tanta voglia di riscatto. E’ giovane. Al contrario di un Grosso imbarazzante, di un Molinaro che gradirei ceduto, e di un De Ceglie fin qui poche volte convincente. Del Neri poi è uno che valorizza tanto gli esterni e quindi per Criscito non si riproporrebbe la difficile situazione vissuta con Ranieri. Criscito: 6 milioni di euro.

Per Criscito io rinuncerei a Bonucci e cercherei un altro centrale. Ma prima di questo, consideriamo la fascia destra. Su Grygera non so più cosa dire. Benino il primo anno, poi assolutamente devastante. Devastante in favore degli avversari, si intende. Vecchio e logoro, ha sulla coscienza il periodo flop della Juve, vale a dire Palermo, Siena e la Coppa. Un trio di partite degne del grande e inarrivabile Gresko. Zebina continua ad avere i suoi problemi: fisici e mentali. Non siamo certo una clinica di recupero, così sarà bene trovargli una sistemazione e liberarsi di un ingaggio. Capitolo Caceres: non riscattarlo sarebbe un dolo da reato penale. Servono tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Gira voce che Marotta stia lavorando per la conferma del prestito oneroso, una sorta di rata per l’acquisto definitivo. In sostanza, benché abbia ben impressionato con Ferrara e sull’esterno, Del Neri e la Juve vogliono rivederlo. Anche per lui vale il discorso, benefico, dell’età e della voglia. La sua principale caratteristica è stata proprio la tenacia, il dar battaglia a tutti i costi, il grande dinamismo e comunque un discreto piede senz’altro migliorabile. Del Neri potrebbe essere il giusto maestro per la crescita. Caceres: 8/10 milioni di euro.

Il nome di Marco Motta si fece già lo scorso anno. E’ il Capitano uscente (passatemi il termine) di Under 21 che vantava ottimi elementi. Spinge tanto e ha buona resistenza. Dribbla bene e crossa bene, quindi farebbe comodo alla nuova Juve. Anche lui è giovane, per di più è italiano e il suo costo non è esorbitante. Circa 7 milioni di euro la valutazione, con la possibilità di potersi giocare qualche prestito. Marco Motta: 7 milioni di euro.

In zona centrale l’addio di Cannavaro lascia un posto vuoto. Nicola Legrottaglie è una buona riserva, ma serve un giovane forte e già maturo. Ecco, quel Bonucci di cui sopra. Ma arrivare a Bonucci perdendo Criscito mi sembra un delitto. Insieme non possono di certo arrivare. Così occorrerà monitorare il Mondiale. C’è per esempio il tedesco Tasci che ben impressionò con l’Under 21. E il costo non è eccessivo. Oppure c’è il solito Kjaer (che proprio in questi giorni dirà se si è rotto definitivamente o è stata solo una grande paura, ecco perché credo all’interessamento della Juve: maledizione!!!) che però costa molto molto di più, epperò fornirebbe una certa sicurezza e già una certa esperienza in Serie A. I parametri sembrano comunque confermati: alto, bello, giovane e preferibilmente italiano. Occhio pure a Douglas, ragazzone-bestione su cui però permangono diversi dubbi d’adattamento. Kjaer: 15 milioni di euro.

Ed eccoci alla zona calda. Attualmente esiste il solo Camoranesi capace di ricoprire il vecchio ruolo di ala. Le caratteristiche per giocare lì sono semplici: grandissima tecnica, grandissima corsa, capacità nel dribbling e nel cross, inserimento in zona gol. Se esistono in giro per il mondo giocatori simili, beh sono praticamente inavvicinabili per tutta una serie di problematiche. La Juve di oggi può offrire poco sotto l’aspetto di competitività e può offrire ancora meno sotto l’aspetto economico. Ci tocca dunque lavorare con nomi da metà classifica o con la fantasia. Partiamo dai primi.

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Vargas ha un costo esorbitante e non credo esistano le basi per un investimento simile. 25 milioni di euro sono eccessivi per un esterno che comunque farebbe comodo a sinistra, la fascia lasciata orfana da un certo Pavel Nedved. All’estero il nome più gradito sarebbe quello di Robby Van Persie, olandese che continua a segnare e inanellare buone prestazioni. Costa tanto, ma la Premier League è appetita o appetibile da qualche  di scambio bianconera. Su tutti Felipe Melo. In seno a questo ragionamento, paradossalmente, sarebbe quindi più semplice arrivare al giocatore dei Gunners e sarebbe sì un grande colpo. Capace di giocare largo in fascia o come seconda punta, offrirebbe a Del Neri più di una soluzione per i suoi schemi di attacco.

Un altro nome importante potrebbe essere Rakitic: 22 anni per un talento ancora acerbo, ma che è sul punto di maturare definitivamente. Veloce, dribbling facile e buona percentuale di gol per la posizione ricoperta. Qui il punto più felice è che il suo contratto scade il prossimo anno e non ci sono notizie di rinnovo. Ergo, la dirigenza Juve potrà trattare su una base più morbida: con 12 milioni di euro secondo me è prendibile, vista la valutazione di 15 e la possibilità di perderlo a parametro zero il prossimo anno. Non credo però che sulle sue tracce ci sia solo la Juve e quindi il vantaggio prima accennato scompare d’improvviso. Oltre Rakitic, rimandendo all’estero, mi ha ben impressionato Krasic. Stesse caratteristiche di prima, con tanta forza in più. Consigliato pure da Pavel Nedved, con 15 milioni di euro si ingaggia.

In Italia i nomi sono quelli di Pepe (che non mi trova favorevole) e di Ziegler (che può giocare anche da terzino): il primo costa 8 milioni di euro (e infatti ci sarà un motivo), mentre sul secondo le opzioni sono apertissime visto che alla Samp interesserebbero un paio di giocatori bianconeri. Ostacolo: l’ingaggio elevato dei tesserati Juve per qualunque squadra di metà classifica, italiana e non. Quindi quando si parla di prestiti e di inserimento di cartellini in scambio… occorre prestare bene attenzione a questo punto delicato.

Oh oh oh, che centrattacco! Era un ritornello di una canzone molto carina. E’ il tormentone che accompagna le giornate dei tifosi bianconer. Scottati dai vari Amauri, cioè giocatori non da Juve pagati come se fossero tali, di un rendimento vergognoso per la categoria professionistica dei calciatori, il tifoso bianconero vorrebbe seriamente una prima punta. Per dirla francamente: c’è qualcuno capace di segnare regolarmente oltre venti gol stagionali? Risolvere situazioni intricate tipo mettere dentro il pallone al minuto 93 di un derby giocato male? O segnare di testa a San Siro mettendo la firma e le mani su uno scudetto? C’è e si chiama David Trezeguet. Per una strana sensazione di autodistruzione, la Juve vuole privarsi del suo bomber più prolifico. Ha 31 anni e tanta voglia di Juve, se solo lo facessero giocare alle condizioni sue. Nonostante un’annata costellata di infortuni, incomprensioni e tanta tristezza, è risultato ancora una volta l’attaccante più prezioso. Eppure si legge la riconferma di un Amauri che andrebbe cacciato immediatamente e la voglia matta di voler Del Piero emigrato chissà dove. Con la consapevolezza che il big non arriverà. In giro i bomber costano tanto e chi ce li ha se li tiene. Qualche nome importante c’è, ma non credo che la Juve, questa Juve, abbia la forza di andare a prendere il cartellino.

C’è un certo Benzema umiliato a Madrid. Che però farebbe comodo alla Juve. Ha il movimento delle prime punte e la forza di pochi, ha il tiro dalla distanza e la rapacità dell’uomo d’area piccola. E’ forte di testa e ha anche quella pazzia che serve in un attaccante. Il Real ha dimostrato in questi anni di dare via tanto materiale prezioso per il gioco delle figurine: più acquisto il mito, più guadagno e chissenefrega se poi non vinco nulla. Io un tentativo lo farei: qualche prestito con diritto di riscatto o qualche cifra inferiore al prezzo di mercato. Tanto il Real dovrà rispondere al colpo Villa del Barcelona. In Italia i nomi più gettonati sembrano quelli di Pazzini e Gilardino. Fra i due le differenze ci sono, o comunque sono minime. A parte l’età, roba di pochissimi anni, Pazzini sembra aver raggiunto quel grado di maturazione, ma ha dalla sua il flop in casa Fiorentina. Come potrebbe allora sopportare la pressione bianconera? E un discorso simile si potrebbe fare il Gilardino milanista, che comunque un paio di gol li aveva assommati (in realtà sempre più di 10 a campionato e qualche centro in Champions). Il costo di entrambi è sui 20 milioni di euro. Guardando all’estero la cifra cresce. Edin Dzeko, praticamente il mio preferito, ha un cartellino del tipo 40 milioni tondi tondi oppure ci salutiamo. Francamente una cifra che mi pare fuori da ogni logica bianconera. Sergio Aguero costa pure di più, nonostante i numerosi articoli pubblicati su internet e su certi giornali (oggi anche stranieri). Forse qualche pensierino c’è, ma il tavolo è distante e grossi assegni la Juve non ne potrà firmare. Inoltre sarebbe un sacrilegio mettere sul piatto tre giocatori per prenderne uno, tipo Tiago, Diego e un altro ancora. Inoltre c’è da capire se la Juve intende davvero puntare all’erede di Del Piero, a una seconda punta, a un trequartista o chissà che cosa. Perché un conto è Dzeko o Gilardino, un altro conto è Aguero. Su questo dovrà mettere ordine prima Del Neri, quindi Marotta.

In mezzo a tutta questa grande confusione, resta lampante e lancinante il grido di aiuto di Chiellini: “Per puntare in alto servono grandi investimenti e grandi giocatori!”. Ecco, punto e a capo! A meno che non si decida, su suggerimento di Buffon, di imitare l’Inter e cominciare a falsificare i bilanci. A quel punto potremmo permetterci ogni tipo di investimento, tanto se sono rimasti impuniti loro… o no?!?

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Seri problemi di ragionamento

Sono tanti i personaggi che accusano questo fastidio. Il dolore mio è che lo rilevo in alcuni dirigenti che dovrebbero esserne immuni, eppure la storia recente, recentissima, mi ha mostrato altro.

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Cominciamo quindi dall’ambiente bianconero. Quando tutto sembrava fatto, con Marotta che rileverebbe la gestione tecnica e Benitez la panchina, pare ci siano problemi provenienti da Liverpool. Come Moggi insegna, depistaggio e disinformazione sono elementi essenziali per rendere vivo un giornale e in generale il tifo nel calcio. Ma il tifoso bianconero è saturo di vaneggiamenti, di discorsi campati in aria e quindi desidera chiarezza e punti fermi. I due nomi prima accennati sarebbero ottimi punti fermi e comunque la stagione che va chiudendosi in frantumi esige una chiusura col botto. Una persona seria in società. Una persona competente in panchina. Gli aggettivi, in riferimento ai due personaggi menzionati, sono facilmente scambiabili e rimangono validi. Ma anche se solo uno dei due nomi, più probabilmente Benitez, venisse meno allora si riaprirebbe una ferita praticamente insanabile. La Juve ha urgente necessità di competenza e non può più affidarsi a gente inesperta o non vincente. E Prandelli, fermo restando il suo animo da gentiluomo, non lo è. Tanto meno quel Massimiliano Allegri che la Cazzetta-Rosa vuole assolutamente rifilare ai bianconeri. Quell’insanabile diventerebbe sanabile solo con Capello o Lippi: impossibili! Perciò fino a domani mattina, ma più verosimilmente fino a lunedì mattina, ci toccherà sentire gli “ok” o i “no, è sfumato” della stampa. Sarà, non sarà, siamo qui ad attendere. Intanto non posso nascondere un certo nervosismo, proprio quando mi sembrava un piano già riuscito.

Indipendentemente dal tecnico ci sono da risolvere diversi e altrettanto urgenti problemi. In uscita vi sono alcuni nomi sui quali non serve discutere più di tanto con chi andrà in panchina. Si tratta di Grygera e forse Zebina, di Grosso e di Cannavaro (accidenti a lui), di Camoranesi e Trezeguet, di Felipe Melo  (solo ed esclusivamente per problemi di capoccia) e Amauri.

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Ieri ha parlato Claudio Marchisio. L’hanno soprannominato il Principino, perché è un ragazzo eccezionale per intelligenza e doti tecniche. Vero juventino parla con una saggezza disarmante. Da tutto il suo discorso preferisco estrapolare soltanto una riga: “Giovinco meriterebbe fiducia e una seria possibilità”. Fiducia e seria possibilità: da quanto lo diciamo noi tifosi senza responsabilità?

L’agente D’Amico ha parlato chiaro definendolo uno da Juve. Ha pure detto che servirà chiarirsi le idee: o si decide di puntare forte su Sebastian oppure l’alternativa è la cessione. Anche qui una nota stonata: si parla di comproprietà. Forse perché Secco e Blanc non sanno valutarne il prezzo. Forse perché questa Juve soffre del solito problema di incompiutezza. Nel frattempo, dopo che Ranieri ha mostrato con scienza esatta il motivo per cui 16 milioni di tifosi lo hanno voluto fuori dalla Juve, Didier Deschamps vince in Francia demolendo il predominio del Lione. Vince con una squadra modesta. Vince e pretende due juventini per la prossima stagione: Camoranesi e Trezeguet. Se ne andò dalla Juve in silenzio, beccandosi pure infinite critiche. Ma aveva visto giusto e denunciato il giusto: Didì, perdonaci, non avevamo capito nulla! Intanto auguri per l’impresa!

Ultima considerazione su due giocatori che a me piacciono da matti: Caceres e Kjaer. Il primo sarebbe in teoria nostro. Quando ha giocato ha sempre dimostrato grande forza fisica, spinta e flessibilità. Ha giocato centralmente solo pochissime volte, ma si è espresso molto bene sull’esterno. Le migliori partite la Juve le ha giocate con Caceres in campo. Merito di Ciro Ferrara. La caterva di infortuni ha inghiottito il suo nome nella lista dell’infermeria. Da riscattare assolutamente. Ha solo 22 anni. L’altro, biondone, ha un anno in meno del sudamericano ed è danese. Una delle più belle realtà. Al Palermo serve una punta e la Juve pare avere la chiave per arrivare al centrale di difesa, ruolo su cui la Juve deve investire e programmare e comprare. La pedina di scambio si chiama Amauri e se non fosse che non possiedo la macchina lo porterei io stesso a Palermo. Con tanti cari auguri per il suo nuovo passaporto. Adesso può votare, ma per favore non parli più di Nazionale!

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