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Tag: kolarov

Calciomercato Juventus: serve l’ultimo sforzo

Con Matri che finisce ai rossoneri e Quagliarella che a questo punto dovrebbe restare, la Juventus è completa. O quasi. L’unico dubbio è riferito alla fascia mancina dove se non si può discutere di Asamoah, molto può essere detto sulla qualità dei rincalzi. Specie se prendiamo a riferimento il 3-5-2.

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Per Conte servirebbe un’ala vecchio stampo. Tanto per intenderci e tornare per l’ennesima volta sull’argomento, a Conte servirebbe tanto Nani. Ma la cifra pagata per Matri servirà a coprire il disavanzo dell’ultimo mercato (in particolare Galliani ci ha gentilmente pagato Tevez) e quindi niente tesoretto.

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Tesoretto che salterebbe fuori nel caso di cessione di Quagliarella e Marrone, nonché quella di De Ceglie e/o di Isla. A quel punto l’assalto a Nani non sarebbe impossibile. E se non Nani, di certo uno come Kolarov farebbe felice la Juve. L’esterno ex Lazio potrebbe infatti ricoprire con merito sia il ruolo di laterale nel 3-5-2 sia il ruolo di terzino in una difesa a 4.

Per rendere perfetto un mercato interessante, serve allora un ultimo sforzo. Un ultimo grande colpo capace di far sorridere ancora più intensamente Conte e allargare il gap con le avversarie. La prima giornata ci ha forse descritto e prospettato un campionato molto tosto e lungo. E la lezione ultima di Conte è “panchina lunga e di qualità: avete visto chi aveva in panchina il Barca e il Bayern?“. Già.

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Calciomercato Juve: analisi della difesa

In attesa che il calciomercato bianconero entri nel vivo, cominciamo una analisi dei reparti bianconeri. Tre puntate, una per ogni reparto, allo scopo di capire cosa serve a Conte per rinforzare ancora di più la rosa. Cominciamo dalla difesa.

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Chi dietro Buffon?

In porta non si può star più tranquilli. Gigi Buffon è tornato Gigi Buffon dopo l’appannamento che lo aveva visto protagonista con Del Neri in panchina. Il numero 1 dei numeri 1 ha trovato nuovi stimoli e la fascia di capitano resterà salda sul suo braccio anche l’anno prossimo. Dubbi permangono su Storari. Non già sulle sue immense qualità, tanto da essere considerato un numero 1 bis, più che un numero 12, quanto proprio per la volontà del ragazzo di giocarsi le ultime carte in un’altra piazza. Merita qualcosa di più che la panchina e la Juve lo accontenterà. Pelizzoli come secondo è l’idea che gira a Torino da un po’ di giorni. Serve un portiere affidabile e pronto per subentrare in caso di necessità.

Se l’assetto dei difensori centrali è completo, in zona terzini la Juve rischia di trovarsi scoperta.

Alla ricerca del terzino sinistro perduto

Bonucci, Barzagli e Chiellini rappresentano il miglior terzetto italiano. Con la difesa a 3 la Juve ha garantito il muro che regge da due campionati. Marrone è il primo in lista per la sostituzione di Bonucci, mentre Caceres è duttile per dare il cambio a Barzagli o Chiellini.

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Proprio Chiellini permette a Conte di spostarlo con tranquillità anche sulla sinistra in caso di 4–4–2. Su quella fascia Paolo De Ceglie sembra aver perso la fiducia del tecnico, mentre salgono le quotazioni di Peluso che all’occorrenza va bene pure per il 3–5–2. A destra la zona è coperta ampiamente da Lichtsteiner.

In ogni caso la Juve sta cercando un altro centrale. Forse la Champions, forse la variazione di modulo spingono Marotta alla ricerca di un difensore affidabile in grado di sostituire efficacemente i tre moschettieri della difesa. Forse anche per il punto interrogativo sopra la testa di Marrone: rimarrà o verrà ceduto?

A sinistra, con la partenza di De Ceglie, si impone la ricerca di un terzino di spinta in grado di fornire le sgroppate tanto care a Conte. Lo ha fatto benissimo, però da quinto di centrocampo, Asamoah che quest’anno è chiamato brillare come nella prima parte di stagione.

Presente e futuro della difesa bianconera

In definitiva: il dubbio Marrone impone l’acquisto di un difensore centrale duttile ed esperto, sicura la conferma del terzetto Barzagli-Bonucci-Chiellini, confermati Peluso (appena riscattato a 4,5 milioni di euro) e Lichsteiner, in calo le quotazioni di De Ceglie. Serve un terzino sinistro di valore. Senza scomodare il sogno impossibile Bale, Kolarov sarebbe perfetto per gli automatismi di Conte, così come Coentrao del Real Madrid: il problema è il costo.

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Che campionato sarà nel 2013?

Finisce l’anno, quasi concluso pure il girone d’andata di questo strano campionato. Una sola è la coerenza: la Juve in testa. Saldamente in testa, mentre il resto del gruppone si divide i compiti di antiJuve, seconda forza del campionato, zona Champions e via così.

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La classifica recita così:

  • Juventus 44
  • Lazio 36
  • Fiorentina 35
  • Inter 35
  • Napoli 34
  • Roma 32

La prima cosa che sottolineiamo è la risalita della Roma, che però si sposa con un continuo rallentare delle squadre che le stanno davanti. Per esempio i nerazzurri cadono spesso, su campi probabili o improbabili. Per esempio il Napoli ha subito con una doppia pesante sconfitta quel piccolo vezzo di Scommessopoli dove comunque la Società è stata salvata, anche se vi diranno l’esatto contrario. L’unica squadra che mi preoccupa è la Fiorentina che se solo avesse una grande prima punta potrebbe tranquillamente stare più in alto, così come la Lazio a cui la punta non manca, ma forse servirebbe uno sforzo di mercato per la difesa.

Che tipo di campionato sarà nel 2013?

La Juve sembra lanciata, ma occorre comunque prudenza. E’ la squadra più squadra di tutte, con un equilibrio di qualità quasi perfetto fra tutti i reparti, con la panchina anche migliore. E certamente Conte fa la differenza rispetto a tutti gli altri tecnici. Otto punti dalla seconda sono tanti, soprattutto se la seconda non sembra la reale pretendente al titolo. Il Milan non solo non fa paura, ma è davvero lontanissimo, così come i cugini. Al Napoli mancano invece 10 punti per raggiungere la Juve.

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Sulla base di queste osservazioni si assisterà, secondo molti, a un vivace mercato invernale dove le avversarie dei bianconeri cercheranno di rinforzarsi. E la Juve?

La Juve cercherà di mettere qualche toppa agli infortuni. Secondo me è pesata l’assenza di Pepe, ma si spera che Isla si riprenda totalmente nel 2013. Mentre è fondamentale trovare un’alternativa ad Asamoah che sarà assente per un po’ di partite. Quest’alternativa potrebbe essere Peluso, difficilmente sarà Kolarov (il mio preferito). Un jolly e un difensore? Già perché Chiellini starà via per un po’ di tempo e allora Marrone non si muoverà, ma occorre forse un altro uomo esperto di difesa a 3, capace di giocare al centro o nel centro-sinistra. Ecco perché Conte vorrebbe Peluso che sarebbe in grado di svolgere il doppio ruolo.

Complicato, a quanto pare, arrivare a un top player. Si farà un tentativo per Llorente, si farà un tentativo per Drogba ma alle condizioni di Marotta (lauto ingaggio per 6 mesi, ma pesa la Coppa d’Africa).

A centrocampo la Juve invece è ampiamente coperta, sperando in nessun tipo di infortunio.

Conte vuole uomini a sufficienza per superare il primo vero momento delicato della stagione e cioè il mese di gennaio, pieno zeppo di impegni. L’idea è far arrivare la Juve prontissima al doppio impegno europeo e poi chiudere in crescendo sotto il profilo della condizione atletica, Champions o non Champions. Conte vuole tutto, i tifosi vogliono tutto e fortunatamente davanti non c’è nessuno: è Juve contro Juve, come molte volte è accaduto nella storia del calcio.

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Tutte le strade portano al 3-5-2: il mercato della Juve

Il mercato della Juventus si sta pian piano delineando, e assume una forma sempre più precisa. Si va verso la conferma di un modulo che ha garantito grande solidità, e cioè il 3-5-2.

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Vero che con il 4-3-3 la Juventus ha mostrato un calcio a tratti spettacolare, sempre alla ricerca del gol, ma il modulo che più ha convinto Antonio Conte è stato quello con la difesa a tre. Ha così valorizzato le caratteristiche di Bonucci, quasi rendendolo un libero: effettivamente l’ho visto spesso staccarsi dalla difesa, e impostare l’azione, quando Pirlo era braccato.

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La difesa a tre ha dato maggiore sicurezza al pacchetto arretrato e maggior consapevolezza dei propri mezzi: l’anno scorso Chiellini al massimo arrivava a centrocampo, dava la palla al centrocampista e tornava subito indietro. Quest’anno no.

Non è un caso quindi che il mercato bianconero sia alla ricerca di esterni di corsa, in grado di coprire tutta la fascia: in Italia il maestro è Maggio del Napoli. In effetti il 3-5-2 bianconero ha un pò peccato sulle fasce: Caceres e Lichtsteiner sono terzini puri, adattati nei 5. Così come De Ceglie, a mio avviso ancora acerbo per palcoscenici internazionali. La Juve lavora in questa direzione, e non è un caso che abbia puntato forte sul riscatto di Estigarribia, forse il più indicato in quel ruolo, anche se nasce come ala pura. E non è una coincidenza che la Juve stia cercando anche di pescare dall’Udinese, squadra che insieme al Napoli ha mostrato il migliore 3-5-2 italiano.

Armero è nel mirino da tempo, sarebbe il top sulla sinistra: grande corsa, buoni inserimenti. Negli ultimi giorni si è inserita anche nella corsa per Isla, che sembrava destinato all’Inter: la sensazione è che uno dei due potrebbe arrivare insieme ad Asamoah. Un altro elemento che ha fatto riflettere è stato il rifiuto della Juve a una telefonata ricevuta da Monaco di Baviera: il Bayern avrebbe offerto Robben (ideale per il 4-3-3), che ha manifestato malcontento dopo che i tifosi lo hanno beccato per via del rigore sbagliato nella finale di Champions. Abbiamo detto esterno anche di caratura internazionale: l’ultimo nome è Kolarov, ma sono delle voci ancora tutte da verificare. La sensazione è che la Juve stia lavorando in questa direzione, ma deve farlo bene: il 3-5-2 è il modulo degli esterni instancabili, capaci di fare entrambe le fasi. E alla Juve il 3-5-2 ha dato si grande solidità, ma non quegli automatismi tipici di quello schieramento, e questo è dipeso dagli esterni.

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Polveriera ManCity: cessioni eccellenti in vista

Il giorno in cui affidarono la squadra a Roberto Mancini parte della critica si disse sicura di una cosa: il ManCity non riuscirà a vincere. E ricordando la precedente esperienza con l’Inter non si fece fatica a crederlo.

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Ora più che mai la società è in difficoltà. Mancini non ha saputo dare alla squadra un gioco né, tanto meno, una identità precisa di gruppo. Anzi, proprio il gruppo è quello che manca, così farcito di così tante personalità differenti, prime donne, stipendi alti e scarsa disciplina.

Edin Dzeko

Edin Dzeko: la Juve provò a portarlo a Torino nell'estate del 2010

Sono numerosi i litigi dell’allenatore con i vari giocatori: da De Jong a Balotelli, da Tevez a Dzeko. Una rosa di altissimo livello senza un condottiero capace di equilibrarne i valori per garantire la giusta direzione. Direzione intesa come credibilità nel comando e come obiettivi da raggiungere.

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In questo 2012 il ManCity ha sprecato il vantaggio in classifica che lo vedeva indiscutibilmente lanciato verso la conquista della Premier e si è fatto clamorosamente eliminare dalla Champions e dalla Europe League.

Difficile commentare le scelte tattiche e di uomini da parte di Mancini che può vantare una potenza di fuoco assolutamente di primo livello. Ma ora tutta l’impalcatura scricchiola e il tecnico non sa fare altro che scegliere l’obiettivo più facile su cui scaricare tutte le colpe. Quel Mario Balotelli che avrà certamente un suo peso nel fallimento stagionale, ma non è di sicuro l’elemento più colpevole.

Detto questo la sponda City di Manchester diventa ora territorio di caccia interessante. Troppi i volti scontenti di questa rosa, troppi soldi spesi e troppe tensioni per evitare nel prossimo mercato alcune partenze. Tevez è l’indiziato numero uno, a meno che lo sceicco non decida di silurare sin da subito il tecnico. Poi c’è Dzeko, sogno proibito di Andrea Agnelli che non riuscì a portarlo a Torino perché la Famiglia non volle mettere la firma su un assegno da 25 milioni di euro. E ci sarebbero altre pedine interessanti. Impossibile arrivare ad Aguero, insostenibili infatti le cifre dell’argentino, e forse semplicemente desideri i vari Silva, Nasri. Più accessibili Kolarov (l’ex laziale farebbe comodo per dare un’alternativa valida a De Ceglie) e De Jong (considerato un alter ego di Nainggolan).

Voi chi prendereste?

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Le ultime news sul mercato bianconero

Zamparini: Juve da 5° posto? In realtà, per bocca del presidente rosanero, è un’affermazione. Che descrive bene peraltro cosa voleva significare Calciopoli: riscrivere le gerarchie in modo doloso, attraverso l’unica azione possibile e cioè l’uccisione della Triade e della Juve. Solo ora può permettersi, colui che si batteva niente-popò-di-meno-che dagli studi del Processo di Biscardi in difesa delle piccole e del rispetto delle regole, di dire certe cose. Che lasciano il tempo che trovano. Quella che dovrebbe essere una provocazione passa quasi inosservata. In risposta a tale frase da Torino non giugne nulla. Il silenzio, di quelli che però fanno male. Come il bambino fastidioso che stuzzica chi lo ignora. E ignorandolo il bambino si innervosisce, ci resta male. Al di là dell’uscita incongrua al blasone che Zamparini si è meritato nella sua lunga carriera, il pazzoide non dice nulla di nuovo. Che è pure la giustificazione del passaggio dei poteri a Andrea Agnelli il quale ha smantellato la struttura interista precedente per lasciare posto a gente competente, quale Marotta e Paratici. Il problema di Zamparini è che la sua è un’uscita infelice. Solo l’ultima di una lunghissima serie. Piuttosto, provi un po’ a rispondere sulle plusvalenze fittizie e le varie magagne politiche ordite in FIGC. (approfondimento)

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Kolarov direbbe di sì. Il che non solo è una illusione grande quanto una casa, ma è pure un’ammissione di voler andar via a tutti i costi. Il progetto Lotito scricchiola, anche paurosamente. Gente infelice, gente che vuole smontare la tenda e piazzarsi altrove. Ma supponiamo anche per un attimo che Kolarov sia un obiettivo possibile, domandiamoci: come potremmo arrivare al serbo? La soluzione money-cash è scartata a priori, non resta che aggrapparsi alle contropartite. Ma i lauti stipendi elargiti da Blanc-Secco frenano, e non poco, le prospettive di manovra di Marotta. Da Poulsen a Grygera, da Zebina (tanto per fare un nome) a Grosso: ingaggi troppo alti. Resterebbero in piedi alcuni giovani, tipo Giovinco per il quale non mi sono ancora rassegnato a vederlo partire. Difficile anche qui, ma non impossibile. Se proprio il genietto di Beinasco deve essere ceduto, allora proviamo a sfruttarne al massimo l’appeal delle pretendenti, tipo la Lazio scambiandolo (più conguaglio) con Kolarov e mettendo fine alla ricerca spasmodica di un terzino sinistro. (approfondimento)

Gallas: si prova a trattare. Finito, come peggio non poteva finire, il campionato del mondo della Francia, Gallas è libero di trovare una sistemazione per il prossimo anno. La sua intenzione è quella di accasarsi per l’ultima volta, probabilmente, in una squadra di prima fascia. Provando a firmare per un valore annuale mica male. Ne vorrebbe, stando alle voci, 3 all’anno. Stiamo parlando di milioni di euro, una unità di misura che a Torino hanno cominciato a odiare. Da Torino arriverà picche in risposta a tale richiesta, Marotta ne proporrà appena 2 per due anni. La Juve offre una cassa di risonanza migliore e maggiore rispetto a certe formazioni greche o turche o perfino francesi. E sempre alla Juve proverebbe a sfruttare non poche occasioni, visto l’annata complicata per Del Neri, lunga ed estenuante. Avere tre centrali affidabili è fondamentale. Chiellini c’è, Bonucci quasi, Gallas potrebbe proprio essere il terzo. A zero euro non sarebbe male. E non valuto il mondiale francese. (approfondimento)

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Appunti sulla nuova Juve di Del Neri

Uno dei primi acquisti purtroppo non potrà scendere in campo. E sì che ci sarebbe un folle bisogno di Pavel Nedved. La Furia Ceca seguirà Andrea Agnelli e opterà per un ruolo da consigliere. Lì, vicino al suo amico e da domani Presidente. Farà anche l’osservatore nell’Europa dell’Est, laddove è nato e cresciuto. Il suo apporto e la sua competenza possono risultare fondamentali in un team scarsamente armato di rabbia e determinazione.

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Chiuso il capitolo Del Neri, si apre un lunghissimo dibattito interno. Allo studio di Andrea e Marotta e Del Neri la rosa attuale. Quella che ha praticamente fallito ogni progetto pronosticato da quei tre imbecilli che hanno abusivamente occupato Corso Galileo Ferraris. Le parole di Marotta sembrano quelle di una persona intelligente: “Più che la rosa qui c’è da ricostruire la mentalità”. Parole sante. Parole sante.

Intanto Del Neri proverà a convincere Gigi Buffon e non vedo come potrà farlo. Di parole ne serviranno poche, perché inutili. Che tipo di garanzie potrà offrire Gigi-allenatore a Gigi-giocatore? Sono proprio curioso di capire come andrà a finire. Qui, forse, l’unico che può giocare un ruolo decisivo è proprio Andrea Agnelli, magari accompagnato dalla chioma bionda di Pavel Nedved. E sia chiaro: l’anno prossimo non si vincerà nulla, probabilmente.

Mentalità, certo, ma non solo. Evidentemente ci sono buchi in questa rosa che sono stati trascurati. La cabina di regia è sprovvista di protagonista. Se Mario Monicelli è troppo grande per giocare, ce ne serve uno di pari livello. Palombo ha fatto benissimo a Genova, ma ha quasi 29 anni, non costa certo due euro e francamente trovo che ci siano diversi altri giocatori più forti e anche più giovani di lui. Inoltre come si può pensare di smantellare una Samp in Champions? Discorso che vale certamente per Pazzini e Cassano. L’unico realmente prendibile è Ziegler, lo svizzero che corre in fascia. Già, la fascia? Arma letale di Mister Del Neri. Servono degli specialisti. Sia in difesa dove Grosso sta per essere bocciato pure da Lippi, sia a centrocampo.

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Riprende quota la maglia di Camoranesi. Difficile rinunciare a uno come lui. Difficile andare a trovare in giro per l’Europa un sostituto all’altezza, figuriamoci in Italia. Complicato pure scommettere su qualche giovanotto bianconero. L’unico che lo ha rimpiazzato a dovere è stato Palladino, ma dubito che Del Neri voglia puntare sul genoano. Più probabile un rientro in casa madre di Criscito: che errore lasciarlo andare via! Errore di Ranieri, accidenti a lui. Proprio Nedved in queste ore sembra suggerire la pista che porta in Russia, dove però di soldi ne circolano in abbondanza. Si chiama Krasic e vagamente, fisicamente, ricorda proprio Nedved. Gioca a destra, corre molto, va spesso in gol. Ha 25 anni e servono da 10 milioni di euro in su. Cifra spendibile, ma bisogna muoversi. Altri nomi sinceramente non mi sento di farli, a meno di qualche eccezionale scambio.

Felipe Melo piace a Wegner: bene, ci dia Van Persie così sistemiamo la fascia sinistra. Diego piace all’Atletico Madrid? Bene, ci diano un esterno di grande valore. Capello lanciò Reyes, magari Andrea può fare una telefonata e farsi schiarire le idee sullo spagnolo.

Sempre circa le corsie, c’è assoluto bisogno di individuare il titolare della fascia destra del prossimo anno. Io terrei tutta la vita Caceres. Ma punterei anche su qualche altro nome. A sinistra Kolarov sarebbe perfetto negli schemi delneriani: perfetto per attaccare e anche per difendere, con quella bordata micidiale da far invidia a un Diego che con quel piattone mi ha fatto quasi bestemmiare quest’anno.

Ultimo appunto: ma Oriali non doveva rimanere a casa? Le regole valgono per tutti o cosa? Che ci faceva in campo a Siena?

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